Sfida agli spiritualisti "onnivori"

cucina vegetariana e yogica, digiuno
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Miranda Fey
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Sfida agli spiritualisti "onnivori"

Messaggioda Miranda Fey » 12 aprile 2013, 14:27

Amici,

mi permetto di pubblicare un'aperta provocazione ai vostri intelletti, una lettera aperta al presunto "cercatore" e aspirante iniziato, affiliato a qualsivoglia dottrina o conventicola spiritualista.
Mi preme qui di dimostrare che, lungi dagli adagi qualunquisti, lo spiritualista onnivoro non sia affatto degno di considerazione alcuna in ambito spirituale, poiché esso, per mera indolenza, non è in grado di contemplare la morale, né l'etica e, conseguentemente, non deve ardire pronunciarsi su questioni più sottili ancora, quali quelle metafisiche.
Comune è l'argomento che "ciascuno dev'esser libero di far quel che vuole": così sia, ma che gli altri siano liberi di considerarlo per quel che fa.
E se qualcuno, deliberatamente e senza ragione (fuorché l'abitudine), si ostina a compiere il male, questo qualcuno non può reputarsi né cercatore, né iniziato, né sapiente, né maestro, né altro di stimabile che possa ascriversi all'umano.

Tuttavia, è pur vero che la stragrande maggioranza degli onnivori non è affatto consapevole di quel che la propria scelta alimentare implichi per sé, per gli altri, per gli animali, per l'ecosistema... E concediamo pure quest'attenuante agli ignoranti.
Ma dal momento in cui essi siano resi consapevoli, una simile giustificazione non avrà più donde... s'imporrà una radicale scelta etica: continuare a fare il maggior male possibile, consapevoli di farlo, o incominciare, per una volta, a mettere in pratica il tanto dichiarato anelito "al bene, alla pace e alla compassione".

Dunque, il mio unico scopo, attualmente, è di rendervi consapevoli, così da permettervi di scegliere tra il maggior bene e il maggior male possibili, come qualcuno (cui eternamente sarò grata) fece con me in un tempo lontano.

Pubblico qui di seguito la mia "lettera aperta", concludendola con un collegamento video che vi prego di visualizzare e visionare per intero.
Al termine della lettura e al termine della visione vi sarei grata di pubblicare i vostri commenti.

LETTERA APERTA AGLI SPIRITUALISTI SPECISTI (E A TUTTI GLI INTERESSATI)

V'è un genere d'uomo, tra i plurimi generi degeneri, che su tutti mi pare meritevole di biasimo, ed è l'uomo fittiziamente pensante, il presunto "libero pensatore" schiavo d'un'insanabile incoerenza, libero da nulla, fuorché dalla legge morale, e coatto, in effetti, dai propri automatismi: è lo SPIRITUALISTA SPECISTA (molto spesso sedicente PANTEISTA O PANENTEISTA), colui che pretende di discernere il bene dal male, per sé e per gli altri, ma s'abboffa su banchetti cruenti; lo speculatore metafisico che giunge, non di rado, ad agguagliarsi al principio divino (ché oggi si fa un tal parlare dell'umana apoteosi, per le sdoganate vie Tradizionali dell'ascesi mistica, dal più inflazionato Yoga, importato e corrotto ad uso e consumo dell'occidentale medio, al più sofisticato filone dell'esoterismo primonovecentesco alla Evola), mentre, simile a una larva demonica, si nutre di sangue e carne; colui che malcela il proprio lassismo di spirito dietro l'argomento "non quel che entra nella bocca rende impuro l'uomo", dimenticando che, quando si viene alla questione vegetarista, il problema non è cibarsi o meno di carne in condizioni in cui non se ne possa fare a meno, ma decidere di farlo giustappunto quando se ne potrebbe fare a meno. Non il gesto del mangiar carne in sé, ma la scelta di porlo in essere quando un tal gesto potrebbe evitarsi, ciò costituisce il fallo di "pensiero e azione" che va ben oltre il mangiar carne in quanto tale...

