Sfida agli spiritualisti "onnivori"

cucina vegetariana e yogica, digiuno
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Chlòé
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Messaggioda Chlòé » 13 aprile 2013, 11:55

...ma il sesso orale, si confà alla filosofia dei vegani ?

Perchè succhio la carne, anche se poi non la ingoio...


:idea: :?:

Mi sembra anche questo un argomento di disquisizione interessante...
...Dii di dooh
daa
da daah...

AT
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Re: Quel che rende "impuri"

Messaggioda AT » 13 aprile 2013, 13:25

gb ha scritto:
Miranda Fey ha scritto:
Non il mangiare carne in sé (in condizioni di necessità, quando si è ridotti alla sopravvivenza, più che lecito), ma la scelta di uccidere per mangiare quando ciò potrebbe essere evitato macchia l'animo dell'uomo.




Quanto voglamo riflettere quando andiamo a fare la spesa al supermercato?

Si é parlato ad esempio del fatto che per mangiare una lattuga vengono uccisi lombrichi, talpe, topi. Bene, é vero. Mangio un'insalata e ho ucciso diciamo 4 esseri viventi. É proprio necessario aggiungerne un quinto ed arrivare a 5 associandovi un controfiletto? Due torti non fanno una ragione.


Nessuno mangia solo per sopravvivere. Si mangia per vivere, il cibo è molto altro rispetto alla sola sopravvivenza. Anche Gesù, nella parabola del figliol prodigo, parla di uccidere il vitello per festeggiare il ritorno del figlio ritrovato.
Le argomentazioni contro i prodotti di origine animale formulate da alcuni, come ad esempio Peter Singer, si basano sull'utilitarismo. Si fa della razionalità utilitaria il criterio etico fondante, e si tratta la vita come se fosse un bilancio costi-benefici. E si considera il dolore come se fosse un "male". E' così che funziona la vita? E' questo il senso della vita? Io dico di no, e dico anche che tale approccio nasconde orrori e insidie mille volte peggiori di quelli che vorrebbe denunciare. Io dico che uccidere per mangiare è nel pieno diritto dell'uomo, e mi dissocio da gb e da Miranda che insultano milioni di esseri umani trattandoli da assassini o toruratori. Trovo questo insulto molto più viscido, ipocrita e violento di qualsiasi sfruttamento animale.La vera domanda è: al di là delle scelte individuali, qual è l'approccio globale più corretto al problema dell'alimentazione umana? Un azzeramento della pesca, ad esempio, gioverebbe agli equilibri nutrizionali del pianeta? Un azzeramento della zootecnia, con estinzione di specie utilissime selezionate in migliaia di anni, gioverebbe? Esistono vastissime aree della Terra in cui l'allevamento è l'unica produzione possibile. Io dico che un'alimentazione che includa anche la giusta quantità di prodotti di origine animale è più sana, più adatta alle variabili esigenze di tantissime persone diverse, più flessibile e più adattabile. L'alimento perfetto non esiste, e la variabilità, specie tenendo conto delle diversità da persona a persona, è vitale.
Ultima modifica di AT il 13 aprile 2013, 13:39, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda AT » 13 aprile 2013, 13:34

Fra l'altro, essendo in un forum di yoga, non si può non parlare della sacralizzazione dell'atto di uccidere presente nella cerimonia delle 5 M. Perché si uccide un animale durante tale rito? Si è forse fatto un calcolo utilitario, ci si pone di fronte al flusso della vita come se fosse un bilancio costi-benefici? No. Si percepisce la necessità di sacralizzare certi aspetti del mondo reale e della vita, aspetti che includono l'uccisione e la morte come parte integrante ed essenziale della struttura più profonda del mondo. Si guarda in faccia tale aspetto, e lo si sacralizza. E si va oltre il volgare utilitarismo, che non corrisponde al senso della vita, del dolore e della morte. Il tutto senza sfociare nell'eccesso opposto, praticando folli torture o magia nera.
Ultima modifica di AT il 13 aprile 2013, 13:41, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda gb » 13 aprile 2013, 13:37

AT, la vera domanda é, li hai visti i video? Altrimenti stai parlando del sesso degli angeli.

Ma poi, come c azzo fai ad infilare in un argomento cosí semplice tutte quelle boiate?

Gli allevamenti industriali torturano gli animali, dato di fatto.

Sei d'accordo con questo tipo di tortura? Oppure la ritieni inevitabile? Se sí, continua cosí.

Se no, quando vai a fare la spesa non comprare o compra meno carne, oppure comprala da un contadino che alleva a terra: stai a Poggibonsi, dalle nostre parti ce ne sono di sicuro.

Il resto é la solita inconcludente, inutile, logorroica fuffa.

Detto per inciso, ho appena fatto la spesa all'esselunga, e per questa settimana non ho comprato carne, ho comprato latte di capra, pecorino al tartufo, uova del mugello bio da galline allevate a terra, per il resto tutta roba vegetale (verdura, frutta, ceci, fagioli), che avrei comprato comunque per dar da mangiare a moglie e due figlie.

Ho risolto i problemi del mondo? No.

Ho agito cercando di diminuire il livello di sofferenza nel mondo causato da noi uomini? Si.

Potrei fare di piú? Si.

Ma ho fatto di piú comunque che se rimanevo dietro ad una tastiera a parlare di massimi sistemi.
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Messaggioda AT » 13 aprile 2013, 15:56

Gli allevamenti industriali (alcuni li ho visitati direttamente, senza bisogno di vedere video sensazionalistici) allevano gli animali in condizioni non idonee e producono cibo di cattiva qualità. E io non vado certo a cercare il cibo di cattiva qualità. Dire però che torturano gli animali è un abuso di linguaggio, non un dato di fatto. Se ti piace usare il linguaggio in questo modo, continua pure a farlo. Le leggi sulla tutela degli animali ci sono, e si stanno evolvendo (non credo solo grazie ai deliri paranoici degli animalisti, che in gran parte sono controproducenti).
Se compri uova di galline allevate a terra (io preferisco galline allevate all'aperto, che è di più, e biologiche) puoi anche comprare carne di pollo allevato a terra. Le due cose si equivalgono. Se compri latte di capra, puoi comprare anche carne di capra, le due cose si equivalgono.
E' evidente che si può vivere senza prodotti di origine animale: ci sono tante persone che lo fanno. E io rispetto la loro scelta finché resta una scelta personale. Su quanto ciò sia salutare per tutti (e gli esseri umani sono tanti, e diversi) ci sono diversi dubbi.
Ma la domanda, pratica è: giova l'ideologia vegan al corretto rapporto dell'uomo con la natura, e all'intelligenza, all'etica e alla cultura? Io dico di no, e questo, nei fatti, non rende il "mondo migliore", ma peggiore, più ottuso, più fanatico, più limitato.
Ultima modifica di AT il 13 aprile 2013, 15:59, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda jasmin » 13 aprile 2013, 15:57

no non si risolvono i problemi del mondo, ma si attua un cambiamento che si ripercuote su tutto. Ho visto sempre più persone sensibilizzate sulla scelta del cibo e non solo. C'è sempre più informazione.
Poco tempo fa si è fatto un passo avanti nella sperimentazione sugli animali dei prodotti cosmetici, ora dovrebbe essere proibito perlomeno in Europa. Si stanno raccogliendo firme per abolire la vivisezione.
I passi si fanno e devono farsi da soli per accorgersi che in effetti si è tanti e le cose cominciano a cambiare.
Prima leggendo alcuni commenti mi è venuta un po' di tristezza. Anche le parole di Miranda mi suonavano male pur concordando con i principi da lei espressi
Poi non parliamo della scusa dei vermi, dei moscerini, delle lattughe sofferenti.
Non mangiare cadaveri è una scelta che può solo giovare alla salute. Poi ognuno agisca come gli pare, ma l'industria alimentare oggi è qualcosa di mostruoso.
Ultimo scandalo (spero che sia una fesseria) che in certi preparati già pronti per la cottura ci sia carne di cane e di gatto.
A proposito di chi dice che l'esistenza di denti canini nell'uomo fanno di lui un carnivoro, vorrei che guardasse la bocca di un gorilla, ha canini lunghi ed affilati, e si ciba di vegetali con qualche stuzzichino dolce dato dalle termiti.
E il gorilla è un degli animali più forti su questo pianeta.
All'uomo basta la metà di quello che normalmente mangia, la terra offre moltissimo senza bisogno di spargere sangue e sofferenza.
E' una scelta come tante, si può fare o non fare, ma non mettiamo avanti scuse che non reggono. Solo la verità con se stessi ed è già molto.

