(In)naturalità della meditazione

tecniche ed esperienze
emanbass91
paria
paria
Messaggi: 3
Iscritto il: 15 ottobre 2016, 8:52

(In)naturalità della meditazione

Messaggioda emanbass91 » 30 gennaio 2017, 23:39

Ciao a tutti, il mio vuole essere uno spunto di riflessione per tutti voi, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate delle considerazioni che sto per fare.

Ho sempre pensato e sostenuto, per vari motivi, che tutto ciò che all'uomo "fa bene" è quello in virtù del quale è stato "progettato".
Provo a spiegarmi meglio con degli esempi: in natura (allo stato brado per intenderci) ci potremmo cibare di frutta, verdura, selvaggina, e difatti sono le cose che dal punto di vista alimentare ci fanno bene, per contro di certo nella foresta non troveremmo mai un mc Donald o le brioche del mulino bianco, e sono cose che infatti nuocciono alla nostra salute, semplicemente perché non siamo fatti per quelle, o meglio loro non sono adatte a noi (non sono "cibo specie-specifico" per dirla in maniera un po' più tecnica) . Allo stesso modo possiamo pensare a quanti macchinari ci sono nelle sale pesi delle palestre che risultano essere dannosi dal punto di vista articolare, questo perché l'uomo è stato fatto per arrampicarsi sugli alberi, non per simulare lo stesso gesto su una macchina ma con dinamiche del tutto differenti; siamo fatti per camminare e correre sulla sterpaglia con il suolo che sta fermo, mica su un tapis roulant (che alla lunga crea infiammazioni alle ginocchia e si rivela più dannoso che utile)... e potrei continuare ancora con altri esempi ma penso che sia chiaro il concetto.

Questa breve introduzione mi serviva per introdurre il mio dubbio che ora vi espongo:
la meditazione, è naturale? Mi riferisco anche ma non solo al raggiungimento di certi stati che, se è pur vero che si raggiungono in maniera autonoma (e quindi "naturale") senza l'ausilio di sostanze esterne o altro di "non naturale", è altrettanto vero che esulano un po' da ciò per cui siamo stati creati.
L'uomo difatti si è evoluto alla ricerca di stimoli esterni, non interni. Siamo fatti per muoverci in funzione di ciò che avviene intorno a noi, non di certo per stare seduti con gli occhi chiusi e le mani sulle ginocchia ad osservare il respiro.

Sia chiaro che la mia non vuole assolutamente essere una provocazione, io stesso medito (o almeno ci provo) e sono affascinato da tutto ciò che concerne la meditazione, anche se non ho ancora raggiunto dei risultati degni di nota a causa di una scarsa costanza (ma questo è un altro discorso).
Sto solo cercando di capire se, in quella che è quasi universalmente riconosciuta come una pratica salutare e priva di effetti collaterali ci possa in realtà essere anche un rovescio della medaglia, dettato dal fatto che meditare non sia poi così naturale, e quindi di conseguenza inadatto per il nostro organismo.

Grazie per l'attenzione, un saluto a tutti

Avatar utente
fabio
moderatore
Messaggi: 3046
Iscritto il: 24 marzo 2006, 11:35

Re: (In)naturalità della meditazione

Messaggioda fabio » 31 gennaio 2017, 8:18

Nutrirsi, correre, camminare, riprodursi.
È davvero solo questo l'uomo? Non credo, molto di più, già solo per il fatto che te lo stai chiedendo.
L'essere umano è cuore, cervello, ragionamento, intuizione, amore e forse qualcosa di ancora più profondo che dentro noi cerchiamo.
No, mi sentirei invece di dire che la meditazione è uno di quei momenti, di quelle tecniche che alcuni provano per sondare cosa ci sia dietro a tutto ciò che vediamo, sentiamo, udiamo. La ricerca ultima del perché e del percome siamo qua.
Fa bene o fa male? Dipende. Sei pronto ad aprire il vaso di Pandora? Perché non è detto che ciò che si scopre sia piacevole.
IL GRANDE CONTROLLORE

mauro
brahmana
brahmana
Messaggi: 1478
Iscritto il: 29 marzo 2012, 22:02
Località: viterbo

