Yoga per pochi eletti

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cannaminor
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Messaggioda cannaminor » 9 marzo 2013, 14:22

fabio ha scritto:
cannaminor ha scritto:
Non so, forse che a qualcuno interessa ?



Allora avevo letto male, pardon.
Comunque a me non interessa, perchè faccio già casino con il mio percorso e le mie esperienze, figuriamoci quelle di altri. Quindi il discorso è già finito.

Come sta tuo figlio?


Due polsi, due costole, una rotula, rotte.
Abrasioni da sfalto su tutto il corpo come ci si può immaginare dopo 35 metri di strisciata su asfalto.
Due vertebre cervicali un pò malandate dovute al casco e relativa testa dentro, ribalzato sempre sull'asfalto.

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Messaggioda gb » 9 marzo 2013, 14:27

A me interessa, quando rientro oggi pomeriggio replico.
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Messaggioda fabio » 9 marzo 2013, 15:05

cannaminor ha scritto:
fabio ha scritto:
cannaminor ha scritto:
Non so, forse che a qualcuno interessa ?



Allora avevo letto male, pardon.
Comunque a me non interessa, perchè faccio già casino con il mio percorso e le mie esperienze, figuriamoci quelle di altri. Quindi il discorso è già finito.

Come sta tuo figlio?


Due polsi, due costole, una rotula, rotte.
Abrasioni da sfalto su tutto il corpo come ci si può immaginare dopo 35 metri di strisciata su asfalto.
Due vertebre cervicali un pò malandate dovute al casco e relativa testa dentro, ribalzato sempre sull'asfalto.


M inchia. Cara grazia che è vivo. Un abbraccio a tutti.
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Messaggioda gb » 9 marzo 2013, 15:31

Allora ripartiamo da qua, premettendo che si sta cercando di descrivere un'esperienza non condivisa, quindi con tutte le difficoltà del caso, tra cui il fatto che una delle caratteristiche di questa pratica non condivisa è di operare (talvolta) ad un livello che non è spiegabile a parole.

Ricordo una lezione particolare di ckstars (che ho già postato qua sul forum) di meditazione della montagna e del fuoco, in cui in sostanza ci si infilava nello spazio tra due pensieri (aiutandosi con il corpo e la voce, ahimè :mrgreen: ): dopo a turno si doveva raccontare l'esperienza e nessuno riusciva a farlo, in particolare il sottoscritto rimase senza parole (letteralmente), capace solo di deglutire ed inumidirsi le labbra... Ma l'esperienza è sempre presente anche oggi.

Ckstars colse l'occasione illustrando che ecco, proprio io che non rimango mai senza parole (un modo politicamente corretto per dirmi che sparo c azzate in continuazione), ero impossibilitato a parlare e descrivere, in quanto l'esperienza andava oltre quella che potremmo chiamare mente logico razionale o mente discorsiva (magari tu a chiami in un altro modo), che quindi non aveva parametri di rifermiento per esprimersi in merito.

Il problema è che qui si deve passare essendo un forum scritto , proprio dalla mente discorsiva, di qui la difficoltà.

Provo a comunicare la cosa comunque con questo artifizio: usando come stele di rosetta le tue domande/affermazioni/parole con risposte in termini della mia esperienza.

cannaminor ha scritto: Credi forse che il conosci se stessi sia mera autosservazione ? Ovvero che il conoscere sia osservare ? Uno se ne sta lì ad osservare (se stesso..) ed osservando conosce...?


non credo qualcosa in particolare in merito

cannaminor ha scritto: Così come il presupposto di partenza nel definire due categorie distinte quella della mente e quella del corpo, che insieme a quella della parola, rendono il tripode monco se ne manca una.


Non lo definisco io, ci sono testi in merito e persone ben più preparate di me, se vuoi indicazioni sistematiche, a meno che tu non le conosca già.

Si sperimenta

che il corpo è sostanza densa con densità eterogenea

si percepiscono all'interno di questa sostanza densa canali, flussi, rivoli di energia (es. da sotto le ascelle interno braccio, fino ai mignoli)

si percepisce che la mente logico verbale è solo un prodotto che confeziona da input di altri sistemi strutture e percorsi logico verbali mnemonico-emotivi che hanno una sorta di vita propria

si percepisce che il respiro è una terra di confine

che la parola è una terra di confine con caratteristiche energetiche e vibratorie sul corpo

si percepisce che tutto coesiste nello stesso istante, che aspetti del carattere, della personalità, memorie, emozioni, sono localizzate in alcune zone del corpo (e viceversa)

si sperimenta che lavorando su corpo e respiro si hanno modificazioni contemporanee di corpo, respiro, aspetti della personalità, emotivi, psicologici, caratteriali, senza effetto di resisitenza da questi utloimi quattro aspetti

si induce la percezione di stati non ordinari tramite corpo, respiro, o corpo respiro e parola

si sperimentano coincidenze significative, per dirla alla Jung

si sperimentano energie sotto forma di "campi di forza", tipo tenere in mano due calamite

si sperimenta che lo stato delle energie o di sogno non risente dello spazio tra due enti

cannaminor ha scritto: Ma davvero pensi il corpo qualcosa di altro e diverso dalla mente, tanto da poterli trattare distintamente ?


non penso niente in merito

cannaminor ha scritto: O forse pensi che la mente sia un'appendice, il sesto senso del corpo ?


non penso niente in merito

cannaminor ha scritto: Non lo so e forse nemmeno voglio saperlo, credo che ognuno sia giusto segua il suo di cammino, se questo lo soddisfa e appaga, o se preferisci se questo porta buoni frutti, quindi tutto il resto restano chiacchere.


non penso niente in merito

cannaminor ha scritto: La tua pratica yoga mi pare ti soddisfi, gli effetti sono utili e soddisfacenti, perchè mai dovresti interessarti di altre vie e cammini e relativi effetti ed esperienze se le tue già ti soddisfano ?

