Durata respirazione.

tecniche di respirazione e controllo del prana
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Durata respirazione.

Messaggioda AT » 6 gennaio 2013, 22:53

Quanto dura, di solito, una vostra respirazione (inspirazione + espirazione) in circostanze come:
-vita ordinaria da fermi.
-vita ordinaria camminando.
-paschimottanasana.
-baddhakonasana.
-shalabasana.
-halasana.
Quanto pensate che "dovrebbe" durare in ciascuna di tali circostanze?

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Re: Durata respirazione.

Messaggioda matasilogo » 8 gennaio 2013, 16:51

AT ha scritto:Quanto dura, di solito, una vostra respirazione (inspirazione + espirazione) in circostanze come:
-vita ordinaria da fermi.
-vita ordinaria camminando.
-paschimottanasana.
-baddhakonasana.
-shalabasana.
-halasana.
Quanto pensate che "dovrebbe" durare in ciascuna di tali circostanze?


Questa domanda è molto interessante e valuto che un insegnante debba variare da persona
a persona cosa è meglio per un allievo.
All'inizio dell'anno c'è un certo ricambio e proprio ieri, per il passaparola, sono arrivati dei nuovi allievi e ho fatto subito alcune domande per capire l'allievo:
-che lavoro fai normalmernte: al computer, studi , fai lavori manuali, stai in piedi............?
-specificamente oggi cosa hai fatto?
-fai sport normalmente ed in passato?
-fumi?
Poi faccio fare 10 respirazioni normali addominali, poi solo toraciche, poi forzate.
Se mi sembrano stessati o depressi, controllo la respirazione residua non percepita con il test del FUORI FUORI...che spesso mostra come inibiscono la respirazione libera
Due o tre volte all'anno faccio il controllo spirometrico e di ossigenazione con dei portatili per vedere i progressi
Su queste basi guido gli allievi nella respirazione più adatta nelle varie posizioni che cambia molto tenendo conto di quanto soprae e poi del peso, altezza, etò, magrezza od obesità.
Faccio attenzione alla differenza nei tempi della respirazione ed espirazione addominale o toracica a seconda della posizione costrittiva o espansiva del torace.
A volte è opportuno fare delle respirazioni opposte a qualsiasi canone perchè si rendano conto per proprio conto che devono capire la differenza tra una modalità e l'altra.

Maieutica

Valuto quindi che non si possano dare dei valori assoluti
Ho un allievo da 130 kg mezza età e 2 giovani da 38Kg !!!!!!!!!!

Con simpatia

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Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
Nella Natura, nello Yoga, nella Scienza i percorsi si intrecciano e producono l'evoluzione.
Il cambiamento è vita. Meglio collaborare che confliggere.
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Messaggioda AT » 11 gennaio 2013, 21:21

Nessuno che si sia dato la pena di prendere un cronometro e misurare, dando le semplici risposte richieste in secondi?

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Messaggioda Toki » 11 gennaio 2013, 23:02

A dir la verità io ci ho anche provato, ma mi sono reso conto che il solo porvi l'attenzione modificava il mio ritmo respiratorio nella vita quotidiana, e che la durata poteva variare di molto nella stessa circostanza a seconda del momento.

Per esempio in un asana come paschimottanasana, più la tengo più la respirazione rallenta...

Quindi non ho scritto nulla.
Lo Yoga è l'arte di comprendere i paradossi.

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Messaggioda matasilogo » 11 gennaio 2013, 23:28

Toki ha scritto:A dir la verità io ci ho anche provato, ma mi sono reso conto che il solo porvi l'attenzione modificava il mio ritmo respiratorio nella vita quotidiana, e che la durata poteva variare di molto nella stessa circostanza a seconda del momento.

Per esempio in un asana come paschimottanasana, più la tengo più la respirazione rallenta...

Quindi non ho scritto nulla.


se no la individualità dove va a finire

Mica è come nel mercato europeo dove le banane o le zucchine vanno calibrate o come il letto di Procuste.

ogni giorno sono diverso
se no dove va l'evoluzione e la creatività?

Con buona pace a tutti.

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Messaggioda AT » 15 gennaio 2013, 22:41

Toki ha scritto:A dir la verità io ci ho anche provato, ma mi sono reso conto che il solo porvi l'attenzione modificava il mio ritmo respiratorio nella vita quotidiana, e che la durata poteva variare di molto nella stessa circostanza a seconda del momento.

Per esempio in un asana come paschimottanasana, più la tengo più la respirazione rallenta...

Quindi non ho scritto nulla.

Mi andrebbe bene anche una risposta del tipo: ho provato paschimottanasana, e la respirazione, quel giorno, durava da 2 a 10 secondi. Oppure, una risposta del tipo: in paschimottanasana, di solito il mio respiro è più breve che non in baddhakonasana.

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Messaggioda gb » 15 gennaio 2013, 23:00

In generale 4:4.