Per quelli, poi, che ascrivano al termine "impuro" un'accezione di salutismo spirituale, anziché etica, rammento tantopiù che la scelta di cibarsi di carni animali o meno non deve punto concernere la purezza dei nostri "corpi sottili" (poiché un tale movente sarebbe meschino quanto egoistico e costituirebbe una corruzione del principio etico puro, nonché della qualità dei suddetti "corpi"!), ma una risoluzione ETICA atta a NON NUOCERE ALL'ALTRO, non già salvaguardare se stessi...
Certo, la divina legge che rinsalda il nostro mondo opera in maniera tanto impeccabile che, ad onor del vero, quel che beneficia altrui finisce, per norma, col far bene a noi se stessi... Ma in qualità di mera conseguenza, sia chiaro.

Insomma, ai tanti fanfaroni albagiosi che chiacchierano oggi di elevazione dell'uomo, d'ascesi mistica, di Sommo Bene, e pretendono d'indovinare i nessi metafisici e le Cause Prime del mondo, sappiate che non una parola delle vostre ciance sarà degna di credito alcuno sino a che non abbiate ripulito le vostre mense dai brani delle membra straziate dei nostri fratelli animali.

...Poiché la morale, e l'etica, sono i gradini della Metafisica: tentare di compiere il massimo bene, pur senza riuscirvi, questo, sì, è morale. Fare il meglio che si può, pur senza conseguire lo stato perfetto, questo, sì, è morale.
Ma imbandire impunemente la propria tavola di carni sanguinolente, giorno dopo giorno, per tutti i giorni della vostra vita, non vi rende individui morali, non vi rende filosofi, profeti e tanto meno asceti: poiché ciò significa, semplicemente, fare il peggio che possiate; compiere il maggior male possibile; fare in modo che, giorno dopo giorno, fiumi di plasma impregnino il ventre innocente della Terra; che una tregenda di demoni sitibondi si avventi sui popoli del pianeta... E non vi sono scuse al peggio.

Siete assassini o mandanti di assassini, come tutti lo siamo stati, in qualche stagione della nostra plagiata vita mortale, ma non come molti che han cessato d'esserlo: così, da domani, amici miei, smettete di riempirvi il ventre di sangue e carne, o smettete di riempirvi la bocca di Dio.

GARY YOUROFSKY: IL MIGLIOR DISCORSO CHE POTRAI MAI SENTIRE

http://www.youtube.com/watch?v=8DQoJTwEN0Q



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Messaggioda Indra » 12 aprile 2013, 15:10

..
Ultima modifica di Indra il 13 aprile 2013, 7:16, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda jasmin » 12 aprile 2013, 15:23

credo che per chi si incammina nella via dello yoga sia solo questione di tempo modificare la propria alimentazione, credo anche che questo cambiamento non possa essere forzato ma deve nascere spontaneo come l'esigenza di respirare. Ahimsa o non violenza può intendersi anche come non provocare volontariamente sofferenza e dolore a nessuna creatura vivente. Principio apparentemente semplice, nella pratica per realizzare questa astinenza non è sufficiente mangiare solo vegetali. La via è più difficile di quello che sembra ma sicuramente anche quello è un passo importante. Secondo me però certi cambiamenti avvengono con il loro tempo, con consapevolezza e con piacere altrimenti non sarà mai una libera scelta e poco gioverà.

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Messaggioda rogiopad » 12 aprile 2013, 17:53

Ciao Miranda, premesso che io sono vegetariano circa all'80%, la tua lettera è sì provocatoria ma è grondante di violenza (tutto meno che ahimsa). Io quando salgo sul terrazzo dove mi sono fatto un piccolo orto, sono ben consapevole di 'far fuori' un cespo d'insalata o 'strappo' dalla pianta un pomodoro succoso (tu invece?) , io ringrazio e scendo a nutrirmi assaporando ciò che ho nel piatto. O l'insignificante lattuga non è degna di nota? Con affetto

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Messaggioda fabio » 12 aprile 2013, 20:01

Luce Oscura ha scritto:ciao miranda
lieto di rileggerti
ho visto ma dimmi
un tizio si batte per i diritti degli animali
e va anche bene ma tace sulle piante
i jain cercano di rispettare anche gli insetti ma
hanno serie difficoltà con i batteri essendo i virus tecnicamente non vivi e non morti
ora se il tizio del video incontrasse una tigre affamata cosa le direbbe e farebbe?


