LA LEGGENDA DELLO YOGA KURUNTA E KRISHNARAJA WADIYAR

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Paolo proietti
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LA LEGGENDA DELLO YOGA KURUNTA E KRISHNARAJA WADIYAR

Messaggioda Paolo proietti » 15 marzo 2017, 21:13

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Mi hanno appena mandato il link di un articolo nel quale, per confutare alcune tesi che avevo espresso nel mio post sull' ASHTANGA YOGA , si parlava dello Yoga Kurunta e di alcune antiche pergamente che Pattabhi Jois creatore dello Ashtanga Yoga, avrebbe trovato a Calcutta.
L'ho trovato bellissimo!, sia l'articolo che, soprattutto, l'emergere di questa voglia di discutere, confrontarsi e scambiare opinioni.
La condivisione delle proprie esperienze e della propria erudizione, è, per me, uno dei fondamenti della pratica Yoga.
Lo Yoga, per come lo intendo io, è Libertà, e lo scambio di opinioni ed informazioni è, sempre secondo me, un brillante antidoto contro la tentazione di creare chiese (ne abbiamo già abbastanza...) e di scambiare per templi i sepolcri imbiancati.
L'articolo su Kurunta (Vedi QUI) bello e interessante, mi ha stimolato una serie di riflessioni e ricerche che mi pare giusto condividere sul Web.

La prima cosa che mi è venuta in mente è che Kurunta Yoga è, tutt'oggi, quella branca della Vyayama Vidya che si occupa della riabilitazione, si tratta di ginnastica correttiva.
La parola deriva dal sanscrito कुरु kuru che significa medicina ed è parola assai nota a coloro che si occupano di mantra (tutti mantra che riguardano la richiesta di guarigione e di salute fisica contengono la parola Kuru,
Ad esempio il mantra di Kalbhairava che contiene Om namaha Shivaya (considerato un Bija mantra, un mantra seme): OM BAM VATUKAYA APADUDDHARANAYA KURU KURU VATUKAYA BAM OM NAMAHA SHIVAY) ed è usata in tutte le scuole Iyengar ad indicare gli esercizi con corde, spalliere e attrezzi vari.


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Kurunta Yoga

In occidente è conosciuta dai tempi di Henrik Ling, il creatore della Ginnastica Svedese.
Ling, dopo essersi curato con la pratica della scherma una paresi ad un braccio (dovuta all'abuso di alcolici) si era messo a studiare i testi dei gesuiti sulla ginnastica medica cinese (Qi Gong Wai dan) e indiana e ne aveva tratto un suo metodo, chiamato appunto, Ginnastica Svedese, che faceva uso di corde, spalliere e attrezzi vari.
La cosa più interessante è che nel XIX secolo, grazie alle accademie di ginnastica dei colonizzatori inglesi, gli indiani conobbero le tecniche di Ling e le inserirono nelle loro pratiche terapeutiche.


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Interessante, no?
Uno svedese trae dalla ginnastica orientale un metodo che funziona e gli orientali, visto che funziona, lo inseriscono nelle loro pratiche millenarie: questo secondo me è l'atteggiamento corretto del ricercatore!
Si ricerca, si sperimenta e si prende il meglio senza pregiudizi di sorta!
L'elasticità mentale è altrettanto importante dell'elasticità fisica nello yoga e l'assenza di pregiudizi, per ogni essere umano, è la chiave per aprire lo scrigno della vera conoscenza.
La pensava così anche Krishnaraja Vadimar IV, Maharaja di Mysore, una delle persone più ricche e influenti del primo novecento.
Fu grazie a lui che Shri Krishnamacharya, sua moglie (lady Iyengar, grandissima yogini), suo cognato (Iyengar), suo figlio (Desikachar) e il suo grande allievo Pattabhi Jois, ebbero la possibilità di ricercare e sperimentare, di coniugare le antiche Arti indiane con le moderne conoscenze occidentali, fino a creare, e a donarci, i loro metodi.
Krishnaraja Vadimar IV, molto amato sia dagli occidentali (Paul Brunton lo definì il "Re Filosofo") che dagli orientali (Gandhi lo paragonava a Rama) era Gran maestro della Loggia Massonica di Mysore, e, da massone illuminato aveva il sogno, ambizioso, di dar vita, in terra, alla teoria della Repubblica di Platone.
Eccelso musicista radunò intorno a sé una folla di scienziati filosofi, letterati e artisti di ogni nazionalità, fondò, insieme alla madre il primo Istituto scientifico Indiano e fece costruire scuole, ospedali e centrali idroelettriche.
Sognava un India moderna, tecnologicamente e culturalmente sviluppata, in marcia verso il futuro senza tuttavia rinnegare il passato.

Nel 1926 Vadimar IV andò a Varanasi per celebrare il 60 compleanno di sua madre.
Fu lì che sentì parlare, entusiasticamente, di un giovane maestro di yoga terapeutico (ovvero Vyayama), Krishnamacharya.
Chiese di incontrarlo e fu affascinato dalla sua cultura e dal suo .carisma.
Tirumalai, discendente del grande yogin Nathamuni, era un un vaishnava ed un vedantino, con grande conoscenza dei sei darshana vedantici (i sei "punti di vista filosofici dei veda, vedanta, yoga, samkhya,mimansa, nyaya e vaisheshika) e dei poemi epici indiani.
Il raja lo assunse come insegnante di yoga, e lì cominciò l'avventura di quello che oggi chiamiamo yoga moderno.
Con l'idea di promuovere lo yoga anche tra gli occidentali i due decisero di organizzare una serie di spettacoli in tutta l'India.
Krishnamacharya stupiva il pubblico con posizioni acrobatiche e con performance circensi (sollevava i pesi con i denti, fermava le automobili in corsa con la forza delle braccia ecc. ecc.)
Il successo fu enorme.
La Scuola di Krishnamacharya diventò una realtà.
per sistematizzare il nuovo metodo, Vadimar propose a Krishnamcaharya di creare un manuale sulla base di due libri: il Vyayama Dipika, scritto da un insegnante di ginnastica di Mysore, che integrava le antiche tecniche indiane con la moderna ginnastica occidentale (Dalcroxe e Ling) e lo Sritattvanidhi, un testo scritto dal padre di Vadimar in cui venivano descritti 122 esercizi dei guerrieri indiani, una serie di mantra, miti, e simboli relativi a Shiva, Vishnu, Brahma, Shakti, e alcuni capitoli sul Tantra.


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Grande uomo Krishnaraja Vadimar IV! Credo che il suo nome dovrebbe essere onorato in tutte le scuole di yoga, al pari di quelli di krishnamacharya, Iyengar, Desikachar e Pattabhi Jois.
Il Manzo non Esiste

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