Pranayama e rabbia atavica.

tecniche di respirazione e controllo del prana
labor
brahmana
brahmana
Messaggi: 1026
Iscritto il: 7 ottobre 2005, 16:55

Messaggioda labor » 26 ottobre 2007, 15:45

Lakshmi ha scritto:Io confesso che non pratico molto le asane, quindi non posso parlare molto su quell'argomento.
La meditazione per me e' il veicolo per modificare le m.m.


purtroppo ho poco tempo; cercherò di sintetizzare quello che volevo dirti.
c'è stata una specie di telepatia (è già successo con altri in passato), disturbata però questa volta da chissà quale interferenza!

è una questione di parole; volevo, infatti, dirti dell'importanza delle parole, e tu hai creato quell'altro thread!
ma te ne volevo parlare in relazione alla possibilità che si offre al lettore di capire più o meno bene (o più o meno male) il concetto espresso ( e non invece in relazione alla possibilità di suscitare un certo sentimento, malattia etc vedi tuo 3ead).

a volte certe parole possono sviare, ingannare il lettore. lo allontanano dalla retta comprensione. anche se chi trasmette è in buona fede e magari ha anche chiaro il concetto.
teniamo presente che siamo in un campo, lo Yoga, dove alcuni concetti sono sottili e difficilmente comprensibili. perciò l'uso delle parole è quanto mai importante.

brevemente, l'espressione "osservare la mente"
forse ( e ripeto forse) non è la più felice per spiegare ciò che (forse) entrambi vogliamo dire. tutto qua.

una parola, invece, che mi piace è "veicolo", perchè mi dà l'idea dell'essere trasportati, con un ruolo quindi passivo e non attivo di noi stessi. è ciò che forse deve avvenire, come risultato di una corretta sadhana.

quanto al tuo veicolo, la meditazione, non posso dirti tanto. però ti dico che, spesso e sempre più spesso, mi ritrovo a pensare: "è vero!!: lo Yoga è una Scienza!!!", una Scienza esatta, nel senso che, effettuando precisi passi, si ottengono ben precisi risultati. solo questo so dirti.

spero di averti in qualche modo aiutato.

un bacio :)

devata
brahmana
brahmana
Messaggi: 784
Iscritto il: 25 gennaio 2006, 14:14
Località: Roma

Messaggioda devata » 27 ottobre 2007, 1:31

Io confesso che non pratico molto le asane, quindi non posso parlare molto su quell'argomento.
La meditazione per me e' il veicolo per modificare le m.m.
Attraverso la meditazione, la mente diventa quieta, le m.m. si fermano.
Solo il testimone rimane a testimoniare quello che viene dopo.
Lakshmi



Ciao anche se ognuno di noi può avere delle propensioni per un aspetto o per un altro del sistema yoga ci sono delle tappe che andrebbero seguite per evitare di "ingannarsi" da soli.
Mi domando come si può entrare realmente nello stato di meditazione se non ci si è prima preparati attraverso la pratica degli asana?
Per meditare realmente è necessario ad es.avere un buon controllo su alcune funzioni e che il corpo non "crei" nessun tipo di distrazione...
non a caso Patanjali parlava di Yama, Nyama, Asana, Pranayama ecc...
"Sii umile come un filo d'erba e paziente e capace di sopportare come un albero"

Avatar utente
ManRay
brahmana
brahmana
Messaggi: 507
Iscritto il: 31 agosto 2005, 0:45

Messaggioda ManRay » 27 ottobre 2007, 13:05

Non essere troppo accademica, devata. C'è chi nasce con una certa predisposizione non lo si può negare.

gatto
vaisya
vaisya
Messaggi: 58
Iscritto il: 16 settembre 2005, 15:53

Messaggioda gatto » 27 ottobre 2007, 15:07

Cari Lakhmi e labor, mi trovate perfettamente in accordo con ciò che affermate, infatti l'osservazione imparziale da parte del testimone delle modificazione della mente è la cosa più corretta da fare se si vuole ch'esse terminino e che quindi il testimone stesso possa divenire stabile in se stesso. Il circolo vizioso di cui ho scritto è quella sovrastruttura mentale che si può creare se si impone alla mente di cessare le sue modificazioni. Infatti così facendo si forza la mente a modificarsi sull'assenza di pensieri, il che è sbagliato se non patologico. L'assenza stessa di modificazioni è comunque qualcosa , mentre la stabilità del testimone va al di là di ciò che la nostra stessa mente può concepire essendone nemica. Non so se mi sono spiegato...quando il testimone ha osservato e compreso bene le m.m. , esse divengono nulle, e la mente stessa (insieme al testimone) procede senza punto di partenza e nessuna direzione in un'ambiente mai visto prima, in luogo che un luogo non è...troppo poetico?!

