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I cinque Elementi, l'Universo in noi

Il corpo umano come manifestazione dell'energia cosmica espressa in cinque elementi basilari

I cinque Elementi, l'Universo in noi
24 agosto 2007

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Glossario sanscrito

Scrive Charaka: «L'uomo è l'epitome dell'universo; ciò che è nell'universo è nell'uomo, ciò che è nell'uomo è nell'universo».

L'Âyurveda spiega che tutto quanto ci circonda, le sostanze materiali, è il frutto di una aggregazione temporanea di elementi fondamentali chiamati bhûta o «entità»: essi sono di cinque tipi (Pañchamahâbhûta) in rapporto alle loro peculiari caratteristiche.

Ritroviamo i bhûta anche nel Sâmkhya (uno dei sei sistemi di pensiero tradizionali indiani) e nello Yoga, secondo cui i cinque elementi grossolani fanno parte delle ventiquattro (o ventisei) categorie della realtà o principi della Natura. Questi cinque elementi sono definiti «anu», ovvero indivisibili: si tratta della teoria atomistica che l'Âyurveda prende in prestito dal Vaiseshika, un'antica scuola di pensiero indiana, da cui prendono spunto anche molti dei grandi trattati ayurvedici.

Tutto è costituito da queste cinque entità di base, che in proporzioni diverse si aggregano o si separano. Esse sono: Etere (Âkâsha), Aria (Vâyu), Fuoco (Agni), Acqua (Ap o Jala) e Terra (Prithivî).

Questi elementi si riferiscono agli stati eterico, gassoso, radiante, fluido e solido della materia e ai loro rispettivi principi di spazio, movimento, luce, coesione e densità. Essi pertanto sono molto più sottili e completi delle loro controparti visibili sulla terra.

Quando viene a mancare l'armonia tra noi e la natura, quando gli elementi in noi cambiano il loro equilibrio, inizia il processo del disordine, dello squilibrio e della malattia. A livello macrocosmico tutto si muove in armonia ed in base ad un ordine ben stabilito, tuttavia con le nostre azioni possiamo creare il disordine.

Quello che gli antichi saggi conoscevano solo ora appare chiaro ai nostri occhi: gli elementi che risiedono all'interno di noi non sono altro che il riflesso di quanto ci circonda, l'armonia fra il mondo interiore ed esteriore è di importanza vitale per la nostra salute e sopravvivenza e noi ne siamo direttamente responsabili.

Etere (Âkâsha)

E' l'elemento onnipresente che tutto pervade, è la dimora degli altri quattro elementi, è lo spazio che separa i differenti oggetti e ne permette la varietà ma differenzia anche le parti di uno stesso oggetto. Nel corpo rappresenta inoltre gli spazi vuoti, come ad esempio nel tratto intestinale, nei vasi linfatici e sanguigni, negli spazi intercellulari, nei polmoni.

L'udito è connesso con l'Etere e il suo organo di senso è l'orecchio. Non è dominato dagli altri elementi, ha movimento ma non ha gusto. La mente dominata dall'Etere è sattvica.

Etere o spazio è il primo degli elementi, è lo spazio, è il vuoto che permette alle cose di esistere e manifestarsi.

Secondo la tradizione i rishi (saggi, veggenti) percepirono che all'inizio il mondo esisteva in uno stato di coscienza immanifesto. Da quello stato di coscienza unificata si manifestarono sottili vibrazioni del primordiale suono cosmico AUM. Da quella vibrazione apparve il primo elemento, l'Etere.

Quest'elemento etereo quindi cominciò a muoversi ed i suoi movimenti sottili crearono l'Aria, che è Etere in azione. Il movimento dell'Etere produsse una frizione, ed attraverso quella frizione fu generato il calore. Particelle d'energia-calore si combinarono a formare intensa luce e da questa luce si manifestò l'elemento Fuoco. In questo modo l'Etere si manifestò come Aria, e fu lo stesso Etere che più tardi si manifestò come Fuoco. Attraverso il calore del Fuoco, certi elementi eterei si dissolsero e si trasformarono in liquidi, manifestando l'elemento Acqua, e quindi si solidificarono per formare le molecole dell'elemento Terra. Così l'Etere si manifestò nei quattro elementi di Aria, Fuoco, Acqua e Terra.

