Ma quanti chakras ci sono?

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Ma quanti chakras ci sono?

Messaggioda Bunny5 » 25 aprile 2019, 14:27

Salve a tutti i presenti.....ma quanti chakra ci sono?
Piu' cerco info e .....ma quanti ce ne sono....io non capisco e poi ,per attivarli sembra quasi un gioco da ragazzi....o sono tonto io o ....
7,15,3,boh ....caos

Bunny5
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Re: Ma quanti chakras ci sono?

Messaggioda Bunny5 » 24 maggio 2019, 20:40

:roll:

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pushan
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Re: Ma quanti chakras ci sono?

Messaggioda pushan » 29 maggio 2019, 21:02

Bunny5 ha scritto:Salve a tutti i presenti.....ma quanti chakra ci sono?
Piu' cerco info e .....ma quanti ce ne sono....io non capisco e poi ,per attivarli sembra quasi un gioco da ragazzi....o sono tonto io o ....
7,15,3,boh ....caos


Considera che ogni tradizione indiana di origine vedico-tantrica ha una struttura simbolica sua propria, quindi ci sono delle differenza nella codificazione dei cakra. In fondo si tratta solo di numeri diversi e di localizzazioni di un "qualcosa" da percepire da qualche parte nel corpo.
Sfrondiamo un po' la visione dei cakra dal sentimentalismo emotivo, stiamo nella percezione e osserviamo il nostro corpo. Se siano 7 o 13 è irrilevante.
Io mi atterrei alla tradizione classica: i sette cakra principali situati lungo la colonna vertebrale.

Mi piace immaginarli come delle grandi centrali elettriche che sostengono e alimentano il corpo, oppure come caselli autostradali dove arrivano e partono le grandi autostrade dei meridiani che distribuiscono l'energia in tutto il sistema.

Il cuore, secondo me, è un buon cakra per iniziare a percepire l'energia interna, lì, viene insegnato, risiede il seme d'oro, la pura luce dell'ātma, l'Eterno.

Dal mio punto di vista nessuno attiva niente, ognuno fa la sua esperienza personale e impara, con mezzi propri, ad armonizzare l'energia interna con quella esterna, il che non esclude di imparare da altri che hanno maggiore esperienza di tantra yoga e di documentarsi sui testi.

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Re: Ma quanti chakras ci sono?

Messaggioda Premeditazione » 31 dicembre 2019, 9:00

Pushan, "le grandi autostrade" ihihihi mi piace tantissimo.
Si anche io sono per i 7 Chakra , è la visione più accreditata, sia in passato che in periodo più recente. Forse a primo sguardo sembra facile attivarli, ma quando vai per farlo ti renderai conto che non è sempre facile e che c'è bisogno di impegno per tenerli attivi e in buona salute tutti quanti. Ognuno influisce su aspetti diversi, non sempre il cuore sta bene quando abbiamo la salute, e non sempre siamo positivi sui nostri obiettivi di vita anche se abbiamo la salute e l'amore.
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Re: Ma quanti chakras ci sono?

Messaggioda Mary852 » 8 gennaio 2020, 10:12

da poco ho scoperto la meditazione e il controllo dei chakras! non pensavo potessero essere così influenti sulla nostra quotidianità :)

uno yogin
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Re: Ma quanti chakras ci sono?

Messaggioda uno yogin » 12 giugno 2020, 11:23

Bunny5 ha scritto:Salve a tutti i presenti.....ma quanti chakra ci sono?
Piu' cerco info e .....ma quanti ce ne sono....io non capisco e poi ,per attivarli sembra quasi un gioco da ragazzi....o sono tonto io o ....
7,15,3,boh ....caos

I cakra (चक्र) che hanno veramente importanza nella pratica yoga, sono quelli dislocati lungo l'asse cerebrospinale, in numero di sette, da mūlādhāra (मूलाधार), alla base della colonna vertebrale, in corrispondenza del perineo, a ājñā (आज्ञा), sulla sommità del capo, in corrispondenza del punto d'incontro tra sutura sagittale e sutura coronaria. In realtà cakra di minore importanza sono dislocati in tutto il corpo e, probabilmente, alcuni coincidono con i punti marma dell'āyurveda (आयुर्वेद) che, tradizionalmente, sono 108. Per concludere queste brevissime e sommarie riflessioni, posso fare un paragone tra cakra e nāḍī (नाडी). I cakra sono tantissimi, ma se ne attenzionano 7, i nāḍī sono 72000, ma 3 sono quelli importanti: iḍa (इडा), piṅgala (पिङ्गल), suṣumṇa (सुषुम्ण).

