Meditazione:il viaggio.

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Messaggioda onofrio » 17 ottobre 2006, 21:13

alis ha scritto:con questo messaggio vorrei riagganciarmi alle esperienze vissute durante la meditazione. Mi è capitato una mattina in ufficio di chiudere gli occhi e di vedere me stessa dormire nel letto in camera e qualcuno che mi stava osservando e subito dopo ho visto mia mamma (che è morta tre anni fa) che mi sorrideva. Queste immagini erano così nitide che all'inizio ho pensato fosse quasi un sogno o suggestione della mente, ma dopo che ho letto le vostre esperienze mi sono un po' ricreduta.
Purtroppo la paura non mi permette di accogliere di più e blocca le mie energie, di questo ne sono consapevole ma vorrei liberarmi da questa mia paura e prendere tutto ciò che mi capita come esperienze straordinarie e non come un qualcosa che alimenta le mie paure.



in questo credo di poterti dare qualche dritta..

di cose a dir di molti "strane" ne vedo spesso..
il modo migliore rimane sempre quello di osservarle..

la paura nasce sempre dal fatto che siamo abituati a dover agire/reagire sempre per forza..

non soffermarti a ciò che vedi,lascia che la cosa continui come un film..

quando si è centrati in se stessi,quando il silenzio interiore incomincia ad amplificarsi..

la mente tende a reagire..poichè è quella la sua funzione..
facendo emergere le cose che sai di aver tenuto lontano..per ovvi motivi,paura,tristezza,ecc..

lascia che si sfoghi..sii consapevole di essere fatta di emozioni che si trasformano in pensieri-visioni..

ascolta sempre il tuo respiro..egli ti farà da guida!!
i nodi verranno sciolti..senza tempo,senza limiti imposti..
quando sari meditativa sarai tu nel tutto e il tutto sarà in te..

di solito per iniziare io visualizzo un campo scosceso verde smeraldo..sovrastato da un cielo azzurro..dove un sole raggiante si espande tutt'intorno...poi lascio che il respiro mi porti..

ola
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Messaggioda Rudra » 18 ottobre 2006, 4:36

Ciao. Non so bene come funziona, ma provo.
Vorrei cercare di rispondere alla meil credo di "alis" in seguito alle sue interessanti esperienze meditative.

Un processo meditativo porta, se vero, all' inevitabile necessità di integrare parti di noi non conosciute, in questo senso l'espansione che ne deriva ci mette spesso di fronte alla paura. E' normale, anche se doloroso.
Ci sarà un momento in cui dovremo confrontarci con la paura della paura, e la necessità di integrare anche questa movimento della mente durissimo.

Da un certo punto di vista la paura non cesserà sino a che l'io psicologico non sarà risolto definitivamente. Sino a che rimane pur un briciolo di senso dell'io, la paura non può far altro che presentarsi. Dall'altra parte un percorso di autoindagine non può prescindere dal "suo" incontro e dalla sua integrazione graduale. Ciò ti porterà a tappe di espansione sempre maggiori e alla conseguente possibilità di accogliere in eguale maniera tanto il luminoso quanto l'oscuro.

Realativamente alla visione o incontro avuto con tua madre...e a quello che hai pensato....ti chiedo..esiste qualche cosa che non sia frutto dell'immaginazione ?...e che differenza ci sarebbe se l'incontro fosse avvenuto nel sogno anzichè nella veglia ?

Pace
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alis
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Messaggioda alis » 23 ottobre 2006, 12:39

