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I due cakra del cuore.

Inviato: 12 giugno 2011, 16:25
da Paolo proietti
Helvetia ha scritto:Sapreste consigliarmi un libro o un link dove trovare un po' di nozioni di anatomia sottile? (for dummies, possibilmente...)

Oppure vi pongo direttamente una domanda, se c'e' qualcuno che puo' rispondermi...
Pressappoco sotto la scapola destra, c'e' qualche centro di energia, un canale, qualcosa?
E' un punto che, in determinate condizioni, sento come "vibrare". Lo avevo avvertito gia' prima di venire a conoscenza dell'esistenza delle energie sottili. La prima volta, ed era stata una percezione molto forte, mi era successo con la nascita di mio figlio, tanto che avevo chiesto alle ostetriche se per caso di li' passasse la montata lattea :lol:
Grazie


Fisiologia sottile.....
Innanzitutto, Silvia occorre tener conto che la percezione delle energie sottili è sempre individuale.
E quello che tu senti vale di più di ciò che puoi leggere su centinaia e centinaia di libri.
Una cosa di cui si deve tener conto è che i cakra sono assai di più, se si dà credo a quella che è definita fisiologia sottile,di quelli canonici.

Un cakra è una modalità espressiva dell'essere.
per coloro che percepiscono la realtà come flusso di energie è un luogo di passaggio, accumulo e produzione di energie sottili.
Energie qualificate.
nel senso che hanno frequenze di vibrazioni diverse.
i petali dei fiori di loto che rappresentano i cakra sono le nadi, i canali nei quali scorre il prana.
vi sono 108 centri nel corpo , nei quali si può ( o si può credere di ) agire.
i principali sono il cakra del perineo, il cakra del ventre, il cakra dell'ombelico, il cakra del cuore, il cakra della gola, il cakra della fronte.

A questi vanno aggiunti i cosiddetti cakra segreti: talu cakra, all'altezza del palato, manas cakra (sopra il cosiddetto terzo occhio) buddhi cakra(sopra il manas cakra) nirvana cakra o cakra della corona(l'oceano di latte , posto longitudinalmente all'altezza delle orecchie), guru cakra (sotto la fontanella) ed i cakra degli arti (pianta del piede, polpaccio, coscia, palmo della mano, avambraccio, braccio.

vi sono altri cakra altrettanto importanti.
All'altezza del cuore ad esempio vi sono , oltre ad anahata, altri due cakra situati all'incirca sotto i due capezzoli (all'altezza delle scapole). quello di destra è detto il cuore spirituale e , se non sbaglio, è associato ad una delle due spose di ganesha, Vidya.
quello di sinistra è il cuore dei poteri ed è associato all'altra sposa di ganesha, Siddhi.
la conoscenza è esistenza.
il "cuore" di destra è quindi in un certo senso la sorgente della vita.

non dico che tu percepisca questo.
potrebbe essere qualisasi altra cosa, ma se vuoi sapere qualcosa della sfisiologia occulta è bene tenerne conto.

Ti incollo degli appunti fatti tempo fa per gli stage organizzati da malcolm, spero ti possano essere utili.

un sorriso,
p.


Attorno a Susumna, la nadi centrale, si avvolgono Ida e Pingala.

Ida, di color bianco pallido, è assimilato alla luna ed il prana assume che scorre in essa è detto simile al nettare.
Pingala è rosso "simile al sole" è contiene il veleno della mortalità.

le tre nadi maggiori si uniscono Al Mùlàdhara cakra (perineo) ed all'àjna Cakra (plesso frontale) e si intrecciano nei pressi degli altri cakra:



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Lo studio e la percezione dei cakra riguarda coloro che praticano Hatha yoga (yoga tantrico) ovvero lo yoga inteso come Unione e armonizzazione delle energie.

.

E' scritto nello hathayoga pradipika:

Sia Gloria al santo Adinath che insegnò la scienza dello hatha yoga: essa risplende come una scala per colui che desidera salire sulla sommità del Raja Yoga"

Lo hatha yoga è l'insieme delle tecniche atte a risolvere ciò che è chiamata la guaina delle energie.


