Meditazione sui chackra

chakra, nadi, kundalini ed esperienze del corpo energetico
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Meditazione sui chackra

Messaggioda vinoba » 17 luglio 2012, 0:06

Om Shanti,
non so se è la sezione adatta, ma vorrei sapere cosa vuol dire meditare sui chackra.
Mi spiego meglio:
devo vederli con l'occhio della mente, così come sono disegnati, oppure si intende un'altra cosa?
Grazie
Om Shanti

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Messaggioda dattatreya » 17 luglio 2012, 10:37

Bisogna conoscere anche le qualità dei chakra, i suoni, i colori interiori, per sapere cosa, dove e come andarli a cercare, come farli ruotare nel verso giusto. Insomma, è una cosa fattibile, ma che richiede una certa conoscenza teorica e poi tanta pratica.

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Re: Meditazione sui chackra

Messaggioda matasilogo » 17 luglio 2012, 10:51

vinoba ha scritto:Om Shanti,
non so se è la sezione adatta, ma vorrei sapere cosa vuol dire meditare sui chackra.
Mi spiego meglio:
devo vederli con l'occhio della mente, così come sono disegnati, oppure si intende un'altra cosa?
Grazie
Om Shanti




Ci sono molte opinioni contrastanti su questa questione.

Scientificamente vorrebbe dire che si hanno poche certezze.

Culturalmente potrebbe voler dire che ognuno è diverso dagli altri.

Naturalmente posso solo darti la mia esperienza.

Prima di tutto ho cercato di capire cosa sono, secondo la cultura indiana che ne da il nome, poi ho scoperto che non sono delle cose solo mistiche, ma dei gangli nervosi molto grossi ed importanti rispetto ad una miriade di altri gangli spinali posti in coppie tra una vertebra e l'altre.
Tutti interagiscono tra loro e sono modulati da enzimi ed ormoni prodotti dalle zone profonde del cervello che risentono degli stati emotivi e non,
e fanno parte dell'altra parte del sistema cervello (sistema nervoso centrale) detto appunto sistema nervoso periferico simpatico e para-simpatico.

Per mia esperienza, dopo aver appreso varie meditazioni sui vari centri ed aver fatto discreti ...errori ho appreso che prima bisogna trovare notevole stabilità ed equilibrio generale ed aver fatto esercizi per fare pulizia interiore ed emozionale, come si dice aver fatto pulizia dei centri, per individuare ed eliminare blocchi ecc.
si può effettuare concentrazione e meditazione sui centri per ottenere i vantaggi nelle zone relative tradizionali.

Tieni presente che anche secondo da fisiologia. le emozioni funzionano in modo opposto su centri diversi.

Quale occhio tu debba usare per vederli è questione della mente.

Di fatto, l'occhio, la mente, e qualsiasi tipo di mediatore tu voglia individuare, immagina la tua disposizione come un tutt'uno e non ti preoccupare.
Abbandonati alla tua meta e lasciati andare,

La tua totalità sarà con te anche se pensi di essere fratto.

All'inizio cerca di sentire un flusso dal centro che, pulito pulito, ti porterà, se sei abbandonato e non fai forzamenti, all'oggetto nel tuo desiderio o risultato o successo al quale abbandonarsi con dolcezza.

Prima: "la mente agitata va calmata" Sutra 1.2 di Patanjali

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Messaggioda vinoba » 17 luglio 2012, 15:34

Om Shanti,
anch'io so che chakra cono centri focali di energia posizionati su un canale centrale chiamato Sushumna o Sarasvati e che vengono attivati o con delle asana, con la respirazione, la concentrazione, la meditazione o anche una vibrazione sonora con Bija Mantra.
Ho letto delle testimonianze in cui si diceva che
...ad un certo punto appaiono nella loro forma e colore...

ma oltre a questo non so.
Mi piacerebbe imparare di più se possibile.
Di Patanjali non riesco a trovare il libro Yoga Sutra.
Ho letto però alcuni commenti.
Mi piace molto quello di Stephen Cope, perchè associa l'insegnamento ad un'esperienza specifica sua o di alcuni suoi allievi.