Scusate per il ritardo nel rispondervi, ma in questi giorni sono stata un po’ impegnata.
Inizio con il ringraziare Onofrio perché nella sua chiarezza mi ha dato un buon consiglio, quello di non immedesimarmi troppo in ciò che si vede oltre, cercare di vedere le cose come in un film, tu sei in grado di farlo? Per me non è semplice però quando non sono troppo immersa nelle mie emozioni, in modo particolare nella paura, allora sì ci riesco. A questo punto mi chiedo: allora queste esperienze visive durante la meditazione sono frutto dell’immaginazione accompagnate da stati emotivi che inducono alla visione?
Rispondo anche a Rudra dicendo che purtroppo la paura eccessiva è una cattiva consigliera e questa è generata da situazioni tragiche (parlo della mia esperienza), che si cerca di affrontare con coraggio al momento in cui sei dentro, ma poi dopo che hai scoperto che in quei momenti avevi lasciato da parte la paura, ecco che successivamente riaffiora e continua a logorarti finché non riesci a liberartene definitivamente.
Per quanto riguarda la mia visione, mi sono data subito una giustificazione a qualcosa di immaginario anche se l’esperienza mi è sembrata alquanto strana, le immagini erano nitide e in quel preciso momento non stavo affatto pensando a mia mamma, quando ho chiuso gli occhi l’ho vista più giovane e con un dolce sorriso, mentre l’ultima immagine di mia mamma che avevo impressa nella mia mente era quella di una persona consumata dalla malattia e incapace di sorridere e di parlare. Anche se questa esperienza alla fine è pura immaginazione, adesso sono contenta di averla vissuta è successa solo una volta e non si è più ripetuta in altre occasioni né in ufficio, né a casa.
Concludo augurandovi una buona giornata.

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Messaggioda Rudra » 23 ottobre 2006, 13:42

Scusate per il ritardo nel rispondervi, ma in questi giorni sono stata un po’ impegnata.
Inizio con il ringraziare Onofrio perché nella sua chiarezza mi ha dato un buon consiglio, quello di non immedesimarmi troppo in ciò che si vede oltre, cercare di vedere le cose come in un film, tu sei in grado di farlo? Per me non è semplice però quando non sono troppo immersa nelle mie emozioni, in modo particolare nella paura, allora sì ci riesco. A questo punto mi chiedo: allora queste esperienze visive durante la meditazione sono frutto dell’immaginazione accompagnate da stati emotivi che inducono alla visione?
Rispondo anche a Rudra dicendo che purtroppo la paura eccessiva è una cattiva consigliera e questa è generata da situazioni tragiche (parlo della mia esperienza), che si cerca di affrontare con coraggio al momento in cui sei dentro, ma poi dopo che hai scoperto che in quei momenti avevi lasciato da parte la paura, ecco che successivamente riaffiora e continua a logorarti finché non riesci a liberartene definitivamente.
Per quanto riguarda la mia visione, mi sono data subito una giustificazione a qualcosa di immaginario anche se l’esperienza mi è sembrata alquanto strana, le immagini erano nitide e in quel preciso momento non stavo affatto pensando a mia mamma, quando ho chiuso gli occhi l’ho vista più giovane e con un dolce sorriso, mentre l’ultima immagine di mia mamma che avevo impressa nella mia mente era quella di una persona consumata dalla malattia e incapace di sorridere e di parlare. Anche se questa esperienza alla fine è pura immaginazione, adesso sono contenta di averla vissuta è successa solo una volta e non si è più ripetuta in altre occasioni né in ufficio, né a casa.
Concludo augurandovi una buona giornata.



Ciao A. cerco di risponderti,
Nell'iter meditativo Yoga Vedanta, come in quello classico di Patanjali, viene enfatizzato lo "sviluppo" del distacco, e della discriminazione. Viveka e Vairagya.

In questo senso quello che ti consiglia Onofrio è prezioso, in quanto ogni pratica di meditazione deve tendere alla disidentificazioni da parte del "Veggente"..dalla sua visione.
Per attuare ciò è necessario il distacco.

In questo senso come tu dici, è possibile arrivare ad osservare il flusso mentale come fosse un film. Nel caso della paura, soprattutto se forte ciò risulta più difficile, molto di più. Il problema non sta tanto nella possibilità o meno di rimanerne distaccati, quanto nelle dinamiche immeditate di repulsione e di fuga che si attivano.

Queste non fanno altro che alimentarla e rinforzarla.
La paura è alla base stessa della struttura del senso dell’Io, e quindi come ti dicevo non possiamo evitarla.

