Ho srotolato la Serpentessa?

chakra, nadi, kundalini ed esperienze del corpo energetico
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Messaggioda AT » 16 novembre 2005, 16:21

Non c'è il rischio che tutto questo lavoro sulle energie, tutta questa ricerca dell'autotrasformazione, sfocino in una forma sottile e pericolosa di narcisismo, e finiscano per allontanare dal vero senso della vita? Osservate i seguaci delle grandi religioni monoteiste: c'è la dimensione comunitaria, l'inserimento nella società e la sottomissione Dio, e questo è ciò che conta. Non si va alla ricerca di stati alterati di coscienza, di esperienze paranormali o di energie impersonali, anzi tutto questo viene fermamente condannato.
Forse l'unico modo per lavorare con le energie in maniera positiva è quello di farlo nell'ambito di una grande tradizione spirituale, come monaco buddhista o induista, e allora la dimensione sociale e quella interiore si armonizzano reciprocamente. Ma a questo punto sorge un problema: qual'è la verità? Perché se il Cristianesimo è vero, allora l'Induismo o il Buddhismo non lo sono, e viceversa. C'è una Verità al di sopra di tutti, al di sopra delle nostre scelte. Io ho lasciato perdere tutto proprio perché questa Verità non la conosco.

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 16 novembre 2005, 16:25

Conosci qualcuno che le conosce senza aver intrapreso una ricerca personale?
Il Manzo non Esiste

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Messaggioda AT » 16 novembre 2005, 16:45

D'accordo, ma nel frattempo, almeno per me, ci sono tanti altri aspetti della vita sui quali concentrare l'attenzione. Ci sono attività costruttive che non vengono condannate da nessuna religione e che sono senz'altro più sicure del risveglio di Kundalini o dello yoga taoista delle energie interne. Per esempio, nel mio caso, cercare di diventare una persona meno contorta e dotata di un carattere più stabile.

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Yoga taoista

Messaggioda Paolo proietti » 16 novembre 2005, 17:07

Per caso hai studiato le tecniche di Mantak Chia?
(ho visto che usi il termine orbita microcosmica invece della traduzione piccolo Circuito Celeste)
credo che siano molto dure e potenzialmente pericoloso.
anche per la mente...
Il Manzo non Esiste

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ManRay
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Messaggioda ManRay » 16 novembre 2005, 17:35

Io penso che non ci sia nulla di sbagliato nell' interessarsi a queste tecniche, perchè rappresentano anch' esse una parte della vita. Il cercare di migliorarmi e di scoprire la Verità penso siano i miei obiettivi principali da sempre. Ma ciò non è vero per tutti. Ad alcuni delle verità ultime glie ne frega ben poco, per altri sono una ragione di vita. Per qualcuno lo scopo della vita è praticare lo Yoga o ottenere l' illuminazione. Non ci vedo nulla di sbagliato in questo. Buddha ad esempio HA abbandonato tutto e tutti per giungere alla Verità. Così , guardando dal punto di vista opposto, nessuno è profeta in patria, per cui chi cerca la Verità non è mai visto di buon occhio( dalla gente "comune"); e così chi Cerca VIENE abbandonato dal mondo. E' un fenomeno normale. Allora tutto dipende da cosa vuoi fare della tua vita e quali sono le tue aspirazioni. Non c'è una cosa meglio e una peggio. Se pensi che vivere una vita tranquilla, assaporare i rapporti interpersonali, gli affetti, sia la tua vocazione, fallo. Se pensi che la tua vocazione sia di fare l' eremita, fallo. Se vuoi fare un pò l' uno e un pò l' altro, fallo. Ma fallo bene.