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Re: Meditazione sui chackra

Messaggioda Paolo proietti » 17 luglio 2012, 16:34

vinoba ha scritto:Om Shanti,
non so se è la sezione adatta, ma vorrei sapere cosa vuol dire meditare sui chackra.
Mi spiego meglio:
devo vederli con l'occhio della mente, così come sono disegnati, oppure si intende un'altra cosa?
Grazie
Om Shanti

Cakra vuol dire ruota, disco da guerra.
Ci sono nel corpo umano, secondo la tradizione indiana, cinese e tibetana, 108 punti (principali) in cui si accumula e/o da cui si dipana l'energia sottile che muove tutte le attività dell'uomo inteso come "Corpo- Parola-mente".

Di questi 108 plessi energetici, se ne individuono un certo numero (da 6 a 13, ma solitamente si lavora su 9 cakra) da cui partono le nadi principali.

le nadi sono 72.000 canali attraverso i quali passono le energie sottili che, anche se denominate genericamente Prana o Prana e Apana) si dividono in cinque venti o soffi principali ( Prana vayu, Apana vayu, Udhana vayu, Samana vayu e Vyana vayu) cinque acque e cinque terre.

Nelle settantaduemila nadi le energie sottili trascinano ciò che è detto Citta ovvero la mente memoria, l'attività cosciente.

L'energia è vibrazione.
Come il suono.
ed ogni energia che muove il corpo umano è vista come una nota particolare che è in accordo o deriva dalla nota principiale : AUM.

Ogni cakra è visto come un fiore di loto.
nel centro del fiore c'è la sillaba sanscrita che rappresenta il tipo di vibrazione che gli dà origine.

la sillabe seme (Bija) del Muladhara cakra (plesso del perineo) é LAM che racchiude l'energia della' elemento terra.


la sillaba seme dello Svadhistana cakra, energia dell'acqua, situato sotto l'ombelico, è VAM.


La sillaba seme del Manipura cakra (o Nabhi cakra) situato all'altezza dell'ombelico, è il Bija del Fuoco RAM.


La sillaba seme di anahata cakra, situato al centro del torace (non sulla colonna... in questa zona ci sono tre cakra....) è YAM suono dell'ARIA o HUM bija mantra della protezione.


La sillaba seme di Vishuddha cakra (cakra della gola) è AH ( o HAM) il suono dell'etere.

La sillaba seme di Ajna cakra, plesso frontale, è OM.

I petali sono le nadi principali che scaturiscono dai Bija mantra.

Indicano la direzione delle energie, e, con il loro colore, la qualità delle vibrazioni che sono indicate su ciascun petalo con i simbli delle lettere dell'alfabeto sanscrito.


Ogni cakra è legato ad uno dei cinque elementi:

Il plesso della gola (16 petali rossicci o violacei) è in relazione con lo spazio, l'udito, l'azione del parlare, l'orecchio e la gola.


Il plesso del Cuore (12 petali rossi) è in relazione con l'Aria, la pelle, il tatto, l'azione dell'afferrare ecc. ecc.


Più che meditazione dei cakra, all'inizio, suppongo sia meglio parlare di ascolto dei cakra.

Si dovrebbe lavorare sulla percezione.

per percezione si intende l'interpretazione degli stimoli provenienti dall'esterno.
E' il cervello (Manas, in questo caso) che dà alle energie esterno l'aspetto di suoni immagini, sensazioni tattili ecc.

Percepire la respirazione fisicamente ovvero sentire come penetra nelle narici, come talvolta predilige una o l'altra, come penetra nel cranio per ridiscendere nei polmoni è un primo passo per l'ascolto.

occorre poi renderla sempre più sottile e leggera.

Nello hatha yoga ci sono addirittura delle misure: la distanza massima alla quale devi far arrivare il respiro e dalla quale devi inspirare è pari a quella del palmo della tua mano, dalla punta del naso all'esterno.


L'ascolto della respirazione predispone il corpo e la mente alla pratica meditativa vera e propria.


la meditazione sui cakra è di tre tipi diversi.