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Re: Ma quanti chakras ci sono?

Messaggioda padmasana2000 » 15 giugno 2020, 15:29

sono convinto, come giustamente dice "uno yogin" ( scusami il virgolettato, ma, senza, sarebbe troppo generico.. ) alcuni chakra hanno maggiore importanza, ma sono altrettanto convinto che il numero totale non sia 7 piuttosto che 70, 700 o 72'000 come i nadi. probabilmente il numero di 72'000 significa talmente tanti da essere innumerevoli. Anche per i chakra il numero potrebbe essere molto elevato; forse li consideriamo soltanto 7 perchè siamo istintivamente legati al concetto del raggiungimento di un livello prima di scalare quello successivo..
ma se per caso il sushumna fosse " assistito" da un numero di - chiamiamoli così - "elementi", frequenti e ravvicinati come cellule nervose ? premesso che i chakra non mi sono mai sembrati delle valvole che vanno aperte, bensì "organi" destinati a "spingere in alto" non appena hanno qualcosa da spingervi, ho sempre avuto l'impressione che siano effettivamente innumerevoli, avendo ogni volta avuto l'impressione di essere "percorso" da una progressiva "pulsazione" dal muladhara al sahasrara, senza interruzioni, scatti o discontinuità.
Scusatemi per l'abuso di virgolette, ma non possedendo i termini "canonici", devo ricorrere a similitudini...
Un caro saluto,
Luca
Привет!!

Paolo proietti
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Re: Ma quanti chakras ci sono?

Messaggioda Paolo proietti » 16 giugno 2020, 11:33

Per parlare del numero dei cakra, della loro struttura e del numero dei petali occorre innanzitutto definire la nostra maniera di intendere e praticare yoga.
Si può avere un approccio devozionale/religioso - nel qual caso ciò che ci dice il nostro guru o il nostro "libro maestro" è verità ontologica - oppure un approccio, tra virgolette "scientifico".
Sul primo tipo di atteggiamento c'è poco da discutere: si tratta di fede per cui se il "mio " maestro dice che i cakra sono sette e hanno i colori dell'arcobaleno, per me i cakra saranno sette e avranno quei colori e, per come è strutturata la mente, comincerò a visualizzare,percepire e sperimentare - o credere di sperimentare - quei cakra e quei colori.

Se si parte da un punto di vista scientifico il discorso cambia.
Innanzitutto lo scienziato contestualizza e, senza fidarsi ciecamente delle parole di un maestro o di un libro, cerca le fonti originarie, le inserisce nell'ambito storico e culturale in cui sono state composte e, soprattutto, si fida della sua esperienza diretta.

Procedendo in questa maniera si arriva, fino a prova contraria - il ricercatore sincero è sempre pronto a mutare il proprio punto di vista all'emergere di nuove prove documentali o sperimentali - a realizzare che lo yoga come lo intendiamo noi - fatto cioè di posture, sequenze, tecniche di respirazione, mantra, yantra, meditazione - nasce a partire dal II - V secolo d.C. e raggiunge il suo massimo sviluppo nel medioevo.

L'ambito in cui viene sistematizzato è quello degli yogin guerrieri - jogi, venivano chiamati - del sud e, soprattutto nel periodo delle invasioni islamiche, nel nord.

Questo, che a molti può apparire strano, ma è confermato da una serie indefinita di documenti che stanno emergendo da musei e biblioteche indiane, porta prima di tutto a poter affermare che senza una conoscenza non superficiale della medicina, dell'astrologia, della danza e delle arti marziali indiane , comprendere le teorie e approfondire le pratiche dello yoga è se non impossibile, piuttosto difficoltoso.

Le comunità di yogin guerrieri delle foreste del sud e delle montagne del nord, si svilupparono infatti intorno a gruppi di maestri delle varie discipline.

I cakra, intesi come plessi fisici su cui "lavorare" - in senso alchemico, ovvero trasformativo - sono in origine i maha marma (varma in tamil).

I marma sono i 108 punti della anatomia sottile ayurvedica e rappresentano i plessi fisici in cui si intrecciano o da cui si dipartono le 72.000 nadi (canali) in cui scorrono le energie vitali, le cinque acque, le cinque terre e i cinque "venti"...

I mahamarma sono i punti fondamentali, quelli che per esperienza, erano incurabili o difficilmente curabili nel caso di colpi o ferite riportate in battaglia.

In genere si parla di cakra o mahamarma, del perineo, dei genitali, dell'ombelico, del cuore, della gola, del palato molle, della radice del naso, della fronte, del bregma (fontanella anteriore, del braccio (bicipite), dell'avambraccio, del palmo della mano, della coscia, del polpaccio, del piede (centro del plesso venoso del metatarso), ma se ne possono considerare molti di più (i capezzoli ad esempio, o alcuni punti all'interno del cranio).

