Raga Chikitsa

purificazione del corpo e della mente, bandha, mudra, e altre tecniche
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Raga Chikitsa

Messaggioda Shukracharya » 22 gennaio 2014, 10:16

Visto che alcuni di voi sono interessati all’argomento e visto che e’ un argomento abbastanza vasto in quanto coinvolge la conoscenza del sistema musicale indiano e del sistema ayurvedico ho pensato di postare gli argomenti un po alla volta, sia perche non ho tempo materiale per scrivere sia perche’ potrebbe essere interessante avere opinioni anche da altri qui nel forum che si occupano o si interessano ad argomenti simili.
Incomincio con un introduzione storica alla musica Indiana.


Origine Musica Indiana e sistema Melakarta.

La musica Indiana traccia le proprie origini nei Veda .
La letteratura dei Veda e’ divisa in 4 parti:
Rig Veda
Yajur Veda
Sama Veda
Arthava Veda
Il piu antico e’ il Rig Veda , la recitazione del Rig Veda all’inizio veneiva eseguita in monotono ed in seguito si sviluppo’ fino a includere in totale tre toni : uno principale, e due accenti , uno piu alto ( uddatta) ed uno piu basso( anudatta).

Il Yajur Veda , che consiste principalmente di “ formule sacrificali”, menziona la Vina ( tipico strumento musicale, quello che Sarawati suona, vedi foto il basso) , come accompgnmnento alla recitazione vocale durante le “cerimonie sacrificali”.

Immagine


Nello Yajur Veda il canto degli “inni” viene modificato e qui si possono notare due note principali con due accenti in maniera da formate il primo concetto del tetracordo.

Nel Sama Veda si ha la base e la vera e propria origine della musica Indiana, all’originale tetracordo, furono aggiunte altre tre note ottenendo in risultato la prima scala di 7 note.

Queste sette note usate nel recitare il Sama Veda divenne il primo Raga ,e secondo Sakuntala Narasimahan ( invitation to Indian music) , tale raga corrisponde al Kharaharapriya Raga del sistema Karnatico ( sud india) musicale.

Per chi non lo sapesse il Raga e’ una particolare scala musicale ovvero e’ un particolare arrangiamento di una sequenza ascendente e discendente di note, ogni raga ha delle particolare regole di esecuzione, e’ associato ad emozioni-colori particolari ed inoltre un ha una determinata posizione a livello temporale nell’arco della giornata ( anche se cio' differisce tra il sistema Karnatico e quello Hindustano)

Durante il corso dei secoli , grazie al contributo di studiosi-musicisti come Bharata, Matanga,Sarangadeva e Venkatamakhi la musica Indiana si ando’ ad arricchire sempre di piu , dando vita ad innumerevoli raga, bhajan, kirtan, esercizi musicali etc.

Durante il dodicesimo e tredicesimo secolo d.C. ci fu una biforcazione in due distintivi sistemi musicali : quello del sud dell’india ( Karnatico) e quella del nord India (Hindustano).

Cio’ avvenne per il fatto che il nord india incomincio’ a subire una serie di invasioni da parte dei musulmani provenienti dall’Asia Minore che avevano come scopo quello di diffondere l’islam.

Cio’ ando a creare dei cambiamenti socio-culturali che andarono ad influenzare anche il campo musicale che fu contaminato da stili arabi e persiani ( musica Hindustana).

Al sud il sistema musicale continuo’ a svilupparsi attorno la stessa linea, senza influenze esterne ( musica Karnatica- che in Tamil significa tradizionale).

