pranayama e ambienti chiusi

tecniche di respirazione e controllo del prana
HathaJo

pranayama e ambienti chiusi

Messaggioda HathaJo » 14 gennaio 2006, 15:11

E' risaputo, il pranayama andrebbe eseguito all'aperto o in luoghi ben areati...
Ma in questo rigido e glaciale inverno... come seguire questa prescrizione, senza rischiare l'ibernazione?
Che soluzioni avete trovato?

Jo

Ospite

Messaggioda Ospite » 14 gennaio 2006, 18:30

1 Arieggiare l'ambiente, quindi consumare
2 quando sushumna è aperta basta inspirare una sola volta per trattenere anche oltre un ora.

samu
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Messaggioda samu » 14 gennaio 2006, 18:40

Detto in parole povere?

Apro la finestra, inspiro e trattengo fino a che non mi esplode un embolo?

Ospite

Messaggioda Ospite » 14 gennaio 2006, 18:45

Samu tu pratichi pranayama, e per quanto tempo ogni giorno?

samu
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Messaggioda samu » 14 gennaio 2006, 20:15

Faccio 10 cicli di nadishodana al mattino

Ospite

Messaggioda Ospite » 14 gennaio 2006, 21:39

allora si che potresti avere problemi a tentare una ritenzione prolungata,
io parlavo della apertura di sushumna,

quando avviene provi piacere a trattenere il respiro a lungo senza alcuno sforzo

samu
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Messaggioda samu » 14 gennaio 2006, 21:58

Ma cosa intendi per apertura del sushumna?
Puoi spiegare un po piu precisamente?
Sai detto cosi è un po scarsa come spiegazione....

HathaJo

Messaggioda HathaJo » 15 gennaio 2006, 12:08

Qualcosa posso dirti anch'io.
In base all'esperienza che mi sono fatto,
innanzittutto ho rilevato essere importante 'equalizzare' puraka e rechaka, ossia far avvenire per tempi uguali inspirazione ed espirazione;
poi, col tempo, una volta addestrati a questo, ossia una volta che questo è divenuto spontaneo (kevala), procedere a prolungare il tempo sia dell'una che dell'altra;
infine col tempo, una volta addestrati anche a questo, ossia una volta che anche questo è divenuto spontaneo, in maniera del tutto involontaria (kevala) si verranno ad inserire delle fasi di sospensione del respiro (apnea a polmoni vuoti, bahya-kumbhaka) o ritenzione (apnea a polmoni pieni, antara-kumbhaka);
a questo punto è bene equalizzare i due kumbhaka.
Questo è, in breve, e in base alla mia personale esperienza, il modo per aprire la 'via centrale' (susumna), ossia il 'condotto della spiritualità', la 'via della trascendenza'... Perchè questi nomi?
Perchè mentre nella vita ordinaria, il prana scorre solo in ida e pingala, le due 'vie laterali', fungendo da regolatori del metabolismo corporeo, ida = sistema parasimpatico = funzioni anaboliche, pingala = sistema simpatico = funzioni cataboliche; mentre susumna, la via della coscienza trascendente, rimane chiusa; quando grazie al pranayama si riesce a 'chiudere ida e pingala' (così come prescrivono i testi), automaticamente si apre susumna, il prana viene canalizzato in essa e sublimato per fini spirituali-coscienziali (di una coscienza trascendente), ecco perchè il metabolismo si viene a ridurre al minimo, le funzioni vitali sono sospese, la respirazione cessa (apnea, kumbhaka). In altre parole mentre il prana, energia vitale, prima era tutto investito in funzioni corporee e metaboliche, ora, canalizzato in susumna, viene sottratto dalel funzioni vitali e investito per alimentare la coscienza trascendente.

Jo

Ospite

Messaggioda Ospite » 15 gennaio 2006, 19:54

ciao Jo

dalla mia esperienza ho potuto constatare che ida e pingala non si chiudono a causa del pranayama, bensì cominciano a funzionare tutte e due e anche meglio di prima, la tecnica per aprire le nadi (ammesso che si stiano praticando anche i sat karma, altrimenti la vedo dura) è come saprai bastrika e nadi sodhana =purificazione delle nadi, bastrika purifica i bronchi oltre all'iperossigenazione che serve come supporto a nadi sodhana in quanto in principio aiuta a trattenere con più facilità l'aria nei polmoni nei tempi 1-4-2.

Per far si che il prana entri nella susumna bisogna perfezionare quella pratica che viene chiamata mula bhanda, ma in modo completo e cioè rafforzare e separare le tre zone di contrazione:
- asvini mudra - mula bhanda - vajaroli mudra

per far si che il prana entri nella sushumna è necessario "costruire un passaggio" (che permetta di superare il primo Granti) questo lo si fà solo se si è perfezionato vajaroli mudra

vajaroli viene chiamato così perchè ti collega ad una delle guaine di sushumna chiamata "vajra nadi", quando il prana entra la mente si ferma e con essa anche il respiro,

oppure il prana entra nella susumna quando si è in meditazione e la mente si ferma, allora vi entra spontaneamente fermando anche il respiro.

ciao

samu
vaisya
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Messaggioda samu » 15 gennaio 2006, 20:04

A me è successo infatti che mi si sospendesse il respiro in modo naturale mentre ripetevo il Mantra ad occhi chiusi.

Ospite

Messaggioda Ospite » 15 gennaio 2006, 22:00

è un'esperienza positiva che devi ripetere fino a poterla riprodurre quando vuoi tu

mariapia

Messaggioda mariapia » 15 gennaio 2006, 22:04

Ho notato che sul forum c'è una tendenza ad intervenire per rilasciare indicazioni anche da parte di alcuni (molti, preferisco non fare nomi) che proprio non hanno un idea al mondo di quello che dicono, e questo mi sembra anche pericoloso.
Sarebbe bello se ognuno pensasse in maniera piu responsabile e matura e ci pensasse bene prima di scrivere cose prive di fondamento e anzi, pericolose.
Tutti sono liberi di praticare a casa loro e di sperimentare su se stessi qualsiasi pratica, ma prima di rilasciare certe dichiarazioni bisognerebbe pensarci bene, perchè sono in tanti a leggere e qualcuno potrebbe anche essere influenzato a fare cose che potrebbero rivelarsi anche controproducenti.
Siccome c'è gia tanta confusione in giro, forse sarebbe meglio non contribuire ad aumentarla!
E' una mia opinione ma leggo molti messaggi di squilibrati su questo forum. (squilibrati nel senso buono) ma pur sempre squilibrati.
Ciao.

Ospite

Messaggioda Ospite » 15 gennaio 2006, 22:15

non capisco dove sia tutto questo male che vedi nelle dichiarazioni di alcuni,

a mio avviso solo una mente che ha in se il male
è capace di vedere quel male di cui parli

ciao

HathaJo

Messaggioda HathaJo » 16 gennaio 2006, 14:58

cara Mariapia,
forse non te ne sei accorta, ma tu stai compiendo un errore ben più grave di quello 'compiuto' da coloro ('gli squilibrati') che stai accusando!
In questo forum c'è libertà di espressione, e non c'è un'autorità superiore deputata a giudicare il valore delle affermazioni rilasciate; non è questa la natura nè il senso di questo forum!
Se qualcuno dice 'fesserie', come tu sostieni, è libero di dirle, saranno i lettori a giudicare, individualmente, ciascuno in propria coscienza, il valore di quelle affermazioni...
Tu dì pura la tua, ma argomentando, altrimenti sei poco credibile: se ti limiti a dire 'certi dicono fesserie' senza controargmomentare a proposito, rischi di essere poco affidabile e dai l'impressione di voler essere superiore (altezzosa);
perchè: così come tu dici 'non dite strafalcioni', anch'io, mettendomi sul tuo stesso piano, potrei dire: 'ma tua, MariaPia, chi caspita sei per dire agli altri quello che possono e non possono dire?'

Jo

HathaJo

Messaggioda HathaJo » 19 gennaio 2006, 14:42

Concodo pienamente con i rilievi dell'Ospite Anonimo:
quando il prana entra in susumna il respiro si ferma e si ferma anche il pensiero, ossia la coscienza si libera dai pensieri (chitta-vrtti-nirodha, sunhya), quindi trascende la mente.
E' verissima anche l'osservazione della bidirezionalità o circolarità del processo:
si può praticando il pranayama e i bandha far sì che il prana entri in susumna, e il risultato è il dharana e il dhyana;
ma si può anche iniziare dalla meditazione, ossia dal dharana e dal dhyana, e il risultato sarà che il prana entra in susumna e il respiro si arresta;
Pranayama e Meditazione, dunque, si coappartengono; è indifferente iniziare da una piuttosto che dall'altra, in quanto il risultato è lo stesso. E' questa forse una delle differenze tra HathaYoga e Raja-Yoga: il primo inizia dal pranayama e come risultato-conseguenza ha la meditazione, il secondo inizia dalla meditazione e come risultato ha il pranayama.

Jo


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