ujjayi e pericoli pranayama

tecniche di respirazione e controllo del prana
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ujjayi e pericoli pranayama

Messaggioda zauro » 25 luglio 2006, 14:20

due questioncine due:
-il fatto che nel libro di Iyengar, ujjayi venga proposto con testa piegata e mento attacato al torace, mentre in questo sito no e di contro si fa riferimento solo alla semi chiusura della glottide(cosa di cui Iyengar non parla) cambia qualcosa? perche questa differenza?
-Iyengar in maniera quasi minatoria, parla di danni causati da pranayama errati? é proprio così? e gli autodidatti.....

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Messaggioda ManRay » 25 luglio 2006, 14:28

Si il pranayama può creare degli squilibri anche gravi nel sistema nervoso se praticato male. Il consiglio mio è di limitarsi a compiere solo certi tipi di pranayama se si è autodidatti e soprattutto inesperti come ujjay, nadi sodhana ecc...
La maggior parte delle persone deve ancora imparare a RESPIRARE correttamente. Una volta imperate le basi si passa ai livelli successivi...

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Messaggioda zauro » 25 luglio 2006, 14:32

ManRay ha scritto:consiglio mio è di limitarsi a compiere solo certi tipi di pranayama se si è autodidatti e soprattutto inesperti come ujjay, nadi sodhana ecc...


Quindi ujjay e nadi sodhana non presentano rischi? e da quale delle due consigli di iniziare?
Grazie.

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Messaggioda zauro » 25 luglio 2006, 15:59

....e per quanto riguarda la prima questione che dici?

CKS???!!!! ovviamente VOGLIO anche un tuo parere.

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Messaggioda cico » 25 luglio 2006, 16:06

zauro ha scritto:
ManRay ha scritto:consiglio mio è di limitarsi a compiere solo certi tipi di pranayama se si è autodidatti e soprattutto inesperti come ujjay, nadi sodhana ecc...


Quindi ujjay e nadi sodhana non presentano rischi? e da quale delle due consigli di iniziare?
Grazie.


Ciao,
Inizia da Nadi Shodhana, che è equilibrante.
Ciaociao cico :)
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Messaggioda ManRay » 25 luglio 2006, 19:34

O l' uno o l' altro. Anche sitali si può fare. Quando i pranayama cominciano ad essere invasivi come bastrika allora è meglio farsi controllare da un esperto...

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Messaggioda cico » 26 luglio 2006, 12:25

ManRay ha scritto:O l' uno o l' altro. Anche sitali si può fare. Quando i pranayama cominciano ad essere invasivi come bastrika allora è meglio farsi controllare da un esperto...


Ciao,
Guarda che Ujjay non ha gli stessi effetti di Nadi Shodhana; Ujjay è un pranayama calmante.
Ciaociao cico :)
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Messaggioda ManRay » 26 luglio 2006, 12:46

Infatti mica ho detto che sono uguali. Ho detto che tutti e due sono adatti per cominciare

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Messaggioda cico » 26 luglio 2006, 13:40

ManRay ha scritto:Infatti mica ho detto che sono uguali. Ho detto che tutti e due sono adatti per cominciare


beh... per cominciare meglio equilibrare...
ciauz! :)
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Messaggioda zauro » 26 luglio 2006, 14:23

....e per quanto riguarda la prima questione che ho proposto???

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pranayama: un nuovo mondo

Messaggioda ckstars » 26 luglio 2006, 15:40

Col pranayama si apre un nuovo mondo di conoscenza nella pratica Yoga. Sia che si intenda questo modus vivendi come fonte di apertura per la conoscenza degli altri stadi, sia che lo si consideri come pratica fine a se' stessa certo e' che si tratta di un metodo sottile, di difficile controllo e di fatto/conseguenza pericoloso. Questa disciplina (e la parola non e' mai stata usata in miglior modo) richiede una sorveglianza attenta dei movimenti da essa indotti nel mondo del sadhaka.
Ergo un controllo attento da parte di un ottimo insegnante sarebbe la cosa migliore, se pero' il praticante "si sente in grado di ...." puo' studiare "Teoria e pratica del Pranayama" e cominciare a sperimentare con molta attenzione e cautela, la regola potrebbe essere: ad ogni passo falso avanti due passi indietro.
La domanda rivolta da Zauro relativamente alla posizione del mento e' importante ma di difficile risposta: proprio perche' la tecnica oggettiva: "posizione del mento combaciante durante tutto il pranayama con lo spazio clavicolare" va fatta incontrare con la pratica soggettiva.

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Messaggioda zauro » 26 luglio 2006, 15:49

quindi secondo te anche Nadi Shodhana presenta dei rischi....

devi
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Messaggioda devi » 26 luglio 2006, 16:50

Cks, come si riconoscono i passi falsi?
Zauro, ti consiglio sitali, dà importanti benefici e non è "pericoloso". Soprattutto con questo caldo è particolarmente rinfrescante...
Non sono esperta perchè pratico da poco, ma a volte scambiarsi dei consigli tra pari-livello può essere utile :wink:
ciao
rigore e passione

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Messaggioda ckstars » 26 luglio 2006, 18:09

Scusate ma a me pare di aver parlato oops scritto in modo chiaro ..... se interessa il Pranayama per qualsiasi motivo o si incontra un buon insegnante che valutera' le nostri attitudini alla materia e ci delineera' la strada OPPURE si prendono 15 gg ci accolliamo i rischi di una tale iniziativa, studiamo i libri migliori (secondo me 8 ore al giorno possono bastare ) e dopo 15 gg proviamo il primo pranayama ..... il + semplice, distesi al suolo ... ripeto, ma ognuno e' responsabile di prendere altre strade, NON CI SONO SCORCIATOIE!

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Messaggioda freealex » 16 agosto 2006, 14:02

Proprio qualche giorno fa, parlando con un amico molto esperto discutevamo sul fatto di quanto la pratica del pranayama senza una guida/maestro poteva disequilibrare emotivamente: attacchi di panico, incapacità di rapportarsi con il pubblico (riferito ad atleti e artisti che calcano un palco) e problemi vari inerenti l' Ego.

Per evitare 'danni' e trarre il massimo beneficio dal Pranayama credo che la guida di un Maestro sia fondamentale in quanto solo lui, con la sua esperienza e conoscenza, sarà in grado di indicarci l' esercizio giusto al momento giusto.

alex


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