Help,non so più cosa fare!

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roby77
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Help,non so più cosa fare!

Messaggioda roby77 » 24 maggio 2013, 14:25

Ciao a tutti,
mi chiamo Roberto e sono di Brescia.
Soffro di un disturbo d'ansia generalizzato e nello specifico di disturbo ossessivo puro.(ho solamente pensieri ossessivi che continuano a rimanere nella mie mente e non se ne vanno)
Ho iniziato a seguire la meditazione mindfulness un anno e fa e non ho tratto giovamento.
Da alcuni mesi ho iniziato a fare yoga fai-da-te acquistando alcuni dvd online e sicuramente mi aiuta.
Il problema è che ci sono così tanti tipi di yoga e respirazioni diverse che alla fine mi sono riempito di libri e dvd ed ora sono in una confusione assoluta!
Sto seguendo diverse respirazioni ed esercizi,ognuno diverso ogni giorno.(usando anche youtube).
Qualcuno potrebbe gentilmente indirizzarmi sulla "retta via" e seguire un percorso specifico che aiuti a ridurre ansia e pensieri ossessivi/intrusivi?
Grazie
Roberto :roll:

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Onkar Singh
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Messaggioda Onkar Singh » 24 maggio 2013, 15:02

La retta via è sceglierne una .... e basta.

Pratica lo stesso esercizio tutti i giorni e per più giorni (almeno 40 giorni consecutivi).

Poi ne parliamo.

Guarda qui:http://satnamsatnam.blogspot.it/2011/11/un-po-dansia-pratica-il-respiro-da-1.html
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Messaggioda gb » 24 maggio 2013, 17:33

Sono d'accordo: a me, che non soffro di tali disturbi, lo stesso pranayama tutte le mattine, calma comunque molto la mente e diminuisce qualsiasi catena di pensiero
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
Giovanni Vannucci

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Messaggioda rogiopad » 24 maggio 2013, 22:52

Ciao Roby, se è vero ciò che dici, ti consiglio assolutamente di rivolgerti ad un analista/psichiatra poiché è una cosa seria e non aspetterei tempo. Si pranayama. Hari Om

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Messaggioda Ventus » 25 maggio 2013, 0:43

Quello che ho letto mi porta a pensare così (fermi restando gli altri ottimi suggerimenti già arrivati).
Il fatto che tu riconosca che sono “pensieri ossessivi” è già una cosa positiva, perché non attribuisci particolari costruzioni alla “realtà esterna”. Questa mi pare la cosa più bella.
Di fatto viviamo essenzialmente in una realtà “interna”, e non possiamo incontrare nulla se non negli orizzonti che già ci appartengono (“c’è un serpente! Ah no, è solo una corda”), e che naturalmente modificheremo e ci modificheranno. (Esempio classico nella letteratura Yoga, che si adatta bene anche al Circolo ermeneutico di Heidegger, che puoi approfondire).

Un autoaiuto potrebbe essere questo: badare dove nascono quei pensieri. Dove nascono? Nascono dallo strato della pura e trasparente mente o coscienza o autoconsapevolezza. Dove finiscono? Finiscono nella pura e trasparente mente o coscienza… Insomma, quello che “tu” stai vivendo e che ti tormenta sono marionette mosse da te stesso. Fare tua questa visione può essere un aiuto. (Esempio che appartiene alla cultura dello Ati Yoga, ossia Dzogchen oppure Mahamudra).

Un altro autoaiuto potrebbe venire da una applicazione della cosiddetta “Psicoterapia breve strategica”, sviluppata in Italia da Giorgio Nardone, autore anche di agili volumetti molto esplicativi. Sarebbe assai elegante se il tuo problema potesse rientrare nel modello dello “spegnere il fuoco aggiungendo la legna”. Potrebbe funzionare così: pensi ossessivamente ABPG? Benissimo, allora la terapia è questa: ogni ora, per almeno mezz’ora (insomma, mezz’ora sì e mezz’ora no), “devi” pensare PLMK (o anche lo stesso ABPG), solo PLMK e niente altro che PLMK. A un certo punto, garantito, dentro di te scatta qualcosa che dice Basta! Voglio pensare ABCDEFGHILMNOPQRSTUVZ!!!!!!!!!! CAVALLO! CARAMELLA! INSALATA! E adesso esco in bicicletta!

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Messaggioda roby77 » 25 maggio 2013, 13:31

Onkar Singh ha scritto:La retta via è sceglierne una .... e basta.

Pratica lo stesso esercizio tutti i giorni e per più giorni (almeno 40 giorni consecutivi).

Poi ne parliamo.

Guarda qui:http://satnamsatnam.blogspot.it/2011/11/un-po-dansia-pratica-il-respiro-da-1.html


Grazie hai ragone,devo essere costante e seguire una cosa.Grazie del link.
Roberto

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Messaggioda roby77 » 25 maggio 2013, 13:31

gb ha scritto:Sono d'accordo: a me, che non soffro di tali disturbi, lo stesso pranayama tutte le mattine, calma comunque molto la mente e diminuisce qualsiasi catena di pensiero


Grazie,ho visto su youtube alcuni esercizi base e da questa mattina li sto facendo.