Aria (Vâyu)

L'Aria è l'elemento del movimento; contiene l'ossigeno che è di vitale importanza per tutti gli esseri viventi. Il suo senso è il tatto e l'organo di azione è la pelle; controlla tutte le attività del corpo: è responsabile di tutte le pulsazioni, delle azioni connesse con l'aria come la respirazione; tutti gli impulsi del sistema nervoso centrale sono governati dall'Aria corporea. La sua funzione è di rendere il corpo asciutto e leggero. La mente dominata dall'Aria è rajasica.

Nel Rig Veda il vento è denominato Vâta o Vâyu: la prima parola viene usata principalmente per l'elemento e la seconda per il Dio. Il vento è collegato alle acque primordiali, viene chiamato primogenito e viene proclamato di origine sconosciuta perché nessuno sa dove vada e da dove venga; lo si sente ma non lo di vede, è invisibile, può essere solo percepito e sentito, mai afferrato o compreso. Il vento possiede il dono della vita eterna, è il dispensatore del principio di vita, il seme della vita.

Fuoco (Agni)

La sorgente del Fuoco e della luce nel sistema solare è il Sole; nel corpo umano la sorgente del Fuoco è il metabolismo: il Fuoco lavora nell'apparato digerente, in tutti i processi di trasformazione fisica e mentale e si manifesta come intelligenza.

Fuoco da sempre amico dell'uomo, il mediatore, il fuoco sacro e sacrificale e allo stesso tempo il fuoco che è il Sole, nelle cose che bruciano e nel cuore dell'uomo: ovunque lo stesso eppure sempre differente.

Agni come importante fenomeno naturale viene innalzato a divinità e l'idea di Agni nasce dal Sole ardente, che con il suo calore accende ogni cosa sia infiammabile. Viene dalle nuvole sotto forma di fulmine, è il portatore del fuoco. Viene raffigurato con una barba rossiccia, mascella quadrata e denti roventi. Il legno e il ghee sono i suoi cibi, brilla come il Sole che disperde l'oscurità della notte. Il suo sentiero è nero quando invade le foreste, e la sua voce è come il tuono del cielo. Così si pensa che il fuoco abiti non solo sulla terra, nel focolare o sull'altare, ma anche in cielo e nell'atmosfera, come il sole e l'aurora e come il fulmine tra le nubi.

Ben presto diventa un Dio supremo che si estende oltre il cielo e la terra e via via che il concetto si fa sempre più astratto, esso appare sempre più sublime. Agni assume quindi il ruolo di mediatore tra gli Dei e gli uomini ed è colui che tutti aiuta.

Acqua (Ap o Jala)

L'Acqua è il quarto importante elemento nel corpo, si manifesta in tutte le secrezioni ed è assolutamente vitale per il funzionamento dei tessuti, degli organi e dei vari sistemi corporei; l'Acqua corporea è chiamata l'Acqua della Vita.

L'Acqua è collegata al gusto, il suo organo è la lingua - senza acqua la lingua non può gustare.

In quasi tutte le tradizioni del genere umano le acque occupano un posto speciale; sono l'elemento primigenio supra il quale tutto il resto riposa.

La loro prima funzione antropocosmica è la purificazione: ancora oggi è pratica quotidiana immergere idoli o oggetti nelle acque considerate sacre, per simboleggiare il ritorno alle origini, la regressione, la rigenerazione, una nuova nascita.

Le acque possiedono un carattere intermedio: non sono né aria né cielo, si trovano sulla terra ma vengono dal cielo, portano la vita ma possono anche essere letali, purificano ma possono anche essere fangose, scorrono sulla superficie ma anche in fiumi sotterranei.

