Viaggi astrali

purificazione del corpo e della mente, bandha, mudra, e altre tecniche
Paolo proietti
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Viaggi astrali

Messaggioda Paolo proietti » 10 novembre 2013, 12:32

VIAGGI ASTRALI
http://paoloproiettiadvaitavedanta.blogspot.it/2013/11/viaggi-astrali.html

Ma è possibile fare i viaggi astrali?
Sognare di sognare e uscire fuori dal corpo per viaggiare non solo nelle creazioni, fantastiche, della nostra memoria, ma anche nell'akasha, come diceva Steiner, o addirittura nella realtà quotidiana?

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È possibile che ciò che sogniamo abbia degli effetti sulla vita "reale" nostra e di altri?
A rigor di logica, perché no?
Nel mondo notturno vivo spesso esperienze ispirate agli eventi diurni, e un fenomeno esterno al mio corpo di dormiente si ficcherà nella sfera onirica senza problemi.
La sveglia che, ospite inatteso, compare in corpo e voce nei sogni dell'alba è una esperienza che, almeno una volta, abbiamo fatto tutti noi, e anche le voci dei vicini o la pioggia improvvisa penetrano, facilmente, anche se trasformati, nella sfera del sogno.
Niente ci vieta di pensare che anche il sogno posso "esondare" nella veglia e indirizzare o trasformare la nostra vita.



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Gli aborigeni australiani dicono di vivere costantemente nel mondo di sogno, che per loro è la realtà vera.
I tantrika tibetani si addestrano a viaggiare nel sogno come ad arrampicarsi sulle montagne dell'Himalaya, e [ per non parlare degli sciamani sudamericani, sin troppo famosi dopo il boom di Castaneda e la recente moda post freackettonica dell'ayahuasca, gli sciamani mongoli e siberiani dicono di viaggiare in lungo e in largo con mente ed anima.
Aborigeni australiani, tantrika tibetani e sciamani siberiani hanno in comune l'uso della danza e della musica, anzi del suono: particolari vibrazioni emesse dalla voce umana e da strumenti a fiato e percussione, sembrano avere il potere di trasportare l'essere umano in altre dimensioni.
Ho trovato tecniche simili se non uguali tra rappresentanti di culture tra loro lontanissime, come i dervish islamici (ho "girato" con un danzatore della confraternita di Istanbul), gli attori di teatro Noh (ho lavorato con sensei Akira Matsui) e i sacerdoti Vodoo (ho avuto modo di vedere una serie di video strepitosi e inediti girati da Gilles Coullet, francese, ma assai addentro alla cultura haitiana): usano le percussioni, la voce e i flauti esattamente nella stessa maniera!
Sembra quasi che per gli esseri umani, un tempo, gironzolare, coscientemente, nel "mondo degli animali fantastici" fosse una cosa normale, tanto è vero che il fondatore della scuola di medicina di Salerno, il severo Parmenide, insegnava ai suoi allievi ad andare a "sognare" nei templi per trovare cure e medicine, anziché perder tempo in biblioteca.