La prima è una tecnica di concentrazione sui simboli disegnati davanti a te, ad esempio, o sui punti corrispondenti ai cakra su cui vuoi lavorare, di una statua o di un'altro praticante.

La seconda è una tecnica di visualizzazione.

Porti l'attenzione, ad esempio, sul punto in mezzo alla fronte, immagini una luce bianca e poi visualizzi il centro del loto, con la sillaba sanscrita OM disegnata sopra, e i due petali disèposti orizzontalmente con le due lettere disegnate sopra.


La terza tecnica è psicofisica.

Esempio di meditazione su Ajna cakra:

Ci si siede in una posizione comoda con la schiena dritta (Sukrasana a gambe incrociate semplicemente, siddhasana con il tallone sinistro che preme il perineo e il destro che spinge sul glande o sul clitoride, Ardha padmasana con il piede destro sulla coscia sinistra, padmasana con le gambe incorciate), si allungano dolcemente le vertebre cervicali verso l'alto, si rilassano i muscoli del volto (in special modo gli zigomi e le labbra) e si avvicina il mento al petto fin quando non si sente che lla nuca è libera da tensioni.

Quindi si porta l'attenzione sulla punta del naso o sulla gobbetta del naso.

Si immagina di guardare contemporaneamente fuori, verso il naso, e dentro, tra le sopracciglia.

delicatamente si rovescia la lingua sul palato e si cerca il palato molle.

Quando la punta della lingua tocca una specie di cavità (alcuni sentono un rigonfiamento invece) diversa come quaòlità percettiva dal resto del palato, si risucchia dolcemente la lingua verso l'alto.

A quel punto si sente un riflesso muscolare nella zona della fronte e ci si concentra su quel riflesso.

Il Terzo occhio, come comunemente si chiama, è una realtà sia fisica che sottile.

Muovendo delicatamente gli occhi in alto e in basso si mettono in movimento delle catene muscolari che legano i muscoli della fronte e della faccia ai muscoli soittili del bacino attraverso :

estensori del collo_ estensori della testa_ elevatori delle scapole- lunghissimo del collo (che lega il cranio all'osso sacro).

Una volta che si è consci del collegamento tra muscoli degli occhi, fronte, muscoli della schiena e sacro si comincia a premere dolcemente i muscoli oculari verso il basso facendo attenzione a non contrarre la nuca.

probabilmente verrà voglia di portare gli occhi verso l'alto o all'indietro.

Il movimento naturale del rovesciamento della pupilla, se e quando avviene, è ciò che porta a "vedere" il punto della fronte.

Si chiama shambavi mudra ma non deve essere provocato volontariamente.


A quel punto hai la visione delle energie del cosiddetto terzo occhio.

la percezione è soggettiva e indicare le varie sensazioni significa rischiare di suggestionare il praticante.


L'importante è che ci sia la visione e l'ascolto di qualcosa di, tra virgolette" fisico.

Si contempla l'energia e quando si avverte stanchezza o semplicemente si sente che è il momento giusto, si riporta l'attenzione sul respiro e si rilassa la zona della fronte.

Se c'è stato un cambio dello stato mentale e della sensazione del corpo e se tale cambio è valutato positivamente sigfnifica che l'esercizio è stato ben condotto.


Se si avverte agitazione, dolore o stanchezza significa che l'esercizio è stato mal eseguito.

Se non succede niente significa probabilmente che non si è eseguito l'esercizio o che non è una tecnica adatta a noi.