HathaJo

per Faber

Messaggioda HathaJo » 16 novembre 2005, 17:45

Per Faber:
grazie a te per aver ‘accreditato’ il mio resoconto con il rispecchiartici (anche perché, da quanto ha scritto il Proietti in ‘dubbi e preplessità1’, sei una voce auterevole nel campo dello yoga).
Tu, giustamente, mi scrivi: ‘se ci pensi non sono poi tanto micro i cambiamenti da te descritti’. E’ vero, tuttavia ho anche notato (sempre per dar ragione al vecchio Hegel) che anche la positività di una evoluzione, come quella da me illustrata, non è scevra da ombre: la mia sensazione è infatti quella che i citati progressi raggiunti sul fronte dell’emotività e della sensibilità abbiano un po’ adombrato, stemperato e raffreddato quel fuoco interiore che mi bruciava le interiora ogni qualvolta venivo a conoscenza di ingiustizie sociali, sperequazioni, iniquità, soprusi, angherie…: l’indignazione, accompagnata dalla rabbia, dal disprezzo, dall’odio, dalla sete di vendetta nei confronti degli artefici delle malefatte e nefandezze (ti ricordo la mia tempra anarchica e le mie inclinazioni marxiste-leniniste), mi spingeva ad impugnare la penna, a manifestare il mio dissenso, ad esercitare la critica, ad organizzare la protesta, quando possibile a intraprendere azioni di ribellione, iniziative di boicottaggio…; ma ora quel vulcano si è raffreddato: se ieri, di fronte ad un’ingiustizia, mi si contorcevano le budella, se la lava mi usciva dagli occhi e dalla bocca, oggi, di fronte alla stessa visione, mi scendono solo lacrime. Continuo a soffrire per il dolore del mondo, ma questo mi inchioda in una sterile commozione, non è più l’arco da cui scocca la freccia della mia aggressività repressa, non è più il pretesto per sfogare e dar forma alla mia insofferenza ai prepotenti, non è più la scusa per sputare su chi ha l’arroganza di comandarci, di stabilire come dobbiamo vivere. Certo, lo riconosco, con la riappacificazione la vita emotiva ne trae un immenso beneficio, e sono il primo ad ammettere che vivo molto meglio ora di ieri; ma, in questo modo, lo Yoga non rieschia di essere un’ennesimo ‘oppio dei popoli’, un quietivo che potrebbe far comodo ai potenti e ai prepotenti che vedrebbero così auto-neutralizzarsi l’impeto dei potenziali rivoluzionari e sovevrsivi? O forse è che io sono solo all’inizio di un percorso che, se intrapreso, mi potrà portare ad agire nel sociale con una maggiore purezza di spirito, ossia senza più conflittualità emotiva?

Jo

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Messaggioda Faber » 18 novembre 2005, 10:30

Ancora una volta mi ritrovo molto in quello che dici, anchi'io sono di sinistra, e tempo addietro ero decisamente più "estremista"..
Il rischio di cui parli è sicuramente reale, ma solo in un malinteso senso della pratica..
La disposizione a riconoscere le ragioni altrui e contemporaneamente i propri limiti ed errori sicuramente è un antidoto ad ogni settarismo o fondamentalismo, ma allo stesso tempo potrebbe generare immobilità e passività..
Io credo che comunque la pratica aumenta la consapevolezza delle ingiustizie da quelle quotidiane fino a quelle planetarie, e quell'emozione che provi di fronte alla sofferenza altrui è sicuramente un buon punto di partenza per impegnarsi partendo da piccole cose.
Ricordiamoci il grande messaggio della Gita, (se non l'hai letta te la consiglio vivamentte, riguarda molto da vicino questo tema, c'è un edizione commentata da Sri Aurobindo che è davvero molto bella...) lo yoga non è ritiro dall'azione, ciò che conta è semmai mantenere l'immobilità della mente e l'anima centrata nel Sè anche nell'azione più tumultuosa..

