movimenti involontari del corpo

tecniche di respirazione e controllo del prana
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movimenti involontari del corpo

Messaggioda alicia » 11 dicembre 2013, 17:03

Salve a tutti, vorrei chiedere se c'è qualcuno che può darmi chiarimenti su alcune cose mi succedono quando pratico pranayama.

Da 7 mesi, più o meno giornalmente, pratico pranayama con la ritenzione del respiro e le chiusure, i tre banda; faccio prima alcuni cicli a polmoni vuoti, cioè espiro tutto fuori, metto il mento sul torace, stringo forte i genitali poi lentamente espiro; poi faccio la respirazione a narici alternate cioè inspiro con la narice destra, chiudo entrambe le narici con le dita, tengo il respiro dentro, metto il mento sul torace, stringo forte i genitali poi lentamente espiro con la sinistra; poi cambio narici.

Durante il corso della pratica ho avvertito molti cambiamenti. Inizialmente non riuscivo ad espirare lentamente; poi a poco a poco ho allungato la durata di tutte le fasi fino ad avere un'espirazione lunga anche più del doppio dell'ispirazione.

Quando dopo l'espirazione sciolgo i banda ho dei movimenti involantari del corpo, dei sussulti che si originano al livello dell'ombelico e si trasmettono a tutto il corpo facendomi sussultare. Sento come un'onda che sale dai genitali sù fino alla gola dove sento una pressione come un nodo in gola e sento una certa pressione anche nella parte interna delle orecchie. Il
tutto è accompagnato da una piacevole sensazione ed un certo giramento di testa. Alla fine della pratica sto bene e mi sento in forma.
Il mio maestro di yoga è molto bravo ma avaro di informazioni e non spiega cosa succede al livello fisico e al livello dei chakra. Qualcuno può farmi un po' di luce?
Perchè quei sussulti? perchè quella pressione in gola? E' positivo o negativo?
Grazie mille.

Andrea82
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Messaggioda Andrea82 » 12 dicembre 2013, 10:09

A me personalmente in savasana ho dei brevi "sussulti" involontari alle gambe...piacerebbe anche a me sapere se c'è qualche spiegazione...

Kriyabanvipas
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Messaggioda Kriyabanvipas » 12 dicembre 2013, 16:30

Stai Facendo la respirazione Nadi Shodana con i tre banda quindi lavori sui tre chakra principali quello della gola quello dell'ombellico e quello del coccige e sulle nadi che purifichi, in realtà nel banda del coccige non chiudi i genitali ma lo sfintere. Quello che provi sono le sensazioni della purificazione che avviene nelle nadi .

Queste pressioni se poi fai il pranayama del kriya dopo questa preparazione questi sussulti diventeranno altro.

I maestri non dicono molto per non suggestionare gli allievi e non fargli avere delle aspettative mentali. Medita senza aspettarti nulla osserva e basta. Il giramento di testa è dovuto alla iperossigenazione del kumbacha nel tempo non lo sentirai più.

Spero di essere stato utile.

alicia
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Messaggioda alicia » 12 dicembre 2013, 17:25

Grazie, eccome se sei stato utile!
A volte si ha solo bisogno di un po' di incoraggiamento per capire se si è sulla buona strada e rinnovare la fiducia.
Non è facile praticare senza aspettative. Mi è capitato di aver sperimentato cose che poi non sono più successe, forse proprio perchè successivamente ho ricercato quelle stesse esperienze.
Comunque mi rendo conto che procedendo nella pratica le esperienze cambiano ... e cambio anch'io ... in meglio!
In questo momento sento il bisogno di conoscere alcuni elementi teorici che mi aiutino e mi guidino. Per esempio, che relazione c'è tra il prana e kundalini? Perchè quando mi rilasso prima di addormentarmi ho dei sussulti che si originano al livello dell'ombelico?
Grazie ancora

