Sfida agli spiritualisti "onnivori"

cucina vegetariana e yogica, digiuno
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Miranda Fey
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Veganesimo e salutismo

Messaggioda Miranda Fey » 13 gennaio 2014, 18:34

...Mi trovo a passare da queste parti, a distanza di mesi, e non posso fare a meno di commentare gli ultimi sviluppi di questa infinita diatriba...infinita non soltanto per le intenzioni polemiche di molti, ma più che altro perché la questione alimentare, per quanto si voglia o possa generalizzare ricorrendo a diciture in voga, è ben più complessa di quanto non si possa immaginare.
Quando si viene al punto "veganesimo", poi, la disinformazione e la confusione cui questa stessa formula dà adito si moltiplicano a dismisura.
Ovviamente, non intendo far luce sui molti punti che la questione richiederebbe venissero lumeggiati, ma chiarire almeno un aspetto fondamentale della cosa, ovvero che il termine "veganesimo" rappresenta la definizione d'una dieta in "negativo" e non in "positivo".
Per questa ragione, esso risulta un termine utile e pratico cui ricorrere unicamente per specificare un orientamento alimentare "etico", laddove etico non significa necessariamente "salutistico".
Dire che qualcuno pratica il veganesimo significa affermare che cosa esso NON mangi, e non che cosa mangi...
La dicitura è semplicemente troppo larga per specificare la natura della dieta cui si fa riferimento: vegani sono i crudisti-fruttariani, come vegano potrebbe essere, paradossalmente, chiunque si nutra (e ne conosco, purtroppo) di sola pasta.
Ma nel secondo caso, non si può certo dare la colpa dei propri malanni alla carenza di proteine animali!
Prima di poter essere criticato, il veganesimo deve essere bene applicato, amici miei... Dal punto di vista salutistico, per la mia esperienza personale (e non mia soltanto) mi sento di affermare che l'unica dieta vegana salutare sia quella d'indirizzo crudista-igienista-fruttariano, possibilmente a glutine 0. In tutti gli altri casi, proprio non si può parlare di salutismo, né ci si può lamentare dei pessimi effetti del cosiddetto "veganesimo"!

Per il resto, un grazie a Jasmin per i suoi interventi sempre preziosi e i più vividi auguri per l'anno neonato...

Miranda
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Messaggioda jasmin » 13 gennaio 2014, 18:55

grazie a te Miranda

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Messaggioda Chlòé » 14 gennaio 2014, 11:08

...e qualora diventassimo tutti vegani (ovviamente è una ipotesi molto utopistica ma ammettiamo per ipotesi che magari in futuro, per questioni di crisi di povertà, assenza di cibo sufficiente per la popolazione mondiale e inquinamento, vietano in tutto il mondo il consumo di carne, perfino di quella allevata a casa propria in poco spazio...come polli, conigli, etc...), cosa accadrebbe agli animali? Pensate per esempio a farli crescere nuovamente in ambiente naturale...pensate che non si riprodurrebbero inutilmente a dismisura? E come potrebbero sopravvivere? Pensate forse che ci sarebbe la possibilità di sterilizzare ogni singolo capo di bestiame, ogni singolo maschio di ogni specie in modo selettivo, per non farli riprodurre e non essere costretti come nella caccia di selezione ad un certo punto, ad uccidere il surplus? pensate che le leggi della natura in fatto di sopravvivenza, se lasciate al loro corso, sarebbero edulcorate come i concetti del veganismo? Pensate che non sarebbe necessario comunque un controllo dell' uomo a gestire lo sviluppo delle varie specie in natura e il loro equilibrio?
Avete idea di cosa significhi tornare ad una natura selvaggia, con gli animali liberi e selvaggi, che si riproducono a più non posso e si selezionano tra prede e predatori?
Lo ritenete forse più poetico?
E credete che in questo modo sia possibile una agricoltura?
E via discorrendo... :idea:
Immaginate gli scenari futuri...realisticamente, però!!! :shock:
...Dii di dooh
daa
da daah...

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Messaggioda Miranda Fey » 14 gennaio 2014, 11:39

Cara Chloe,

evidentemente ti sfugge che per quanti scenari apocalittici seguenti un'ipotetica rivoluzione vegana di massa tu possa immaginare, nessuno di questi sfiorerà mai neppure remotamente l'aberrazione dell'attuale stato di cose, laddove non soltanto si commette uno sterminio massivo (si parla di 60 miliardi di animali morti ogni anno, senza contare i pesci), ma lo si commette in modo reiterato e perpetuo, al punto che per la prima volta nella storia del globo e dell'umanità si assiste al fenomeno della cosiddetta "moltiplicazione della vittima": allo sterminio, alle atrocità, alle torture non può esservi fine, poiché la vittima viene sistematicamente moltiplicata (allevata) dal proprio carnefice.

Dinnanzi a questo, qualsiasi ipotetico dissesto potesse seguire un'inversione di tendenza risulterebbe uno scenario confortante, a confronto: le specie create e selezionate dall'uomo (gallina, maiale, mucca da latte) sarebbero (grazie al cielo) condannate ad estinguersi e persino ammettere un'eventuale soppressione di queste creature sarebbe accettabile, laddove si facesse necessario... Sarebbe accettabile, sì, poiché sarebbe l'ultima uccisione, le ultime gocce versate di quel sangue che oggi scorre invece torrenziale sulla superficie martoriata della nostra povera Terra.
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Messaggioda Indra » 14 gennaio 2014, 13:05

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Ultima modifica di Indra il 15 gennaio 2014, 13:40, modificato 2 volte in totale.

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Legge morale

Messaggioda Miranda Fey » 14 gennaio 2014, 14:51

Indra ha scritto:cosa c'entra l'alimentazione con etica e spiritualità?
se non mangio muoio


Un simile interrogativo lascia basiti, tantopiù poiché seguito da un sillogismo del tutto fuori tema: nessuno qui ha parlato di digiuni forzati.
In oggetto, data la pluralità delle opzioni disponibili, è la scelta del regime alimentare e si dà il caso che tutto quanto concerna le scelte comportamentali umane possa essere ricondotto al dominio dell'Etica (lo studio dell'Ethos = comportamento).
Hai ragione, Indra, il Vira non ha bisogno di legge o etica, in quanto accorpa in se stesso la legge e l'etica, o meglio, in quanto egli asseconda la Legge Universa non per imposizione, ma per incomprimibile istanza del proprio spirito.
Domandi chi stabilisca le regole? Potremmo doverci addentrare nello spinoso terreno della metafisica...

La differenza tra l'uomo e la belva, caro Indra, è che il primo uccide anche quando potrebbe farne a meno; non così la fiera. L'uomo si nutre di sangue per consuetudine e per gusto, non certo per necessità o per assecondare un'ipotetica natura onnivoro-carnivora ancora tutta da dimostrare.
Dunque, fare una scelta "etica" significa rinunciare agli attaccamenti derivanti dall'abitudine in nome del principio morale di non nuocere (ad altri esseri viventi e senzienti) più di quanto sia strettamente necessario.
Ti ricordo che non esiste solo il buonismo, ma anche la bontà: diverso è voler "essere considerati buoni" (tale è l'esigenza del buonista) e anelare ad "essere buoni" (un imperativo morale categorico per l'aspirante al vero e al bello).

Indra ha scritto:un animale non ha alcun bisogno di questi concetti ed infatti non ne mostra
un animale non ha sensi di colpa
nè falsi pietismi o buonismi tipici dell'essere umano
nè risulta che gli animali selvaggi o non si preoccupino della sorte altrui
badano solo a sè stessi ed alla loro sopravvivenza
al massimo le madri ma per la continuità della specie e per il tempo strettamente necessario
e pronte a sopprimere o lasciar morire il figlio debole senza rimorso alcuno


Prima di pronunciarsi in materia di etologia animale, si farebbe meglio a studiare più a fondo la questione:

http://www.youtube.com/watch?v=KNumtRS6mqY


Indra ha scritto:perchè proprio l'uomo dovrebbe esser etico?


Innanzitutto, diciamo che l'uomo è l'unico a NON essere etico, apparendo quale l'unica creatura capace d'infrangere tutte le misure e tutti gli equilibri in nome dei più miseri e accessori interessi materiali suoi e della propria specie: adottare un atteggiamento etico, per l'uomo, significa innanzitutto recuperare, per sé, una sana innocenza animale.
Tutto questo senza contare le aspirazioni metafisiche, gli slanci transumani, le velleità estetiche ed estatiche, che vorrebbero proiettarci oltre il reame del Divenire per indiarci anzitempo: se neppure si acquisiscono le prime nozioni della Legge Morale, come si pretende d'ascendere sino all'Empireo delle sostanze pure a priori?
Certo, le cose sarebbero ben diverse, se per ventura si dimostrasse un'effettiva equivalenza biologica tra l'uomo e la belva: in tal caso, sarebbe davvero trascendente colui che volesse negare la propria natura; allo stato attuale, tuttavia, nessun artiglio o zanna ferina ci consente d'inferire una simile evenienza.


Indra ha scritto:Miranda TU personalmente preferisci il Vira o l'animale?


Personalmente, preferisco chiunque porti a compimento la propria natura, di bestia o essere umano, secondo le specificità ed il potenziale ad essa connessi.

Un saluto,

Gemma
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Messaggioda Ventus » 14 gennaio 2014, 15:21

Indra ha scritto:miranda
non ci siamo
premetto che non mangio carne perchè non mi piace e così il latte preferendo vegetali
cosa c'entra l'alimentazione con etica e spiritualità?
se non mangio muoio
se non sono etico o spirituale cosa cambia? chi stabilisce cosa sia etico o spirituale? chi stabilisce le regole? e chi le mantiene?
l'essere umano
solo lui e quello stolto che è di solito
se un uomo uccide è una belva
se una belva uccide è naturale
peccato che l'essere umano sia una belva molto evoluta nell' arte ferina del sopravvivere
solo quando la sua sopravvivenza non è in gioco allora
si mette a filosofare di etica e di morale
ma adora il potere
un animale non ha alcun bisogno di questi concetti ed infatti non ne mostra
un animale non ha sensi di colpa
nè falsi pietismi o buonismi tipici dell'essere umano
nè risulta che gli animali selvaggi o non si preoccupino della sorte altrui
badano solo a sè stessi ed alla loro sopravvivenza
al massimo le madri ma per la continuità della specie e per il tempo strettamente necessario
e pronte a sopprimere o lasciar morire il figlio debole senza rimorso alcuno
perchè proprio l'uomo dovrebbe esser etico?
un Vira non ha alcun senso di colpa nè segue etiche o leggi poichè queste sono solo lo scudo del debole e del vile
non certo la corazza e la spada del Vira che è armonico solo con sè stesso e cosciente di essere
ma l'essere umano in genere è un pashu e non un Vira
che deve velarsi per non esser ucciso dal numero
ucciso
MAI vinto
Miranda TU personalmente preferisci il Vira o l'animale?



Che gli animali si mangino tra loro non giustifica proprio nulla.
L’argomento era stato già portato da AT in passato, e vedo che anche qui, come spiega AT in un thread più recente, viene collegato a delle presunte “fasce” ontologiche di maggiore o minore diritto che sarebbero intrinseche all’essere vivente. AT le concepisce tra gli esistenti in quanto predatori e prede, tu le concepisci tra gli esistenti in quanto predatori. Ma le implicazioni sembrano le stesse: mangia e non guardare.
Ricordo un vecchio film in cui la bravissima Monica Vitti, alle prese con il costume grottescamente maschilista dell’Italia di quell’epoca, diceva “Ahò! L’omo è omo, deve menà”.
Non volete qualcosa di meglio?

Anche il nostro respiro, la circolazione sanguigna, e tutto il resto, non si pareggia con l’esterno. Quando si pareggerà saremo morti, ma finché non si pareggia è lecito aspirare ad avere un altro respiro, e a mangiare e comportarci meglio che possiamo, come possiamo.

Camelot, e quasi tutte le civiltà del mondo sono in qualche modo Camelot, non è come gli assassini dai quali si difende. Ed evolve meglio che può, lontano dal sangue quanto può, e cerca di poterlo fare sempre meglio.

Indra
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Messaggioda Indra » 14 gennaio 2014, 18:57

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Messaggioda Indra » 14 gennaio 2014, 19:01

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Messaggioda Indra » 14 gennaio 2014, 19:02

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Ultima modifica di Indra il 15 gennaio 2014, 13:41, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda Ventus » 14 gennaio 2014, 20:53

Indra ha scritto:miranda
dai per scontate cose che non lo sono
ethos sta per 'abitudine o consuetudine o far proprio'
quindi chi stabilisce cosa è corretto e cosa no?
cosa è consuetudine o no?
lao tse direbbe ' norme basate sulla Paura'
stai dicendo di chinare il capo e la schiena al conformismo? il Vira non ha alcun bisogno di trascendenza o universalità o divinità nè riconosce altra legge dal suo volere
il Vira è consapevole che non esiste una legge universale ma che lui è l'artefice della legge universa
e solo lui decide quale essa sia
non sa che farsene di concetti come bello bontà spirito
che lascia agli esteti e sognatori che non sanno reggere l'elsa della Spada
anche le fiere uccidono per il gioco dell'allenamento o per il gusto di uccidere
parli di norme astratte e relativissime come morale e da imporre in nome di che?
sul vero si discute senza soluzione da millenni
etologia animale? esistono esseri con indole mansueta e non
e allora? che intendi per innocenza animale?
forse volevi dire 'Incoscienza'?
dio è creazione delle notti piene di Paura della morte
oppure dimostra la sua esistenza
il Vira prende non chiede
l'empireo è dove sceglie di crearlo
certo che l'uomo è 'biologicamente' uguale agli animali
nasce si riproduce muore
solo che è più bravo ad uccidere
e allora?
come sai le leggi le crea l'uomo non l'animale
la natura non ha leggi ma solo adattamenti
concordo con te
lasciare l'uomo all'uomo e l'animale all'animale



Dico la mia anch’io.
Sì, la libertà. Ma ubriacarcisi resta sempre e solo sbornia e mal di testa.
Dopo la cataratta di divieti dell’infanzia (se uno li ha vissuti così, e capita spesso) il senso dell’adolescenza dovrebbe essere esattamente quello: agguantare finalmente una propria misura. E nota il verbo energico “agguantare”, se occorre (è quel che ci hanno insegnato Freud e Jung, la psicoanalisi).
Ma prima o poi si deve arrivare a una misura, che significa farsi carico del mondo, di un mondo, per quello che è possibile.
Se non si trova una propria misura, rimane ancora infanzia. Tarda infanzia o prima adolescenza.

C’è Eminem, l’hard rock, l’heavy metal, e vanno benissimo. E c’è Edoardo Bennato, Gianna Nannini, Antonello Venditti, Jovanotti. C’è il momento per l’”ombelico del mondo” e c’è il momento “Per te”.

Ecco il link:
http://www.youtube.com/watch?v=H5HUlSzBVRY

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Messaggioda Miranda Fey » 14 gennaio 2014, 23:13

Indra ha scritto: il Vira non ha alcun bisogno di trascendenza o universalità o divinità nè riconosce altra legge dal suo volere
il Vira è consapevole che non esiste una legge universale ma che lui è l'artefice della legge universa
e solo lui decide quale essa sia
non sa che farsene di concetti come bello bontà spirito
che lascia agli esteti e sognatori che non sanno reggere l'elsa della Spada


Il Vira artefice della legge universa? Dalle tue righe, in verità, traspare dissoluta anarchia grammaticale.

Se il Vira non ha bisogno di trascendenza o universalità o divinità, amico mio, è perché egli ha incorporato in se stesso lo Spirito Universo, la Divinità e la Legge, non perché uno Spirito Universo, una Divinità e una Legge non esistano.
E' con estrema attenzione che il cercatore si avvicina al noto motto HOMO FABER FORTUNAE SUAE: che l'umano volere non sia anch'esso espressione dei fati?
E' con estrema attenzione che esso proclama se stesso indiato o inverato... che non abbia a macchiarsi di titanismo e che mai non sia mosso dalla tellurica forza dell'ùbris!
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Messaggioda Miranda Fey » 14 gennaio 2014, 23:16

Indra ha scritto: il Vira non ha alcun bisogno di trascendenza o universalità o divinità nè riconosce altra legge dal suo volere
il Vira è consapevole che non esiste una legge universale ma che lui è l'artefice della legge universa
e solo lui decide quale essa sia
non sa che farsene di concetti come bello bontà spirito
che lascia agli esteti e sognatori che non sanno reggere l'elsa della Spada


Il Vira artefice della legge universa? Dalle tue righe, in verità, traspare dissoluta anarchia grammaticale.

Se il Vira non ha bisogno di trascendenza o universalità o divinità, amico mio, è perché egli ha incorporato in se stesso lo Spirito Universo, la Divinità e la Legge, non perché uno Spirito Universo, una Divinità e una Legge non esistano.
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E' con estrema attenzione che esso proclama se stesso indiato o inverato... che non abbia a macchiarsi di titanismo e che mai non sia mosso dalla tellurica forza dell'ùbris!
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Messaggioda Miranda Fey » 14 gennaio 2014, 23:16

Indra ha scritto: il Vira non ha alcun bisogno di trascendenza o universalità o divinità nè riconosce altra legge dal suo volere
il Vira è consapevole che non esiste una legge universale ma che lui è l'artefice della legge universa
e solo lui decide quale essa sia
non sa che farsene di concetti come bello bontà spirito
che lascia agli esteti e sognatori che non sanno reggere l'elsa della Spada


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Se il Vira non ha bisogno di trascendenza o universalità o divinità, amico mio, è perché egli ha incorporato in se stesso lo Spirito Universo, la Divinità e la Legge, non perché uno Spirito Universo, una Divinità e una Legge non esistano.
E' con estrema attenzione che il cercatore si avvicina al noto motto HOMO FABER FORTUNAE SUAE: che l'umano volere non sia anch'esso espressione dei fati?
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Messaggioda Miranda Fey » 14 gennaio 2014, 23:17

Indra ha scritto: il Vira non ha alcun bisogno di trascendenza o universalità o divinità nè riconosce altra legge dal suo volere
il Vira è consapevole che non esiste una legge universale ma che lui è l'artefice della legge universa
e solo lui decide quale essa sia
non sa che farsene di concetti come bello bontà spirito
che lascia agli esteti e sognatori che non sanno reggere l'elsa della Spada


Il Vira artefice della legge universa? Dalle tue righe, in verità, traspare dissoluta anarchia grammaticale.

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