"Colui che vede nell'agire il non agire e nel non agire l'agire, è saggio fra gli uomini; unito (al Sé) compie tutte le opere" (IV,18)

Penso a Sri Aurobindo che lottava attivamente per l'indipendenza dell'India (finendo anche in carcere) proprio mentre approfondiva la pratica Yoga.
Tich Nat Han è un militante Pacifista,..
e se ci pensi in fondo la pratica ha lo scopo di trasformare noi stessi in esseri migliori, e se davvero ci riuscissimo sarebbe già un grande contributo alla collettività intera.
Negli anni 70 si diceva che la prima rivoluzione avviene dentro di noi, sfatando il mito (leninista) della presa del potere che avrebbe trasformato tutto dall'alto (ma con uomini che era gli stessi di prima) e questa è sicuramente una buona eredità di quel periodo,
Io credo che questo momento in cui ti senti impotente sia una fase transitoria credo che presto troverai il modo di far fruttare questa nuova consapevolezza..
Io inoltre mi sono accorto quanto c'e di "egoico" in certe posizioni viscerali, ci piace disprezzare i potenti e coloro che commettono ingiustizia, soddisfa la nostra autorappresentazione, i nostri bisogni identitari, ci fa sentire dalla parte giusta magari proprio mentre stiamo producendo un odio malsano, stiamo alimentando in noi i semi della violenza..Penso che ci si può indignare lo stesso per le ingiustizie in modo diverso ed alimentare comunque la compassione, la gentilezza amorevole, la gioia e l'equanimità in ogni nostro atto, credo davvero che il miglior contributo che possiamo dare alla società parte da quello che facciamo a noi stessi, se ci facciamo portatori sani di della coscienza yoga possiamo essere un buon punto di irradiazione..

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Re: per Faber

Messaggioda cico » 18 novembre 2005, 14:01

HathaJo ha scritto: ma, in questo modo, lo Yoga non rieschia di essere un’ennesimo ‘oppio dei popoli’, un quietivo che potrebbe far comodo ai potenti e ai prepotenti che vedrebbero così auto-neutralizzarsi l’impeto dei potenziali rivoluzionari e sovevrsivi? O forse è che io sono solo all’inizio di un percorso che, se intrapreso, mi potrà portare ad agire nel sociale con una maggiore purezza di spirito, ossia senza più conflittualità emotiva?

Jo


Ciao,
Credo che alcuni yogi/yogini abbiano influenzato il mondo in maniera tale da poter essere sicuramente considerati rivoluzionari... da Sivananda a Gandhi a Madre Teresa (normalmente forse quest'ultima non la si considera una yogini, ma chi serve il prossimo come ha fatto lei sicuramente può essere considerato/a tale)...
Certamente chi arriva ad un buon equilibrio riesce poi ad agire anche nel sociale con maggiore forza, determinazione e, come dici tu, senza conflittualità o aggressività, anche perchè ci si rende conto che i problemi sociali (di vario tipo) derivano, in ultima analisi, da squilibri interiori, sui quali si può lavorare solo in certi modi - la violenza non li risolve di sicuro!
Ciaociao cico :)
"Nobody wins unless everybody wins!" - B. Springsteen

HathaJo

Messaggioda HathaJo » 18 novembre 2005, 15:15

Grazie ad entrambi, Faber e Cico;
credo che la vostro prospettiva sia quella giusta; fino all'altro ieri non ci avrei creduto; oggi, invece, sono pienamente con voi: l'unica vera, grande rivoluzione è quella che ci rinnova dal di dentro, quella che si ordisce nei nostri cuori; quelle 'mondane' ne sono solo la proiezione esterna. E' falso altruismo quello che scaturisce da un'anima che non si è ancora liberata dai lacci dell'ego; e quest'ultima lezione è propria dell'educazione yoga.

Jo

bluesciaman

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Messaggioda bluesciaman » 29 gennaio 2006, 14:16

Salve , La sincronicita' secondo voi rende manifesta l'esistenza di un sapere preconscio escudendo a priori il "libero arbitrio"? :shock: :?: :shock:

samu
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Messaggioda samu » 29 gennaio 2006, 15:43

Chi sei, il fratello di Stenton????

rocket
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Re: Serpentessa

Messaggioda rocket » 20 marzo 2019, 12:02

ciao a tutti, benritrovati!
Uso questo thread per fare il punto sul mio stato attuale...magari può aiutare altri che stanno iniziando.
E' da un po che non scrivo perchè ho avuto bisogno di un periodo di introspezione, quello che sento di consigliarvi è di tenere sempre il cuore aperto altrimenti si blocca tutto la :D
Nei momenti in cui sto meglio riesco a superare qualsiasi dualismo, anche quello tra gioia e sofferenza, va bene tutto purchè si senta :D
Il piu grosso limite al momento è che a tratti mi scordo, non penso consapevolmente e ricado in errori.