Rudra
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 458
Iscritto il: 25 settembre 2006, 17:15

Messaggioda Rudra » 27 ottobre 2007, 17:27

gatto ha scritto:Cari Lakhmi e labor, mi trovate perfettamente in accordo con ciò che affermate, infatti l'osservazione imparziale da parte del testimone delle modificazione della mente è la cosa più corretta da fare se si vuole ch'esse terminino e che quindi il testimone stesso possa divenire stabile in se stesso. Il circolo vizioso di cui ho scritto è quella sovrastruttura mentale che si può creare se si impone alla mente di cessare le sue modificazioni. Infatti così facendo si forza la mente a modificarsi sull'assenza di pensieri, il che è sbagliato se non patologico. L'assenza stessa di modificazioni è comunque qualcosa , mentre la stabilità del testimone va al di là di ciò che la nostra stessa mente può concepire essendone nemica. Non so se mi sono spiegato...quando il testimone ha osservato e compreso bene le m.m. , esse divengono nulle, e la mente stessa (insieme al testimone) procede senza punto di partenza e nessuna direzione in un'ambiente mai visto prima, in luogo che un luogo non è...troppo poetico?!



Caro Gatto, se l'intento e l'intuizione è in buona fede, nel resto c'è molta confusione. Scusa se mi intrometto, ma credo sia importante cercare di fare chiarezza.

Quello che nel Vedanta viene definito Testimone, non è qualche cosa che si può stabilizzare, o che si può utilizzare a piacimento.

Il Testimone, Saksin, è il Quarto, è l'Essere imperturbabile ed è sempre stabile in se stesso.
L'Essere - Atman - Brahman.

Il Testimone è sempre imparziale, non può modificarsi, in quanto non è soggetto a nessun movimento ne al divenire.
Il movimento, che avviene attorno alle coordinate legate al tempo spazio, avviene appunto all'"interno" o sopra la tela di fondo che E' il Testimone.

Il Testimone è Iswara, il Testimone è Brahman.
Guru Brahman, Guru Visnu, Guru Devo Mahesvara, Guru Saksat Parabrahman Tasmai sri guruve namaha.

La mente non è nemica..la mente è uno dei strumenti con cui Quello, il Testimone autoluminoso esprime Se stesso.
La mente diviene nemica se la crediamo un aliena, quello che è auspicabile è un integrazione tra i vari livelli, fisico-mentaleemotivo-spirituale,..grossolano-sottile-causale.
La mente non va arrestata, va compresa, conosciuta, armonizzata,..poi se è il caso risolta.

Il suo assorbimento-soluzione nel Testimone Silenzioso, comunque non avviene per volontà della stessa mente o dell'io psicologico, ma come spontaneo arresto dovuto ad una disattivazione nell'attenzione-adesione che ad essa viene posta (Jnanamarga), oppure semplicemente per Grazia (bhaktimarga).
Nel primo caso ciò si "determina" grazie al profondo distacco, nel secondo grazie all'Amore. In ogni caso e a certi livelli jnana e bhakti sono la stessa cosa.

Il Testimone non può osservare e "comprendere bene"..il Testimone è pura consapevolezza senza scelta. Il testimone è oltre la conoscenza e la non conoscenza.
Il Testimone non "conosce" nei termine in cui la mente (manas) conosce.
Non ha bisogno di conoscere.

shanti
Lamberto

labor
brahmana
brahmana
Messaggi: 1026
Iscritto il: 7 ottobre 2005, 16:55

Messaggioda labor » 27 ottobre 2007, 21:02

grazie Lamberto, grazie Devata... anche da parte mia.
ciao

cit
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 214
Iscritto il: 16 agosto 2007, 3:23

Messaggioda cit » 27 ottobre 2007, 22:10

labor ha scritto:grazie Lamberto, grazie Devata... anche da parte mia.
ciao


E da parte mia.

