Pranayama e rabbia atavica.

tecniche di respirazione e controllo del prana
gatto
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Messaggioda gatto » 29 ottobre 2007, 19:58

Grazie, Rudra di esserti interessato al mio pensiero e alle mie riflessioni su una materia così enorme come è quella racchiusa nei sutra di Patanjali. Ciò che hai espresso è definito bene in un libro che ho letto e che si intitola "La filosofia Yoga di Patanjali". In questo libro c'è una grande introduzione (circa trenta pagine) che spiega la genesi dello Yoga che oggi conosciamo e poi vengono speiegati uno a uno i vari sutra. Hai azzeccato nell'affermare che il mio scetticismo è un atteggiamento di difesa, infatti ritengo che la materia sia talmente complessa e potente che bisogna andarci coi piedi di piombo, altrimenti si rischia veramente, per usare un modo di dire volgare, di rincoglionire. Nella prima pagina di quel libro ho scritto "lo Yoga non è né una disciplina né una filosofia, lo Yoga è e basta"...penso che questo basti a far intendere..

Rudra
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Messaggioda Rudra » 29 ottobre 2007, 23:16

gatto ha scritto:Grazie, Rudra di esserti interessato al mio pensiero e alle mie riflessioni su una materia così enorme come è quella racchiusa nei sutra di Patanjali. Ciò che hai espresso è definito bene in un libro che ho letto e che si intitola "La filosofia Yoga di Patanjali". In questo libro c'è una grande introduzione (circa trenta pagine) che spiega la genesi dello Yoga che oggi conosciamo e poi vengono speiegati uno a uno i vari sutra. Hai azzeccato nell'affermare che il mio scetticismo è un atteggiamento di difesa, infatti ritengo che la materia sia talmente complessa e potente che bisogna andarci coi piedi di piombo, altrimenti si rischia veramente, per usare un modo di dire volgare, di rincoglionire. Nella prima pagina di quel libro ho scritto "lo Yoga non è né una disciplina né una filosofia, lo Yoga è e basta"...penso che questo basti a far intendere..


Caro Gatto,
la prudenza in relazione ad un possibile "rincoglionimento" è giustificata.
Questa prudenza è sempre necessaria, ma lo è ancora di più se si cerca di percorrere un cammino in solitaria, e di affrontare, e affrontarsi seguendo un percorso Yogico.

Questa prudenza viene però meno, quando si ha la Grazia di incontrare un Maestro.
La profonda risonanza con il Maestro, e l'Amore che si genera per lui e per tutto quello che rappresenta, non può essere arginato e contrapposto da niente, tantomeno da "prudenza".

si sgretola.
Pace
Lamberto

Lakshmi
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Messaggioda Lakshmi » 30 ottobre 2007, 5:59

Caro Gatto, se l'intento e l'intuizione è in buona fede, nel resto c'è molta confusione. Scusa se mi intrometto, ma credo sia importante cercare di fare chiarezza.

Quello che nel Vedanta viene definito Testimone, non è qualche cosa che si può stabilizzare, o che si può utilizzare a piacimento.

Il Testimone, Saksin, è il Quarto, è l'Essere imperturbabile ed è sempre stabile in se stesso.
L'Essere - Atman - Brahman.

Il Testimone è sempre imparziale, non può modificarsi, in quanto non è soggetto a nessun movimento ne al divenire.
Il movimento, che avviene attorno alle coordinate legate al tempo spazio, avviene appunto all'"interno" o sopra la tela di fondo che E' il Testimone.

Il Testimone è Iswara, il Testimone è Brahman.
Guru Brahman, Guru Visnu, Guru Devo Mahesvara, Guru Saksat Parabrahman Tasmai sri guruve namaha.


Ciao Lamberto,
scusa non capisco la connessione tra il discorso del testimone ed il citare i versi: Guru Brahman, Guru Visnu...etc. che si riferiscono al Guru:
Saluti al Guru che e' Brahma il creatore, Visnu, il sostenitore, Shiva il distruttore,ed e' la manifestazione del supremo assoluto etc.
Potresti spiegare?
Grazie
Lakshmi

Rudra
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Messaggioda Rudra » 30 ottobre 2007, 7:26

Lakshmi ha scritto:Caro Gatto, se l'intento e l'intuizione è in buona fede, nel resto c'è molta confusione. Scusa se mi intrometto, ma credo sia importante cercare di fare chiarezza.

Quello che nel Vedanta viene definito Testimone, non è qualche cosa che si può stabilizzare, o che si può utilizzare a piacimento.

Il Testimone, Saksin, è il Quarto, è l'Essere imperturbabile ed è sempre stabile in se stesso.
L'Essere - Atman - Brahman.

Il Testimone è sempre imparziale, non può modificarsi, in quanto non è soggetto a nessun movimento ne al divenire.
Il movimento, che avviene attorno alle coordinate legate al tempo spazio, avviene appunto all'"interno" o sopra la tela di fondo che E' il Testimone.

Il Testimone è Iswara, il Testimone è Brahman.
Guru Brahman, Guru Visnu, Guru Devo Mahesvara, Guru Saksat Parabrahman Tasmai sri guruve namaha.


Ciao Lamberto,
scusa non capisco la connessione tra il discorso del testimone ed il citare i versi: Guru Brahman, Guru Visnu...etc. che si riferiscono al Guru:
Saluti al Guru che e' Brahma il creatore, Visnu, il sostenitore, Shiva il distruttore,ed e' la manifestazione del supremo assoluto etc.
Potresti spiegare?
Grazie
Lakshmi


Cara Lakshmi,
non è che ci sia molto da capire.
Mentre scrivevo è uscito di getto quel mantra bellissimo in lode al Guru.

