Yogasūtra,, primi due versetti del primo libro

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Yogasūtra,, primi due versetti del primo libro

Messaggioda uno yogin » 16 giugno 2020, 17:54

*Riflessioni sui versetti 1,2 del primo libro degli yogasūtra di Patañjali*

अथ योगानुशासनम‌् ॥ १॥

Atha yogānuśāsanam

E adesso l'insegnamento dello yoga.

Per comprendere il senso della parola atha, è bene sapere che molti sutra brahmanici iniziano con atha. Si immagina che i discepoli chiacchierassero tra loro e il maestro per ottenerne l'attenzione, dopo una pausa, dicesse: "ragazzi, riprendiamo! Adesso..." Dunque atha come sintomo di oralità, utilizzato ripetutamente nei testi indiani con questo significato. Qualunque altra spiegazione non è altrettanto convincente: atha non indica dunque che l'insegnamento dello yoga è stato preceduto da altri insegnamenti (cosa peraltro del tutto pacifica), ma il rapporto diretto guru-discepolo!

योगश्चित्तवृत्तिनिरोधः ॥ २॥

Yogaścittavṛttinirodhaḥ

Lo yoga è l'arresto dei vortici di citta

Il concetto di citta è davvero controverso, perché il suo campo di definizione varia da un interprete all'altro. Personalmente ritengo che per citta si debba intendere l'insieme delle forme allotropiche "sottili" della prakṛti, cioè buddhīndriya (organi sensoriali), manas (mente inferiore), ahaṃkāra (ego), buddhi-mahat (mente discriminativa, intelletto). Tutti questi aspetti della prakṛti sono forme diverse, cioè allotropiche, della medesima sostanza "funzionale": la mente in senso lato!
In qualità di chimico agrario vi chiarisco con un esempio il concetto di allotropia: diamanti, grafite e fullereni sono costituiti da carbonio puro, ma sono diversi tra loro, a causa dei diversi legami che si stabiliscono tra gli atomi di carbonio che ha la caratteristica di ibridare gli orbitali in tre modi diversi (sp, sp2, sp3). Dunque diamanti, grafite, fullereni sono forme allotropiche del carbonio, così come i tatva del saṃkhya soprammenzionati sono forme allotropiche di citta. La migliore definizione di citta, forse perchè combaciante con la mia, lo confesso, è quella di Vivekananda: mind stuff (materia mentale), dunque è lecito tradurre citta con "funzioni mentali", dalla percezione sensoriale al ragionamento intellettuale. Infatti lo yoga è l'arresto di tutte le funzioni mentali e il samadhi consiste proprio nell'essere consapevole della differenza tra l'aspetto più sottile, sattvico, della mente e il puruṣa che è al di là della prakṛti, trascendente. Solo in quel momento la "mente" si annichila, si realizza il samadhi senza ritorno, e da quel momento si può rimanere nel corpo solo grazie ai semi karmici "positivi", incapaci di dare altri frutti.
OM SHANTI

Indra
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Re: Yogasūtra,, primi due versetti del primo libro

Messaggioda Indra » 17 giugno 2020, 9:18

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claudia2
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Re: Yogasūtra,, primi due versetti del primo libro

Messaggioda claudia2 » 24 giugno 2020, 13:23

grazie per aver condiviso questo pensiero-lezione è molto interessante
credo che approfondito l aspetto legato a città che nella cultura occidentale implica un approccio assolutamente diverso alla vita e alla sua percezione influenzato appunto da ambienti diversi

https://www.astrooroscopo.it


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