Shaktipat.

tecniche ed esperienze
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Shaktipat.

Messaggioda Chlòé » 16 gennaio 2013, 16:39

Qualcuno vuole approfondire questo argomento nelle sue diverse sfumature?
...Dii di dooh
daa
da daah...

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Hari Gunter
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Messaggioda Hari Gunter » 17 gennaio 2013, 13:59

Shaktipat è l'iniziazione al risveglio del prana nel corpo dell'aspirante. Il risveglio del prana non è una cosa qualsiasi. Molte persone credono di aver risvegliato prana shakti perchè hanno avuto aperture emozionali o energetiche. Questi fenomeni non hanno a che fare col risveglio di prana shakti. Prana shakti è una potente energia che risiede addormentata nel nostro corpo. Lei è addormentata solo in parte, altrimenti saremmo morti. Tutta la vita si appoggia su prana shakti. Ora io non voglio aprire la lunga discussione su cosa è prana shakti e cosa è kundali. Vi do la mia personale esperienza perchè ho avuto shaktipat molti anni fa e il suo movimento è ancora attivo e operante nella mia sadhana. Quella parte di prana shakti che è rimasta addormentata in noi, è ciò che noi abbiamo negato di Dio. Noi abbiamo detto “No” a molte cose, compreso a noi stessi…. tutto ciò che abbiamo negato è Dio. Ora il suo movimento è inattivo. Dio non può proseguire nel suo intento: quello di riportarci all’Unione, alla Verità, nel suo immenso abbraccio. Per risvegliare prana shakti esistono diversi metodi e qui ne elencherò alcuni. Il primo è la pratica ripetuta di asanas e pranayama specifici, che il vostro insegnante sa che risveglieranno il prana. Se il vostro insegnante di Yoga non ha risvegliato il prana e non sta praticando la sua stessa resa a prana shakti, allora non potrà aiutarvi in questo. Solo un insegnante che sta liberando il prana e che è sulla via di kundalini (aspetto centrale di prana shakti) potrà aiutarvi. Altrimenti quando inizierete a muovervi senza senso logico e a rotolarvi per terra, penserà che siete matti o che lui ha fatto qualcosa di sbagliato con voi. La pratica di sasanas e pranayama tende a purificare il corpo e la mente, allora il prana si risveglia. Ma se lo controllate, se mettete tutto sotto il controllo della mente e della vostra volontà, allora il prana non avrà spazio per agire e voi starete ancora dicendo “No” a Dio. Un’altra cosa che risveglia il prana, sono le esperienze dirette della Verità (il samadhi, kenshoo, satori, esperienze di Unione). Attraverso l’Intensivo di Illuminazione potete avere queste esperienze e il prana ad un certo punto si risveglierà. Un’altro modo è legato alla devozione. Se voi siete devoti, persone che amano intensamente, allora dovreste liberare questo amore verso Dio o verso una qualche forma che ve lo ricorda. L’amore per Dio è la forma di amore più alta perchè ci libera da ogni attaccamento. Una cosa che potete fare è servire con amore il vostro Maestro spirituale; oppure scegliere una divinità e farvi un altare a casa. Sedetevi li davanti e cantate per Lui. Voi non state guardando la forma, ma l’aspetto Divino che essa rappresenta. Potete liberare tutto il vostro amore, cantare, piangere, danzare. Dovreste farlo oltre il limite del vostro controllo, altrimenti prana shakti rimarrà ferma. Un’altro modo per risvegliare il prana è quello di fare una qualsiasi altra cosa che vi porti oltre il vostro abituale limite. Però la condizione è che voi lo facciate per Dio, la Verità, l’Amore Divino, il Sè, chiamatelo come vi pare. Se andrete oltre il limite, il prana si risveglierà. Quando il prana si è risvegliato avete bisogno di un luogo adatto dove lasciare che si liberi ancora e permettere che il processo Divino che è connesso al risveglio del prana, possa andare avanti. Se avete risvegliato questa energia, siete pronti per lo Yoga Naturale, o senza volontà. Allora siete nelle mani di Dio e ogni cosa accadrà da sè. Quando capite che prana shakti si è risvegliata? Quando siete mossi da una energia che muove il vostro corpo in ogni modo. Inizierete a tremare, o piangere, rotolarvi, saltare, urlare, ridere, fare versi di ogni tipo, avere visioni di vite precedenti. Molto probabimente il prana cercherà di mettervi in determinate asanas che accadono spontaneamente senza averle imparate da nessuno. Questo processo non dura solo cinque, dieci minuti, ma anni e anni. Voi potete sempre fermarlo, perchè c’è un potetre di scelta che agisce su questo. Potete dire “Basta” e riprendere tutto in mano con la vostra volontà, oppure potete dire “Ancora” e rimanere li sul vostro tappeto da meditazione e lasciare che questo Divino processo vada avanti. Più andrete avanti, più Dio entrerà in voi. Più direte “No” più vi sentirete esseri fisici e separati da ogni altra cosa. La resa è la chiave per realizzare Dio, senza sforzo. Ma questo richiede tempo, il tempo che voi darete alla pratica.
Con amore
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Messaggioda luca69 » 18 gennaio 2013, 9:22

