Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

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Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

Messaggioda HamsaDana » 6 novembre 2013, 14:21

Ciao a tutti! ho appena visto questo video su YouTube...

Cosa ne pensatE???????

http://www.youtube.com/watch?v=TzAmUyLN5zA
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BREATH ONE'S ONLY PRAYER, AND
CONSCIOUSNESS ONE'S ONLY GOD"

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Messaggioda HamsaDana » 7 novembre 2013, 12:04

a me ha lasciato un po interdetto...
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Re: Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

Messaggioda HamsaDana » 9 settembre 2015, 14:07

nessuno commenta? XD
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Re: Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

Messaggioda jasmin » 9 settembre 2015, 14:38

hai fatto bene a riprenderlo, secondo me merita di essere visto, non solo perché è divertente ma soprattutto perché è realistico. Il ragazzo è in gamba e il suo gattino delizioso. :)

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Re: Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

Messaggioda padmasana2000 » 11 settembre 2015, 0:16

concordo decisamente.
per carità, tutto ciò che porta allo Yoga va bene, ma il mercimonio....... direi di no.
circa un mese fa ho sentito, passando davanti ad un negozio di minerali (alla voce collezionismo>fossili e minerali) parlare di chakra, attivati dell'energia dei cristalli..
basta, per favore...

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Re: Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

Messaggioda Ventus » 12 settembre 2015, 4:12

HamsaDana ha scritto:Ciao a tutti! ho appena visto questo video su YouTube...

Cosa ne pensatE???????

http://www.youtube.com/watch?v=TzAmUyLN5zA



Grazie HamsaDana. Il video è interessante, dice cose assai opportune ed è pure divertente. E fa pensare.
Non conosco affatto il mondo delle palestre, e per quanto riguarda yoga, zen, taoismo e sciamanismo americano sono un semplice autodidatta e (“abbondante”) lettore.
Fin dall’inizio, più di quaranta anni fa, nelle rare occasioni in cui è capitato di conversarne insieme ad altri, ho avuto spesso l’impressione di una sorprendente ristrettezza di orizzonti, che non corrispondeva affatto con quello che leggevo nei libri dei maestri antichi e moderni.
Questo mi ha dato l’impressione che la diffusione delle idee e delle pratiche di quelle culture lontane o vicine, quando è fatta senza libri di maestri, sia un servizio comunque positivo eppure insufficiente.

Ho l’impressione che chi si sente attratto da un cammino di spiritualità (nome per certi versi sbagliato ma più facilmente comprensibile nel suo senso complessivo, più elementare, di quanto siano semiotica ed ermeneutica che oggi mi sembrano altrettanto adatti) venga spesso allontanato dalla lettura dei maestri di spiritualità, in forza di un malinteso primato della “pratica”.

L’invito a “praticare”, ossia a non intendere quei saperi come pagine di romanzi d’appendice o semplici teorie staccate dalla vita ma a mettere in gioco la propria esperienza vivente (che secondo me è il vero invito dei maestri: “tenerezza e cuore”, “respiro e pane”, e non “burocrazia formale”), se non è inteso bene, finisce per avere troppo spesso un risultato opposto all’intenzione iniziale.
In sostanza, è la mia impressione, è come se gli interessati venissero incoraggiati a cercare l’azione A in grado di produrre il risultato R, senza altri riferimenti.
Ma questo, sempre secondo la mia piccola esperienza, è proprio il contrario di quel che invitano a fare i maestri di spiritualità (quantomeno quelli che ho studiato e in qualche modo praticato). Così gli insegnamenti rimangono macchinazioni esteriori che non entrano nella sostanza della vita, ricette di cucina pronte all’uso sugli scaffali della libreria, anche se vengono applicate.