Come sai lo Yoga ci da la possibilità di controllare, rallentare, inibire le vrtti, le modificazioni mentali, ma troppo spesso appunto sono solo inibizioni momentanee. In realtà dobbiamo davvero prendere in considerazione il fatto che la paura può essere conosciuta, osservata, ascoltata, accolta…sempre più da vicino, con delicatezza ed estrema gradualità sino a renderci conto che non è reale, che non ha una sua reale natura, e che in quanto ombra che emerge dal passato, viene tenuta in vita solamente da noi stessi. Dalla paura della paura.
In quanto impressione è solo un ombra che galleggia nel mare della nostra coscienza e come tale può esser lasciata andare.
Questo aspetto conoscitivo di comprensione- accettazione- distacco porta alla ri-soluzione del “problema”, nel senso che il “dato” viene cum -preso in noi.

Però, prima di avventurarsi in un percorso così sottile, bisogna davvero chiedersi con totale onestà cosa stiamo cercando, e cosa stiamo cercando dallo Yoga ..della meditazione..etc.

Relativamente alle visioni, puoi provare a considerare che secondo le filosofie Tradizionali, non esiste molta differenza tra la veglia, il sogno, il sonno profondo etc..nel senso che sono tutti movimenti e stati di coscienza legati tra di loro, interdipendenti, nessuno con un grado di realtà maggiore dell’altro, che trovano base e supporto su quell’Ultima Realtà chiamata Coscienza, Atman..etc..
Da un certo punto di vista, negli stati precoscienti, “nidra”, sogno, ipnagogici..etc..possiamo considerare le immagini, o visioni che ci arrivano, sono informazioni molto più preziose e reali di quelle che abbiamo nello stato di veglia. In questi stati, l’io, anche se solo per poco, non fa da censore boicottando tutto ciò che non vorrebbe vedere, quindi tutto quello che rappresenta il nostro mondo interiore, psicologico e profondo può emergere. Questo ai fini dell’autoconscenza è molto importante.
In questo senso la vista di tua Mamma è preziosa e può dirti tante cose.


Pace
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Messaggioda onofrio » 23 ottobre 2006, 14:37

Se mi è concesso..
vorrei evidenziare l'importanza di ciò che è MANIFESTO.

Sin da quando ero piccolo,in circosatanze di ascolto,quindi quando si è soli..
vedevo spesso immagini vivide di volti di persone di questo tempo e non..dame di corte,guerrieri,uomini di chiesa,figure inquietanti,ecc..

certo..in fasi alterne,ma sempre molto vivide.
questa cosa si èprotratta fino al presente.
che siano emozioni che si manifestano o altro,non ha alcuna importanza.c'è da prendere atto di ciò che si è o si sia vissuto.

freud o yung direbbero che si tratti di proiezzioni psichiche,come se tutto ciò che l'uomo ha creato non lo fosse..

esempio:"passo davanti ad un campo immenso a pianeggiante,ci vedo un campo di grano,un prato verde sul quale stendere un plaid e contemplare la natura...

sullo stesso campo,vi pone l'occhio un ingegniere architetto..
ci vedrà probabilmente una villa immensa,un villaggio di case perticolari....

tutto ciò che il pensiero rende manifesto,lo si può intendere...lo si deve intendere come vero...per noi,con le diversità del caso..

ora,ovvio se dovessi vedere un elefante a pois che vola....sarei nella fantasia infantile..quella espressione di volontà spensierata..

tutto ciò che è emozione crea pensiero..
pensiero =energia..
energia =manifesto di ciò che è..

poi siamo noi a metterci le spiegazioni razionali del caso,creando complessi che non possono farci bene..
è un campo tortuoso e sconosciuto..

c'è un pensiero che mi è piaciuto molto, che dice..
:"se sezzionassimo un seme di quercia,platano,pianta ,fiore,..
nel tentativo di trovare l'albero,la pianta,il fiore,...
troveremo solo delusione...

morale,si cresce solo vivendo esperienze,il resto è solo tentere di razionalizzare per ego-ismo..

per questo dico che sia una emozione di dolore e di gioia
si manifestano anche senza il nostro consenso..
è questione di sensibilità,e non serve colpevolizzarsi..per nessun motivo,le spiegazioni non ce le può dare nessuno,poichè nessuno ha passato ciò che hai,che abbiamo vissuto...
sii un testimone sereno...!!
spero di essere stato utile....ola
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Messaggioda Rudra » 24 ottobre 2006, 14:42

inviato: 23/10/06 13:37
oggetto:


Se mi è concesso..
vorrei evidenziare l'importanza di ciò che è MANIFESTO.

