Sentire il Chi/Prana

chakra, nadi, kundalini ed esperienze del corpo energetico
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Sentire il Chi/Prana

Messaggioda Assurbanipal » 19 aprile 2011, 13:41

Forse è una domanda assurda, lo so, ma ci provo lo stesso. Ci sono dei metodi di sensibilizzazione per arrivare a sentire il chi/prana scorrere nel corpo? Sentirlo nel respiro? Nei vari centri energetici del corpo?
Grazie

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Re: Sentire il Chi/Prana

Messaggioda fabio » 19 aprile 2011, 14:19

Assurbanipal ha scritto:Forse è una domanda assurda, lo so, ma ci provo lo stesso. Ci sono dei metodi di sensibilizzazione per arrivare a sentire il chi/prana scorrere nel corpo? Sentirlo nel respiro? Nei vari centri energetici del corpo?
Grazie


forse è più assurdo non porsi questa domanda...
comunque la risposta è si, ma credo dovresti chiedere al tuo insegnante, e nel caso tu non l'abbia, cercarne uno.

a presto
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Re: Sentire il Chi/Prana

Messaggioda pushan » 19 aprile 2011, 18:56

Assurbanipal ha scritto:Forse è una domanda assurda, lo so, ma ci provo lo stesso. Ci sono dei metodi di sensibilizzazione per arrivare a sentire il chi/prana scorrere nel corpo? Sentirlo nel respiro? Nei vari centri energetici del corpo?
Grazie

Più che altro è una domanda un po' buffa...secondo te a che serve la pratica dello yoga o quella del tai chi chuan?

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Re: Sentire il Chi/Prana

Messaggioda fabio » 20 aprile 2011, 9:20

pushan ha scritto:
Assurbanipal ha scritto:Forse è una domanda assurda, lo so, ma ci provo lo stesso. Ci sono dei metodi di sensibilizzazione per arrivare a sentire il chi/prana scorrere nel corpo? Sentirlo nel respiro? Nei vari centri energetici del corpo?
Grazie

Più che altro è una domanda un po' buffa...secondo te a che serve la pratica dello yoga o quella del tai chi chuan?


hai ragione.
considera però che la maggior parte della gente che conosco e che pratica yoga o tai chi, fa un gran parlare di prana o di ki, poi alla domanda... ma tu lo percepisci? la risposta è no.
ovvio, è la mia esperienza, probabilmente sono un pò sfigato nelle conoscenze... :lol:

mi permetto di consigliare al nostro amico questo testo, estremamente semplice, gradevole, ma anche pratico

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Messaggioda Togdenma » 20 aprile 2011, 9:27

Il Qi Gong - Chi Kung mi sembrerebbe ancora più focalizzato sulla dimensione energetica...
Ma giungerà una sera
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Re: Sentire il Chi/Prana

Messaggioda pushan » 20 aprile 2011, 10:31

fabio ha scritto:
pushan ha scritto:
Assurbanipal ha scritto:Forse è una domanda assurda, lo so, ma ci provo lo stesso. Ci sono dei metodi di sensibilizzazione per arrivare a sentire il chi/prana scorrere nel corpo? Sentirlo nel respiro? Nei vari centri energetici del corpo?
Grazie

Più che altro è una domanda un po' buffa...secondo te a che serve la pratica dello yoga o quella del tai chi chuan?


hai ragione.
considera però che la maggior parte della gente che conosco e che pratica yoga o tai chi, fa un gran parlare di prana o di ki, poi alla domanda... ma tu lo percepisci? la risposta è no.
ovvio, è la mia esperienza, probabilmente sono un pò sfigato nelle conoscenze... :lol:

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la "maggior parte della gente" ha fretta, ma la costanza è il bastone del ricercatore, il suo sostegno, la pratica umile, quotidiana, pur nel non avverarsi del "desiderio" di ottenere risultati ("presto e bene" e con in mente i risultati descritti dai libri e trasformati in credenze da riproporre come conseguimenti ottenuti).
Lasciando andare quel desiderio e dimorando nell'essere quello che si è, senza tanti altri orpelli, ci si accorge, forse, di non essere quello che si pensava di essere prima di approcciare la pratica e soprattutto di proseguirla nel tempo.
Pensare di poter entrare nella "dimensione energetica" come si entra in una stanza "segreta" di cui ci siamo procurati l'unica chiave esistente (la migliore tra tutte), implica che ci sia una "dimensione non energetica" in cui "normalmente" siamo. Ma l'energia non era Una?
Nel tempo l'auto-osservazione matura e fiorisce, piccoli passi e volare basso aiuta.
Sfigato nelle conoscenze, assì? non mi pareva...e invece i "fighi della conoscenza" chi sarebbero?
p.

