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anto
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caro roberto

Messaggioda anto » 9 gennaio 2006, 11:05

provo a risponderti...su quello che hai chiesto ..per quello che posso
Yama è la nostra attitudine verso gli altri e il mondo e sono 5:
Ahimsa non-violenza
Questo yama non significa solo non fare del male con il pensiero o con i fatti ma praticare atti di gentilezza e rispetto per gli altri e per se stesso.
2 Satya o verità
Satya è lo yama di vivere una vita nella verità e bisogna pensare prima di parlare e considerare le conseguenze delle nostre azioni. Ma se la verità reca danno agli altri potrebbe valere la pena di riflettere sopra alle nostre parole.
3 Asteya o non rubare Questo yama non si riferisce solo al non rubare oggetti materiali ma anche alle idee e ad altre forme di possesso. Non usare il nostro potere per interessi solo personali, e anche non confidare ad altre persone quello che ci è stato confidato.
4 Bramacharya o non -lussuria Bramacharya significa muoversi veso la verità essenziale e acquisire controllo di se stessi, astinenza o moderazione nell'attività sessuale significa non seguire i nostri istinti se questi ci portono verso l'eccesso e la disarmonia.
5 Aparigraha non-possessività Questo Yama ci invita a vivere una vita libera dalla meschinità dell'avere e di prendere solo quello che è necessario, non approfittare delle persone e delle situazioni Significa usare le nostre capacità correttamente senza calpestare gli altri .

Niyamas
Niyama si riferiscono a come trattiamo noi stessi e le tendenze che abbiamo e sono 5
Sauca o pulizia . Questo Niyama si riferisce alla pulizia interna ed esterna La pratica del pranayamas, le asanas le pulizie Yogiche per disintossicare e pulire il corpo fisico sono necessarie per arrivare alla pulizia interiore. La mente deve sempre essere tenuta pura. Pulizia esterna significa tener pulito il nostro ambiente e quello che ci circonda.
Santosha o contenimento Santosha significa praticare umiltà, modestia e trovare felicità per quello che abbiamo e che siamo.
Tapas or auterità Niyama si riferisce al mantenere il nostro corpo in una buona condizione praticando e disciplinando il corpo e la mente.Mangiare quando abbiamo fame e matenendo una buona postura.
Svadhyaya o studio dei testi sacri e di se stessi Questo significa studiare se stessi , porsi delle domande mettersi alla prova e altre cose che possano aiutarci a conoscerci meglio. Aumentando la conoscenza di noi stessi è maggiore il potere che abbiamo di connessione ed unione con tutte le altre cose della vita.
Isvarapranidhama o vivere con la consapevolezza del Divino. Questo Niyama ci incoraggia a lasciare andare il nostro falso senso di controllo e connetterci al divino o a quello che ci da un senso di pienezza, armonia e equilibrio.
mi scuso di qualche imprecisione ma sono traduzioni
Comunque sono regole morali che penso siano molto simili per tutti gli individui del mondo.
Si può praticarle anche facendo un'asana
ad esempio
Ahinsa: "non violenza" imparare proprio su noi stessi a non forzare un asana...sembra banale ma la maggior parte di noi tende a fare del male proprio a se stesso anche solo magari per riuscire a fare un asana.
..e anche tutte le altre yama e nyama si possono trasmettere e applicare alle asana per rendere questi concetti più facile e introdurli nella vita quotidiana..
un caro saluto....antonella

leam1977
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Alcuni dubbi!!!

Messaggioda leam1977 » 10 gennaio 2006, 19:38

Buona sera tutti!!!
Spero di beneficiare ancora del vostro prezioso aiuto!!!!
Avrei altre domande da chiedervi per argomenti nuovi o per il quale ho dei dubbi….
Ulteriori domande:
- Yoga nidra equivale a Pratyahara?Se no quali sono le differenze.
- E’ corretto affermate che per un corretto equilibri psico-fisico e per un controllo della mente e’ “sufficiente” eseguire asana,pranayama, Pratyahara o yoga nidra,Dharana e Dhyana,considerando che i gli stadi di Yama e Niyama sono poco applicabili al nostro mondo occidentale e che lo stadio di Samadhi prevede una forte vocazione induista?
- Nel libro “Io imparo lo Yoga” vengono descritte delle operazioni per la presa di coscienza.Equivale allo stadio di pratyahara?
- Potete segnalare libri di meditazione?Come raggiungere degli stadi di Pratyahara,Dharana e Dhyana.