Nel dicissettesimo secolo , un grande studioso di scienza musicale Venkatamakhi, ideo’ un sistema di raggruppamento di scale “madri” e scale “derivate”.
Raggruppò 72 scale “madri” ( Melakartas), da cui derivano migliaia di differenti raga.
Tale sistema e’ utilizzato nel sistema musicale Karnatico , e tale sistema e' quello utilizzato a livello terapeutico dal Raga Chikitsa o Raga Ragini Vidya.
Ultima modifica di Shukracharya il 22 gennaio 2014, 14:00, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda Shukracharya » 22 gennaio 2014, 10:48

Ora e’ importante notare che la musica Indiana ( come tutte le scienze ad arti originate dal sistema vedico) affonda le sue radici nel concetto spirituale che e’ sempre presente filosoficamente e musicalmente :
L’idea che la creazione e’ una manifestazione della Coscienza a differenti livelli di vibrazione.


Il sanskrito e’ ricco di termini relati alla parola “suono” , tre termini sono considerati molto importanti quando si parla di musica: sruti, swara e nada.

Sruti letteralmente significa qualcosa del tipo:“ che e’ stato udito”.
Sruti nella musica si riferisce all’intervallo di frequenza tra un udibile e distinto suono-frequenza musicale ed un altro.

Per chiarire meglio il concetto( per chi e’ estraneo alla musica ed all’acustica), ogni suono e’ il prodotto di una vibrazione ( misurata in HZ), quando la vibrazione cambia ,il suono cambia, se la vibrazione cambia di pochi Hz il cambiamento sonoro non viene avvertito in maniera udibile, se l’intervallo di Hz e’ maggiore il nostro orecchio e’ capace di discernere il cambiamento di tonalita.
Sruti si rieferisce ai suoni di differente frequenza che sono udibili come suoni di differente tonalita’ l’uno dall’altro.
In una ottava musicale ci sono 22 sruti.

Immagine


Swara significa qualcosa del tipo “che manifesta se stesso” , anche se generalmente col termine swara ci si riferisce alla nota musicale , uno dei sette “gradini” della scala musicale all’interno di un ottava , ogni Swara e’ separato l’uno dall’altro da un intervallo di 2,3 o 4 sruti. E solitamente vengono considerate 7 swara in un ottava: SA, RE, GA , MA ,PA, DHA ,NI
In differenti sistemi musicali esistono differenti regole di applicazione di Swara per formare un raga.

Tuttavia bisogna specificare che le sette Swara devono essere riconosciute come generali “gradini” della scala musicale, senza specificazioni realate ad una particolare frequenza o accordatura.

L’idea e’ che le differenti tonalita’- frequenze vengono considerate significative in relazione ad altri toni frequenze e non in base ad una generale misurazione della frequenza.
Quindi la nota Sa (DO-C) e’ considerate SA in base al fatto che e’ nota tonica della scala a cui appartiene e non in base al fatto che possiede una particolare frequenza.


Immagine

Nada e’ il “suono causale”, nada e’ tradotto con la parola “Suono” , “riverbero”.

Con il termine Nada generalmente ci si riferisce a :
1) il suono- vibrazione primordiale, l’omnipervadente suono causale che anima l’universo.
2) suono-frequenza generale utilizzato nella musica
3) processo a causa del quale il suono vocale emerge dalla sua origine “interiore” ,fluendo verso l’esterno.
4) Lo stesso processo del punto 3 applicata alla ‘creazione’ del Raga.


Il seguente pensiero dal Brhaddesi di Matanga illustra il profondo significato di Nada:

“adesso esprimero’ l’alta definizione di Nada:
Senza nada, il canto non puo’ esistere.
Senza nada I gradi della scala non possono esistere.
Senza nada la danza non ha possibilita’ di nascere.
Per tale motivo l’intero mondo diventa incarnazione del Nada.
In foma di Nada, Bhrama e’ considerato essere esistente; in forma di Nada ,Vishnu; in forma di Nada Parvati; in forma di Nada Shiva.



Quindi ricapitolando Nada indica il suono primordiale e tutte le frequenze sonore udibili o no ( tutta la gamma di frequenze).
Le frequenze sonore udibili ( da 20Hz a 16-20 Khz ) all’interno dell’intervallo di un ottava ( da x Hz a 2xHz), vengono classificate in 22 shruti ( suoni con tonalita’udibilmente differenti l’uno all’altro )

Tra I 22 shruti emergono 7 swara principali che hanno un intervallo di 2,3 o 4 sruti l’una dall’altra.