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Per lo yoga le cosiddette "uscite dal corpo" avvengono sul piano di sogno o taijasa (vedi "I DUE TAIJASA").
Taijasa viene da तेजस् tejas che significa radianza, fiamma, splendore, ed il suo significato letterale di è "appassionato".
Sul piano di sogno le "idee" indossano abiti tratti dalla percezione dello stato di veglia.
Questi "abiti" possono provenire sia dall'esperienza di veglia soggettiva (visva - stato di veglia individuale) che dall'esperienza di veglia oggettiva (vaisvanara - stato di veglia universale) e questo comporta l'esistenza di "due diversi livelli di sogno".
Per comodità e strizzando l'occhio al linguaggio degli esoteristi e degli alchimisti, possiamo dire che uno dei due livelli fa riferimento alle acque inferiori (sub conscio) ed uno alle acque superiori (sovraconscio), dove per acqua intendiamo in realtà citta, la "materia del pensare".
Taijasa inferiore è il regno degli incubi e degli animali fantastici.
Nelle upanishad si dice che è uno stato auto-luminoso perché ciò che vediamo non è illuminato dal sole, ovvero da "colui che risiede nell'occhio del sole" (Ra, come per gli egizi) ma da qualcosa di interiore.
Anche se, a pensarci bene, "le percezioni sono sempre interiori".
Quando si parla di stato di sogno si intende sia il sogno vero e proprio sia uno stato di coscienza particolare sperimentabile allo stato di veglia.
Diciamo che Taijasa è lo stato che nell'esoterismo occidentale viene definito "corpo psichico" o, a volte, "corpo astrale".
Alcuni identificano "corpo astrale" con "corpo causale", ma se si parla di yoga, per corpo causale si intende lo stato detto prajna, l'unione delle energie complementari in cui la coscienza individuale, la capacità di percepire, è assopita e immersa in uno stato di beatitudine privo di discriminazione.

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Quando , per qualche evento traumatico, per l'uso di droghe psicotrope, per talento naturale o in seguito ad appropriata istruzione, si vive l'esperienza di uscita dal corpo fisico occorre fare attenzione ai segni che possono indicarci se l'esperienza è "reale"( messo tra virgolette... da un certo punto di vista non è mai reale!) o se è frutto esclusivo della nostra fantasia.
Ci sono sogni che hanno una luminosità "bassa".
Ce ne sono altri, in cui, spesso, si è coscienti di sognare o si sogna di dormire e di sognare, che hanno una luminosità più forte, paragonabile alle esperienze di veglia.
Si tratta dei due livelli di sogno di cui si è parlato.
L'uscita dal corpo vera e propria è una cosa diversa, ed è facilmente riconoscibile perché accompagnata da segnali precisi.
Per esempio si può sentire, quando inizia il "viaggio", un rumore secco, come di una corda che viene tesa improvvisamente ed un rumore diffuso, come quello di un motore di frigorifero quando, invece " si torna alla base".
Un altro segnale è il rapporto con il tempo ordinario:
se si sta dormendo ed è notte l'uscita dal corpo avviene, all'inizio, in un' atmosfera notturna.
Se si sta dormendo o "praticando"di giorno l'atmosfera è invece diurna.
Se si è per così dire in taijasa inferiore si percepisce una specie di bava, come una ragnatela umidiccia che circonda il corpo, la luminosità sarà inferiore e la vista, seppur chiara, sarà, in confronto alla veglia o a taijasa superiore, leggermente offuscata.
In Taijasa superiore, all'oppoto, tutto apparirà più chiaro e luminoso.
Muovendosi, "volontariamente", nello stato di sogno, si procede, inizialmente, a grandi balzi, o piccoli voli, o con corsa e passo molto leggeri.
Si potranno incontrare incubi, "elementali", mostri e creature inquietanti.
E/o vivremo in una stato di continua inquietudine accompagnato da meraviglia.
Per controllare le immagini del sogno esistono tecniche abbastanza precise descritte sia dai tibetani che dagli sciamani siberiani, australiani , sudamericani.
Tecniche molto simili o identiche.
Taijasa superiore, in cui "si volerà come un aquila" e la luce sarà quella di un mattino di luglio, è lo stato che conduce alla "percezione del puro intelletto".


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luca69
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Messaggioda luca69 » 12 novembre 2013, 11:40