Hari Gunter ha scritto: Quando capite che prana shakti si è risvegliata? Quando siete mossi da una energia che muove il vostro corpo in ogni modo. Inizierete a tremare, o piangere, rotolarvi, saltare, urlare, ridere, fare versi di ogni tipo, avere visioni di vite precedenti. Molto probabimente il prana cercherà di mettervi in determinate asanas che accadono spontaneamente senza averle imparate da nessuno. Questo processo non dura solo cinque, dieci minuti, ma anni e anni. Voi potete sempre fermarlo, perchè c’è un potetre di scelta che agisce su questo. Potete dire “Basta” e riprendere tutto in mano con la vostra volontà, oppure potete dire “Ancora” e rimanere li sul vostro tappeto
Hari

Ma...tutto sto lavoro per passare anni a rotolarmi a terra,piangere, fare versi impropri....preferisco magari nutrire il mio prana con una bella passaggiata in montagna...
con rispetto Luca.
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Messaggioda Hari Gunter » 18 gennaio 2013, 14:07

Dipende cosa cerchi e in che modo lo cerchi. Sto parlando di Shaktipat e non solo di prana. Se hai Shaktipat il prana si risveglia in quel modo. Se cammini in un bosco stai dicendo al prana di fare una determinata cosa che desideri tu. Sono due vie diverse: la volontà e la resa. Anche con la volontà, guidando e dirigendo il tuo prana in attività che ti piacciono puoi raggiungere un contatto col Divino. Sono solo modi differenti. Shaktipat viene solitamente data a chi poi seguirà e si arrenderà al movimento naturale del prana.
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Messaggioda luca69 » 18 gennaio 2013, 17:16

Hari Gunter ha scritto:Dipende cosa cerchi e in che modo lo cerchi. Sto parlando di Shaktipat e non solo di prana. Se hai Shaktipat il prana si risveglia in quel modo. Se cammini in un bosco stai dicendo al prana di fare una determinata cosa che desideri tu. Sono due vie diverse: la volontà e la resa. Anche con la volontà, guidando e dirigendo il tuo prana in attività che ti piacciono puoi raggiungere un contatto col Divino. Sono solo modi differenti. Shaktipat viene solitamente data a chi poi seguirà e si arrenderà al movimento naturale del prana.

Quello che dici è sicuramente vero,ci sono tanti mezzi per arrivare alla stessa fonte,personalmente amo ricercarla nella natura,nelle persone,e in tutto quello che ci circonda,oltre che alla pratica yogica vera e propria.
Permettimi di dirti però che trovo nella tue parole una grande facilità e scioltezza nel raccontare come tue esperienze vissute pratiche che ho sempre ritenuto pericolose se non che molto ardue da praticare.
Sai,un conto è sentirne parlare da un punto di vista teorico,un conto è trovarsi davanti a qualcuno che dice di averle vissute e averle fatte sue...sono sincero,ho dei dubbi.
E' solo il mio punto di vista.
Luca.
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Messaggioda yoga.san » 18 gennaio 2013, 17:50

Hari Gunter ha scritto:...
Se avete risvegliato questa energia, siete pronti per lo Yoga Naturale, o senza volontà.
...


domanda
ipotizziamo che esistano stadi di...chiamiamola pure "evoluzione" (seppure questo termine sia molto occidentale e gerarchico) in cui si percepisce-stabilizza che il Pensiero è Realizzatore, dunque l'essere umano è in qualche modo co-creatore.
Risvegliando quell' Energia diciamo così... repentinamente e senza volontà non c'è il rischio-responsabilità di fare e farsi dei danni?
grazie!
S

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Messaggioda Hari Gunter » 19 gennaio 2013, 2:42

