Bhagavad Gita 4.29

tecniche di respirazione e controllo del prana
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Bhagavad Gita 4.29

Messaggioda Toki » 5 gennaio 2013, 16:40

Baghavad Gita, 4.29

apāne juhvati prāṇaḿ

prāṇe 'pānaḿ tathāpare

prāṇāpāna-gatī ruddhvā

prāṇāyāma-parāyaṇāḥ



Toki ha scritto:Tra l'altro più ci penso più mi sembra che quel sutra parli solo di ritenzione. Solo che per spiegare cosa mi gira in testa dovrei scrivere un pippone e non c'ho voglia.


Ho trovato nella trascrizione di un satsang di Satyananda la conferma del mio ragionamento di allora. Lo riassumo brevemente e incollo il passo se a qualcuno interessa.

Nell' Ayurveda e nella fisiologica hatayogica con prana e apana si intendono due dei cinque vayu (venti) che formano pranamaya kosha (corpo energetico). Prana si trova nel torace e si muove verso l'alto, apana si trova nell'addome e si muove verso il basso. Prana è la forza che attrae il respiro, apana quella che lo espelle.

Come fare a sacrificarli l'uno nell'altro ?

La mia idea era che il passo si riferisse a questo:

Immagine

ovvero alla pratica di kevala kumbhaka (ritenzione spontanea) associata a mahabandha (pratica contemporanea dei tre bandha). Jalandhara bloccherebbe e invertirebbe la direzione di prana, mula e uddiyana farebbero lo stesso con apana, e i due vayu finirebbero in qualche modo per miscelarsi, o meglio sacrificarsi (juhvati) l'uno nell'altro.

Con questa interpretazione a mio modo di vedere si sgombrerebbe il campo da ambiguità varie ed il passo acquisterebbe un significato pratico ben preciso, indipendentemente dal fatto che molte traduzioni autorevoli vadano a parare altrove.

Queste le parole di Satyananda (da http://www.yogamag.net/archives/1980/cm ... ttan.shtml , articolo molto interessante che tratta i rapporti tra Hata e Tantra):

Why are bandhas practised with pranayama?

One gains the maximum benefits from pranayama when the bandhas are practised with kumbhaka (breath retention). Pranayama stimulates the flow of prana, and the bandhas control the flow and direct it to the required areas. When you perform moola bandha (locking the perineum) and jalandhara bandha (chin lock), you are forcing apana (the vital energy in the lower part of the body below the navel), to flow upwards and unite with prana (the vital energy in the region of the body between the larynx and the base of the heart).

When prana and apana unite it is a fantastic experience which generates vitality and helps to awaken kundalini.



C'è qualche praticante esperto che si ritrova in ciò che ho scritto e vuole descrivere la sua esperienza?
Lo Yoga è l'arte di comprendere i paradossi.

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Messaggioda Paolo proietti » 5 gennaio 2013, 20:10

Visualizza il corpo come una clessidra.

Immagine

Il diaframma è il centro.

Il velo palatale la parte superiore.

Il pavimento pelvico la parte inferiore.

Inspirando porta l'energia in basso.
espirando portala al centro e trasformala in una inspirazione che sale in alto.

Inspirando portala in alto ed espirando portala al centro e trasformala in una inspirazione verso il basso.

Leggero, sempre più leggero e sottile.
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respirazione

Messaggioda matasilogo » 6 gennaio 2013, 2:12

Dico spesso che da tre mila anni nello yoga gli indiani avevano detto tutto.
Notoriamente tutto è troppo, va bene in qualche battuta, ma in un discorso esaustivo si trovano poi i limiti.

Il discorso sulla respirazione indiana-cinese è gravata da una diffusa, negli antichi testi, rappresentazioni dei condotti dei bronchi collegati erroneamente con l'intestino.
Tutto il resto, alto , basso è falsato.
Rifacciamoci all'anatomia di oggi e non confondiamo gli allievi.
Proprio il giorno tre di questo inizio anno ho fatto un lungo colloquio con un Pneumologo e gli ho sottoposto il problema di due mie allieve che non riescono a controllare volontariamente il diaframma, in alcune posizioni

Mi ha confermato che la percezione ed il controllo degli organi respiratori, mediati dai 2 nervi vaghi più due nervi frenici e da alcuni gangli è complessa e le persone con problemi fisici o psichici fanno tanta confusione sulla percezione della respirazione fino ad andare in anossia con sviluppo di attacchi di panico, depressione grave e al limite suicidio (dalla rivista mente e Cervello) perchè il cervello è affamato di ossigeno.