Grazie ancora.
Roberto

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caro roberto

Messaggioda anto » 11 gennaio 2006, 16:33

hai letto la mia spiegazione di yama e nyama ? perchè sono inapplicabili ? a me sembrano abbastanza semplici no ?
solo curiosità ..
un saluto

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riporto solo alcune spiegazioni

Messaggioda anto » 11 gennaio 2006, 17:13

..sperando di chiarire un po' non sono mie:I primi due gradini dello Yoga sono le fondamenta di tutta la struttura, e, come tali, se non sono ben consolidate impediscono di arrivare in cima. Si tratta delle regole morali, le discipline etiche, i dieci comandamenti che trascendono credo, tempo e luogo.

Gli stessi precetti, espressi in Yama e Nyama sono alla base del cristianesimo (i dieci comandamenti) e del buddhismo (i dashasikshâpâda).
In realtà questi "dieci comandamenti" sono concatenati tra loro, la totale osservazione di uno solo comprende automaticamente l'osservazione degli altri. Chiaro esempio è stato il Mahatma Gandhi che, dedicandosi completamente al primo degli Yama, ovvero il primissimo gradino dello yoga, Ahimsa, la non violenza, ha conseguito tutti gli altri, raggiungendo le vette della perfezione spirituale, l'auto-realizzazione, il Samadhi, la beatitudine o santità che dir si voglia.
Patanjali, con riferimento agli Yama, scrisse: "Queste cinque regole sono talmente universali per la perfezione spirituale che senza distinzione di razza, di nazione o di tempo, questi voti devono essere osservati strettamente dagli aspiranti" (Yoga Sutra, II, 31). E poco oltre leggiamo: "Alla presenza di un uomo perfezionato nell'Ahimsa, l'inimicizia non sorge" (Yoga Sutra, II, 35). Il Mahatma ha dimostrato quale potere esercita la perfezione in questo Yama sulla peggior inimicizia che si può creare tra i popoli. Ricordiamo gli incredibili successi dei suoi lunghi digiuni affinché ogni forma di violenza cessasse: sia come difesa del popolo indiano nei confronti dei coloni Inglesi, sia addirittura come risposta alle offese reciproche tra Indù e Mussulmani.
.....è solo un esempio ...ovviamente sono difficili da seguire ..ma sono la base....una base morale ..valida per tutti...ma non si tratta di religione...ma di amore ..rispetto...
sarebbe come costruire una casa senza fondamenta....altro esempio banale
Il primo è Shauch, la purezza, la pulizia di anima e corpo ....una delle cose che consiglia lo yoga e di fare la doccia prima di praticare...è normale...si sta meglio con se stessi...nooo...se non sono pulito...do fastidio anche agli altri....no se do fastifio agli altri perchè magari ...puzzo sto facendo violenza al mio povero vicino ..che magari deve cambiare pure orario.....ho cercato di essere un po' banale ma spero di aver trasmesso il mio pensiero
roberto fammi sapere ...

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Messaggioda leam1977 » 11 gennaio 2006, 20:43

Anto,
sono un neofita dello yoga ed in quanto tale (prima di approfondire di persona)prendo per buono quello che mi si dice.
Guarda cosa a scritto l'utente "ospite" (riporto un'estratto):
"Lavorare direttamente su Yama e Niyama, per ammissione dello stesso Satyananda (vedi introduzione del libro "four chapters on freedom", il suo commento ed interpretazione agli Yoga Sutra) non è consigliabile per le persone comuni, nelle quali mi includo ed includo tutte le persone che conosco."
Io l'ho preso per buono!
Tutto quà.....

Ti chiedo per favore di rispondermi anche per gli altri miei dubbi!!
Ulteriori domande:
- Yoga nidra equivale a Pratyahara?Se no quali sono le differenze.
- E’ corretto affermate che per un corretto equilibri psico-fisico e per un controllo della mente e’ “sufficiente” eseguire asana,pranayama, Pratyahara o yoga nidra,Dharana e Dhyana,considerando che i gli stadi di Yama e Niyama sono poco applicabili al nostro mondo occidentale e che lo stadio di Samadhi prevede una forte vocazione induista?
- Nel libro “Io imparo lo Yoga” vengono descritte delle operazioni per la presa di coscienza.Equivale allo stadio di pratyahara?
- Potete segnalare libri di meditazione?Come raggiungere degli stadi di Pratyahara,Dharana e Dhyana.

Grazie mille.

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Re: Alcuni dubbi!!!