La differente combinazione delle sette swara in ordine ascendente e discendente crea il Raga, la scala.

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Messaggioda Shukracharya » 22 gennaio 2014, 13:12

Con il termine Raga ci si riferisce alla scala musicale, ma il concetto di Raga e’ molto piu complesso.
Nel Sangitaratnakara ( un trattato riguardante la scienza musicale) , raga e’ descritto come:” cio’ che da’ piacere alla mente dell’ascoltatore”.
Ogni Raga ha le sue definite caratteristiche che lo rendono facilmente distinguibile da parte dell’ascoltatore esperto.

Chiunque sia appassionato di musica Hindustana , per esempio, non trova difficolta’ a distinguere ‘yaman raga’ da ‘bhairav raga’ a prescindere chi sia l’esecutore del brano o quale sia lo strumento usato.

Cosi’ come la musica in occidente riconosce 7 note : Do Re Mi Fa Sol La Si
Nella musica Indiana si hanno 7 swara : Sa Re Ga Ma Pa Dha Ni.

Di queste Sa ( la prima nota) e Pa (la quinta) sono costanti , ogni una delle altre hanno piu variazioni , bemolle ( komal) e diesis ( tivra), creando un totale di 12 semitoni ( come mostrati dai dodici tasti consecutivi della tastiera del pianoforte in una ottava)( questo per quanto riguarda il sistema Karnatico).

Immagine

Quindi Sa e Pa non hanno variazioni, Madhyama (MA) ha due variazioni M1 ed M2 (shuddha madhyama e pratimadhyama) , le altre note hanno 3 variazioni.

Usando tali semitoni e’ possible ‘creare’ un raga utilizzando 5,6 o 7 “colori’ tra i 12 disponibili in differenti modi possibili, creando migliaia differenti Raga ,uno diverso dall’altro . Si dice che sia possibile creare fino a 72000 differenti raga.

Ventakatamakhi fu il primo a “ordinare” I raga in un sistema di 72 scale “madri” da cui tutte le altre scale possono derivare ( Sistema Melakarta).
Le scale del Melakarta usano le stesse sette note nell’ordine ascendente e discendente.


La tonica (Sa) e dominante (Pa) sono costanti in tutte le 72 scale.


Queste 72 scale vengono divise in due meta’ di 36 scale l’una.

Le prime 36 scale usano il Ma naturale (shudda madhyama- M1)
Le rimanenti usano il Ma ‘diesis’ ( pratimadhyama – M2)

Le scale del Melakarta vengono anche suddivise in 12 chakra o cicli di 6 scale l’una .

Immagine

Per maggiori informazioni riguardante la notazione delle differenti scale , e' possibile consultare la tabella su Wikipedia.

http://en.wikipedia.org/wiki/Melakarta

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Messaggioda nada » 22 gennaio 2014, 16:46

Davvero interessante, il dono della sintesi sembra appartenerti.
Potresti dire qualcosa sui ritmi della musica indiana.
E' uno degli aspetti più s-coinvolgenti della musica classica indiana, un assolo di tabla mi porta facilmente uno stato alterato di coscienza.

tin tichi ti taca dhin tichi ti taca dan....

ti chi mi tachi i tac... no questa è n'altra roba :lol:

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Messaggioda matasilogo » 22 gennaio 2014, 16:47

negli anni 80 ho seguito un corso di musica indiana e già cantavo in un coro prestigioso a Milano in tutti i teatri e la musica per me è cioccolata.
Ti ringrazio della documentazione che avevo in altra forma meno completa.
Ti chiedo una cosa specifica.
Con gli allievi canto vari mantra
Diciamo qualcosa a proposito del grande Gaiatri mantra
Su internet trovo diverse versioni,
recitate praticamente monocorde,
cantilenate,
http://www.youtube.com/watch?v=AneCWoU7 ... B7CA6E5F19
http://www.youtube.com/watch?v=0UNfKe32Dns
melodiche di deva Premal
http://www.youtube.com/watch?v=CHpA6qotiwg
Mi puoi dare un indirizzo You Tube di quella che ritieni giusta?
o meglio che differenza rituale, devozionale, formale o religiosa diversa hanno le varie forme?
Ti sarò molto grato
Dove hai imparato tutto?
e dove posso trovare i testi?
Anche se riconosco che solo avendo la capacità di usare uno strumento indiano si può capre tutto quello che scrivi.
Io mi limito a godere di quello che ascolto e che cerco di capire un po di piu.
Conosciamoci sono nel Bergamasco e tu? eventualmente fai un messaggio privato
Di me trovi tutto dappertutto come Italo Magos
Grazie
OM
Ultima modifica di matasilogo il 22 gennaio 2014, 17:28, modificato 4 volte in totale.
Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
Nella Natura, nello Yoga, nella Scienza i percorsi si intrecciano e producono l'evoluzione.
Il cambiamento è vita. Meglio collaborare che confliggere.
OM

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Messaggioda fabio » 22 gennaio 2014, 16:51

Io invece vorrei sentire un raga e magari avere l'alap.

Grazie, f.
IL GRANDE CONTROLLORE

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Messaggioda nada » 22 gennaio 2014, 17:22

ciao matasiologo mi intrometto anche se non in modo pertinente al thread e alla tua richiesta rispetto al Gayatri Mantra, tuttavia vorrei segnalarti (semmai non lo conoscessi già) una interpretazione che da Raimon Panikkar di questo immenso mantra.
Anche perché la lettura che questo grande uomo ha dato della spiritualità indiana, occidentale, mondiale, e universale è davvero degna di essere conosciuta

http://www.gianfrancobertagni.it/materi ... ayatri.htm



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Messaggioda Shukracharya » 22 gennaio 2014, 20:12

nada ha scritto:Davvero interessante, il dono della sintesi sembra appartenerti.
Potresti dire qualcosa sui ritmi della musica indiana.
E' uno degli aspetti più s-coinvolgenti della musica classica indiana, un assolo di tabla mi porta facilmente uno stato alterato di coscienza.

tin tichi ti taca dhin tichi ti taca dan....

ti chi mi tachi i tac... no questa è n'altra roba :lol:


Per quanto riguarda I ritmi andiamo nella fase estremamente primordiale.
Possiamo dire che la melodia e’ il mantra vedico ed il ritmo e’ il Bija mantra.
E come spostare l’attenzione dai Veda al Tantra ,da Saraswati che suona la vina a Shiva che suona il Damaru.
E la differenza la noti se pratichi mantra vedici e mantra tantrici,

Il ritmo e’ la prima esperienza musicale in assoluto.
E’ cio’ che induce alla Danza e all’estasi in maniera immediata.
Purtroppo non ti so dire molto dei ritmi a livello di musicologia.
Non suono le tabla o altre percussioni indiane,
anche se mi piacerebbe imparare qualcosa.
L’unica cosa che ti posso raccontare e’ la seguente storia.

Brahma ,il creatore divenne stanco di creare se stesso, e creo’ 4 bambini:
Sanaka, Sanandana, Sanatkumara e Santsujatha e chiese a loro di continuare il lavoro di procreazione.
Tuttavia essi si rifiutarono di fare cio’ pensando che il “basso” modo sessuale di riprodursi, che il padre stava usando, non era per loro .
E decisero di rimanere eternamente bambini mantenendo l’eta’ di 4 anni , quando la pulsione sessuale ancora non e’ presente.

Con lo scopo di aiutare I 4 bambini a comprendere la vita ed il suo scopo,
Il Re dei Danzatori ( Shiva), che e’ Erotico nei 9 mondi inferiori e Ascetico nei 4 mondi superiori, suono’ sul suo tamburo 9+5= 14 battute ( note come Maheshwara Sutra )rappresentando le strade , le vie che si trovano in tutti I 14 mondi.

