Qi, Ki e Prana, riflessione sulle energi

chakra, nadi, kundalini ed esperienze del corpo energetico
Paolo proietti
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Qi, Ki e Prana, riflessione sulle energi

Messaggioda Paolo proietti » 21 novembre 2011, 0:29

Mi occupo di Yoga e di Tecniche psicofisiche cinesi da molti anni.

Solo recentemente, saranno un paio di anni, su richiesta di altri praticanti, ho cominciato a tenere lezioni e seminari sulla circolazione delle cosiddette energie sottili.

Ho così scoperto che i fondamentali della pratica del Qi Gong, del Taiji Quan dello Hatha yoga (ovvero la percezione dei canali energetici e dell'energia che vi scorre) erano considerati da molti come punto d'arrivo.

Si parla moltissimo di Chi, Jing, Prana, kundalishakti, ma spesso si ha l'impressione che dietro le parole non vi sia che un vago sentire o un immaginare ciò che invece, nelle Arti orientali è (o dovrebbe essere) realtà oggettiva.

C'è una profonda scissura in occidente, tra ciò che chiamiamo spirito o mente e ciò che definiamo invece corpo.

Ciò che riguarda il pensiero ed i sentimenti è messo in relazione con la sfera spirituale.
Ciò che riguarda il corpo è messo invece in relazione con la sfera materiale.

Visto che In oriente esistono termini che possono essere tradotti con spirito e materia (Xing - Ming o Purusha - Prakrti), molti praticanti di Yoga o Taiji o Qi Gong, più o meno consciamente, associano il corpo fisico e le energie "basse" alla sfera materiale-istintuale e il pensiero e le energie "alte" alla sfera spirintuale - intuitiva.

Si viene così a creare una dicotomia tra ciò che è considerato Naturale (le energie basse) e ciò che è invece considerato "Supernaturale" (le energie alte) e la percezione del Qi (Ki in giapponese) o di kundalishakti finiscono per essere considerate un fatto extra ordinario, un evento legato ad una qualche realizzazione spirituale o magica.

La percezione della circolazione delle energie sottili, i canali psichici, i cakra, sono gli strumenti del Qi Gong e dello Yoga.
Considerarli punti d'arrivo è come pensare che il compito dello scultore sia quello di acquistare mazza e scalpello e non quello di trarre forme dal marmo.

Eppure è ciò che accade , non di rado, nei corsi e nelle scuole di Yoga e di Tecniche psicofisiche cinesi.

Spesso ci sono addirittura due ( o più) insegnanti diversi per la stessa disciplina: uno insegna la teoria (la manifestazione dell'essere, i tre stati di coscienza, i cinque corpi, i cakra, le nadi...) ed uno fa fare esercizi fisici e respiratori.

Così si rischia di formare due diverse categorie di praticanti: i ginnasti e gli eruditi.
E si rischia di smarrire il senso ultimo delle discipline indiane e cinesi.

Ciò che viene definito teoria ovvero la cosmologia ed i rapporti tra macrocosmo e microcosmo, è l'insegnamento universale dell cosiddetta Filosofia Perenne.

Ciò che viene definito pratica, ovvero le posizioni, le sequenze, i mantra, gli esercizi respiratori, la meditazione, è l'insegnamento soggettivo o individuale.

La funzione dell'insegnamento universale è quella di preparare l'aspirante al mutamento di percezione della realtà che avverrà grazie alle istruzioni pratiche o "operative".

Teoria e pratica sono indissolubili.
Il vero istruttore è colui che dice: secondo l'insegnamento tradizionale accade Questo , Quello e Quell'altro.
Io ho sperimentato Questo, Quello e Quell'altro e ti posso insegnare come si fa.



Non si dovrebbe può insegnare la Circolazione dell'energia sottile nei canali psichici se non si è mai percepito il Qi.

Non si può insegnare la Penetrazione dei sei cakra se non si è mai fatta la conoscenza con kundalishakti.


Taoismo e Advaita Vedanta


Si è parlato di tecniche taoiste e di Yoga come se fossero la stessa cosa.
Ed in realtà lo sono.

Taoismo, Vedanta e Zen sono nomi diversi che indicano la medesima linea di insegnamento.


Una parola che torna spesso nelle pratiche operative taoiste è 丹 dān​ ( Tan) che significa Cinabro, rosso, solfuro di mercurio... e indica il movimento delle energie sottili.

Si parla di DAN TIEN ad indicare i centri della fronte, del cuore e del ventre.

si parla di NEI DAN quando si parla di esercizi "interni" di circolazione delle energie.

si parla di WAI DAN quando si parla di esercizi "esterni" di circolazione delle energie ecc. ecc.

l'ideogramma 丹 dān​ è formato dai segni

月 yuè​ che significa luna.

卜 bǔ​ che significa analizzare, esaminare, scegliere, divinare(nel senso di fare oracoli)


丹 dān​ assume, in genere, il significato di campo interno ovvero di quell'insieme di energie che talvolta vine definito nello Yoga corpo interno e talaltra Prana


Nello yoga , con pronuncia pressochè identica si trova la radice तन् tan (TAN con la T che è una via di mezzo tra T e D) in तन्त्र tantra e in ताण्डव Tâṇḍava

Da TAN derivano l'italiano danza, il francese danse, l'inglese dance, il tedesco tanz....
तन् tan sta a significare il corpo in movimento, ovvero le energie che muovono il corpo.

dall'assonanza tra il cinese DAN e il sanscrito TAN possiamo far scaturire una serie di riflessioni tese a dimostrare non una vicinanza o un'analogia tra le tecniche operative cinesi e quelle indiane , ma una identità sostanziale.

L'esperto di Qi Gong Nei Dan cinese, ovvero colui che lavora sullo 田中 Tián​zhōng​ , non sarebbe altro che il CONOSCITORE DEL CAMPO di cui parlano le upanisad.

Cambiano i nomi, o forse la pronuncia, ma le tecniche operative,il loro fine, l'insegnamento cosmogonico sono gli stessi.

L'advaita Vedanta il taoismo, lo Zen sarebbero nomi diversi che indicherebbero non diversi rami tradizionali, ma un unica linea di insegnamento

Se immaginiamo la manifestazione dell'essere come una piramide avremo al vertice dell'insegnamento tradizionale taoista un uno senza secondo:

Yuan-shih T'ien-tsun, l'uno principiale

Immagine



Nell'advaita vedanta avremo il brahman nirguna o shiva nirguna o paramashiva.


In Lui è compreso l'uno primordiale, causa di tutta la manifestazione formale ed informale.

Per il taoismo il corpo causale universale è L'imperatore di Giada o Yu-huang

Immagine

Per l'advaita Vedante è Brahman saguna o isvara.

Dal corpo causale nel taoismo procedono tre dei che hanno "tre qualità " diverse corrispondenti a manifestazione, conservazione, e assorbimento/distruzione, ovvero gli altissimi:

Yu-ch’ing= Giada Puro,
Shang-ch’ing= Più-alto-Puro
T’ai-ch’ing= il puro supremo.

Immagine

Per la tradizione indiana vi sono i tre guna rappresentati dalla trimurti (Brahma-visnu shiva) o dalle tre forme di Shiva.

Le analogie formali potrebbero continuare.

L''assonanza tra le parole dei maestri taoisti e le scritture del vedanta:

Si legge nel Laozi zhongjing[riferimento bibliografico :Fabrizio Pregadio, "Early Daoist Meditation and the Origins of Inner Alchemy," in Benjamin Penny, ed., Daoism in History: Essays in Honour of Liu Ts'un-yan, 122 (London: Routledge, 2006) [ La traduzione/interpretazione è mia. Per la parola Huangtian, - che con lo stesso suono può significare il cielo dll'imperatore o il cielo Giallo si è preferito usare il termine giallo-

Il Signore del DAO è l'UNO (Yi).Egli dimora nel cielo giallo divino [di Dio]...


Si legge in Mundaka upanishad II,3,10:
Nel Sublime aureo involucro dimora Brahman [....] Egli è colui che splende, luci nelle luci, l'Uno che conobbero i conoscitori[...]


Laozi zhongjing:
Il Sè è figlio del Tao: Questo è quello che E'.

Mandukya upanishad 2:
Tutto questo è Quello (Il Brahman): questo Sè (atman) è il Brahman che possiede quattro pàda.


Laozi zhongjing:
negli esseri (umani) c'è Lui ,non solo io


Brahmabindu 20:
[...] Lui dimora in tutti gli esseri. Quello, Vasudeva sono Io.

Laozi zhongjing:
Questo[il Sè figlio del Tao] siede con la faccia rivolta a Sud su un trono di Giada e Perle.

Samkara- dakshinamurti stotra:
dinanzi a Questo(idam) che siede con la faccia rivolta a sud, mi inchino (nama) riconoscendolo incarnazione del Guru
Il Manzo non Esiste

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Messaggioda Indra » 21 novembre 2011, 8:38

Si dovrebbe tenere presente che la spianata della Montagna Sacra dove da sempre si è attesi APPARE diversa per ognuno.
Accomunare in una pseudo tradizione l'advaita vedanta al taoismo ed allo zen è cosa stravagante, direbbe ryu.
l'advaita si basa sui veda, lo zen sul buddhismo, in disaccordo con i veda.
Per il tao, è una mistione di shamanesimo originario cinese con influenze buddhiste tantriche tibeto-buthanesi, anch'esse non in accordo con i veda.
I percorsi energetici e le loro veicolazioni sono considerati in modo diverso.
Ma, tutte le energie sono debitrici di kundalini, che poche vie conoscono nella sua reale Realtà.
Ultima modifica di Indra il 21 novembre 2011, 19:34, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda AT » 21 novembre 2011, 14:45

Su questo punto sono veramente d'accordo con Luce Oscura.

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Messaggioda fabio » 21 novembre 2011, 15:58

Luce Oscura ha scritto:I percorsi energetici e le loro veicolazioni sono considerati in modo diverso.


è uno spunto interessante. Ne parli?

Ma, tutte le energie sono debitrici di kundalini, che poche vie conoscono nella sua reale Realtà.


Qual'è la reale Realtà di kundalini?
Quali vie la conoscono?

grazie
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Messaggioda Indra » 22 novembre 2011, 8:39

fabio
dipende da quello che si cerca.
hai già il tuo istruttore.

kundalini è conosciuta nella sua reale Realtà da pochi.
E' sempre stata occultata.
Perchè credi che patanjali non ne parli?
o solo pochi cenni nell'hatha?

lascia perdere kundalini.
Ultima modifica di Indra il 22 novembre 2011, 8:56, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda fabio » 22 novembre 2011, 9:54

speravo che qualche volta dessi delle indicazioni un pò più precise su quello che dici di conoscere.
ma tant'è.

un sorriso
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Messaggioda Indra » 22 novembre 2011, 10:13

dimmi che pratichi davvero,
ed io ti indicherò.

Oro, e Piombo.

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Messaggioda fabio » 22 novembre 2011, 10:35

Luce Oscura ha scritto:dimmi che pratichi davvero,
ed io ti indicherò.

Oro, e Piombo.


La montagna appare diversa per ognuno.

Io pratico davvero.
Questo è perlomeno quello che credo.
Non so cosa tu intenda per pratica, però.

Ma la domanda era riguardo la circolazione del Prana.
Hai detto che è diversa (considerata tale) a seconda del ramo tradizionale.
Ho capito male?
Diversa come?
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Messaggioda dattatreya » 22 novembre 2011, 11:36

Mi interessa vedere dove si potrebbe arrivare con questa discussione. Le energie sono le stesse per tutti gli esseri, perché siamo tutti simili. Alcuni ne parlano, altri non ne parlano, ma quando si mettono in moto, differenze lessicali o meno, conoscenza teorica o meno, sono le medesime.

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Messaggioda fabio » 22 novembre 2011, 11:42

dattatreya ha scritto:Mi interessa vedere dove si potrebbe arrivare con questa discussione. Le energie sono le stesse per tutti gli esseri, perché siamo tutti simili. Alcuni ne parlano, altri non ne parlano, ma quando si mettono in moto, differenze lessicali o meno, conoscenza teorica o meno, sono le medesime.


Francamente ho sempre creduto così anch'io. Ma la percezione è soggettiva e non posso sapere quello che accade in un altro essere umano.
Si cercano tracce. Se mi capita di sentire un "vuoto" (perchè non lo so descrivere altrimenti) tre dita sotto l'ombelico, e sento un altro essere umano che ne parla alla stessa maniera, ecco che allora drizzo le antenne.
Se vivo degli episodi di "chi kung" spontaneo e poi mi si indica un testo dove le stesse identiche esperienze sono testimoniate da altri esseri umani, ecco che mi si drizzano le antenne.
Le differenze, secondo me, possono essere nella veicolazione delle energie e cioè nello spostamento dell'attenzione in un punto piuttosto che in un altro per determinati scopi, piuttosto che altri.
La domanda è: quali sono questi altri modi/scopi?
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Messaggioda Indra » 22 novembre 2011, 14:23

fabio
dici di praticare davvero.
Taglio corto.
Ti illudi.
Oppure, nel tuo cuore,e nella pratica, hai già fatto di tua moglie una Vedova, e dei tuoi figli degli Orfani?
Evita gli sproloqui su dharma e rta, norme per pashu.

Esiste una sola energia.
la Danza di sakti.
Nessuna polarità.
Prana significa il riempire. la Vita.
E' vayu che si dovrebbe considerare.
Egli è il Soffiatore. Il divino del Vivere.

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Messaggioda fabio » 23 novembre 2011, 13:06

Luce Oscura ha scritto:fabio
dici di praticare davvero.
Taglio corto.
Ti illudi.


Certamente mi illudo. Taglio corto pure io. Anche tu, al pari di tutti.

Oppure, nel tuo cuore,e nella pratica, hai già fatto di tua moglie una Vedova, e dei tuoi figli degli Orfani?
Evita gli sproloqui su dharma e rta, norme per pashu.


Ti eviterò sproloqui. Solo, ricorda che non esiste una sola via. Non esiste una Via.

Esiste una sola energia.
la Danza di sakti.
Nessuna polarità.
Prana significa il riempire. la Vita.
E' vayu che si dovrebbe considerare.
Egli è il Soffiatore. Il divino del Vivere
.

Sono d’accordo.
Ma nella mia limitatezza, non vedo tecniche operative. Solo lettera morta. Falla Vivere.

un sorriso.

ps. A proposito, il sorriso Vero non prevede contrazione dei muscoli.
IL GRANDE CONTROLLORE

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Messaggioda Indra » 23 novembre 2011, 14:46

Spiacente
Non mi illudo mai.
Di nulla.
Se tu praticassi davvero, capiresti cosa intendo.
La via, quale che sia, è inesistente solo per un vira.
I pashu la infiocchettano in vario modo, ponendo avanti dharma, e kharma. Rta è una partenza.
Guardi, ma non Vedi.
Ho scritto '... NEL TUO CUORE, E NELLA PRATICA, hai già fatto di tua moglie una Vedova, e dei tuoi figli degli Orfani?
Tecnica operativa.

Da 'evita gli....' .
Tecniche operative.
Asparsa( evita...)
Advaita(una sola energia)
Karma (la Danza)
Sakta (di sakti)
Raja ( nessuna polarità)
Hatha (prana)
Bakti (la Vita)
Kriya(vayu)
Jnana(il Soffiatore)
Tao(il divino del Vivere)
Buddhismo tantrico(da una sola energia a il Soffiatore)
Se non riesci a capire come applicare le suddette tecniche, chiedi ad un buon istruttore.

Per il sorriso Vero, immagino che tu sia in grado di farlo, o quanto meno di riconoscerlo.
In qualunque situazione, ed evento.
Ne sei certo?
O, ti illudi?
Accontentati di contrarre i muscoli.
Ultima modifica di Indra il 23 novembre 2011, 14:49, modificato 1 volta in totale.

AT
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Messaggioda AT » 23 novembre 2011, 14:47

Luce Oscura faceva riferimento alla liberazione dai pasha, i vincoli dai quali l'adepto si deve liberare nella via della mano sinistra secondo ad esempio il Kularnava Tantra. Ricordo che una possibile enumerazione di tali vincoli è:
1.Pietà.
2.Delusione.
3.Vergogna.
4.Senso di colpa.
5.Paura.
6.Disgusto.
7.Famiglia.
8.Casta.
9.Precetti, riti, osservanze.
Secondo questa visione, il vira non può essere vincolato in alcun modo a sentimenti o doveri familiari.
Secondo me, non è questione di relativizzare il tutto dicendo che esistono diverse vie. Esiste una Verità anche sulla via della mano sinistra, che ha assunto configurazioni diverse nelle varie scuole essendo una via estremamente sperimentale e non dogmatica.
Per come la intende Luce Oscura, per come la intendono molti altri, la Via sinistra diventa una via con forti tendenze anti-sociali, di tipo settario, esoterica per sua stessa natura, in cui vengono considerati come pasha, limiti da spezzare, valori etici che invece potrebbero possedere un significato importante. Tutto l'insieme di quello che dice Luce Oscura mi risulta ambivalente: se da un lato condivido certe sue osservazioni, dall'altro vedo chiaramente la debolezza settaria della sua impostazione. Anziché distruggere dei vincoli, con questa etica anti-nomica si rischia di inaridire il proprio spirito, con uno strisciante e incoffessato orgoglio super-omistico che in realtà è debolezza.

Indra
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Messaggioda Indra » 23 novembre 2011, 15:05

AT
credi forse che la cosa non sia mai stata rilevata?
Che non ci si sia mai accorti che lo spezzare tutti i vincoli è esso stesso un vincolo?
Lo stesso siddharta disse ' per chi si attacca a qualcosa, la caduta è certa '.

Come sai, non parlo mai apertamente della Mano Sinistra.
Men che meno su un forum in rete.
Avverto la tua domanda inespressa.
Un seme posso dartelo.
Lycaon, l' Arcade.
Lycantrophos, il Teriomorfo.


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