Sin da quando ero piccolo,in circosatanze di ascolto,quindi quando si è soli..
vedevo spesso immagini vivide di volti di persone di questo tempo e non..dame di corte,guerrieri,uomini di chiesa,figure inquietanti,ecc..

certo..in fasi alterne,ma sempre molto vivide.
questa cosa si èprotratta fino al presente.
che siano emozioni che si manifestano o altro,non ha alcuna importanza.c'è da prendere atto di ciò che si è o si sia vissuto.

freud o yung direbbero che si tratti di proiezzioni psichiche,come se tutto ciò che l'uomo ha creato non lo fosse..

esempio:"passo davanti ad un campo immenso a pianeggiante,ci vedo un campo di grano,un prato verde sul quale stendere un plaid e contemplare la natura...

sullo stesso campo,vi pone l'occhio un ingegniere architetto..
ci vedrà probabilmente una villa immensa,un villaggio di case perticolari....

tutto ciò che il pensiero rende manifesto,lo si può intendere...lo si deve intendere come vero...per noi,con le diversità del caso..

ora,ovvio se dovessi vedere un elefante a pois che vola....sarei nella fantasia infantile..quella espressione di volontà spensierata..

tutto ciò che è emozione crea pensiero..
pensiero =energia..
energia =manifesto di ciò che è..

poi siamo noi a metterci le spiegazioni razionali del caso,creando complessi che non possono farci bene..
è un campo tortuoso e sconosciuto..

c'è un pensiero che mi è piaciuto molto, che dice..
:"se sezzionassimo un seme di quercia,platano,pianta ,fiore,..
nel tentativo di trovare l'albero,la pianta,il fiore,...
troveremo solo delusione...

morale,si cresce solo vivendo esperienze,il resto è solo tentere di razionalizzare per ego-ismo..

per questo dico che sia una emozione di dolore e di gioia
si manifestano anche senza il nostro consenso..
è questione di sensibilità,e non serve colpevolizzarsi..per nessun motivo,le spiegazioni non ce le può dare nessuno,poichè nessuno ha passato ciò che hai,che abbiamo vissuto...
sii un testimone sereno...!!
spero di essere stato utile....ola




Caro Onofrio,
le tue considerazioni sono interessanti.
In effetti sembrerebbe proprio che tutto ciò che ci circonda sia frutto di proiezione e quindi di velamento.
C'è chiama questo ptere proiettivo Maya.

L'unica considerazione che mi viene da fare e rivedere, è in seguito alla tua analisi di tale processo.
Se osserviamo in profondità, il primo movimento che si crea è quello del pensiero, in seguito a questo nasce l'istanza emotiva, segue quella energetica ed infine grossolana se vuoi fisica.

E' il pensiero che crea tutto il resto, è il pensiero la matrice del mondo inteso come universo fenomenico.
Non l'emozione o il resto. Tutto è conseguenza del pensiero.
Certo...tutto ciò che cambia, che è impermenente e che quindi non è Reale in senso Assoluto.

shanti
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Messaggioda onofrio » 24 ottobre 2006, 15:13

Ciao rudra..sicuramente la mia capacità di espressione è limitata..
io intendo MAYA tutto ciò che non viene vissuto..
ma se il pensiero che è energia quindi manifesto,non posso considerarlo maya..
se in alcune circostanze,il pensiero prende forme svariate..
vedo cose particolari,non dico è MAYA,ma semplicemente una manifestazione diversa da quello che la razionalità impone...

certo stiamo parlando camminando su l filo di un rasoio..
1albero=vero=non maya
1sentimento=energia manifesta=vero non maya
se certe cose arrivano senza averle create..vedi percezioni extra sensoriali ecc...non sono maya..