Messaggioda cico » 12 gennaio 2006, 0:11

leam1977 ha scritto:Buona sera tutti!!!
Spero di beneficiare ancora del vostro prezioso aiuto!!!!
Avrei altre domande da chiedervi per argomenti nuovi o per il quale ho dei dubbi….
Ulteriori domande:
- Yoga nidra equivale a Pratyahara?Se no quali sono le differenze.
- E’ corretto affermate che per un corretto equilibri psico-fisico e per un controllo della mente e’ “sufficiente” eseguire asana,pranayama, Pratyahara o yoga nidra,Dharana e Dhyana,considerando che i gli stadi di Yama e Niyama sono poco applicabili al nostro mondo occidentale e che lo stadio di Samadhi prevede una forte vocazione induista?
- Nel libro “Io imparo lo Yoga” vengono descritte delle operazioni per la presa di coscienza.Equivale allo stadio di pratyahara?
- Potete segnalare libri di meditazione?Come raggiungere degli stadi di Pratyahara,Dharana e Dhyana.

Grazie ancora.
Roberto


Ciao,
Per la prima domanda... se rileggi attentamente la mia risposta dell'08/01, vedrai che comprenderai appieno.
Ripetendo... lo yoga nidra è una pratica che aiuta ad entrare nello stato/condizione di rilassamento che corrisponde al pratyahara.
Quindi il pratyahara è una condizione, uno stato della nostra mente.
In tale stato vi è una eliminazione degli stimoli che arrivano dagli organi di senso e la consapevolezza viene rivolta verso l'interno.

La seconda domanda... beh, direi che ciò che dici è corretto solamente in parte...
Asana e pranayama unite ad una qualche tecnica che porti allo stato di rilassamento, di meditazione o magari di estasi sono sicuramente sufficienti per raggiungere un buon equilibrio psicofisico... (bisognerebbe invero chiarire cosa si intende per equilibrio psicofisico, ma ne verrebbe fuori un discorso lunghissimo... quindi evitiamo, almeno per il momento)...
Vorrei chiarire che pratyahara, dharana, dhyana e samadhi sono differenti condizioni/stati della mente di cui si fa gradualmente esperienza man mano che si pratica, utilizzando le varie tecniche proposte dallo yoga.
Detto in altro modo... il ritiro della consapevolezza dall'esterno, la concentrazione, la meditazione e l'estasi non sono tecniche... ci sono moltissime tecniche che possono aiutare il praticante a fare, gradualmente, esperienza di queste condizioni della mente (a cui, come ho già scritto precedentemente, corrispondono cmq determinate condizioni a livello energetico e fisico).
Non è invece corretto dire che il samadhi preveda una forte vocazione induista...
Lo yoga è una disciplina scientifica che permette a chiunque (indipendentemente dalla religione di appartenenza o dal fatto di essere atei) di raggiungere un buon equilibrio psicofisico, equilibrio che, col tempo, può arrivare ad includere la capacità di sperimentare anche la condizione estatica o di samadhi...
Ti consiglio di leggere il libro "Yoga Sutra" di Patanjali nell'edizione Astrolabio con i commenti di Taimni; lì si spiega bene cosa succede quando si passa, man mano che si pratica, da uno stadio all'altro; tieni cmq conto che parlare di stadi non è poi così corretto; il passaggio dal pratyahara fino al samadhi è un processo continuo... citando il maestro Satyananda Saraswati "come da bambino diventi ragazzo, quindi adulto e poi vecchio, così passi dalla concentrazione alla meditazione e poi all'estasi. Non ci sono salti tra uno stato e l'altro". (forse le parole non sono esatte, ma il concetto è quello! :wink: ).

Per la terza domanda... non l'ho letto... sorry!

Per l'ultima... i vari stadi si raggiungono nel tempo... il samadhi dopo anni e anni di pratica quotidiana; essendo tu un principiante, ti consiglio di praticare saluto al sole, nadi shodhana pranayama ed una tecnica di rilassamento (che potrebbe essere yoga nidra), che sono decisamente validi, se, dopo averli imparati, li pratichi quotidianamente per conto tuo (di per sè le tecniche che ti ho indicato sono cmq sufficienti per arrivare anche al samadhi). Un libro che va bene per principianti può essere "asana, pranayama, mudra e bandha" di Satyananda Saraswati.
Ti consiglio però di iscriverti ad un corso perchè lo yoga è bene impararlo da un insegnante esperto; come ho già scritto altrove (ma.. repetita iuvant) le tecniche in sè non sono difficili; ciò che è difficile è il dosaggio... quanto di una, quanto dell'altra...

Infine yama e nyama...
Credo anche io che yama e nyama non siano tanto proponibili al praticante medio d'oggi (chè se uno dovesse aspettare di sviluppare tutte le qualità di Yama e Nyama prima di fare un'asana o un pranayama... hai voglia!)
Ciaociao cico :)
Ultima modifica di cico il 12 gennaio 2006, 13:04, modificato 1 volta in totale.
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beatrice

Messaggioda beatrice » 12 gennaio 2006, 9:28

buongiorno....
ho letto i vostri messaggi....bellissima partenza con riferimenti e spunti molto utili.....
peccato vedere poi perdersi su discussioni steririli......
un libro che sto trovando bellissimo è "Lo yoga nella vita." di Donna Farhi.
Buona giornata...
Om Shanti.... :lol:

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Grazie 1000!!!

Messaggioda leam1977 » 13 gennaio 2006, 0:47

Grazie 1000 Cico!!
Adesso,ho le idee un po' piu' chiare...
Grazie anche per i libri che mi hai incato!!
Mi confermi che il libro sugli yoga sutra e' questo:

I.K. Taimni, La Scienza dello Yoga, commento agli yogasutra di Patanjali, Astrolabio

Se non e' questo per favore mi puoi dare la dicitura corretta???
Grazie ancora!!
Roberto

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Testo simile ma non uguale??

Messaggioda leam1977 » 13 gennaio 2006, 0:57

C'è anche questo di testo....
E' questo Oppure l'altro??

Taimni I.K.: La scienza dello yoga. Commento agli yogasutra alla luce del pensiero moderno - Roma 1970, Ed. Ubaldini. (Opera di consultazione approfondita, con testo sanscrito traslitterato e commento ad ogni singolo aforismo)

Ciao ancora!!!!

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Re: Testo simile ma non uguale??

Messaggioda cico » 14 gennaio 2006, 0:04

leam1977 ha scritto:C'è anche questo di testo....
E' questo Oppure l'altro??

Taimni I.K.: La scienza dello yoga. Commento agli yogasutra alla luce del pensiero moderno - Roma 1970, Ed. Ubaldini. (Opera di consultazione approfondita, con testo sanscrito traslitterato e commento ad ogni singolo aforismo)

Ciao ancora!!!!


Ciao,
Pleasure! :)
Credo siano il medesimo testo; sono andato a vedere la copia che ho io ed ho trovato che:
in copertina appare come editore Ubaldini e non vi è la dicitura " alla luce del pensiero moderno", che invece appare nella copertina interna, dove si dice anche che l'edizione del 1970 è stata pubblicata presso la "Casa Editrice Astrolabio - Ubaldini editore , Roma".
Cmq la copertina della copia che ho io è celeste, con "La scienza dello Yoga" scritto in rosso; comprende testo traslitterato e commenti per ogni sutra.
Buona lettura!
Ciaociao cico :)
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robur
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meditazione

Messaggioda robur » 30 giugno 2014, 7:52

Scusatemi di nuovo,
se uno ha il 3 chakra molto bloccato e anche il 2
che tipo di Yoga li conviene fare partendo da zero.
Sono una persona molto timida, ansiosa, senza
autostima.
grazie

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matasilogo
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Re: meditazione

Messaggioda matasilogo » 30 giugno 2014, 11:43

robur ha scritto:Scusatemi di nuovo,
se uno ha il 3 chakra molto bloccato e anche il 2
che tipo di Yoga li conviene fare partendo da zero.
Sono una persona molto timida, ansiosa, senza
autostima.
grazie


L'unico Yoga da fare è quello totale degli 8 citato prima o meglio 12 livelli, comprendenti alimentazione, musica+danza+canto, massaggio, sessualità, con pazienza, perseveranza, studio, applicazione, umiltà e si raggiungerà qualche soluzione in 3 secondi tre anni, 30 anni o mai a seconda della propria natura, dell'ambiente in cui si è vissuti e della propria volontà, comprendendo lo scopo della vita che quello di fare le cose che contano e cambiano qualche cosa o tanto.
In ogni tempo,
in ogni luogo,
in ogni cultura,
qualcuno è riuscito
Allora puoi anche tu.
OM
Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
Nella Natura, nello Yoga, nella Scienza i percorsi si intrecciano e producono l'evoluzione.
Il cambiamento è vita. Meglio collaborare che confliggere.
OM


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