L'ultima volta che sono passato in macchina in autostrada dalle parti di Asti ed Alessandria ho commesso un vero genocidio di moscerini.
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Messaggioda gb » 12 aprile 2013, 20:18

Credo che il punto non sia mangiare carne, o uccidere per mangiare, ma partecipare allo scempio dell'industria alimentare.

Un conto è mangiare un pollo che fino ad allora ha vissuto all'aria aperta facendosi i fatti suoi, un conto è nutrirsi di animali nati e tenuti ammassati in gabbie senza spazio, imbottiti di farmaci, senza mai vedere il sole, senza mai potersi accoppiare.

Ci si nutre di esserei morti due volte: una morte "naturale" e una data dal "Sistema".

Di cui si è complici. inutile nascondersi dietro lattughe strappate, moscerini schiacciati o batteri macrofagocitati.

Detto da un divoratore di carne cruda, che fa autocritica e cerca di mangiare solo carne biologica di animali allevati in condizioni di minor barbarie.
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Messaggioda AT » 12 aprile 2013, 21:29

Miranda, sei vegetariana o vegan?

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Antico dilemma: ahimsa o menefreghismo?

Messaggioda Miranda Fey » 12 aprile 2013, 21:55

Oh, bene… ecco il volto dello spiritualismo orientalista contemporaneo, gli “ksatriya” dello Yoga occidentale: ignavi e menefreghisti che mascherano i propri attaccamenti e la propria pigrizia intellettuale sotto l’etichetta “non violenza”… Molto comodo, davvero, ma per nulla simpatico.
Siamo seri: premesso che, come ho ampiamente specificato (ma avete letto la lettera prima di ribattere automaticamente a difesa delle vostre abitudini sclerotizzate?), la questione non è eliminare il male dalla faccia della Terra, ma, per lo meno, “minimizzarlo” (diminuirlo al minimo”), anziché “massimizzarlo” (cito lo Yourofsky), e premesso che l’autodifesa non ha nulla a che vedere con la scelta deliberata e gratuita di nuocere a qualcuno (in questo caso parliamo di uccidere per mangiare, anche quando non ce n’è alcun bisogno e, non dimentichiamolo, contro la nostra stessa natura erbivora-frugivora, dunque a scapito della nostra stessa salute!), qui si parla di “NUOCERE VOLONTARIAMENTE E DELIBERATAMENTE A UN INNOCENTE”: se un insetto viene calpestato, ma non era mia intenzione ucciderlo, anzi, non ho avuto neppure coscienza di ciò, nessuna scelta etica si è posta per il soggetto. Ma davvero devo venire a spiegarvelo? Sono più incline a credere che stiate prendendomi in giro… O meglio, che stiate prendendo in giro voi stessi: in effetti, non sto affatto parlando nel mio interesse, ma nel vostro… Nell’interesse della vostra coscienza e della vostra salute… E questo vi sembrerebbe… “violento”? Ma davvero la televisione vi ha anestetizzato al punto a suon di “panciafichismo” che non appena avvertite il fremito del fervore l’inerzia dei vostri spiriti vi si ribella? Non giungevo affatto a voi come nemica, ma da vera amica, in qualità di una che, miracolosamente ridestata alla Verità da un’anima pia, intendeva ricambiare il favore col porgere una simile verità non a tutti (oh no, sarebbe grave errore…. : ben conosciamo “le perle ai porci”, tanto per usare un’espressione tradizionalmente specista), ma quantomeno a coloro che dichiarano di anelarvi!
Ad ogni modo, se volete spiegarmi quanto siete liberali, pacifisti, anti-razzisti ed anti-specisti (tanto da equiparare la sofferenza di una carota a quella di una mucca: guardate che non discriminare non significa mica non discernere…!), chiariamo allora la misteriosa ragione per cui il cannibalismo, per la vostra coscienza, rappresenterebbe un autentico abominio (sarebbe certo più coerente e meno vigliacco se ci divorassimo vicendevolmente, invece di selezionare geneticamente specie incapaci di adattamento - suini, bovini, pollame - per poterle allevare all’unico aberrante e programmato scopo di sterminarle)… Se non discriminaste, allora perché non sbranarsi a vicenda? Forse perché, mi direte, l’uomo è un organismo più complesso? Più sensibile? Soffre di più? E non vogliamo ammettere, dunque, che una mucca o un maiale soffrano più di una carota? Non c’è bisogno di dimostrarlo: una carota non è provvista del sistema nervoso.
Mi state dicendo che, dal momento che provate compassione universa per microbi, batteri e lattughe, e il vostro cuore si duole diuturnamente per le loro sorti, per la par condicio vi assicurate che accada lo stesso ad ogni specie animale vivente su questo straziato pianeta? Sareste coerenti, a questo modo? Questa, amici miei, è la famigerata “coerenza del menefreghismo”: che Dio ci scampi da una simile integrità di pensiero e ci getti nell’abisso della virtuosa incoerenza… Di quelli che, se non possono fare il Sommo Bene, fanno però il minor male possibile.
So che vi sapete in mala fede, so che sapete (almeno nel fondo dei vostri animi) quanto prona la vostra coscienza sia dinnanzi ai suoi tiranni: “ABITUDINE, TRADIZIONE, COMODITA’, SAPORE”. Non crediate che mi scomodi a replicare alle vostre corbellerie perché vi reputi in buona fede… Lo faccio unicamente per potenziali lettori ignoranti, che potrebbero lasciarsi sedurre dalle tali stolide argomentazioni.
E non osate chiamar questa “violenza”: si tratta d’indignazione… Ed è l’unica emozione che liberi l’uomo dalla vanità della parola, per spingerlo all’azione!
A Jasmin e a Gb rispondo personalmente:
Jasmin, quando parlo della necessità del cambiamento, non mi riferisco a una necessità intrinseca al “praticante”(al ‘suo’ bisogno di cambiare), ma ad una necessità oggettiva, esterna ad esso e ineludibile. Io non aspetto che l’onnivoro “avverta il bisogno” di cambiare: c’è bisogno che l’onnivoro cambi, punto e basta.
Se avessi dinnanzi a te un assassino, non te ne staresti a pensare che il poveretto ha bisogno di tempo per evolvere e comprendere che le atrocità che commette lo condurranno a certa rovina, ma faresti il possibile per arrestare il suo agire scellerato.
Fortunatamente, per noi uomini il problema non si pone: la legge giuridica corrisponde alla legge morale, nel caso si tratti di esseri umani. Ma per gli animali? Perché non vale la stessa cosa? Perché non posso arrestarti se stai facendo a pezzi, barbaramente, il meraviglioso corpo di un mio fratello animale? Perché la tua libertà comprende la negazione assoluta del suo diritto ad esistere, a sentire, a palpitare dell’esistenza, a vivere nella sua carne come in un tempio, anziché come in una carcere?
Dal mio punto di vista voi non siete affatto “liberi” di mangiar carne… O meglio, non dovreste esserlo.
Ad ogni modo, siete scusati, finché non sapete che cosa ciò significhi, che cosa accada, finché non avete visto e sentito. Ma dal momento in cui avete visto e sentito, se siete capaci di mantenervi su questa linea, ciò vi determina come crudeli ed efferati assassini: non ci sono scuse.