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Messaggioda roby77 » 25 maggio 2013, 13:34

rogiopad ha scritto:Ciao Roby, se è vero ciò che dici, ti consiglio assolutamente di rivolgerti ad un analista/psichiatra poiché è una cosa seria e non aspetterei tempo. Si pranayama. Hari Om


Ciao,
seguo già una terapia e prendo alcuni ansiolitici.
Il problema è che non voglio continuare a prendere farmaci su farmaci.Ne prendi uno per potenziarne un altro e ne devi prendere un terzo per bloccare gli effetti collaterali,non ha senso.
Lo stesso terapeuta mi ha consigliato di seguire alcun corsi di yoga per rilassarmi e calmare la mente.

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Messaggioda roby77 » 25 maggio 2013, 13:37

"Nascono dallo strato della pura e trasparente mente o coscienza o autoconsapevolezza. Dove finiscono? Finiscono nella pura e trasparente mente o coscienza… Insomma, quello che “tu” stai vivendo e che ti tormenta sono marionette mosse da te stesso. Fare tua questa visione può essere un aiuto. (Esempio che appartiene alla cultura dello Ati Yoga, ossia Dzogchen oppure Mahamudra)."

Ciao e grazie della risposta.
Ma secondo te questi pensieri ossessivi non derivano dal subconoscio? Onestamente non li penso consciamente ma sembrano quasi pensieri automatici che scattano in determinati momenti o con determinati pensieri.
La cosa più incredibile e che non sono sempre negativi,a volte sono neutri ma continuano ad essere presenti nella mia mente come immagini e mi impediscono di concentrarmi e vivere serenamente.Ad esempio se vedo un auto che mi piace mi rimane in mente in maniera fissa magari per 4-5 giorni.Ho paura che il pensiero non andrà mai più via e quindi l'ansia auto alimenta il tutto.

Roberto

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Messaggioda Ventus » 25 maggio 2013, 15:14

L’inconscio non è una realtà solida e incontrovertibile ma è una teoria, un tentativo intelligente di darsi ragione di alcune esperienze. Quindi in questo senso esiste. Ma se diventa una scatola che ti porti appresso, un rimorchio che ti trascini e sul quale di autocostringi a lavorare per anni… va oltre l’intenzione terapeutica del suo scopritore. (Fu una scoperta epocale in quel mondo che si credeva perfetto, ideale e disincarnato, senza peccato. Nessuno voleva ammettere di avere ricordi e addirittura desideri “impropri”…). Se ti blocca come una palla al piede, diventa un feticcio inutile. Non era inconscio? E allora lasciamolo inconscio!
Anche in terapia psicoanalitica, l’inconscio non lo esauriresti mai. Non potresti mai risalire fino a “tutte” le esperienze ancestrali dei nostri progenitori, fino all’ameba e al Big Bang.
Potresti sistemare (ossia intravedere e accettare) al massimo qualcosa, giusto “per sommi capi”. Ma allora tanto vale, proprio perché l’inconscio in qualche modo esiste, riassumerlo in due parole e lasciarselo alle spalle, buttarlo via.
Ecco qua: “Sì, lo ammetto, anch’io ho un inconscio” (potremmo dire: “confesso che ho vissuto”). “Il mio inconscio è pieno di qualsiasi cosa…”.
Ma adesso non occorre che me la guardi e riguardi e contempli e misuri e confronti… Come fai già con la cantina, la soffitta, o il sacchetto della pattumiera. Lascialo là ed esci!

Oppure posso dire che l’inconscio “esiste”, ma quello di cui tu fai esperienza, le idee ossessive, si presentano alla coscienza, che è (sarebbe) chiara e trasparente. L’inconscio puoi vederlo come “stazioni televisive” che trasmettono quello che gli pare, ma il tuo televisore, o lo schermo della tua tv di questo istante, è (sarebbe) chiaro e trasparente, è (sarebbe) un buon apparecchio tv. Fregatene delle stazioni emittenti che ti fanno soffrire. Fregatene (Pensa ad Alberto Sordi: “Pussa via!”) di quello che trasmettono le stazioni che non ami, cambia stazione, oppure spegni ed esci.

O ancora. Nella tua esperienza tu vedi il mostro di Lockness. Benissimo. Poi puoi anche pensare che sotto ci sia un lago, la sua tana, le sue storie… Ma quello che vedi, “il fenomeno”, appare attraverso l’aria chiara e trasparente. Comunque sia, tu adesso lascia stare le tue ulteriori fantasie sul fondo del lago… Fermati al fenomeno: hai visto Nessy. Benissimo, ti piace? Vuoi fare foto e venderle? Chiamare turisti e amici? Scrivere un libro? Va bene, può anche essere un “buon business”. Oppure non ti piace? E allora girati e guarda altre cose, fai altro!