Un abbraccio

cit

Rudra
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 458
Iscritto il: 25 settembre 2006, 17:15

Messaggioda Rudra » 28 ottobre 2007, 0:01

La soppressione della mente, o l'arresto delle modificazioni mentali, non equivale a stoppare la mente, frenarla, inibirla per qualche attimo, ...attimo più o meno prolungato.

L'arresto delle modificazione mentali dicono che avvenga solitamente o per un processo di distacco, o per amore.
Il distacco, ci insegnano è da tutto quello che "ci" lega alla materia, l'amore,..un amore folle nei confronti della Verità, della Conoscenza, di Dio, del Demiurgo, del Principio, del Maestro.

I grandi mistici di tutti i tempi ci dimostrano un Amore insaziabile nato e nutrito dall'incontenibile riminescenza di Quella Purezza ineffabile.
Questo ardente anelito non verrà mai saziato sino a che non trova soluzione nell'Incontro con l'Amato.

In ogni caso, ci dicono, che sino a che ci sentiamo legati al mondo, alla bellezza del gusto sensoriale, sino a che la mente è catturata dalla forma inebriante, sino a che amiamo-desideriamo noi stessi in quanto individui,non possiamo parlare ne di nirodha, ne di samadhi.
Il samadhi, dicono, è la naturalezza di quello che si è risolto in Quello. Realizzazione sbocciata perchè unica cosa "cercata". Con costanza, con fede, con coraggio, con la compagnia dei Saggi, con la riflessione e con l'indagine costante, con lo studio di sè, e con la Grazia del Sad Guru, che ha sempre accompagnato il ricercatore sino dai primi passi.
E' il Silenzio contemplativo, è la quiete dell'Essere che riposa e gusta Se stesso.
E' il silenzio che nutre ed espande se stesso, che accarezza e invade ogni "spazio", ogni "momento", ogni cellula, svuotandola di sostanza e illuminandola di luminosa Sapienza, ritorvando sempre se stesso e solo se stesso in se stesso.

I grandi Maestri ci mostrano come il distacco "possa avvicinare" a questo momento di grazia,ma ci fanno anche capire che solamente un Amore folle può portare ad un tale distacco.
Un Amore totale per Quella Assolutezza.
Solo per un tale amore probabilmente siamo in grado di non soccombere alle prove, alle buie notti, ai vari gradi di "mortificazione-morte" dell'io, solo per Amore siamo in grado di rinunciare a tutti i piccoli amori-desideri a cui siamo morbosamente e compulsivamente attaccati.

Prego spesso il Signore affinchè mi faccia dono di un così grande Amore.

cit
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 214
Iscritto il: 16 agosto 2007, 3:23

Messaggioda cit » 28 ottobre 2007, 0:45

Grazie ancora, Lamberto.

Un abbraccio

cit

grazianozap
brahmana
brahmana
Messaggi: 1366
Iscritto il: 30 dicembre 2006, 17:45

Messaggioda grazianozap » 28 ottobre 2007, 2:21

Grazie anche da parte mia Lamberto, e grazie soprattutto per la modalità dei tuoi interventi mai polemici, ma ,chiarificatori.
E ho notato come sei riuscito ad evitare "l'effetto collaterale" per eccellenza della pratica yoga.
E qui penso che entri in gioco l'importanza di avere un Maestro.
Spero d'incontrarti presto.
Ciao Graziano.
samastaloka sukhino bhavantu

gatto
vaisya
vaisya
Messaggi: 58
Iscritto il: 16 settembre 2005, 15:53

Messaggioda gatto » 28 ottobre 2007, 9:14

Grazie Rudra del tuo chiarimento in merito a ciò che è il Testimone. In alcune traduzioni dei sutra di Patanjali, però questo termine è usato in un modo un pò ambiguo facendo intendere che si tratta più di una cosa legata alla nostra personalità di base, (cioè a ciò che siamo indipendentemente dal nostro vissuto e alla nostra coscienza) che a qualcosa legato alla trascendenza. L'approccio che ho sempre avuto con lo Yoga che spesso va verso territori caratterizzati da idee e concetti religiosi, è volutamente velato da un pò di scetticismo, scetticismo col quale ho cercato di capire le cose legandomi di più alla materia psichica. In poche parole, sono incuriosito enormemente da concetti come Samadhi, Sanyama ecc., dato che se una mente illumuinata come Patanjali li ha presi in considerazione qualcosa di illuminante avranno, ma da questo a credere vere altre cose, c'è molta differenza. Per ora penso che lo Yoga sia una scienza interessantissima e potentissima per riequilibrare ciò che siamo realmente da ciò che diveniamo man mano che ci modifichiamo nel corso della nostra esistenza. Lo scetticismo e il distacco sono secondo me fondamentali per non cadere in credenze non suffragate dalla ragione, che poi non sono altro che ulteriori modificazioni della mente..