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Messaggioda gb » 13 aprile 2013, 16:12

AT ha scritto:Gli allevamenti industriali (alcuni li ho visitati direttamente, senza bisogno di vedere video sensazionalistici) allevano gli animali in condizioni non idonee e producono cibo di cattiva qualità. E io non vado certo a cercare il cibo di cattiva qualità. Dire però che torturano gli animali è un abuso di linguaggio, non un dato di fatto. Se ti piace usare il linguaggio in questo modo, continua pure a farlo. Le leggi sulla tutela degli animali ci sono, e si stanno evolvendo (non credo solo grazie ai deliri paranoici degli animalisti, che in gran parte sono controproducenti).
Se compri uova di galline allevate a terra (io preferisco galline allevate all'aperto, che è di più, e biologiche) puoi anche comprare carne di pollo allevato a terra. Le due cose si equivalgono. Se compri latte di capra, puoi comprare anche carne di capra, le due cose si equivalgono.
E' evidente che si può vivere senza prodotti di origine animale: ci sono tante persone che lo fanno. E io rispetto la loro scelta finché resta una scelta personale. Su quanto ciò sia salutare per tutti (e gli esseri umani sono tanti, e diversi) ci sono diversi dubbi.
Ma la domanda, pratica è: giova l'ideologia vegan al corretto rapporto dell'uomo con la natura, e all'intelligenza, all'etica e alla cultura? Io dico di no, e questo, nei fatti, non rende il "mondo migliore", ma peggiore, più ottuso, più fanatico, più limitato.


Perché non hai ancora visto i video?
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Messaggioda AT » 13 aprile 2013, 16:13

L'uomo non è carnivoro, ma onnivoro. E questa caratteristica gli ha consentito di sopravvivere su tutta la faccia della Terra, con una diversificazione di ambienti enormemente superiore a quella delle scimmie, che vivono solo in certe aree. L'alimentazione onnivora corretta è più flessibile, più sana e più vicina alla natura.
Nei sistemi alimentari ortoressici (veganismo, fruttarianesimo) tale flessibilità va perduta.
L'agricoltura è un'invenzione recente: risale a circa diecimila anni fa. Per il resto della sua evoluzione (centinaia di migliaia di anni) l'alimentazione prevalente dell'uomo è stata a base di carne, pesce, uova, verdure, frutta. Tanto che la paleo dieta, un sistema che funziona benissimo su tante persone, si basa proprio su questi alimenti.
Non uccidere gli animali per mangiarli, non vivere tale esperienza vitale, rende l'uomo migliore? Più vicino al senso del rapporto con la natura? In sé, no. E' il sistema di produzione del cibo che va rivisto.

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Messaggioda Miranda Fey » 13 aprile 2013, 16:35

Gb, onore a te, fratello mio.
Fratello, perché, lo ribadisco, rappresenti una delle rare anime umane in questo panorama di boriosi parolai della "consapevolezza" utilitaristica...
Sarò sincera: non mi sono mai imbattuta in tanti tronfi e ciarlieri oppositori come in questo forum, neppure tra i cattolici veterotestamentari, che si rifanno alla Bibbia (per altro alquanto eterogenea sull'argomento) per giustificare il massacro.

AT, i tuoi interventi ti qualificano, dal mio punto di vista, come autentico troll: di grazia, dal momento che nessuno in questa sede manifesta un approccio dogmatico (almeno spero) al mondo dello Spirito, e direi che siamo capaci di elaborare una nostra morale sulla base del nostro personale senso etico e critico, potresti evitare di ricorrere a cristi o rituali tantrici di sorta nelle tue argomentazioni... (cristi e rituali che, per altro, andrebbero contestualizzati... ma questa è un'altra storia). Non vedo davvero il nesso!
Hai scritto corbellerie di un'indecenza inimmaginabile...

Ne cito una su tutte:

"Dire però che torturano gli animali è un abuso di linguaggio, non un dato di fatto."

Se vuoi, ne riparliamo quando ti sarai deciso a visionare i video... Ma non preoccuparti, non mi aspetto che tu lo faccia... Ho capito chi sei.

Idem come sopra per la questione salutistica: io faccio volentieri a meno dei veleni delle carogne animali, del mestruo del pollame e delle secrezioni mammarie di un altro essere... ti assicuro che non se ne può che giovare... (e te lo assicurano valevoli nutrizionisti... Di nuovo, suggerisco a questo proposito l'ottimo Valdo Vaccaro: http://www.youtube.com/watch?v=mUIh_nUoe_w)

D'altra parte, hai ragione sul punto che comprare latticini e uova equivalga, da un punto di vista entropico, ad acquistare carne: ma l'eliminazione può essere graduale ed anzi, per disassuefarsi dalla carne gradatamente, immagino indispensabile una fase solo vegetariana.

Ringrazio Jasmin per l'intervento corretto, benché mi dolga di rilevare che anche in lei sia pressoché automatica quella ripulsa oramai di maniera, nella dialettica, per l'emozione o il fervore che possano animare uno che parli in buona fede, specie se è (quasi interamente) circondato da interlocutori malfidati.

Gb, ti sono grata per aver infuso uno spiraglio di speranza nel mio spirito. Amici miei (se ve ne sono), vi parlo col cuore: non ho interesse alcuno (non personale, almeno) a starmene qui a dibattere con voi la questione vegetarista per il gusto di distinguermi o d'affermarmi... Ma ho l'anima in pena, costantemente, per la carneficina che si consuma a poche centinaia di metri da casa di ciascuno di noi, dietro le fosche pareti dei mattatoi (e non soltanto)... Se propugno questa battaglia è perché si tratta di una delle poche in cui istantaneamente, da subito, la nostra adesione può influire: una battaglia in cui, volenti o nolenti, dobbiamo prendere parte: a favore o contro gli animali. Che cosa ci hanno fatto questi placidi erbivori dagli sguardi ieratici per meritare il nostro mostruoso accanimento?
Per quanto mi riguarda, mi ritengo in debito con i popoli animali della terra per l'immane sofferenza che ho personalmente inflitto ai loro fratelli e so che dovrò fare il possibile, nella vita che mi resta, per tentare di riparare ai miei misfatti.
Riuscire a condurre alcuni amici a questa evidenza è uno dei modi in cui tento di farlo.
Ti ringrazio, Gb... Hai dato un senso alla mia giornata.


Ti stringo,

Miranda


P.S. Gb, quanto alla questione strettamente tecnica della spesa, benché per alcuni possa apparire avvilente, inizialmente i prodotti (non vegani, bisogna precisare, ma comunque vegetariani) di marche come Valsoia possono rivelarsi utili (specie per sostituire ai sughi di carne quelli a base di ragù di soia: il risultato ti sorprenderà... Almeno spero!)... Volevo segnalartelo solo come possibile sostegno per la fase iniziale!
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Coerenza dell'onnivoro

Messaggioda Miranda Fey » 13 aprile 2013, 16:46

AT ha scritto:L'uomo non è carnivoro, ma onnivoro. E questa caratteristica gli ha consentito di sopravvivere su tutta la faccia della Terra, con una diversificazione di ambienti enormemente superiore a quella delle scimmie, che vivono solo in certe aree. L'alimentazione onnivora corretta è più flessibile, più sana e più vicina alla natura.
Nei sistemi alimentari ortoressici (veganismo, fruttarianesimo) tale flessibilità va perduta.
L'agricoltura è un'invenzione recente: risale a circa diecimila anni fa. Per il resto della sua evoluzione (centinaia di migliaia di anni) l'alimentazione prevalente dell'uomo è stata a base di carne, pesce, uova, verdure, frutta. Tanto che la paleo dieta, un sistema che funziona benissimo su tante persone, si basa proprio su questi alimenti.
Non uccidere gli animali per mangiarli, non vivere tale esperienza vitale, rende l'uomo migliore? Più vicino al senso del rapporto con la natura? In sé, no. E' il sistema di produzione del cibo che va rivisto.



Innanzitutto abbi la compiacenza di attenerti alle regole del dibattito: la premessa era che si guardassero i video...
Per il resto, chiunque abbia voglia di investigare un po' (senza contare che nel primo video la questione viene ampiamente trattata) può perfettamente scoprire da sé come l'uomo sia assolutamente erbivoro-fruttariano per natura, salvo essersi adeguato a un regime onnivoro in ragione delle condizioni ambientali e climatiche talvolta ostili in cui, dall'alba dei tempi, trovò ad operare... Direi piuttosto anacronistico, no?
Cibarsi di carne e prodotti di origine animale, essenzialmente, equivale ad erogare diesel in un'automobile con motore a benzina... Vedete voi.

D'altra parte, se volessi essere coerente con la tua weltanschauung, dovresti impegnarti sin da ora a scannare le bestie di cui ti nutri... Faresti comunque meno danni che non facendo la spesa al supermercato.
Buon appetito...

Miranda
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Messaggioda gb » 13 aprile 2013, 20:05

Grazie a te Miranda, perché mi hai dato uno stimolo ad andare nella direzione che giá sentivo dentro di me, e da molto tempo. Vediamo quello che riesco a fare.

Un abbraccio ed un ringraziamento di cuore.
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Re: Antropo-ego-centrismo

Messaggioda Thot » 13 aprile 2013, 20:12

Miranda Fey ha scritto:...Dulcis in fundo: complimenti, Thot... Siamo al delirio "satanista" dell'inversione di senso, dal valore al disvalore etico.

Forse non hai ben compreso, troppo preso dal tuo antropo-ego-centrismo, che qui la questione non fosse affatto l'elevazione-evoluzione della coscienza umana (ovvio che, a tale scopo, l'astensione da carne debba costituire una necessaria conseguenza e non un precetto dogmatico), ma l'interruzione necessaria e anche forzata, se si potesse, della carneficina.
Mi spiego meglio: a me non interessa se tu non te ne vada in giro a sterminare i tuoi simili per timor di Dio, perché una legge lo impedisce, o perché hai totalmente eradicato da te stesso l'istinto umano all'odio e alla violenza. Questo è affar tuo: a me interessa che tu non lo faccia, punto e basta... M'interessa sapere che posso passeggiare serena per le strade della mia città senza che qualcuno mi scarichi addosso una sventagliata di mitra.
Alla stessa maniera, qui non interessa sapere perché uno smetta di contribuire alla carneficina (questo è affar suo e della propria coscienza): interessa che s'interrompa, attivamente e immediatamente, la carneficina stessa.
Ma riuscite a capirlo o no che se si smette di mangiar carne non è per se stessi (quella semmai è proprio la conseguenza), ma per CESSARE DI NUOCERE AGLI ALTRI? Strano doverlo spiegare ad annosi praticanti di Yoga...


Miranda


A bedda! (licenza poetica...siceliota). I più intellettuali avranno compreso il significato delle mie parole, sempre che mi abbiano letto, tu no, o in parte.
Prima di tutto ti spiego perché satanismo è dare valore al nuocere come fai tu e non, procedere al nuocere! invece che condannare questo sermone cristico. In poche parole: Satana=materia, creatore della materia, dualità. Dio=spirito, trascendenza dalla materia, monade. Il dolore, combattere il dolore, e quindi l'assassinio degli animali, è una sensazione fisica, e in quanto tale fa parte della materia. Si abbatte il dolore trascendendo la materia. Si indugia nella materia dando valore alla materia e ai suoi attributi, compreso il nuocere. Questo è quanto si addice al dovere osservare un precetto senza importare la via indiretta che sfocia in una conseguenza. E detto questo, satanismo comunque, non equivale a fare del male. Fai pure disinformazione, implicitamente... Per questo, simbolicamente, l angelo conduce l'essere umano alla trascendenza mediante il martirio, cioè sempre la sofferenza. Ti sei chiesta perché? Ho già fornito la risposta...

Abbiamo risolto le condanne illetterate, la questione è: finirla con gli stupri. Finirla con il mangiare carne! cosa bisogna fare? Non ti accorgi che è troppo semplice dire: finirla e basta... farlo e basta... E ancora, non è troppo da stupidi dire: non bisogna mangiare carne, ma solo in caso di necessità! Ovvio, così tutti possono concepire la fine di un processo, ma nessuno sa come indurvi nella maniera esatta. Quelli che vanno a scioperare a migliaia sarebbero sostituiti da un bravo diplomatico oratore, conoscitore della pnl, uno solo, che andrà a presentare al confcommercio un piano, risultando convincente e vincente.

Tu concepisci la fine di un processo con l'osservanza di una restrizione, non ti accorgi che è troppo facile? Facile pensarlo perché se ne ignorano i sintomi. Invece che adoperare lessemi complessi da mera erudita (qualità biasimata da quasi tutti i filosofi, fra cui il più celebre, Nietzsche) hai pensato ai sintomi? Diceva qualcuno che alcuni nascono con qualità da assassino. Egli dovrà essere un assassino. Ma allora come fare in modo che non lo sia più? Pensi che il tuo metodo primitivo del: non farlo e basta, risulti allo scopo? Il sintomo di una restrizione è un'implosione del plesso solare. Dunque: eliminare la circostanza dall'interno. Ma per il principio di <focus> non ci arriverai mai se dai priorità alla lotta contro l'uccisione.

Hai preso la questione da qualunque attivista. Sapevi che l'esigenza di attaccarsi forma un'identità che per collegamento ha una forza giudicata superiore e un'etica propria abbagliata e serrata da orizzonti esterni all'identificazione? (Me, al momento, tra l'altro). Ergo: il tuo rancore è pari alla forza che impieghi nel giudicare immorale un comportamento, e la forza impiegata si focalizza su un punto, questo, che tralascia la necessità di vie esteriori e più proficue. Ergo, 2 volte: parli da attivista ma non da saggia. quindi non puoi concepire la soluzione. Sii sicaria e non mandante. (della lotta).
Bye sorella mia.

Ho perso un attimo il centro.
Vado a continuare la stesura del mio libro...

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Messaggioda Eric_Maulbert » 13 aprile 2013, 20:14

Tu vuoi sapere secondo quale criterio Pitagora si astenesse dal mangiar carne, mentre io mi domando con stupore in quale circostanza e con quale disposizione spirituale l’uomo toccò per la prima volta con la bocca il sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale morto e imbandendo mense di corpi morti e corrotti, diede altresì il nome di manicaretti e di delicatezze a quelle membra che poco prima muggivano e gridavano, si muovevano e vivevano. Come poté la vista tollerare il sangue di creature sgozzate, scorticate, smembrate, come riuscì l’olfatto a sopportarne il fetore? Come mai quella lordura non stornò il senso del gusto, che veniva a contatto con le piaghe di altre creature e che sorbiva umori e sieri essudati da ferite mortali?

Si muovevano le pelli, le carni muggivano sugli spiedi cotte e crude,
e come di vacche si udiva una voce.

Questo è invenzione e leggenda; nondimeno, è veramente mostruoso che un individuo abbia fame di esseri che ancora muggiscono, insegnando di quali animali ci si debba nutrire, mentre questi sono ancora in vita ed emettono la propria voce, e stabilendo determinati modi di condire, cuocere e imbandire le loro carni. Bisognerebbe cercare chi per primo diede inizio a pratiche simili, non colui che troppo tardi vi pose fine.

2. Qualcuno potrebbe dire che i primi uomini a mangiare carne furono sollecitati dalla fame. In effetti, non perché vivessero fra desideri illegittimi, né perché disponessero del necessario in abbondanza essi pervennero a questa pratica, sfrenatamente abbandonandosi a inamissibili piaceri contro natura. Anzi, se in questo momento ritornassero in vita e riacquistassero la voce, essi direbbero: "Beati e cari agli dèi voi che vivete adesso! Che epoca vi è toccata in sorte, quale smisurato possesso di beni godete e vi dividete! Quante piante nascono per voi, quanti frutti vengono raccolti: quanta ricchezza potete mietere dai campi, quanti prodotti gustosi cogliere dagli alberi! Vi è lecito anche vivere nell’abbondanza senza il rischio di contaminarvi. Noi, al contrario, abbiamo dovuto far fronte al periodo più cupo e buio del mondo, perché ci siamo trovati in una condizione di grande e irrimediabile indigenza fino dalla nostra prima comparsa sulla terra. L’aria occultava ancora il cielo e gli astri, mescolata a una fosca e impenetrabile umidità, al fuoco e ai turbini del vento. 'Non ancora il sole' aveva assunto una posizione stabile,

né con il suo corso fisso distingueva alba
e tramonto, e li conduceva di nuovo indietro
dopo averli incoronati con le stagioni fruttifere
inghirlandate di bocciuoli: la terra era stata violentata

dallo straripare disordinato dei fiumi, e in gran parte 'per le paludi era informe'. Essa era inselvatichita da un profondo strato di melma e dal rigoglio di boscaglie e di macchie sterili. Non venivano prodotti frutti domestici e non esisteva alcuno strumento dell’arte agricola, né c’era alcun espediente della ragione umana. A quel tempo la fame non dava tregua, e il seme del grano non attendeva le giuste stagioni dell’anno. Che c’è dunque di strano se contro natura siamo ricorsi alla carne degli animali, dal momento che si mangiava il fango 'e si divorava la corteccia degli alberi', ed era una fortuna 'trovare un germoglio di gramigna o una radice di giunco'? Dopo aver assaggiato una ghianda e averla mangiata, eravamo soliti danzare di gioia attorno a una quercia o a una farnia, chiamandola datrice di vita, madre e nutrice. Quest’unica festa era nota alla vita di allora, mentre il resto era tutto un rigurgitare di turbamento e di tristezza. Ma voi, uomini d’oggi, da quale follia e da quale assillo siete spronati ad aver sete di sangue, voi che disponete del necessario con una tale sovrabbondanza? Perché calunniate la terra, come se non fosse in grado di nutrirvi? Perché commettete empietà contro Demetra legislatrice e disonorate Dionisio benigno, dio della vite coltivata, come se non vi venissero da loro doni a sufficienza? Non vi vergognate di mischiare i frutti coltivati al sangue delle uccisioni? Dite che sono selvatici i serpenti, le pantere e i leoni, mentre voi stessi uccidete altre vite, senza cedere affatto a tali animali quanto a crudeltà. Ma per loro il sangue è un cibo vitale, invece per voi è semplicemente una delizia del gusto".

[...]

4. Nulla turba comunque il nostro senso del pudore, non il fiorente aspetto di queste creature sventurate, non il fascino della loro voce armoniosa, non l’accortezza della loro mente, né la purezza del loro modo di vivere e la loro straordinaria intelligenza. Invece, per un minuscolo pezzo di carne priviamo un essere vivente della luce del sole e del corso dell’esistenza, per cui esso è nato ed è stato generato. Per di più, crediamo che i suoni e le strida che gli animali emettono siano voci inarticolate, e non piuttosto preghiere, suppliche e richieste di giustizia: poiché ognuno di loro proclama: "Non cerco di scongiurare la tua necessità, ma la tua tracotanza; uccidimi per mangiare, ma non togliermi la vita per mangiare in modo più raffinato". Che crudeltà! E’ terribile vedere infatti imbandite le mense dei ricchi, che usano i cuochi, professionisti o semplici cucinieri, come acconciatori di cadaveri; ma ancor più terribile è vedere quando esse vengono sparecchiate: perché gli avanzi sono più abbondanti di quanto è stato consumato. Queste creature dunque sono morte inutilmente!

