Lo yoga è ateo?

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Lo yoga è ateo?

Messaggioda BabaJaga » 25 gennaio 2015, 19:48

La mia insegnante di yoga sostiene che lo yoga è ateo.

Etimologicamente:A-theos, cioè "senza Dio".

??
Ammetto che ho delle difficoltà a comprendere cosa significhi questa affermazione...rispetto allo yoga.

Siete d'accordo?

Io sostengo il deismo scientifico di molti filosofi e fisici, come Ugo Amaldi.

Namastè.
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Re: Lo yoga è ateo?

Messaggioda mauro » 26 gennaio 2015, 8:47

Secondo la mia modesta opinione, ha ragione la tua insegnante.
A me sembra che per esempio lo yoga di Patanjali sia altrettanto ateo come lo e' il darshana samkhya (se per Dio intendiamo una "divinita'-persona").

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Re: Lo yoga è ateo?

Messaggioda BabaJaga » 26 gennaio 2015, 10:46

E se per Dio intendiamo semplicemente un ente, un causa prima, una matrice creativa che tutto abbraccia ?
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Re: Lo yoga è ateo?

Messaggioda mauro » 26 gennaio 2015, 11:13

Il samkhya, come lo yoga, parla di "principi" quali sono i purusha e la prakriti, ma avendo essi funzioni differenti, non hanno gli attributi di "totalita'" che competono a Dio come ente supremo.

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Re: Lo yoga è ateo?

Messaggioda Anser anser » 27 gennaio 2015, 6:55

nella mia esperienza "Dio" ha sempre finito per rappresentare una fonte di attaccamento, dallo yoga mi aspetto di imparare il "non attaccamento" ma non credo sia ateismo nel senso di non credere che tutto abbia un senso, al contrario :roll: :D
buona giornata
Molti studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla.
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Re: Lo yoga è ateo?

Messaggioda U.G.K. » 27 gennaio 2015, 14:24

Pensavo che qualche "erudito" del forum chiarisse meglio, nel mentre mi permetto di postare io quel poco che che posso aver capito: il Samkya è ateo, ma non lo Yoga, infatti nei sutra di Patanjali si parla di Ishvara o Isvara, cioè di Dio.

cito :
"Questo si può fare dirigendo la nostra forza di attenzione verso Ishvara per mezzo del Puro Amore-la devozione. (Ishvara Pranidhanandva).
Ishvara – Dio – non può essere riassunto in una sola espressione. "
"Versetto 24. “Ishvara è un tipo di Essere che non è toccato dall'ignoranza, che non è soggetto ai karma o ai samskaras o ai risultati dell'azione”.
Egli spiega poi, nel versetto 25:
Versetto 25. “Presso di lui la conoscenza è infinita, presso gli altri non è che un germe”.
E nel versetto seguente:
Versetto 26. “Egli è stato l'istruttore di tutti i primi istruttori, perché non è limitato dal tempo”

Saluti.
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Re: Lo yoga è ateo?

Messaggioda mauro » 27 gennaio 2015, 17:49

UGK, mi permetto di dire la mia.
Patanjali usa si la figura di Ishvara, ma non lo intende come principio metafisico. I principi nel samkhya e nello yoga coincidono. Lo yoga e' lo "strumento" per ottenere l'isolamento di purusha dalla prakriti (stato che e' considerato la "reale natura del purusha").
L'immagine di Ishvara e' una delle immagini o "semi" cui rivolgere la meditazione e l'abbandono in funzione del samadhi, ma non e' un principio metafisico. Puo' essere considerato lo "yogin" primigenio, una figura cui volgere devozione in quanto realizzazione finale di cio' cui aspira ogni yogin.
Mircea Eliade a tal riguardo sottolinea come patanjali nei suoi sutra non fa che raccogliere un sapere piu' antico, costituito da un insieme di pratiche che vedevano anche nell'intervento o intercessione di Ishvara uno dei mezzi utili al samyama. Lo dico con parole mie, con le relative inesattezze, spero comunque di essermi spiegato.

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Re: Lo yoga è ateo?

Messaggioda Ventus » 27 gennaio 2015, 20:40

Non sono sicuro di aver compreso Yoga Sutra, ma a me sembra che lo yoga di Patanjali sia proprio un abbandono di ogni principio metafisico (e quindi assente, o presente solo come ente “esterno”).
Un abbandono che ha lo scopo di penetrarvi, anzi di arrivare a esserlo, o meglio di accorgersi di esserlo (ma quello vero però, quello indicibile, quello del silenzio e della delicatezza infinita, non quello delle figurine metafisiche).

