Ma voi ci credete all'illuminazione?

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Re: Ma voi ci credete all'illuminazione?

Messaggioda mauro » 3 ottobre 2018, 20:31

NO.

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BabaJaga
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Re: Ma voi ci credete all'illuminazione?

Messaggioda BabaJaga » 4 ottobre 2018, 12:39

Poi non si dica che non ho una buona memoria.
Riporto con copia e incolla un dialogo del giugno 2017, tra Paolo Proietti e Mauro, sull' illuminazione.


Paolo proietti
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Re: Fuoco e Bambù
Messaggio da Paolo proietti » 13 giugno 2017, 15:30

Ti chiedo scusa Mauro ma questo post mi era sfuggito,
Lo leggo solo adesso.

Mauro ha scritto:
Continuerò a condividere quando comincerai a mettermi in bocca ciò che ho veramente detto. D'accordo?
Non ho mai affermato che un sasso sia "l' unico maestro" nè che le forme di vita non possano illuminarsi od essere a loro volta maestre.


Paolo:
Quindi tutte le forme di vita possono illuminarsi.
Vuoi dire che un bruco o una tigre hanno l'aspirazione all'illuminazione o che semplicemente vivono la loro natura?


Mauro:
Ho detto che per me, se, intendendo illuminazione in quanto esistere armonicamente con l'armonica dell'universo, un sasso è più illuminato di un uomo e, aggiungo, lo è da sempre.
Quindi, si: un sasso può anche essere un maestro, ma ritengo che maestri possano esserlo tutti gli enti e gli esseri che ci precedono nella scala evolutiva, in quanto più illuminati di noi.
Si tratta di gradazioni.

Paolo:
Mi pare, se non ricordo male, che Dattatreya parlasse di un illuminazione ottenuta grazie a maestro Vento, maestro falco o qualcosa del genere.
Ma si tratta di un essere umano che ha l'aspirazione alla realizzazione e trova gli insegnamenti nella Natura.
Nella tradizione buddista si parla di Bodhisattva che in varie occasioni, per un fine preciso, si incarnano in animali o piante.
nella tradizione induista si parla invece di esseri come, Indra, re degli Dei che si incarnano in formiche per via del loro orgoglio.
In tutti e due i casi si afferma però che l'incarnazione umana è la più favorevole, l'unica nella quale si possa aspirare all'illuminazione.

Mauro:
Mi chiedi quali sono le esperienze in base alle quali giungo a tale conclusione?
Molteplici. Non vengo a ripeterti che vita faccio. Sto a contatto con certe realtà sempre. Osservo e rifletto su come gli esseri viventi, dai più piccoli e semplici ai più grandi e complessi, non facciano che lottare: per la sopravvivenza, anzitutto, ma non solo. Più ci evolviamo, estendiamo la nostra lotta anche per semplici voluttà. Per quello ritengo l'uomo l'essere più lontano da quanto io consideri ciò che definisco "illuminazione".
Il sasso non è "contro" o "per". Il sasso è lì, e lascia che la natura faccia il suo corso. Non vi si oppone, se non per la sua unica dote intrinseca di inerzia.

Paolo:
Vorrei chiedere se questo ti ha portato ad una modificazione (Parinama) del tuo stato psicofisico e della tua mente tale da allontanare quell'ansia di incompiutezza che, a detta del Vedanta, ad esempio, è il primo motivo di sofferenza (se non sbaglio) e insieme laspinta verso la realizzazione.
Credi che sia così?
credi che lo stare a stretto contatto con piante ed animali ti abbia concesso di vivere nello stato di Beatitudine suprema (ananda) che secondo loe scritture è lo stato naturale dell'Uomo?
Se si me ne puoi parlare?

Mauro:
Anche un fiore lascia che la natura faccia il proprio corso. Che venga fecondato da un ape o strappato da una mucca che lo mangia, a ciò non si oppone, ma a differenza del sasso il fiore esiste per riprodursi, cioè ha uno scopo, seppure intrinseco. Un insetto già dimostra di voler opporsi alla natura fuggendo dai predatori e cercando cibo e acqua.


Paolo:
Non so.
Ricordo la Storia del monaco e dello scorpione:
"un giorno, nei pressi di uno stagno, un maestro illuminato vide uno scorpione che stava annegando. Mosso da compassione lo salvò offrendogli il palmo della sua mano.
Lo scorpione, appena giunto in salvo, lo colpì con la coda, avvelenandolo.