E va già bene, perché quando invece va male, senza capacità di vedere la vita dappertutto, senza anima, senza cuore, senza esperienza vivente sostanziata di Sorgente, senza coscienza individuale/universale, resta solo una religiosità rigida e formale, di cose slegate ossia assolute e quindi paradossalmente irreligiose. Una religiosità da damerini dello spirito: “Guarda come sono bravo e premiami”. I cosiddetti “sepolcri imbiancati”. Tant’è che Gesù insegnò “che la destra non sappia cosa fa la sinistra” rimarcando proprio questo. E lo zen dice “Se incontri il Buddha uccidi il Buddha”, ossia non fare il damerino, sii gratuito e non aspettarti altro oltre all’universo/illuminazione che già vi muove/attraversa entrambi. E lo zen apprezza le finestre tutte differenti della cerimonia del té, le tazze sbroccate, il muro scrostato e le pietre irregolari, qualsiasi e dovunque. (Ma devo anche dire che da italiano comincio a vedere troppo formalismo pure qui. Ma come! ti penso tutti i giorni e quando ti incontro resto impassibile come un sasso o me ne vado? Sono sicuro che si può andare ancora oltre. Il senso era giusto ma un poco di calore, che diamine! Del resto tutta la tradizione zen è famosa per il buon umore, gli scherzi e le boutade. Oggi Suzuki Roshi lo si vede anche nei video, è molto cordiale e lo sarebbe stato certamente anche col Buddha).
In ogni caso, una religiosità burocratica e meccanica diventa facilmente una religiosità esclusivamente pubblica che tende a essere formale e poi cinica e crudele, fino a forme di religiosità rabbiosa e dai frutti insani e disumani, come purtroppo vediamo in certi tragici servizi alla TV.
Ci sono luoghi in cui chi in Internet parla bene della libertà di culto e dei diritti delle donne viene condannato a mille frustate e dieci anni di reclusione! (Caso di cronaca 2015).
In altri luoghi si discute se sia giusto che i familiari di un sospetto criminale possano portare testimonianze “a carico”. Capito? Le vittime in famiglia non dovrebbero chiamare aiuto né testimoniare. (Caso di cronaca 2013 o 2014).

Se si perde l’orizzonte complessivo che sostanzia ogni respiro: Atman che potrebbe riconoscersi in Brahman (che sostanzia sempre tutto); “Virtù/Te” che si riconosce proveniente/sostenuta dall’inconoscibile “Misteriosa Femmina/Sovrano/Cielo/Madre/Via/Mistero/Tao” (Tao Te Ching, appunto); Purusa che, diciamo così pensando a Vyasa, potrebbe quietarsi e non proiettarsi in Sattva e poi Rajas-Tamas fino a Prakrti; corpo/anima che potrebbe riconoscersi in Comunione con Gesù e la Trinità (e la Madonna) da cui sempre muove; Tathagata-Garbha (Grembo dei Buddha) che “sostanzia” sempre ogni cosiddetta sostanza proiettata dalla Alaya Vijnana (coscienza deposito); ecc...
Se si perde questo, ristretto a Persona o meglio diffuso in Sorgente ovunque del tempo, non resta proprio nient’altro che una macchinetta, come ce ne sono tante nel Samsara (questa protensione che diventa ossessione per qualcos’altro, è proprio il Samsara) e ancor più nel mondo della tecnica. (Forse la famosa storia del paradiso e della presa del frutto proibito conteneva pure questo appello).

E la concentrazione diventa un po’ quella di un giocatore con la pallina del flipper, mentre niente cambia nel suo modo di intendere e assaporare, ossia vivere, il suo respiro e il suo mondo/universo o vita quotidiana. Ottimo esercizio di concentrazione per giocare ad altri flipper, guidare in fretta senza gustare il viaggio e il panorama, eccetera, ma zero mondo circostante e zero spiritualità sostanziante.

Sembrano orizzonti astratti proprio perché li abbiamo perduti (o non li abbiamo mai avuti e li stiamo trovando solo adesso coi maestri più avanzati, cambia poco in questo contesto), ma invece, sempre secondo me, è proprio di questo che parlano e parlavano i maestri.