Perciò prudenza a dare prescrizioni di metodi strani e non fisiologici prima di aver valutato se l'allievo ha una mancanza di controllo volontario dei muscoli relativi.

Così ho capito cosa fare con alcuni allievi. prima delle pratiche.

Già da tempo controllo la camminata per la postura, le aree con uno spirometro avanzato ma portatile e l'ossigenazione da dito. Ora verificherò anche se c'è il controllo volontario del diaframma.

BuOMnanotte.
Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
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Il cambiamento è vita. Meglio collaborare che confliggere.
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Messaggioda Toki » 6 gennaio 2013, 11:43

Paolo proietti ha scritto:Visualizza il corpo come una clessidra.


Boh, sull'interpretazione del passo resto della mia idea; non ho ancora i mezzi per sperimentare seriamente, si vedrà tra qualche anno (forse parecchi). Mi interessava sapere se qualcuno avesse avuto esperienze importanti in questo senso.

Se tu invece continui a propormi quel tipo di respirazione avrai i tuoi buoni motivi, proviamo ad approfondire un po'. Ai tempi di quello scambio con te e LO avevo avuto risultati interessanti con la respirazione sottile, senza attenzionare particolarmente i diaframmi; a dire la verità è successo tutto in modo spontaneo e naturale, forse perchè quei giorni di luna nuova pre-solstizio almeno per me sono stati un po' speciali. Poi mi son concentrato su altre pratiche.

Provando ad applicare ciò che hai scritto, la prima cosa che non capisco bene è: come effettuare la fase espiratoria. Se inspirando verso il basso l' "aria" attraversa velo palatale, diaframma e giunge al pavimento, "espirando portala al centro" significa che dal pavimento risalgo solo fino al diaframma? E poi: IN = diaf. - velo, ES = velo - diaf.,
IN = diaf. - pav., ES = pav. - diaf., e avanti così ?

Ho capito giusto?

Purtroppo ho fatto gran bisboccia ieri sera e mi tocca bissare stasera, quindi per qualche giorno il pranayama è gravemente condizionato. Per ora comunque, praticando come ho descritto, trovo che si creino delle piccole apnee spontanee in cui si ha come la sensazione che l' "aria" passi da un lato all'altro del diaframma.
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Messaggioda Paolo proietti » 6 gennaio 2013, 13:00

Durante l'apnea il corpo respira da solo.
Dentro.
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Messaggioda Toki » 6 gennaio 2013, 16:03

Paolo proietti ha scritto:Durante l'apnea il corpo respira da solo.
Dentro.


Va bene. Puoi dirmi solo se quello che ho scritto qui

Se inspirando verso il basso l' "aria" attraversa velo palatale, diaframma e giunge al pavimento, "espirando portala al centro" significa che dal pavimento risalgo solo fino al diaframma? E poi: IN = diaf. - velo, ES = velo - diaf.,
IN = diaf. - pav., ES = pav. - diaf., e avanti così ?


è corretto ?
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Messaggioda Paolo proietti » 6 gennaio 2013, 18:09

Si, e aggiungerei che come si sacrifica il Prana nell'Apana, si sacrifica l'inspiro nell'espiro.
Un sorriso,
p.
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Re: Bhagavad Gita 4.29

Messaggioda matasilogo » 8 gennaio 2013, 22:22

Toki ha scritto:Baghavad Gita, 4.29
Toki ha scritto:T

Come fare a sacrificarli l'uno nell'altro ?
C'è qualche praticante esperto che si ritrova in ciò che ho scritto e vuole descrivere la sua esperienza?


Perdonami se quanto ho letto mi risulta oscuro, però vorrei capire anche se ho una formazione diversa.

Quando parli di "mahabandha " e degli altri bandha meno
maha intendi che contrai i muscoli relativi o fai solo/addirittura una concentrazione o meditazione sulla zona relativi per ottenere quelle manipolazioni del respiro o fai altro?
Ma forse vuole rispondermi Paolo?
Grazie
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Re: Bhagavad Gita 4.29

Messaggioda Toki » 9 gennaio 2013, 8:57

matasilogo ha scritto:Quando parli di "mahabandha " e degli altri bandha meno
maha intendi che contrai i muscoli relativi o fai solo/addirittura una concentrazione o meditazione sulla zona relativi per ottenere quelle manipolazioni del respiro o fai altro?


Per "mahabandha" intendo l'esecuzione contemporanea dei tre bandha: mula, uddiyana e jalandhara.

Sull'esecuzione, personalmente la mia è decisamente spuria in quanto influenzata da pratiche di ch'i kung con le quali ho più familiarità. Diciamo a metà strada tra il fisico e il mentale.

