pensiero realizzativo

chakra, nadi, kundalini ed esperienze del corpo energetico
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pensiero realizzativo

Messaggioda Helvetia » 17 gennaio 2011, 13:32

Come porre questa domanda? Non so.
Cos'e' il pensiero realizzativo? Come funziona?

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Annananda
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Re: pensiero realizzativo

Messaggioda Annananda » 17 gennaio 2011, 14:06

Helvetia ha scritto:Come porre questa domanda? Non so.
Cos'e' il pensiero realizzativo? Come funziona?


Secondo me,sarebbe più appassionante che tu lo scoprissi da te,al momento opportuno,altrimenti sarebbe come darti un bel regalo impacchettato,con un bel fiocco,dicendoti già prima che tu lo scarti,esattamente cosa ci troverai dentro. :)

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Messaggioda Helvetia » 17 gennaio 2011, 14:09

Temo di averlo gia' scartato, Annananda! Ma non c'era il libretto di istruzioni... Percio' vorrei capire meglio. Me ne vuoi parlare tu?

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Messaggioda Annananda » 17 gennaio 2011, 14:41

Helvetia ha scritto:Temo di averlo gia' scartato, Annananda! Ma non c'era il libretto di istruzioni... Percio' vorrei capire meglio. Me ne vuoi parlare tu?

Oh,un bel pacco bomba,ti ringrazio.Dai,scherzo.Volentieri ma,sorry,non oggi.Devo spegnere il pc e mi assenterò fino a domani.
Mi permetto,nel frattempo,di allargare la proposta a tutti i fiammiferi in navigazione sul forum.Risponderò anche io,certamente.
Un abbraccio di cuore! :)

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Re: pensiero realizzativo

Messaggioda grazianozap » 17 gennaio 2011, 15:12

Helvetia ha scritto:Come porre questa domanda? Non so.
Cos'e' il pensiero realizzativo? Come funziona?


Beh, cara S. è semplice pensi una cosa e questa si realizza, come funziona non lo so (per fortuna).
samastaloka sukhino bhavantu

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Messaggioda Annananda » 17 gennaio 2011, 23:02

Potresti leggere il testo:
"Pensiero,Azione e Destino.Potere ed uso del pensiero"di Marco Ferrini (Fondatore del Centro Studi Bhaktivedanta.Accademia di Scienze Tradizionali dell'India.)
:)
Questo testo si rifà alla psicologia indovedica.

Paolo proietti
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Re: pensiero realizzativo

Messaggioda Paolo proietti » 18 gennaio 2011, 0:11

Helvetia ha scritto:Come porre questa domanda? Non so.
Cos'e' il pensiero realizzativo? Come funziona?

Il pensiero è sempre realizzativo.
per ciò che riguarda lo yoga ti prego di avere la pazienza di seguirmi un'attimo (sai che la sintesi non è una delle mie caratteristiche :oops: ).

Quando si parla di sanathana dharma si parla di un insegnamento che si basa su una serie di principi.

Serie di principi che sono sintetizzabili con le parole Sat Cit Ananda nama rupa.

questi principi procedono dall'Uno ontologico, che possiamo definire Sat che è l'idea inespressa ed irrapresentabile dell'Essere.

Quando diviene concepibile , immaginabile, lo possiamo chiamare Cit.
Cit èil demiurgo , L'essere che possiamo concepire come spazio puro o forma l che si libra nello spazio.

La possibilità di concepirlo è la valenza espressiva dell'essere che solitamente definiamo Shakti (cit shakti)

L'insieme di shakti ed essere (chiamiamolo Siva) è ciò che definamo ānanda.

da ānanda (ananda-shakti)procede nāma che possiamo vedere come le tre grandi correnti energetiche o le tre grandi madri Luce (lakshmi - kriya shakti), Silenzio (Sarasvati -jnana shakti),Vuoto (Uma -iccha shakti).

le tre Madri danno rifine ai cinque veli limitanti di māyā ovvero: limitatezza dello spazio, Limitatezza della conoscenza, passione, limitatezza del tempo e principio di causa effetto.

Questi veli sono ciò che rende percepibile e dal nostro punto di vista reale, la Manifestazione.

in pratica sono i cinque elementi:

La limitatezza dello spazio kalā è la sorgente di ciò che dal nostro punto di vista definiamo ETERE o आकाश ākāśa.

La limitatezza della conoscenza vidyā corrisponde a ciò che chiamiamo ARIA o वायु vāyu.

La passione rāga corrisponde a ciò che definiamo FUOCO o तेजस् tejas.

La limitatezza del tempo kāla corisponde a ciò che definiamo ACQUA o आप āpa

Il principio di causa-effetto niyati corrisponde infine a ciò che chiamiamo TERRA o पृथ्वी pRthvii.


Ciò che nell'uomo dà origine al pensiero è la mente.
ma la mente non è un qualcosa di stabile è fisso , è un riflesso della coscienza/conoscenza assoluta che si esprime attraverso cinque funzioni relate agli stati che abbiamo imparato a definire stato di sonno profondo, stato di sogno, stato di veglia.


Le funzioni o specializzazioni della mente sono anch'esse relate ai cinque elementi veli limitanti:

ānanda ) allo Spazio,

manas all'Aria,

buddhi al Fuoco,

citta all'Acqua,

ahaṃkāra alla Terra.


Noi non siamo altro che il prodotto dell'azione combinata dei cinque veli limitanti di māyā.

La manifestazione sottile e grossolana, in fondo , non è altro che la percezione , da diversi punti di vista , dei cinque elementi.

I punti di vista, in fondo , sono le qualità ovvero i गुण guṇa:

la parte sattvica dei cinque elementi dà origine alle cinque percezioni ed ai cinque oggetti di percezione :

Spazio(Etere) - Suono/Udito.
Aria - Tangibilità/Tatto.
Fuoco - Luce forma/Vista.
Acqua - Sapore/Gusto.
Terra - Odore/Olfatto.


La parte rajasica dei cinque elementi dà origine alle cinque possibilità di azione (e ai cinque venti):

Spazio - facoltà del parlare.
Aria - facoltà del prendere.
Fuoco - facoltà dell'andare.
Acqua - facoltà del generare.
Terra - facoltà dell'evacuare.


La parte tamasica dei cinque elementi darà infine origine agli organi fisici di percezione e di azione ed a tutto ciò che chiamiamo manifestazione grossolana:

Spazio - Orecchio(organo dell'udito) /Bocca (organo del parlare.
Aria - Pelle (organo del tatto) / Mano (organo dell'afferrare).
Fuoco - Occhio (organo del vedere) /Piede (organo dell'andare)
Acqua - Lingua (organo del gusto) / Genitali (organo del generare)
Terra - naso (organo dell'olfatto) / ano (Organo dell'evacuare).


Tramite il primo tipo di samadhi savikalpa si può comprendere la natura dei cinque elementi grossolani e risolverli.


Yoga sutra I,17:

vitarka vichara ananda asmita rupa anugamat samprajnatah


traduzione di Raphael:

la condizione di conoscenza è quella accompagnata dall'argomentazione,dalla deliberazione. dalla beatitudine dal senso dell' "io sono".

il Sutra I,17 descrive quattro tipi di samadhi.
Il samadhi è conoscenza diretta della realtà.
significa che non vi è distinzione tra OGGETTO di conoscenza e tra SOGGETTO conoscitore.

E questo accade proprio perchè l'oggetto di conoscenza in questo caso diviene uno dei veli limitanti e, come si è detto, i veli limitanti sono ciò che costituisce la "apparente" manifestazione dell'essere.


Spesso si è parlato dei concetti di अस्ति asti - भाति bhāti - प्रिय priya.


प्रिय priya, dalla radice PRA che significa insorgere , sbocciare, è tutto ciò che è piacevole,bello a vedersi, amabile, adorabile,beato e portatore di beatitudine.

भाति bhāti dalla radice bhā che significa luce, significa apparire sembrare, luccicare, scintillare ecc.

अस्ति asti dalla radice AS che significa essere vuol dire Esso (lui, lei) E', ma anche esistere, essere stare...

bhāti è la "luce propria" di un oggetto, ciò che dà origine alla forma con la quale lo si può "conoscere".

la vera forma (स्वरूप svarūpa ) di un oggetto, sarà quindi la forma che appare senza sovrapposizioni mentali, come diretta emanazione della luce propria dell'oggetto, bhāti.

Il samadhi con seme è quindi la conoscenza diretta che nasce dall'unione fusione del conoscente con l'oggetto di conoscenza significando con ciò che riconosco come parte costiituente di ME uno dei cinque veli limitanti.

Considerando che il Velo limitante è la manifestazione mi troverò a realizzare l'identità tra ciò che definisco IO o interiorità (AHAM) e ciò che definisco Esterno o Questo ( इदम् IDAM).

Il primo samadhi che si incontra nelle scritture è detto savitarka.

वितर्क vitarka significa argomento.In questo caso è il nome del tipo di samadhi che insorge dalla concentrazione su un pensiero particolare, un seme.

per esempio medito su OM NAMAH SIVAYA, comincio ad intravedere la sua struttura triplice (nama= mondo delle forme, Ya = jiva individuato, Siva = assoluto) e la sua struttura quintuplice (NA- MA-SI-VA-YA) che rappresenta i cinque poteri della manifestazione (creazione, distruzione,mantenimento, velamento , grazia) fin quando i pensieri cominciano a girare da soli fino a farmi perdere il concetto dell'individualità e la consapevolezza del voler conoscere-comprendere ,e la mente si identifica completamente nel mantra, che rimane come seme (pratyaya).

Il pensiero è un ente.
La manifestazione possiamo considerarla come l'effetto del vento (Vayu o Aria detta anche Marut) che nell'uomo corrisponde a Manas, sulle Acque di Citta.
Le onde illuminate dalla luce Fuoco di Buddhi smuovono la sabbia del fondo e portano alla creazione di aggregati o cumuli di Terra.
Terra che , nell'uomo è legata ad ahaṃkāra.

Il savitarka samadhi corrisponde alla risoluzione del primo velo di māyā, Il principio di causa-effetto o niyati, il principio TERRA.
Interrompendo il flusso del pensiero discorsivo o dialogo interiore, realizzerò la relazione esistente tra il pensiero e gli eventi della vita.
"Si diventa ciò che si pensa, questo è il supremo segreto", è detto nelle scritture.

In pratica non c'è nessuna differenza sostanziale tra un pensiero ed un fenomeno grossolano Sono solo modificazioni apparenti dei cinque elementi qualificate dai guna (rajas, sattva, tamas).

Lo yogi può creare universi interi con la conoscenza dell'identità sostanziale tra il proprio pensiero e la realtà grossolana.

hai presente l'insegnamento della chimica " il simile scioglie il simile
?


non so se hai capito qualcosa, ma penso di si.
Se non hai capito niente ,meglio.8)

sappi che per parlare di pensiero realizzativo ci vuole una capacità di concentrazione (o densità di pensiero) eccezionale.

occorre aver esperito e praticato (?) il samadhi e compreso ciò che patanjali definisce samyama.

occorre avere animo puro.

occorre sapere chi si è.

occorre sapere che il pensiero realizzativo è azione e quindi "produce karma".

occorre sapere che, se non si aspira a fare i maghi, non è di alcuna utilità , almeno ai fini di ciò che chiamiamo realizzazione.

occorre sapere che è meglio non sperimentare.

occorre sapere che c'è la possibilità che i nostri desideri si realizzino davvero e se non conosciamo noi stessi .....è meglio non tentare la sorte.








un abbraccio,
r.
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Re: pensiero realizzativo

Messaggioda Loto » 18 gennaio 2011, 9:45

Paolo proietti ha scritto:
Helvetia ha scritto:Come porre questa domanda? Non so.
Cos'e' il pensiero realizzativo? Come funziona?

Il pensiero è sempre realizzativo......


"..... Perciò pensiamo bene, pensiamo bello, vero, pensiamo allegro e gioioso, pensiamo caritatevole, pensiamo perdono, pensiamo amore - affetto - simpatia, pensiamoci contenti e felici, pensiamo sano e salute, pensiamoci ricchi, ma non egoisti, perché i doni del Cielo sono infiniti e si condensano secondo i pensieri-richiesta anche senza rendercene conto.... "
Swami Maheshananda, tratto dal libro "Chi cerca trova".

Con amore
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Messaggioda Annananda » 18 gennaio 2011, 22:14

....O anche trasformiamo tutte queste buone intenzioni in una preghiera,in una bene-dizione,per noi stessi,per gli altri,per il mondo. :) E ancora,la gratitudine,è alla base della prosperità.
Namastè.

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Messaggioda AT » 19 gennaio 2011, 0:43

E' vero che pensare positivo aiuta, ma la mente dovrebbe conservare un giusto spazio per pensare anche al lato negativo della realtà. Se no, si cade in una forma di superficiale illusione.

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Messaggioda gb » 19 gennaio 2011, 7:28

E' vero che si deve stare attenti a cosa si desidera, a volte si vuole una donna gridandolo da un albero e tutto quello che si ottiene e' una suora nana che ci porta in manicomio.
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
Giovanni Vannucci

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Messaggioda yogajap » 19 gennaio 2011, 8:20

gb ha scritto:E' vero che si deve stare attenti a cosa si desidera, a volte si vuole una donna gridandolo da un albero e tutto quello che si ottiene e' una suora nana che ci porta in manicomio.


S T A N D I N G O V A T I O N

:lol:

...quanta verità c'è in quanto scrivi...

[non posso non "rivendermi" questo esempio! :wink:]

Sat Nam,

Sujan S.
[...] Ego is a chronic disease, but it contains its own cure as well [...]

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Messaggioda Helvetia » 19 gennaio 2011, 11:51

Paolo proietti ha scritto:non so se hai capito qualcosa, ma penso di si.
Se non hai capito niente ,meglio.8)

sappi che per parlare di pensiero realizzativo ci vuole una capacità di concentrazione (o densità di pensiero) eccezionale.

occorre aver esperito e praticato (?) il samadhi e compreso ciò che patanjali definisce samyama.

occorre avere animo puro.

occorre sapere chi si è.

occorre sapere che il pensiero realizzativo è azione e quindi "produce karma".

occorre sapere che, se non si aspira a fare i maghi, non è di alcuna utilità , almeno ai fini di ciò che chiamiamo realizzazione.

occorre sapere che è meglio non sperimentare.

occorre sapere che c'è la possibilità che i nostri desideri si realizzino davvero e se non conosciamo noi stessi .....è meglio non tentare la sorte.








un abbraccio,
r.



grazie per le vostre risposte, grazie Paolo,

ho capito poco e solo a livello intuitivo, ma a quanto dici e’ meglio cosi’.

Dalle ultime righe posso dedurre che quello di cui ho avuto esperienza probabilmente e' altro, perche' non ho ne' grandi capacita' di concentrazione, ne' tantomeno penso di avere l'animo puro o sapere chi sono...
Ma questo posso dedurlo solo se con le tue parole "Per parlare di pensiero realizzativo ci vuole..." intendi indicare le condizioni necessarie affinche' qualcosa si verifichi.
E' cosi'?

E adesso una domanda paradossale per tutti, abbiate pazienza…
Se il pensiero e’ sempre realizzativo, cosa succede se penso: ora da quel portone sbuchera’ un drago?

Pochi giorni fa mi sono ritrovata per caso in una piazza affollata (mi ero persa), e mi e’ sorto un pensiero: ora da quell’angolo spuntera’ il mio amico Oktay in bicicletta. Un secondo dopo e’ sbucato proprio da quell’angolo, in bicicletta, con un passamontagna da rapinatore, e dunque irriconoscibile, ma a quel punto ormai sapevo che era lui e l’ho chiamato.
Cos’e’ questo, secondo voi: pensiero realizzativo, precognizione o puro caso?

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Messaggioda Paolo proietti » 19 gennaio 2011, 13:55

Pochi giorni fa mi sono ritrovata per caso in una piazza affollata (mi ero persa), e mi e’ sorto un pensiero: ora da quell’angolo spuntera’ il mio amico Oktay in bicicletta. Un secondo dopo e’ sbucato proprio da quell’angolo, in bicicletta, con un passamontagna da rapinatore, e dunque irriconoscibile, ma a quel punto ormai sapevo che era lui e l’ho chiamato.
Cos’e’ questo, secondo voi: pensiero realizzativo, precognizione o puro caso?

il tempo è relativo.
la mente poi tramite i sensi, percepisce in ritardo ciò che sta accadendo.

c'è anche da considerare che l'uomo è animale gregario , come le oche selvatiche o le sardine.
hai mai visto uno stormo di oche o di anatre che migra?
Si muovono tutte insieme come fossero un unico essere.
le sardine formano addirittura la figura di un pesce gigantesco.

la comunicazione avviene secondo modalità diverse da quelle ordinarie.
modalità che fanno parte della natura.

per pensiero realizzativo o immaginazione creativa nel campo dello yoga si intende altro.

fai un giochino.
appoggia un dito sulla fronte e inspirando disegna una spirale centripeta antioraria.
espirando , dal punto in cui il dito è arrivato, traccia una spirale centrifuga oraria.
continua per un certo numero di respirazioni 8conta multipli di 9 fino a 108.
e poi togli il dito e cerca di "attivare" la spirale solo con il pensiero.

quando avverti qualcosa o credi di avvertire qualcosa guarda il palmo della mano sinistra ed immagina di tracciare la spirale sul palmo con una specie di raggio laser che parte dal centro della fronte.

se c'è qualche reazione l'esercizio (il giochino) è riuscito.


un abbraccio,
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Pensiero realizzativo.

Messaggioda Annananda » 19 gennaio 2011, 22:08

Helvetia ha scritto:[
Cos’e’ questo, secondo voi: pensiero realizzativo, precognizione o puro caso?


Questi sono fenomeni molto comuni e avvengono soprattutto tra persone che sono particolarmente in sintonia,per l'intimità che possiedono (famigliari,amici,partner,i propri animali domestici...) o semplicemente perchè uno dei due ha una "pelle psichica" più permeabile (i fattori possono essere molti,anche legati a traumi che rendono la persona più fragile o legati a condizioni contingenti di bisogno-pericolo) e la coscienza è più aperta,si espande e coglie,"intercetta" aspetti dell'inconscio collettivo o trans-personali,significativi.O fenomeni di sincronicità.
Le pratiche yogiche,ripulendo la coscienza,permettono di recuperare le potenzialità della nostra mente naturale,quella che coglie e rileva questi fenomeni.
Li noti ora ma chissà quante volte sono capitati senza che tu vi prestassi attenzione...


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