1 A I Un
2 Ar Al Uk
3 E Ong
4 Ai Ouch
5 Ha Ya Vaa Rat
6 Lan
7 Nga Ma Jna Nna Nam
8 Jha Bhany
9 Gha Dha Dhash
10 Ja Ba Ga Da Dash
11 Kha Pha Chcha Ththa Ththa Ca Ta Tav
12 Ka Pay
13 Sha Shsha Sar
14 Hal

Da cio nascono i differenti ritmi.
Dai 14 Maheswara sutra derivano le 16 vocali e 34 consonanti dell’alfabeto Sanskrito , praticamente le 50 Bijakshara con tutte le varie corrispondenze .

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Re: bellissimo

Messaggioda Shukracharya » 22 gennaio 2014, 20:16

matasilogo ha scritto:negli anni 80 ho seguito un corso di musica indiana e già cantavo in un coro prestigioso a Milano in tutti i teatri e la musica per me è cioccolata.
Ti ringrazio della documentazione che avevo in altra forma meno completa.
Ti chiedo una cosa specifica.
Con gli allievi canto vari mantra
Diciamo qualcosa a proposito del grande Gaiatri mantra
Su internet trovo diverse versioni,
recitate praticamente monocorde,
cantilenate,
http://www.youtube.com/watch?v=AneCWoU7 ... B7CA6E5F19
http://www.youtube.com/watch?v=0UNfKe32Dns
melodiche di deva Premal
http://www.youtube.com/watch?v=CHpA6qotiwg
Mi puoi dare un indirizzo You Tube di quella che ritieni giusta?
o meglio che differenza rituale, devozionale, formale o religiosa diversa hanno le varie forme?
Ti sarò molto grato
Dove hai imparato tutto?
e dove posso trovare i testi?
Anche se riconosco che solo avendo la capacità di usare uno strumento indiano si può capre tutto quello che scrivi.
Io mi limito a godere di quello che ascolto e che cerco di capire un po di piu.
Conosciamoci sono nel Bergamasco e tu? eventualmente fai un messaggio privato
Di me trovi tutto dappertutto come Italo Magos
Grazie
OM


Ciao Matasilogo, appena ho un po di tempo cerco qualche video su youtube riguardo il Gayatri, anche se come fare a dirti quale metodo possa essere il piu corretto?
I mantra possono essere sia recitati secondo I ritmi ed accenti tipici dei veda e sia cantati in forma di Bhajan .
Dire che un metodo e’ migliore di un altro e’ gettare dei limiti su qualcosa di enorme.
Il gayatri inoltre ,oltre ad essere un mantra in se’ e’ anche un metro vedico (chanda) particolare ,quindi l’importanza va nella cadenza e ritmo se recitato come dai veda.
Ma cio’ non toglie che e’ possibile cantarlo nella maniera che piu’ ti piace.

Poi sul gayatri c’e’ tantissimo da dire , accenno solo qualcosa,poi magari appena posso scrivo qualcosa in piu in quanto puo’ connettersi con l’argomento di questo thread.
E’ associato alla vina come strumento, a Saraswati ( c’e’ tutta una storia su Gayatri , Brahma e Savitri riguardante il loro matrimonio che si svolge a Pushkar , un paesino in Rajasthan dove oggi c’e’ l’unico tempio di Bhrama in tutta l’india e appena fuori il paese ci due colline con due templi uno dedicato a Gayatri ed uno a Savitri ).