Un sorriso,
p.
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Messaggioda vinoba » 17 luglio 2012, 23:01

Om,
ti ringrazio per il raccordo fatto di tutte le conoscenze, che ora mi sembrano un po' più collegate tra di loro.
Proverò con l'ascolto anche se dovrò incatenare il cucciolo della mia mente, così che non divaghi.
L'altra cosa è la corretta pronuncia dei bija mantra, se esiste, dove vado "seriamente" ad ascoltarla?
Non vorrei essere preda di ciarlatani che spesso affollano qiuesti lidi.
Om
Il mezzo può essere paragonato al seme, il fine all'albero; tra il mezzo ed il fine vi è la stessa inviolabile relazione che vi è tra il seme e l'albero.
M.K.Gandhi

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Messaggioda Paolo proietti » 17 luglio 2012, 23:18

vinoba ha scritto:Om,
ti ringrazio per il raccordo fatto di tutte le conoscenze, che ora mi sembrano un po' più collegate tra di loro.
Proverò con l'ascolto anche se dovrò incatenare il cucciolo della mia mente, così che non divaghi.
L'altra cosa è la corretta pronuncia dei bija mantra, se esiste, dove vado "seriamente" ad ascoltarla?
Non vorrei essere preda di ciarlatani che spesso affollano qiuesti lidi.
Om


Ciarlatani.....non so. Su questo Forum a dir la verità di cialtroni non è che ne ho incontrati tanti.

la pronuncia di solito tra gli indiani dipende dalle latitudini.

In genere LAM si pronuncia come si scrive fermo restando che la M, il bindu sopra le lettere in sanscrito in questo caso, indica la nasalizzazione della vocale precedente, quindi LAmmmmmnnnnngh.
VAM si dovrebbe pronunciare UAmnnnngh, perchè la V sanscrita si pronuncia come la W di WOW!, ma i tibrtani pronunciano BAM e se dice VAM non ti picchia nessuno.

RAM è rammmmnnnngh.
YAM iammnnngh.
AH è aaaaahhh.
OM è ommnnngh con la o stretta di PORRE.

Tieni presente che in sanscrito ci sono 14 vocali ma le vocali principali sono tre: A, U e I.
da cui procedono la O ( AU) e la E (EI).
l'accento sulle vocali indica una vocsale diversa caratterizzata da una maggiore durata.

esempio:prāṇa si pronuncia PRAANA (la N con il puntino è "Mentale" si spinge l'aria verso l'alto).....

un sorriso,
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Messaggioda matasilogo » 17 luglio 2012, 23:30

vinoba ha scritto:Om Shanti,
anch'io so che chakra cono centri focali di energia posizionati su un canale centrale chiamato Sushumna o Sarasvati ...............


Perchè non chiamarli con una terminologia medica corretta attuale?
In tal caso è cosi semplice comprendere che non si tratta di un termine così abusato di energia, ma di informazione che viene veicolata dal sistema nervoso controllata da ormoni che sono anch'essi informazione.
La Blavaschi è stata tra quelli che hanno incominciato a citare l'energia, come sorgente di vibrazioni esoteriche, che si era conquistata i salotti con le macchine che davano una scossa assieme al bacio (Macchina di Wandergraf).
Questo non nega, lo ritengo sostenibile, che atteggiamenti descritti da Paolo, che ho usato anch'io, con ottimi effetti, siano una pratica possibile.
Anche se divergo sul termine energia che per uno che ha lavorato con i fulmini è anche vibrazione ma ben altro già dagli anni 70
vedere :
http://www.partigianozen.com/?p=151
Oggi materia, energia e informazione sono la trinità che in campo scientifico sta per rispondere a molti più quesiti
Bisogna stare aggiornati, anzi è già TARDI
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Ultima modifica di matasilogo il 17 luglio 2012, 23:53, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda matasilogo » 17 luglio 2012, 23:34

vinoba ha scritto:Om Shanti,
.......
Di Patanjali non riesco a trovare il libro Yoga Sutra.
...................


Vai in centro a Milano sotto la fermata metro rossa In S Babile alla libreria o in piazza Missori o comunque nelle librerie esoteriche o ecumeniche di tutta Italia.

Comunque Patanjali parla poco o niente di chakra.

Ha detto di più Paolo P.