Trovo che sia una cosa molto bella quando hai bisogno di una risposta su un argomento che hai a cuore in un determinato periodo e come d'incanto spunta fuori qualcuno o qualcosa che te ne parla.
Negli ultimi tempi mi è capitato di fare"sogni"molto particolari,direi reali,tanto che quando li racconto uso la parola "sogno",ma sento che più che sogni sono esperienze fuori dal corpo fisico,come se in quei momenti fossi sdoppiato,la mia parte fisica nel letto e la mia parte sottile che partecipa attivamente a questi eventi.
Non racconterò i sogni in modo particolare sennò mi dilungherei troppo,ma metterò in evidenza solo che le caratteristiche che li accomuna.
Innanzitutto questi sogni cominciano sempre con me stesso che si alza dal letto come svegliato da qualcosa,e mai in luoghi differenti come capita in un sogno normale.
Le prime volte mi sentivo sollevato in aria e come in preda a forze sovrannaturali,sbattuto in tutte le direzioni nella stanza senza controllo da parte mia.Le ultime volte,come se ormai avessi imparato a controllare queste forze,i miei "voli" diventano più controllati,tanto che l'ultima volta ho fatto delle rampe di scale "volando",senza toccare gli scalini,e a mio piacimento con un salto mi sollevavo per aria e volavo....una sensazione bellissima e veramente reale.
Due volte ho incontrato persone care già decedute,un mio amico d'infanzia e mio nonno,che mi ricordo come fosse accaduto poco fa,mi abbracciò e mi fece vibrare talmente forte che mi svegliai e sentii ancora il mio corpo e tutta la stanza che vibrava insieme a me...e dall'emozione mi misi a piangere,non so neanch'io se spaventato o felice,o tutti e due.
Un altro particolare è che ogni volta sento "bussare",e dalla porta entrano nel sogno un gruppo di ragazzi,che non ho la minima idea chi siano,ma sono sempre gli stessi.
La luce,i colori sono sempre molto forti e le persone molto luminose,in particolare i miei cari sono sempre avvolti da un aura molto luminosa e vestiti sempre bene,eleganti,con un espressione di pace incredibile nel viso.
L'ultima volta nel sogno c'era una creatura direi spaventosa,che dalla paura riuscii a prenderlo ed a lanciarlo giù da una finestra,e,guardando giù vidi che nell'impatto si era trasformato in una poltiglia verde fosforescente,e mi sentii liberato.Da quella volta non mi è più successo di avere sogni del genere,e sinceramente mi dispiace,perchè anche se inquietanti,hanno sempre suscitato in me una grande curiosità,soprattutto per la sensazione di realtà che mi fanno provare,e dopo tanto tempo riesco ancora a ricordare i minimi particolari,come se gli avessi realmente vissuti.
Mi piacerebbe sentire un tuo parere,Paolo,e anche esperienze del genere capitate a qualcun altro.
Il mio maestro di yoga mi disse che erano viaggi nel piano astrale,ed io sento che quelle persone le ho veramente incontrate,come se volessero farmi sapere che stanno bene e che mi amano sempre.
Luca.
L'ego è la maschera con cui la nostra anima si presenta al mondo.

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Chlòé
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Messaggioda Chlòé » 19 novembre 2013, 1:23

Bello.
Io invece ho avuto un incontro "astrale" con un uomo che precedentemente aveva fatto parte della mia vita in modo assi intenso, sia sul piano emotivo che fisico e che ho molto amato. E che mi ha fatto molto del male lasciandomi in un modo da peggiore, uno di quei modi da microciccio meschino.E appena lo ho riconosciuto e l' ho percepito così vividamente come reale, mi è partito vividamente un orgasmo. L' ho odiato, anche perché mi faceva ancora andare in orgasmo, come se il mio corpo non avesse più il controllo della ragione. E infatti ero completamente in preda alle sensazioni del mio corpo senza riuscire a controllarle. Godevo ma era l' orgasmo più doloroso al mondo.
Credo di aver provato in quel momento l' odio più intenso e l' amore più intenso e doloroso che si possa mai provare. Ne sono uscita sconvolta.
Penso che se lo avessi trovato realmente in carne ed ossa di fronte a me, lo avrei preso a pugni. :arrow:
...Dii di dooh
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luca69
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Messaggioda luca69 » 19 novembre 2013, 9:11

Se l'hai vissuta in questo modo vuol dire che lui fa ancora parte di te.Io la vedrei da un lato positivo,probabilmente lo rincontrerai(in un altra vita),e magari ti tratterà meglio.
Ciao luca.
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