Carissimi,
cerco di rispondere alle vostre domande in una sola rispota. Capisco lo scetticismo, è normale, non capita tutti i giorni di entrare nel vivo della ricerca. La maggior parte delle volte ci si imbatte in discorsi spirituali che alla loro base hanno solo studi teorici. Quindi parliamo di ciò che pensiamo e non sempre di ciò che sperimentiamo. Mi ricordo anni fa quando ebbi il mio primo samadhi.... fu per me qualcosa di incredibile. Mai e poi mai avrei pensato che esistesse una meraviglia simile. Scoprii la Realtà al di la della mia mente. Un puro oceano di silenzio in cui tutto è uno. Il mio io fu, in quell'istante, spazzato via. Tuttavia io c'ero, ma questa volta ero Reale. Non è possibile spiegare questo. Non è un esserci collocato nello spazio o nel tempo o con un punto di vista o un corpo. Niente di tutto ciò.... solo pura presenza presente a se stessa. Nulla era diviso o separato o distinto da me. Io ero in ogni cosa e ogni cosa era in me. Quella fu la prima volta e li mi dissi: "Ecco, questo è ciò che ho sempre cercato nella vita" Ogni altra cosa passò in secondo piano e da allora non feci altro che cercare il modo per stabilizzarmi nel Sè. Io credo che questa sia una grazia. Da circa dieci anni conduco Ritiri di meditazione Intensiva e aiuto molte persone a toccare questa esperienza, ma c'è una grande differenza fra avere un'esperienza di Unione per qualche secondo o rimanerci. Tuttavia tutto inizia con quei brevi attimi di Verità. Ma vado avanti: ho meditato ogni giorno per anni, finchè ad un certo punto nel mio corpo si è risvegliata una forte energia. La forza di questa energia era tale che per gestirla sentivo di dover fare sforzi immani e capii che era inutile. Il mio maestro mi dissee che potevo lasciarla andare, che non dovevo temerla e che questo era un passaggio connesso alla resa a Dio. Mi sono fidato e Buumm!! E' stata un'esplosione (questa è Shaktipat). In quel Ritiro iniziai a gridare, saltare, ridere come un matto. Avevo visioni di scene che chissà dove erano racchiuse nella mia testa. Ma questo non è il punto, perchè queste cose possono accadere anche in una semplice sessione di rebirthing. Il punto è che decisi di arrendermi a Dio, nella forma di questa energia. Questa energia è ciò che chiamo prana o shakti. La seconda grazia della mia vita è stata quella di avere un Maestro che conosceva molto bene di cosa si trattasse e mi ha iniziato allo Yoga della Resa. Per fare questa sadhana devi davvero desidearare l'Unione col Sè. Questa energia non è assolutamente dannosa, è INTELLIGENTE. Arrendendosi al prana, il corpo inizia ad entrare spontaneamente in ogni postura Yoga. Non ho imparato lo Yoga da nessun Maestro, ma il prana mi ha fatto conoscere innumerevoli asana. Lo Yoga nasce da questo processo e non da qualcuno che se lo è inventato. Per questo c'è una gran confusione negli insegnamenti Yoga. Ogni scuola insegna qualcosa di diverso e noi siamo portati a credere che ci siano molti tipi di Yoga. Ma nella resa scopri che esiste un solo Yoga e che le pratiche insegnate sono piccoli assaggi di un unico grande processo. Le asana sono solo una parte di ciò che il prana fa col mio corpo nella mia stanza di meditazione. In seguito iniziano le respirazioni. Pranayama di ogni tipo. Poi quando asana e respirazioni hanno purificato sufficentemente il corpo, inizia il riassorbimento della mente. L'attenzione si ritira all'interno e non senti più nulla, non vedi, non percepisci più alcuna cosa dall'esterno. Stai entrando nella meditazione, nella concentrazione. Scopri che gli otto passi dello Yoga esistono in natura. Il prana fa ogni cosa, devi solo fidarti di questa energia e arrenderti a Dio. Negli stadi più avanzati inizia il samadhi. Per arrivare a tutto quello che vi sto descrivendo, devi poter dedicare molte ore al giorno alla pratica. Non è per tutti. Se mi chiedi cosa lo faccio a fare? Non preferisci farti una passeggiata nel bosco? Ti rispondo che ne ho abbastanza. Il piacere e la completezza che vivo nell'Unione col Sè, appaga ogni altro mio bisogno. Non sono interessato ad altro. Il riassorbimento nel Sè, spegne ogni altro desiderio. L'io gradualmente muore e con lui l'illusione della vita. La vita alla fine sei tu. Il mio processo non è concluso, sta andando avanti. Ci sono poche persone in tutto il mondo che fanno questo. Il motivo è che tale Yoga è stato insegnato a poche persone perchè è impegantivo. Non si tratta di calmare la mente o trovare attimi di pace, ma di volere l'Unione. E' per chi sta cercando l'Illuminazione. Alcune persone su questo foruma hanno contestato: "Se cerchi qualcosa hai ancora un io". Questa è pura ignoranza. Tutto inizia col "cercare", Alla fine smetti di cercare e ti arrendi a ciò che sei sempre stato: il Sè. Ma questo passaggio avviene col tempo. Se non cerchi, se non fai nulla, l'Illuminazione non ti casca sulla testa. Solo in seguito Dio ti chiederà (poeticamente parlando) di lasciare il desiderio di cercarlo e anche l'idea che hai di lui. Tutto si rivela essere qui, ora, ma lo scopri quando perdi la mente. La mente guarda sempre da un'altra parte. Arrendendosi a Dio e al prana, tutto questo risveglio avviene spontaneamente. Ma bisogna accettare una pratica sistematica.... ogni giorno, per molti anni. Noi abbiamo paura di perdere il controllo, questo è il punto. Ma poi, quando lo facciamo, ci sentiamo guarire da dentro. Ci sono molte scuole che insegnano questo. Insegnano ad arrendersi, ma lo Yoga insegna ad arrendersi a Dio, che è una cosa diversa. Gli yogi hanno insegnato che Kundalini ci porta fino alla Liberazione. Io sto sperimentando questo. Se cercate davvero il Sè, questa è una via. Ci sono molti altri modi per arrivarci, ma questo è stato per me il modo che ho trovato più completo. Per iniziare potete provare con mezz'ora, poi se vi piace potete aumentare la durata della pratica. Siccome non c'è alcuno sforzo, potete meditare anche per ore. Il prana provvede a tutto: se siete stanchi vi farà dormire, poi quando il corpo sarà riposato, inizierà a muoverlo. All'inizio non è facile arrendersi al prana.... tutto è sotto il controllo della mente, ma quando cominciate a riuscirci dite: Woow che meraviglia, sono guidato da una forza Divina Intelligente; stoo comprendendo davvero cosa sia lo Yoga. Questa cosa è pazzesca, gli Yogi avevano ragione. Insomma potrei scrivere per ore perchè ci sono molte cose che dovreste comprendere e io dovrei spiegare e approfondire. Vi invito a leggere qualcosa dal mio sito, forse troverete altre risposte, altrimenti venite ad un Seminario di Yoga e chiedete di essere iniziati alla Resa. Comunque sono qui, se ci sono altre domande.
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Messaggioda pushan » 19 gennaio 2013, 10:12

Hari Gunter ha scritto:Carissimi,
cerco di rispondere alle vostre domande in una sola rispota. Capisco lo scetticismo, è normale, non capita tutti i giorni di entrare nel vivo della ricerca. La maggior parte delle volte ci si imbatte in discorsi spirituali che alla loro base hanno solo studi teorici. Quindi parliamo di ciò che pensiamo e non sempre di ciò che sperimentiamo. Mi ricordo anni fa quando ebbi il mio primo samadhi.... fu per me qualcosa di incredibile. Mai e poi mai avrei pensato che esistesse una meraviglia simile. Scoprii la Realtà al di la della mia mente. Un puro oceano di silenzio in cui tutto è uno. Il mio io fu, in quell'istante, spazzato via. Tuttavia io c'ero, ma questa volta ero Reale. Non è possibile spiegare questo. Non è un esserci collocato nello spazio o nel tempo o con un punto di vista o un corpo. Niente di tutto ciò.... solo pura presenza presente a se stessa. Nulla era diviso o separato o distinto da me. Io ero in ogni cosa e ogni cosa era in me. Quella fu la prima volta e li mi dissi: "Ecco, questo è ciò che ho sempre cercato nella vita" Ogni altra cosa passò in secondo piano e da allora non feci altro che cercare il modo per stabilizzarmi nel Sè. Io credo che questa sia una grazia. Da circa dieci anni conduco Ritiri di meditazione Intensiva e aiuto molte persone a toccare questa esperienza, ma c'è una grande differenza fra avere un'esperienza di Unione per qualche secondo o rimanerci. Tuttavia tutto inizia con quei brevi attimi di Verità. Ma vado avanti: ho meditato ogni giorno per anni, finchè ad un certo punto nel mio corpo si è risvegliata una forte energia. La forza di questa energia era tale che per gestirla sentivo di dover fare sforzi immani e capii che era inutile. Il mio maestro mi dissee che potevo lasciarla andare, che non dovevo temerla e che questo era un passaggio connesso alla resa a Dio. Mi sono fidato e Buumm!! E' stata un'esplosione (questa è Shaktipat). In quel Ritiro iniziai a gridare, saltare, ridere come un matto. Avevo visioni di scene che chissà dove erano racchiuse nella mia testa. Ma questo non è il punto, perchè queste cose possono accadere anche in una semplice sessione di rebirthing. Il punto è che decisi di arrendermi a Dio, nella forma di questa energia. Questa energia è ciò che chiamo prana o shakti. La seconda grazia della mia vita è stata quella di avere un Maestro che conosceva molto bene di cosa si trattasse e mi ha iniziato allo Yoga della Resa. Per fare questa sadhana devi davvero desidearare l'Unione col Sè. Questa energia non è assolutamente dannosa, è INTELLIGENTE. Arrendendosi al prana, il corpo inizia ad entrare spontaneamente in ogni postura Yoga. Non ho imparato lo Yoga da nessun Maestro, ma il prana mi ha fatto conoscere innumerevoli asana. Lo Yoga nasce da questo processo e non da qualcuno che se lo è inventato. Per questo c'è una gran confusione negli insegnamenti Yoga. Ogni scuola insegna qualcosa di diverso e noi siamo portati a credere che ci siano molti tipi di Yoga. Ma nella resa scopri che esiste un solo Yoga e che le pratiche insegnate sono piccoli assaggi di un unico grande processo. Le asana sono solo una parte di ciò che il prana fa col mio corpo nella mia stanza di meditazione. In seguito iniziano le respirazioni. Pranayama di ogni tipo. Poi quando asana e respirazioni hanno purificato sufficentemente il corpo, inizia il riassorbimento della mente. L'attenzione si ritira all'interno e non senti più nulla, non vedi, non percepisci più alcuna cosa dall'esterno. Stai entrando nella meditazione, nella concentrazione. Scopri che gli otto passi dello Yoga esistono in natura. Il prana fa ogni cosa, devi solo fidarti di questa energia e arrenderti a Dio. Negli stadi più avanzati inizia il samadhi. Per arrivare a tutto quello che vi sto descrivendo, devi poter dedicare molte ore al giorno alla pratica. Non è per tutti. Se mi chiedi cosa lo faccio a fare? Non preferisci farti una passeggiata nel bosco? Ti rispondo che ne ho abbastanza. Il piacere e la completezza che vivo nell'Unione col Sè, appaga ogni altro mio bisogno. Non sono interessato ad altro. Il riassorbimento nel Sè, spegne ogni altro desiderio. L'io gradualmente muore e con lui l'illusione della vita. La vita alla fine sei tu. Il mio processo non è concluso, sta andando avanti. Ci sono poche persone in tutto il mondo che fanno questo. Il motivo è che tale Yoga è stato insegnato a poche persone perchè è impegantivo. Non si tratta di calmare la mente o trovare attimi di pace, ma di volere l'Unione. E' per chi sta cercando l'Illuminazione. Alcune persone su questo foruma hanno contestato: "Se cerchi qualcosa hai ancora un io". Questa è pura ignoranza. Tutto inizia col "cercare", Alla fine smetti di cercare e ti arrendi a ciò che sei sempre stato: il Sè. Ma questo passaggio avviene col tempo. Se non cerchi, se non fai nulla, l'Illuminazione non ti casca sulla testa. Solo in seguito Dio ti chiederà (poeticamente parlando) di lasciare il desiderio di cercarlo e anche l'idea che hai di lui. Tutto si rivela essere qui, ora, ma lo scopri quando perdi la mente. La mente guarda sempre da un'altra parte. Arrendendosi a Dio e al prana, tutto questo risveglio avviene spontaneamente. Ma bisogna accettare una pratica sistematica.... ogni giorno, per molti anni. Noi abbiamo paura di perdere il controllo, questo è il punto. Ma poi, quando lo facciamo, ci sentiamo guarire da dentro. Ci sono molte scuole che insegnano questo. Insegnano ad arrendersi, ma lo Yoga insegna ad arrendersi a Dio, che è una cosa diversa. Gli yogi hanno insegnato che Kundalini ci porta fino alla Liberazione. Io sto sperimentando questo. Se cercate davvero il Sè, questa è una via. Ci sono molti altri modi per arrivarci, ma questo è stato per me il modo che ho trovato più completo. Per iniziare potete provare con mezz'ora, poi se vi piace potete aumentare la durata della pratica. Siccome non c'è alcuno sforzo, potete meditare anche per ore. Il prana provvede a tutto: se siete stanchi vi farà dormire, poi quando il corpo sarà riposato, inizierà a muoverlo. All'inizio non è facile arrendersi al prana.... tutto è sotto il controllo della mente, ma quando cominciate a riuscirci dite: Woow che meraviglia, sono guidato da una forza Divina Intelligente; stoo comprendendo davvero cosa sia lo Yoga. Questa cosa è pazzesca, gli Yogi avevano ragione. Insomma potrei scrivere per ore perchè ci sono molte cose che dovreste comprendere e io dovrei spiegare e approfondire. Vi invito a leggere qualcosa dal mio sito, forse troverete altre risposte, altrimenti venite ad un Seminario di Yoga e chiedete di essere iniziati alla Resa. Comunque sono qui, se ci sono altre domande.
Hari