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Messaggioda dattatreya » 18 luglio 2012, 11:55

Perchè non chiamarli con una terminologia medica corretta attuale?
In tal caso è cosi semplice comprendere che non si tratta di un termine così abusato di energia, ma di informazione che viene veicolata dal sistema nervoso controllata da ormoni che sono anch'essi informazione......Oggi materia, energia e informazione sono la trinità che in campo scientifico sta per rispondere a molti più quesiti
Bisogna stare aggiornati, anzi è già TARDI
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Gli yogi parlano di energia da millenni, ma non per questo oggi è un termine obsoleto, anzi, è diventato estremamente attuale. A livello subatomico, tutta la materia non è altro che energia vibrante, di suoni e colori. La materia, man mano che aumentano le conoscenze scientifiche, perde la sua centralità, a favore dell'energia. Gli esercizi dello yoga, i pranayama, bandha, mudra e quant'altro, hanno tutti lo scopo di staccare la mente dalla sfera più grossolana, per portarla ai livelli più sottili dell'energia, che non è qualcosa di misterioso o magico, ma è l'essenza stessa di tutto l'universo. Secondo la mia tradizione, ora ci troviamo in dwapara yuga, appunto l'era dell'energia, in tantissimi campi, non solo in quello della realizzazione del Sé.

Gli yogi hanno chiamato questa energia prana. Tutto l'universo è prana, che diventa specifico quando si forma il nostro corpo. Attraverso il midollo allungato, il prana generale entra e rafforza quello specifico, coscientemente attraverso gli esercizi scoperti dagli yogi. Questi esercizi aumentano il magnetismo, che è la capacità di attrarre a sé ancora più energia. Il mio Guru ripeteva spesso ai suoi studenti "più forte la volontà, più forte il flusso di energia" ad indicare che superiore alla materia, c'è la propria volontà, ed è questa che infine accresce le nostre capacità di superare tutti gli ostacoli. Alle volte aggiungeva "più forte l'energia, più forte è il magnetismo".

In noi esiste naturalmente non solo la capacità di percepire l'energia, ma anche di utilizzarla coscientemente per accrescere quella specifica, noi. Il concetto del prana è si antico, ma mai come oggi, molto attuale.



Per tornare alle domande di Vinoba, meditare sui chakra senza farne prima esperienza, è possibile, ma molto difficile. Esistono però un'infinità di esercizi che possono focalizzare la nostra attenzione, per facilitare la meditazione. Di seguito te ne riporto alcuni facili e accessibili a tutti. Esistono poi esercizi più specifici, ma anche molto più efficaci, che si ricevono solo per iniziazione nelle diverse scuole tradizionali di yoga. Ma comunque, siccome la pratica della volontà è la cosa che più conta, ci si può, anzi, ci si deve esercitare a lungo su pratiche preliminari, come quelle di seguito, o altre di altre scuole.

- Consapevolezza della spina dorsale - oscillando a destra e sinistra, ponendo resistenza, avvertendo che la sushumna vuole tenerci dritti, riportandoci al centro. Poi ripetere in avanti e indietro

- Concentrazione sul respiro - il respiro sale e scende nella sushumna, la spina dorsale astrale, situata al centro del corpo fisico. E' una versione più evoluta del respiro che entra ed esce dal naso, ed aumenta la consapevolezza della principale nadi del corpo. Volendo aggiungere un mantra, tipo Hong inspirando e So espirando, oppure So inspirando e Ham espirando.

- Navy Kriya - stimola il terzo chakra, e per polarità, il sesto

- Rilassamento spinale consapevole – mano sin alla base della spina dorsale e destra sul midollo allungato. Visualizzarla come un tubo vuoto al centro del corpo, dove passa l’energia. Poi si sposta la mano sinistra sull’occhio spirituale e si immagina una curva che dal midollo allungato arriva all’occhio spirituale, sentendo l’energia che compie tutto il suo percorso, dalla base fino in cima

- Hatha Yoga - ogni asana mette in movimento particolari energie, che interessano uno o più chakra, aumentandone il magnetismo. Lavorando sulla consapevolezza dei chakra, aumenta il flusso di energia e magnetismo, che a sua volta aumenta il flusso di energia nei chakra, rendendo la sessione considerevolmente più efficace, rispetto alla ripetizione fisica e senza concentrazione delle varie asana. Per far questo ci si concentra costantemente sulla dimensione energetica dell’asana, più che sull’aspetto fisico. Mettere molta attenzione all’energia, al pranayama, cosi da risvegliare le caratteristiche psico-fisiche positive di ogni chakra, inviando consapevolmente il respiro in ogni chakra coinvolto. In questo modo la posizione diventa viva e trasformante. Bisogna andare cosi in profondità, da rimanere senza pensieri. Durante la pratica lasciare il cuore e la mante aperti e ricettivi.

