Adduttore infiammato / Ashtanga yoga

lo yoga come terapia per il corpo e per la mente
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kore
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Adduttore infiammato / Ashtanga yoga

Messaggioda kore » 16 marzo 2018, 12:34

Sono una praticante di Ashtanga yoga da un paio di anni. Ad oggi ho 31 anni e da gennaio ho subito un trauma all'adduttore sinistro che ha ostacolato anche la normale camminata. Dopo un mese di riposo che non ha portato miglioramento ho consultato un centro specializzato che mi ha consigliato di intervenire tramite laser terapia. Il miglioramento c'è stato, sicuramente, ma la gamba continua ancora a non essere operativa come lo era prima e molte posizioni yoga sono ancora inattuabili. Non riesco neanche a sedere nella posizione del loto perché non appena provo ad abbassare il ginocchio a terra tira esageratamente. Sto lavorando in casa con esercizi indicati per la pubalgia, come la posizione della rana Souchard ed allagamenti dello psoas.
Questo improvviso arresto della pratica, parte integrante delle mie giornate, ha aumentato un senso di sfiducia e un crollo emotivo. Ho deciso di riprendere il movimento praticando hatha e cercando di lasciar andare ciò a cui il corpo si era affezionato: flessibilità, vinyasas, sequenze dinamiche. Ma mi manca e non so se è soltanto una questione di tempo di recupero di un arto che ha subito un forte trauma o un problema con cui dovrò fare i conti per lungo tempo.
Ringraziandovi anticipatamente se lascerete un consiglio o una parola di incoraggiamento
auguro buona pratica a tutti

Shanti

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fabio
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Re: Adduttore infiammato / Ashtanga yoga

Messaggioda fabio » 16 marzo 2018, 15:43

kore ha scritto:Sono una praticante di Ashtanga yoga da un paio di anni. Ad oggi ho 31 anni e da gennaio ho subito un trauma all'adduttore sinistro che ha ostacolato anche la normale camminata. Dopo un mese di riposo che non ha portato miglioramento ho consultato un centro specializzato che mi ha consigliato di intervenire tramite laser terapia. Il miglioramento c'è stato, sicuramente, ma la gamba continua ancora a non essere operativa come lo era prima e molte posizioni yoga sono ancora inattuabili. Non riesco neanche a sedere nella posizione del loto perché non appena provo ad abbassare il ginocchio a terra tira esageratamente. Sto lavorando in casa con esercizi indicati per la pubalgia, come la posizione della rana Souchard ed allagamenti dello psoas.
Questo improvviso arresto della pratica, parte integrante delle mie giornate, ha aumentato un senso di sfiducia e un crollo emotivo. Ho deciso di riprendere il movimento praticando hatha e cercando di lasciar andare ciò a cui il corpo si era affezionato: flessibilità, vinyasas, sequenze dinamiche. Ma mi manca e non so se è soltanto una questione di tempo di recupero di un arto che ha subito un forte trauma o un problema con cui dovrò fare i conti per lungo tempo.
Ringraziandovi anticipatamente se lascerete un consiglio o una parola di incoraggiamento
auguro buona pratica a tutti

Shanti


Ciao kore, e benvenuto.
Io non so esserti molto utile per il tuo processo di guarigione. Quello che posso dirti è che, col passare del tempo, il corpo cambia e con esso il tuo modo di approcciarti ad esso. Vuoi per un trauma, vuoi per l’età, inesorabilmente bisogna fare i conti con i cambiamenti del fisico e, aggiungo, della mente.
Il mio corpo non è quello di quando avevo 30 anni, e se rileggo i primi messaggi che scrissi qui sul forum mi viene un po’ da sorridere.
Sono cambiato, mi sono trasformato.
Senza metterci necessariamente un giudizio, bene o male, migliore o peggiore. Semplice cambiamento, trasformazione.

Ed è inesorabile, e bisogna accettarlo e conviverci.
Guai in fondo, a rimanere sempre gli stessi. Ci si crogiola in un brodo inutile. La rigidità è morte, diceva un mio amico.

Indubbiamente fai benissimo a cercare un processo di guarigione per il tuo problema, ma cerca di non farlo diventare motivo di sconforto bensì di studio e approfondimento, di te e del tuo corpo.

E’ sicuramente una occasione di “crescita”. Sfruttala.

Accadono delle cose che ci “svegliano” dal nostro torpore (magari una eccessiva affezione a determinate pratiche…) e sono quelle cose che un praticante serio deve riuscire a comprendere, accettare, usare.

Buono studio
IL GRANDE CONTROLLORE

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Re: Adduttore infiammato / Ashtanga yoga

Messaggioda peppino03 » 17 marzo 2018, 10:17

Concordo con Fabio cambiare ed adattarsi è difficile, ma rimane sempre gli stessi è da stolti.

A seguito di 3 operazioni con conseguenti placche, ora devo fare, spero ,l ultima della mia vita per la rimozione di una placca.
Ti posso consigliare innanzitutto di farti seguire da un fisioterapista almeno per i primi 2 mesi, poiché le operazioni alle gambe ti sconbussalano il corpo.

Esempio io non ci ho fatto caso al mio ginocchio ,prendono sotto mano la situazione, e per quasi due anni zoppicava senza accorgermene.
Per quanto riguarda il dolore Delle posizioni, il dolore è tuo amico ascoltaci e parlaci, se ti fa male in quella posizione semplicemente non la fare o modificarla in modo che non ti faccia male.

Per quanto riguarda il lato emotivo essere menomanti anche solo per pochi mesi è terribile , sfogati con qualcuno e parlane aiuta a scaricare la tensione. e se proprio stai male parlane con uno psicologo. Buona guarigione ^^

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kore
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Re: Adduttore infiammato / Ashtanga yoga

Messaggioda kore » 20 marzo 2018, 9:33

Accadono delle cose che ci “svegliano” dal nostro torpore e sono quelle cose che un praticante serio deve riuscire a comprendere, accettare, usare.


Grazie per avermi dato una più chiara chiave di lettura e lo stimolo a reagire con la comprensione, la pazienza e l'ascolto interno. Approfondirò in me stessa il cammino yogico della mia vita e modificherò i miei vecchi atteggiamenti di pratica.
Spero che questo ostacolo si riveli come la buona occasione di un profondo rinnovamento!

Shanti


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