I due punti di incontro delle tre nadi più il punto centrale (cuore) sono i Tre Granthi o nodi della conoscenza.
sono nodi che vanno sciolti .
la presenza stessa di questi nodi, dei cakra, delle nadi del prana dipende dallo stato coscenziale del praticante.

per chi si identifica con la guaina delle energie Dio è il Prana e la percezione e l'utilizzazione del Prana rappresentano l'identità con l'assoluto.



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I tre granthi possono essere considerati le porte di accesso al corpo psichico.

La risoluzione del brahma granthi (piano del Mùlàdhàra cakra identificato da taluni con il glande e la clitoride ) fa accedere alla consapevolezza della guaina delle energie

La risoluzione del visnù granthi (piano di anàhata cakra) fa accedere alla consapevolezza della guaina della mente.

La risoluzione del Rudra granthi (piano di ajna cakra) fa accedere alla consapevolezza della guaina della conoscenza.

Ovvero, Prana, Manas e Buddhi.

Se parliamo di prana parliamo in realtà di vari tipi di energie, chiamate venti o Vayu:
I venti principali sono 5:

Udhàna color del fuoco, ha sede(per così dire nel sesto cakra ed ha una direzione ascendente.
Ma la giusta direzione , in qualche modo non è naturale, va per così dire [i]reindirizzato
.
Questa azione di reindirizzamento che porta dapprima alla armonizzazione di tutte le energie corporee e poi alla apertura del Cakra della corona, la si può assimilare alla "apertura dell'occhio spirituale", o terzo occhio, o occhio di Siva.

Pràna color blu zaffiro ha sede nel V° cakra (elemento sottile Etere) e si espande verso cuore e polmoni.

Vyàna color argento, ha sede nella IV° cakra, il cakra del cuore ed è onnipervadente.
è la sede dell'energia originaria .

Samàna è bianco latte ha sede nel III° cakra erappresenta l'assorbimento e l'utilizzazione delle sostanze nutritive.

Apàna è bruno ed ha sede nel II° cakra ma espande la sua azione espulsiva discendente verso il bacino e le gambe.

Nel Mùladhara Cakra in qualche modo si colora , acquista qualità.
Il muladhara è rappresentato come un fiore con quattro petali rosso scuro (color feci) su cui sono riportate quattro lettere dell'alfabeto sanscrito:
Va, sa, Sa (sha) e ca,
sul pericarpo(il centro del fiore ) è invece riportato il bija LAM.
[/i]
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Queste lettere stanno ad indicare, insieme ai colori, le differenti frequenze vibratorie di Apàna vayu.


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Una delle frequenze o modalità di Apàna vayu è il "rosso"KANDARPA VAYU, il vento di kama, il desiderio creativo.

E' in virtù dell'attivazione e dell'utilizzazione di kandarpa vayu che si attuano il cosiddetto risveglio di kundalini e lo scioglimento del Nodo di brahma .

La salita di kundalini viene rappresentato con l'assorbimento di tutti i simboli del mùlàdhara cakra nel Bija LAM che a sua volta si scioglie nel corpo della De e con la chiusura dei petali che si dirigono verso il basso.
questo riunire in un suono tutti i valori simbolici significa l'unificazione in un unico ritmo-vibrazione di tutte le energie "inferiori".

l'unificazione delle energie inferiori in unico flusso vibratorio (diciamo che vengono tutte portate alla medesima frequenza) porta alla salita della "serpentessa".

Non si creda che si tratti di una metafora.
Kundalini "rotonda" è il fuoco stesso inteso come energia.

L'attivazione ed il reindirizzamente del "vento di Kama" si avverte come un movimento interno , all'altezza del perineo, in senso antiorario.

Una specie di vibrazione/scarica elettrica, campo magnetico che mette in movimento Kundali sakti avvertita come una "striscia di energia larga" un palmo che sembra sollevare i lati della colonna vertebrale.