Di seguito le qualità positive dei chakra.

Qualità dei chakra:


Muladhara (radice o sostegno) – lealtà, coraggio, fermezza

Swadisthana (dolcezza) – flessibilità, apertura, buona volontà, intuizione

Manipura (gioiello splendente) – entusiasmo per la vita, autocontrollo focoso

Anahata (non suonato) – devozione, amore, compassione, generosità

Vishudda (purificazione) – espansione, calma profonda, silenzio

Ajna (percepire), polo negativo, midollo allungato – servizio altruistico, abbandono al divino

Ajna (percepire), polo positivo, occhio spirituale – sintonia, gioia radiosa, orientamento verso le soluzioni

Sahasrara – oltre la dualità, libero, onnipresente, onnisciente



Una sequenza di yoga per i chakra potrebbe essere questa.

Sequenza
Ujjayi – stimola tutti i chakra
Tadasana – muladhara
Garudasana – muladhara, anahata
Vrikasana – swadisthana
Virabhadrasana II – swadisthana, manipura
Ardha Chandrasana – manipura
Savasana – tutti i chakra, sahasrara
Janushirasana - swadisthana
Bhujangasana – anahata
Ardha Matsyendrasana- anahata
Savasana – tutti i chakra, sahasrara
Halasana – vishudda
Matsyasana – vishudda
Savasana – tutti i chakra, sahasrara
Sirshasana – ajna
Balasana – ajna
Savasana – tutti i chakra, sahasrara

Meditazione – sahasrara

Eseguire le posizioni concentrandosi maggiormente sull'aspetto energetico, che su quello fisico. L'attenzione sta su un solo chakra alla volta (es. in garudasana concentrarsi su muladhara, inviando il respiro al chakra con la consapevolezza). Alla fine della posizione, prendersi un tempo pari a quello utilizzato nella posizione, in una posizione neutra, tipo tadasana o savasana, concentrandosi sulle qualità positive del chakra.

Naturalmente le asana possono essere modificate con altre, partendo sempre da quelle che coinvolgono i chakra più bassi, salendo a quelli più alti.

Volendo si può scegliere una posizione da tenere 5 minuti, tipo janushirasana che è semplice, per avvertire più chiaramente il flusso di energia rilasciato dal chakra coinvolto.

Dopo un rilassamento finale di 5 minuti, ad occhi chiusi con lo sguardo sempre in ajna per non cadere nel sub-conscio, meditare per quanto riesce confortevole. Se si conosce la tecnica, prima di meditare eseguire almeno 5 maha-mudra, che aiuta magnetizzare tutta la spina dorsale astrale. L'energia, anche nella meditazione, è la cosa più importante. In inverno è un grandissimo aiuto anche contro il freddo, dato che spesso impedisce di concentrarsi a fondo.

Vorrei concludere, dato che mi sono dilungato ben oltre il solito, che è una buona cosa non giudicare mai nessuno. Questa imparzialità, oltre a sviluppare le buone qualità dei chakra (in primis è il nostro atteggiamento dei confronti della vita a causarne il movimento positivo, gli yama e niyama di Patanjali), permette di essere sempre benvoluti da tutti. L'energia degli altri, influenza anche la nostra, perché tutto è collegato. Di cialtroni, fra i ricercatori dello yoga, ce ne sono ben pochi. Qui si bada molto al lato spirituale, facendo di tutti delle persone speciali, di cui ricercare la compagnia, la famosa sangha degli yogi.