Kriyabanvipas
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Messaggioda Kriyabanvipas » 13 dicembre 2013, 11:17

alicia ha scritto:Grazie, eccome se sei stato utile!
A volte si ha solo bisogno di un po' di incoraggiamento per capire se si è sulla buona strada e rinnovare la fiducia.
Non è facile praticare senza aspettative. Mi è capitato di aver sperimentato cose che poi non sono più successe, forse proprio perchè successivamente ho ricercato quelle stesse esperienze.
Comunque mi rendo conto che procedendo nella pratica le esperienze cambiano ... e cambio anch'io ... in meglio!
In questo momento sento il bisogno di conoscere alcuni elementi teorici che mi aiutino e mi guidino. Per esempio, che relazione c'è tra il prana e kundalini? Perchè quando mi rilasso prima di addormentarmi ho dei sussulti che si originano al livello dell'ombelico?
Grazie ancora


Accenni di esperienze di cui poi non parli , spiegami che esperienze hai avuto e che tipo di disciplina stai usando altrimenti non so come e cosa consigliarti.

alicia
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Messaggioda alicia » 13 dicembre 2013, 16:59

Ciao Kriyabanvipas, in realtà non ho mai parlato con nessuno di queste esperienze, anche perchè è difficile esprimerle a parole. Nella scuola di yoga che frequento non c'è l'abitudine di condividere le proprie esperienze, non so perchè ma è così.
Proprio questa mattina ho fatto pranayama cercando il più possibile di mantenere la concentrazione e di osservare ciò che succede senza aspettarmi nulla. Seduta in mezzo loto, dopo kumbacha e dopo l'espirazione quando sciolto i banda avverto movimenti rotatori al livello del primo ciakra, questo movimento poi passa al livello del coccige e poi cerca di farsi strada più in alto verso l'ombelico poi si ferma, contemporaneamente percepisco il mio corpo come vuoto e più grande di come è in realtà, sento pulsare qualcosa dentro, come una spinta dall'interno verso l'esterno, una certa pressione arriva sul volto e sul naso. Una volta, e solo una, quando questa esperienza è stata più intensa ho percepito una luce azzurra dentro il mio corpo vuoto al livello dell'ombelico e una scia luminosa lungo la spina dorsale. Alla fine ho pianto ed ero felice.
Non so dirti con precisione il nome della disciplina che sto usando perchè il mio maestro dice che lo yoga è solo uno e non ci sono tanti tipi di yoga ma solo diversi livelli della stessa disciplina. Comunque faccio le asana, la meditazione, la ripitezione del mantra, il pranayama e lo shat karma.
Grazie, per tutto quello che vorrai dirmi.

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Messaggioda Kriyabanvipas » 13 dicembre 2013, 21:53

alicia ha scritto:Ciao Kriyabanvipas, in realtà non ho mai parlato con nessuno di queste esperienze, anche perchè è difficile esprimerle a parole. Nella scuola di yoga che frequento non c'è l'abitudine di condividere le proprie esperienze, non so perchè ma è così.
Proprio questa mattina ho fatto pranayama cercando il più possibile di mantenere la concentrazione e di osservare ciò che succede senza aspettarmi nulla. Seduta in mezzo loto, dopo kumbacha e dopo l'espirazione quando sciolto i banda avverto movimenti rotatori al livello del primo ciakra, questo movimento poi passa al livello del coccige e poi cerca di farsi strada più in alto verso l'ombelico poi si ferma, contemporaneamente percepisco il mio corpo come vuoto e più grande di come è in realtà, sento pulsare qualcosa dentro, come una spinta dall'interno verso l'esterno, una certa pressione arriva sul volto e sul naso. Una volta, e solo una, quando questa esperienza è stata più intensa ho percepito una luce azzurra dentro il mio corpo vuoto al livello dell'ombelico e una scia luminosa lungo la spina dorsale. Alla fine ho pianto ed ero felice.
Non so dirti con precisione il nome della disciplina che sto usando perchè il mio maestro dice che lo yoga è solo uno e non ci sono tanti tipi di yoga ma solo diversi livelli della stessa disciplina. Comunque faccio le asana, la meditazione, la ripitezione del mantra, il pranayama e lo shat karma.
Grazie, per tutto quello che vorrai dirmi.