Re: (In)naturalità della meditazione

Messaggioda mauro » 31 gennaio 2017, 10:40

Avevo posto la stessa domanda quando mi iscrissi qui, parlando della "naturalità" di certe pratiche e asana yoga.
Devo dire che la maggior parte delle risposte che ricevetti fu tra il seccato e il sufficiente.
D'altronde cosa ci si può aspettare da un forum yoga? Che metta in dubbio i suoi insegnamenti?
L'autocritica è dote rara.

tamerlano
vaisya
vaisya
Messaggi: 77
Iscritto il: 9 dicembre 2015, 13:07

Re: (In)naturalità della meditazione

Messaggioda tamerlano » 31 gennaio 2017, 14:21

Ciao emanbass91... sulla dicotomia che stai affrontando sono stati spesi fiumi d'inchiostro e la
risposta certa nessuno , che io sappia, ancora ce l'ha. "Naturalia non turpia" ? Sì ma se rispettassimo
tutte le altre condizioni della vita primitiva...Fare una dieta da cacciatore raccoglitore (ammesso
che si riesca a trovare , ad esempio, carne grass feed )e poi passare 14 ore seduti al giorno fra
lavoro e casa mi pare un po' incongruente. La stessa dieta mediterranea non è forse la cosa più
innaturale che c'è? Eppure funziona. Anche il discorso che fai, e che sposo in pieno, sui movimenti
prototipici (saltare, arrampicarsi,lanciare,correre) come i più naturali poi trova un grosso limite.
Perché noi abbiamo un'ora al giorno per allenarci (quando va molto bene) mentre un primitivo rimane
in movimento tutto il giorno, e quindi se vuoi risultati dalla pratica fisica devi condensare, cosa che è
già di per sè innaturale. A questo poi dobbiamo aggiungere un altro problema. I risultati estetici che
quasi tutti cerchiamo e apprezziamo negli altri sono innaturali, e quindi non raggiungibili con movimenti
naturali. Molti ricercano il six pack(gli addominali tirati) , c'è qualcosa di implicitamente bello in un
addome nodoso? Fisici muscolosi al 6% di grasso corporeo sono naturali? Tutto questo panegirico per dirti che
certe condizioni mentali, che magari erano raggiungibili naturalmente dall'essere umano, ora non lo sono
più perché tutto le altre condizioni sono cambiate. E quindi può essere utile praticare qualcosa di artificiale
per tornare a stati naturali. Un essere che vive in simbiosi con la natura non ha bisogno di esercizi per radicarsi al
terreno , non ha bisogno di sbloccare il respiro e non deve "liberare la mente" da pensieri ricorrenti, da paure sociali
,imposte dalla società o dai media. E' già connesso e quindi ha bisogno ,magari, di fare alcuni passi a ritmo di tamburo
per raggiungere stati mentali profondi e potenti. Noi abbiamo bisogno , prima di tutto, di raggiungere un livello base
e le pratiche , artificiali, servono proprio a quello, secondo me.

