formicolio

tecniche di respirazione e controllo del prana
nemo.80
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formicolio

Messaggioda nemo.80 » 20 febbraio 2006, 21:00

Ciao a tutti.
Sto cercando di apprendere le tecniche yoga da autodidatta consultando un testo che mi hanno prestato assicurandomi la serietà dello stesso libro.
oggi è stata la terza volta che provavo la respirazione, che a quanto ho capito sta alla base di tutte le attività yoga, ma dopo circa 1/4 d'ora di respirazione ho accusato un fomicolio soprattuzzo nella zona del viso. riuscivo con difficoltà a muovere le labbra. gli stessi sintomi li o accusati anche negli arti superiori ed inferiori.mi sono cagato addosso. cosa mi è successo?
grazie anticipatamente nemo.80

labor
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Messaggioda labor » 21 febbraio 2006, 14:32

ti sei cagato addosso? parlane con ale82 :D :D :D

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Messaggioda gb » 21 febbraio 2006, 14:34

labor ha scritto:ti sei cagato addosso? parlane con ale82 :D :D :D


:lol: :lol: :lol:
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mikel

Messaggioda mikel » 22 febbraio 2006, 9:51

ciao mi spiace sapere che il libro che legge non mette in guardia sopartutto dal fare pranayama senza guida una cosa e fare le posizioni una e appunto usare il respiro per aumentare l energia aNCHE IO HO AVUTO problemi perche giocavo da solo col pranayama in quanto sviluppa un energia talmente grande che se il tuo corpo non e pronto a canalizzare ti fa moolto male..il mio consiglio e comprarti la traduzione di light on yoga dove appunto ce scritto che alla prima contazione strappetto gformicolio di ogniqualsiasi muscolo facciale e del collo smettere immediattamente perche si sta sbagliando qualche cosa

padme
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reazioni strane

Messaggioda padme » 22 febbraio 2006, 12:21

certo, quando facendo delle pratiche, soprattutto all'inizio, si manifestano "strani" effetti viene spontaneo preoccuparsi.
Il vero problema è che stai praticando da solo, altrimenti chi ti segue ti potrebbe ascoltare, e valutata la situazione, probabilmente ti direbbe semplicemente di rimanere adosservare ciò che ti capita durante la pratica, anche perchè il più delle volte come è arrivato se ne va da solo, se non ci attacchiamo.
Un istruttore o maestro ti direbbe anche che èabbastanza normale all'inizio (purtroppo non solo all'inizio) aspettarsi degli "effetti speciali" dalle pratiche, e in fondo in fondo c'è una certa soddisfazione quando si sente qualche effetto strano rispetto a quando apparentemente non succede niente.
Il bello è essere capaci di stare a guardare, osservare, non lasciarsi assorbire dall'effetto speciale: se è tale, cioè fasullo, prodotto della mente o del corpo che magari libera qualche tensione, vedrai che velocemente se ne va.
Attenzione soprattutto alle manifestazioni emotive, non c'entrano nulla con la pratica, vannoguardate con distacco.
Quanto al corpo, non so nulla di te, ma se sei sano difficilmente 15 minuti di pratica di pranayama (a proposito,sarebbe bello sapere quale pratica!), possono dare grossi danni.
Un formicolio al viso o al labbro ti preoccupano? Perchè mai? Hai provato a continuare senza lasciarti prendere dalla preoccupazione della mente? Continuava? Per quanto?
Se siamo dei ricercatori...andiamo a vedere.
E possibilmente pratichiamo sotto la guida di qualcuno che sappia dirci questa è una cavolata, oppure lascia perdere e facciamo una pratica diversa.