Una volta ristabilitosi grazie alle cure dei discepoli, il maestro volle tornare allo stagno e di nuovo trovò lo scorpione che si dibatteva nell'acqua fangosa.
Gli offrì ancora una volta il palmo della mano e lo scorpione, ancora una volta, lo colpì con la coda avvelenandolo.

-"Maestro!"-gridarono i discepoli -"Avvelenare è la natura dello scorpione, non puoi farci niente! Non puoi ostinarti a salvare chi ti ringrazia col suo veleno!"-

-" Non posso fare a meno di salvarlo" - rispose il maestro -"La Natura dello scorpione è quella di avvelenare, la mia quella di provare compassione"-

La storiella è simpatica e mette in evidenza anche una serie di contraddizioni che si incontrano "lungo la via".
Se l'uomo deve arrendersi completamente senza reagire, al flusso della natura, dovrebbe arrendersi anche alla sua natura.
Giusto?
E la natura di un essere umano è diversa da quella di un sasso.

Si parla di quattro stati di coscienza dell'essere umano, nello Yoga: Veglia, Sogno, Sonno Profondo, e Turiya (in realtà ci sarebbero anche Jiva Turiya, Brahma Turiya e Tutiya Turiya, ma il discorso si farebbe un po' lungo.

Gli animali condividono con noi solo Sogno e sonno profondo.
I vegetali solo il sonno profondo.
Gli dei solo Turiya.
In pratica solo gli esseri umani avrebbero la possibilità di essere consapevoli di tutti e quattro gli stati coscienziali, rendendo così la loro essenza superiore anche a quella degli dei.
Che ne pensi, Mauro di questa teoria?

Mauro:
Ma esso stesso è più illuminato di noi perché si lascia vivere, cosa che noi non facciamo.
Queste sono le mie riflessioni in base alle mie osservazioni e alle mie esperienze confermate da molte testimonianze peralrro autorevoli, come quelle di Gautama Buddha (non che voglia mettere in mezzo un maestro, ma perchè è la figura spirituale che sento a me più vicina)
.
Paolo:
Mi fa piacere che tu ti sia avvicinato al Buddhismo.
Ti va di parlare del tuo rapporto con gli insegnamenti di Buddha Shakyamuni?

Un sorriso,
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Re: Ma voi ci credete all'illuminazione?

Messaggioda mauro » 4 ottobre 2018, 17:21

Difatti ribadisco che non credo all' illuminazione umana per i motivi sopra riportati.
Mi autocito (lol): "per quello ritengo l'uomo l'essere più lontano da quanto io consideri ciò che definisco "illuminazione."

Quindi, carissima Babajaga, tutt'appost. :lol:

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Re: Ma voi ci credete all'illuminazione?

Messaggioda BabaJaga » 5 ottobre 2018, 15:28

Chiedo a Paolo questa cosa: molti anni fa ho partecipato ad un intensivo di Sathya Yoga, in cui era presente anche un monaco buddhista. Il monaco ci ha dato una Shaktipat, che è stata promossa dal gruppo con questa dicitura:" attivazione dell'anima".
Vorrei darti questo spunto, perché la stessa dicitura è stata poi riportata molte altre volte anche da altri gruppi che usano forme di shaktipat sugli allievi.
Puoi darci qualche spunto, partendo dalla etimologia della parola e dal suo background?
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incompiutezza

Messaggioda eracle » 17 ottobre 2018, 13:40

...a me invece torna questo passo
Paolo: Vorrei chiedere se questo ti ha portato ad una modificazione (Parinama) del tuo stato psicofisico e della tua mente tale da allontanare quell'ansia di incompiutezza che, a detta del Vedanta, ad esempio, è il primo motivo di sofferenza (se non sbaglio) e insieme laspinta verso la realizzazione.

Vi va di parlare di quest’’incompiutezza’? Che ne pensate in genere?...Adesso mi viene in mente che la si possa esorcizzare con l’ironia, ma non so...
Ciao e grazie dei contributi... :)

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'riconoscersi'

Messaggioda eracle » 20 ottobre 2018, 14:03

Indra ha scritto:Lassù sul kailas sakti la compassionevole
pur essendo illuminata
per amor dei vira chiese a siva

O Signore cosa è l'illuminazione?

siva sussurrò

Riconoscersi

...è un processo che può durare tutta la vita? si può essere soddisfatti di ciò (aproposito dell'incompiutezza di cui si parlava)? ciao :)


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