Costellazioni familiari

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Paolo proietti
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Costellazioni familiari

Messaggioda Paolo proietti » 25 marzo 2013, 19:18

Nella ricerca che sto facendo ormai da un mese sulle tecniche affini alla psicologia che vengono spesso mescolate alle pratiche orientali, sto approfondendo la Terapia, perchè così viene presentata, delle Costellazioni Familiari.

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Bert Hellinger, l'ideatore delle "Costellazioni familiari", è un ex sacerdote tedesco che a partire dalle teorie di Erikkson (utilizzazione dell'ipnosi per mettere in contatto i "pazienti" con stati superiori di coscienza) ha sviluppato una propria tecnica simile allo psicodramma.

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La terapia di base si svolge così: il "Facilitatore" (questo termine stravagante è comune nei corsi di formazione di manager: Bert Hellinger dopo aver fatto il missionario in sudafrica ha cominciato ad occuparsi di formazione per le multinazionali) chiama uno dei pazienti e gli rivolge delle domande, a volte generiche a volte specifiche, che richiedono risposte brevi e concise (chi ha visto il Film "The Master", forse può trovare qualche affinità).

Dalle risposte il Facilitore capisce se il Paziente vuole occuparsi della famiglia di origine o di quella del momento attuale.

Poi al paziente viene chiesto, dopo un periodo più o meno lungo di concentrazione in silenzio, di scegliere alcuni partecipanti e di far loro interpretare lui stesso, il padre, la madre, i fratelli, la nonna e/o la moglie, i figli ecc...
i Figuranti si piazzano al centro della sala in posizione neutra, testa bassa, braccia lungo i fianchi, e il Paziente si mette seduto accanto al facilitatore per osservare che accadrà.

Quello che accadrà , secondo Hellinger, rivelerà al Paziente e al Facilitatore i motivi "per cui il Paziente ha assunto un modello di comportamento che gli impedisce di avere successo nella vita e negli affari"

Ma che accade?
Secondo la teoria di Hellinger, i partecipanti ad un certo punto cominceranno a muoversi senza nessun motivo apparente, mossi da un energia che è l'energia dell'Amore, proveniente da una serie di dimensioni o esseri sovrannaturali (non so per Hellinger, per alcuni formatori pare che questi esseri sovrannaturali siano entità aliene, extraterrestri) che ricreerebbero il "Campo energetico" della famiglia del paziente.

A questo punto il Facilitatore comincia a lavorare con le forze presenti, un riflesso delle forze sovrannaturali, sposta i figuranti, gli fa assumere certi gesti, gli fa recitare delle battute decise da lui ("Ti prego accettami", "Io ti Amo", "Io ti rispetto", "Io sono arrabbiato") e infine chiede al paziente di sostituirsi al figurante che lo sta rappresentando.

A cosa serve la rappresentazione?
Secondo Hellinger nel paziente rivivendo le esperienze della propria famiglia secondo la dinamica imposta dalle dimensioni sovrannaturali, si avvierebbe un percorso di trasformazione teso ad abbandonare il "modello di comportamento" che gli impedisce di aver successo nella vita per abbracciarne uno nuovo.

Le costellazioni familiari utilizzano tecniche che fanno parte del mondo dell'arte (nel caso della pantomima l'improvvisazione teatrale, ma si usano anche la scultura, il disegno ecc.) per fini terapeutici e di formazione.

Spesso il fine dei seminari di Costellazioni familiari è la formazione di facilitatori che aloro volta terranno altri seminari e formeranno altri facilitatori.

Le origini di questa tecnica sono nell'esperienza personale di Hellinger.
Visto che non aveva abbracciato l'ideologia Nazista pensò di essere immune al condizionamento operato dai mezzi di comunicazione dell'epoca, grazie al condizionamento operato in lui dalla famiglia.

Poi incontrò la IPNOTERAPIA di Milton Erickson
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e la PNL di Bandler e Grinder e creò "le Costellazioni Familiari", una tecnica non riconosciuta in ambito medico perché basata su teorie definite "Pseudoscientifiche".
Non metto assolutamente in dubbio che possa avere dei risvolti positivi.
Mi chiedo solo, visto, che molte persone che conosco la utilizzano e trovano delle affinità con la pratica dello Yoga e di altre discipline psicofisiche orientali, quali siano effettivamente dal punto vista pratico e teorico le analogie con la teoria la pratica e le finalità dello Yoga.
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Messaggioda Chlòé » 26 marzo 2013, 10:56

Pur non essendo una esperta delle tecniche citate, colgo una grande differenza almeno in un punto, a mio avviso fondamentale: lo iato evidente sta nella dipendenza di certe tecniche da un facilitatore o da un gruppo che serve a mettere in atto la dinamica introspettiva e proiettiva del pagante, quando invece nello yoga e in altre pratiche orientali si acquisiscono dei metodi o se vogliamo degli strumenti individuali, che una volta appresi adeguatamente, possono poi essere utilizzati da sè per sè, anche da soli e anche a casa propria e usati quindi con la massima autonomia e libertà e di cui si consiglia la regolarità,per ritrovare o mantenere l' equilibrio psicofisico e quindi anche in funzione preventiva.
Quindi nè un gruppo di altri ( spesso degli estranei con cui il rapporto si limita ad un unico incontro ), nè un conduttore, sono essenziali.Lo yoga è un lavoro di autoresponsabilizzazione e di presa in carico di sè e del proprio benessere.
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Re: Costellazioni familiari

Messaggioda matasilogo » 26 marzo 2013, 16:54

Paolo proietti ha scritto:..........
Mi chiedo solo, visto, che molte persone che conosco la utilizzano e trovano delle affinità con la pratica dello Yoga e di altre discipline psicofisiche orientali, quali siano effettivamente dal punto vista pratico e teorico le analogie con la teoria la pratica e le finalità dello Yoga.


Il povero Milton Hyland Erickson, sofferente e travagliato un po come me e quindi alla continua ricerca di metodi innovativi, è morto come ieri 33 anni fa, se non sbaglio, ha sviluppato dei metodi che ho sperimentato poco prima della sua morte e che sono particolarmente efficaci per ottenere risultati spettacolari e imprevedibili.

Nelle persone si sviluppano capacità intuitive e nel mio caso in un gruppo stimolato, pur non conoscendomi, è riuscito a rappresentare e riprodurre quasi perfettamente i vari comportamenti della mia famiglia in un evento eclatante capitato a me in passato.

Per realizzarsi e risolvere i propri problemi i metodi sono tanti, ma dire che sono tutti collegati tra loro, è limitativo.
Anzi alcuni, come quelli suddetti, li considero contrapposti.
Spiego la mia idea:
Il raggiungimento di un maggiore livello personale di coscienza può avvenire presupponendo una capacità interna a se, mediante la conoscenza e metodi propri (Yoga con comprensione nella totalità dell'essere umano o nella fede di dio (come guida totale) che è dentro di noi come dice il vangelo Giovanni 10.34 o salmo 82) o contrapposti perchè derivanti dal credo in entità esterne, occultismo, religioni con intermediari (sacerdoti, esorcisti, ipnotisti, diavoli)
Allo stesso modo valuto che lo Yoga è nato circa nello spazio dei Veda, ma insisto che può avere qualche continuità, ma qualcuno ha fatto un rovesciamento di percorso, come ho fatto nel mio contesto familiare.
Veda consiste in divinità, forze esterne, sacerdoti, intermediari, riti propiziatori ad entità e regole.
Cambiare è evoluzione.
Anche il mio compianto maestro sri Carlo Patrian era in parte occultista, ma siamo stati separati in questa ricerca che era condivisa da mio padre e mio nonno e pensavano di essere destinati per eredità a praticarle in conseguenza del cognome greco che forse qualcuno conosce.
Usare le persone od aiutarle a crescere è il contrario ed equivale a fare del male o del bene.
E se qualcuno vuole negare che c'è il bene ed il male,
potrei essere d’accordo, se si intende che si può stimolare a rovesciare il male in bene, ma a chi provoca morti, feriti e sofferenti come nella attuale crisi economica, che equivale ad una guerra, vorrei avere il potere di fargli vedere quello che ha fatto in modo diverso da come lo vede lui.
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Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
Nella Natura, nello Yoga, nella Scienza i percorsi si intrecciano e producono l'evoluzione.
Il cambiamento è vita. Meglio collaborare che confliggere.
OM

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Messaggioda Chlòé » 27 marzo 2013, 9:26

Spesso queste tecniche creano falsi ricordi o comunque sintesi di più elementi di ricordo che si coagulano assieme,creando di fatto delle confabulazioni non fondate sul piano della realtà storica e biografica, perciò occorre fare molta attenzione, perchè quando si lavora con l' inconscio, l' inconscio non distingue tra fantasia, simbolo, dimensione analogica e realtà e perciò dall' esprimere una narrazione al dire che essa è realmente accaduta, ce ne passa e fare questo passaggio logico è decisamente audace e spesso scorretto e quel che è grave, è che può far partire a catena tutta una serie di deduzioni logiche false e pericolose sulla propria vita o sui comportamenti dei nostri familiari. Occorre fare molta attenzione.La suggestione non è un gioco.
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Messaggioda Paolo proietti » 27 marzo 2013, 20:56

Chlòé ha scritto:Spesso queste tecniche creano falsi ricordi o comunque sintesi di più elementi di ricordo che si coagulano assieme,creando di fatto delle confabulazioni non fondate sul piano della realtà storica e biografica, perciò occorre fare molta attenzione, perchè quando si lavora con l' inconscio, l' inconscio non distingue tra fantasia, simbolo, dimensione analogica e realtà e perciò dall' esprimere una narrazione al dire che essa è realmente accaduta, ce ne passa e fare questo passaggio logico è decisamente audace e spesso scorretto e quel che è grave, è che può far partire a catena tutta una serie di deduzioni logiche false e pericolose sulla propria vita o sui comportamenti dei nostri familiari. Occorre fare molta attenzione.La suggestione non è un gioco.


Vedi Cloè c'è una cosa, che a me pare ovvia, di cui di solito non si tiene conto.
Milton Erikson portò a livelli sublimi l'antica arte delle chiromanti da fiera e dei mentalisti (i prestigiatori che fanno magia mentale).

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La brava chiromante non fa appello a entità sovrannaturali, ma ti tiene la mano, ti guarda negli occhi e ti fa parlare.
Quando avverte una reazione di qualche tipo fissa automaticamente le parole che tu hai detto e, in base ad una lunga osservazione dell'essere umano, trae delle conclusioni che ti sorprendono spingendoti a dirgli quello che tu vuoi che ti si dica.

Il giochino preferito di Erikson era L'AGO NEL GRATTACIELO".
Faceva nascondere ad un paziente un ago in un edificio scelto a caso, poi, tenedolo per mano, si faceva accompagnare nel luogo e in poche decine di minuti ritrovava l'ago.

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Ovviamente dopo una simile dimostrazione il paziente nutriva una fiducia tale nel terapeuta da aprirsi anima e cuore e se questi gli avesse detto che in Puglia ci sono asini che volano, ci avrebbe creduto senza riserve.

Niente magia, niente poteri psichici, ma un intuito ed una capacità di osservazioni eccezionali.
Il metodo deduttivo del critico d'arte "Ivan Lermolieff" (Giovanni Morelli) e di Sherlock Holmes.
Sia Conan Doyle l'autore di Sherlock Holmes, che Giovanni Morelli venivano dall'esperienza della medicina, e avevano riproposto e utilizzato nella pittura e nella letteratura, la loro capacità di diagnosticare patologie più o meno gravi dall'analisi di sintomi apparentemente trascurabili.

Milton Erickson, Giovanni Morelli, Sherlock Holmes e il dr. House sono persone o personaggi eccezionali che hanno tutti a che fare con lo studio e la pratica della medicina.

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Ma secondo voi, è ragionevole aspettarsi che tutti i partecipanti ai seminari e corsi di formazione di PNL, COSTELLAZIONI FAMILIARI o di qualcuna delle decine DISCIPLINE OLISTICA che vanno tanto di moda , abbiano le stesse capacità del Dr. Erickson, del Dr. Morelli, del Dr. Holmes e del Dr.House?

Mi chiedo cosa potrebbe succedere se un ragioniere, un ingegnere o una danzatrice del ventre privi dell'intuito e dell'esperienza di Sherlock Holmes, ma reduci da un seminario olistico , si trovassero di fronte una persona con reali disturbi psichici?

Alla fine degli anni '70, quando mi occupavo di PNL, la notizia di un omicidio mi colpì parecchio: a Rieti, Mauro Spiridoni, un ragazzo di 17 anni che stava seguendo delle terapie psicologiche non freudiane, prese a fucilate il padre al grido "C'E' IL DEMONIO DENTRO DI TE".

Il terapeuta che lo aveva in cura non venne ritenuto responsabile in nessun modo (giustamente, credo) e probabilmente il ragazzo avrebbe fatto dei danni anche se non fosse entrato in contatto con le moderne terapie psicologiche.

Ma di fatto l'omicidio avvenne dopo che Mauro era entrato in contatto con la Teoria dei modelli di sopravvivenza o modelli comportamentali.

Questa teoria è alla base di tutte le discipline che girano intorno alla PNL e si basa sul concetto che una persona non riesce ad avere successo nella vita in virtù di uno SCHEMA DI COMPORTAMENTO, una MASCHERA che ha assunto per resistere alle pressioni dell'ambiente familiare in questa o, per alcuni, in altre vite.

Se io sto male, o non riesco a guadagnare tanto o non mi scopo le persone che vorrei la colpa è di di quella MASCHERA o STEREOTIPO, imposto direttamente o indirettamente dai genitori.
Non sono le mie incapacità, i miei limiti da riconoscere o eventualmente superare che mi impediscono di realizzarmi nella vita o nel lavoro: sono le MASCHERE che altri mi hanno appiccicato sulla faccia.
Se mi tolgo la maschera e uccido simbolicamente il padre potrò finalmente esprimere le qualità che la natura mi ha concesso.

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E' una teoria, interessante, ma è sempre una teoria.
Che a volte si fa passare per verità incontrovertibile.

La psicanalisi non è una scienza esatta è un arte.
I suoi risultati dipendono da un numero pressochè infinito di variabili.

Cosa accade se il Terapeuta o il Facilitatore senza avere le capacità di Milton Erickson, Giovanni Morelli, Sherlock Holmes e il dr. House sposano questa teoria e in base a propri pregiudizi cerca di dimostrarla su un paziente?

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Faccio un esempio pratico un fatto che mi riguarda personalmente e vede come protagonista non un apprendista stregone ma un professionista serio e preparato: due estati fa N. un terapeuta amico mio e di Malcolm, mi ha sottoposto, davanti a un gruppo di persone, ad un trattamento basato su manipolazioni, tecniche respiratorie e indicazioni verbali.

La sua teoria era che io avessi torace e spalle sovradimensionati, come se il bambino Paolo avesse cercato di proteggersi dal mondo e di nascondere la propria vulnerabilità.

La cosa ci sta.
Tutti noi abbiamo delle insicurezze e in alcuni momenti si sentono fragili.
Le mie proporzioni fisiche poi, sono abbastanza particolari, ho fianchi e spalle molto più grandi della media degli uomini alti come me.

Dopo il trattamento,che durò quasi un'ora, non ci fu nessun cambiamento fisico o psicologico.
Né in meglio né in peggio.
Niente.
Può darsi ch'io sia refrattario alla terapia psicologica, o può darsi che le mie difese siano degne della Muraglia cinese.
Può, darsi.
Ma io ho il dubbio che se N. avesse conosciuto mio padre e mio nonno (si chiamava Paolo pure lui) avrebbe capito che la mia [b]larghezza non dipendeva da eventi traumatici dell'infanzia o della mia vita prenatale, ma dai casuali accoppiamenti dei miei antenati.[/b]

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Gli uomini della mia famiglia paterna hanno tutti le ossa come le mie, alcuni anche la faccia come la mia.

La teoria di partenza era sballata se però io fossi stato affascinato dal terapeuta e avessi avuto un gran desiderio di trovare una giustificazione a certe mie insoddisfazioni, o incapacità, o malesseri, avrei probabilmente fatto di tutto per confermarla.

La sincera emozione, gli scoppi di pianto, le risa, i cambi improvvisi di postura, la nausea, le eruzioni cutanee, l'improvvisa sensazione di essere vicini ad una rivelazione che colgono alcuni partecipanti ai seminari e alle sedute di queste tecniche olistiche potrebbero essere sia il risultato di una effettiva trasformazione in atto, sia l'espressione della volontà di aderire a QUELLA TEORIA, a QUEL MODELLO per compiacere più o meno consciamente il TERAPEUTA o FACILITATORE o GURU.
Si tratterebbe, nel secondo caso, di una rappresentazione teatrale.

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Che il teatro abbia dei risvolti catartici è fuori discussione, ma il TEATRO NON VA SCAMBIATO CON LA TERAPIA.

Le sedute e i seminari svolgono spesso in situazioni suggestive e in condizioni tali da abbassare il livello di coscienza critica.

C'è anche un altro fatto che toglie, secondo me , credibilità alla teoria dei MODELLI.
Anzi è un altra teoria, a dire il vero, una di quelle su cui si basano le moderne NEUROSCIENZE e a cui fanno riferimento tutti i nuovi Guru della PNL e simili.

Secondo George A. Miller ( vedi The Magical Number Seven, Plus or Minus Two: Some Limits on Our Capacity for Processing Information) la memoria umana è divisa in due "serbatoi".

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Il primo, memoria a lungo termine, è collegato in qualche modo all'emisfero celebrale destro (cervello artista) e non ha limiti né di tempo né di spazio e non è sottoposto alla legge di causa-effetto.
Significa che conserva, senza discriminazione, tutti i pensieri, le azioni, i fenomeni della vita, da quando si è nella pancia di mamma al momento attuale.
Tutti i ricordi hanno il medesimo odore, colore, rilevanza.

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Il secondo serbatoio, la memoria a breve termine, collegato all'emisfero celebrale sinistro (cervello ingegnere) segue invece la legge del 7 più o meno 2.

Significa che per le Neuroscienze la mente raziocinante non può "processare", in media, più di 7 eventi per volta.

Il nostro comportamento, la reazione agli stimoli esterni dipende quindi da QUEI 7 EVENTI e dalle relazioni che stabiliscono con eventi passati che galleggiano nella memoria a lungo termine.

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La mente umana (meglio il sistema nervoso centrale...) è estremamente plastica e i processi che vi avvengono sono rapidissimi
Può ricreare un MODELLO di realtà in pochi milionesimi di secondo.

E' la società, il mondo delle leggi e delle usanze create dall'uomo che si sclerotizza (nel senso che può rimanere apparentemente identico per dieci, cento o mille anni) non il sistema nervoso centrale creato dalla Natura.

Tra un istante io non sarò più il Paolo di adesso, nel senso che cambiano gli eventi che fisso nella mia memoria a breve e quindi le relazioni tra queste e la memoria a lungo termine.

L'acqua in cui nuota il pesce non è mai la stessa
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Facciamo un esempio di come potrebbe agire un terapeuta improvvisato, un po' cialtrone:

1) Stabilisco un contatto con il paziente sulla base di una conoscenza spicciola del linguaggio dei gesti: niente gesti aggressivi, spalle rilassate, gambe e braccia in posizioni di apertura che danno l'idea di accoglienza cerco, con calma di, assumere posizioni simili o simmetriche a quelle del paziente.

2) Cerco di comprendere il ritmo respiratorio del paziente:
solitamente la espirazione è un momento di espressione ovvero di rapporto verso l'esterno, la inspirazione è un momento di impressione ovvero di analisi di ciò che proviene dall'esterno. Comincio con il regolare la mia respirazione alla sua, poi, se devo far passare un messaggio (basta una parola) scelgo il momento dell'apnea naturale.


3) Quando arrivo al nocciolo del problema vero o presunto mostro comprensione e/o complicità e racconto (o ri-racconto) di eventi di guarigione o miglioramenti in casi analoghi al suo.
Nel raccontare osservo le reazioni a certe parole e in base a quelle scelgo sintomi o fatti narrati e, poi, li collego a eventi abbastanza comuni nell'esistenza umana: episodi di disinteresse dei genitori, violenze, soprusi e sofferenze di varia natura
( con molta sincerità: quanti di voi non sono stati vittime, da bambini, almeno una volta di scherzi pesanti, schiaffi immotivati, palpate da amici di famiglia o fratelli più grandi, turbamenti nell'aver scoperto che i genitori facevano sesso, tempeste emotive per la morte di cuccioli, zie, cugini, nonne ecc. ecc. fino ad arrivare assai meno infrequentemente di quanto si crede a quelle violenze sessuali che l'orrenda cultura pre-femminismo arrivava a considerare quasi normali?) o, addirittura, eventi occorsi alla mdre nel periodo di gestazione.

La suggestione creata dall'ambiente e dal fascino del "Facilitatore" spinge il paziente a riconoscersi in un MODELLO di comportamento che PRIMA NON ESISTEVA.

Di fatto è il Facilitatore che crea il Modello a cui il paziente crede di aver aderito.


L'evento che crea il Modello è la seduta, non i drammi passati.

Una volta creati nuovi collegamenti, nuove sinapsi, si presenta al paziente, in varie maniera un nuovo modello psicofisico a cui aderire VOLONTARIAMENTE.

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Un qualcosa che dovrebbe assomigliare a ciò che la natura ha predisposto per lui, un simbolo Archetipico, un animale totemico, un semidio, un MODELLO.

Ma, mi chiedo, se questi modelli, presentati dai FACILITATORI non fossero ARCHETPI ma STEREOTIPI ? Delle ipotesi di studio dei capi scuola o semplicemente delle maschere inventate di sana pianta?
Non si rischierebbe, vista l'enorme diffusione di certe tecniche terapeutiche o pseudo tali, di RIMODELLARE buona parte della popolazione secondo delle teorie di cui non possiamo conoscere gli effetti?

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Parlando con fautori delle nuove terapie e leggendo qua e là mi è sembrato di notare delle assurdità, almeno dal mio punto di vista.
( sono fatti autentici quelli di cui parlo, avvenuti a Roma, non metto i nomi per ovvi motivi)

Una donna che non riesce a godere nei rapporti sessuali con l'uomo con cui vive fa una serie di terapie per cercare di capire quali eventi dell'infanzia o delle vite precedenti l'abbiano portata alla frigidità.
E se fosse semplicemente che non ama e non desidera quell'uomo?

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E' possibile che VOGLIA stare con un uomo che non ama, che non le smuove nè emozioni né ormoni.


Un che vuol fare l'attore e suda e si impappina ogni volta che sale sul palcoscenico fa terapia per capire le cause antiche della paura del pubblico.
E se fosse semplicemente che non è portato per fare l'attore?

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E' possibile che VOGLIA fare un mestiere che non è il suo, magari sarebbe un'ottimo pescatore o un autista di tram elettrici.

Perché, nella nostra società, è così importante, anziché accettarsi, andare alla ricerca dei motivi di certe reazioni che se le si considera onestamente, sono assolutamente normali?

Il rischio è che certe pratiche, fatte da terapeuti improvvisati o non abilissimi, inducano degli schemi di comportamento fittizzi, costruiti a tavolino.
Alla fine impariamo a mutare il linguaggio, la maniera di muoversi, il modo di avvicinarsi alla gente come fanno i politici e gli attori professionisti senza la necessità di andare in televisione a spacciare fischi per fiaschi o su un palco a interpretare Amleto.

E si finisce spesso per recitare nella vita credendo di essere naturali.

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Consiglio vivamente di vedere su You Tube i video di TED Television: Ideas worth spreading : ci sono venmditori di scarpe, riciclatori di rifiuti, psicologi psicanalizzati, tossici disintossicati ecc. ecc.
SONO TUTTI UGUALI!
http://www.ted.com/talks/jessica_green_good_germs_make_healthy_buildings.html
I protagonisti si muovono tutti alla stessa maniera, si rivolgono al pubblico guardando sia a destra che a sinistra, sfoggiano naturalezza, infilano un paio di battute simpatiche e se la gente ride e applaude fanno tutti la stessa espressione di simpatica complicità.

SONO ATTORI e recitano tutti alla stessa maniera

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Molte di queste nuove terapie tecniche olistiche, discipline esperienziali, rischiano in fin dei conti di costruire delle maschere e creare nuove credenze.

E soprattutto di rendere il mondo molto noioso.

Dio mio che noia invece di dire ciò che si pensa cercare sempre la parola giusta per farsi accettare dagli altri come fossimo tutti venditori di aspira-polvere!

Che noia anziché guardare l'interlocutore negli occhi spiare le sue reazioni, i suoi microgesti come fossimo tutti degli agenti dell' FBI!

Che noia passare il tempo ad esaminare le reazioni profonde delle proprie emozioni anzichè lasciarsi andare al flusso della gioia o della tristezza o della rabbia!

Facciamo attenzione: l'utilizzazione , secondo me errata, che queste nuove discipline fanno di termini e concetti presi dalle discipline orientali o dalla psichiatria vera, quella che cura i disturbi veri, può diventare una bomba ad orologeria e rischia di condurci ad un mondo asettico, di persone tutte uguali che parlano come i politici in televisione o i manager delle multinazionali.

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Un Mondo Nuovo alla Huxley dove diversità e perversione saranno sinonimi.



Non sono fatto come nessuno di quelli che ho incontrati; oso credere di non essere come nessuno di quanti esistono. Se non valgo di più, sono almeno diverso.
Jean Jacques Rousseau
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Messaggioda Chlòé » 29 marzo 2013, 16:27

Sì, condivido pienamente.
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