Spesso si associano le differenti lettere- vibrazioni del gayatri a differenti parti del corpo (nyasa)

Mi piacerebbe molto conoscerti ma vivo un po troppo lontano, ma se mi capita di passare dalle tue parti ti faccio sapere. ☺

Un Saluto

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Re: bellissimo

Messaggioda matasilogo » 23 gennaio 2014, 12:27

Shukracharya ha scritto:
matasilogo ha scritto:negli anni 80 ho seguito un corso di musica indiana e già cantavo in un coro prestigioso a Milano in tutti i teatri e la musica per me è cioccolata.
Ti ringrazio della documentazione che avevo in altra forma meno completa.
Ti chiedo una cosa specifica.
Con gli allievi canto vari mantra
............

Mi piacerebbe molto conoscerti ma vivo un po troppo lontano, ma se mi capita di passare dalle tue parti ti faccio sapere. ☺

Un Saluto


Moltissimi grazie per le informazioni.
Purtroppo io ho una preparazione musicale più occidentale e scientifica e non ho approfondito quella orientale per mancanza di tempo.
Troppo vasta
Troppo vasta per me anche la tua preparazione che ammiro e ti ripeto la richiesta (molto personale) come e dove l'hai acquisita e se costituisce professione o hobby

Il mio interesse al riguardo è personale, mi piace intimamente danzare e cantare in modo molto libero ed ad esempio ieri sera una allieva aveva un problema emotivo ed allora ho interrotto la lezione di hatha yoga ed ho indotto tutti gli allievi con me a ballare in modo molto libero delle musiche occidentali molto ritmiche.
Lo faccio spesso.
Trovo che è una (terapia). metodo molto efficace.
piace e fa bene.
Secondo me è quello che conta
Poi saperne di più conta
ma viene dopo.
Non ho capito alcune cose e devo rileggere cosa hai scritto poi ti dico
Grazie ancora
OMnda
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Messaggioda matasilogo » 23 gennaio 2014, 13:00

nada ha scritto:ciao matasiologo mi intrometto anche se non in modo pertinente al thread e alla tua richiesta rispetto al Gayatri Mantra, tuttavia vorrei segnalarti (semmai non lo conoscessi già) una interpretazione che da Raimon Panikkar di questo immenso mantra.
Anche perché la lettura che questo grande uomo ha dato della spiritualità indiana, occidentale, mondiale, e universale è davvero degna di essere conosciuta
http://www.gianfrancobertagni.it/materi ... atri.htmOM


Grazie per la segnalazione
bellissima la storia del re, del ministro e del paggio.

Ho conosciuto molti maestri indiani ed individuo duo modalità di insegnamento che ti propongo come analisi non critica.
Ci vuole tutto
C'è una corrente di studiosi e dotti di letteratura e tradizioni indiane che portano la conoscenza tal quale l'hanno studiano e assolvono alla loro funzione di conoscenza.
Questa conoscenza ha origine dalla acquisizione di conoscenza dovuta a saggi che incrementavano la conoscenza da maestro ad allievo con un lavoro di percezione interiore e hanno creato spesso metafore.

Poi ci sono quelli che tengono conto delle acquisizioni scientifiche, fisiologiche, sociali moderne e impastano il tutto e lo porgono per un adattamento alla mentalità reale. Baguan, Benjami Elemitam, Carlo Patrian ecc
Se non si parla la lingua parlata si parla ai sordi.
Ci sono naturalmente una serie di sfumature tra questi due estremi e una serie di imbroglioni, (Vedi tessuti takionici) ma d’altra parte così è la realtà.
La mia preparazione scientifica mi ha permesso di scoprire che molte nozioni scientifiche sono contenute in Gaiatri ed altri enunciati, in modo sconcertante.
Come hanno fatto a capire che dal kaos, dal Big Bang si è formato Bhur Bhuvah Svah, materia energia e causa (informazione) e nell’espansione dell'universo che produsse stelle e pianeti: Savitri da la luce e noi dobbiamo capire che da li viene tutto? è l’evoluzione
Nelle migliaia di anni un plasma di intuizioni si è stemperato tra tante parole e capisca chi riesce.