Anche che ne avessi di effetti, non è detto che gli effetti che ho trovato sul cammino che percorro siano raffrontabili e rapportabili ai tuoi, e senza per questo farne minimamente una questione di più o meno qualcosa, semplicemente non è detto siano commisurabili tra di loro.

Nè che sia necessariamente utile che lo diventino, commisurabili, talvolta certi tentativi portano più danno e confusione che non chiarezza e determinazione.


la mia domanda non scaturisce da un ragionamento ma dal piacere della condivisione

cannaminor ha scritto: Giusto per chiudere il discorso e darne uno spunto di riflessione, la mente di cui parli, pensi davvero che sia altro e distinto dal corpo ? Chi pensa chi, chi comprende chi ? E' il corpo che sta nella mente o la mente che sta nel corpo ? Ma come già detto non sempre è utile porsi certe domande. L'effetto non sempre è desiderabile.
(...)
In un certo senso un mezzo discorso era stato già iniziato chiedendo se è il corpo a contenere la mente o la mente il corpo



Le mie risposte si trovano sopra, dopo la frase "si sperimenta"

cannaminor ha scritto: tutto quanto detto sino ad ora in merito alle esperienze, effetti e quant'altro, tutto ciò di cui possiamo ora parlare e descrivere da dove scaturisce, forse dalle chiappe poste sul tappetino ?


Mi duole scirvere qualcosa di simile a Luce Oscura, ahimè ( :twisted: ) ... ma il tutto scaturisce da un momento senza tempo in cui si assume un asana, ci si trova immobili nel flusso del respiro, la mente si silenzia e si appiattisce "riversandosi" ...

cannaminor ha scritto: Cioè non vi sembra forse che il corpo, inteso come percezione nel suo senso più ampio e totale non passi volente e nolente per la mente ed il mentale ??

Forse che nel sonno profondo là dove la mente si ritira in se stessa, le chiappe sul tappetino dicono forse qualcosa a qualcuno ?


Vedi sempre sopra dopo le parole "Si sperimenta"

cannaminor ha scritto:Il mio pensiero di partenza, se vogliamo parlare di esperienza ed effetti del cammino è che il corpo, nella sua più totale accezione è la forma che assume la mente, tanto quanto. Il corpo è "forma mentale", questo è quanto secondo la mia esperienza. Forse potremmo partire da qui...se mai l'argomento e relativo confronto potesse interessare.


Sicuro?

Pensa con la mente di fare la verticale sulla testa senza mani.

Adesso falla.
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Messaggioda cannaminor » 9 marzo 2013, 17:26

cannaminor ha scritto: Così come il presupposto di partenza nel definire due categorie distinte quella della mente e quella del corpo, che insieme a quella della parola, rendono il tripode monco se ne manca una.

gb ha scritto:Non lo definisco io, ci sono testi in merito e persone ben più preparate di me, se vuoi indicazioni sistematiche, a meno che tu non le conosca già.


Posso solo premettere una nota di metodo, che gradirei si adottasse in questo dialogo. Qualsiasi affermazione tu faccia, o io faccio, o chiunque fa, mi riferisco sempre ad un ipotetico dialogo, la considero fatta da lui\lei medesimo, ovvero ne risponde in prima persona, per sua esperienza, sentire, capacità e quant'altro. Quindi se dici\affermi qualcosa ne devi anche essere in grado di risponderne in prima persona, dato che considero la tua affermazione a te appartenente e riferibile e quindi "tua" in tutto e per tutto. Il che vuol dire che non è corretto rimandare a terzi, seppur autorevoli autori o maestri o quellochesia,
la spiegazione e chiarimento dell'affermazione.

Vale cosa tu dici e affermi tu e lo vale perchè senza alcun dubbio io lo considero vero e autentico di\per te, e come tale e per tale che io sto dialogando con te. Che altri, maestri e non l'abbiano parimenti sperimentato ed affermato, non mi interessa relativamente al dialogo che ho ora con te e solo te. Ne rispondi tu e non loro per quanto mi riguarda, perchè ho davanti a me tu e non loro ora e adesso.

Posto ciò, se accordato vado avanti, anche perchè non avrebbe un gran senso una disputa e confronto tra scuole e riferimenti e riporti e stralci letterari del caso.
Stiamo dialogando io e te e allora che sia la farina del nostro sacco, non quella altrui a confrontarsi.

gb ha scritto:
Si sperimenta

si percepiscono all'interno di questa sostanza densa canali, flussi, rivoli di energia (es. da sotto le ascelle interno braccio, fino ai mignoli)

si percepisce che la mente logico verbale è solo un prodotto che confeziona da input di altri sistemi strutture e percorsi logico verbali mnemonico-emotivi che hanno una sorta di vita propria

si percepisce che il respiro è una terra di confine

che la parola è una terra di confine con caratteristiche energetiche e vibratorie sul corpo

si percepisce che tutto coesiste nello stesso istante, che aspetti del carattere, della personalità, memorie, emozioni, sono localizzate in alcune zone del corpo (e viceversa)

si sperimenta che lavorando su corpo e respiro si hanno modificazioni contemporanee di corpo, respiro, aspetti della personalità, emotivi, psicologici, caratteriali, senza effetto di resisitenza da questi utloimi quattro aspetti

si induce la percezione di stati non ordinari tramite corpo, respiro, o corpo respiro e parola

si sperimentano coincidenze significative, per dirla alla Jung

si sperimentano energie sotto forma di "campi di forza", tipo tenere in mano due calamite

si sperimenta che lo stato delle energie o di sogno non risente dello spazio tra due enti


La prima immediata e direi scontata domanda che posso porre è chi è il soggetto cui fai riferimento quando affermi, si sperimenta, si percepisce, si....?

