Sfida agli spiritualisti "onnivori"

cucina vegetariana e yogica, digiuno
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Messaggioda Thot » 15 gennaio 2014, 19:00

Questo intervento è il Gayatra, incontestato, e non esiste! Quindi è incontestabile, leggetelo e basta, senza ulteriori commenti a meno che non sia chiaro. La norma è semplice:

1-esiste una legge universa, chiamiamola Dharma.
2-esiste l'uomo in rapporto alla legge
3-esiste la legge ed esiste l'uomo, separati
4-esiste la legge ed esiste l'uomo, uniti.

Se la legge è perfetta, l'uomo 4, cioè l'uomo unito alla legge, è perfetto. Chi è l'uomo perfetto? E' l'uomo che conosce la legge e quindi non si oppone alla legge. Come si fa a non opporsi alla legge? Discostarsi dagli attributi di uomo separato dalla legge. Quale sono gli attributi di uomo separato dalla legge? Gli aggregati psichici, ovvero, i sentimenti. Quando vengono fuori i sentimenti? Quando si è ignoranti circa la legge e si mette in dubbio l'uomo 2, cioè il suo rapporto con la legge. In questa disposizione, qual'è il sentimento sovrastante? La pena per gli animali. Provare pena è attributo dell'uomo 3, separato dalla legge.

L'uomo 4 rispetta la legge perché NON HA TIMORE del giudizio, poiché è lui giudice di se stesso. Quindi non lo fa per non avere rimorsi di coscienza, quelli sono appigli.
(tra l'altro chi fa yoga, lo fa per guarire, un altro appiglio, qui bisogno non ammalarsi)
L'uomo 3 è pervaso dal senso di colpa, pensa di sbagliare e quindi non è perfetto e non è DIVINO.
(A proposito, chi conosce la legge può Sacrificare, rendere sacro, perché conosce la legge, quindi sa perché lo fa).

Infine, rimane l'etica. Cioè il rispetto della legge. L'uomo 4 rispetta la legge per pura ETICA, che è puramente INTELLETTUALE. L'uomo 3 rispetta la legge per TIMORE, che è SENTIMENTO, che a sua volta è ignoranza e quindi non è legge.

In sintesi chi non uccide perché ritiene sia sbagliato e sarà pervaso dal senso di colpa, non sarà divino.

Qual'è lo scopo della sensibilizzazione? Far emergere il senso di colpa? Lo sapete che questo equivale a cadere nel baratro più che risalire dall'utero.

Ora, cambiamo le norme sociali. Basta uccisioni! Ma cos'ha a che fare con il dharma? Nulla.
La natura è matrigna. La natura ha generato i sentimenti, non Dio. Non a caso, femminile equivale a natura e sentimento. Non a caso la sguattera Maddalena si farà uomo. Lo yoga è femminile perché conoscenza della natura, o legge della natura, ma se non diventa legge di Dio, sarete al cospetto di Dio, non in Dio.

In Dio non c'è etica, perché non c'è forma, figuriamoci il sentimento!

Considerazioni a parte, si possono cambiare le norme sociali, come modificare le abitudini alimentari, e sarebbe ETICO!
Ma è diverso dalla legge universale, e da Dio, non confondiamo!

Conosci il limite tra legge morale e legge universale? Separiamole prima di tutto. Puoi cambiare il fato ma non il destino. Puoi cambiare le norme sociali ma non il kali yuga. Se siamo nel kali yuga, l'età dei conflitti, come puoi pensare di opporti al kali yuga? Opporsi al kali yuga significa ESSERE DIO. (Neanche il Vira può)
O essere pazzi, perché si verrà annientati.
Chi è in Dio, udite udite, accoglie il kali yuga, perché sa che è stato e che tornerà, secondo la legge. Compresi i suoi conflitti.
Ciò quando si conosce la legge universale, non quando si vogliono cambiare le leggi morali e si confondono con le leggi universali, come qui sta accadendo e come molti fanno!


Ora non t'arrabbiare! sono d'accordo con te, Vedi? Solo che questo Dharma non ha a che fare con il sentimento di ripugnanza verso le opere 'meschine', meno che mai l'essere in Dio. Istigare al senso di colpa è un altro omicidio! Istigare al senso di colpa, per le tavole degli zombie significa Uccidere! Perché il senso di colpa si registra nella memoria karmica e passerà di vita in vita, il dolore per l'essere uccisi svanisce nel momento in cui si muore e quell'essere rinascerà di nuovo senza doverselo portare dentro.

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Coscienza della colpa

Messaggioda Miranda Fey » 16 gennaio 2014, 1:18

Sul punto per cui l'Etica sorga da una pura operazione d'intelletto, sono basita: direi piuttosto che la vera etica nasca dall'intuizione pura a priori e giustappunto da un sentimento puro a priori, qualità dell'essere che tu neghi, e che è invece distintiva d'ogni creatura superiore: l'Empatia.
Sensibilizzare non significa ingenerare nell'interlocutore il senso di colpa, ma stimolarne la facoltà di provare emozioni e sentimenti empatici, che sarebbero teoricamente prerogativa di ogni essere realmente umano.
A sentir parlare voi presunti yogi, sembrerebbe che l'empatia e la cum-passione siano stati emozionali da pashu, ampiamente trascesi dal Vira... Quando però sui carboni ardenti siamo noi, chi non è pronto a gridare e ad aspettarsi aiuto... da un caro, da un amante o dall'universo?
D'altra parte, una cosa è il senso di colpa, caro amico, e altra è la coscienza della colpa (difetto): il primo è un sentimento inutile quanto dannoso, in quanto rivolto agli ineludibili errori del passato... una vera e propria affezione dell'anima, stato disforico dell'essere!
Altro è la "coscienza della colpa", ovvero l'utile e doverosa presa di coscienza che l'attitudine posta in essere AL MOMENTO PRESENTE è fallace ed erronea: tale realizzazione non reca in sé alcunché di dannoso, generando invece un'immediata interruzione della mala condotta e un mutamento radicale (così si può ben sperare) nell'individuo.

Felice notte,

Gemma
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Messaggioda Thot » 16 gennaio 2014, 3:07

Qua non si tratta di essere umani infatti! E' la differenza fra umano e divino.
Io non devo essere umano, pur essendolo, non è nell'umano che devo spostare la mia attenzione.

Non esiste comunque un sentimento puro, proprio perché è un sentimento! ma è un sentimento puro solo perché è umano. E l'umano è imperfetto così come imperfetto è il suo sentimento che giustifica puro.
Allo stesso modo è l'empatia. Essendo umani, sono duali. Ogni sentimento puro implica l'esistenza del suo contrario. Ogni cosa vige in virtù del suo contrario. Esiste la simpatia solo perché nel soggetto è contenuta l'antipatia. Nulla di ciò è veramente puro.

Presa di coscienza, appunto, sorpassa il senso di colpa! Chiariamo cos'è l'empatia. Empatia non è provare quello che prova l'altro ma conoscere il suo destino in conformità con questa legge. Provare quello che prova l'altro significa regredire, e non è spirituale, è solo sentimentale.

Ora che prendiamo coscienza, è chiaro che la presa di coscienza deve essere intellettuale. Capisco che a tuo parere, naturalmente, se non si prova empatia, non si riceverà l'impulso alla solidarietà. Questo è vero, ma è vero per gli esseri indisciplinati. Un essere disciplinato, quale appunto un essere spirituale, non ha bisogno di provare empatia, anzi non DEVE, per agire per il bene dell'altro, ma lo fa solo perché etico, e la sua etica è fredda, non emozionale. Ricevere calore significa ancora una volta, cercare appigli. E ribadisco, questo non è dell'essere divino.

Il desiderio di modifica della malacondotta deriva sempre dal senso di colpa, anche se è una presa di coscienza, deriva da un sentimento, o meglio da un'operazione di discernimento 'morale', quindi sempre umano. E poi non esiste una condotta, esiste l'interpretazione dell condotta, questo lo sai...

Quando stai male e chiedi l'aiuto di qualcuno, vuoi che quel qualcuno stia male per te, per effetto dell'empatia? No, né tu né quello lo vuole.

Quindi, hai ragione tu se ti rivolgi agli esseri indisciplinati, anche se istigare equivale a uccidere, ho ragione io se mi rivolgo a chi vuole agire secondo la conoscenza dell'essere umano, dell'essere divino, e di questa legge.
Quindi nessuno e tutti hanno ragione, siamo nel discorso. Stiamo trattando del medesimo fine, dunque?

Siamo d'accordo o no, ancora?

Che la pace sia con voi, una volta per tutte, nel dodicesimo arcano.


Vado a letto, verso le 6, non lo faccio il saluto al sole...

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Empatia

Messaggioda Miranda Fey » 16 gennaio 2014, 11:27

Caro Thot,

le tue meditazioni non mi sono certo estranee, ma per quanto concerne l'empatia, non è affatto alla capacità d'identificazione passiva con il soggetto sofferente che mi riferivo, poiché in verità una simile dinamica psicologica, come tu hai ben rilevato, consiste in un'amplificazione ed estensione del male, globalmente parlando.
Mi riferisco, piuttosto, alla comprensione olistica (su tutti i piani dell'essere) di quanto sta accadendo al soggetto in questione: non si tratta di un'operazione intellettuale, ché essa non richiede la mediazione dell'intelletto, ma di una dinamica che interessa, essenzialmente, la sfera dell'intuizione pura. Il sentimento ne viene interessato non disforicamente, nella forma d'una depressione emozionale, ma euforicamente, in forma di slancio catartico.
Quando si sta male, certamente, non vorremmo giammai che i nostri ausiliari patissero i nostri stessi mali: sicuramente, però, vorremmo che li comprendessero e che si adoperassero per recarci soccorso immediato.
A una tale comprensione, lucida, ma non fredda, mi piace dare il nome di "empatia".

Lieto giorno a te,


Gemma
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Messaggioda jasmin » 16 gennaio 2014, 11:48

Certo che per essere in un forum di yoga questo infinito discutere su consumare carne o no è a mio parere quanto meno singolare.

Gli 8 passi dello yoga così come indicati negli yoga sutra di Patanjali comprendono Ahimsa l'astenersi dall'offendere qualsiasi creatura vivente.

Non che questo passo sia più o meno semplice rispetto agli altri ma è possibile percorrere questo cammino senza tenerne conto?

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Messaggioda Thot » 16 gennaio 2014, 16:33

Non ti sei forse accorta di stare sottolineando quanto ho già spiegato io, con un'unica variante:
io mi riferisco alla necessità della coscienza morale come puramente intellettuale per non ledere il complesso emotivo dell'essere umano che è di per sé già debole, tu come la pura intuizione. Aggiungo però che il manifestarsi della pura intuizione, se così vogliamo chiamarla, è impossibile per esseri deboli e ancora sentimentali. E' puro ciò che ha sorpassato i legami con le cose impure, da cui derivano i sentimenti stessi. Non lo so se ci hai pensato, ma non è importante!

E' importante che l'essere umano non si 'aggrappi' a questa coscienza morale, se il contesto deve essere relativo alla spiritualità.
Spesso preferisco parlare con 'parole povere', dato che ho già scritto trattati in merito, molto più complessi!

Ora ci siamo capiti, qualunque cosa io, tu e gli altri, pensino, ha una sua ragione legata all'evoluzione individuale e al rapporto con il verbo primordiale;

Jasmine, è vero che non ha a che fare quando lo si paragona alla spiritualità, poiché si confonde fatalmente la nozione di legge morale con legge universale.

A parte, voglio specificare che "Ahimsa" più che salvare lascia cadere nel baratro. L'uomo che si sforza di non essere violento accumula energia congesta e rischia di impazzire! E' da quando ho letto Patanjali che ne ho subito dubitato, e non è come sembra!
D'altro canto i maestri vogliono insegnare come 'essere naturali' (qui soprassediamo al concetto di "naturale"). Se è naturale accumulare tensione, perché sforzarsi di tenersela dentro, sapendo che poi questo causerà un blocco del 3 chackra? Per esempio.
Cosa è veramente naturale e cosa va fatto veramente?

Non è una domanda la mia! Perché conosco già la risposta.
Serve solo a fare capire che la maggioranza dei maestri che parlano d'amore sono i vostri sicari, non i vostri Salvatori.
Anche quando non vengono capiti.

Per chi non lo sapesse, lo yoga aiuta ad essere figli di Dio, non Dio. Per essere Dio bisogna ad un certo grado, uccidere anche il figlio di Dio, cioè uccidersi, o impiccarsi, tanto per ritornare al 12 arcano.

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Messaggioda fabio » 16 gennaio 2014, 16:41

jasmin ha scritto:Certo che per essere in un forum di yoga questo infinito discutere su consumare carne o no è a mio parere quanto meno singolare.

Gli 8 passi dello yoga così come indicati negli yoga sutra di Patanjali comprendono Ahimsa l'astenersi dall'offendere qualsiasi creatura vivente.

Non che questo passo sia più o meno semplice rispetto agli altri ma è possibile percorrere questo cammino senza tenerne conto?


Hai ragione, infatti io non mi spiego tanto come mai la maggior parte degli animalisti vegetariani vegani che conosco sono inca zzati neri, spesso violenti (verbalmente intendo) ed aggressivi.
Boh, per me è davvero un mistero. Sarà solo sdegno? O, come diceva At, un modo come un altro per incanalare e sfogare rabbia repressa?
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Forza e violenza

Messaggioda Miranda Fey » 16 gennaio 2014, 17:22

Caro Thot, per quel che mi riguarda, essere figlio di Dio costituisce la premessa per poter accedere allo stato, diciamo superiore, del Divino.
In altre parole, non si può trascendere l'umano senza passare per l'umano.
Non si può giungere ad uccidere se stessi se non si cessa per lo meno di praticare violenza sull'altro.

Quanto alla presunta aggressività degli animalisti, Fabio, spesso dovuta all'esasperazione di chi sa di dover ingaggiare una lotta disperata contro l'egoismo fatto legge della società civile, sussiste una differenza abissale tra il concetto di "forza" e quello di "violenza": la difesa di un innocente dal proprio aguzzino può richiedere la forza, scortata dal sacrosanto slancio dell'indignazione... Nulla a che vedere con la prevaricazione e l'abuso stesso, additabili come espressioni di violenza.
Violenti sono gli indifferenti e i menefreghisti, non coloro che ne combattono l'indolenza e l'ipocrisia senza maschere, retorica e buonismi di maniera...
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Messaggioda Toki » 16 gennaio 2014, 17:23

fabio ha scritto:Hai ragione, infatti io non mi spiego tanto come mai la maggior parte degli animalisti vegetariani vegani che conosco sono inca zzati neri, spesso violenti (verbalmente intendo) ed aggressivi.
Boh, per me è davvero un mistero. Sarà solo sdegno? O, come diceva At, un modo come un altro per incanalare e sfogare rabbia repressa?


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Re: Forza e violenza

Messaggioda fabio » 16 gennaio 2014, 17:51

Miranda Fey ha scritto:Quanto alla presunta aggressività degli animalisti, Fabio, spesso dovuta all'esasperazione di chi sa di dover ingaggiare una lotta disperata contro l'egoismo fatto legge della società civile, sussiste una differenza abissale tra il concetto di "forza" e quello di "violenza": la difesa di un innocente dal proprio aguzzino può richiedere la forza, scortata dal sacrosanto slancio dell'indignazione... Nulla a che vedere con la prevaricazione e l'abuso stesso, additabili come espressioni di violenza.
Violenti sono gli indifferenti e i menefreghisti, non coloro che ne combattono l'indolenza e l'ipocrisia senza maschere, retorica e buonismi di maniera...


Anche se non condivido (e lo sai) è sempre un piacere leggerti. Peccato che tu non scriva più spesso, crei comunque l'occasione di ragionare e riflettere su quei temi che spesso, per indolenza e/o ipocrisia, non si trattano.
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Messaggioda jasmin » 16 gennaio 2014, 20:17

ci sono molti punti che mi lasciano perplessa, ma non mi va di entrare in polemica con nessuno di voi in una discussione senza fine.
Ma vorrei rispondere al simpatico Fabio che ci sono veg. incavolati e carnivori contenti e anche l'esatto contrario, credo che il cibo soprattutto di questi tempi incida relativamente sull'umore e poi è come dire i grassi sono sempre allegri e i magri sempre tristi.
Non so mi sembra troppo generico, ma si sa che si deve anche scherzare e per me va bene.
Per il resto credo che a prescindere da tutte le citazioni possibili ed i riferimenti che ciascuno di noi può fare a grandi maestri, quello che conta è quello che uno sente nel profondo di se stessi, ognuno di noi è unico e originale e il proprio sentire spesso non ha niente a che vedere con atteggiamenti di buonismo o simile, sono scelte e il maestro conta veramente poco.

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Messaggioda fabio » 16 gennaio 2014, 20:27

Vedi che ti sei già un pò irrigidita? Un sorriso
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Messaggioda jasmin » 16 gennaio 2014, 20:49

fabio ha scritto:Vedi che ti sei già un pò irrigidita? Un sorriso


ma lo sai che non è vero :D

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Re: Forza e violenza

Messaggioda Thot » 16 gennaio 2014, 21:22

Miranda Fey ha scritto:Caro Thot, per quel che mi riguarda, essere figlio di Dio costituisce la premessa per poter accedere allo stato, diciamo superiore, del Divino.
In altre parole, non si può trascendere l'umano senza passare per l'umano.


E' proprio quello che ho detto! Ho scritto infatti "ad un certo grado", non direttamente, negando l'umano. E' inteso che bisogna passare dai gradi inferiori...Certo!

Si parte dagli effetti per risalire alle cause. Gli effetti è l'essere umano. Lo yoga ( e soprattutto lo samkhya) aiuta a prendere coscienza dell'umano, ma non può spiegare cos'è il divino. Studiando la sua fisiologia sottile, gli elementi e le analogie. Questo è il figlio di Dio, e bisogna "necessariamente" passarci.
(Per l'alchimista equivale al ritorno nell'utero, VITRIOL).
Avendo appreso lo schema, cioè la scala dalla quale si è scesi bisogna poi risalirvi, ma non rimanere sulla scala come farebbe chiunque si interessa di yoga e si attacca allo yoga.

Questa è una spiegazione approssimativa, ma definisce la dinamica di questa "legge" immutata.


Per il resto, AMORE E' LEGGE!

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Messaggioda fabio » 16 gennaio 2014, 22:11

jasmin ha scritto:
fabio ha scritto:Vedi che ti sei già un pò irrigidita? Un sorriso


ma lo sai che non è vero :D


Ci ho provato :mrgreen:
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