Io mi ritengo in dovere di fare il mio sforzo, (contestabile quanto si vuole) per dare strumenti di conoscenza di vita universale da cui discende la conoscenza personale.
Mi viene in mente ora che forse i saggi una volta facevano i contrario per arrivare a quello che hanno scoperto. Meritevoli
Ma noi oggi abbiamo telescopi, CERN di Ginevra, laser
TAC, RMf ecc
Teniamone conto e integriamo se no è uno spreco
di cervelli

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Messaggioda nada » 23 gennaio 2014, 17:18

Nelle migliaia di anni
un plasma di intuizioni
si è stemperato tra tante parole
e capisca chi riesce.


Ho estrapolato questo tuo concetto, che mi sa di poesia; come solo la poesia sa fare, mi fa risuonare corde intonate.
Mi fa venire in mente un'altra poesia che riporto, è di Marco Giuliani, che devo ritenere il mio Guru, egli mi ha insegnato a meditare quando quasi trent'anni fa lo incontrai per un breve periodo, poi sparì senza nulla chiedere senza nulla volere senza altro aggiungere, e forse per questo che non posso fare a meno di riconoscere in lui le movenze di un Guru, la citazione della poesia vuole anche essere un piccolo tributo a lui.


Non ricordo che la vita
mi abbia insegnato niente,
ma so che dalla vita
ho imparato tutto.
Ho sentito molte parole dagli uomini
belle e brutte
tristi e gioiose
sagge e sciocche,
ma la vita mi ha trasmesso in silenzio
il suo messaggio.

Marco Giuliani

(scusate l'off topic)



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Messaggioda Shukracharya » 24 gennaio 2014, 18:51

Ora per quanto riguarda l’applicazione pratica dell’utilizzo dei differenti Raga a scopo terapeutico, il dicorso si fa piu molto piu complesso.

Innanzi tutto c’e’ da dire che nel Raga Chikitsa , la musica e’ utilizzata come terapia complementare ad altri metodi terapeutici piu efficaci come quelli tradizionali dell’ayurveda.

Tradizionalmente ancora oggi ( nei piu’ famosi e rinomati ospedali ayurvedici indiani come l’ AVP o l’Arya vadya shala ) le terapie ayurvediche vengono effettuate o in assoluto silenzio ( anche se la chiacchiera tra gli indiani scappa sempre) , o ascoltando mantra.

Quindi come modello terapeutico viene usato quello ayurvedico sia per quanto riguarda la diagnosi del disturbo che per quanto riguarda il trattamento.

Esistono molte corrispondenze tra I raga ed I 5 elementi e di conseguenza I 3 dosha e gli organi correlati, inoltre esistono correlazioni tra I raga ed I chakra , I pianeti ed I segni zodiacali ( l’astrologia vedica-jyotish, e’ sempre stata utilizzata in correlazione con l’ayurveda )


Inoltre nella musica Hindustana ( nord india) c’e’ la peculiarita’ di associare I raga a particolari “colori “, emozioni , a particolari “immagini’, a “Simboli” ed a particolari ore del giorno, e cio rende ancora piu immediato il collegamento con i dosha e sub dosha.
Basti associare il ciclo giornaliero dei Dosha ( simile a quello cinese degli organi) , al ciclo associato con l’appropriata esecuzione dei raga per avere gia in mente un modello di associazione raga = dosha.

Immagine

Naturalmente per fare tutto cio’ e’ necessario avere ,a parte un orecchio musicale, familiarita’ con I differenti raga , non e’ necessario essere un musicista , ma la passione per la musica e’ fondamentale.

Dato che L’applicazione pratica del Raga chikitsa e’ basata sulla conoscenza dell’ayurveda , ho aperto un nuovo thread qui , nel caso non ci fosse gia’ su questo forum , per introdurre l’argomento.


http://www.yoga.it/forum/viewtopic.php?p=70145#70145

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Messaggioda Thot » 24 gennaio 2014, 23:59

Tutto questo thread e l'altro, era quello che volevo leggere!

Lode a te, Shukracharya


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