Sfida agli spiritualisti "onnivori"

cucina vegetariana e yogica, digiuno
AT
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Messaggioda AT » 14 aprile 2013, 20:33

Diritto di uccidere significa questo: se, all'interno di certe regole, uccido un animale per mangiarlo, così come accade quando si pesca un pesce, il mio gesto non solo è profondamente in armonia con il senso della vita nella natura, che si nutre di sé stessa in modo cruento continuamente, ma è anche in armonia con le leggi etiche umane. Questo è un diritto fondamentale dell'uomo, dopodiché a seconda delle contingenze storiche si sceglierà il modello alimentare più adatto, tenendo conto che il senso dell'alimentazione non è solo sopravvivere, ma vivere pienamante, con tutti i significati simbolici, le tradizioni da valorizzare, le percezioni sottili della realtà che questo comporta. Chi accetta il fatto che uccidere nell'ambito dell'alimentazione ci pone più in contatto con il senso profondo della natura che non il negare a priori questa possibilità, dal mio punto di vista è eticamente superiore a chi non vuole guardare in faccia questo aspetto del reale.
Gli animali non sono "buoni" o "cattivi". La loro vita è dominata da un'etologia e da istinti che sarebbe assurdo equiparare al mondo umano dei "diritti" o delle "leggi". Se all'interno di un branco di scimmie si verificano episodi di dominanza e di brutale sottomissione, sarebbe assurdo incolpare o biasimare quelle scimmie. E' la loro etologia. Se una mantide religiosa uccide il maschio dopo l'accoppiamento, sarebbe assurdo punirla o incolparla. E' la sua strategia di riproduzione. Se un leone uccide sistematicamente i piccoli del proprio rivale, così come accade frequentemente, sarebbe assurdo incolparlo, è la sua etologia. Se le stesse cose avvengono in ambito umano, però, è necessario intervenire con leggi ed etica. Perché l'essere umano, per la sua vocazione ontologica, è soggetto ad influenze più ampie rispetto alla sola biologia ed etologia. Entrano in gioco e si intersecano altri fattori.

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Messaggioda albachiara » 14 aprile 2013, 20:35

concordo con Jasmin

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Messaggioda Miranda Fey » 14 aprile 2013, 20:39

"Ora, non è che io abbia risolto la questione, può anche darsi che sia così per alcuni, o addirittura per tutti. Ma finché la faccenda è dubbia, è meglio non scherzare con la salute della gente (e dei bambini)."

Hai ragione, AT, la questione è aperta e sono certa che chiunque sia interessato possa approfondirla... Io ho fornito soltanto un differente punto di vista, rispetto alla consueta tiritera (ben strumentalizzata dal sistema) per cui il vegano non potrebbe vivere senza integratori di B12 (e comunque ciò non attesta che l'uomo necessiterebbe, per natura, di derivati animali... Se mangiassimo verdure crude non ne avremmo bisogno: il problema sorge con la civilizzazione portata agli estremi...).
Come farai a preoccuparti tanto per la salute delle persone ed ignorare completamente le sorti degli animali, parlando di "diritto ad uccidere", poi... Due pesi due misure, si direbbe.

Jasmine, purtroppo contro questo genere di forma mentis l'argomentazione per cui se anche fossimo onnivori a maggior ragione potremmo evitare il consumo di carne e pesce non attacca: ti risponderà che essere onnivori non significa "poter mangiare di tutto", ma "dover mangiare di tutto", carne e pesce inclusi...

Capisco la tua posizione di vegetariana non vegana: lo sono stata per quattro anni e solo da alcuni mesi ho acquisito la consapevolezza della necessità etica del veganesimo... Ma la cosa straordinaria è che è stato più semplice di quanto non immaginassi: credevo di dover sacrificare il piacere del gusto per ragioni etiche, e invece non tornerei mai indietro... Ora che ho cominciato sto molto meglio e non trovo neanche più gustosi quei cibi (uova e latticini) da cui fino a pochi mesi fa ero dipendente... La capacità di adattamento del senso del gusto è qualcosa di stupefacente, ben oltre quel che non s'immagini...

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Messaggioda Thot » 14 aprile 2013, 20:40

Ho capito, è inutile continuare.

Certamente quoto AT e chi riesce a vedere ogni cosa dall'alto, invece che cadere nella fisima, da saggio.

Questa non ha capito che non la sto affatto denunciando ma che, con lo scopo di rettificare a quanto è accaduto in questa landa chiamata Terra, occorre una visione così ampia da abbracciarla tutta.
Lei, come ho spiegato in qualche post addietro, non tralascio nulla, ha il focus che costituisce l'abbaglio. Nell'abbaglio non si può pervenire ad una visione ampia.

Vuoi spronare al cambiamento? Allora la via è quella da me proposta. Ma tu secondo me non hai capito niente di quello che ho scritto e fai, inconsciamente, della dialettica volta a dimostrare una tesi, la mia, come errata, facendola passare per non accettabile come se tu l'avessi compresa e confutata, quanto in realtà non l'hai neanche compresa.
In effetti questo è un meccanismo inconscio della mente femminile quando tenta di prevalere, cioè escludere a priori senza argomentare. L'etica sociale del dibattito va a quel paese, pur di prevalere!
Io, pur dibattendo, avendo appreso una tesi avversa come esatta l'avrei approvata, dopo averla compresa, o mi sarei astenuto.
Non capisci che qui vince chi parla meglio? Che le tue idee sono come maree che vengono così come potrebbero cessare... ti potrei citare centinaia di menti geniali contro le tue asserzioni.

Preferisci che ti approvino senza trovare soluzioni? Prendere un caffè mentre si discute delle oscenità del mondo? vai. Vuoi che il livello del tuo dibattito si soffermi alla civetteria, del tipo:
"ma se tu, amico mio, ti reputi spirituale non dovresti mangiare carne..."
"uhm, in effetti è sbagliato... ma che ci possiamo fare. E se nel mondo tutte le piante morirebbero e rimanessero solo gli animali?"
"eh... non lo so, boh, forse moriremmo anche noi... ma che mi fai pensare stupido! Ah dimenticavo... ho un cultura che mi fa adoperare lessemi per costruire locuzioni complesse, non ci avevo fatto caso..."

I geni e i saggi avrebbero dato risposte totalmente diverse da quelle che ti spetti.

Dopo questo teatrino dell'assurdo ioneschiano, non è il caso di continuare... rimaniamo in pace.

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Messaggioda Miranda Fey » 14 aprile 2013, 20:55

"Se un leone uccide sistematicamente i piccoli del proprio rivale, così come accade frequentemente, sarebbe assurdo incolparlo, è la sua etologia. Se le stesse cose avvengono in ambito umano, però, è necessario intervenire con leggi ed etica. Perché l'essere umano, per la sua vocazione ontologica, è soggetto ad influenze più ampie rispetto alla sola biologia ed etologia. Entrano in gioco e si intersecano altri fattori."

Eh già, l'essere umano: quest'organismo complesso al punto da divenire mistero a se stesso. Non sappiamo più neppure quel che siamo, che cosa vi giovi e che cosa ci nuoccia. L'uomo: l'unico essere cui sia data la trascendenza della sua stessa natura animale e, contemporaneamente, un'inversione e perversione della stessa... Passibile di un superamento di sé in senso verticale o abissale.
Certa è una cosa: un bambino posto di fronte alla sequenza di immagini che vede un leone lacerare le carni della sua preda si identifica più facilmente con la preda che con il predatore. Perché? In verità esso è sempre dalla parte della preda: forse perché l'istinto carnivoro è qualche cosa a noi di completamente alieno?

La violenza omicida è qualcosa che si apprende: l'uomo apprende a cacciare o pescare per necessità (ostili condizioni climatiche o ambientali), non perché simili attività siano ad esso connaturato...
Un bambino che sia costretto a veder scannare un maiale la prima volta piangerà: in seguito, apprenderà a riderne... Dall'infrazione delle leggi della natura per necessità alla perversione titanica e demonica dell'illusione d'onnipotenza il passo è breve.

Se nell'uomo entrano in gioco altri fattori, se l'uomo è quell'unico essere che giunge a contemplare il principio della compassione universa, ciò non dovrebbe farci riflettere che sia proprio della nostra natura estrinsecare e inverare un tale principio?


Miranda
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Messaggioda scimmiotta » 14 aprile 2013, 21:01

Salve a tutti! Mi sono appena iscritta al sito!
Scusate... Ma questo è davvero un forum di yoga?
Ma sul serio? ...Ma che gente ci sta? Oh.. Perdonate, perdonate... Non intendevo offendere! Solo non avrei mai creduto che chi decide di fare della propria vita una ricerca spirituale poi a pranzo e cena si rimpinza della sporca e sanguinolenta carne.
Celebrate la vita cibandovi di morte? (siete ridicoli).
FATE i superiori, e credete di vivere in pace e armonia ritirandovi nella vostra torre d'avorio (che poi mi sa tanto che è fatta solo di polistirolo). Ma sapete cosa vi dico a voi pagliacci (perchè è questo che siete)? È inutile che vi intrippate la testa con tanti bei discorsi e belle parole... Siete inutili... e soprattutto TUTTO FUMO E NIENTE ARROSTO.
Troppo violenta? Si. Fuori di testa? Può darsi... Come vi sentireste se i vostri fratelli (in questo preciso istante) venissero trucidati e torturati e ci fosse chi (peraltro tra praticanti di yoga) se ne sbatte altamente, perchè intento a raggiungere la SUA PACE INTERIORE?
Fate ridere (anzi, a me fate proprio vomitare).
Mai mi sarei aspettata di trovare delle argomentazioni tanto futili riguardo un tema così importante, all'interno di un forum di yoga. Ma d'altra parte si sa: l'Italia è tutto un bel teatrino. Si gioca a fare gli spiritualisti, si gioca a fare i politici, si gioca a fare gli intellettuali, e magari si gioca pure a fare i vegani, ma almeno quelli, sono gli unici che giocando, qualcosa di buono la fanno!
Ah, inoltre, cercate di imprimere per bene nel vostro cervello ricolmo di pace e amore (finti) una cosa (una volta per tutte):
Mangiare o non mangiare carne NON E' UNA COSA CHE SI POSSA SCEGLIERE.
Voi NON AVETE IL DIRITTO DI CIBARVI DI CARNE, o se sostenete di averlo allora io dovrei avere il sacrosanto diritto di mangiare voi!
Rendetevi conto che se pensate di mangiare carne in modo consapevole siete i mostri peggiori! Io vi considero al pari di assassini (ed è questa la ragione della mia ira) e depravati...E sapete perchè? Perchè da un cacciatore, o da un contadino non mi aspetto nulla e non pretendo che comprendano e che entrino in empatia con le creature...
Ma voi... Voi non avete scusanti! Siete talmente orgogliosi e schiavi del vizio che con tutte le baggianate più ricercate difendete la vostra bistecca serale (bistecca? Ma non era forse un vitello? Un vitello...Un vitello... UN BAMBINO, nato, cresciuto e poi smaciullato dentro un lager, per finire sul vostro piatto, e divorato dalle vostre luride bocche).
A leggere quello che scrivete mi viene da vomitare.
Basta, basta... Ora me ne vado e vi lascio, alla vostra meditazione interiore volta alla SINCERA ricerca della pace...Auguri e BUON APPETITO!
Detto questo, VIVA IL VERO E PURO YOGA E I VERI E PURI (nel corpo e nell'anima) MAESTRI YOGI!
Un'abbraccio SINCERO a tutte le anime belle!!!
E tu, Miranda, sei una di quelle!

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Re: Compassione universa

Messaggioda Thot » 14 aprile 2013, 21:13

Miranda Fey ha scritto:Se nell'uomo entrano in gioco altri fattori, se l'uomo è quell'unico essere che giunge a contemplare il principio della compassione universa, ciò non dovrebbe farci riflettere che sia proprio della nostra natura estrinsecare e inverare un tale principio?


Miranda


Dovendo instillare il principio di compassione negli uomini, non vale denunciarlo con le imposizioni e l'osservanza di precetti, né sensibilizzarlo. Smettere di assassinare per legge o per moralità è un'azione fisica, non è un cambiamento interno, e susciterà l'effetto contrario, cioè l'oppressione e il senso di colpa verso un mondo ingiusto. Stiamo inneggiando ad un mondo in cui tutti SENTONO il principio della compassione o in cui tutti si mostrino compassionevoli senza tuttavia avere subìto un cambiamento interno?

Io al primo, tu, al secondo?

O non ne carpisci la differenza?
Sembra che ne tu ne nessuno stia proponendo la necessità e una via per giungere a questo principio, che sia intrinseco, e non la negazione di un'azione.
Abbattere allora l'istinto, e il sentimento. Ma il sentimento concerne pure l'avversione per l'onnivoro. Raggiungere il principio di compassione universale vuol dire abbattere il sentimento, lo stesso che ti fa provare avversione verso l'essere onnivoro.
Lì bisogna lavorare.
Ora ti è più chiaro?

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Messaggioda gb » 14 aprile 2013, 21:16

É interessante notare quante cose si inventi la struttura della personalitá, per perpretare se stessa.

Perché non contare, per esercizio, quante argomentazioni, teorie, ideologie, avete scomodato pur di evitare quando andate a fare la spesa di passare davanti al banco della carne senza compiere il gesto di prendere una fetta di carne e buttarla nel carrello, gesto che perpetua una struttura organizzata di tortura e privazione della libertá?

E non parlo di non compierlo mai, quel gesto, o di non mangiare ció che ci viene offerto quando siamo ospiti, ma quantomeno di cercare di ridurlo il piú possibile.
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
Giovanni Vannucci

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Messaggioda Onkar Singh » 14 aprile 2013, 21:17

Calma ragazzi.

Bisogna aiutare chi non vede.
Non condannarlo.
Non insultarlo.

Esiste qualcosa che si chiama "Compassione".
Si può coltivare.
Onkar Singh Roberto
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Re: Il senso del gusto

Messaggioda jasmin » 14 aprile 2013, 21:20

Miranda Fey ha scritto:" Ma la cosa straordinaria è che è stato più semplice di quanto non immaginassi: credevo di dover sacrificare il piacere del gusto per ragioni etiche, e invece non tornerei mai indietro... Ora che ho cominciato sto molto meglio e non trovo neanche più gustosi quei cibi (uova e latticini) da cui fino a pochi mesi fa ero dipendente... La capacità di adattamento del senso del gusto è qualcosa di stupefacente, ben oltre quel che non s'immagini...

Miranda


più tempo passa e più credo di capire, anch'io per ora non so privarmi di latticini e uova. Ma sono sicura che starei meglio senza. Ci vuole una svolta. Spero di farcela, grazie Miranda :)

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Messaggioda jasmin » 14 aprile 2013, 21:35

AT ha scritto:Diritto di uccidere significa questo: se, all'interno di certe regole, uccido un animale per mangiarlo, così come accade quando si pesca un pesce, il mio gesto non solo è profondamente in armonia con il senso della vita nella natura, che si nutre di sé stessa in modo cruento continuamente, ma è anche in armonia con le leggi etiche umane. Questo è un diritto fondamentale dell'uomo, dopodiché a seconda delle contingenze storiche si sceglierà il modello alimentare più adatto, tenendo conto che il senso dell'alimentazione non è solo sopravvivere, ma vivere pienamante, con tutti i significati simbolici, le tradizioni da valorizzare, le percezioni sottili della realtà che questo comporta. Chi accetta il fatto che uccidere nell'ambito dell'alimentazione ci pone più in contatto con il senso profondo della natura che non il negare a priori questa possibilità, dal mio punto di vista è eticamente superiore a chi non vuole guardare in faccia questo aspetto del reale.
Gli animali non sono "buoni" o "cattivi". La loro vita è dominata da un'etologia e da istinti che sarebbe assurdo equiparare al mondo umano dei "diritti" o delle "leggi". Se all'interno di un branco di scimmie si verificano episodi di dominanza e di brutale sottomissione, sarebbe assurdo incolpare o biasimare quelle scimmie. E' la loro etologia. Se una mantide religiosa uccide il maschio dopo l'accoppiamento, sarebbe assurdo punirla o incolparla. E' la sua strategia di riproduzione. Se un leone uccide sistematicamente i piccoli del proprio rivale, così come accade frequentemente, sarebbe assurdo incolparlo, è la sua etologia. Se le stesse cose avvengono in ambito umano, però, è necessario intervenire con leggi ed etica. Perché l'essere umano, per la sua vocazione ontologica, è soggetto ad influenze più ampie rispetto alla sola biologia ed etologia. Entrano in gioco e si intersecano altri fattori.


quanti se AT. E se l'uomo guardasse gli altri esseri viventi come suoi fratelli. E se si finisse di costruire teorie su teorie per giustificarsi. E se si fosse più semplici e più amici, se ci si amasse di più, se ci si sentisse come qualcosa di unico senza differenze. Si tratta di cambiare occhi At, di vedere quello che ci circonda con occhi diversi.
Speriamo che possa accadere ad ognuno di noi improvvisamente un bel giorno.

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Re: Carne in vitro

Messaggioda ku » 14 aprile 2013, 21:50

ku ha scritto:
Miranda Fey ha scritto:Comunque... Queste sono le delizie che attendono in futuro gli schiavi del gusto. Tanto per ribadire come la produzione di carne non sia più sostenibile nemmanco da un punto di vista ambientale e quanto le papille gustative siano i tiranni incontrastati di larga parte dell'umanità:

http://www.linkiesta.it/carne-provetta

«Gli attuali allevamenti di bestiame non sono sostenibili», spiega Mark Post, «sia da un punto di vista ambientale sia in termini di quantità. Stiamo usando più del 50% delle nostre terre coltivate per gli allevamenti: è semplice matematica. Dobbiamo fornire delle valide alternative. Se non facciamo qualcosa, presto la carne diventerà un raro cibo di lusso molto molto caro».

Miranda


senti cara e dolce miranda
burroughs 40 anni fa diceva che in futuro non ci sarebbero stati più partiti politici ma solo tanti gruppetti di persone vicine per idee, interessi, hobby e piaceri
beh ci siamo
gruppi di yoga, di calcio, di scacchi, di ambientalisti, di musica d'insieme...

vicini per idee più o meno nobili

ma il punto per me è un altro
si parla di aumento della popolazione e di produzione su larga scala (anche nell'articolo che hai postato)
il problema è che il capitalismo e l'american way of life dagli anni novanta soprattutto
si stanno diffondendo su larga scala

mentre la percentuale di persone che vuole determinati beni cresce
la percentuale di sfruttati senza beni diminuisce
e questi sfruttati non sono manco ben organizzati per rivendicare i propri diritti

il problema è che gli schiavi moderni lottano per avere beni di consumo e non per sovvertire un sistema

ci si dice che stiamo in crisi oltre che per la questione euro, speculazioni e bla bla bla
anche perchè cina e india si sono rimesse al passo e producono meglio e a prezzi più bassi
che si fa allora?
mica si esportano (come fanno con la democrazia ahahahah) i diritti conquistati dai lavoratori occidentali dopo anni di lotte nei paesi orientali!?!?
succede il contrario

il problema come sempre è politico:
le ideologie sono morte
la religione marxista non è riuscita a portare dio in terra
e non si vede un'alternativa al capitalismo
se non allontanarsi dalla società

il problema di cui parli è insito nella natura del capitalismo:
profitto su larga scala
senza pensare ai danni sull'ambiente e sull'uomo

il capitalismo e la società dello spettacolo macinano tutto
non senti che si parla sempre più spesso di green economy
di bio

l'oggetto cambia la dinamica è la stessa


ogni ciclo ed ordine naturale si sta spezzando
domina (almeno fino a quando non va tutto a [om]) una seconda natura che l'uomo si è costruiti negli utlimi 200 anni

il boicottaggio può essere una forma di resistenza ma ci vuole altro

lotta continua dentro e fuori

tu fai riferimento a discipline tradizionali, a pitagora a yogananda ecc ecc
il punto è che non viviamo in una società tradizionale
ma in una società moderna

nel punto in cui siamo servirebbe una sorta di cooperativismo anarchico
produzioni in loco...
perchè un'altra cosa di cui parlare sarebbe il viaggio delle merci, trasporti

la situazione è complessa
ma credo che il singolo seppure con tanti buoni propositi non riesca ad arginare una cippa senza una organizzazione politica ed una riorganizzazione economica e politica

un abbraccio dolce miranda


secondo me si parla a vuoto

1 paolo ha detto che si può essere vegetariani per motivi religiosi, di salute e morali
e su questo siamo tutti d'accordo credo

2 lo si può essere anche perchè si amano tutte le creature di dio e non si vuole farle soffrire (miranda parla di questo)
A questo paolo obietta che se si amano tutte le creature allora non basta manco essere vegetariani
e se avete letto i messaggi non mi dilungo su questo perchè è chiaro

3 Un'altro punto e il mio messaggio lo trattava è questo:
come mai sono cresciuti i vegetariani negli ultimi 30-40 anni!?!? se volete aggiungo in OCCIDENTE

oltre alle mode alla new age ecc ecc
l'american way of life si è diffuso e
il capitalismo è diventato più infame
le persone che vivono secondo le sue regole sono aumentate
la produzione del cibo insieme a tutto il resto si è trasformata
l'indignazione oltre che la reazione del corpo ha fatto la sua comparsa

se non si cambiano i sistemi di produzione poco si può fare col boicottaggio
o costruendoci il nostro piccolo orto e vivendo fuori dal mondo

per questo dicevo lotta continua fuori
anche se negli ultimi decenni non si sta ottenendo granchè

ma la lotta viene manipolata
ed essere a favore o contor la società dello spettacolo finisce per essere la stessa cosa
http://www.repubblica.it/persone/2013/0 ... =HRESS-4#2

La lotta è interiore e
un discorso a parte va fatto sulle emozioni, come ciò che facciamo influisce sulle nostre emozioni e le trasforma (questa è la trasformazione del singolo che trasforma il mondo di gandhiana memoria)
e come trasformandoci trasformiamo il mondo
http://www.youtube.com/watch?v=uHhORDKvBVY
qua si dice qualcosa

quindi pure la lettura di AT riguardo al maestro che non si muove è riduttiva
ovvio che la massa è stupida
ma la massa è pure quella che fa la veglia fuori al centro commerciale per il nuovo ipod, massa vegetariana o meno

il discorso spirituale
se lo yoga è tantra e il tantra è trasformazione
il cibo ingerito carne insalata o cadaveri
si trasformano e noi ci trasformiamo o litrasformiamo
o si pensa che basti mangiare verdure e crescere un cane per capire qualcosa del Sè e del sè, (senza ma ahahaahahahahaha)!?!
http://www.youtube.com/watch?v=mkbvRyaX8kU

si dovrebbe poi anche affrontare il discorso dell'influenza della tecnologia sull'uomo, della perdita dell'animalità e della comparsa di una nuova barbarie

se poi volete affrontarla coi friarielli ve li porto io
da napoli
al sapore di diossina

un abbraccio a tutti
ku

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Messaggioda ku » 14 aprile 2013, 22:03

ah dimenticavo
sono vegetariano
:mrgreen:

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andrea P.
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poesia di Clarice Lispector

Messaggioda andrea P. » 14 aprile 2013, 22:09

Carissimi vi dedico una poesia della somma poetessa Brasiliana Clarice Lispector...


La nostra ferocia

Quando penso all'allegria vorace
con la quale mangiamo una gallina ao molho pardo*,
mi rendo conto della nostra ferocia.
Io, che non sarei capace di ammazzare una gallina,
per quanto le ami vive
mentre muovono il brutto collo
e cercano lombrichi.
Non dovremmo mangiarle e al loro sangue?
Mai.
Non siamo cannibali,
è necessario non dimenticarlo.
E rispettare la violenza che abbiamo.
E, chissà, se non mangiassimo la gallina ao molho pardo,
mangeremmo le persone con il loro sangue.
La mia mancanza di coraggio d' uccidere una gallina
e intanto mangiarla morta
mi confonde, mi meraviglia,
ma l'accetto.
La nostra vita è feroce:
si nasce con il sangue
e con il sangue si taglia l'unione
che è il cordone ombelicale.
E quanti muoiono con il sangue.
E' necessario credere nel sangue
come parte della nostra vita.
La ferocia.
E' anche amore.

*la galinha ao molho pardo è una ricetta brasiliana che menziona tra gli ingredienti principali il sangue di gallina.

Clarice Lispector

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Re: poesia di Clarice Lispector

Messaggioda ku » 14 aprile 2013, 22:18

andrea P. ha scritto:Carissimi vi dedico una poesia della somma poetessa Brasiliana Clarice Lispector...


La nostra ferocia

Quando penso all'allegria vorace
con la quale mangiamo una gallina ao molho pardo*,
mi rendo conto della nostra ferocia.
Io, che non sarei capace di ammazzare una gallina,
per quanto le ami vive
mentre muovono il brutto collo
e cercano lombrichi.
Non dovremmo mangiarle e al loro sangue?
Mai.
Non siamo cannibali,
è necessario non dimenticarlo.
E rispettare la violenza che abbiamo.
E, chissà, se non mangiassimo la gallina ao molho pardo,
mangeremmo le persone con il loro sangue.
La mia mancanza di coraggio d' uccidere una gallina
e intanto mangiarla morta
mi confonde, mi meraviglia,
ma l'accetto.
La nostra vita è feroce:
si nasce con il sangue
e con il sangue si taglia l'unione
che è il cordone ombelicale.
E quanti muoiono con il sangue.
E' necessario credere nel sangue
come parte della nostra vita.
La ferocia.
E' anche amore.

*la galinha ao molho pardo è una ricetta brasiliana che menziona tra gli ingredienti principali il sangue di gallina.

Clarice Lispector


questa poesia è un ngalso
ihihihihihihihi
:mrgreen:


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