Il fatto che un maestro dica di non condividere queste esperienze è dovuto a due sole ragioni in una scuola:
1 Il non alimentare aspettative in chi non ha avuto alcuna esperienza quindi stati mentali di fallimento tipo : non io non ho avuto nulla di tutto questo quindi non sono sulla strada giusta etc... perchè non tutti hanno le stesse esperienze

2 La seconda motivazione è l'ego che tende a gonfiarsi credendosi bravo etc...

Questa non condivisione viene a decadere quando si chiede consiglio a qualcuno che vuole soltanto inquadrare quello che è la tua esperienza, capire cosa hai raggiunto/vissuto per consigliarti al meglio. Per farti una analogia fisica : se io ho avuto il compito di mettere la pasta devo sapere se l'acqua bolle perchè se la metto prima la pasta non cuoce bene. Quindi quello che io posso dire è in proporzione a quello che tu hai raggiunto.

Se non vuoi condividerle in pubblico puo anche scrivermi sulla posta e continuiamo il dialogo da li in forma totalmente riservata.

Vedi i tre banda servono per aprire i tre chakra principali di cui quello dell'ombellico è il più importante perchè è lo stesso chackra che è collegato con l'ombellico, e che alla nascita separa la vita dipendente del bambino che diventa indipendente dalla madre, perchè da li parte l'ordine di avviare tutte le funzioni corporee autonome del bambino compreso la respirazione etc... si chiude la circolazione sanguigna in comune con la madre ed è il più importante infatti è la sede delle emozioni , quando provi ansia la provi all'altezza dell'ombellico , quando provi calma la provi soprattutto li, quindi per questo lo yoga in generale lavora molto con le asana e i banda su questi tre punti c'è ancora un altro punto di cui ti parlerò se ti aprirai di più con me . Manipura che è il chakra dell'ombellico separa le energie inferiori dalle energie superiori finchè non sono tutti aperti questi punti kundalini non può scorrere in forma completa.

Poi ti consiglierò anche un libro interessantissimo .

Poi non è vero quello che dice il tuo maestro che esiste solo uno yoga , di tecniche yogiche ce ne sono migliaia, yoga significa unione e basta ma le tecniche che si trovano sotto questo nome sono tante , tutte si finalizzate all'unione ma sono tante.

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Messaggioda matasilogo » 17 dicembre 2013, 16:15

Kriyabanvipas ha scritto:
alicia ha scritto:Ciao Kriyabanvipas, in realtà non ho mai parlato con nessuno di queste esperienze, ........................i.


Il fatto che un maestro dica di non condividere queste esperienze è dovuto a due sole ragioni in una scuola:
1 Il non alimentare aspettative ........
2 La seconda motivazione è l'ego che tende a gonfiarsi credendosi bravo etc...........
Poi non è vero quello che dice il tuo maestro che esiste solo uno yoga , di tecniche yogiche ce ne sono migliaia, yoga significa unione e basta ma le tecniche che si trovano sotto questo nome sono tante , tutte si finalizzate all'unione ma sono tante.


Condivido
Io stesso ho sperimentato varie esperienze che si inquadrano in parte nel samadhi, ma che preferisco chiamare trance, dove si aprono gli emissari cerebrali appena riesco a rintracciarli o a mettere l'immagine http://yogaapaia.it/?page_id=213 10) emissario parietale fatto apposta dalla natura per salvare il cervello in caso di trance dalla eccessiva pressione sangugna e conseguentemente del liquido rachidiano) e del samadhi non c'è traduzione accettabile.
Questa persona è ad un livello che il maestro non è preparato a capire e che ha potenzialità fuori della norma.
Una persona così, se non guidata può spaventarsi o distruggere le sue qualità.
Darò modestamente due consigli,
vedere su wikipedia e su You tube gli esercizi di Keghel per capire in che campo della fisiologia è andata a lavorare anche se non è yoga.
Noi siamo un continuum per cui fisico, attivazione del prana, sessualità, trascendenza, emozioni del vissuto ambientale e familiare sono tuttuno per
cui in certi momenti, certe persone creano un plasma che turba se non compreso.
Momenti così sono un dono per persone con un livello di QI superiore al 130 (3% della popolazione) e non vanno temute, ne sprecate, ma utilizzate per realizzare il salto di conoscenza a piani più alti.
Quando si è al buio, per leggere bene e comprendere un testo scritto bisogna mettersi sotto un lampione; noi siamo un libro aperto e quando ci sono dei momenti di luce, bisogna sfruttarli, leggere dentro e fare uscire la conoscenza profonda.
In quei momenti si può avere risposta a quesiti fonfamentali:
quali sono i miei strumentu,
cosa posso fare con questi strumenti,
che strada voglio percorrere,
quali sono i miei limiti,
cosa devo fare per non superare i miei limiti.
In poche parole ........il veggente
Ma questa capacità è stata osteggiata dai sacerdoti di tutti i tempi, per mantenere il potere o perchè ne erano privi.
Ora devo scappare ma vi faro dei messaggi privati
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Ultima modifica di matasilogo il 19 dicembre 2013, 13:36, modificato 1 volta in totale.
Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
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Messaggioda alicia » 18 dicembre 2013, 9:56

Grazie a tutti per la luce mi avete fatto, per aver prestato attenzione e per avermi aiutata. Sono commossa ...