Comprendo bene il percepire e lo sperimentare, un corpo ce l'ho anch'io, quale che significato si voglia dare al termine corpo, anche perchè di corpi ce ne sono più di uno, oltre il grossolano, ma comunque restando sul corpo, in senso lato e generale quale strumento di percezione e sperimentazione, chi è il soggetto sperimentatore e percepiente ?


gb ha scritto:la mia domanda non scaturisce da un ragionamento ma dal piacere della condivisione


Sì, ma ammetterai che in questo caso la condivisione passa per dello scritto virtuale che scorre su di un monitor, fatto di parole, ovvero dei simboli grafici, che entrambi dobbiamo vedere, leggere, interpretare e darne relativo senso e significato, letterario, logico, sperimentale, e via dicendo, quindi non puoi scansare il ragionamento in questo caso almeno, sia pure per il fine ultimo di condivere qualcosa.

Magari se fossimo in silenzio assorti uno di fronte all'altro potremmo anche usufruire di altri canali, diretti, che bypassano il mentale, ma in questo caso credo che l'uso mentale sia necessario.

gb ha scritto:Mi duole scirvere qualcosa di simile a Luce Oscura, ahimè ( :twisted: ) ... ma il tutto scaturisce da un momento senza tempo in cui si assume un asana, ci si trova immobili nel flusso del respiro, la mente si silenzia e si appiattisce "riversandosi" ...


Domanda: pensi che l'unico modo possibile per giungere ad una condizione, ad uno stato coscienziale, in cui "la mente si silenzia e si appiattisce "riversandosi" ..." sia tramite un'asana o similaria ?

cannaminor ha scritto:Il mio pensiero di partenza, se vogliamo parlare di esperienza ed effetti del cammino è che il corpo, nella sua più totale accezione è la forma che assume la mente, tanto quanto. Il corpo è "forma mentale", questo è quanto secondo la mia esperienza. Forse potremmo partire da qui...se mai l'argomento e relativo confronto potesse interessare.

gb ha scritto:Sicuro?

Pensa con la mente di fare la verticale sulla testa senza mani.

Adesso falla.


Non ti seguo, verbalmente parlando se mi dici una verticale sulla testa zenza mani non ha senso, come non ha senso il battito di due mani con una mano sola e tutti i koan zen che ne possono seguire a memoria, almeno di immaginare che tu la faccia direttamente sulla testa senza l'ausilio delle mani per terra, oppure che sia intesa come un passaggio dinamico di un movimento che passa per quella posizione, ma che parte e si conclude in ben altro modo, insomma ci sono molte varianti, ma di fondo non colgo cosa tu voglia dire ed indicare.

Per farla dovrei sapere cosa sia e cosa devo fare, o almeno vedertelo fare a te, così da averne memoria, e poterla fare o rifare in un secondo momento.

Non so, aldilà del fascino zen che possa suscitare l'affermazione di cui sopra, bisogna che mi spieghi un pò meglio cosa volevi arrivare a dire, ovvero a quale tuo "si sperimenta" e "si percepisce" facevi riferimento ed a cui a mia volta riferirmi per replica.

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Messaggioda gb » 9 marzo 2013, 18:27

cannaminor ha scritto: Posso solo premettere una nota di metodo, che gradirei si adottasse in questo dialogo. Qualsiasi affermazione tu faccia, o io faccio, o chiunque fa, mi riferisco sempre ad un ipotetico dialogo, la considero fatta da lui\lei medesimo, ovvero ne risponde in prima persona, per sua esperienza, sentire, capacità e quant'altro. (...) Posto ciò, se accordato vado avanti, anche perchè non avrebbe un gran senso una disputa e confronto tra scuole e riferimenti e riporti e stralci letterari del caso.
Stiamo dialogando io e te e allora che sia la farina del nostro sacco, non quella altrui a confrontarsi


Nel post precedente avevo scritto

gb ha scritto:Se hai altre domande sull'ashtanga yoga, saro' lieto di rispondere in base alla mia esperienza perche' parlarne mi piace..


Quindi riporto solo l'esperienza: intendevo infatti che se vuoi un'inquadratura teorica ci sono testi e persone più esperte.

cannaminor ha scritto:
gb ha scritto: Si sperimenta

si percepiscono all'interno di questa sostanza densa canali, flussi, rivoli di energia (es. da sotto le ascelle interno braccio, fino ai mignoli)

(...)

si sperimenta che lo stato delle energie o di sogno non risente dello spazio tra due enti


La prima immediata e direi scontata domanda che posso porre è chi è il soggetto cui fai riferimento quando affermi, si sperimenta, si percepisce, si....?

Comprendo bene il percepire e lo sperimentare, un corpo ce l'ho anch'io, quale che significato si voglia dare al termine corpo, anche perchè di corpi ce ne sono più di uno, oltre il grossolano, ma comunque restando sul corpo, in senso lato e generale quale strumento di percezione e sperimentazione, chi è il soggetto sperimentatore e percepiente ?


Il soggetto è chi pratica.

cannaminor ha scritto: tutto quanto detto sino ad ora in merito alle esperienze, effetti e quant'altro, tutto ciò di cui possiamo ora parlare e descrivere da dove scaturisce, forse dalle chiappe poste sul tappetino ?


cannaminor ha scritto:
gb ha scritto:Mi duole scirvere qualcosa di simile a Luce Oscura, ahimè ( :twisted: ) ... ma il tutto scaturisce da un momento senza tempo in cui si assume un asana, ci si trova immobili nel flusso del respiro, la mente si silenzia e si appiattisce "riversandosi" ...


Domanda: pensi che l'unico modo possibile per giungere ad una condizione, ad uno stato coscienziale, in cui "la mente si silenzia e si appiattisce "riversandosi" ..." sia tramite un'asana o similaria ?


Non penso niente in merito: cerco di descrivere l'esperienza, non ho scritto frasi come "unico metodo", "pensi che".

cannaminor ha scritto: Il mio pensiero di partenza, se vogliamo parlare di esperienza ed effetti del cammino è che il corpo, nella sua più totale accezione è la forma che assume la mente, tanto quanto. Il corpo è "forma mentale", questo è quanto secondo la mia esperienza. Forse potremmo partire da qui...se mai l'argomento e relativo confronto potesse interessare.

gb ha scritto:Sicuro?

Pensa con la mente di fare la verticale sulla testa senza mani.

Adesso falla.


cannaminor ha scritto:Non ti seguo, verbalmente parlando se mi dici una verticale sulla testa zenza mani non ha senso, come non ha senso il battito di due mani con una mano sola e tutti i koan zen che ne possono seguire a memoria, almeno di immaginare che tu la faccia direttamente sulla testa senza l'ausilio delle mani per terra, oppure che sia intesa come un passaggio dinamico di un movimento che passa per quella posizione, ma che parte e si conclude in ben altro modo, insomma ci sono molte varianti, ma di fondo non colgo cosa tu voglia dire ed indicare.

Per farla dovrei sapere cosa sia e cosa devo fare, o almeno vedertelo fare a te, così da averne memoria, e poterla fare o rifare in un secondo momento.

Non so, aldilà del fascino zen che possa suscitare l'affermazione di cui sopra, bisogna che mi spieghi un pò meglio cosa volevi arrivare a dire, ovvero a quale tuo "si sperimenta" e "si percepisce" facevi riferimento ed a cui a mia volta riferirmi per replica.


Pensa con la mente a fare questo:

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Adesso fallo.

Ho scelto volutamente una cosa molto difficile, che non so fare.

Ma è lo stesso che dire: pensa con la mente a fare questo

Immagine

Adesso fallo.

Non è un koan, o la pretesa di insegnare, o altro, è l'invito ad un'esperienza, perchè lì sta un'eventuale risposta alle domande poste, secondo, appunto, la mia esperienza.

Se poi vuoi condividere anche la tua pratica, e gli effetti che ne hai avuto, mi farebbe piacere leggerli, come ho già scritto sopra.
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Messaggioda cannaminor » 10 marzo 2013, 17:26

gb ha scritto:Quindi riporto solo l'esperienza: intendevo infatti che se vuoi un'inquadratura teorica ci sono testi e persone più esperte.


inquadramento teorico ?
ne parli come se l'esperienza e l'inquadramento teorico fossero due cose diverse e distinte l'una dall'altra. Per me invece se le due non coincidono c'è qualcosa che non quadra nel tutto. O l'inquadramento teorico trova piena correlazione e corrispondenza, per non dire coincidenza, con l'esperienza che si fa, tanto da poterne parlare indistintamente l'una dall'altra oppure come già detto, c'è qualcosa che secondo me non va allora nell'una o nell'altra o in tutte e due.


cannaminor ha scritto:La prima immediata e direi scontata domanda che posso porre è chi è il soggetto cui fai riferimento quando affermi, si sperimenta, si percepisce, si....?


gb ha scritto:Il soggetto è chi pratica.


Un pò tautologica come risposta.

Il soggetto è chi pratica...,
devo supporre, visto che non lo dici espressamente, che sia lo stesso soggetto di cui prima dicevi "si percepisce", "si sperimenta", e via dicendo.

E sempre per domanda a chiarimento per non cadere in un quadro teorico e dei grandi sistemi, ma il soggetto in questione, quello di cui sopra, che pratica, che "si sperimenta" e "si percepisce" ha qualcosa a che fare con te, tanto per sapere ?

Non per niente ma io sto cercando di parlare e dialogare con te, non con un "si sperimenta" e "si esperisce" anonimo e men che meno con un soggetto nn di cui non so nulla, quindi o il soggetto sei tu, tu pratichi, tu sperimenti, tu percepisci, oppure tutto sto discorso non ha referente e quindi ben poco senso per me.

Se quindi il soggetto in questione sei tu, e quindi puoi dire a pieno titolo io pratico, io sperimento, io percepisco allora ha senso e possiamo continuare a parlare, altrimenti sembra un dialogo tra un povero scemo (me) e il quadro teorico quanto anonimo dei "massimi sistemi" (te).

Quello di cui ti ho chiesto all'inizio, parliamo e confrontiamo noi stessi, le nostre esperienze, le nostre pratiche, dirette ed immediate, non i metodi e le pratiche teoriche che sia pur abbiamo percorso.

Quindi ti rifaccio la domanda chi è ( il soggetto, nome e cognome..) che pratica, esperisce, sperimenta, percepisce tutto quanto sopra da te descritto ?

Nel mio caso non ho alcun dubbio nè riserva a risponderti "io", poi da vedere cosa quell'io stia a significare, io chi ? io corpo, io mente, io cosa ?

L'io praticante chi è ?
L'io sperimentante chi è ?
L'io percepiente chi è ?

rispondere semplicemente chi pratica, chi percepisce, chi sperimenta è tautologico, ossia si gira in tondo senza dare risposta. Come chiedere chi è gb e rispondere figlio di xx e yy, sì e quindi ?

Come vedi sto cercando di convergere il discorso alla domanda che a me sembra essenziale, o almeno lo è nel mio cammino, ed è chi sono io ? ovvero una delle possibili traduzioni del "conosci te stesso". Come prescindere da questa domanda, ovvero da chi è il soggetto di.....?

gb ha scritto:Pensa con la mente a fare questo:

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Adesso fallo.

Ho scelto volutamente una cosa molto difficile, che non so fare.

Ma è lo stesso che dire: pensa con la mente a fare questo

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Adesso fallo.

Non è un koan, o la pretesa di insegnare, o altro, è l'invito ad un'esperienza, perchè lì sta un'eventuale risposta alle domande poste, secondo, appunto, la mia esperienza.


Sì ma l'esperienza di cui parli nel momento che la attui, che la poni in atto di fatto e ne trai l'esperienza che tu auspichi io possa a mia volta fare, passa anche per la mente oltre che per il corpo.

Tu sembri porre un distinguo mente corpo che io non vedo. Fare la verticale sulla testa, farla fattivamente con il corpo che ognuno di noi possiede in questo momento, può essere fonte di una certa esperienza, benissimo, possibilissimo, non lo metto minimamente in dubbio, quello che dico soltanto e che se tu non avessi anche una mente con cui elaborare il tutto, non faresti alcuna esperienza di alcun genere per la sola posizione verticale del corpo sulla testa.

Cioè il corpo non è altro e diverso dal mentale che pensa il suo stesso corpo. Tu ti pensi, e tra le tante ti pensi anche un corpo, e da quel corpo pensato facente una certa cosa, la verticale etc, ti pensi trarne una certa esperienza.

L'esperienza di cui parli ha luogo e traduzione e senso e significato solo che tramite un mentale. Se togli il mentale, se sei in coma, in anestesia, in sonno profondo, in una qualsiasi condizione in cui il mentale è assente tu non hai nessuna esperienza nè ricordo di alcuna esperienza pur con tutti i corpi in verticale che vuoi.

Del resto il tipo che sta lì in verticale sulla testa farà una certa esperienza, benissimo. Poi scende dalla verticale e se ne torna a casa. Quando torna a casa il figlio gli chiede cosa hai fatto oggi e lui gli dice di aver fatto una verticale sulla testa come da foto che si è fatto in autoscatto, e che ne ha tratto una certa esperienza che prova a descrivere al figlio.
Descrivendola ne riporta dalla memoria il sunto, con tutte le difficoltà del caso, ma resta che l'esperienza c'è è lì, in lui, nel suo cuore (oltre che nella mente..), anche se ora non è in verticale sulla testa davanti al figlio.

Voglio dire che l'esperienza che ha fatto relativamente a quella posizione è ora facente parte di qualcos'altro che non è la verticale fisica a produrre, dato che non la sta facendo in questo momento la verticale.

Quell'esperienza ha assunto altri connotati, altri linguaggi, è stata scritta con un linguaggio diverso da quello che l'ha prodotta ossia la verticale del corpo fisico sulla testa. E per di più è memorizzata da qualche parte, di rintracciabile, di restituibile, di decifrabile, tanto che ne può parlare e cercare di descrivere in qualche modo, come tutti i maestri hanno da sempre cercato di fare e descrivere le loro esperienze in qualche modo nei testi sacri.

Tu stesso parli di assenza di pensiero, di questo e quello e lo descrivi, a parole, con termini e significati, ed io posso anche forse comprendere cosa stai dicendo senza per questo aver mai messo le mie chiappe su un tappetino, e allora come lo spieghi che io possa comprendere ? Se ciò di cui parli fosse solo ed esclusivamente di origine fisica corporea chiappe sul tappetino, etc, come potrei mai io comprendere in minima parte ciò di cui parli, ovvero averne fatto a mia volta esperienza, se non ho praticato come te ?

Ci dovrà pur essere un qualche altro comun denominatore che ci lega e ci permette di comunicare tra di noi altro dalla "verticale sulla testa" o "chiappe sul tappetino", o no ?

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Messaggioda gb » 10 marzo 2013, 19:03

cannaminor ha scritto:
gb ha scritto:Quindi riporto solo l'esperienza: intendevo infatti che se vuoi un'inquadratura teorica ci sono testi e persone più esperte.


inquadramento teorico ?
ne parli come se l'esperienza e l'inquadramento teorico fossero due cose diverse e distinte l'una dall'altra.
Per me invece se le due non coincidono c'è qualcosa che non quadra nel tutto. O l'inquadramento teorico trova piena correlazione e corrispondenza, per non dire coincidenza, con l'esperienza che si fa, tanto da poterne parlare indistintamente l'una dall'altra oppure come già detto, c'è qualcosa che secondo me non va allora nell'una o nell'altra o in tutte e due.


Leggi su Teoria e pratica dello yoga di Iyengar come fare la candela senza l'aiuto delle braccia, in appoggio solo su pochi centimetri di cervicali. Questa é l'inquadramento teorico.

Adesso fallo. Questa é l"esperienza.

Sei riesci sia a descrivere l'inquadramento teorico sia a fare la candela senza ausilio delle braccia poggiando solo su alcuni centimetri di verticale, allora per te coincidono, altrimenti per te non coincidono.

cannaminor ha scritto:La prima immediata e direi scontata domanda che posso porre è chi è il soggetto cui fai riferimento quando affermi, si sperimenta, si percepisce, si....?

gb ha scritto:Il soggetto è chi pratica.


Un pò tautologica come risposta.

Il soggetto è chi pratica...,
devo supporre, visto che non lo dici espressamente, che sia lo stesso soggetto di cui prima dicevi "si percepisce", "si sperimenta", e via dicendo.

E sempre per domanda a chiarimento per non cadere in un quadro teorico e dei grandi sistemi, ma il soggetto in questione, quello di cui sopra, che pratica, che "si sperimenta" e "si percepisce" ha qualcosa a che fare con te, tanto per sapere ?

Non per niente ma io sto cercando di parlare e dialogare con te, non con un "si sperimenta" e "si esperisce" anonimo e men che meno con un soggetto nn di cui non so nulla, quindi o il soggetto sei tu, tu pratichi, tu sperimenti, tu percepisci, oppure tutto sto discorso non ha referente e quindi ben poco senso per me.

Se quindi il soggetto in questione sei tu, e quindi puoi dire a pieno titolo io pratico, io sperimento, io percepisco allora ha senso e possiamo continuare a parlare, altrimenti sembra un dialogo tra un povero scemo (me) e il quadro teorico quanto anonimo dei "massimi sistemi" (te).


Il soggetto é chi pratica: se ti metti a praticare, per qualche tempo, sotto la guida di validi insegnanti vedrai chi, in quella pratica, é il soggetto.

Se ti limiti a fare domande sul forum, ti si potrá raccontare tutto e il contrario di tutto sulla pratica di asana, pranayama etc., ma la pratica yoga assume un senso solo se la si pratica.

cannaminor ha scritto: Quello di cui ti ho chiesto all'inizio, parliamo e confrontiamo noi stessi, le nostre esperienze, le nostre pratiche, dirette ed immediate, non i metodi e le pratiche teoriche che sia pur abbiamo percorso.


Non ho fatto altro che parlare della mia pratica, e ho solo accennato un minimo di teoria, finora. T ho anche chiesto di parlare della tua, ma ancora non mi hai risposto (libero di non farlo).

cannaminor ha scritto: Quindi ti rifaccio la domanda chi è ( il soggetto, nome e cognome..) che pratica, esperisce, sperimenta, percepisce tutto quanto sopra da te descritto ?

Nel mio caso non ho alcun dubbio nè riserva a risponderti "io", poi da vedere cosa quell'io stia a significare, io chi ? io corpo, io mente, io cosa ?

L'io praticante chi è ?
L'io sperimentante chi è ?
L'io percepiente chi è ?

rispondere semplicemente chi pratica, chi percepisce, chi sperimenta è tautologico, ossia si gira in tondo senza dare risposta. Come chiedere chi è gb e rispondere figlio di xx e yy, sì e quindi ?.


L'io praticante, sperimentante, percepiente, é chi pratica: pratica e forse la tua pratica riuscira' a far comprendere meglio la cosa.

cannaminor ha scritto:Come vedi sto cercando di convergere il discorso alla domanda che a me sembra essenziale, o almeno lo è nel mio cammino, ed è chi sono io ? ovvero una delle possibili traduzioni del "conosci te stesso". Come prescindere da questa domanda, ovvero da chi è il soggetto di.....?


Come prescindere da questa domanda? Invece di fare la domanda, sperimentare cosa accade con yama, nyama, asana, pranayama, per esempio.

cannaminor ha scritto:
gb ha scritto:Pensa con la mente a fare questo:

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Adesso fallo.

Ho scelto volutamente una cosa molto difficile, che non so fare.

Ma è lo stesso che dire: pensa con la mente a fare questo

Immagine

Adesso fallo.

Non è un koan, o la pretesa di insegnare, o altro, è l'invito ad un'esperienza, perchè lì sta un'eventuale risposta alle domande poste, secondo, appunto, la mia esperienza.


Sì ma l'esperienza di cui parli nel momento che la attui, che la poni in atto di fatto e ne trai l'esperienza che tu auspichi io possa a mia volta fare, passa anche per la mente oltre che per il corpo.

Tu sembri porre un distinguo mente corpo che io non vedo.


E probabilmente continuerai a non vederlo se non pensi a metterti in verticale sulla testa, e poi provi a farlo.
Continui a fare le stesse domande e io continuo a darti come risposta l'indicazione di una pratica, che tu non fai. La risposta é nella pratica, non la trovi qua scritta.


cannaminor ha scritto:Fare la verticale sulla testa, farla fattivamente con il corpo che ognuno di noi possiede in questo momento, può essere fonte di una certa esperienza, benissimo, possibilissimo, non lo metto minimamente in dubbio, quello che dico soltanto e che se tu non avessi anche una mente con cui elaborare il tutto, non faresti alcuna esperienza di alcun genere per la sola posizione verticale del corpo sulla testa.

Cioè il corpo non è altro e diverso dal mentale che pensa il suo stesso corpo. Tu ti pensi, e tra le tante ti pensi anche un corpo, e da quel corpo pensato facente una certa cosa, la verticale etc, ti pensi trarne una certa esperienza.

L'esperienza di cui parli ha luogo e traduzione e senso e significato solo che tramite un mentale. Se togli il mentale, se sei in coma, in anestesia, in sonno profondo, in una qualsiasi condizione in cui il mentale è assente tu non hai nessuna esperienza nè ricordo di alcuna esperienza pur con tutti i corpi in verticale che vuoi.

Del resto il tipo che sta lì in verticale sulla testa farà una certa esperienza, benissimo. Poi scende dalla verticale e se ne torna a casa. Quando torna a casa il figlio gli chiede cosa hai fatto oggi e lui gli dice di aver fatto una verticale sulla testa come da foto che si è fatto in autoscatto, e che ne ha tratto una certa esperienza che prova a descrivere al figlio.
Descrivendola ne riporta dalla memoria il sunto, con tutte le difficoltà del caso, ma resta che l'esperienza c'è è lì, in lui, nel suo cuore (oltre che nella mente..), anche se ora non è in verticale sulla testa davanti al figlio.

Voglio dire che l'esperienza che ha fatto relativamente a quella posizione è ora facente parte di qualcos'altro che non è la verticale fisica a produrre, dato che non la sta facendo in questo momento la verticale.

Quell'esperienza ha assunto altri connotati, altri linguaggi, è stata scritta con un linguaggio diverso da quello che l'ha prodotta ossia la verticale del corpo fisico sulla testa. E per di più è memorizzata da qualche parte, di rintracciabile, di restituibile, di decifrabile, tanto che ne può parlare e cercare di descrivere in qualche modo, come tutti i maestri hanno da sempre cercato di fare e descrivere le loro esperienze in qualche modo nei testi sacri.


Ed é proprio per quello che ti ho detto di farla, la verticale, perché quella é l'esperienza, il resto é un racconto.

cannaminor ha scritto:Tu stesso parli di assenza di pensiero, di questo e quello e lo descrivi, a parole, con termini e significati, ed io posso anche forse comprendere cosa stai dicendo senza per questo aver mai messo le mie chiappe su un tappetino, e allora come lo spieghi che io possa comprendere ? Se ciò di cui parli fosse solo ed esclusivamente di origine fisica corporea chiappe sul tappetino, etc, come potrei mai io comprendere in minima parte ciò di cui parli, ovvero averne fatto a mia volta esperienza, se non ho praticato come te ?

Ci dovrà pur essere un qualche altro comun denominatore che ci lega e ci permette di comunicare tra di noi altro dalla "verticale sulla testa" o "chiappe sul tappetino", o no ?


Infatti, non ci stiamo comprendendo, altrimenti ce le avresti messe, le chiappe sul tappetino...

Detto questo, non ho mai detto che il tutto sia solo di orginie fisica corporea, ho provato a descrivere asana, pranayama, pratyhare etc. Non avendo tu fatto questa esperienza é difficile comprendersi: per questo, ti esorto a mettercele, le chiappe sul tappetino, perché non saró in grado di darti altre risposte cosí.

Se leggi i msg di chi arriva sul forum e chiede cos'é lo yoga, se fa bene a quello, se puó aiutare quell'atra cosa, vedrai che dopo alcune formule positive di incoraggiamento, invariabilmente gli o le viene detto di cercarsi, un corso, un buon insegnante e cominciare.

Non so in che altro modo dirtelo: se vuoi risposte sullo yoga e relativa esperienza diverse e/o ulteriori rispetto a quelle che ho potuto e saputo darti, o interviene qualcun'altro piú esperto e capace di me (e qui sono in molti, ci sono insegnanti eccellenti), o devi

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Messaggioda cannaminor » 10 marzo 2013, 19:33

gb ha scritto:Non so in che altro modo dirtelo: se vuoi risposte sullo yoga e relativa esperienza diverse e/o ulteriori rispetto a quelle che ho potuto e saputo darti, o interviene qualcun'altro piú esperto e capace di me (e qui sono in molti, ci sono insegnanti eccellenti), o devi

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gb non mi sembra di aver mai detto di volere delle risposte sullo yoga, nè da te ne da qualcun'altro, si cercava invece di scambiarci dei possibili terreni di comune esperienza. Se tutta la tua capacità di condivisione consiste nel ripetermi di mettere le chiappe sul tappetino, perchè altrimenti non abbiamo alcunchè di cui parlarci, allora credo ci siamo già detti tutto. Grazie e buon proseguio...

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Messaggioda gb » 10 marzo 2013, 19:40

cannaminor ha scritto:
gb ha scritto:Non so in che altro modo dirtelo: se vuoi risposte sullo yoga e relativa esperienza diverse e/o ulteriori rispetto a quelle che ho potuto e saputo darti, o interviene qualcun'altro piú esperto e capace di me (e qui sono in molti, ci sono insegnanti eccellenti), o devi

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gb non mi sembra di aver mai detto di volere delle risposte sullo yoga, nè da te ne da qualcun'altro,


Ma, scusa, sei sul forum di un sito che si chiama yoga.it, hai chiesto all'inizio del post se le aspettative che avevamo prima di iniziare yoga sono state o meno disattese, io questo lo chiamerei domande sullo yoga su un forum di yoga per avere risposte sullo yoga...

cannaminor ha scritto:si cercava invece di scambiarci dei possibili terreni di comune esperienza. Se tutta la tua capacità di condivisione consiste nel ripetermi di mettere le chiappe sul tappetino, perchè altrimenti non abbiamo alcunchè di cui parlarci, allora credo ci siamo già detti tutto. Grazie e buon proseguio...