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Re: Sentire il Chi/Prana

Messaggioda yoga.san » 20 aprile 2011, 11:16

pushan ha scritto:...
la "maggior parte della gente" ha fretta, ma la costanza è il bastone del ricercatore, il suo sostegno, la pratica umile, quotidiana, pur nel non avverarsi del "desiderio" di ottenere risultati ("presto e bene" e con in mente i risultati descritti dai libri e trasformati in credenze da riproporre come conseguimenti ottenuti).
Lasciando andare quel desiderio e dimorando nell'essere quello che si è, senza tanti altri orpelli, ci si accorge, forse, di non essere quello che si pensava di essere prima di approcciare la pratica e soprattutto di proseguirla nel tempo.
Pensare di poter entrare nella "dimensione energetica" come si entra in una stanza "segreta" di cui ci siamo procurati l'unica chiave esistente (la migliore tra tutte), implica che ci sia una "dimensione non energetica" in cui "normalmente" siamo. Ma l'energia non era Una?
Nel tempo l'auto-osservazione matura e fiorisce, piccoli passi e volare basso aiuta.
...


Già. E' buffo constatare che i "risultati", se poi di risultati si tratta, non insorgono MAI nei tempi che vorremmo, ma, almeno per quanto mi riguarda, quando il distacco (dal desiderio?) è tale che quel determinato risultato ha già assunto caratteristiche di "normalità"... quotidianità.
Credo sia perchè quel contenuto era già dentro di me (mannaggia!) e me l'ero scordato o peggio non me n'ero accorto.
Miracoli, terzi occhi, samyama... mi pare che sia tutto già in noi, sottosoglia o poco utilizzato, soprattutto senza renderci di star facendo proprio quella cosa lì, alla faccia delle montagne di chiacchiere teoriche accumulate al proposito.
a presto
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Re: Sentire il Chi/Prana

Messaggioda fabio » 20 aprile 2011, 11:20

pushan ha scritto:
fabio ha scritto:
pushan ha scritto:
Assurbanipal ha scritto:Forse è una domanda assurda, lo so, ma ci provo lo stesso. Ci sono dei metodi di sensibilizzazione per arrivare a sentire il chi/prana scorrere nel corpo? Sentirlo nel respiro? Nei vari centri energetici del corpo?
Grazie

Più che altro è una domanda un po' buffa...secondo te a che serve la pratica dello yoga o quella del tai chi chuan?


hai ragione.
considera però che la maggior parte della gente che conosco e che pratica yoga o tai chi, fa un gran parlare di prana o di ki, poi alla domanda... ma tu lo percepisci? la risposta è no.
ovvio, è la mia esperienza, probabilmente sono un pò sfigato nelle conoscenze... :lol:

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la "maggior parte della gente" ha fretta, ma la costanza è il bastone del ricercatore, il suo sostegno, la pratica umile, quotidiana, pur nel non avverarsi del "desiderio" di ottenere risultati ("presto e bene" e con in mente i risultati descritti dai libri e trasformati in credenze da riproporre come conseguimenti ottenuti).
Lasciando andare quel desiderio e dimorando nell'essere quello che si è, senza tanti altri orpelli, ci si accorge, forse, di non essere quello che si pensava di essere prima di approcciare la pratica e soprattutto di proseguirla nel tempo.
Pensare di poter entrare nella "dimensione energetica" come si entra in una stanza "segreta" di cui ci siamo procurati l'unica chiave esistente (la migliore tra tutte), implica che ci sia una "dimensione non energetica" in cui "normalmente" siamo. Ma l'energia non era Una?
Nel tempo l'auto-osservazione matura e fiorisce, piccoli passi e volare basso aiuta.
Sfigato nelle conoscenze, assì? non mi pareva...e invece i "fighi della conoscenza" chi sarebbero?
p.


non saprei. tutti quelli che conosci percepiscono il ki?

comunque si tratta di percezione.
è evidente che se non ci fosse l'energia saremmo morti.
quindi il corpo energetico c'era prima e dopo la percezione. ma non è detto che tutti, a quanto sembra, abbiano la capacità di percepirlo in maniera tangibile, ad esempio banalmente fra le mani.

f.
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Re: Sentire il Chi/Prana

Messaggioda yoga.san » 20 aprile 2011, 11:37

fabio ha scritto:....
non saprei. tutti quelli che conosci percepiscono il ki?
....