Rudra
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 458
Iscritto il: 25 settembre 2006, 17:15

Messaggioda Rudra » 28 ottobre 2007, 17:53

gatto ha scritto:Grazie Rudra del tuo chiarimento in merito a ciò che è il Testimone. In alcune traduzioni dei sutra di Patanjali, però questo termine è usato in un modo un pò ambiguo facendo intendere che si tratta più di una cosa legata alla nostra personalità di base, (cioè a ciò che siamo indipendentemente dal nostro vissuto e alla nostra coscienza) che a qualcosa legato alla trascendenza. L'approccio che ho sempre avuto con lo Yoga che spesso va verso territori caratterizzati da idee e concetti religiosi, è volutamente velato da un pò di scetticismo, scetticismo col quale ho cercato di capire le cose legandomi di più alla materia psichica. In poche parole, sono incuriosito enormemente da concetti come Samadhi, Sanyama ecc., dato che se una mente illumuinata come Patanjali li ha presi in considerazione qualcosa di illuminante avranno, ma da questo a credere vere altre cose, c'è molta differenza. Per ora penso che lo Yoga sia una scienza interessantissima e potentissima per riequilibrare ciò che siamo realmente da ciò che diveniamo man mano che ci modifichiamo nel corso della nostra esistenza. Lo scetticismo e il distacco sono secondo me fondamentali per non cadere in credenze non suffragate dalla ragione, che poi non sono altro che ulteriori modificazioni della mente..




Caro Gatto,
grazie per la risposta.
In effetti lo Yoga di Patanjali può essere esaminato ed affrontato considerandolo uno studio attento della mente, della coscienza e dei suoi stati.
E in effetti la sua indagine fa prevalentemente leva sulle potenze mentali, e sulla volontà stessa.

Ma considerare il suo pensiero come un sistema meccanicistico lo svilisce e lo sminuisce a ciò che non è.

Patanjali e i suoi sutra sono quanto di più sintetico possa esserci, ma nella sua sintesi c'è tutto.
Credo sia opportuno considerare innanzitutto che lo Yoga si innesca sulla struttura della filosofia Samkhya. Nasce quindi e si sviluppa attorno ad un presupposto filosofico che a sua volta affonda le radici nelle Upanisad e quindi nella rivelazione Vedica.

Questo ne determina il suo "spirito" fortemente religioso, mistico e metafisico.
Lo Yoga è religiosità nel vero senso della parola, la religiosità è filosofia.
La filosofia è prassi e vita.
Il Raja Yoga è insieme filosofia, psicologia, e misticismo.

In questo senso bisognerebbe fare attenzione e usare prudenza. Come non dovremo personalizzare a piacere, per esempio ciò che il Cristo ci ha detto, così non dovremo accomodarci il pensiero di Patanjali.

Lo Yoga non è solo un sistema nato per rallentare e calmare le modificazioni e turbolenze mentali, per questo forse potrebbe bastare un pò di sana psicoterapia.
Lo Yoga è per chi ha sete del Divino..per chi arde e si consuma di Amore del Vero.
Lo Yoga sutra mostra in maniera sistematica un percorso di ascesi, che porta alla liberazione e isolamento dello Spirito dalla Natura avvinghiante e limitante.

Relativamente al distacco che tu auspichi a fine lettera, ma che chiamerei più correttamente prudenza, potrebbe anche andar bene in relazione a possibili cadute in credenze etc..

Ma con questo scetticismo prima o poi dovrai farci i conti, in quanto se da una parte ti salvaguardia, dall'altra sarà l'ostacolo che ti impedirà di abbandonarti, libero da preconcetti, alla vera essenza dello Yoga.

Buona ricerca

a presto
Lamberto

cit
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 214
Iscritto il: 16 agosto 2007, 3:23

Messaggioda cit » 28 ottobre 2007, 18:54

Ti ringrazio anch’io, Lamberto, per la risposta che hai dato a Gatto.

