equilibrio e paura

purificazione del corpo e della mente, bandha, mudra, e altre tecniche
jessy
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equilibrio e paura

Messaggioda jessy » 31 marzo 2014, 2:18

Salve, sono nuovo e non conosco lo yoga, domani faro' la mia prima lezione , per me questo e' ambiente nuovo.
dopo una grossa frattura sacrale e 40 gg ferma da lavoro e attività sportiva una persona mi ha indicato lo yoga per cercare di lavorare molto piu' su me stessa.
sono iperattiva, faccio sport di montagna., corsa, scialpinismo ,trekking ed arampicata, lo stare ferma ha destabilizzato molto il mio umore per questo che vorrei imparare a gestire meglio la miamente, oltretutto per l'arrampicata credo sia utile e fondamentale praticare una tecnica che faccia prendere coscienza di se stessi, vorrei imparare a gestire meglio le paure e le emozioni, controllare l'equilibrio e la coordinazione soprattutto per l'arrampicata..,essendo sport estremo diventa fondamentale lavorare di mente per non farsi prendere il sopravvento dalla paura e angoscia nei momenti piu' estremi e l'equilibrio legato al fattore spaziale ed il vuoto.
esiste un tipo di yoga specifico per i mieiobiettivi?
scusate ,magari per qualcuno la mia domanda potrà apparire banale ma essendo acerba in materia mi affido a chi ha maggiori conoscenze.
grazie :-)
:)

Ventus
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Messaggioda Ventus » 1 aprile 2014, 20:03

Ciao Jessy
non sono sportivo come te però tanti anni fa ho fatto anch’io un corso di roccia. Per “gestire meglio la mente” come desideri, lo yoga può fare tanto.

Certo lo yoga è nato come rapporto totale (io-mondo, Atman-Brahman, ...). Ma le sue pratiche partono da questa mente e questo corpo.
Anticamente un praticante di yoga era sempre un religioso, un mistico. Oggi gli esercizi vengono usati anche dagli sportivi alle olimpiadi (rilassamento, concentrazione e respirazione, integrazione psicofisica, miglioramenti vari).

Tutto lo yoga insegna a modulare... quel che c’è, modulando la consapevolezza (ossia “orientando l’attenzione”), stare centrati su qualcosa.
Si parla di concentrazione su un punto, dove il “punto” può essere corporeo (una zona del corpo o una posizione) oppure mentale (un’immagine, un’idea, un principio, un argomento,... e ti chiederai “ma mi sto concentrando su una zona del corpo o sulla mia immagine di quella zona del corpo?” sembra siano contemporanee e che si oscilli un po’).
O si può lasciar espandere la consapevolezza (si può dire... lasciando briglia sciolta all’attenzione).

Sono parole approssimative, perché nella nostra esperienza non ci sono “consapevolezza”, coscienza e attenzione come se fossero delle scatole, dei video o dei pulsanti. Però ci si intende.

L’arrampicata è un ottimo banco di prova e contemporaneamente un esercizio.
Io pensavo “cosa c’è qui? C’è la parete, ci sono gli appigli e gli appoggi (anche se a volte ci vuole tanta fantasia per chiamarli così). La base non c’è. La caduta non c’è.
Eppure anche la base e la possibile caduta in qualche modo ci sono, come esito possibile e temuto. Il pensiero sarebbe tentato di pensarci continuamente (è quel che chiamiamo paura). “Che ci faccio qui?” (come il titolo del libro di Bruce Chatwin).

Per parlare di esercizi ci vorrebbe un maestro, e non un vecchio principiante. Comunque “da forumista” posso dirti così.
I manuali più diffusi di Hatha yoga sembra siano questi:
“Teoria e Pratica dello Yoga”, di B.K.S.Iyengar, Edizioni mediterranee. (Ottimo già in partenza il “Corso I” di pagina 407, con le prime due posizioni che sono Tadasana (posizione montagna o in piedi) e Vrksasana (posizione dell’albero)...
“Imparo lo yoga”, di André Van Lysebeth, Mursia. (Lo stesso autore ha scritto “Perfeziono lo yoga”, sempre con Mursia, che offre anche qualche pagina di introduzione al Raja yoga, lo yoga della meditazione).

Sul Raja yoga il libro più importante è sempre “La scienza dello yoga. Commento agli Yogasutra di Patanjali” di I.K.Taimni, Ubaldini editore.
Lo stesso Yoga Sutra di Patanjali in una vecchia e sempre ottima versione in inglese con il commento del leggendario saggio Vyasa è qui: http://archive.org/details/yogasystemofpata00wooduoft

Se poi tu mi chiedessi la stessa cosa fra le tende vicino alla base della via o della parete o al rifugio, ti direi di metterti in Siddhasana, rilassarti, badare al tuo respiro sempre più tranquillo e poi pensare a un fiore e solo a quello. (Vedrai che ti metti a ragionare sul fiore, fare associazioni mentali a partire dal fiore, ma io... Finché un bel giorno sei più capace e... c’è solo il fiore). Oppure concentrati sul 6° Chakra, che è considerato già da solo un po’ propedeutico a eventuali sviluppi più completi dal 1° e a salire, con un maestro.
Oppure ti direi di sederti, magari in mezzo loto, davanti a una parete o un muro qualsiasi, e rimanere lì immobile con te, il tuo respiro, il muro, senza pensare altro ma senza nemmeno cancellarlo, lasciar scorrere.
In ogni caso, Yoga o Zen, 5 o 10 minuti, fin quando non ne saprai di più (senza un maestro e senza nemmeno qualche libro... non consiglierei neanche di cominciare).
E gli effetti non saranno istantanei come pillole ma stemperati nel tempo. Anche in base alla eventuale pratica che tu potresti aver già fatto in esistenze precedenti, dicono gli studiosi.

Spero di esser stato utile. Buona arrampicata


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