è il manifesto di una energia vibrazionale diversa dalla materia, ma vera...
che poi tutto sia nell'impermanenza va bene,ma non è maya..

maya è illusione creata non manifesta..
es:1 su tutti,cerco di visualizzare una divinità con forme consone a ciò che si crede..uomo,animale,ecc...

ora ci tengo a precisare che tutto ciò è opinabile,rimane una mia considerazione personale nella quale mi identifico..

spero di non aver creato confusione....ola
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Messaggioda Rudra » 24 ottobre 2006, 15:55

-Ciao rudra..sicuramente la mia capacità di espressione è -limitata..
-io intendo MAYA tutto ciò che non viene vissuto..

R:
Ciao Onofrio, rispondo seguendo il tuo discorso cercando di entrare così nello specifico, spero di non fare confusione con il post.
Se per vissuto intendi "Vivere-esperire"..siamo ancora nel campo del fenomenico e della percezione e come tale essendo ogni fenomeno percepito non-costante in se ma mutevole e cangiante non è Reale nel senso di Assoluto.

Onof:
ma se il pensiero che è energia quindi manifesto,non posso considerarlo maya..
se in alcune circostanze,il pensiero prende forme svariate..
vedo cose particolari,non dico è MAYA,ma semplicemente una manifestazione diversa da quello che la razionalità impone...

R.:
Il pensiero è prima dell'energia, nel senso che l'energia è consuquenziale al pensiero, e come tale è integrata in lui.
Se puoi vuoi dire che anche il pensiero è una sottile forma di energia...concordo.

Riguardo a Maya, è il potere con cui Quello si Manifesta, e si rende percepibile a se stesso.
Ma la Maya nel suo infinito e affascinante splendore, ci trae in inganno facendoci credere che tutto ciò che ha un nome e una forma (namarupa) sia vero nel senso di Reale.

Onof:
certo stiamo parlando camminando su l filo di un rasoio..
1albero=vero=non maya
1sentimento=energia manifesta=vero non maya
se certe cose arrivano senza averle create..vedi percezioni extra sensoriali ecc...non sono maya..


R.:
1)L'albero che vediamo possiamo percepirlo in quanto oggetto, con nome e forma, limitato da tutte le categorie umane. Alto, bello, forte, verde etc...In questo senso tutte le categorie che lo determinano sono limitate al tempo e allo spazio in quanto cambiano, e svaniscono e muoiono.
2)L'albero possiamo coglierlo nella sua forma archetipale, oltre il nome e la forma cogliendone così la stretta connessione con l'Uno, il disegno Universale (Isvara). Quindi come prima determinazione di Quello.
3) L'albero possiamo coglierlo in quanto noi stessi. Nessuna separazione, nessun oggetto, nessun osservatore, nessuna osservazione. Nessuna dualità. Solo l'Ultima Realtà che sottostà ad ogni nome e forma. LIpseità assoluta. Il Brahman Nirguna. O megabrahman Samadhi da un punto di vista Yogico. In senso ultimativo solo questa posizione si può dire Reale in quanto ogni processo che avviene nel tempo e nello spazio viene trasceso. Siamo fuori dal Lila cosmico.
Le altre posizioni pur se rispettabile e meravigliose vanno e vengono, sono giochi con cui Quello gioca con Se stesso.


Onof:
è il manifesto di una energia vibrazionale diversa dalla materia, ma vera...
che poi tutto sia nell'impermanenza va bene,ma non è maya..

maya è illusione creata non manifesta..
es:1 su tutti,cerco di visualizzare una divinità con forme consone a ciò che si crede..uomo,animale,ecc...

ora ci tengo a precisare che tutto ciò è opinabile,rimane una mia considerazione personale nella quale mi identifico..

spero di non aver creato confusione....ola

R.:
No assolutamente la tua opinione e rispettabile come tutte le altre. Anzi ti ringrazio perchè mia dai la possibilità di partecipare a questo interessante scambio di visioni e di esperienze.