buona pratica, Padme

R9p

Messaggioda R9p » 22 febbraio 2006, 12:51

Io penso che sia un po presuntuoso pretendere di praticare esercizi di una tale potenza ( e per potenza mi riferisco a ben piu che un formicolio che si puo provare) senza nessuna guida e sopratutto esagerando nella durata della pratica.
Il buon senso, da che mondo è mondo, ha sempre suggerito la gradualità, e questo è validò in ogni pratica, sia sportiva che spirituale, l'organismo e sopratutto gli apparati eterici che lo avvolgono( ma non solo, ma sorvolo), devono abituarsi gradatamente alla situazione.
Non a caso, proprio per questo motivo, tanti praticanti hanno un sacco di problemi, spesso anche non facilmente collegabili alla loro pratica, ma così è!
A tal proposito, vorrei anche domandare a tutti quelli che con faciloneria asseriscono che il Maestro è dentro ognuno di noi (che sarebbe anche vero) e che quindi ritengono l'avere una guida seria, una questione di secondaria importanza, come mai se il Maestro interiore è cosi attivo tante persone si cacciano nei guai con tanta facilità e frequenza!!?
Magari potrebbe essere che certe potenzialità che dormono latenti dentro ogni essere abbiano bisogno di qualcuno che sappia indicare come risvegliarle e come utilizzarle??
Tutto con molta umiltà e pazienza?
Io la butto li !

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Re: cosa mi è successo?

Messaggioda freealex » 22 febbraio 2006, 13:36

nemo.80 ha scritto:Ciao a tutti.
Sto cercando di apprendere le tecniche yoga da autodidatta consultando un testo che mi hanno prestato assicurandomi la serietà dello stesso libro.
oggi è stata la terza volta che provavo la respirazione, che a quanto ho capito sta alla base di tutte le attività yoga, ma dopo circa 1/4 d'ora di respirazione ho accusato un fomicolio soprattuzzo nella zona del viso. riuscivo con difficoltà a muovere le labbra. gli stessi sintomi li o accusati anche negli arti superiori ed inferiori.mi sono cagato addosso. cosa mi è successo?
grazie anticipatamente nemo.80


Hai avuto solo formicolii al viso o anche sulla punta delle dita?

Una tecnica errata può facilmente scivolare in una iperventilazione.

Dopo il formicolio più o meno accentuato, se hai iperventilato, si passa ad una visione a tunnel che sfocia poi in uno svenimento.

Che respirazione stavi facendo?

ciao alex

rogo

iperventilazione

Messaggioda rogo » 22 febbraio 2006, 13:48

La sincope ipocapnia generata dall'eccesiva iperventilazione è quasi impossibile, iperventilando si abbassa la pressione parziale del co2 e causa il formicolio. è solo incapacità (temporanea con il tempo poi ci si abitua) da parte del corpo a sopportare pressioni basse di co2.Contrariamente a quello che tutti credono, con l'iperventilazione non aumentiamo l'ossigeno ma abbassiamo il livello di anidrite carbonicanell'organismo. :)

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Re: iperventilazione

Messaggioda freealex » 22 febbraio 2006, 16:44

rogo ha scritto:La sincope ipocapnia generata dall'eccesiva iperventilazione è quasi impossibile, iperventilando si abbassa la pressione parziale del co2 e causa il formicolio. è solo incapacità (temporanea con il tempo poi ci si abitua) da parte del corpo a sopportare pressioni basse di co2.Contrariamente a quello che tutti credono, con l'iperventilazione non aumentiamo l'ossigeno ma abbassiamo il livello di anidrite carbonicanell'organismo. :)


E' giustissimo quanto dici, infatti quello che volgarmente nell' ambiente dell' Apnea sportiva si tende a chiamare con il vecchio termine di iperventilazione (qualcuno ancora si ricorda i rantoli del carissimo Enzo Maiorca) è effettivamente una decarbossilazione. Una tecnica molto pericolosa per le immersioni in apnea perchè allontana - come ben saprai - il campanello d' allarme delle contrazioni diaframmatiche che preannunciano la sincope, tant' è che oggi s' insegnano tecniche di respirazione e rilassamento di preparazione ai tuffi decisamente più gentili. Nonostante questo, per esperienza diretta, ho notato che alcuni atleti, eccedendo nel tempo che precede la loro performance una respirazione completa yogica ricadono nel trabocchetto della (permettimi il termine anche se tecnicamente errato) iperventilazione.

Ad ogni buon conto, dopo questa digressione sull' immersione in Apnea, tornando al nostro amico ... non dobbiamo dimenticare che la sincope da iperventilazione è dovuta ad una situazione momentanea di alcalosi respiratoria. Infatti all' ipocapnia è associata una vasocostrizione che riduce il flusso ematico al cervello, da qui lo svenimento.

Questo a secco è quindi uno svenimento diverso da quello che capita agli apneisti che 'tirano' troppo l' apnea. Da una parte, abbiamo la messa in stand-by dell' organismo per l' accumulo di anidride carbonica per il perdurare dell' apnea (apneista) agravata dalla decarbossilazione/iperventilazione ... da quest' altra ... possiamo dire che è una riduzione di sangue al cervello?

Una situazione che potrebbe essere analoga alla sincope del sollevatore di pesi. Dove oltre alla vasocostrizione cerebrale indotta dalla 'iperventilazione' che precede lo sforzo massimale si unisce una vasodilatazione periferica e una manovra di compensazione (Marcante/Odaglia) involontaria che unita alla posizione accosciata riduce ulteriormente il ritorno venoso ... da qui una drastica riduzione della PA e lo svenimento dell' atleta.

Tutto questo naturalmente estremizzando la situazione ... però un pranayama mal eseguito abbinato ad un' asana particolare ... potrebbe portare ai formicolii e perseverando ad uno svenimento .... per cui come altri hanno giustamente consigliato ... è vero che lo yoga si può fare anche da soli ... però con un maestro è Molto meglio!

pace e serenità alex

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Messaggioda gb » 22 febbraio 2006, 18:00

Sono d'accordo con R9: io sono (quasi) completamente autodidatta, e sono anche molto abituato ad ascoltare me stesso; mentre non sento problemi a sperimentare le asana, qualcosa mi dice che è meglio che io non pratichi da solo il pranayama.

Anche se infatti mi affascina molto, "sento" che non devo farlo semplicemente leggendo testi come faccio con le asana, ma che è necessaria una guida.

Ascoltare questa sorta di "voce" interiore è un tratto predominante delle mie azioni, e devo dire che mi sono sempre trovato bene!
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Giovanni Vannucci

R9p

Messaggioda R9p » 23 febbraio 2006, 21:10

mikel ha scritto:ciao mi spiace sapere che il libro che legge non mette in guardia sopartutto dal fare pranayama senza guida una cosa e fare le posizioni una e appunto usare il respiro per aumentare l energia aNCHE IO HO AVUTO problemi perche giocavo da solo col pranayama in quanto sviluppa un energia talmente grande che se il tuo corpo non e pronto a canalizzare ti fa moolto male..il mio consiglio e comprarti la traduzione di light on yoga dove appunto ce scritto che alla prima contazione strappetto gformicolio di ogniqualsiasi muscolo facciale e del collo smettere immediattamente perche si sta sbagliando qualche cosa







Vorrei fare presente che c'è ne sono tante, ma tante , di cose che vengono scritte sui libri e che possono costituire dei pericoli reali,
quello che mi meraviglia è come coloro che scrivono certe cose non considerino il fatto che poi questi libri vanno in mano un pò a tutti, e coloro che leggono si sentono in qualche modo autorizzati a sperimentare perchè giustamente confidano sul fatto che essendo scritti spesso (ma non sempre) da persone autorevoli, ciò li induce ad avere una certa fiducia, ma spesso è necessario un buon uso della discriminazione e del buon senso, che purtroppo sono doti rare.

Faccio solo un esempio banale dell'asana capovolta sulla testa (syrsasana), dove tutto il peso grava sulle delicatissime ossa cervicali.
Ebbene...... lasciando da parte la triste possibilità che grazie ad una perdita di equilibrio uno può anche fare un movimento errato e quindi fratturarsi il collo rimanendoci secco, io sarei curioso di sapere quanti di coloro che fanno regolarmente questa asana soffrono di dolori cervicali dovuti ai danni subiti dall'averla praticata senza la dovuta preparazione, sono sicuro che sono tanti ma forse pochi lo ammetteranno.

E come questo, che è solo un esempio banale, ci sono tante altre cose che sono molto piu deleterie. Il fatto che poi diverte di piu è che alcuni, proprio sul forum, consiglino certe pratiche con "assoluta" leggerezza, uso la parola diverte in modo scherzoso ma in verità la cosa è piu che altro preoccupante.

Ecco, quanto detto non è una critica ma l'osservazione distaccata di una situazione che porto all'attenzione nella speranza che qualcuno possa trarne un piccolo aiuto,

Ciao.


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