AT
brahmana
brahmana
Messaggi: 2507
Iscritto il: 28 marzo 2005, 19:38

Re: (In)naturalità della meditazione

Messaggioda AT » 13 febbraio 2017, 20:46

L'essere umano non è "fatto" per limitare i propri orizzonti e le proprie aspirazioni al solo mondo cosiddetto "naturale". L'uomo è anche ascesi, meditazione, innovazione, pensiero scientifico, intelletto filosofico. Fra l'altro, la durata media della vita in condizioni primitive era piuttosto bassa. Già l'agricoltura è stata un'innovazione: alcuni popoli super longevi, come gli Hunza, sono agricoltori, mentre popolazioni che vivono ancora di caccia e raccolta vivono molto di meno. Quando si parla di "naturalezza", cosa si intende? Un insieme dinamico di armonie tra le proprie strutture psicofisiche, e le strutture del mondo esterno. Dinamico vuol dire che tali armonie si evolvono e cambiano nel tempo, o nello spazio: le strategie di sopravvivenza dei popoli artici (vestiti, abitazioni, alimenti) sono molto diverse da quelle dai popoli africani, l'atmosfera del pianeta Terra è cambiata di molto nei milioni di anni di evoluzione. E le specie si adattano.
Cosa cerchi esattamente quando parli di "naturalezza"? Longevità? Salute? Felicità? O una sorta di "dovere etico di essere naturali perché mi sembra la cosa giusta"? Ci sono stati asceti che hanno avuto una vita lunghissima, pur praticando preghiere , meditazioni castità, rinunce assai "innaturali" . Grazie alla tecnologia, si vive più a lungo e si sono potenziate tante possibilità di azione. Esistono mistici che hanno trovato forme di estasi in pratiche estreme, assai inquietanti. E l'etica non si riduce di certo alla biologia. E quindi?
Il mio punto di vista, è che una volta preso atto, antropologicamente e filosoficamente, del fatto che l'essere umano è "fatto" per aprirsi a orizzonti più ampi rispetto alla semplice naturalezza, si debba ricercare un'armonia con le strutture dinamiche della "piccola natura" nella quale siamo inseriti (ecosistema, istinti, strutture biosociali, comportamenti, eredità animale) riservandosi poi di estendere la propria visione e le proprie ambizioni oltre queste armonie. Ed ecco che la meditazione, lo yoga, l'ascesi, le estasi dionisiache o le esperienze degli Aghori ci testimoniano una gamma di possibilità più ampia. Per la quale siamo realmente "fatti", visto che l'essere umano ha creato tecnologie, strutturato l'ambiente, costruito civiltà e cultura, ma soprattutto intuito e vissuto barlumi di un "oltre" senza il quale possiamo ben parlare di "animale umano". Non so se riesci a percepire come parlare di "animale umano" suoni un po' come una mutilazione: i veri orizzonti dell'essere umano sono altri.

AT
brahmana
brahmana
Messaggi: 2507
Iscritto il: 28 marzo 2005, 19:38

Re: (In)naturalità della meditazione

Messaggioda AT » 13 febbraio 2017, 21:07

Il mio punto di vista, è che date le armonie della "piccola natura" nelle quali siamo inseriti, siano possibili due errori opposti: il primo errore, è rinchiudere troppo sé stessi dentro alle strutture comportamentali e esperienziali di questa "naturalezza": le varie forme di naturalismo, di biologizzazione dell'essere umano o di idealizzazione del "ritorno alla natura" spesso ricorrenti nella cultura. Alcuni taoisti ,di fatto, non senza contraddizioni, hanno oscillato verso questo errore. Il secondo errore, è non valutare "abbastanza" l'importanza e la positività dell'armonia con le strutture naturali: o perché si pensa che la natura sia in fondo solo un insieme di "pezzi" messi lì per caso, che noi abbiamo la possibilità di riordinare a nostro piacimento per le nostre finalità di utilità o di potenza, o perché si vede nel mondo "naturale" una limitazione NEGATIVA ( ascesi nemiche della "materia", o, all'opposto, miti oscuri di un Caos originario da raggiungere oltre la prigione del Cosmo ordinato). Il giusto punto di vista, secondo me, è valorizzare tali armonie naturali, integrandole e ampliandole con la gamma di possibilità che conducono "oltre". Applicando al contempo un'etica che rispetti certe armonie, senza farne il criterio etico fondante e senza restarci intrappolati dentro.

AT
brahmana
brahmana
Messaggi: 2507
Iscritto il: 28 marzo 2005, 19:38

Re: (In)naturalità della meditazione

Messaggioda AT » 13 febbraio 2017, 21:20

Lo yoga e la meditazione hanno una propria logica utilitaria: gli studi scientifici sono ormai tantissimi. E' possibile migliorare la propria salute attraverso una pratica costante e intelligente. Ma non è certo questo il punto centrale: attraverso lo yoga e la meditazione, (e molto altro ancora) si può conoscere meglio sé stessi. E iniziare a comprendere che ci sono orizzonti più ampi non solo del mondo "naturale", ma anche delle strutture biosociali e tecnologiche nelle quali siamo inseriti e a volte intrappolati.

mauro
brahmana
brahmana
Messaggi: 1478
Iscritto il: 29 marzo 2012, 22:02
Località: viterbo

Re: (In)naturalità della meditazione

Messaggioda mauro » 14 febbraio 2017, 13:46

In effetti, quella dell' uomo con la natura è una lotta per il potere, senza che si renda conto che è destinato comunque a perderla.