In filosofia (fenomenologia ed ermeneutica) potrebbero dirti qualcosa di ancora più efficace: qualunque cosa esperisci è un segno, funziona come un segno. E come un segno rinvia a un altro segno (sia fuori di te sia dentro di te, semiosi infinita di Peirce). Se anche tu rincorressi i segni che ti danno fastidio… se anche tu stesso gli corressi dietro per fermarli e farti spiegare…, non li raggiungeresti mai, perché cambierebbero. Quello che potrebbero spiegarti sarebbe ancora diverso…
Ci puoi anche giocare. Appare un segno che non ti garba? Guardalo come un segno. “Toh, eccolo qua ancora. Guarda come rinvia (a fantasie, a un passato, a un futuro, a futuri possibili e impossibili, infiniti), guarda come rinvia!”.

Un vecchio detto zen diceva “Trova lo scrigno nel profondo nel tuo cuore. E schiantalo a pezzi”, sottintendendo: e poi vai avanti! E’ una bella formula, come una mentina sempre disponibile.

Oppure. Non sei costretto a seguire pedissequamente le teorie altrui, cosa sempre difficile e imperfetta. Puoi benissimo costruirtele da solo e possono aiutare bene. Poi andando avanti ti dimentichi il problema e i suoi fantasmi, e va benissimo.
Se vuoi tenere tutto, non temere, resta tutto nell’inconscio. Se vuoi buttare tutto, lo puoi fare altrettanto bene. Butta tutto (nell’inconscio?) e vai tranquillo a fare ciò che vuoi. Vermetto, formica, farfalla, gabbiano, aquila. Non dipende da una montagna di libri e di trattati ma da quello che fai e che puoi fare. Fallo “spensierato” e con amore e va bene.

E tu che segni vuoi fare? Fai dei bei segni, i più belli che puoi! Hai la stessa acqua di Siva e di Parvati, di Matsyendra, e di Spitz e di Novella Calligaris, di Monet e di Van Gogh, e di ogni padre e di ogni figlio.
E’ un po’ struggente, ma è come tutta la vita, segni che rinviano all’infinito. Non bloccarli tu stesso. Lasciali rinviare.

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qualcosa di veramente pregnante

Messaggioda matasilogo » 25 maggio 2013, 17:12

Mi domando se hai qualcosa di veramente pregnante che ti impegni.
Un/una partner che ti stravolga, un lavoro che ti piaccia, uno svago od un interesse profondo.
Una musica che non ti faccia star fermo.
Cerca la gioia, piuttosto lo sballo (senza droghe, non funzionano)
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Mi sono tirato fuori dal coma dopo un investimento stradale disastroso perchè avevo tre cose impegnative da fare
Vai a ballare,
fai volontariato.
Fai una scalata in compagnia e guarda i vermetti e le formiche in terra, gli alberi fioriti in questi giorni e corri
Vai Vai Vai
Fai Yoga ma non a casa
con amici, con i gatti quando ti guardano negli occhi.
E fiscia dietro la paranoia Sfssssssssssssss
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Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
Nella Natura, nello Yoga, nella Scienza i percorsi si intrecciano e producono l'evoluzione.
Il cambiamento è vita. Meglio collaborare che confliggere.
OM

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Messaggioda asrar » 9 giugno 2013, 20:23

Più pensi che i pensieri non se ne andranno e continueranno ad ossessionarti, più farai fatica a mandarli via!
Comincia a pensare che il tuo Io, il puro Spirito è più forte della tua mente, e soprattutto che tu non sei i tuoi pensieri. Comincia a convertire questi pensieri negativi in pensieri che scorrono senza fermarsi, e soprattutto quando vedi sopraggiungere un pensiero non lo combattere, non dirti "oh, no, sta arrivando, ora non se ne andrà", ma semplicemente osservalo arrivare, passare e andare via. E subito dopo sostituiscilo con un pensiero positivo, con qualcosa che ti fa stare bene. Ci vorrà del tempo, non credere di risolvere il problema da un giorno all'altro.

Parlane con un amico e se non basta e ne senti il bisogno anche con uno psicologo. Sii costante nella pratica e vedrai che nell'arco di un mese riuscirai a raggiungere un po' più di pace interiore.
I miei migliori auguri.

Om shanti.

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Messaggioda asrar » 9 giugno 2013, 20:24

Più pensi che i pensieri non se ne andranno e continueranno ad ossessionarti, più farai fatica a mandarli via!
Comincia a pensare che il tuo Io, il puro Spirito è più forte della tua mente, e soprattutto che tu non sei i tuoi pensieri. Comincia a convertire questi pensieri negativi in pensieri che scorrono senza fermarsi, e soprattutto quando vedi sopraggiungere un pensiero non lo combattere, non dirti "oh, no, sta arrivando, ora non se ne andrà", ma semplicemente osservalo arrivare, passare e andare via. E subito dopo sostituiscilo con un pensiero positivo, con qualcosa che ti fa stare bene. Ci vorrà del tempo, non credere di risolvere il problema da un giorno all'altro.

Parlane con un amico e se non basta e ne senti il bisogno anche con uno psicologo. Sii costante nella pratica e vedrai che nell'arco di un mese riuscirai a raggiungere un po' più di pace interiore.
I miei migliori auguri.

Om shanti.


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