Secondo me tendiamo a dare nomi esotici a esperienze normalissime.
Banale esempio: so che il mio cuore batte, "sento" il polso!
Posso vivere le pulsazioni inconsapevolmente, posso anche viverle in "sintonia" quotidiana respiro-battito, con un pò di esercizio (anche se alcuni nascono imparati....).
Questa seconda ipotesi, con la pratica di anni, si scopre che è estrememente utile, tuttavia rimane il fatto che cuore-batte è definizione molto poco esotica e ci piace meno.
Mi pare estrapolabile, come faccenda, che dici?
a presto
S.

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Messaggioda fabio » 20 aprile 2011, 11:57

non saprei.
personalmente ho fatto una esperienza nella quale dopo aver lasciato andare il corpo in uno stato di quiete, ed aver "mollato" taluni blocchi, il ki è percepibile in maniera assai singolare.
per fare un esempio, ovviamente personale, in seiza porto le mani vicine fra di loro. porto l'attenzione ai palmi, e gioco ad avvicinarle / allontanarle immaginando degli elastici che le tengano unite. dopo poco è possibile percepire dei cambiamenti sostanziali, tipo una sfera fra le mani, o dei formicolii, o della gomma appiccicosa.
questo non significa che quella energia non fosse li anche prima, anzi, per forza doveva essere li. si tratta solamente del fatto che ora percepisco una cosa che prima non percepivo.
ma ho riscontrato, ed è questo che dicevo, che non è esperienza comune nemmeno fra alcuni praticanti di arti marziali ventennali.
il ki, questo sconosciuto :)
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Messaggioda Togdenma » 20 aprile 2011, 14:22

Questo mitico ki...
A me la percezione del ki dà fastidio,nel senso che questo eccesso di sensibilità e di capacità di sentire,mette a dura prova a volte il mio sistema nervoso e crea interferenza con le mie naturali attività,nel senso che la percezione del prana in parte mi distrae.E quando arrivi a questo punto,risulta difficile tornare ad una "sedazione" della percezione o della vibrazione...e ti viene naturalmente richiesto,per stare bene,un rigore regolativo ed etico assoluto.Una dolcissima condanna...
Meglio prima,da certi punti di vista.Quando ancora ignoravo cosa fosse.
Ma ovviamente questo è un parere personale.

Namastè.
Ma giungerà una sera

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Messaggioda Paolo proietti » 20 aprile 2011, 15:10

se si considera il Qi Gong come pratica per percepire le energie sottili , indirizzarle ed utilizzarle occorre considerare i tre passi base delle tecniche psicofisiche taoiste:
1) giusta posizione (DIAOSHEN);
2) giusta respirazione (DIAOXI);
3) giusto stato mentale (YISHOU o mantenere l'attenzione focalizzata).

La giusta posizione è la più comoda che si può assumere con le gambe incrociate , la schiena diritta, i muscoli del collo e le spalle rilassate gli occhi socchiusi (nè aperti per non rischiare di farsi distrarre nè chiusi per non rischiare di non sprofondare nell'immaginazione) .
la giusta respirazione è la respirazione sottile leggera e controllata.
il giusto stato mentale è quello che scaturisce da RUJING e per alcuni, coincide con RUJING

Rujing formato probabilmente dagli ideogrammi 靜 jìng​ che vuol dire quiete, pace, calma e dall'ideogramma 入 rù​ che letteralmente significa entrare [in uno stato o paese straniero), andare in un luogo , trovare un legame con....
quindi rujing significa entrare nel territorio della quiete.
come fosse non uno stato d'animo ma un luogo.

ma , jing con la stessa pronuncia , si può scrivere anche 鏡 jìng​ che significa specchio.
入 rù​鏡 jìng​ starebbe quindi per "entrare nel paese dello specchio".
traduzione assai evocativa.

Rujing, qualsiasi cosa significhi, è lo stato dal quale partono tutte le tecniche operative della meditazione taoista.

si tratta di capire cosa sia effettivamente Rujing e come lo si possa raggiungere/realizzare.
nella cina moderna RuJing è inteso come "distacco dalle attività mentali".
in altre parole RuJing è "la soppressione delle modificazioni della mente".


vediamo adesso l'aspetto pratico:
per i cinesi vi sono nel corpo umano 108 punto o centri o cavità dai quali transitano dei canali di energia.
i punti principali sono quelli attraverso passano e si intersecano i canali principali detti meridiani.
questi punti principali formano dei percorsi, come le stelle formano le costellazioni, detti Canali Psichici o Canali segreti, che vanno attivati/aperti per avere accesso alla meditazione realizzativa.

i canali segreti più importanti sono il canale dell'energia discendente o vaso della Concezione (REN MAI)
ed il canale dell'energia ascendente o Vaso del Governatore (DU MAI).
il vaso della concezione (energia femminile) ha origine sotto la radice della lingua in un punto che possiamo assimilare al chakra della gola o vishuddha cakra.
E passando per il punto del cuore o tanTien mediano (Anahata cakra) per l'ombelico (nabhi cakra) e per il punto dell'energie sessuale o tan tien inferiore (svadhistana cakra) arriva fino al punto del perineo (muladhara cakra).

il vaso del Governatore, energia maschile, ha origine nel perineo (Muladhara cakra) e passando lungo la colonna vertebrale, la nuca ed il cranio, passa dal punto detto castello giallo posto tra il sole e la luna, ovvero il punto al centro della fronte o tan tien superiore (ajna cakra) ed arriva fino al punto del palato (Talu cakra)

il piccolo circuito celeste consiste nel far risalire l'energia fenmminile lungo il vaso del governatore e nel farla discendere, purificata, lungo il Vaso della Concezione.

l'energia femminile [che in questo caso prende il nome di chi o meglio QI o XI che sta per gas, aria, tempo atmosferico,energia vitale, vapore ma anche atto dell'arrabbiarsi ed è formato dai segni:

人 rén​= uomo, persona
弓 gōng​ = arco (l'arco inteso come arma)
火 huǒ​= Fuoco
木 mù​ = albero/legno]

incontra tre nodi, tre cancelli o strettoie da sciogliere , aprire o allargare:
il primo è nella zona del sacro (Brahma granthi).
Il secondo è nella zona del cuore (Visnu granthi).
il terzo nella zona tra la nuca ed il cervelletto (Rudra granthi).

l'energia femminile non sale naturalmente.

bisogna prima "accendere il fuoco" (nello Yoga delle energie si parla di Kundalini Rotonda risvegliata dal vento del desiderio, una modificazione di Apana vayu).
accendere il fuoco significa far affluire energia/luce dal punto in mezzo alla fronte alla zona genitale (svadhistana) attraverso una serie di tecniche di respirazione, sensibilizzazione, visualizzazione analoghe a ciò che si incontra nella tradizione indiana e nella tradizione tibetana.

l'aumento di energia nel tan tien inferiore (Svadhistana) è percepibile come un'aumento di temperatira localizzato sotto l'ombelico , una serie di scosse e formicolii che interessano la zona del bacino, i genitali, il sacro, una sensazione di "pienezza e di dolcezza " come se i pori della pelle fossero sul punto di aprirsi e versare miele all'esterno.
accumulata abbastanza energia QI nel basso ventre questa non si rovescia spontaneamente nel perineo se non quando i canali sono già "aperti".
occorre quindi utilizzare la "mente".
per poter spostare l'energia è necessario dapprima imparare percepirla per esempio nelle mani (spirali dei polpastrelli e centro del palmo) e poi ad indirizzarla consapevolmente verso determinati punti all'interno o all'esterno del corpo.
il Qi è percepibile tra le mani dapprima come calore, poi come campo magnetico, come una serie ritmica di punture di spillo, come fluido.
solitamente unendo le mani davanti alla fronte si percepisce una qualche reazione al centro della fronte.
come se il callo che divide i due emisferi celebrali fosse in qualche modo collegato a questa percezione/emissione di energia(?).
una volta che si è imparato ad indirizzare il Qi si può utilizzare ad esempio la espirazione, per "farlo" scendere dal tan tien inferiore (svadhistana) al muladhara ed al sacro.
l'accumulo di energia al sacro può essere doloroso.
si ha avolte l'impressione di qualcosa "che non passa".
A volte la sensazione provoca un aumento di calore ed energia nella zona genitale fino ad arrivare ad emissioni di sperma o di fluidi vaginali.
altre volte si ha un eccessivo aumento di energia nella zona del ventre.
altre volte il corpo si mette a dondolare avanti ed indietro o in maniera circolare e gli arti si muovono spontaneamente ed in maniera incontrollata.
la discesa, in espirazione del QI dal punto sotto l'ombelico all'osso sacro, è il primo passo della pratica del cosiddetto circuito celeste.


La condizione psicofisica necessaria alla percezione delle energie sottili è quella detta shoong o sōng​




[b]鬆 sōng
è formato dall'ideogramma che si pronuncia alla stessa maniera 松 sōng​ che significa pino e dai segni 竹 zhú​ che significa bambù e 尸 shī​ che significa sia cadavere che "attore che interpreta la morte o il cadavere"

松 sōng​ = pino è invece formato dai segni
戈 gē​ che significa lancia.
金 jīn​ che significa oro
木 mù​ che significa albero-legno.

Rujing è formato da
入 rù​ che significa entrare in un paese o in un luogo
人 rén​ Uomo/persona e
竹 zhú​ che vuol dire Bambù.

靜 jìng​ che vuol dire quiete, pace, calma .
sua volta è composto da:
手 shǒu​ che vuol dire mano (ma anche "potenziale artefice")
月 yuè​ che vuol dire luna
ancora 月 yuè​ (月月 yuè​ yuè​ significa "ogni mese")
尸 shī​ che vuol dire cadavere .
木 mù​ che vuol dire albero, legno.

[i caratteri cinesi che sto usando sono quelli tradizionali,
la translitterazione è quella "mandarina" dove altrove leggi CHI KUNG qui leggerai Qi Gong .]



il primo passo del piccolo circuito celeste consiste quindi nel passaggio dell'energia QI (CHI o CH'I secondo diverse translitterazioni) dal TAN TIAN (o TAN TIEN ovvero campo rosso o campo di cinabro , dove il Cinabro è MERCURIO ROSSO) all'osso sacro passando attraverso i genitali , il perineo e l'ano.
E' ovvio che per far circolare un qualcosa occorrerà prima sapere cosa si fa circolare.
se devo riempire una bottiglia con il latte dovrò sapere cosa è il latte.
se devo riempire una bottiglia con la benzina dovrò sapere cosa è la benzina.
altrimenti mi troverò a versare del latte nel serbatoio dell'auto ed a mettere la benzina nel Biberon.

per cominciare la pratica di tecniche operative taoiste dovrò prima percepire la circolazione delle energie nel corpo e nell'ambiente.
se non si percepisce l'energia QI è completamente inutile passare le ore a fare movimenti di Qi Gong o forme di ciò che adesso è chiamato tai chi chuan.
sul Tai chi chuan ci sarebbe da parlare per ore.
per ragioni di mercato si è finiti per intendere per tai chi chuan qualcosa di completamente diverso da quello che era alla fine del 1800, quando si è sviluppato.

In cinese (tradizionale ) è 太極拳 tài​jí​quán​, dove :
太 tài​ significa estremamente,il più alto, il più grande, il "troppo"
極 jí​ non è il Qi (Chi o Ch'i) ma è un'altra maniera per dire estremamente, all'estremità e significa anche in Cima e polo geografico. scomponendolo nei segni originali si arriva alla definizione "UN FIUME - UN ALBERO".
拳 quán​ significa pugno ed è usato per boxe e lotta.

i due ideogrammi 太極 TAIJI insieme assumono il significato di estremità dell'estremità ovvero di sorgente di tutte le cose, causa ultima della manifestazione.

per usare un termine sanscrito è come dire il pugno di Isvara.
è evidente, per me, che si tratta di una cosa diversa da una tecnica di lotta o una tecnica per la salute.



per prima cosa quindi il praticante deve apprendere a percepire il QI.
deve sviluppare la tecnica dell'ascolto, spostando l'attenzione della mente sulla percezione interna o propriocettiva, acquisendo una sensibilità quasi febbrile.

le tecniche sono molteplici , ma di solito si basano su azioni fisiche (digito pressione, massaggio a sfregamento, massaggio percussione) unite al controllo/ascolto della respirazione ed all'uso di visualizzazioni, mantra , suoni ed un particolare uso del dialogo interiore simile a quello del Training Autogeno di shultz.

facciamo un esempio pratico(le varianti sono moltissime):
in piedi o seduti in una posizione comoda si scuotono le mani e le braccia per attivare la circolazione sanguigna.
si rilassano le spalle ruotandole avanti ed in dietro, sollevandole e facendole cadere ripetutamente.

quando le mani e le braccia sono "calde" con le dita della mano destra (o il contrario, di solito si considera la mano destra maschile e la mano sinistra femminile) si preme l'unghia del pollice sinistro inspirando e si allenta la presa espirando.

si ripete un certo numero di volte (solitamente 9 o un multiplo di 9) fn quando non si avverte nel pollice una sensazione "diversa"= sembra più leggero o più pesante o più caldo o più freddo di tutte le altre dita.
si rpete con ciascun dito della mano sinistra.
poi si preme il centro del palmo della mano con la stessa tecnica.

si valuta la differenza tra la "sensazione" della mano sinistra e la sensazione della mano destra.
quindi si fa un esercizio di visualizzazione: si immaginano le ossa della mano sinistra (quella "sensibilizzata") con più precisione possibile, come se le si disegnasse nella mente.
quindi inspirando si immagina che le ossa vengano compresse da una fascia elastica ed espirando si immagina che la stratta si allenti.

proseguendo si immagina che le ossa divengano sempre più morbide ed elastiche.
dopo un pò si dovrebbe avvertire un formicolio e/o un senso di pesantezza e/o un aumento di calore e/opunture di spillo ai polpastrelli ed al centro del palmo.

si valuta la differenza con la mano non sensibilizzata e quindi si ripete l' operazione con l'altra mano.
per aumentare l'a sensazione si possono unire i palmi della mano davanti al petto (con i gomiti rilassati e le dita verso l'alto.) e si può immaginare di inspirare dal palmo (immaginando un foro elastico che si apre conducendo l'aria nei polmoni attraverso le braccia) e di espirare attraverso le dita.
dopo 9 o multipli di nove (fino a 108) respirazioni si allargano lentamente e dolcemente le mani (la sensazione , ovviamente, sarà che le si siano incollati tra di loro) e si pongono ad una distanza (tra loro) di 3-4 cm con le dita rivolte in avanti, orizzontalmente.

si immagna adesso che tra i due palmi vi sia una sostanza elastica ed appiccicosa.
inspirando(dolcemente, senza rumore immaginando di prendere l'aria ad un cm dalla punta del naso) immagino di volere allargare le mani verso l'esterno ma di non riuscirci (la sostanza appiccicosa le tiene ferme).
espirando (dolcemente senza rumore immagnando di mandare l'aria ad un cm dalla punta del naso)immagino di voler avvuicinare i palmi delle mani ma di non riuscirci a causa della massa elastica.

dopo 9 (18-27....108) ripetizioni si dovrebbero percepire contemporaneamente l'energia repulsiva e l'energia di attrazione.

è questo il primo passo per la percezione delle energie sottili........
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Messaggioda Assurbanipal » 24 aprile 2011, 19:19

Grazie mille di tutte le risposte preziose. Purtroppo è come dice fabio: tanti parlano di energie sottili, pochi le sentono e sanno cosa veramente sono. Io pratico yoga da qualche anno, ho fatto anche un po' di tai chi e medito (meditazione di stampo yoga) da 8 anni, ma sono stati rari i momenti di percezione del prana e apparentemente casuali (ovvero non riproducibili da me, ma subiti quando arrivavano). Proverò queste tecniche di Paolo. Grazie per la tua preziosa descrizione. Voglio prendere anche il libro consigliatomi. Grazie a tutti. Ben vengano altri interventi


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