Come un attore che smettesse di guardare il film (esteriore), e riuscisse ad arretrare abbastanza da ritrovarsi sul set (che quello stesso film generò e continua a generare).
Credo sia per questo che Patanjali parla di Purusa, intendendolo forse come quel pezzetto di Dio che lo emana, che emana il meditante stesso, che genera il meditante. E in cui il meditante vorrebbe ritrovarsi, ritornare, essere. (Mi pare anche giusto che il meditante non pretenda e non preveda di arrivare a essere “tutto” Dio ma si accontenti di essere magari solo un dito o una scintilla o una briciola piccolissima e insignificante).

Meditare, quindi mettersi in condizione di Sattva guna, comporta una calma (abbandono di desideri, scopi e principi metafisici esterni) per arretrare e ritrovarsi in quella che è sempre stata l’unica “sostanza”: il Purusa, Isvara stesso, Dio.
Forse questo si vede particolarmente bene nel commento a Yoga Sutra fatto da Vyasa, mentre in altri non è altrettanto chiaro.

La confusione nasce dal fatto che nel linguaggio quotidiano “Dio” ha finito per diventare appunto un principio metafisico, assente, lontano, irraggiungibile (fin quando lo inseguiamo o lo prendiamo a garante delle nostre violenze e imposizioni di dominio, un allontanamento utilissimo alle caste sacerdotali dell’antichità e di tutti i tempi).

Per questo mi sembra anche improprio definire ateo lo yoga. Certo la parola “a-teo” significa letteralmente “senza dio”, ma fermarsi qui comporta un uso del linguaggio troppo semplice, come farebbe una macchina o un computer.
Non inseguire il Dio esterno, il Dio della metafisica, è sì ateo, ma solo per quella metafisica che ha concepito quella parola.

Invece il mistico abbandona quel Dio esteriore e metafisico per ritrovare il Dio interiore, magari solo una scintilla (o quel che sembra “solo” una scintilla. Ma lo sembra solo a quella stessa cultura metafisica ed esteriore che vorrebbe invece qualcosa di più appariscente, più potente, “più potenza” e “bells and whistles” (campanelli e fischietti). Proprio quelle pretese che lo rendono irraggiungibile.

Ecco anche perché lo yoga diventa uno zen e una sophia, e in fondo uno sciamanesimo sovratemporale. Tutti e quattro lasciano andare (abbandono) e si ritrovano...

Io l’ho compreso così.

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Re: Lo yoga è ateo?

Messaggioda U.G.K. » 27 gennaio 2015, 20:59

Ciao Mauro
grazie per la replica, non volevo insegnare nulla a nessuno, vedendo la diminuzione vertiginosa di repliche nel forum, mi sono permesso di postare quel poco che penso di aver capito, forse sbaglio e nel caso mi scuso con gli altri forumisti, comunque:
Isvara dovrebbe rappresentare un concetto filosofico che indica l’aspetto personale di Dio (il cui aspetto impersonale e senza forma o attributi è invece chiamato Brahman).
Ishvara rappresenterebbe il Demiurgo o il Logos personificato, la Coscienza Assoluta del Brahman, e qui in un certo senso ci avviciniamo al concetto simile delle Religioni Monoteiste.

Mi permetto inoltre di osservare dal mio limitatissimo punto di vista, quando si parla di Yoga forse sarebbe meglio entrare nello specifico, chiarire se si fa riferimento ai testi Tantrici, agli Y. sutra di Patanjali, o allo Yoga della B.Gita, oppure allo Yoga del Vedanta, mi pare che la visione di Dio NON sia la medesima, anche se il fine "forse" è sempre il medesimo.

G.

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Re: Lo yoga è ateo?

Messaggioda fabio » 28 gennaio 2015, 14:34

U.G.K. ha scritto:Ciao Mauro
grazie per la replica, non volevo insegnare nulla a nessuno, vedendo la diminuzione vertiginosa di repliche nel forum, mi sono permesso di postare quel poco che penso di aver capito, forse sbaglio e nel caso mi scuso con gli altri forumisti, comunque:
Isvara dovrebbe rappresentare un concetto filosofico che indica l’aspetto personale di Dio (il cui aspetto impersonale e senza forma o attributi è invece chiamato Brahman).
Ishvara rappresenterebbe il Demiurgo o il Logos personificato, la Coscienza Assoluta del Brahman, e qui in un certo senso ci avviciniamo al concetto simile delle Religioni Monoteiste.