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Messaggioda matasilogo » 18 dicembre 2013, 15:08

alicia ha scritto:Grazie a tutti per la luce mi avete fatto, per aver prestato attenzione e per avermi aiutata. Sono commossa ...


Comunque, provare tutto.
Essere un pò staccati evita di sporcarsi
OMmmmmm---...
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Messaggioda Ventus » 19 dicembre 2013, 11:31

matasilogo ha scritto:[...]
Noi siamo un continuum per cui fisico, attivazione del prana, sessualità, trascendenza, emozioni del vissuto ambientale e familiare sono tuttuno [...]

[...] noi siamo un libro aperto e quando ci sono dei momenti di luce, bisogna sfruttarli, leggere dentro e fare uscire la conoscenza profonda.
In quei momenti si può avere risposta a quesiti fonfamentali:
[...]


Questa cosa della “continuità” mi pare molto importante, e mi sembra essere l’ultima frontiera del pensiero, come è emersa nella nostra filosofia precedente Platone e Aristotele e in quella successiva a Cartesio (sempre di più nei secoli e specialmente in quella contemporanea, con l’ermeneutica), nel pensiero pellirossa (Alce Nero che si fa trasparente a un’azione benefica che lo supera e trascende mentre lo muove a curare, in una continuità aldilà/mistico/ammalato), nello yoga (pratyahara ecc. per arrivare alla “nuvola che piove meriti o dharma”, e piove qualcosa come un “uomondo”, “noimondo”, “luimondo” o “loromondo”) e nello zen (lasciar cadere corpo e mente fino a essere perla splendente, dappertutto), o in fenomenologia ed ermeneutica (comprendere che ogni esperienza è già esattamente così, viene da lì, se viene analizzata col sapere oggi disponibile: segno come chiarezza o intendimento, che insieme all’indicibile fonda, accompagna e costituisce qualsiasi superficiale urgenza quotidiana).

Il problema delle persone normali è che partiamo sempre da una visione irriflessa e in qualche modo scientista (non solo noi occidentali ma anche i contemporanei di Patanjali...) per cui io sono quà, gli altri sono là, il mondo è fatto di materia, ma poi c’è anche lo spirito (che però non si sa bene da dove viene, e forse arriva da fuori...).
Invece tutti i grandi maestri ci hanno detto in mille modi che quel che vediamo ed esperiamo è una schiuma “di” altro, naufragando nel quale (Giacomo Leopardi) è dolcezza di stessità/continuità/unione/trascendenza adesso.

Basta che, trascurando il corpo (perfetto in asana), i sensi (in pratyahara) e la mente indaffarata (con la meditazione e i samadhi degli strati Vitarka, Vicara, Ananda e Asmita), per esempio, lasciamo stare il mondo di “cose” e di “io” o “ii” e ci atteniamo all’esperienza scaturente (interiore?), che continuamente ha o avrebbe già la natura di una nuvola (è il discorso dell’unione yoga, se ho capito qualcosa, che c’è già, mentre io mi distraggo coi Vitarka...).
E quel che più originariamente c’è, è esattamente quell’ineffabile da cui ogni intendere o segno o parola o presenza scaturisce. Con una tendenza a uscire da quel tutt’uno/nuvola ineffabile da cui parte, e che continuamente si/ci distanzia. Ma basta attenersi all’esperienza vivente... E’ il discorso dell’ermeneutica, se ho compreso bene, che oggi può vedere bene un girotondo di tutte le culture del mondo di tutti i tempi, a farsi luce a vicenda, per quanto possibile. Questo faceva o fa Shiva “con” Parvati e “con” lo yoga, e questo faceva Maestro Eckhart con il suo silenzio aperto a Dio, come Alce Nero “con” “i poteri dell’aldilà” che non possono che guarire).