Ad un certo punto dici:

“Lo Yoga non è solo un sistema nato per rallentare e calmare le modificazioni e turbolenze mentali, per questo forse potrebbe bastare un pò di sana psicoterapia.
Lo Yoga è per chi ha sete del Divino..per chi arde e si consuma di Amore del Vero.
Lo Yoga sutra mostra in maniera sistematica un percorso di ascesi, Lo Yoga non è solo un sistema nato per rallentare e calmare le modificazioni e turbolenze mentali, per questo forse potrebbe bastare un pò di sana psicoterapia.
Lo Yoga è per chi ha sete del Divino..per chi arde e si consuma di Amore del Vero.
Lo Yoga sutra mostra in maniera sistematica un percorso di ascesi, che porta alla liberazione e isolamento dello Spirito dalla Natura avvinghiante e limitante."

La mia esperienza, come la mia conoscenza della “teoria” fanno acqua da tutte le parti, e qualche volta ho bisogno di chiedere.

Ho pensato finora che lo Yoga sia un percorso di ascesi, come dici tu, per chi ha sete del Divino, un percorso “che porta alla liberazione e all’ isolamento dello Spirito dalla Natura avvinghiante e limitante”,
ma ho pensato anche che questo percorso conduce a “vedere” e ad Amare il Divino “anche” in ogni Uomo, in ogni fiore, nel Sole, nella Luna, nelle stelle,… in tutto l’Universo, in quanto ciascuna di queste “parti” è permeata di Divino, è “parte”, e, a suo modo, manifestazione del Divino.

E' da intendersi così oppure occorre "considerare" tutte le "cose" come "illusione", e quindi occorre non "considerarle" facenti parte del Vero, della Vera Realtà?

Ciao

cit

Rudra
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 458
Iscritto il: 25 settembre 2006, 17:15

Messaggioda Rudra » 28 ottobre 2007, 20:37

cit ha scritto:Ti ringrazio anch’io, Lamberto, per la risposta che hai dato a Gatto.

Ad un certo punto dici:

“Lo Yoga non è solo un sistema nato per rallentare e calmare le modificazioni e turbolenze mentali, per questo forse potrebbe bastare un pò di sana psicoterapia.
Lo Yoga è per chi ha sete del Divino..per chi arde e si consuma di Amore del Vero.
Lo Yoga sutra mostra in maniera sistematica un percorso di ascesi, Lo Yoga non è solo un sistema nato per rallentare e calmare le modificazioni e turbolenze mentali, per questo forse potrebbe bastare un pò di sana psicoterapia.
Lo Yoga è per chi ha sete del Divino..per chi arde e si consuma di Amore del Vero.
Lo Yoga sutra mostra in maniera sistematica un percorso di ascesi, che porta alla liberazione e isolamento dello Spirito dalla Natura avvinghiante e limitante."

La mia esperienza, come la mia conoscenza della “teoria” fanno acqua da tutte le parti, e qualche volta ho bisogno di chiedere.

Ho pensato finora che lo Yoga sia un percorso di ascesi, come dici tu, per chi ha sete del Divino, un percorso “che porta alla liberazione e all’ isolamento dello Spirito dalla Natura avvinghiante e limitante”,
ma ho pensato anche che questo percorso conduce a “vedere” e ad Amare il Divino “anche” in ogni Uomo, in ogni fiore, nel Sole, nella Luna, nelle stelle,… in tutto l’Universo, in quanto ciascuna di queste “parti” è permeata di Divino, è “parte”, e, a suo modo, manifestazione del Divino.

E' da intendersi così oppure occorre "considerare" tutte le "cose" come "illusione", e quindi occorre non "considerarle" facenti parte del Vero, della Vera Realtà?

Ciao

cit



Caro Cit,
la manifestazione tutta, possiamo vederla come un dono meraviglioso di Quello.
Pur essendo meravigliosa e indiscutibilmente affascinante, è solo una espressione, o una possibilità di quell'Assoluta Intelligenza Consapevolezza e Beatitudine che E' prima, e che ne è anche la Matrice.

Ammirare e partecipare della magnificenza del mondo, significa partecipare della Magnificenza del Creatore, rendendogli onore nella lode.

In questo senso ogni cosa trova il suo giusto posto e il suo giusto significato.

shanti
Lamberto

cit
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 214
Iscritto il: 16 agosto 2007, 3:23

Messaggioda cit » 28 ottobre 2007, 23:20

Grazie, Lamberto.
Non sai quanto ti sono grato.

Un abbraccio

cit


Torna a “Pranayama”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti