Yogasūtra, versetto 12 del primo libro

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Yogasūtra, versetto 12 del primo libro

Messaggioda uno yogin » 17 giugno 2020, 14:48

Riflessioni sul versetto 12 del primo libro degli yogasūtra di Patañjali

È sempre edificante, cari sādhaka, meditare sui versetti degli yogasūtra di Patañjali, scoprirne la bellezza e lasciarli agire nella nostra interiorità, per fare emergere in noi barlumi di nuova o rinnovata consapevolezza! Chi pratica yoga deve avere come riferimento questo trattato che concerne lo yoga classico, anche se bisogna tenere presente, come ricorda Mircea Eliade, che - esistono innumerevoli forme "popolari", asistematiche di yoga; esistono anche yoga non brahmanici (quello dei buddhisti, quello degli jaina) e soprattutto esistono yoga di struttura "magica", altri di struttura "mistica", ecc. - Per cui sarei molto cauto nell'affermare ciò che lo yoga è o non è!
Molto interessante è il dodicesimo sūtra del primo libro:

अभ्यासवैराग्यं तन्निरोध

(Le vṛtti) si arrestano con abhyāsa (pratica) e vayrāgya (distacco, impassibilità).

Fermo restando che le vṛtti sono le "perturbazioni" che increspano la superficie di citta, intesa come sostanza mentale, e che lo yoga si prefigge di eliminarle, questo sūtra indica la via per realizzare questo fine. Il flusso della mente può volgersi al bene o al male, scrive Vyasa, cioè può condurre all"autorealizzazione, attraverso la conoscenza discriminativa oppure rivolgersi alla realtà esteriore, identificarsi con gli oggetti e condurre alla trasmigrazione, imprigionarci al divenire cosmico.
Si tratta evidentemente di un concetto di bene e di male relativo alle finalità dello yoga: è male ciò che impedisce di realizzare il fine dello yoga, è bene ciò che lo favorisce!
Ebbene la pratica costante serve a volgere la mente verso il bene, il distacco a svincolarla dagli oggetti esterni! Ambedue sono importanti, perché due correnti opposte si ostacolano o si annullano! Non bisogna mai dimenticare che la corrente del male è molto insidiosa e più forte di quella del bene, perché le tendenze mentali negative, stabilizzate dall'abitudine, oppongono grande resistenza contro le capacità discriminative che vogliono eliminarle! Dunque il distacco è indispensabile per indebolire le tendenze negative e la pratica per rafforzare le capacità discriminative della mente.
OM ŚANTI

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