Non ho ancora ricevuto un'istruzione precisa su un livello di pranayama così avanzato, infatti pratico principalmente nadi shodana. La mia ipotesi nasceva da un ragionamento teorico.

Se invece ti riferisci alla pratica di quanto ha scritto Paolo, se ho capito bene lì non ci sono "bandha", c'è solo ascolto (al massimo visualizzazione), e il corpo fa tutto da sè.
Lo Yoga è l'arte di comprendere i paradossi.

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Re: Bhagavad Gita 4.29

Messaggioda Paolo proietti » 9 gennaio 2013, 10:32

Toki ha scritto:
matasilogo ha scritto:Quando parli di "mahabandha " e degli altri bandha meno
maha intendi che contrai i muscoli relativi o fai solo/addirittura una concentrazione o meditazione sulla zona relativi per ottenere quelle manipolazioni del respiro o fai altro?


Per "mahabandha" intendo l'esecuzione contemporanea dei tre bandha: mula, uddiyana e jalandhara.

Sull'esecuzione, personalmente la mia è decisamente spuria in quanto influenzata da pratiche di ch'i kung con le quali ho più familiarità. Diciamo a metà strada tra il fisico e il mentale.

Non ho ancora ricevuto un'istruzione precisa su un livello di pranayama così avanzato, infatti pratico principalmente nadi shodana. La mia ipotesi nasceva da un ragionamento teorico.

Se invece ti riferisci alla pratica di quanto ha scritto Paolo, se ho capito bene lì non ci sono "bandha", c'è solo ascolto (al massimo visualizzazione), e il corpo fa tutto da sè.


Diciamo che c'è una progressiva sensibilizzazione.
Non è esatto dire che non ci sono bandha.

Comincia con il tirare su, molto, i muscoli dello sfintere anale ed a verificare quali muscoli "esterni" sono coinvolti.

Poi "tira su" i muscoli dei genitali.
E poi prova a muovere solo i muscoli del pavimento pelvico collegati al perineo.

Se si lavora con l'ano si attivano i muscoli sacrolombari e, di conseguenza, tutta la fascia muscolare posteriore.

Se si lavora con i genitali si attivano gli addominali bassi e tutta la fascia muscolare anteriore.

lavorando solo con il pubococcigeo l'unico effetto che si sente è un leggero spostamento "in alto e verso l'interno" dell'ombelico.

Quest'ultimo "effetto" ti permette di percepire la "fascia interna", detta fascia meningea, che collega il cranio al pavimento pelvico e, passando per l'asse centrale del corpo, riunisce e sostiene gli organi interni e i diaframmi (pelvico, urogenitale, toracico, gola, palato molle).

Questo tubone centrale, attorno al quale "slittano" le altre due fasce, quella che tiene il derma e quella che tiene i muscoli e le ossa, è la parte interessata a quella che chiamo "respirazione diaframmatica invertita".

Il centro è il diaframma toracico.
Tutte le catene muscolari (anteriore, posteriore, laterali e "complesse") passano per "l'asse dei diaframmi" di cui il diaframma toracico è il centro.

La consapevolezza della fascia "meningea" cambia completamente la percezione del lavoro sul corpo.
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Re: Bhagavad Gita 4.29

Messaggioda matasilogo » 10 gennaio 2013, 11:30

Paolo proietti ha scritto:
Toki ha scritto:
matasilogo ha scritto:Quando parli di "mahabandha " e degli altri bandha meno maha ...... fai altro?
Per "mahabandha" intendo l'esecuzione contemporanea dei tre bandha: mula, uddiyana e jalandhara. Sull'esecuzione, personalmente la mia è decisamente spuria ......

Diciamo che c'è una progressiva sensibilizzazione.
Non è esatto dire che non ci sono bandha.
Comincia con il tirare su, molto, ..
Poi "tira su" i muscoli dei genitali.
E poi prova a muovere solo i muscoli del pavimento pelvico collegati al perineo......
La consapevolezza della fascia "meningea" cambia completamente la percezione del lavoro sul corpo.


Ora si che mi tornatutto e concordo con il metodo
L'anno scorso ho tenuto un corso su educazione sessuale e ci sono un sacco di coerenze e benefici a tal riguardo per molti problemi.
Tanti, specie tante donne, hanno una specie di paralisi e insensibilità nelle zone basse causa la repressione culturale in quelle zone che sono tabù fin nella Bibbia
Su internet ci sono molti video sopratutto dall'america latina sull'argomento.
Per aiutarsi ad aumentare la sensibilità, in India usano delle palline. In italiano troviamo
http://www.youtube.com/watch?v=atdSdVjsCTI
Molto bene
OM
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