AT
brahmana
brahmana
Messaggi: 2507
Iscritto il: 28 marzo 2005, 19:38

Re: (In)naturalità della meditazione

Messaggioda AT » 15 febbraio 2017, 1:01

Puoi trovare il punto di vista da te espresso in molte opere di Alan Watts, filosofo del secolo scorso caro ai figli dei fiori e alla controcultura americana, interprete del taoismo e dello zen da una prospettiva assai naturalistica. La sua visione, che attinge alla scienza e alle filosofie orientali, è espressa in modo molto creativo e interessante nelle sue opere, ma non rende giustizia al taoismo e allo zen, oltre ad essere limitante . L'enfasi sulla "naturalezza" e sulla "spontaneità" può diventare una prigione, un limite.

mauro
brahmana
brahmana
Messaggi: 1478
Iscritto il: 29 marzo 2012, 22:02
Località: viterbo

Re: (In)naturalità della meditazione

Messaggioda mauro » 15 febbraio 2017, 8:27

Non so cosa il mio pensiero richiami. Non sono un seguace del "primitivismo", sebbene ritenga che oggettivamente la volontà di potere dell'uomo sulla natura abbia raggiunto livelli paradossali, anche perchè oggettivamente è una guerra persa.

Daniella
vaisya
vaisya
Messaggi: 90
Iscritto il: 4 giugno 2015, 13:38

Re: (In)naturalità della meditazione

Messaggioda Daniella » 16 febbraio 2017, 16:06

Penso che la guerra contro la natura da parte dell'uomo sia poi in effetti una guerra che l'uomo fa a se stesso.
Complice la scienza.Questa divinità moderna, che solo ultimamente, di fronte alle proprie intrinseche contraddizioni, comincia a cedere il passo.
Condivido il tuo pensiero A.T....non bisogna divinizzare la natura, benchè vi sia del divino in questa, perchè altrimenti si perderebbe la percezione di una sfera superiore. I taoisti parlano in effetti dei Tre Grandi.
Presenti tutti nel microcosmo umano.

mauro
brahmana
brahmana
Messaggi: 1478
Iscritto il: 29 marzo 2012, 22:02
Località: viterbo

Re: (In)naturalità della meditazione

Messaggioda mauro » 16 febbraio 2017, 16:09

Errato è divinizzare la natura.
Altrettanto errato è divinizzare l'uomo.

Daniella
vaisya
vaisya
Messaggi: 90
Iscritto il: 4 giugno 2015, 13:38

Re: (In)naturalità della meditazione

Messaggioda Daniella » 16 febbraio 2017, 16:18

Concordo. L'indicazione dei taoisti è tre in uno. Guarda guarda, non solo dei taoisti, ma anche dei cristiani.
Ma a questo proposito capisco poco. Padre, Figlio e Spirito Santo....mi sembra confuso.
Capisco meglio al momento Cielo--Uomo--Terra.

Fabio91
sudra
sudra
Messaggi: 10
Iscritto il: 17 maggio 2016, 17:36

Re: (In)naturalità della meditazione

Messaggioda Fabio91 » 3 marzo 2017, 19:58

ci sono tanti strumenti, pratiche e discipline di molte scienze iniziatiche che sono state tramandate perché raggiungibili in modo naturale

Avatar utente
gb
brahmana
brahmana
Messaggi: 4280
Iscritto il: 26 aprile 2005, 17:49

Re: (In)naturalità della meditazione

Messaggioda gb » 3 marzo 2017, 20:46

Ma, una domanda: ma tra coloro che discutono in questo thread, qualcuno di voi ha sperimentato il piano delle energie (di sogno, dello spirito santo per la mistica cristiana)?
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
Giovanni Vannucci


Torna a “Meditazione”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti