Sfida agli spiritualisti "onnivori"

cucina vegetariana e yogica, digiuno
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jasmin
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Re: Speranza

Messaggioda jasmin » 14 aprile 2013, 16:18

[quote="Miranda Fey"]Ringrazio Jasmin per l'intervento corretto, benché mi dolga di rilevare che anche in lei sia pressoché automatica quella ripulsa oramai di maniera, nella dialettica, per l'emozione o il fervore che possano animare uno che parli in buona fede, specie se è (quasi interamente) circondato da interlocutori malfidati. [quote]

Non so se si tratti di "ripulsa di maniera", è che di solito non amo le discussioni animate con tendenza all'aggressività, non so se sia un mio limite oppure semplicemente una mia interiore esigenza di pace.

Ma passando oltre, quello che mi meraviglia è come tanti praticanti yoga siano così attaccati alla fetta di carne (immagino anche sanguinolenta).
Credo che la paura di non assumere abbastanza proteine si sia insinuata in maniera patologica nella mente umana.
Paura di perdere forza ed energie.
Secondo me qui non si tratta di essere salutisti o altro, si tratta solo di vivere in armonia con il resto degli esseri viventi.
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Messaggioda Miranda Fey » 14 aprile 2013, 16:49

Un abbraccio a te, amico Ku,

ma insomma, il vegetarianesimo non va bene in quanto moda new-age di questa società consumistica oppure perché sarebbe retaggio di un mondo Tradizionale oramai anacronistico? Quante scuse vogliamo tirar fuori ancora?

Conosci da te la soluzione ai mali che descrivi: "lotta continua dentro e fuori."

Giorni fa mi sono imbattuta in un trafiletto dai quaderni di Paolo disponibili nel suo sito. Tra l'altro, fu quel trafiletto a farmi pensare che sarebbe stata una buona idea ritornare tra le pagine della comunità Yoga e affrontare insieme la questione in oggetto.

Recita così:

"Una volta un mio insegnante giapponese mi ha detto di diffidare di chi scende in piazza inneggiando alla pace...
...Se uno è in pace che bisogno ha di gridarlo con i pugni serrati?"

Rimasi basita dall'apologia del più villano egoismo a cui questo breve passo si riduce.
Si dà il caso che, in genere, chi scende in piazza non lo faccia per inneggiare alla sua pace, ma per battersi per chi pace non ha!
Il grande insegnamento spirituale di cui sopra si ridurrebbe quindi al principio aureo: se uno è in pace, perché mai dovrebbe affannarsi per qualcun altro?

Evvia l'altruismo e la compassione,

Un abbraccio a te,

Miranda
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Re: I dotti del cavillo

Messaggioda AT » 14 aprile 2013, 17:44

Miranda Fey ha scritto:Thot, At, non ho nessuna intenzione di seguitare il dibattito con i "dotti del cavillo"... Quelli, poi, che vezzeggiano i mici di casa, pronti però a scannare agnellini sono i più ipocriti e pericolosi...



A Dio,

Miranda

Ecco, vorrei soffermarmi su questo punto per capire chi è ipocrita e chi non lo è. L'amicizia tra uomo e gatto è antica. E si è sempre associata al fatto che l'uomo avesse disponibilità di prodotti animali, specialmente carne, da offrire al gatto, che è carnivoro. Le polpettine vegan per gatti sono un'invenzione recente. Quindi, amare un gatto, implica essere consapevoli di ciò che questa amicizia implica: non certo l'ipocrisia vegan. La Vita si nutre di sé stessa, in una certa misura in modo cruento, ed è parte del suo significato prendere coscienza di questo aspetto senza ipocrisie. Ma i vegan, di solito cittadini ignoranti, ipocriti e viziati, sembrano non esserne consapevoli.

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Re: Trascendenza e dolore?

Messaggioda Thot » 14 aprile 2013, 17:50

Miranda Fey ha scritto:TRASCENDENZA???


...Un'ultima cosa per Thot: ma che abominio scrivi? La trascendenza della Materia-satana tramite il dolore? Certamente, forse, ma il tuo, non quello di bestie innocenti: se sei pronto, sacrificati pure...

Che diamine, ma non esiste una censura per idiozie di tali proporzioni?


Non hai capito, il dolore è uno dei vari modi di trascendere il corpo quando il corpo si disfà di se stesso e lo spirito non ne viene intaccato, infatti come ho spiegato, in occidente designa l'operato dei Santi attraverso il martirio e l'intervento degli angeli sul corpo dell'invocatore. Metodo contrapposto, in oriente, è l'estasi.
Abominio? questa è gnosi!
per questo dico che, avendo trasceso il corpo, la sfida è martoriarlo senza che lo spirito ne rimanga intaccato, è un modo per "mettere lo spirito alla prova" e superare la dualità, cioè il dolore. Io comunque preferisco altri metodi!

Mi sembra ovvio che questo non abbia nulla a che vedere con gli abusi sugli animali... non si può uccidere una lepre per farle trascendere la dualità, no?
Era un'asserzione per confutare il tuo di abominio quando hai considerato, errando, le mie parole: "delirio satanista".

Poi ho approfondito per cercare un modo di evitare lo scempio. Senza che tu, evidentemente, l'abbia compreso. Tu perché sei qui? Vuoi che si limitino a scriverti: "brava, brava, hai ragione!" o vuoi cercare un modo per risolvere la questione? Quel'è lo scopo di questo intervento? è chiaro che di uno scempio si tratta. Chi ti va contro non è perché appoggia lo sterminio, ma perché pensa, giustamente, che la questione va trattata sotto molti altri aspetti che denunciarla e basta.
E così dovrebbe essere, in un forum di yoga, in cui ci si spetta di trovare gente intellettuale, rispetto alla media, piuttosto che soli eruditi.

Tra l'altro parli proprio con uno che quando la mosca entra nella sua stanza, la cattura e la lascia andare via senza ucciderla, e quando trova un passerotto ferito per strada, gli offre da mangiare e da bere e lo adagia in un luogo sicuro.

L'importante sai cos'è? Farlo in maniera disinteressata, senza provare avversione. Tu continui a provare avversione ed istigare al senso di colpa. Allora potrei dirti, cos'è più importante, la vita di un uomo che si toglie la vita per il senso di colpa per non essere riuscito a cessare lo sterminio, o per aver ucciso qualcuno, o quella di un animale per cui l'assenza di senso di colpa porta l'uomo ad ucciderlo?

Non voglio neanche che mi risponda... non è importante qui misurare il valore delle vite. Voglio solo dire che la questione va risolta si, nella maniera esatta.
Ma qui mi sembra che lo scopo del tuo intervento fosse, come da titolo, sfidare gli spiritualisti onnivori, piuttosto che vedere risolto lo scempio.

Tra l'altro, essere spirituali non è una prerogativa dell'essere vegetariani-frugivori.

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Re: Trascendenza e dolore?

Messaggioda AT » 14 aprile 2013, 17:57

Miranda Fey ha scritto:TRASCENDENZA???


...Un'ultima cosa per Thot: ma che abominio scrivi? La trascendenza della Materia-satana tramite il dolore? Certamente, forse, ma il tuo, non quello di bestie innocenti: se sei pronto, sacrificati pure...

Che diamine, ma non esiste una censura per idiozie di tali proporzioni?

Vorrei spezzare una lancia a favore di Thot, sul quale l'illuminata e tollerante Miranda invoca addirittura la censura. Il dolore è un aspetto essenziale dell'esperienza vitale. Alcune tra le esperienze più importanti della mia vita sono legate al dolore. E' evidente a chiunque abbia il senso della reale profondità della vita che l'impostazione utilitaristica che tratta l'esperienza vitale come se fosse un bilancio costi-benefici e percepisce il dolore come soltanto negativo è superficiale e realmente pericolosa. Il dolore è essenziale, per me e per gli altri. Ma questo non significa cadere nel sadomasochismo o nella folle perversione: porsi al cospetto del dolore è difficile e necessita di etica e di equilibrio. Di fronte allo spettacolo della natura, che contiene al proprio interno tante esperienze dolorose, che vive di uccisione reciproca tra gli esseri, nutrendosi di sé stessa, la vera etica deve evitare sia la banalizzazione utilitaristica che la perversione distruttiva. L'approccio di chi accetta senza ipocrisie questo aspetto della realtà, con un atteggiamento equilibrato verso il mondo animale, è anche l'approccio di chi, a livello potenziale, è capace di uccidere per finalità giuste, come l'alimentazione o la difesa.

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Messaggioda AT » 14 aprile 2013, 18:12

Vediamo anche di esaminare l'impatto ecologico dei prodotti animali. L'alimentazione nella nostra società è spesso squilibrata, e produce malattie e disagi. E i metodi di produzione, sia degli alimenti animali che di quelli vegetali, sono spesso distruttivi per l'ambiente.
Ma tutto questo significa passare ad un progetto di tipo vegan, azzerando i prodotti di origine animale? Si fa sempre il solito esempio dei chilogrammi di cereali necessari per produrre un chilogrammo di carne bovina, come se l'unico modo di produrre carne fosse quello di alimentare bovini con cereali e come se l'unico prodotto animale fosse la carne bovina. Ma esistono vastissime aree del pianeta che sono adatte solo all'allevamento, ed inadatte a qualsiasi tipo di agricoltura. Ed esistono modi più sostenibili di allevare bestiame, bestiame che spesso è capace di mangiare e trasformare alimenti che l'uomo non può mangiare, come l'erba. Esistono polli, conigli e anche insetti commestibili. Tutto questo consente un approccio all'organizzazione dell'alimentazione molto più flessibile, diversificato e adatto alle molteplici esigenze di persone diverse e di società diverse rispetto alla rigidità vegan. Al tempo stesso, sarebbe interessante osservare l'effetto sugli equilibri nutrizionali del pianeta di un azzeramento della pesca. Anche la pesca può produrre squilibri, ma siete consapevoli di ciò che significherebbe azzerarla? Interi Stati hanno la pesca come risorsa essenziale, mentre la loro agricoltura è scarsa. Ed esiste anche la risorsa della caccia, che a volte ha un impatto armonizzante per limitare l'eccessiva diffusione di alcune specie, come il cinghiale. Siamo sicuri che azzeramento della pesca e della caccia, nonché estinzione delle specie zootecniche domestiche, rappresenterebbe un vantaggio per l'equilibrio dell'uomo con il mondo naturale? Tra la rigidità (tutta utopia) vegan e lo sfruttamento industriale a favore di un'alimentazione squilibrata e consumistica, ci sono moltissime soluzioni diverse a disposizione. E questa molteplicità di soluzioni è una risorsa vitale che il veganismo non è capace di fornire.
Ultima modifica di AT il 14 aprile 2013, 18:36, modificato 1 volta in totale.

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Re: Speranza

Messaggioda AT » 14 aprile 2013, 18:27

jasmin ha scritto:[
Ma passando oltre, quello che mi meraviglia è come tanti praticanti yoga siano così attaccati alla fetta di carne (immagino anche sanguinolenta).
Credo che la paura di non assumere abbastanza proteine si sia insinuata in maniera patologica nella mente umana.
Paura di perdere forza ed energie.
Secondo me qui non si tratta di essere salutisti o altro, si tratta solo di vivere in armonia con il resto degli esseri viventi.
Yoga e alimentazione: questo grande dilemma :shock:

Cara serafica Jasmin, io non sono per nulla "attaccato" ad un modello alimentare piuttosto che ad un altro. Ed è proprio questo non attaccamento che produce sperimentazione, flessibilità, adattabilità a soluzioni diverse. Quella flessibilità che la rigidità vegan non potrà mai fornirmi.Più pratico yoga, più scendo in profondità dentro me stesso, e più vedo la superficialità e l'inconsistenza spirituale delle solite, vecchie argomentazioni vegeto-fanatiche. In caso di necessità, in caso di circostanze adatte, in una società tecnologica, sarebbe facilissimo per me alimentarmi, vestirmi e spostarmi in modo vegan. Ma anche se passassi al modo vegan (per opportunità) resterebbe sempre scritta nel mio cuore la chiara consapevolezza che l'essere umano ha il diritto di uccidere animali per mangiare e per vivere (non sopravvivere e basta) come qualsiasi altro animale onnivoro su questo pianeta. E una volta cambiate le circostanze, non esiterei a cambiare modello di nuovo e a tornare a mangiare carne e pesce.
Ultima modifica di AT il 14 aprile 2013, 19:43, modificato 3 volte in totale.

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Messaggioda AT » 14 aprile 2013, 18:33

Per correttezza, visto che Miranda ha ridicolizzato la vitamina B12 con un'improbabile citazione tratta da internet, vorrei citare quello che dice un vegano convinto, nonché esponente di rilievo della comunità vegan. Premetto che non sono un esperto, e che il reale impatto della vitamina B12 sulla salute dei vegani, e la necessità o meno di integrarla chimicamente, è un argomento dibattuto del quale non conosco la risposta certa. Ma per controbilanciare, ecco:


Ciò che ogni vegano dovrebbe sapere sulla Vitamina B12
Di Stephen Walsh


Traduzione di Marco Lorenzi e Luciana Baroni

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Questo testo è stato redatto da Stephen Walsh (Stephen_walsh@vegans.fsnet.co.uk), collaboratore di fiducia della UK Vegan Society e di altri membri dell'International Vegetarian Union Science Group (IVU-SCI), nell'ottobre 2001, e può essere liberamente riprodotto, ma solo se integralmente. Una copia in lingua originale è disponibile sul sito della Vegan Society.


--------------------------------------------------------------------------------

Livelli di assunzione di B12 molto bassi possono causare anemia e danni al sistema nervoso.


Le uniche fonti vegane affidabili di B12 sono i cibi fortificati con questa vitamina (tra cui alcuni latti vegetali, alcuni prodotti a base di soia ed alcuni cereali per la colazione) e gli integratori alimentari. La Vitamina B12, che sia in forma di integratori, cibi fortificati o prodotti animali, è prodotta da microrganismi.


La maggior parte dei vegani consuma abbastanza B12 per evitare l'anemia ed i danni al sistema nervoso, ma molti non ne assumono abbastanza per minimizzare i potenziali rischi di patologie cardiache o di complicazioni nel corso della gravidanza.


Per ottenere tutti i benefici di una dieta vegana, i vegani dovrebbero seguire almeno uno di questi consigli:
assumere prodotti fortificati due o tre volte al giorno, per ottenere almeno 3 microgrammi (mcg o ug) di B12 al giorno, oppure
prendere ogni giorno un integratore che fornisca almeno 10 mcg, oppure
assumere una volta alla settimana un integratore che fornisca almeno 2000 mcg.


Se si decide di usare i prodotti fortificati bisogna controllare attentamente l'etichetta per assicurarsi di assumere abbastanza B12. Per esempio, se un tipo di latte vegetale fortificato contiene 1 mcg di B12 per porzione, un consumo di tre porzioni al giorno garantisce un apporto di B12 adeguato. Alcuni potrebbero trovare più pratico ed economico usare degli integratori.


Meno frequentemente si assume la B12, maggiore è la quantità di questa Vitamina che sarà necessario assumere, poiché la B12 è meglio assimilata se assunta in piccole quantità. Le raccomandazioni di cui sopra tengono pienamente conto di questo. Non ci sono pericoli per la salute nel superare le quantità raccomandate, o nel combinare più di uno dei consigli summenzionati.


Informazioni corrette aiutano a mantenere i vegani in buona salute. Diffondetele!


Se non intendete leggere altro sulla Vitamina B12, ora sapete già quello che dovete sapere. Se volete approfondire l'argomento, continuate a leggere.

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Re: Il seme della grande compassione

Messaggioda AT » 14 aprile 2013, 18:51

[quote="Miranda FeyMa ti rendi conto di cosa scrivi??? Gli animali sono "oggetti o soggetti" per te? Fare o non fare sesso è certamente una mia scelta personale: infatti non coinvolge certo la volontà e la libertà di altri individui!
Ma si dà il caso che mangiare carne significhi partecipare direttamente al massacro di altri INDIVIDUI SENZIENTI E PENSANTI E VOLENTI! Non si tratta di una scelta privata, ma di una scelta etica, che influisce sui destini e le libertà di altri!
E questi "altri" hanno una loro chiara e manifesta VOLONTA' DI VIVERE, una volontà che esprimono in modo inconfondibile.

[/quote]
Son d'accordo. Gli animali sono soggetti, ed hanno un forte istinto di sopravvivenza, individuale e di specie. Istinto di sopravvivenza che nell'ambiente naturale si incontra continuamente con la morte e con la lotta. Ma per molte specie domestiche, il passaggio al veganismo globale significherebbe l'estinzione. Gli ovini, ad esempio, sono particolarmente inadatti a sopravvivere senza l'uomo. L'estinzione di specie millenarie, che hanno accompagnato l'uomo nel corso della propria esistenza, non so cosa significhi per i vegan. Per gli animali in questione, significherebbe semplicemente la fine. Il che va contro il loro istinto di sopravvivenza di specie. Per l'uomo, la perdita di un patrimonio di grande valore. Qualcuno potrebbe dire che in una società tecnologica in cui possiamo disporre di integratori alimentari, chimica farmaceutica, mezzi di trasporto e di lavoro meccanico, prodotti sintetici di vario genere tutto questo è superato. Ma il futuro è incerto, ed il passato è sempre pronto a rigermogliare in forme nuove nel futuro.

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Re: Lottare per la pace (di chi?)

Messaggioda AT » 14 aprile 2013, 18:59

Miranda Fey ha scritto:Un abbraccio a te, amico Ku,

ma insomma, il vegetarianesimo non va bene in quanto moda new-age di questa società consumistica oppure perché sarebbe retaggio di un mondo Tradizionale oramai anacronistico? Quante scuse vogliamo tirar fuori ancora?

Conosci da te la soluzione ai mali che descrivi: "lotta continua dentro e fuori."

Giorni fa mi sono imbattuta in un trafiletto dai quaderni di Paolo disponibili nel suo sito. Tra l'altro, fu quel trafiletto a farmi pensare che sarebbe stata una buona idea ritornare tra le pagine della comunità Yoga e affrontare insieme la questione in oggetto.

Recita così:

"Una volta un mio insegnante giapponese mi ha detto di diffidare di chi scende in piazza inneggiando alla pace...
...Se uno è in pace che bisogno ha di gridarlo con i pugni serrati?"

Rimasi basita dall'apologia del più villano egoismo a cui questo breve passo si riduce.
Si dà il caso che, in genere, chi scende in piazza non lo faccia per inneggiare alla sua pace, ma per battersi per chi pace non ha!
Il grande insegnamento spirituale di cui sopra si ridurrebbe quindi al principio aureo: se uno è in pace, perché mai dovrebbe affannarsi per qualcun altro?

Evvia l'altruismo e la compassione,

Un abbraccio a te,

Miranda

Cara Miranda, forse è necessario spiegarti che il maestro in questione non invitava necessariamente all'indifferenza e al disimpegno sociale, ma osservava una verità sacrosanta, e cioè che le grandi correnti collettive e di piazza sono quasi sempre dominate da una profonda stupidità, e che dietro i migliori intenti si nascondono miserie umane molto più spesso di quello che si ammetta. Quando poi un discorso del genere si applichi agli ambienti di certo femminismo, o dell'animalismo fanatico, la sua logica appare impeccabile.

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Messaggioda Miranda Fey » 14 aprile 2013, 19:01

Thot, At, ai troll non rispondo.

Per informazione di tutti, in ogni caso, la mia intenzione non era affatto insinuare il senso di colpa, ma spronare al cambiamento.

Chi è interessato seriamente alla questione, dal momento che AT si ostina a sostenere che l'uomo sia onnivoro per natura, può approfondire l'aspetto biologico (e sociologico ed ecologico) del veganesimo grazie a questo famosissimo e rivoluzionario studio:

http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_Cina




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Re: Il progetto cina

Messaggioda AT » 14 aprile 2013, 19:23

Miranda Fey ha scritto:Thot, At, ai troll non rispondo.

Per informazione di tutti, in ogni caso, la mia intenzione non era affatto insinuare il senso di colpa, ma spronare al cambiamento.

Chi è interessato seriamente alla questione, dal momento che AT si ostina a sostenere che l'uomo sia onnivoro per natura, può approfondire l'aspetto biologico (e sociologico ed ecologico) del veganesimo grazie a questo famosissimo e rivoluzionario studio:

http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_Cina




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Io non sono un troll, ma scrivo su questo forum da molto più tempo di te. E non ho problemi a discutere e rispondere, e non invoco la censura per nessuno.
Lo studio in questione parla dell'alimentazione tradizionale cinese, e la descrive come prevalentemente basata sui vegetali. E allora? Anche la mia alimentazione è prevalentemente basata sui vegetali. Ma questo non significa cadere nel vegeto-fanatismo.La dieta consumistica non si caratterizza solo per un'eccesso di carni, spesso di cattiva qualità, ma anche per alimenti probabilmente dannosi come zucchero, farine raffinate, grassi vegetali, additivi chimici. Ed è inoltre un'alimentazione eccessiva nella quantità. Nessuno dei popoli centenari che sono stati studiati, né gli Hunza, né ad Okinawa, né nella famosa zona dell'Equador, né altri, aveva un'alimentazione esclusivamente vegan. Pesce, piccole ma significative quantità di carne, yogurt erano presenti.
Sarebbe però interessante confrontare il livello di salute medio dell'occidente con quello degli adepti della paleo-dieta. La paleo-dieta, il cui fondatore è uno studioso serio dell'antropologia applicata alla dieta e non uno dei soliti fanfaroni, si basa sul concetto che l'agricoltura è un'invenzione recente. E che i cibi più adatti per l'uomo sono quelli dei nostri antenati, e cioè carni, pesci, uova, miele, insetti, frutta, vegetali freschi. Vengono esclusi latte, cereali, legumi e soprattutto i prodotti raffinati come lo zucchero. Ci sono testimonianze impressionanti e documentate di persone che sono guarite da malattie croniche o che hanno ritrovato forma e vigore grazie a questa dieta. Ora, non è che io sia un adepto di tale tendenza. Ma mi spieghi perché quasi nessuno è intollerante al pesce, o alla carne (purché di qualità) mentre sono una schiera infinita coloro che non sopportano latte e derivati, glutine, cereali e persino legumi?
Quante delle nostre malattie del benessere derivano da un eccesso di carboidrati, dallo zucchero, dalle farine raffinate, dai fritti e dai prodotti industriali?

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Re: Il progetto cina

Messaggioda Miranda Fey » 14 aprile 2013, 19:48

AT ha scritto:Ma mi spieghi perché quasi nessuno è intollerante al pesce, o alla carne (purché di qualità) mentre sono una schiera infinita coloro che non sopportano latte e derivati, glutine, cereali e persino legumi?



Intollerante forse no, ma che dire di tumori ed osteoporosi dovuti all'alimentazione a base di carne e pesce? Anche il pesce, come la carne, acidifica pesantemente il sangue...
Latte e derivati, poi, non sono poi certo fatti per il nostro stomaco: non abbiamo neppure gli enzimi per digerirli e le intolleranze a glutine, cereali e legumi sembrano essere piuttosto recenti... OGM?
Comunque, a chi è interessato basteranno poche chiavi di ricerca in rete per approdare all'evidenza che l'uomo sia FRUGIVORO per natura.
D'altronde, basterebbe pensare che la frutta è praticamente l'unico alimento che siamo capaci di gradire senza bisogno di cuocerlo o adulterarlo...


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Messaggioda AT » 14 aprile 2013, 20:00

Gli adepti della paleo-dieta fanno una grande attenzione all'equilibrio acido-basico. E la carne ed il pesce sono controbilanciati dalle grandi quantità di frutta e verdura e dall'uso di acqua alcalinizzata (che pare essere uno dei segreti della longevità degli Hunza).
E così, basterebbero poche ricerche in rete per capire che l'uomo è frugivoro? Quella stessa rete che è una miniera di informazioni, ma anche di contrasti, leggende, chiacchiere infinite?
Allora, dimmi. Dimmi di un popolo conosciuto, storico o preistorico, la cui alimentazione sia stata esclusivamente vegan.
Per parte mia, ti posso citare non uno, ma centinaia di esempi di popoli con alimentazione non esclusivamente vegan. Vorrei inoltre invitarti a non bere tutto quello che leggi nei soliti siti di vegeto-fanatici, e a non diffondere imprundentemente informazioni potenzialmente pericolose per la salute come quella che i vegan non avrebbero bisogno di integrare chimicamente la B12. Ora, non è che io abbia risolto la questione, può anche darsi che sia così per alcuni, o addirittura per tutti. Ma finché la faccenda è dubbia, è meglio non scherzare con la salute della gente (e dei bambini).

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Re: Speranza

Messaggioda jasmin » 14 aprile 2013, 20:10

AT ha scritto:
jasmin ha scritto:[
Ma passando oltre, quello che mi meraviglia è come tanti praticanti yoga siano così attaccati alla fetta di carne (immagino anche sanguinolenta).
Credo che la paura di non assumere abbastanza proteine si sia insinuata in maniera patologica nella mente umana.
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Secondo me qui non si tratta di essere salutisti o altro, si tratta solo di vivere in armonia con il resto degli esseri viventi.
Yoga e alimentazione: questo grande dilemma :shock:

Cara serafica Jasmin, io non sono per nulla "attaccato" ad un modello alimentare piuttosto che ad un altro. Ed è proprio questo non attaccamento che produce sperimentazione, flessibilità, adattabilità a soluzioni diverse. Quella flessibilità che la rigidità vegan non potrà mai fornirmi.Più pratico yoga, più scendo in profondità dentro me stesso, e più vedo la superficialità e l'inconsistenza spirituale delle solite, vecchie argomentazioni vegeto-fanatiche. In caso di necessità, in caso di circostanze adatte, in una società tecnologica, sarebbe facilissimo per me alimentarmi, vestirmi e spostarmi in modo vegan. Ma anche se passassi al modo vegan (per opportunità) resterebbe sempre scritta nel mio cuore la chiara consapevolezza che l'essere umano ha il diritto di uccidere animali per mangiare e per vivere (non sopravvivere e basta) come qualsiasi altro animale onnivoro su questo pianeta. E una volta cambiate le circostanze, non esiterei a cambiare modello di nuovo e a tornare a mangiare carne e pesce.


hai detto bene AT onnivoro. Significa che possiamo sopravvivere con altri alimenti che non siano carne. Personalmente vorrei chiarire che non sono vegana, ma vegetariana. Che questo sia un passo per diventare vegana ora non saprei. Per adesso mi va bene così.
Sul diritto di uccidere caro AT ho qualche riserva.
Se c'era un tempo in cui gli uomini andavano a caccia per sfamare le loro famiglie, uccidevano lo stretto necessario per le loro necessità. Anche oggi ci sono popolazioni che si nutrono degli animali che allevano ma nella maggior parte dei casi non hanno altro.
La situazione è diversa per noi che andiamo a fare la spesa, e ci basta allungare la mano per fare una scelta. Per noi è tutto più facile. Senza essere per forza vegani si può cominciare con l'essere semplicemente vegetariani. Personalmente pur comprendendo le ragioni non mi sento pronta per il veganesimo.
Il diritto di uccidere.. come suona strano non è vero?
Mi sembra un flim western. Solo che nella nostra realtà gli animali non sono i cattivi.


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