respirazione alternata

tecniche di respirazione e controllo del prana
padme
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respirazione alternata

Messaggioda padme » 4 marzo 2006, 11:32

praticando il respiro a narici alternate (senza fase di ritenzione) gli effetti che riconosco in me sono indubbiamente un riequilibrio emotivo, una maggior centratura, una sorta di "switching" o riassetto generale.
Dai testi (che comincio a leggere ora molti anni dopo avere iniziato a praticare e sperimentare) imparo che la pratica dovrebbe lavorare sul riequilbrio dell'energia ida/pingala, con tutto quello che comporta, con una finalità unificante delle due nadi.
E sappiamo anche dell'alternanza del flusso energetico attraverso le due nadi che si alterna ciclicamente nella giornata.
Quello che mi chiedo è: visto che l'alternanza tra le due nadi è un fatto "naturale", perchè utilizzare questa tecnica per alterare in qualche modo questa alternanza?Quello che mi sono risposta di primo acchito è che con lo yoga cerchiamo di non essere più sottoposti alle leggi dellanatura in senso passivo, bensì di avere il governo delle leggi e dei loro effetti.
Per voi che scopo ha nadi sodhana? Quello di equilibrare e centrare, togliendosi per un po' dall'altalenare delle emozioni che nascono senza motivo apparente, del sentirsi come "trascinati", a fare/non fareeffetto che sperimento su di me?

ciao
padme

HathaJo

Messaggioda HathaJo » 4 marzo 2006, 14:27

Nadi-sodhana, su di un piano puramente teorico, dovrebbe avere le due seguenti funzioni:
1) equilibrare i due flussi di prana, prana-shakti (energia spronante e, per alcune scuole, energia corporea) e chitta-shakti (energia calmante, e per alcune scuole, energia mentale): di fatto, come tu osservi, la necessità di equilibrare queste due energie non vi sarebbe, visto che già accade in natura, quindi il vero scopo è semplicemente prolungare il tempo in cui le due nadi si trovano già naturalmente equilibrate (circa 10 minuti). Perchè prolungare questa fase? Perchè durante questa fase si apre la nadi mediana, susumna, la via della sublimazione dell'energia psicofisica in energia spirituale o coscienza trascendente (quell'essere 'spettatori' imperturbabili che va sotto il concetto di drastr);
2) purificare l'intera rete di nadi corporee (no chiedermi in che modo possa avvenire questo).
Tuttavia, su di me, pur avendolo praticato per diverso tempo, nadi-sodhana, non ha alcun effetto. Io ottengo gli effetti da te descritti con un'altra pratica: il bandha-traya

Jo

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 4 marzo 2006, 15:35

Guardate che secondo me è la respirazione alternata ad essere naturale!
dobbiamo reimpararla per una serie di motivi che non so.
il flusso nei due canali principali è identico e all'unisono solo nel momento della morte.
Il Manzo non Esiste

R9+

Messaggioda R9+ » 4 marzo 2006, 20:13

Detta in maniera semplice, nadishodana realizza una pulizia dei nadi grazie all'iniezione di prana, dico iniezione perchè l'esempio dell'auto ad iniezione calza perfettamente l'esempio.
Il prana spinto nei nadi con questa pressione tende a ripristinare tutti i malfunzionamenti e a riparare là dove vi sono interruzioni degli scorrimenti energetici.
Questo è uno degli effetti, ma nel praticarlo non bisognerebbe esagerare (come invece fanno tutti) .
Se un cucchiaio di sciroppo ti fa passare la tosse non è che bevendone un litro starai bene per tutta la vita, ma può darsi invece che andrai all'ospedale!

padme
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Messaggioda padme » 6 marzo 2006, 10:30

quelli di voi che praticano nadi sodhana, come la collocano all'interno della pratica?
Io la utilizzo quando istintivamente ne sento l'esigenza, alla fine della sequenza di asana, seguita da prana-apana-gati (non so se si scriva così, non l'ho trovato scritto da nessuna parte: consiste nel guidare l'inspiro in senso ascendente lungo il canale sushumna dal coccige al centro del capo, in senso discendente durante l'espiro, equilibrando i tempi delle 2 fasi del respiro e lasciando naturali le 2 pause- si possono inserire visualizzazioni di colori,colore/fresco, ecc),e infine meditazione silenziosa.
Oppure da sola,preceduta da kapalabhati.

sono 2 anni che non seguo più i maestri con cui ho praticato tanti anni, e ritrovandomi a usare da sola tutti gli strumenti che mi hanno "passato", vorrei fare un po'di ordine e capirne di più.
Per molto tempo ho praticato senza farmi domande più di tanto, adesso che sono da sola mi è indispensabile capire come praticare correttamente e soprattutto per quale scopo utilizzare i diversi strumenti a disposizione.

grazie
padme

HathaJo

Messaggioda HathaJo » 10 marzo 2006, 17:40

Paolo Proietti scrive:

Guardate che secondo me è la respirazione alternata ad essere naturale!
dobbiamo reimpararla per una serie di motivi che non so.
il flusso nei due canali principali è identico e all'unisono solo nel momento della morte.


Mi sembrano strane queste tue affermazioni.
Satyananda sostiene, in linea con la tradizione, che la prevalenza del flusso di una nadi si alterna circa ogni 90 minuti, dopo dei quali segue un periodo di circa 10 minuti in cui ida e pingala sono equlibrate. In questo senso, forse, l'alternanza di cui parlo è un evento normale, ma quello di nadi-sodhana è un'alternanza indotta, meccanicamente ottenuta con la manipolazione digitale.
Perchè, poi sostieni che il perfetto equilibrio delle due nadi si ottiene solo in punto di morte? Non si ottiene anche tutte le volte che susumna si apre e il prana scorre in essa? Ossia negli stati di realizzazione yoga?

Jo

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 10 marzo 2006, 19:52

HathaJo ha scritto:

Perchè, poi sostieni che il perfetto equilibrio delle due nadi si ottiene solo in punto di morte? Non si ottiene anche tutte le volte che susumna si apre e il prana scorre in essa? Ossia negli stati di realizzazione yoga?

Jo


Giusto,,, e questo cosa ti suggerisce?
Il Manzo non Esiste

HathaJo

Messaggioda HathaJo » 12 marzo 2006, 18:27

Mi suggerisce che, in questo modo, finisci per far coincidere realizzazione yoga e morte!

Jo

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Messaggioda padme » 13 marzo 2006, 12:00

beh, naturalmente morte può voler dire passaggio a un altro stato realizzativo (per me).
In un testo sul tantra, famoso ma di cui non ricordo il titolo, avevo letto che la fase in cui prana scorre in shushumna è importantissima per l'adepto, ma pericolosa per la persona comune, essendo il momento in cuiaccadono le disgrazie e la morte: forse era questo il senso che dava proietti?

comunque per me yoga è morte, ma nel senso detto prima, cioè morte alla vita comune.
padme

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Messaggioda cico » 13 marzo 2006, 13:54

padme ha scritto:beh, naturalmente morte può voler dire passaggio a un altro stato realizzativo (per me).
In un testo sul tantra, famoso ma di cui non ricordo il titolo, avevo letto che la fase in cui prana scorre in shushumna è importantissima per l'adepto, ma pericolosa per la persona comune, essendo il momento in cuiaccadono le disgrazie e la morte: forse era questo il senso che dava proietti?

comunque per me yoga è morte, ma nel senso detto prima, cioè morte alla vita comune.
padme


Ciao,
Non era S. Paolo che diceva... "Io muoio ogni giorno"? :wink:
Ciaociao Cico :)
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