Di seguito ci sono le mie sensazioni puntuali durante la meditazione rispetto ai punti elencati da Paolo:

Paolo proietti ha scritto:1)se dopo l'esperienza sei stato colto da brividi e tremori.

Più che dopo sento come un brivido durante.....oramai riesco quasi a far sì che lo senta a comando.....non riesco a "restarci dentro", provo a sentirlo ripetutamente durante le espirazioni;
Paolo proietti ha scritto:2) se hai avuto la percezione ,piacevole di pienezza e buon funzionamento del fegato.

Non proprio....è come se il fegato fosse più sensibile e delicato, non riesco a bere alcool o mangiare schifezze quanto prima
Paolo proietti ha scritto:7) se hai notato un qualcosa di diverso negli organi sessuali

Quando inizio la meditazione sento sempre che si smuove qualcosa la sotto....poi prevalgono i brividi di prima.
Paolo proietti ha scritto:9)la sensazione che gli occhi siano molto aperti,addirittura incapaci di chiudersi.

Sicuramente allo specchio li vedo più aperti e brillanti...incapaci di chiudersi direi di no...
Paolo proietti ha scritto:13) una secie di suono di sottofondo nelle orecchie,come se percepissi il rumore dell'organismo, uin ronzio ciclico come un macchinario, anzi un meccanismo che inverte periodicamente la direzione del movimento....

SIII...ma non ciclico, sempre costante......lo sento appena mi ci concentro un attimo.

Un abbraccio a tutti!

Paolo proietti
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Re: Serpentessa

Messaggioda Paolo proietti » 22 marzo 2019, 9:21

rocket ha scritto:ciao a tutti, benritrovati!
Uso questo thread per fare il punto sul mio stato attuale...magari può aiutare altri che stanno iniziando.
E' da un po che non scrivo perchè ho avuto bisogno di un periodo di introspezione, quello che sento di consigliarvi è di tenere sempre il cuore aperto altrimenti si blocca tutto la :D
Nei momenti in cui sto meglio riesco a superare qualsiasi dualismo, anche quello tra gioia e sofferenza, va bene tutto purchè si senta :D
Il piu grosso limite al momento è che a tratti mi scordo, non penso consapevolmente e ricado in errori.

Di seguito ci sono le mie sensazioni puntuali durante la meditazione rispetto ai punti elencati da Paolo:

Paolo proietti ha scritto:1)se dopo l'esperienza sei stato colto da brividi e tremori.

Più che dopo sento come un brivido durante.....oramai riesco quasi a far sì che lo senta a comando.....non riesco a "restarci dentro", provo a sentirlo ripetutamente durante le espirazioni;
Paolo proietti ha scritto:2) se hai avuto la percezione ,piacevole di pienezza e buon funzionamento del fegato.

Non proprio....è come se il fegato fosse più sensibile e delicato, non riesco a bere alcool o mangiare schifezze quanto prima
Paolo proietti ha scritto:7) se hai notato un qualcosa di diverso negli organi sessuali

Quando inizio la meditazione sento sempre che si smuove qualcosa la sotto....poi prevalgono i brividi di prima.
Paolo proietti ha scritto:9)la sensazione che gli occhi siano molto aperti,addirittura incapaci di chiudersi.

Sicuramente allo specchio li vedo più aperti e brillanti...incapaci di chiudersi direi di no...
Paolo proietti ha scritto:13) una secie di suono di sottofondo nelle orecchie,come se percepissi il rumore dell'organismo, uin ronzio ciclico come un macchinario, anzi un meccanismo che inverte periodicamente la direzione del movimento....

SIII...ma non ciclico, sempre costante......lo sento appena mi ci concentro un attimo.