Molto interessante la descrizione della tua prima esperienza di Samadhi.
Ne ho avuta una molto simile a 15 anni che non dimenticherò mai per la potenza di "fusione" del mio essere con l'Essere.
Entrata nel cuore del sole, disintegrata in un'esplosione e ribaltata in infiniti raggi che penetravano ogni cosa: cielo, alberi, uccellini, foglie, laghetti con paperette, me stessa, le persone che erano intorno.
Tutto la medesima luce. E musica una musica che era il canto della vita tutta.
Concordo con l'opportunità di una pratica costante per stabilizzare le "estasi", brevi attimi di Verità.
Come meravigliosi fiori del giardino della vita. Ma se non si zappa ogni giorno il campo, ci si piega a strappare le erbacce, i fiori saranno soffocati.

Quello che soltanto non mi è chiaro dal tuo pacato esporre è perchè mantieni una posizione distaccata tra "ricercatori" che non conosci, tanto da spingerti a dire frasi tipo questa:
perchè ci sono molte cose che dovreste comprendere e io dovrei spiegare e approfondire.
Sicuro?
Sembra quasi che ti senti solo, con il tuo sapere, come se ne avessi addosso il peso e dovessi liberartene.
L'istruzione, l'esperienza, si porge liberamente e liberamente si riceve.
Una certa reciprocità non guasterebbe, soprattutto perchè non è detto che tra i numerosi utenti qui ci possa essere anche qualcuno da cui imparare qualcosa.
Per il medesimo fine, la stabilizzazione del Sè e la conseguente pace interiore che ne consegue.
Come un lago, non privo di increspature, ma trasparente.
Personalmente sono conscia di essere una pozzanghera (in trasformazione)

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Re: Sè

Messaggioda gb » 19 gennaio 2013, 10:33

pushan ha scritto:
Quello che soltanto non mi è chiaro dal tuo pacato esporre è perchè mantieni una posizione distaccata tra "ricercatori" che non conosci, tanto da spingerti a dire frasi tipo questa:
perchè ci sono molte cose che dovreste comprendere e io dovrei spiegare e approfondire.
Sicuro?
L'istruzione, l'esperienza, si porge liberamente e liberamente si riceve.

Una certa reciprocità non guasterebbe, soprattutto perchè non è detto che tra i numerosi utenti qui ci possa essere anche qualcuno da cui imparare qualcosa.
Per il medesimo fine, la stabilizzazione del Sè e la conseguente pace interiore che ne consegue.
Come un lago, non privo di increspature, ma trasparente.
Personalmente sono conscia di essere una pozzanghera.


Questo è vero, pushan, ma se leggi tutti i suoi messaggi, l'obiettivo di Hari è farsi pubblicità, o meglio fare pubblicità ai propri corsi: lo ha dichiarato nel messaggio di esordio, ha inviato le persone a contattarlo per insegnare loro Illuminazione, Celibato etc., ha pubblicizzato il proprio ashram, seminari, associazione, e ha dichiarato che "cerca gente".

Cosa c'è di male? Assolutamente nulla! Per me più corsi di yoga ci sono meglio è, senza entrare nel merito di lignaggi, "tipi" di yoga, o pericolosità di certe tecniche o meno.

Ma per l'amor di Dio, Hari, tu insegna pure intensivi di Illuminazione, ma, detto in totale amicizia, fatti un intensivo di Sales & Marketing! 8)
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
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Re: Sè

Messaggioda pushan » 19 gennaio 2013, 10:51

gb ha scritto:
pushan ha scritto:
Quello che soltanto non mi è chiaro dal tuo pacato esporre è perchè mantieni una posizione distaccata tra "ricercatori" che non conosci, tanto da spingerti a dire frasi tipo questa:
perchè ci sono molte cose che dovreste comprendere e io dovrei spiegare e approfondire.
Sicuro?
L'istruzione, l'esperienza, si porge liberamente e liberamente si riceve.

Una certa reciprocità non guasterebbe, soprattutto perchè non è detto che tra i numerosi utenti qui ci possa essere anche qualcuno da cui imparare qualcosa.
Per il medesimo fine, la stabilizzazione del Sè e la conseguente pace interiore che ne consegue.
Come un lago, non privo di increspature, ma trasparente.
Personalmente sono conscia di essere una pozzanghera.


Questo è vero, pushan, ma se leggi tutti i suoi messaggi, l'obiettivo di Hari è farsi pubblicità, o meglio fare pubblicità ai propri corsi: lo ha dichiarato nel messaggio di esordio, ha inviato le persone a contattarlo per insegnare loro Illuminazione, Celibato etc., ha pubblicizzato il proprio ashram, seminari, associazione, e ha dichiarato che "cerca gente".

Cosa c'è di male? Assolutamente nulla! Per me più corsi di yoga ci sono meglio è, senza entrare nel merito di lignaggi, "tipi" di yoga, o pericolosità di certe tecniche o meno.

Ma per l'amor di Dio, Hari, tu insegna pure intensivi di Illuminazione, ma, detto in totale amicizia, fatti un intensivo di Sales & Marketing! 8)

Ho avuto la fortuna nella vita, senza neppure sbattermi, di poter incontrare persone di cui il mondo, non io, affermava il Risveglio a uno stato di coscienza in cui il Sè brillava nel suo naturale fulgore.
Alcuni inseriti in strutture tradizionali, come il Venerabile Lama Kalu Rimpoche o il Leone Verde dell'Islam, Shaihk Muhammad Nazim Adil al-Qubrusi al-Haqqani , visti proprio come "Guru" dai loro aspiranti discepoli o altri, che si muovevano più in sordina, porgendo la loro "illuminata" esperienza anche con istruzioni più "ordinarie": hatha yoga, ayurveda, vedanta.
Per tutti Jean Klein, la cui vita ritirata e i pochi libri lasciati non ne oscurano la grandezza, anzi, la valorizzano.
Poi anche qualche esponente del cosiddetto neo-advaita, tipo Avasa che qualche anno fa cominciò il suo percorso di "guru" in giro per il mondo. Non ho più seguito le sue attività. Anche lui mi è parso solo, nel suo porgersi al pubblico curioso e famelico con la crudezza del linguaggio "advaita" (che aveva "imparato", mi disse, proprio da Klein) e in qualche modo desideroso di instaurare anche relazioni amichevoli "normali" parlando di sè e delle proprie esperienze senza l'enfasi dell'ambaradan del maestro illuminato in visita per aiutare le povere pecorelle smarrite nei meandri della mente scimmia, che affermava fosse in lui ormai completamente purificata e scolorita. Un paladino del Sè con qualche fantasticheria catastrofista di troppo, a colorare quel biancore.

Non mi piace giudicare a scatola chiusa le persone.
Gunter Hari è qui per farsi publbicità? Possibile, quale utente del forum non mi faccio domande "ulteriori", se ha voglia di chiacchierare e condividere perchè no? I forum sono fatti per questo.
E poi è la diversificazione dell'offerta che mantiene vivo un bene sul mercato. Giusto?
Lo yoga "vende"? I potenziali consumatori impareranno a destreggiarsi, se adeguatamente motivati da una ricerca personale, libera da condizionamenti e da credenze.
Poi l'operazione di marketing anche qui avrà il suo corso naturale, come sempre avviene quando la macchina pubblicitaria si muove per far conoscere qualcosa di cui non eravamo a conoscenza, tipo il nuovo supermercato aperto dietro casa della zia.
Nel mondo c'è tanto spazio.
Ultima modifica di pushan il 19 gennaio 2013, 11:26, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda gb » 19 gennaio 2013, 11:18

Assolutamente: infatti la mia e' sopratutto deformazione professionale, con giudizio sulle modalita' pubblicitarie, non sulla validita' di insegnamenti o lignaggi o corsi.

Certo, poi lo sanno tutti che mi piace anche rompere i c......i, ma che vuoi farci, fa parte del mio dharma.
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nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”

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Messaggioda pushan » 19 gennaio 2013, 11:27

gb ha scritto:Assolutamente: infatti la mia e' sopratutto deformazione professionale, con giudizio sulle modalita' pubblicitarie, non sulla validita' di insegnamenti o lignaggi o corsi.

Certo, poi lo sanno tutti che mi piace anche rompere i c......i, ma che vuoi farci, fa parte del mio dharma.

Quella del dharma è una bella scusa. :) Charmant, per dirla alla straniera.

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Hari Gunter
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Messaggioda Hari Gunter » 19 gennaio 2013, 17:47

Io porto semplicemente una conoscenza. La presento, come meglio posso. Quello che ho esposto nelle numerose cose che ho scritto, non implica fare seminari. La sadhana nessuno la paga, per fortuna. Cerco di far arrivare la mia esperienza, per il piacere di passarla. Quello che mi dispiace è che tutto rimane all'inizio: ma tu chi sei? Sai ho dei dubbi? Chi credi di esere? Non mi fido? Come fai a sapere queste cose? Ecc ecc. Tutto si ferma qui. Alcuni mi scrivono chiedendo maggiori delucidazioni con un serio interesse a questo Yoga, altri rimangono li ad analizzarmi. Questa posizione non porta lontano e forse mi limiterò a scrivere di meno o con piu prudenza.
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Messaggioda Paolo proietti » 19 gennaio 2013, 18:51

Hari Gunter ha scritto:Io porto semplicemente una conoscenza. La presento, come meglio posso. Quello che ho esposto nelle numerose cose che ho scritto, non implica fare seminari. La sadhana nessuno la paga, per fortuna. Cerco di far arrivare la mia esperienza, per il piacere di passarla. Quello che mi dispiace è che tutto rimane all'inizio: ma tu chi sei? Sai ho dei dubbi? Chi credi di esere? Non mi fido? Come fai a sapere queste cose? Ecc ecc. Tutto si ferma qui. Alcuni mi scrivono chiedendo maggiori delucidazioni con un serio interesse a questo Yoga, altri rimangono li ad analizzarmi. Questa posizione non porta lontano e forse mi limiterò a scrivere di meno o con piu prudenza.