A seconda della pratica che si vuole intraprendere si considera un certo numero di plessi ed un certo numero di canali che si intrecciano in corrispondenza di quei plessi.

I petali, dala, sono i canali o nadi.

Nei sei yoga di Nāropā ad esempio si considerano sei cakra : genitali, ombelico, cuore, gola, centro della fronte e bregma.
Ognuno di questi ckra ha un numero di petali diverso ed un colore diverso che non corrispondono a quelli che noi definiamo "tradizionali" (il cakra della fontanella ad esempio è verde ed ha quattro petali.

In altri yoga se ne considerano cinque (genitali, ombelico, cuore, gola, fronte) con un numero di petali in base 8 (32 ai genitali, 64 all'ombelico, 8 al cuore 16 alla gola, 32 alla fronte) collegati ai cinque elementi.

In altri ancora si considerano 9 cakra ad 8 petali (perineo, genitali, ombelico, cuore, gola, palato molle, punto tra le sopracciglia, fronte, fontanella) ecc. ecc.

Il numero, dei cakra, il numero dei petali e il loro colore dipendono dalle tecniche che si vogliono applicare.

La suddivisione per noi "tradizionale" in sette cakra di 4, 6, 10, 12, 16, 2 e 1.000 petali riguarda il lavoro delle vibrazione ed è collegato alla "sacralizzazione" dell'alfabeto sanscrito.

La "creazione" delle sillabe sanscrite è complessa, limitiamoci quindi a vedere come si creano con le vibrazioni i sette cakra "tradizionali".

Il primo cakra a "venire in essere" nella manifestazione è il cakra della gola nei cui 16 etali (nadi) vanno a porsi i 16 suoni vocalici del sanscrito:


Cakra della gola

Suoni dei petali
AṂ - ĀṂ - IṂ - ĪṂ - UṂ - ŪṂ - ṚṂ - ṜṂ -
ḶṂ - ḸṂ - EṂ - AIṂ - OṂ - AUṂ - AṀ - AḤ

Immagine

dai 16 suoni vocalici discendono le consonanti e le semivocali che sono sempre in gruppi di sedici (12 al cuore + 4 al perineo; 10 all'ombelico + 6 ai genitali):

Cakra del cuore

Suoni dei petali
KAṂ - KHAṂ - GAṂ - GHAṂ - ṄAṂ - CA - CHA -JA -JHA -ÑA -ṬAṂ - ṬHAṂ

Immagine


Cakra dell’ombelico

Suoni dei petali
ḌAṂ - ḌHAṂ - ṆAṂ - TAṂ - THAṂ -
DAṂ - DHAṂ - NAṂ - PAṂ - PHAṂ

Immagine


Cakra dei genitali

Suoni dei petali
BAṂ - BHAṂ - MAṂ - YAṂ - RAṂ - LAṂ

Immagine

Cakra del perineo

Suoni dei petali
VAṂ - ŚAṂ - ṢAṂ - SAṂ

Immagine



Le parti per così dire "lunari" delle 48 sillabe (16+12+10+6+4) si riuniscono in un solo suono al petalo di sinistra del cakra della fronte, mentre le parti "solari" delle 48 sillabe si riuniscono in un suono al petalo di destra:

Cakra Della Fronte

Suoni dei petali
HAṂ - KṢAṂ

Immagine

"Accelerando le vibrazioni" si attivano quindi 20 cerchi formati dalle 50 sillabe (le 48 ottenute dai 16 suoni vocalici più HAṂ e KṢAṂ) ovvero 1.000 suoni (20x50) a frequenza sempre più alta che hanno lo scopo di "forare letteralmente" la parte alta del cranio per riaprire la fiìontanella (nei testi del kalacakra tantra si parla di una spina che fora la pelle).

Questa disposizione dei cakra (che corrisponde all'applicazione di una particolare tecniche vibratoria), è la più famosa perché è quella abbracciata dalla massoneria e dalla teosofia ottocentesche, ma ovviamente non è l'unica perché, è bene ripeterlo, il numero dei cakra, la loro disposizione, il numero dei petali e il loro colore dipendono dalla tecnica operativa che si applica, per cui sono variabili.
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Re: Ma quanti chakras ci sono?

Messaggioda padmasana2000 » 16 giugno 2020, 15:18

Grazie per il tuo intervento decisamente chiarificatore.
Con profonda stima,
Luca
Привет!!


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