Nella terra così come nell'individuo prendono le forme più diverse e hanno la libertà illimitata del divenire. Incorporando in sè tutte le virtualità, l'acqua diventa un simbolo di vita, ricca di germi: feconda la terra, gli animali, le donne.

Ricettacolo di ogni virtualità, fluida per eccellenza, sostegno del divenire, l'Acqua è paragonata o direttamente assimilata alla Luna. I ritmi lunari e acquatici sono governati dallo stesso destino, comandano la comparsa e la scomparsa periodica di tutte le donne, e danno al divenire universale una struttura ciclica. Lo spirito delle acque, l'Apam, rappresenta la fonte della vita; nel Rig Veda si dice che «Dalle acque è prodotto questo Universo». Le acque veicolano l'energia divina proprio come il sangue è il veicolo della vita umana.

Terra (Prithivî)

La Terra è il quinto ed ultimo elemento del cosmo presente nel microcosmo; la vita è possibile su questo pianeta perché la Terra mantiene tutte le sostanze viventi e non viventi sulla sua solida superficie. Nel corpo tutte le strutture solide - ossa, cartilagini, muscoli, tendini, pelle, capelli - sono derivate dalla Terra.

La Terra è collegata al senso dell'olfatto ed il suo organo è il naso.

La «vasta», la «estesa»: si tratta della terra e della sua personificazione come Dea. Secondo il Rig Veda questo termine indica, in particolare, uno dei due elementi che compongono il mondo fisico: la terra (Prithivî) e il cielo (Div) che a volte vengono indicati congiuntamente come Dyava-Prithivî.

Prithivî viene definita il grembo di Agni, il luogo in cui ha origine l'embrione della vita; è anche in questo senso che viene detta anche la Madre. Essa si trova in stretta connessione con la fertilità, per gli Dei Prithivî è Aditi, per gli agricoltori è Sita, per gli esseri viventi è la Terra.

La Terra - si afferma - è il giudice definitivo quando viene posta in dubbio l'innocenza o l'integrità di una persona. Lo stesso Buddha chiamò la Terra a testimoniare la sua integrità e la verità del suo insegnamento; è per questo che viene spesso raffigurato seduto mentre tocca la terra con la mano destra.

Dalla Terra sono creati tutti i corpi viventi organici, inclusi quelli del regno vegetale ed animale, incluso l'uomo. La Terra contiene anche le sostanze inorganiche che comprendono il regno minerale ed in questo modo dal grembo dei cinque elementi è generata tutta la materia.

I cinque elementi basilari esistono in tutta la creazione in un'infinita varietà di proporzioni: essi fanno parte della danza dinamica della creazione e si manifestano ed interagiscono in continuazione; il cambiamento di un elemento provoca ripercussioni sugli altri.

Nella membrana cellulare, ad esempio, sono presenti tutti gli elementi, ma la Terra è predominante, poiché fornisce la struttura alla cellula stessa. L'elemento Acqua predomina nel citoplasma, il liquido della cellula. I processi metabolici che regolano le cellule sono governati dall'elemento Fuoco. L'elemento Aria predomina nei gas delle cellule e lo spazio occupato dalla cellula rappresenta l'elemento Etere.

L'Âyurveda considera il corpo umano e le sue esperienze sensoriali come manifestazioni dell'energia cosmica espressa nei cinque elementi basilari. Gli antichi rishi percepirono che questi elementi ebbero origine dalla Pura Coscienza Cosmica. L'Âyurveda mira a mettere ogni individuo in grado di portare il complesso corpo/mente in perfetta relazione armonica con quella Coscienza.

Nello studio dell'Âyurveda è importante comprendere che «uno è in tutto e tutto è in uno» e sebbene gli elementi abbiano diverse caratteristiche, collaborano tra loro essendo sempre tutti presenti, anche se con dominanze diverse; essi hanno varie qualità che mantengono nell'uomo i processi di creazione, conservazione e trasformazione che corrispondono ai tridosha (i tre dosha o energie derivanti dalla combinazione degli elementi).

di Carmen Tosto

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