Forse queste idee oggi sono più accessibili che in passato non solo grazie alla televisione, a Internet e alle scuole e alle università (per cui non si uccide chi ascolta qualcosa di più grande di lui ma anzi praticamente lo si va a cercare e lo si prega che, per favore, legga e comprenda, e mandi i figli a scuola. E le scuole e le università sfornano ogni anno migliaia di illuminati che vanno a insegnare in tutte le scuole del mondo).
Non solo grazie a quello, dicevo, ma forse anche grazie alla espansione dell’universo (e qui domando scusa se torno a essere un poco scientista. Ma non importa, perché non c’è pericolo di sbagliarsi, non c’è altro che quello, non c’è “altro”. Ed è per questo che lo yoga nelle parole di Buddha, e la comprensione nelle parole di Heidegger, è anche un risveglio, o una comprensione, o un accorgersi. Non c’è da acquisire qualcosa che può darmi solo Tizio o Caio, a parte l’amoroso insegnamento, o da ottenere lì o là, come una gemma che sarebbe altrove. “La gemma di tutti i desideri” come dice lo yoga dello Dzogchen, è la tua esperienza nel suo strato trasparente, mai cambiato ma sempre qui).

Se le galassie si allontanano in tutte le direzioni, forse devo pensare che anche gli atomi e i quark che ci costituiscono si stiano allontanando in tutte le direzioni (attenzione, acquistate sempre abiti di misura abbondante!), e forse oggi siamo un poco più rarefatti di come eravamo ieri. E sempre più riempiti di “vuoto” (di nuvola, di perla, di aldilà, di stessità) così come una mongolfiera in preparazione è sempre più piena di aria calda.
(Ma potrebbe anche essere il contrario, che ogni “qui” si stia contraendo, allontanandosi così dalle galassie più lontane, e così salvando i fenomeni..., e al tempo stesso addensandosi sempre più vicino al suo centro infinito e senza fondo, o in fuga o rincorsa, ma fatto in ogni caso di vuoto/nuvola/perla/aldilà/stessità. Dilemma cosmologico che però non cambia quel che sto dicendo, che dovrebbe rispecchiare l’esperienza... anche se mi accorgo che divago nell’astronomia).

Se questo fosse vero (espansione o concentrazione senza fondo, è lo stesso. In ogni caso, sempre più “luce” internamente tra pelle e pelle dentro ogni arto e anche esternamente tra cosa e cosa), ciò potrebbe avere effetti anche sulla efficacia del pensiero. Dico efficacia perché il pensiero è sempre quello, ma magari sta diventando pian piano sempre più efficace e sempre più evidente in quel che è.
Una efficacia che discende prima di tutto dal capire, e saper fare, sempre meglio cosa è (pensiero/esperienza è tutto, il tralucere della fonte che mai abbiamo smesso di essere), e in secondo luogo forse deriva anche dalle stesse condizioni della fisica del cosmo. Oppure pensiero e cosmo vanno insieme, e cambiano insieme, e basta vederne uno per avere un’idea dell’altro.

Non è impossibile. Ci sono stati tempi in cui non c’era luce: la materia era così densa che non solo la luce non sarebbe riuscita a passare ma proprio non potevano esistere i fotoni. Quindi anche la luce è una entità derivata, secondaria, successiva a una condizione in cui la “chiarezza” che pur doveva esserci era in forma differente, mentre noi eravamo più di adesso “vicini vicini”. Forse una maggiore rarefazione permette di vedere sempre meglio la fonte unitaria che all’inizio è invisibile (così come un occhio non vede se stesso, eppure vede già qualcosa del suo naso e vede benissimo i suoi piedi e... il mondo, “il sole e le altre stelle”).

Se quello che ho detto ha qualche senso, ecco anche perchè siamo così fortunati a vivere in un’epoca in cui le culture possono illuminarsi a vicenda, e chiarirsi meglio a se stesse, traendo ancor più forza e validità dalle culture diverse. Ogniqualvolta non diciamo più “appartieni a questa cultura quindi non devi studiare le altre culture” come purtroppo si insegnava una volta negli ambienti più limitati. Ma esattamente il contrario: appartieni a questa cultura “quindi” devi o almeno puoi studiare tutte le altre culture. Come diceva in sostanza Vivekananda, ma anche Husserl (i filosofi come “funzionari dell’umanità”).