Gb: al di là dello scempio incommensurabile e delle stragi abominevoli che si compiono quotidianamente negli allevamenti intensivi, l’assassinio è atrocità in quanto tale. Non stiamo qui a ciarlare di “trasformazione delle emozioni negative” se non siamo neppure capaci di trasformare le nostre inclinazioni gustative (per altro deviate a monte e quindi unicamente da ricondurre sulla “retta via”).

Toglietemi una curiosità, quanti di voi hanno visto PER INTERO il video pubblicato?

Credo che ogni onnivoro abbia il dovere morale di sapere che cosa la propria scelta di comodo implichi e produca: se volete seguitare come avete sempre fatto, almeno abbiate la coerenza morale di vedere un filmato come quello che segue da capo a piedi. Poi domandatevi, se mai vi conturbasse un po’ (comincio a dubitare della vostra sensibilità, data la natura delle vostre risposte), “perché se non va bene per i miei occhi, va bene per il mio stomaco?”



http://www.youtube.com/watch?v=6RecPWN8Hmw


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Re: Antico dilemma: ahimsa o menefreghismo?

Messaggioda gb » 12 aprile 2013, 22:17

Miranda Fey ha scritto: Gb: al di là dello scempio incommensurabile e delle stragi abominevoli che si compiono quotidianamente negli allevamenti intensivi, l’assassinio è atrocità in quanto tale. Non stiamo qui a ciarlare di “trasformazione delle emozioni negative” se non siamo neppure capaci di trasformare le nostre inclinazioni gustative (per altro deviate a monte e quindi unicamente da ricondurre sulla “retta via”).


Sei bella. Non c'entra niente ovviamente.

Torniamo al discorso dell'assassinio.

Personalmente, ho canini affilati e appuntiti, tutti e quattro: mi conosco a livello abbastanza profondo, e il gusto per la carne non l'ho appreso. Da piccolo rubavo la macinata cruda e la mangiavo scappando dalla cucina.

Mia moglie ha canini piatti e senza punta: da piccola la carne la nauseava, oggi é quasi vegetariana.

Io sono stato per un anno e mezzo vegetariano, con grande difficoltá. Adesso cerco solo di non partecipare allo scempio dell'industria-lager alimentare.

Non é detto che non ritorni vegetariano, in futuro.
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Messaggioda ku » 12 aprile 2013, 22:28

trasformare le emozioni negative (almeno in una fase intermedia, anzi credo soprattutto) non significa eleminarle

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Messaggioda AT » 12 aprile 2013, 22:40

Miranda, sei vegetariana o vegan?

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La schiavitu' del gusto,mutevole tiranno

Messaggioda Miranda Fey » 12 aprile 2013, 23:20

Gb: da bambina amavo anch'io la carne cruda, e non sto qui a raccontarti quanto fossi straziata (avevo sei o sette anni quando vidi il primo furgone carico di suini destinati al mattatoio) dal lacerante conflitto che aveva luogo nelle mie profondità, divisa com'ero tra gusto e compassione. Non sto a dirti, poi, dei miei proverbiali "canini vampirici"... Proprio non mi si direbbe vegana, a guardarmi... Ma, come volevasi dimostrare, nessuno ha visto né il primo, né il secondo video per esteso: grazie per la vostra onestà intellettuale.
Se l'avessi fatto, Gb, almeno per 'buon gusto' avresti evitato una tale argomentazione! Non mi dirai che possiedi due zanne, in luogo dei tuoi sacrosanti canini da buon erbivoro?
Se fossi nato carnivoro, d'altronde, i filmati in questione non dovrebbero affatto turbarti... tutt'altro! Dovrebbe venirti l'aquolina in bocca ad osservare il sangue che trabocca a fiotti dalle gole dei maiali o dei bovi scannati...

Ad ogni modo, non si smette di mangiare carne (e uova, latte e formaggi) perché queste pietanze non piacciano (piacciono a tutti, corrotto com'è il nostro senso del gusto!): non si smette per piacere, si smette per scelta (per un praticante Yoga non dovrebbe essere poi così difficile separarsi da simili attaccamenti "tamasici")... Senza contare che ciò, automaticamente, va anche a giovare al nostro stato di salute (...ma che meraviglia! Possiamo fare del bene facendo del bene a noi stessi, al medesimo tempo!): quanto al gusto, poi, dovresti sapere quanto cangiante sia... Personalmente, sono stata vegetariana per quattro anni: solo da pochi mesi sono vegana... Usavo mangiare uova e latticini in gran quantità durante la fase vegetariana (per integrare le proteine dei legumi), esclusivamente per due ragioni: ritenevo (erroneamente) di averne bisogno; non ero consapevole di che cosa l'industria casearia e quella della produzione delle uova realmente fossero, o meglio, di che cosa la produzione di latticini e uova implicasse.

...Ma ho sempre anelato alla verità: mi bastò incappare in una "lettera aperta ai vegetariani", scritta da una 'penna vegana' che reputo mia salvatrice, per rimuovere istantaneamente ogni sorta di prodotto di origine animale dalla mia mensa (o, per lo meno, per fare il possibile... non ho rifiutato, ad esempio, le colombe pasquali che mi sono state regalate da amici o parenti): e credimi, Gb, inizialmente non è stato facile, dal punto di vista degli automatismi "gustativi".
Eppure, in capo a pochi mesi, mi riesce inconcepibile l'idea di una frittata, o d'un uovo bollito: potrei dire, incredibilmente, che le uova non mi piacciano più... Com'è possibile? Ritengo di avere passato la soglia di detossificazione... Ora, nulla potrebbe essermi più semplice di rinunciare (adesso, sì, con autentico piacere!) a quei veleni cui ero prima assuefatta (tanto per dirne una, con Yourofsky, tutti i latticini sono vere e proprie iniezioni di "caseomorfina")!
E non sto a dirti quanto la mia salute ne stia giovando... Non è forse questa la sede per discuterne, ma, ad esempio, ogni donna dovrebbe sapere, che il suo ciclo mestruale (quelle che vengono chiamate "mestruazioni regolari"), benché sia reputato "normale", in verità rappresenta una modalità di detossificazione che l'organismo femminile pone in essere... Si tratta di un'emorragia di sangue tossico: tessuto endometrioso che verrebbe riassorbito, in condizioni ideali di salute...
Non è un caso, infatti, se in molte donne vegane il ciclo giunge a ridursi della metà (nei fruttariani, talvolta addirittura a scomparire) e i dolori mestruali svaniscono istantaneamente... Certo, se si è tabagiste o alcoolizzate, il veganesimo servirebbe a poco, a quel punto...


Ad ogni modo, aspetto di confrontarmi con qualcuno che abbia l'onestà intellettuale di prendere visione (per intero) dei filmati di cui sopra.


In Fede,

Miranda
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Messaggioda gb » 12 aprile 2013, 23:48

Miranda, i video li ho giá visti, ma poiché sono lunghi, potresti indicare i minuti cruciali, dove ad esempio viene preso a calci in testa il vitellino nel primo video etc.

In Calabria, in vacanza, ho visto infilare a calci una mucca in cassone laterale di un camion, perché non entrava con le altre nel pianale principale, dove erano giá ammassate all'inverosimile: certe cose se si hanno gli occhi aperti si vedono anche al di fuori di youtube.

La mucca piangeva.

Te l'ho giá detto, non é escluso che ritorni vegetariano, anche se, e per onestá intellettuale te lo ridico, mi piace la carne, anche cruda, il sangue non mi fa effetto.

Ripeto peró che un conto é tirare il collo ad un pollo che ha sempre vissuto nell'aia all'aria aperta, un conto é una tortura di massa degli animali degli allevamenti. Sono due omicidi? No, il primo é omicidio, il secondo é tortura, sevizie, crudeltá non necessaria. É diverso? Sí.

Hai mai visto i video dove una leonessa prende alla fine dopo l'inseguimento una gazzella e l'azzanna alla gola? La gazzella é immobile, sembra tranquilla. Questo perché il suo sistema di difesa (paura - fuga) elimina a livello neurochimico la sensazione di dolore. La Natura sembra essere piú misericordiosa. I maiali appesi per i piedi prima di essere sgozzati in una fabbrica, invece strillano. E che vita hanno fatto, fino a quel momento quei maiali.

Ma l'uomo fa giá questo a se stesso, come pensi che non lo faccia ad altre specie?

Hai ragione, molti non guarderanno i video.

Ti terró informata qua sul forum sul mio eventuale ritorno al vegetarianesimo o veganesimo. O a scelte graduali di limitazione del consumo di carne.
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Messaggioda AT » 12 aprile 2013, 23:55

Ti dico quello che penso. L'essere umano ha potuto sopravvivere, e anche vivere, da un capo all'altro del pianeta Terra, dalle regioni polari, alla Mongolia, all'Islanda, all'Africa, alla Norvegia, anche grazie alla flessibilità della propria alimentazione, al fatto di poter usufruire sia di alimenti di origine animale, sia di alimenti di origine vegetale. In pratica, l'alimentazione onnivora è più flessibile, più adatta alle variabili esigenze umane e più sana rispetto ad un veganismo esclusivo. Inoltre, la domesticazione di specie come il cavallo, la pecora, i polli, i bovini ha svolto un ruolo essenziale nella civiltà.
Avrai già capito che io sono fermamente convinto del fatto che l'uomo ha il diritto di uccidere gli animali non solo per difendersi e per ottenere spazio vitale (sei miliardi di abitanti, anche se fossero tutti vegan, sottrarrebbero comunque spazio ad altre specie) ma anche per mangiarli.
Sono d'accordo che l'alimentazione di molti paesi industrializzati sia enormemente squilibrata, e che questo imponga riflessioni e cambiamenti, ma ciò non significa convertirsi in massa al veganismo.
Rispetto il veganismo come scelta personale, ma sono nettamente contro l'ideologia vegan e animalista intese come progetto etico globale.

Per parte mia, non avrei nessunissima difficoltà a cacciare o pescare, se le circostanze lo rendessero necessario, e se mi si chiedesse di uccidere personalmente gli animali che mangio non avrei nessun problema a farlo. Conosco l'ideologia vegan, avendo a lungo discusso con personaggi di quel tipo, e la trovo sbagliata da un punto di vista etico ed incline al fanatismo squilibrato. Trovo il tuo intervento leggermente di questo tipo (fanatico e squilibrato), un po' come quando ti accanivi contro il popolo ebraico, ed anche offensivo nei confronti di miliardi di onesti esseri umani che nei millenni di storia hanno allevato animali, cacciato, pescato, mangiato carne o pesce. Se vuoi, posso approfondire nei dettagli, ma questo è in sintesi quello che penso.

ku
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Messaggioda ku » 12 aprile 2013, 23:55

cara miranda
ti dico la verità
mi scoccio di guardare un video di un'ora e mezza
sapendo più o meno di cosa tratta
avendone visti in passato
avendo amici vegani ecc ecc

gb oltre alla questione canina ha solo detto che il problema fondamentale è la produzione di massa
vogliamo dire il capitalismo!?!?

quando, prima di internet, mi si parlava di vegetarianesimo la prima cosa che facevo era pensare a come si alimentavano i miei nonni morti a novantaquattro anni tanta verdura legumi e carne pochissima più qualche formaggio che conservavano

gb ha scritto delle cose in base all'osservazione di sè

riguardo alle energie negative
niente si elimina

oltre a questo
va bene sensibilizzare ed essere sensibili
va bene non mangiare carne ecc ecc

ma due frasi mi sono rimaste impresse:
1 è più importante quello che esce dalla bocca rispetto a quello che entra
2 la mucca e il serpente bevono la stessa acqua: uno la trasforma in veleno, l'altra in latte

un abbraccio
ku


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