Un abbraccio a tutti!


Ciao Rocket.
Vedo che hai rispolverato un post dei vecchi tempi....
Dal 2005 al 2011 Yoga.it è stato più di un forum di Yoga.
Era un luogo di ritrovo e scambio di informazioni di ricercatori, che parlavano delle loro esperienze.
Condividevamo anche esperienze maturate negli incontri periodici, che organizzavamo soprattutto in una cascina sugli appennini Tosco Emiliani, a Borgotaro.

Senza accorgercene formammo un "Gruppo Tradizionale",per usare i termini di allora, e ottenemmo, in gruppo, quelle che possiamo definire Realizzazioni.

Essendo questo un luogo pubblico talvolta parlavamo un po' in codice, ma l'entusiasmo per i risultati ottenuti e qualche, comprensibile, botta di ego, ci fece diventare imprudenti.

Alcuni del nucleo storico sono ancora in contatto, altri ci hanno lasciato, altri ancora sono diventati ostili, anche a causa del fenomeno della Proiezione, di cui, nonostante l'importanza e la frequenza, si parla assai poco nello Yoga.

Dal 2012 al 2015 siamo stati costretti a cancellare migliaia di messaggi che,per la maggior parte, contenevano istruzioni "operative".

I ricordi delle nostre ricerche e delle nostre esperienze sono comunque rimaste, e se hai pazienza, scartabellando trai vari argomenti 2005-2011, puoi trovare ancora delle perle preziose, delle frasi e delle immagini che, a chi sta facendo o ha fatto l'Esperienza del Reale, risuonano come vere e mostrano le tracce di sentieri che alcuni di noi hanno percorso con Gioia, spesso, e Sofferenza.

Riconoscere le esperienze reali è facile: dove non c'è erudizione e scarseggiano le perifrasi ad effetto troverai roba Sincera.


Non che l'erudizione non sia sincera,per carità, ma, qui, talvolta è vuota ed altre è solo una maschera, o meglio una cortina fumogena per nascondere, e proteggere, chi percorreva la via.

Lo Yoga non è tutto peace and love.
In alcuni momenti l'Esperienza è straziante, e più in alto ci si spinge più ci scopre fragili.

I più esperti tendono a proteggere sia se stessi sia chi, secondo loro, si sta inoltrando in quello che un tempo chiamavamo Yoga Vero.

Per cui, se andrai indietro nel tempo su questo Forum, troverai un gran numero di articoli che parlano di ginnastica o di libri scritti da altri.

O discussioni tanto accese quanto apparentemente inutili che nascondono il desiderio, di alcuni, di stendere una cortina fumogena su ciò che, stava accadendo "nelle stanze segrete del tempio".

Ma troverai anche, te lo ripeto,delle perle, delle testimonianze autentiche del percorso di Conoscenza che un gruppo di ricercatori in buona fede ha condiviso all'inizio del millennio.

Un Sorriso,
Ryu no Kokyu
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Re: Serpentessa

Messaggioda rocket » 28 marzo 2019, 14:48

Paolo proietti ha scritto:
Dal 2012 al 2015 siamo stati costretti a cancellare migliaia di messaggi che,per la maggior parte, contenevano istruzioni "operative".

I ricordi delle nostre ricerche e delle nostre esperienze sono comunque rimaste, e se hai pazienza, scartabellando trai vari argomenti 2005-2011, puoi trovare ancora delle perle preziose, delle frasi e delle immagini che, a chi sta facendo o ha fatto l'Esperienza del Reale, risuonano come vere e mostrano le tracce di sentieri che alcuni di noi hanno percorso con Gioia, spesso, e Sofferenza.


che peccato per le perle perdute.....(perdute del tutto o inviabili in privato ? :D )

Purtroppo per ogni post buono ce ne sono troppi di ego purissssimo......lascerò che il caso (!) mi indirizzi verso le perle come già successo in passato...intanto vivo le esperienze quotidiane a cuore aperto :wink:

un abbraccio

rocket


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