Come sempre il confronto ultimo e il più stimolante è quello con il Maestro, il Sad Guru, la Tradizione..la Via..chiamalo come vuoi.
Li abbiamo la visione e li dobbiamo avere l'umiltà di deporre il nostro personale punto di vista per lasciarci "avvolgere" da una visione più ampia. Questo è diksa o iniziazione

Pace
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Messaggioda onofrio » 24 ottobre 2006, 16:15

R.
Se per vissuto intendi "Vivere-esperire"..siamo ancora nel campo del fenomenico e della percezione e come tale essendo ogni fenomeno percepito non-costante in se ma mutevole e cangiante non è Reale nel senso di Assoluto.
O.
sono d'accordo xcome l'hai interpretato,
ma ciò che deve"esperire"è solo impermanente..ma vero..reale!!
ciò che dicono le filosofie rimane legato sempre ad un fine..

R.
Riguardo a Maya, è il potere con cui Quello si Manifesta, e si rende percepibile a se stesso.
Ma la Maya nel suo infinito e affascinante splendore, ci trae in inganno facendoci credere che tutto ciò che ha un nome e una forma (namarupa) sia vero nel senso di Reale.

O.
non era quello che intendevo...
tutto ciò che è....è....c'è chi ama definirla manifestazione divina..

anche la convinzione che tutto sia maya rischia di diventare illusione..che ne dici?puoi dire con certezza che tutto è maya?
o è ciò che ci viene detto?
qual'è il senso del reale secondo RUDRA?

e lo dico con viva ammirazione...grazie a te per la attuale condivisione e speriamo anche xle prossime..mi piace il modo in cui ti esprimi..ola
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Messaggioda Rudra » 24 ottobre 2006, 16:58

R.
Se per vissuto intendi "Vivere-esperire"..siamo ancora nel campo del fenomenico e della percezione e come tale essendo ogni fenomeno percepito non-costante in se ma mutevole e cangiante non è Reale nel senso di Assoluto.
O.
sono d'accordo xcome l'hai interpretato,
ma ciò che deve"esperire"è solo impermanente..ma vero..reale!!
ciò che dicono le filosofie rimane legato sempre ad un fine..


- R.:
La filosfie Tradizioneli ,Yoga compreso parlano di esperienza in quanto realizzazione.Quella che viene chiamata Moksha, non è più nel campo del sensibile, del conosciuto, se vuoi del fenomenico, è oltre ogni cosa, quindi non "risiede" nel mondo dell'esperienza nel senso comune che diamo a questa parola.

R.
Riguardo a Maya, è il potere con cui Quello si Manifesta, e si rende percepibile a se stesso.
Ma la Maya nel suo infinito e affascinante splendore, ci trae in inganno facendoci credere che tutto ciò che ha un nome e una forma (namarupa) sia vero nel senso di Reale.

O.
non era quello che intendevo...
tutto ciò che è....è....c'è chi ama definirla manifestazione divina..

- R.:
La manifestazione divina è e non è. Questo è il segreto di Maya. E' e allo stesso tempo non è.
E' in quanto ha un certo grado di realtà, non è in quanto è in continuo mutamento e quindi non è reale nel senso di Assoluto.
Ciò che è, è. Ciò che diviene non può Essere.

anche la convinzione che tutto sia maya rischia di diventare illusione..che ne dici?puoi dire con certezza che tutto è maya?
o è ciò che ci viene detto?

R:
La Maya, come il Dharma..come qualsiasi altra cosa deve essere frutto di "esperienza" di vissuto...di conosciuto e compreso. Altrimenti è un termine e un concetto mentale come un altro. In questo senso è ulteriore illusione.

O:
qual'è il senso del reale secondo RUDRA?

R.:
L arisposta migliore sarebbe il silenzio...
Rudra può solo dire ciò che sente e vive. La Realtà è ciò che non posso conoscere, che non posso cogliere, sentire vedere, Posso solo Esserla.
La Realtà è quanto di più vicino hai...dietro ai tuoi occhi, dietro al tuo pensiero, dietro ad ogni movimento e rappresentazione che ora in questo momento stai avvertendo.
La Realtà è Quello che Testimonia tutto ciò che avviene.
Qualche illustre maestro la definisce "Io Sono".

a presto
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Messaggioda onofrio » 24 ottobre 2006, 20:48

- R.:
La manifestazione divina è e non è. Questo è il segreto di Maya. E' e allo stesso tempo non è.
E' in quanto ha un certo grado di realtà, non è in quanto è in continuo mutamento e quindi non è reale nel senso di Assoluto.
Ciò che è, è. Ciò che diviene non può Essere.