Nella tradizione taoista, che non differisce secondo me dalla tradizione indiana, si fa riferimento per esprimere il processo di rialita di Kundalishakti,al volo del drago ed alla trasformazione del Ch'i in Jing (elisir).
Jing è l'energia sessuale (quindi il vayu del desiderio) .



La base delle tecniche marziali e terapeutiche cinesi (e giapponesi) è la pecezione delle energie del Tan Tien.
ci sono in realtà tre tan tien, tre punti considerati dei crogioli o dei forni:
il punto tra le sopracciglia (tan tien superiore)
il punto in mezzo al cuore( tan tien mediano)
il punto sotto l'ombelico (tan tien inferiore)

corrispondenti al VI°, al IV° ed al II° Cakra.


Il più noto ,quello la cui"attivazione" secondo i taoisti , porta alla maestria nel movimento, all'aumento della vitalità, alla longevità, è il secondo chakra ,Svadhistana cakra.

Svadhistana cakra nello yoga è considerato l'origine dell'Apana vayu.
nel taoismo è l'origine del "soffio" o "vento" detto Ch'i.
Il ch'i viene sviluppato con la meditazione e fatto scendere al perineo (Muladhara).

La discesa provoca un "riscaldamento" (attivazione del vento di Kama-desiderio) che rende più "fluido" il chi' e lo fa risalire lungo la colonna vertebrale.

Le tecniche per sviluppare il ch'i sono interessanti.

Si è visto che per lo Hatha yoga, Apana ha origine nel secondo cakra e "domina" la parte del corpo che va dal basso ventre ai piedi.
La direzione primaria di apana è verso il basso.
E' il vento della "discesa" e della metallizzazione.
la meditazione "provoca" l'inversione del movimento impedendo inizialmente ad apana di scendere ed indirizzandolo in un percorso circolare attorno all' ombelico.


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svadhistana è un loto a sei petali (il bija è quello di Varuna,VAM) e rappresenta l'acqua che discende dal fuoco.

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Nella meditazione taoista vi si accumula chi durante la meditazione e poi lo si fa girare in senso sia orario che antiorario combinandolo così con l'energia del cakra dell'ombelico ,o Mani-Pùra cakra.


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manipùra cakra o più correttamente nabhi (ombelico) cakra.


Mani-pùra è un loto dorato ma sui suoi petali sono dipinti i 10 Varna azzurri: dam,dham,nam,tam,tham,dam tham, nam,pam,pham (le lettere da dha,na, ta da,tha,na,pa,pha).

Il colore azzurro ricorda che l'elemento sottile acqua discende dal fuoco.

I pieci petali ed i dieci varna rappresentano le determinazioni o qualificazioni di un altro vayu: Samana, il vento del nutrimento e della trasformazione.
Il suo mantra è RAM


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La meditazione taoista sul tan tien consiste quindi nel combinare samana ed apana per ottenere un "qualcosa" che , disceso nel Muladhara cakra, si trasforma in energia sessuale "ascendente".

Questo vento ascendente viene percepito come un liquido caldo, un "vento elettronico" o un "esercito di formiche" che sale dal muladhara all'osso sacro e da lì al cakra del cuore, anahata cakra


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anàhata è un loto rosso a dodici petali.

Qui il soffio si blocca .
l'Osso sacro, il punto in mezzo alle scapole e la prima vertebra cervicale sono considerati dai taoisti "porte della vita e della morte.

Il soffio vi si può bloccare senza riuscire a giungere alla fontanella e ridiscendere quindi al punto in mezzo alla fronte.

Una cosa interessante è che nei testi delle varie tradizioni non si parla mai di un solo punto del cuore, ma di due o addirittura tre punti o cakra.

Nel tantrismo, ad esempio (cfr. mahanirvana tantra con l'introduzione di Avalon) si parla di cuore fisico, di Loto a dodici petali rosso scuro e di loto a blu ad otto petali.



Nel taoismo la Tigre ed il Dragone rappresentano due forze, l'una discendente e l'altra ascendente, che devono invertire la loro azione e combinarsi.

Tale processo è rappresentato anche dall'insegnamento: "la dimora dell'Acqua è in basso, La dimora del Fuoco è in alto"

Non è difficile identificare la Tigre con Apàna vayu ed il Dragone con Udhàna vayu.

La leggenda della nascita delle arti marziali cinesi parla dell'arrivo di un maestro indiano, Bodhidharma, al Monastero di Shaolin.

A lui si attribuisce, tradizionalmente, l'insegnamento dei cinque stili fondamentali della arti marziali shaolin: i cinque animali:


Il Dragone(Lung), detto anche il Maestro che domina gli altri quattro

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la Tigre (Fu) che rappresenta la potenza della materia.

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Il leopardo o Pantera (Pao) che rappresenta la muscolatura e la forza derivante dall'alimentazione.
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Il Serpente (Sare) che rappresenta il respiro coordinato all'energia interna
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La Gru (hok) che rappresenta la grazia ,l'agilità e la capacità di alternare il movimento nel cielo (la gru che vola) e sulla terra (la gru che rotola)
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Il dragone è assimilabile ad Udhàna Vayu,
la tigre ad Apàna Vayu.

Il serpente invece è dichiaramente il Ch'i della reapirazione, ovvero Prana vayu.

Il leopardo il ch'i dell'alimentazione (Samàna Vayu) mentre la Gru sarà il Ch'i onnipervadente (Vyàna vayu).

I cinque animale corrispondono ai cinque vayu e la loro madre/sposa rappresentata dall'unione-inversione di Tigre e Dragone sarà evidentemente la Kundalini risvegliata.

Le tecniche taoiste insegnano ad armonizzare i vari venti a partire dal Pràna vayu.


Si è detto che ogni Pràna ha una direzione primaria ed una secondaria, a Parte Vyàna che è interno al corpo ed onnipervadente, ma segue i ritmi del giorno e della notte.

Pràna, che ha sede nel Visuddha Cakra si muove dall'esterno all'interno (la direzione fondamentale è rappresentata dalla Inspirazione)scende verso il basso , fino a partecipare all'azione del Samàna vayu (che ha sede nel manipùra e presiede all'assorbimento degli alimenti) l'energia combinata di Pràna e Samàna scende quindi nella zona del svadhistàna cakra per unirsi ad Apana vayu.
L'energia così prodotta dove viene indirizzata, mediante l'azione della mente (meditazione con seme. concentrazione su un punto e sul movimento attorno a tale punto) in un percorso circolare , che impedisce la naturale discesa di Apàna .

A questo punto l'energia si accumula, come l'acqua che , scorrendo in una tubatura , incontra un'ostacolo.

Con l'aumento dell'energia si avvertirà (soprattutto in fase di apnea alta) calore, o formicolio o elettricità nel basso ventre.

La concentrazione si sposterà quindi sull'osso sacro e , durante la espirazione, "automaticamente", l'energia passerà nella zona dei genitali, nel perineo, nell'ano, fin quando il praticante non avvertirà una sensazione di pressione nell'osso sacro.
sensazione che aumenta nella fase (naturale, non forzata) di apnea.

inspirando si sposterà l'attenzione al loto del cuore.
espirando la si condurrà all'Ajna cakra dove comincerà il "piccolo circuito celeste":
inspirando "conduco " l'energia al cakra sotto l'ombelico-
espirando la conduco al sacro-
inspirando la conduco al cuore-
espirando la conduco all punto della fronte.

L'esercizio deve condurre allo spontaneo muoversi dell'energia lungo il percorso del Piccolo circuito celeste.

La mente, ad un certo punto, non controllerà più, ma si limiterà ad "osservare", ad ascoltare il fluire dell'energia.

Il movimento spontaneo ci avverte che sta cambiando qualcosa al loto del cuore.

il fiore dai dodici petali rossi diretti verso il basso, che dà il ritmo e l'energia a tutto l'organismo, sta per lasciare il posto al Fiore Blu ad 8 petali chiamato nelle upanisad:hridaya chakra, hrit padma, hridaya padma, hridaya kamala, hridaya-amburuha, hridaya padmakosha, hritpundarika, hemapundarika.


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Il "passaggio" simbolico per taluni( i molti) effettivo per altri (pochi) dal cuore centrale (il loto"solare" con dodici petali rossi rivolti verso il basso) al cuore di destra (il loto"lunare" con 8 petali blu rivolti verso l'alto) significa che si entra nella dimensione della Dea.

L'energia vitale onnipervadente che dava ritmo e sosteneva i cakra inferiori( Manipùra,Svàdhistànae mùlàdhara) comincia a sostenere i cakra superiori, facendone sbocciare di nuovi (i cakra nascosti).
la Dea, nelle sue varie forme di maha Vidya, è generalmente rappresentata da Fiori di loto ad 8 petali :

Tara yantra
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kali yantra
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chinnamasta yantra:
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Dhumavati yantra:
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matangi yantra:
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kalamatmita yantra:
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bagalamukhi yantra:
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Bhunaneswari yantra:
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bhairavi yantra
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Questa apertura del loto ad otto petali del cuore provoca l'apertura di altri cakra, minori o nascosti.

Molti praticanti di hatha yoga che si avvicinano al tantrismo tibetano notano che i fiori di loto, simbolo dell'attivazione dei cakra differiscono iper colore e numero dei petali, da quelli descritti solitamente .
ciò in realtà non dipende da una differenza di impostazione o da un diverso punto di vista.

Semplicemente si suppone che chi si avvicina alle pratica tantriche sia stato iniziato e che questa iniziazione abbia , per così dire, già fatto sbocciare il loto del cuore.

Siamo già nel regno della Dea.
nel tantrismo tibetano si visualizzano solo 5 cakra:

alla fronte un loto bianco a 32 petali
Alla gola un loto rosso a 16 petali.
Al cuore , appunto, un loto blu ad 8 petali.
All'ombelico un loto giallo a 64 petali
e sotto l'ombelico un lro verde a 32 petali.


L'apertura del Loto ad 8 petali nel cuore, si accompagna ad una serie di sensazioni particolari.

Conduce per esempio all'apertura dei cakra minori sulle braccia, sugli avambracci e sul palmo delle mani.

Il praticante può avvertire la sensazione che le braccia si alzino da sole, dal cuore, passando per il lato esterno del braccia, sembra che parta una corrente elettrica che giunge al centro del palmo provocando talvolta una sensazione di pressione o di dolore, per poi tornare, seguendo il "canale interno" del braccio al cuore passando per il petto.

quando è il "momento", kundalini sale lungo fino a Visuddha cakra.





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Visuddha cakra è un fiore di loto a sedici petali "del color del fuoco visto attraverso il fumo".
Sui sui petali sono riportate le sedici vocali sanscrite , le sette note musicali( Nisàda,Risabha,gàndhara, sadaja,madhyama.dhaivata,vasat,svadhà) e i Bija Hùm, Phat,vausat,vasat,Svadhà,svàhà,namah..

nel sedicesimo petalo vi è l'ambrosia (amrita) e nell'ottavo il veleno.
Visuddha è il Cakra dell'Etere (akasha) ed è la dimora di Mahavajresvari, la dea in forma di Tuono.
il suono la voce, la respirazione verranno percepiti in maniera"diversa"

la salita di kundalini provoca l'apertura di un Cakra segreto posto alla Radice del palato:

Lalanà cakra detto a volte Kalàcakra o talu un loto rosso a dodici petali.



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Inviato: 13 giugno 2011, 10:33
da Helvetia
grazie Paolo, impagabile...
Il punto e' proprio dove dici tu: all'altezza del capezzolo, sotto la scapola destra.
Il problema per me, a volte, e' quanto dare credito alle sensazioni. Questo punto sotto la scapola e Muladhara li sento in modo direi inequivocabile, sono proprio delle vibrazioni di energia. Ma a volte sento qualcosa all'altezza di Visuddha (non piacevole, piccolo strangolamento, accavallamento), oppure una specie di formicolio/pelle d'oca nella fascia che va da orecchio a orecchio sulla nuca: queste sensazioni sono ancora un po' "ambigue", mi limito a rilevarle.