PLUTARCO

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Re: Coerenza dell'onnivoro

Messaggioda AT » 13 aprile 2013, 20:20

Miranda Fey ha scritto:Innanzitutto abbi la compiacenza di attenerti alle regole del dibattito: la premessa era che si guardassero i video...
Per il resto, chiunque abbia voglia di investigare un po' (senza contare che nel primo video la questione viene ampiamente trattata) può perfettamente scoprire da sé come l'uomo sia assolutamente erbivoro-fruttariano per natura, salvo essersi adeguato a un regime onnivoro in ragione delle condizioni ambientali e climatiche talvolta ostili in cui, dall'alba dei tempi, trovò ad operare... Direi piuttosto anacronistico, no?
Cibarsi di carne e prodotti di origine animale, essenzialmente, equivale ad erogare diesel in un'automobile con motore a benzina... Vedete voi.

D'altra parte, se volessi essere coerente con la tua weltanschauung, dovresti impegnarti sin da ora a scannare le bestie di cui ti nutri... Faresti comunque meno danni che non facendo la spesa al supermercato.
Buon appetito...

Miranda

1.Ho già detto che non avrei nessun problema a cacciare, pescare o uccidere gli animali di cui mi nutro se questo si rivelasse necessario.
2. Cibarsi in modo onnivoro equivarrebbe ad erogare diesel in un motore a benzina. Bene. Questa è la tua opinione. Io guardo i fatti, e i fatti mi dicono che tra i popoli dotati di un eccezionale stato di salute per una serie di circostanze favorevoli non ce ne è nemmeno uno interamente vegano. Ad Okinawa, volendo, potrebbero benissimo essere vegan, se lo volessero: non è un isola sperduta e separata da tecnologie e civiltà. Ma scelgono di non esserlo, come è nel loro pieno diritto, e con ottimi risultati. Il che significa che il tuo paragone del motore diesel è ridicolo, come gran parte di quello che scrivi.
3.Se permetti, cara la mia saputella, le regole del dibattito non le stabilisci te. Io di video come quello ne ho visti in abbondanza, ma ho fatto molto di più, visitando direttamente allevamenti, mattatoi e strutture varie. Sicuramente si può fare di meglio, ma la demonizzazione pesante di tutte le persone che hanno lavorato onestamente in queste strutture non l'accetto, specie da una persona squilibrata come te.
4.Al di là della fantascienza di qualche fruttariano fanatico e malato, i dati dicono che la stragrande maggioranza dei popoli conosciuti ha usufruito di almeno qualche alimento di origine animale. Questi sono i fatti. Un po' strano per un motore a benzina, non ti pare?
5. La citazione di Cristo, o la citazione del rituale tantrico, non è fuori luogo. Ci dice molto sul significato spirituale, sociale, tradizionale, non soltanto utilitario dell'alimentazione. Se trovi questo irrilevante, è un problema tuo.

AT
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Messaggioda AT » 13 aprile 2013, 20:37

Come spesso succede quando si vanno a toccare argomenti di questo tipo, la discussione ha presso una piega estremamente violenta. A riprova del fatto che l'alimentazione non è solo un fatto utilitario, ma coinvolge pesantemente i significati simbolici, l'identità, le culture. Per quello che mi riguarda, non avrei nessun problema a diventare vegan in una società tecnologica, disponendo di mezzi di trasporto meccanici, prodotti sintetici per vestirsi, integratori alimentari, una vasta varietà di alimenti vegetali. Ma a cosa servirebbe?
Azzerare la pesca, far estinguere le specie domestiche, distruggere tradizioni alimentari, in nome di cosa? La vita animale sulla Terra è tutta un ciclo di uccisione reciproca, un'armonia di conflitti contenuti. L'ideologia ascetica di tipo vegan rappresenta un distaccarsi dal flusso della vita, dal senso più profondo della natura. E introduce pseudo-valori etici che possono avere alla lunga un effetto devastante sulla vita degli esseri umani e sulla comprensione del senso della vita. So già che ci sono al mondo esaltati che sarebbero disposti ad uccidermi solo per aver detto francamente e onestamente quello che penso al riguardo, ma a me piace cercare la verità, al di là della superficiale semplificazione. E non mi piace quando si cerca di tapparmi la bocca con luoghi comuni, insulti o pseudo-culture.
Ultima modifica di AT il 13 aprile 2013, 20:40, modificato 1 volta in totale.


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