In particolare alcuni esempi

-Bujangasana, candela, aratro, eka pada raja kapotasana 4:4
-Arco 2:2
-Testa, baddhakonasana, upavistakonasana, pashimottasana, janu sirsasana da 4:4 fino a 10:10 dipende da quanto vado "a fondo" nell'asana
-Torsioni in dipendenza dalla torsione da 2:2 a 4:4 (più 4:4).

Direi che 4:4 e' forse il più frequente.

Come pranayama nadhi shodana e ujaji da 10:10 a 16:16, molto raramente vado oltre (max 20:20 ma rarissimo).

Seduto o sdraiato di solito mi sembra 2:2.

Corsa "jogging" da max 4:4 a min 2:2
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nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
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Messaggioda AT » 15 gennaio 2013, 23:48

gb ha scritto:In generale 4:4.


Direi che 4:4 e' forse il più frequente.


Cioè 8 secondi per una respirazione?

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Messaggioda gb » 16 gennaio 2013, 6:25

Si. Durante gli asana non faccio ritenzione, in nadi shodana pure, in ujaji si ma poca, 2 o 4 attiva e passiva.

Nella normalità seduto o sdraiato, mi trovo spesso un 2 di ritenzione passiva, raramente attiva: quando parlo di normalitá intendo quando sono al di fuori di una sduta di yoga e il respiro non subisce interferenze.
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Messaggioda gb » 16 gennaio 2013, 7:39

Rettifico: bujangasana e arco 4:4
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Messaggioda Chlòé » 16 gennaio 2013, 11:48

gb ha scritto:Rettifico: bujangasana e arco 4:4


Ti ho mandato messaggio privato.
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Messaggioda ckstars » 16 gennaio 2013, 13:42

Ujjayi Pranayama – 30:30
Paschimottanasana – 8:8
Baddhakonasana – 10:10
shalabasana – 4:4
halasana – 15:15
Mentre lavoro di fronte al computer 3:3
Mentre cammino 2:2 a volte 4:4
Un abbraccio, Cks

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Messaggioda AT » 17 gennaio 2013, 1:09

Senti, ck. Con il progredire della pratica, è probabile che il respiro si allunghi. Si può anche dire che è auspicabile che il respiro si allunghi. Io di solito valuto la durata di un'asana contando le respirazioni: tengo la tale asana per n respirazioni. Ma se il respiro si allunga, devo ridurre il numero delle respirazioni? Come valuti la durata di un'asana?

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Messaggioda gb » 17 gennaio 2013, 10:29

Questa e' una grande domanda, specie per noi occidentali che nasciamo e cresciamo con l'idea del "misurare" e della "performance" nonchè degli obbiettivi.

So che hai chiesto a ckstars e anche io aspetto la sua risposta, ma intanto ti voglio dire che da qualche tempo (mi sembra qualche mese), ho smesso di contare e di valutare quanto devo stare in un determinato asana.

È stato per me piuttosto difficile smettere, proprio per i motivi di cui sopra: adesso mi baso più su l'ascolto del corpo, o meglio, forse no, non è la terminologia che mi mi viene in mente, mi baso in effetti sul piacere che mi provoca l'asana.

O forse meglio dire che non mi baso proprio su un bel niente, perchè se non conto, non valuto, non mi baso, entro già con gli asana in uno stato particolare, di calma, benessere, rilassamento, in cui finora sono entrato solo con il pranayama.

Questo non vuol dire che non ci siano del tutto contrazioni muscolari ovviamente, ad. es. i tricipiti in bujangasana, ma in molti altri asana si sono ridotee drasticamente.
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Messaggioda ckstars » 17 gennaio 2013, 11:37

Il cambiamento dello Yogi con la pratica e’ globale, quindi non solo la durata della fase di inspirazione e espirazione puo’ essere piu’ lunga ma tutta la mente ed il corpo si conformano per accogliere questo cambiamento cambiando a loro volta.

Cio’ appare evidente in alcune pratiche dello Yoga: per esempio la Via degli Equilibri. In questi asana – pranayama vengono sviluppati percorsi in cui l’ Equilibrio del mente – corpo evolve.

L’ evoluzione e’ relativamente rapida, la soddisfazione / piacere molto alta, l’ approfondimento delle fasi di inspirazione – espirazione evidente.

Il rischio e’ come nelle pratiche funamboliche il desiderare l’ esclusiva appartenenza ad un mondo privato ora accessibile.

Da qui la necessita’ di non eccedere nelle pratiche di Equilibrio o comunque il bilanciamento con le posizioni in arco rovesciato (Eka Pada Rajakapottanasana per capirci) che secondo me appartengono alla Via della Resa.

Come dicevo in particolare ad F. lo Yoga non deve creare mondi in cui le emozioni sono escluse ma piuttosto fare in modo che quelle emozioni non riverberino sulla mente o sul corpo generando pulsioni simili per esempio a quelle che seguono all’ assunzione di sostanze allucinogene.

Un abbraccio, Cks


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