Il Guru e il Testimone sono la stessa Cosa.
Il Guru, come il Testimone, è la tela di fondo, o il fondo dell'anima, fondo che è prima di ogni cosa.
Fondo da cui ogni cosa si "genera", in cui ogni cosa viene "sostenuta", e in cui ogni cosa "ritorna".

a presto
Lamberto.

gatto
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Messaggioda gatto » 30 ottobre 2007, 16:50

Okay Rudra, ho capito cosa intendi, sono in sintonia con te. Ma anche quando si incontra un Maestro, bisogna sempre mandare avanti la ragione che è l'unica che ci può far intendere se quel Maestro è tale. Si deve sempre tener presente che siamo noi a intraprendere un percorso yogico, pertanto siamo noi che dobbiamo anche giudicare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, senza naturalmente farci influenzare dalla coscienza o dalla paura generata dalle modificazioni della mente. Secondo me il Maestro può indirizzarci e darci consigli, ma ognuno ha, e deve avere un approccio personale con una cosa importante come lo Yoga. Leggere i sutra di Patanjali o altre cose è utilissimo, e anche farcele spiegare e commentarle e anche discuterne con persone esperte è cosa buona, ma dobbiamo sempre tener presente e vigile l'intelligenza, unico strumento che ci è dato per muoversi in modo discriminativo. I Maestri devono essere sempre due, uno esterno e uno dentro di noi...concordi?

Rudra
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Messaggioda Rudra » 31 ottobre 2007, 13:18

gatto ha scritto:Okay Rudra, ho capito cosa intendi, sono in sintonia con te. Ma anche quando si incontra un Maestro, bisogna sempre mandare avanti la ragione che è l'unica che ci può far intendere se quel Maestro è tale. Si deve sempre tener presente che siamo noi a intraprendere un percorso yogico, pertanto siamo noi che dobbiamo anche giudicare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, senza naturalmente farci influenzare dalla coscienza o dalla paura generata dalle modificazioni della mente. Secondo me il Maestro può indirizzarci e darci consigli, ma ognuno ha, e deve avere un approccio personale con una cosa importante come lo Yoga. Leggere i sutra di Patanjali o altre cose è utilissimo, e anche farcele spiegare e commentarle e anche discuterne con persone esperte è cosa buona, ma dobbiamo sempre tener presente e vigile l'intelligenza, unico strumento che ci è dato per muoversi in modo discriminativo. I Maestri devono essere sempre due, uno esterno e uno dentro di noi...concordi?



Caro g.
la bellezza di un Maestro, non la si può giudicare. O c'è o non c'è.
Se c'è non sempre noi siamo pronti per coglierla e sintonizzarci con quella "nota" non ci è possibile.
Se abbiamo la "fortuna" che la nostra anima convibri e si allinei gradatamente, l'incontro d'amore con il Maestro è il miracolo più grande ed importante che possa accadere nella Vita.

E' Quella purezza, intuita, che ci spingerà e porterà a fare di tutto affinchè si "sveli" anche in noi.

E' vero il corpo del Maestro può dare solo consigli, ma "Quello" che si esprime nel Maestro è Fuoco.. che ti attira in maniera irresistibile, e ti permette di consumarti in Lui.

Relativamente allo Yoga, come ogni altro ramo Tradizionale è quanto meno di personalizzabile esiste, nel senso che lo Yoga è Yoga, e sta a noi, allinearci o no alla sua Purezza.

Il Maestro è Shiva, e Shiva è lo Yoga.
Non c'è differenza.

Shiva non spiega i sutra, Shiva "E'" i sutra.
La relazione, l'incontro, non avviene a livello verbale, ne tantomeno sensibile, ma come si dice da Cuore a Cuore.
Il Cuore è Intelligenza, ma non quella che giudica, separa, e discrimna, ma quella che avvolge, svela ed integra.

shanti
Lamberto

cit
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Messaggioda cit » 5 novembre 2007, 18:06

Rudra ha scritto:
Caro g.
la bellezza di un Maestro, non la si può giudicare. O c'è o non c'è.
Se c'è non sempre noi siamo pronti per coglierla e sintonizzarci con quella "nota" non ci è possibile.
Se abbiamo la "fortuna" che la nostra anima convibri e si allinei gradatamente, l'incontro d'amore con il Maestro è il miracolo più grande ed importante che possa accadere nella Vita.

E' Quella purezza, intuita, che ci spingerà e porterà a fare di tutto affinchè si "sveli" anche in noi.

E' vero il corpo del Maestro può dare solo consigli, ma "Quello" che si esprime nel Maestro è Fuoco.. che ti attira in maniera irresistibile, e ti permette di consumarti in Lui.

Relativamente allo Yoga, come ogni altro ramo Tradizionale è quanto meno di personalizzabile esiste, nel senso che lo Yoga è Yoga, e sta a noi, allinearci o no alla sua Purezza.

Il Maestro è Shiva, e Shiva è lo Yoga.
Non c'è differenza.

Shiva non spiega i sutra, Shiva "E'" i sutra.
La relazione, l'incontro, non avviene a livello verbale, ne tantomeno sensibile, ma come si dice da Cuore a Cuore.
Il Cuore è Intelligenza, ma non quella che giudica, separa, e discrimna, ma quella che avvolge, svela ed integra.

shanti
Lamberto


Parole belle, Lamberto.
Bellissime.

Ti ringrazio per aver potuto leggerle.

Un abbraccio

cit


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