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Messaggioda matasilogo » 19 dicembre 2013, 14:07

Ventus ha scritto:
matasilogo ha scritto:............
(i filosofi come “funzionari dell’umanità”).


Ma che bello
hai toccato mezzo universo di concetti
A proposito delluniverso
mi hai fatto capire che più l'universo diventa grande
più noin diventiamo piccoli,
ma se riusciamo a capirlo
siamo grandi nella dimensione della conoscenza.
Sei forse un astronomo?
è uno dei miei hobby con tre telescopi fino a 24cm
Tu che fai?
Arrisentirci
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Messaggioda Ventus » 20 dicembre 2013, 2:19

Grazie Matasilogo
no, non sono un astronomo, ho studiato solo qualcosa per la scuola e poi per informazione personale.
Però l’argomento, quella visione, la porto sempre con me. Ricordo quando stavo... ”in braccio” e sul balcone i miei mi indicavano la volta stellata spiegando un po’ le cose che si spiegano ai bambini: la terra, le stelle, l’universo, il volo, i puntini di luce che attraversano il cielo, gli aerei, i satelliti, le galassie... che a quell’epoca si chiamavano ancora nebulose e non si sapeva bene cosa fossero).
E non ho mai smesso di essere consapevole ogni minuto che cammino su una palla nel vuoto infinito e circondata da stelle brillanti e tante altre cose a qualche distanza.

Non ho un telescopio, ma tanti anni fa, studiando navigazione astronomica (per fare il “punto nave”, sempre per hobby ma con il bellissimo libro del Bowditch), mi ero costruito una specie di rozzissimo sestante (lembo e alidada in compensato, un specchietto normale e uno grattato a metà per vedere gli allineamenti tra stella o orizzonte), e poi un “telescopio” usando uno specchio rotondo “da trucco” o “da barba” (ma non da barbatrucco), un cavalletto da pittore, uno specchietto e un lungo tubo di carta arrotolata.

Il sestante funzionava bene, a parte la precisione praticamente inesistente, per cui non avevo nemmeno graduato il lembo. Del resto sapevo che le barche adatte a navigazioni che richiedevano la navigazione astronomica avevano sempre un sestante di buona qualità.

Invece il telescopio funzionava poco, perché gli specchi da trucco sono a sezione sferica (e forse nemmeno quella) mentre ci vorrebbe una sezione a parabola (di alta precisione, e di ottimo vetro), altrimenti i raggi di luce che arrivano dall’infinito (diciamo così) non si concentrano in un punto ma in una “caustica di riflessione”, e la luna appariva una macchia confusa.
Però, puntando il “telescopio” a una candela in corridoio vedevo la fiamma su tutto lo specchio, e puntando al balcone di fronte mi sembrava che effettivamente le aste della ringhiera apparissero un po’ più distanziate. Il principio sembrava (quasi) funzionare e mi bastava. Non ero abbastanza appassionato da fare più di così.

Oggi poi con Internet posso trovare immagini molto belle realizzate con i maggiori telescopi del mondo oppure da attrezzatissimi veri astrofili.

Ma più delle immagini continuo ad apprezzare maggiormente la visione complessiva che le accompagna. Anche per questo mi sembra strano che si parli spesso di espansione dell’universo e mai di espansione dell’osservatore.

Grazie ancora, e a risentirci!

FredBelvin
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Messaggioda FredBelvin » 11 settembre 2014, 11:08

Grazie

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Messaggioda matasilogo » 11 settembre 2014, 15:16

FredBelvin ha scritto:Grazie


Ma che bello
ci vieni a leggere da cosi lontano o è una metafora?

Benvenuto !

Raccontaci qualcosa di te, di come si vive lo Yoga dalle tue parti e di come lo vivi tu.

Se hai domande non ti trattenere

Di noi puoi leggere di tutto,

ci sono i mistici, i pragmatici, i teorici ed i vedanti e quelli come me che cercano di sincretizzare culture di tutto il mondo con la scienza e ritengo di essere riuscito con diversi riconoscimenti documentabili.

Ad 80 anni lo posso dire
Arrivederci

OM
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