Ogni mandala, ogni medaglietta con una figura sacra, ogni “disegno” complessivo dei maestri, deve essere inteso come il praticante stesso col suo mondo, e che si tratta di riconoscere (risvegliarsi a un mondo complessivo già in essere, rimemorare un Essere già in qualche modo attivo qui, ritrovarsi come una Comunione già in atto ma dimenticata, ...).
Non sono raffigurazioni esterne della località X, o della signora M con il signor G, e che starebbero altrove. Nemmeno i quotidiani “signora M” e “signor G” rimangono staccati e altrove o nel passato, come insegna benissimo Freud e ancor meglio Jung in “L’uomo e i suoi simboli”, figuriamoci le figure che impersonano e sono la Sorgente!
(Da qualche parte, mi pare in Tsong Ka Pa, ho letto di pratiche magiche per camminare sull’acqua o in aria, e queste comprendevano la visualizzazione di quello spazio, per lungo tempo, come permeato/fatto di certi simboli. Quindi anche quella visualizzazione non resta una “semplice” visualizzazione, fissa e sterile come forse la farebbe una macchina fotografica. Proprio come avviene con la presenza, che secondo Heidegger negli ultimi 2500 anni abbiamo impropriamente ridotto a “semplice” presenza, fissa e sterile, ma che non lo è affatto).

E’ per questo che nel buddismo tibetano gli allievi Lama percorrono mandala piuttosto grandi che vengono tracciati sul terreno, e li percorrono in qualche passo a piedi. Qualcosa di simile si faceva anche nelle iniziazioni ai Misteri Eleusini di Demetra. E molti disegni sul sagrato e il pavimento delle chiese si richiamano alla stessa esperienza, come spiega Christian Jacq nei suoi libri sulle cattedrali e la muratoria di tradizione egizia. A un livello un po’ più profondo, questo sono il Samadhi e la Comunione. E ogni meditazione.
Forse, all’inizio, un praticante particolarmente sprovveduto che non lo sa e non se lo aspetta potrebbe spaventarsi. Ma il cammino è proprio quello: un se stesso dappertutto (dico “se stesso” e non “io”). E, a quel punto, che quel “se stesso” sostanzi “il tutto” (visione “personale”) oppure che “il tutto” sostanzi il “se stesso” (visione di “vacuità” o mutamento o destino o Grazia) va bene lo stesso.
C’è un’esperienza (che non è la stessa cosa di “un fatto” pubblico) di trascolorare delle luci in quella luce unica e invisibile che originariamente le sostiene e offre (Grande madre, Demetra, Tao, Brahman, Chiara Luce, Amalthea e Cornucopia, Tathagata-Garbha, Natura della mente, Dharmakaya, Padre inconoscibile, Suprema sorgente, Fonte unitaria,...).

E’ per questo che allenarsi al Circolo ermeneutico in Semiosi infinita (per esempio con Husserl, Heidegger, Peirce, Merleau Ponty, Derrida, Ricoeur e Sini) è un cammino di spiritualità laica e un aiuto efficacissimo per ogni “orante” contemporaneo.

Dogen diceva proprio che l’illuminazione non è il risultato della pratica (meditativa ed emotiva), al contrario: è la pratica (emotiva e meditativa) il primo effetto della Illuminazione (sempre già attiva). E questa Illuminazione sostiene il mondo stesso, come si vede bene se si guarda alla sostanza che noi viviamo giorno per giorno, istante per istante (la meditazione è un ottimo esercizio per questo, come pure, magari forzando un poco la parola, ora-zione: quel che c’è ora/adesso, “adessarsi”, quindi ecco il corpo, il respiro, il pane, i sogni/riverberi/significati, i fenomeni, l’esperienza, ...).
Una sostanza che è fatta proprio di segni ossia luci. Come si vede bene leggendo James Joyce, e si vede meglio ancora vedendone la struttura di sogno quotidiano con lo Jung di “L’uomo e i suoi simboli”, dove ci si può riconoscere “immediatamente”, in pochi giorni di lettura.

Ed è ancora per questo, credo, che Taimni (il più famoso commentatore di Yoga Sutra dei tempi moderni) si collega molto intelligentemente e modernamente al “flusso di fenomeni” della moderna fenomenologia (dove “fenomeno” è tutto e ogni cosa e pensiero e moto dell’animo e sentore. Come ogni “segno”).
Ed è sempre per questo che Taimni, nel famoso disegno di pagina 46, mette il samadhi in basso. Non è l’esperienza di un risultato che verrà, ma l’esperienza della radice adesso, che è sostegno, spinta, ondina, scintilla, trasparenza e comunione in via di spezzarsi in cui vediamo/siamo un mondo.
(Credo di poter dire che proprio questo è la pratica dei tantra chiamata Yab-Yum. Non sono tantra non duali, sono ancora duali, ma in ogni caso non è la ricerca di un orgasmo finale e conclusivo ma l’assaporamento/meditazione di quello che c’è in tutti quei momenti, che sono anch’essi spirituali quanto il mondo vissuto prima e dopo).

Questa consapevolezza non sostituisce la “pratica” formale delle meditazioni particolari, ma dovrebbe esserne il quadro complessivo di riferimento.
I tibetani “entrano nel mandala” all’inizio del loro cammino di Lama. Partono da lì, e poi continuano le altre pratiche per tutta la vita, ma senza dimenticarlo mai.
Sempre i tibetani hanno sviluppato lo Ati Yoga (Dzogchen e Mahamudra, i Tantra non duali) in cui la pratica principale è il continuo e ripetuto riconoscimento della coscienza trasparente o “natura della mente”, come primo purissimo strato/grazia del vivente (è questo che il maestro presenta al discepolo con la famosa “introduzione diretta”, col famoso grido o esclamazione “Phat!”, cugino dello zen-issimo “Katsu!”. Anche la confessione o il semplice silenzio interiore o la Notte oscura di San Giovanni della Croce in qualche modo mirano lì). Riconoscimento al quale si possono aggiungere eventualmente altre pratiche ulteriori e secondarie.

Sono sempre i due polpastrelli nel famoso dipinto di Michelangelo, che oggi (grazie agli studi più recenti, con Carlo Sini, per esempio) credo di poter intendere non più semplicemente come la fantasia illuminata di un pittore immortale ma come apertura della Diade pitagorica che ci attraversa e accende il mondo. Momento sempre nuovo in cui il primo polpastrello singolo (Sorgente invisibile perché precedente la creazione, e in questo senso anche “mai esistito” perché “esistenza è “roba nostra” e non Sua) diventa due polpastrelli, ossia il polpastrello nostro (insieme al “nostro” mondo) che rimemora il polpastrello iniziale mai “esistito”.
E in questo fronteggiarsi dei due polpastrelli sono il respiro, le madonne col bambino, lo stormire delle foglie, lo sferragliare dei treni, il silenzio maestoso delle montagne, le cartacce in strada, insomma tutto. Come il pane in via di spezzarsi, l’ostia spezzata, il simbolo del Tao.
“Dio e Adamo” come “Brahman e Atman” e come “Grembo dei Buddha e Coscienza deposito” (per quest’ultima coppia ho in mente le spiegazioni del Lankavatara Sutra, tanto caro a Bodhidharma).

Inoltre un vero percorritore di questi cammini dovrebbe essere anche curioso e aperto. Curioso di quel che hanno inteso/visto/spiegato/scritto i maestri e pure i loro successori. Perché quei successori erano vicinissimi ai maestri diciamo così “originali”, quindi quel che intesero/videro/spiegarono/scrissero era un frutto, il più prossimo, di quell’insegnamento originale. Ci vivevano in mezzo, lo vivevano. E per loro era diventato facile quel che prima del maestro era impossibile. Se quell’insegnanento era buono, è altrettanto impossibile che qualche allievo non abbia concepito anch’egli cose buone e belle. Newton diceva “Ho visto più lontano, ma ho potuto farlo perché ero sulle spalle di giganti” riprendendo una metafora che era nata proprio in ambito spirituale/religioso con Bernardo di Chartres.
Quando leggo Vivekananda, Yoga Sutra, Bhagavad Gita e Ramakrisna non mi fermo e li ritrovo meditati e realizzati sempre meglio nelle spiegazioni di Taimni e nel Vijnana Bhairava e in Siva Sutra, e poi Christmas Humphreys, D.T.Suzuki e Suzuki Roshi, nel Sutra di Hui Neng, nel Lankavatara Sutra, nella Trasmissione della luce di Keizan e nello Shobogenzo di Dogen, insieme a San Francesco, San Giovanni della Croce, Thomas Merton e don Luciano Mazzocchi, alla fenomenologia e all’ermeneutica. In ogni polpastrello come in ogni “Madonna col Bambino” e in ogni respiro. Almeno finché me ne ricordo, che è la stessa difficoltà dell’Ati Yoga.
E li ritrovo facilmente anche in autobus. Allora ogni gesto, ogni cosa, mi offre “la pratica”.

Ecco, l’invito di quel filmato lo sento un po’ in questo modo. Sono sicuro che è un’esperienza insufficiente, ma è la mia, e naturalmente spero che migliori.

Rilggendo e rileggendo, vedo che potrei aggiungere e spostare molte cose. Ma mi fermo, se no si allunga troppo “il pippone”, parola buffa usata di recente da BabaJaga ironizzando su un suo post.

Riassumo: non bisognerebbe accontentarsi degli appunti delle singole lezioni ma ascoltare (che oggi spesso significa leggere) i maestri stessi.
Di qualsiasi tradizione, leggiamo/meditiamo tanti maestri!

Scusate sempre l’ apparente confusione o trambusto e... piano col Kyosaku.
Ultima modifica di Ventus il 12 settembre 2015, 10:26, modificato 1 volta in totale.

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Re: Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

Messaggioda mauro » 12 settembre 2015, 8:34

padmasana2000 ha scritto:concordo decisamente.
per carità, tutto ciò che porta allo Yoga va bene, ma il mercimonio....... direi di no.
circa un mese fa ho sentito, passando davanti ad un negozio di minerali (alla voce collezionismo>fossili e minerali) parlare di chakra, attivati dell'energia dei cristalli..
basta, per favore...


cosa c'e' da stupirsi?
a parte che, energeticamente parlando, non e' una ipotesi balzana, ma domando: che pretendete che accada quando si trapianta una pianta esotica in un terreno a lei differente?
Si acclimata.
Lo yoga in occidente e' "acclimatato".
E questi sono i risultati.

Comunque il potere delle pietre e' ben descritto anche in oriente.

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Re: Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

Messaggioda Ventus » 22 settembre 2015, 3:10

Vorrei mettere qui un altro link che considero utile:
https://www.youtube.com/watch?v=80VybD8TYPI
è “Ho tolto il make up”, di Ruggeri-Weinstein, cantato da Rita Pavone.

A modo suo, la canzone dice la stessa cosa che si sta dicendo qui, sia nel video iniziale sia nella vita del forum e di tutti i luoghi di riflessione fondamentale. E che secondo me si può allargare a tutto il gesto essenziale della vita “spirituale”.
Togliamo il riscaldamento aggiuntivo e lo zucchero, il latte freddo è già buonissimo da solo, così com’è.
Togliamo il make up.
Con pratyahara (che non è dominio dei sensi nel senso di farli diventare superefficienti raggi laser ma è imparare a non rincorrere sempre ogni cosa). E poi smettiamo di seguire anche tutto il resto (con Yoga Sutra diciamo: ragionamento, riflessione, beatitudine, fino a restare come senso del puro essere).
Con il lasciar cadere il corpo e mente (anche qui corpo inteso come piaceri e bisogni, e mente intesa come ragionamenti, riflessioni, ecc.) con Rujing e Dogen.
Con la comprensione della notte oscura di San Giovanni della Croce.
Con la comprensione dell’abgrund (assenza di fondamento) di Leopardi, Nietzsche, ... e il pensiero più avanzato di inizio millennio.
Con la comprensione degli ossi di seppia di Montale.

Niente paura, e non sembri uno scherzo rischioso. Da quel che ho capito è un movimento infinito, e sotto il make up, finché appare “qualcosa”, troviamo ancora make up. Maschere o segni di un nucleo invisibile (ed è già un dire troppo, adesso è ben chiaro), che appare sempre “in figura” di altro, in figura (e proprio per questo le rifugge tutte). Schiuma del mare.
Quindi a ritroso, e sempre col linguaggio di Yoga Sutra, si potrebbe dire: beatitudine, riflessioni, ragionamenti, cose.
Ma adesso, di volta in volta, da essere/assaporare/impersonare/fare più belli e plurali che si può.

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Re: Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

Messaggioda Paolo proietti » 24 settembre 2015, 8:57

HamsaDana ha scritto:Ciao a tutti! ho appena visto questo video su YouTube...

Cosa ne pensatE???????

http://www.youtube.com/watch?v=TzAmUyLN5zA

Hamsadana...lo sai che un po' gli somigli al tizio del video ...a sentirlo parlare sembra che abbiatelo stesso maestro e la stessa maniera di pensare..interessante, direbbe ryu no kokyu :D
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Re: Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

Messaggioda fabio » 25 settembre 2015, 13:36

Paolo proietti ha scritto:
HamsaDana ha scritto:Ciao a tutti! ho appena visto questo video su YouTube...

Cosa ne pensatE???????

http://www.youtube.com/watch?v=TzAmUyLN5zA

Hamsadana...lo sai che un po' gli somigli al tizio del video ...a sentirlo parlare sembra che abbiatelo stesso maestro e la stessa maniera di pensare..interessante, direbbe ryu no kokyu :D


Non so chi sia, ma ho letto la risposta che ti ha dato... e che te devo di? Alla faccia dell'arroganza... meno male che alla fine ti rimesso "al tuo posto"! :shock:
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Re: Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

Messaggioda Toki » 25 settembre 2015, 14:27

fabio ha scritto:Non so chi sia, ma ho letto la risposta che ti ha dato... e che te devo di? Alla faccia dell'arroganza... meno male che alla fine ti rimesso "al tuo posto"! :shock:


A me pare, arroganza a parte (ma il primo ad attaccare è stato Paolo), che quanto ha scritto Luca non faccia una grinza.

Quali sono i punti che non condividi, Fabio?
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Re: Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

Messaggioda BabaJaga » 25 settembre 2015, 14:29

Scusate la mia ingenuità ( la risposta di HamSadhana non l' ho letta)...ma c' era forse qualcuno
che non desse per scontato che il simpatico personaggio del video e il suo promotore
non fossero la stessa persona???

:mrgreen:
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Re: Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

Messaggioda fabio » 25 settembre 2015, 15:35

Toki ha scritto:
fabio ha scritto:Non so chi sia, ma ho letto la risposta che ti ha dato... e che te devo di? Alla faccia dell'arroganza... meno male che alla fine ti rimesso "al tuo posto"! :shock:


A me pare, arroganza a parte (ma il primo ad attaccare è stato Paolo), che quanto ha scritto Luca non faccia una grinza.

Quali sono i punti che non condividi, Fabio?


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Re: Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

Messaggioda Toki » 25 settembre 2015, 20:08

Toki ha scritto:La piega che ha preso ora la discussione è però proprio patetica.


Ah, mi pare ben chiaro, ma a scanso di equivoci sottolineo che quanto sopra si riferisce alla discussione sotto al video, non a questa.


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HO FATTO UN CASINO, VOLEVO CITARMI MA HO MODIFICATO
Ultima modifica di Toki il 25 settembre 2015, 23:22, modificato 2 volte in totale.
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Re: Yoga e Yogurt!!!! Incredibile!!!

Messaggioda fabio » 25 settembre 2015, 22:36

Toki ha scritto:
E' proprio questo il punto: lo Yoga non si impara dai libri, ma da un Guru


Acc... devo procurarmene uno di questi Guri!
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