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Messaggioda matasilogo » 31 luglio 2012, 15:10

dattatreya ha scritto:
Perchè non chiamarli con una terminologia medica corretta attuale?
In tal caso è cosi semplice comprendere che non si tratta di un termine così abusato di energia, ma di informazione che viene veicolata dal sistema nervoso controllata da ormoni che sono anch'essi informazione......Oggi materia, energia e informazione sono la trinità che in campo scientifico sta per rispondere a molti più quesiti
Bisogna stare aggiornati, anzi è già TARDI
OM

matasilogo ha scritto:
Gli yogi parlano di energia da millenni, ma non per questo oggi è un termine obsoleto, anzi, è diventato estremamente attuale. A livello subatomico, tutta la materia non è altro che energia vibrante, di suoni e colori............


Purtroppo i termini energia ed informazione sono difficili da spiegare e far comprendere in poche righe.
Oggi su questo stà avvenendo un salto di qualità nella comprensione e rinvio, per una prima corretta comprensione, a chi è più noto di me.
http://www.katazen.com/l_esperienza_akashica.html
OM :shock:
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Messaggioda dattatreya » 31 luglio 2012, 16:28

Non penso siano più difficili da spiegare. Secoli fa, quando ne parlavano gli yogi, si che era difficile. Bisognava immaginare qualcosa di cui si aveva poca esperienza diretta, e relativa al calore del sole, della luce, del fulmine.
Certo, anche allora ci si sentiva talvolta giù, con poca energia, oppure su, con tanta energia, ma comunque era qualcosa di più misterioso.
Dal secolo scorso invece l'energia è data per scontata, da quando è entrata a far parte delle nostre vite. Ogni cosa del mondo odierno funziona tramite l’energia. Quindi anche a livello teorico, dovendo parlare dello yoga a chi non lo pratica, siamo notevolmente agevolati, come dimostra anche l'articolo che hai postato.
Questa è un'era di energia, e se inizia a praticare yoga con attenzione, anche un principiante entra presto in contatto con le varie forme di energia.

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Messaggioda matasilogo » 1 agosto 2012, 14:50

dattatreya ha scritto:Non penso siano più difficili da spiegare. Secoli fa, quando..........
Questa è un'era di energia, e se inizia a praticare yoga con attenzione, anche un principiante entra presto in contatto con le varie forme di energia.


Non capisco se hai recepito il concetto che siamo entrati da più di 50 anni nel millennio dell'informazione più che dell'energia.
A parte i libri scritti a mano (lentissimi)e poi a stampae le poste (lente), i giornali ed internet l'informazione ha un'incombenza accellerata e sarà sempre più.
Quanti Giga ha il tuo computer?
Il mio primo EppolC2 nel 1982 aveva 67kbait di memoria.
Si può ritenere che una mente umana ha circa:
100.000.000.000.000neuronix50.000 dendriti ciascuno con più fasi e livelli di catecolaminex6/30 impulsi al secondo.
Gradisco una tua risposta sulla opportunità di citare l"'informazione" come elemento che regola gli eventi interattivi tra materia ed energia, come emerge dal sito citato e da altrii interventi
Ciao
OM :lol:
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Messaggioda dattatreya » 1 agosto 2012, 15:27

Relativamente a ciò che si vuole dimostrare, si potrebbe citare quanto da te detto.
A livello subatomico, la comunicazione fra particelle elementari avviene con scambi di energia. Spostandosi dal micro al macro, il discorso non cambia. Per comunicare verbalmente, oppure virtualmente, serve energia, che è alla base della vita stessa, senza la quale la comunicazione non esisterebbe.

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Messaggioda vinoba » 20 ottobre 2012, 23:54

OM
Vi ringrazio tantissimo per i vostri chiarimenti ed insegnamenti.
Siete molto chiari e precisi e questa è una qualità anzi oserei dire un carisma.
Rileggo sempre le vostre risposte per aprire la mia mente sempre più.
Grazie
OM
Il mezzo può essere paragonato al seme, il fine all'albero; tra il mezzo ed il fine vi è la stessa inviolabile relazione che vi è tra il seme e l'albero.

M.K.Gandhi


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