La condivisione è necessaria.
Dal mio punto di vista mi viene da storgere il naso, però, quando affermi che il "Tuo" yoga ha qualcosa di più e di diverso dagli "Altri Yoga".

Da quello che ho visto e letto, a parte alcune imprecisioni, alcune lacune e alcune descrizioni che mi paiono confuse, non mi pare diverso dallo Hatha Yoga.

Perché quindi affermare che è qualcosa di diverso, o di più o di superiore?

Il discorso dei lignaggi intesi come istruzione diretta da maestro a discepolo poi è un pochino complesso.

Se si sta sull'indiano spinto i lignaggi riconosciuti sono quelli degli shankaramath a cui si aggiungono i monaci dei Gaudapada math.

Mi pare che tu faccia riferimento a Dadaji e ad Habbard.

Se non ricordo male Dadaji ricevette l'iniziazione tramite la trasmissione telepatica con gli extraterrestri.

A me la cosa non fa strano, ognuno si fa iniziare da chi gli pare, e non sono molto interessato ai dibattiti sull'esistenza o sulla non esistenza di omini verdi e umanoidi con la testa a cuore.

Mi interessa più sapere in cosa consiste la differenza, di cui tu parli, e che io non ho trovato, tra il tuo yoga e gli insegnamenti di qualsiasi insegnante di hatha yoga (fermo restando che per hatha Yoga intendo, come insegnano Shivananda e Satyananda, una disciplina tantrica e non certo una ginnastica salubre).

I riferimenti sono hatha Yoga pradipika, Yoga sutra, Upanishad, e bhagavad gita?
Bene sei a casa.

Dici che dai l'illuminazione?
bene.
Dovresti sapere, credo, che il passaggio diretto della Shakti avviene o con l'intervento diretto di Shiva Shambu (shambavi diksha) o tramite il tocco di un maestro tantrico (Ramana usava le mani, Nisargadatta trasmetteva il mantra direttamente sulla lingua del discepolo).

Ma il passaggio può avvenire solo quando l'allievo è pronto, ovvero qualificato.

Inutile cercare di fare adepti in questo caso.
Quando l'allievo sarà pronto, ovvero avrà il tuo livello coscienziale, sarà lui a trovarti.

Quando l'allievo è pronto il maestro arriva significa questo: prima che abbia raggiunto il tuo livello coscienziale ( prendendo per buono la tua affermazione di essere un maestro illuminato) l'allievo non si accorgerà manco che esisti.

Quindi se il tuo scopo è il "concedere" l'illuminazione intesa come realizzazione non duale e il tuo livello coscenziale è quello di Adi shankaracharya, Siddharta Gautama, Ramana Maharishi o Ramakrishna, inutile che il tuo ego residuo (necessario alla sopravvivenza del corpo fisico in questo livello grossolano) si dia da fare per racimolare allievi, quando sarà il momento giusto coloro che sono qualificati verranno da te.
Mi pare ovvio.

un sorriso,
p.
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Messaggioda viveka » 19 gennaio 2013, 18:58

Hari Gunter ha scritto:......Mi ricordo anni fa quando ebbi il mio primo samadhi.... fu per me qualcosa di incredibile. Mai e poi mai avrei pensato che esistesse una meraviglia simile. Scoprii la Realtà al di la della mia mente. Un puro oceano di silenzio in cui tutto è uno. Il mio io fu, in quell'istante, spazzato via. Tuttavia io c'ero, ma questa volta ero Reale. Non è possibile spiegare questo. Non è un esserci collocato nello spazio o nel tempo o con un punto di vista o un corpo. Niente di tutto ciò.... solo pura presenza presente a se stessa. Nulla era diviso o separato o distinto da me. Io ero in ogni cosa e ogni cosa era in me. Quella fu la prima volta e li mi dissi: "Ecco, questo è ciò che ho sempre cercato nella vita" Ogni altra cosa passò in secondo piano e da allora non feci altro che cercare il modo per stabilizzarmi nel Sè........Hari


... nei libri ho sempre letto che l'esperienza del samadhi è indescrivibile... trovare qualcuno che ne parla può essere di aiuto (forse). in questo spirito sapresti aggiungere particolari alla tua descrizione?
quali sono le sensazioni, i particolari di questa esperienza che ti rendono sicuro di aver sperimentato il samadhi? non può essere stato un altro stato di beatitudine, diverso dal samadhi?
Immagino che adesso tu non riesca a rivivere quello stato a tuo piacimento. è vero?
Se Patanjali, e non solo lui, descrive l’esperienza del samadhi come ultimo stadio di una sadhana che, considerandone gli step descritti nello Yoga sutra, può svilupparsi almeno in diversi anni (per non dire vite), come è possibile affermare di saper (o di poter) fare sperimentare il samadhi alle persone, dunque in modo sistematico, dopo solo tre giorni di esercizi?

Grazie ciao


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