Mi permetto inoltre di osservare dal mio limitatissimo punto di vista, quando si parla di Yoga forse sarebbe meglio entrare nello specifico, chiarire se si fa riferimento ai testi Tantrici, agli Y. sutra di Patanjali, o allo Yoga della B.Gita, oppure allo Yoga del Vedanta, mi pare che la visione di Dio NON sia la medesima, anche se il fine "forse" è sempre il medesimo.

G.


Per quel che avevo studiato, Isvara rappresenta l'aspetto del Dio impersonale.

Personalmente mi sono trovato con queste definizioni che, forse, possono chiarire a grandi linee alcuni concetti. Ovvio il tutto va studiato, digerito, compreso e poi può essere anche non condiviso.

-----------------------------

Tratto dalla Bhagavadgita ed ed. Asram Vidya prefazione di Raphael

Il pensiero tradizionale indù abbraccia così tutte le possibili condizioni coscienziali dell'uomo e usa distinguere quattro aspetti del Divino che possono essere appunto adeguati ai differenti livelli di comprensione umana:

a) L'aspetto dell'Assoluto, Brahman nirguna senza attributi, l'uno senza secondo. Sentiero metafisico puro. L'Asparsavada, (il sentiero del senza sostegno, del non-contatto) di Gaudapada e il Vedanta Advaita di Sankara portano a questo ardito volo.

b) L'aspetto del Dio impersonale, Nirakara, senza rappresentazione mentale di nessuna natura. "Dio è spirito e verità".

c) L'aspetto del Dio personale, Akara, sotto forma di simbolo. E' seguito dalle menti più accese, immaginative e devozionali.

d) L'aspetto del Dio incarnato, Avatara, che assume una configurazione umana per indicare il cammino agli uomini.

Aspetto dell'Assoluto

Brahman non è ciò che si indica con la parola Dio. Egli è al di là del linguaggio e dello stesso pensiero: è l'assoluto nella sua incondizionatezza, inalterabilità, incausalità. Realizzarlo comporta la scomparsa dell'intero mondo dei nomi e delle forme. Solo il nirvikalpa samadhi raggiunge Quello. Tale samadhi non è nè una comunione nè un'unione; è anche impropria la parola Identità perchè questa espressione indica ancora due termini mentre nel nirvikalpa, Brahman rimane l'Uno-senza-secondo, quale Essenza pura. Egli è il sostrato di ogni noumeno e fenomeno, dell'immanifesto e del manifesto, è la base di ogni possibile polarità, compresa quella del finito e dell'infinito.
Brahman non ha termini di paragone o di opposizione, ma è l'abisso ove si annullano e si risolvono tutte le coppie di opposti.
Speculare sul Brahman è impossibile, solo l'intuizione superconscia può coglierne il riflesso.


Aspetto del Dio impersonale

Per la seconda concezione il Divino può considerarsi la causa prima, la sorgente e il principio di ogni cosa manifesta, l'Essenza e la Sostanza universali, l'Uno matematico, mentre Brahman corrisponde allo Zero metafisico.
Si può accostare questo concetto a quello occidentale di Dio. La teologia cristiana ammette la Trinità: Dio Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Lo stesso avviene per gli Indù con l'aspetto Impersonale, Personale e dell'Avatara, incarnazione divina o Dio fatto carne.
Così l'aspetto Nirakara è quello impersonale. Dio è spirito e non può essere raffigurato da alcuna rappresentazione umana. Corrisponde al Brahman saguna con attributi o a Isvara, sorgente del mondo dei nomi e delle forme. Essendo la causa del Tutto, contiene il "Germe d'oro" da cui emerge l'intera manifestazione. In Isvara ogni cosa è già compiuta; Esso è, e la successiva fase manifestante non rappresenta altro che il dispiegamento delle potenzialità latenti della causa prima.
L'Uno è l'inizio di tutti i numeri e non c'è numero che non abbia come base l'uno. Un milione è formato da tanti uno. La causa prima è il sostegno e il sottofondo di tutte le illimitate forme planetarie e cosmiche. Con Brahman saguna, il numero e la geometria sono all'opera, gli archetipi sono potenzialmente pronti. Molti sentieri yoga portano al contatto con la causa prima, con l'Unità. Afferrare i principi primi, il mondo del significato, vuol dire penetrare l'essenza della grande causa. Espandere la coscienza nell'Uno-tutto è la conclusione di molti samadhi. Afferrare le leggi dell'Essere significa comprenderne il meccanismo evolutivo, o meglio, svelante.

Aspetto del Dio personale

L'aspetto di Akara è quello personale del Divino. In tale condizione Dio prende una forma: Siva, Kali, ecc. Non sono figure storiche queste, ma simboliche. Con tali simboli inizia il devozionalismo e il culto; il rapporto tra la Divinità e il fedele è già personale. Queste figure variano con il variare della mentalità dei fedeli, ma, più che altro, e ciò è importante, esse costituiscono veri simboli ideali che aiutano in modo considerevole l'ascesi e la trasmutazione delle potenze interne.

Aspetto del Dio incarnato

Dal Dio simbolo passiamo al Dio carne, all'Avatara o Messia, secondo le terminologie in uso. La Divinità, o meglio, il Principio divino, si esprime mediante un corpo umano abbastanza perfetto. A questo livello gli individui, finalmente, vedono e toccano la Divinità. Dio cammina in mezzo agli uomini svelando un suo particolare attributo: l'Amore, la Sapienza o la Volontà divina. Il più delle volte, però, i fedeli e gli stessi discepoli di quell'Incarnazione non s'innalzano al Principio, ma si fermano all'individualità del semplice mediatore.
In tal modo nasce il culto e l'idolatria dell'individualità.
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Re: Lo yoga è ateo?

Messaggioda Paolo proietti » 28 gennaio 2015, 17:40

Se per yoga si intendono gli inswgnamenti provenienti dai veda e se per ateismo si intende la credenza della non esistenza di un ente creatore lo yoga NON è ateo. Vero è che lo shiva il vishnu o il krishna dei miti e della letteratura non sono Dei ma persone che nascono vivono e muoiono come noi. Il primo dio è ananga senza membra, o nirguna, senza "fili".
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Re: Lo yoga è ateo?

Messaggioda mauro » 28 gennaio 2015, 18:41

@fabio, bisogna mettersi d'accordo sul fatto che si parli di "Dio Persona" o di "Dio personale".
Il primo, da quello che ho capito, e' Ishvara, il primo Principio Qualificato, il Mahapurusha, l'Ente universale o Jiva universale.
Il Dio personale e' un "ishtadevata", cioe' la personificazione di un principio particolare.
(Ganesha, Indra, Agni etc).

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Re: Lo yoga è ateo?

Messaggioda fabio » 29 gennaio 2015, 14:28

Paolo proietti ha scritto:Se per yoga si intendono gli inswgnamenti provenienti dai veda e se per ateismo si intende la credenza della non esistenza di un ente creatore lo yoga NON è ateo. Vero è che lo shiva il vishnu o il krishna dei miti e della letteratura non sono Dei ma persone che nascono vivono e muoiono come noi. Il primo dio è ananga senza membra, o nirguna, senza "fili".


Senza fili è interessante, considerato che a volte mi sento "marionettato". :lol:
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Re: Lo yoga è ateo?

Messaggioda mauro » 29 gennaio 2015, 16:17

fabio ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:Se per yoga si intendono gli inswgnamenti provenienti dai veda e se per ateismo si intende la credenza della non esistenza di un ente creatore lo yoga NON è ateo. Vero è che lo shiva il vishnu o il krishna dei miti e della letteratura non sono Dei ma persone che nascono vivono e muoiono come noi. Il primo dio è ananga senza membra, o nirguna, senza "fili".


Senza fili è interessante, considerato che a volte mi sento "marionettato". :lol:
Hai mica una forbice?

mi spiace ma appena sei "proiettato" nel manifesto i fili ce li hai inclusi nel prezzo del viaggio :)

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Re: Lo yoga è ateo?

Messaggioda fabio » 29 gennaio 2015, 16:34

mauro ha scritto:
fabio ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:Se per yoga si intendono gli inswgnamenti provenienti dai veda e se per ateismo si intende la credenza della non esistenza di un ente creatore lo yoga NON è ateo. Vero è che lo shiva il vishnu o il krishna dei miti e della letteratura non sono Dei ma persone che nascono vivono e muoiono come noi. Il primo dio è ananga senza membra, o nirguna, senza "fili".


Senza fili è interessante, considerato che a volte mi sento "marionettato". :lol:
Hai mica una forbice?

mi spiace ma appena sei "proiettato" nel manifesto i fili ce li hai inclusi nel prezzo del viaggio :)


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