O.
"La meditazione è la radice, la pianta, il fiore e il frutto...
...come il fiume..è stato è sarà
certo è difficile imbrigliare con parole questo concetto..
le parole come giustamente hai detto,sono superflue..
energia e pensiero..stesso dna!
a presto cara!
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Re: Meditazione:il viaggio.

Messaggioda Maite » 25 luglio 2018, 22:57

Salve
anche a me oggi è capitata una cosa del genere... Oggi ho meditato due volte la prima stavo cercando di ricordare e ritornare alle mie vite passate e mi sono apparse alcune immagini confuse alcune positive altre no... Poi però la seconda volta a distanza di 2-3 ore stavo sbloccando e potenziando i chakra soprattutto quello del terzo occhio e le immagini erano tutte sfocate poi però all'improvviso ho visto un battistrada, poi una strana una discesa che portava al mare e poi altre immagini sfocate e subito dopo mi è comparsa una ragazza, il suo volto preciso con tutti i dettagli non sembrava cattiva ma aveva un viso sofferente e triste... Potrebbe essere che ero io in una vita passata oppure??

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Re: Meditazione:il viaggio.

Messaggioda BabaJaga » 1 agosto 2018, 15:25

Scusate, mi permetto solo di dire che quello che voi state facendo non è meditazione.
E' qualcos' altro.

Con ciò non sto dicendo che è sbagliato ma i principi della meditazione e l'obiettivo sono altri: la meditazione serve a creare il vuoto, ovvero uno stato preciso, di non mente, in cui non c'è nulla, nè immagini, nè simboli, nè ricordi, nè spiriti.

Quindi è bene che decidiate voi per voi stessi cosa volete veramente: se fare meditazione o se navigare nei mondi interni, intendendo incontrare i vostri simboli personali e transpersonali. O addirittura, fare channelling. O fare divinazione. O fare healing. O ascoltare le innumerevoli stimolazioni e informazioni dell' inconscio collettivo, a scopo intuitivo-creativo. O altro.

Ma dobbiamo essere onesti con noi stessi.

Saluti.
CI SONO COSE CHE SI DICONO SOLO ALL'UNIVERSO...

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Re: Meditazione:il viaggio.

Messaggioda BabaJaga » 6 agosto 2018, 21:30

BabaJaga ha scritto:Scusate, mi permetto solo di dire che quello che voi state facendo non è meditazione.
E' qualcos' altro.

Con ciò non sto dicendo che è sbagliato ma i principi della meditazione e l'obiettivo sono altri: la meditazione serve a creare il vuoto, ovvero uno stato preciso, di non mente, in cui non c'è nulla, nè immagini, nè simboli, nè ricordi, nè spiriti.

Quindi è bene che decidiate voi per voi stessi cosa volete veramente: se fare meditazione o se navigare nei mondi interni, intendendo incontrare i vostri simboli personali e transpersonali. O addirittura, fare channelling. O fare divinazione. O fare healing. O ascoltare le innumerevoli stimolazioni e informazioni dell' inconscio collettivo, a scopo intuitivo-creativo. O altro.

Ma dobbiamo essere onesti con noi stessi.

Saluti.


Il contatto e l’esplorazione del supercosciente diviene attrattivo e può ostacolare il contatto con il Sé.
Solo se abbiamo una mappa adeguata della psiche
e se siamo coscienti dei limiti che possiamo trovare sulla nostra strada,
l’equilibrio fra lo sviluppo dell’identità autocosciente
e la consapevolezza dei processi supercoscienti
porterà allo sviluppo transpersonale più armonioso, gioioso ed efficace.
CI SONO COSE CHE SI DICONO SOLO ALL'UNIVERSO...


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