No, non ti ho detto solo quello, se vai a rileggere fin dall'inizio ho riportato, o meglio condiviso, come ho iniziato, le mie esperienze, la mia pratica.

Ti ho chiesto di fare altrettanto, cioé di condividere la tua pratica, come hai iniziato e le relative esperienze, piú volte, ma tu non hai ancora risposto.

La mia capacitá di condivisione sará pure limitata, ma la tua dov'é?

In cosa consiste la tua pratica?

Quando, come e perché hai iniziato?

Quali sono stati e sono gli effetti che tale pratica ha avuto sulla tua vita quotidiana?

Io ho condiviso quanto sopra, ti va di applicare il principio di reciprocitá?
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Re: Yoga per pochi eletti

Messaggioda matasilogo » 11 marzo 2013, 0:21

cannaminor ha scritto:
LotoBianco ha scritto:Ciao a tutti, è un po'che non scrivo ma consulto ...........
Scusate la banalità, ma visto gli esperti e navigati praticanti di questo luogo volevo, desideravo, sapere da loro gli inizi, la prima volta. Se la ricordano ancora ?
Ma sopratutto perchè, quale aspettativa riponevate in questa pratica-insegnamento ?


Orsono quarant'anni fa, alla conclusione di un corso di due anni di filosofia, un gruppo di 20 partecipanti, di cui facevo parte, ha concluso che i filosofi di tutti i tempi pretendono di avere la verità e sono l'un contro l'altro con mille parole e sofismi, ma ancora oggi non sappiamo perchè ci scanniamo nazione o culture diverse.
Cercavamo una filosofia e qualcuno ha citato le filosofie orientali, ho cercato quindi una scuola di Yoga come primo tentativo ed ho trovato quella del compianto illustrissimo sri Carlo Patrian.
Dopo tre mesi non avevo ancora trovato la filosofia ma avevo ridotto le cefalee a grappolo.
Poi trovai la filosofia e le ragioni dell'efficacia di una serie di metodi.
Ma dopo 35 anni che ho deciso di trasferire agli altri questi benefici chiedo sempre agli aspiranti perchè vogliono partecipare ai corsi e come hanno saputo della mia scuola.
Risposte alla prima domanda:
Non ce la faccio più 10%circa
Ho bisogno di ridurre la mia nevrosi 30%
Sono stressato/a 40%
Per curiosità 10%
Altro 10% (dimagrire , sono rigido, sono confuso ecc)

Per sapere come hanno conoscito questi corsi:
Dalla pubblicità pagata 1%
Dai cartelli in palestra 10%
Da altri che venivano quì 60%
Avevo già fatto Yoga altrove e volevo ricominciare % restante

Soddisfatto?
Un abbraccio s.r.
Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
Nella Natura, nello Yoga, nella Scienza i percorsi si intrecciano e producono l'evoluzione.
Il cambiamento è vita. Meglio collaborare che confliggere.
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Re: Yoga per pochi eletti

Messaggioda cannaminor » 11 marzo 2013, 7:21

matasilogo ha scritto:Orsono quarant'anni fa, alla conclusione di un corso di due anni di filosofia, un gruppo di 20 partecipanti, di cui facevo parte, ha concluso che i filosofi di tutti i tempi pretendono di avere la verità e sono l'un contro l'altro con mille parole e sofismi, ma ancora oggi non sappiamo perchè ci scanniamo nazione o culture diverse.
Cercavamo una filosofia e qualcuno ha citato le filosofie orientali, ho cercato quindi una scuola di Yoga come primo tentativo ed ho trovato quella del compianto illustrissimo sri Carlo Patrian.
Dopo tre mesi non avevo ancora trovato la filosofia ma avevo ridotto le cefalee a grappolo.
Poi trovai la filosofia e le ragioni dell'efficacia di una serie di metodi.
Ma dopo 35 anni che ho deciso di trasferire agli altri questi benefici chiedo sempre agli aspiranti perchè vogliono partecipare ai corsi e come hanno saputo della mia scuola.


Aldilà dell'aver ridotto le cefalee a grappolo, indubbiamente utile anch'esso, a quali altri "benefici" ti riferisci. Più specificatamente, come da domanda iniziale, per quanto ti riguarda, questi benefici di cui parli erano e rientravano nelle tue aspettative iniziali, poi confermate dalla pratica, oppure sono sorti "autonomamente" per effetto della pratica strada facendo ?

Spero si capisca cosa sto chiedendo, non sto chiedendo cosa sia lo yoga in senso lato e generale, perchè allora mi andrei a comprare un buon testo o dei buoni testi in merito, sto chiedendo individualmente, quali fossero le aspettative iniziali (che non devono necessariamente coincidere con la "teoria" dello yoga) e se queste hanno trovato conferma, oppure no, oppure se a queste se ne sono aggiunte di altre inattese o comunque in più rispetto alle aspettative iniziali.

Risposte alla prima domanda:
Non ce la faccio più 10%circa
- e ora ce la fa ?
Ho bisogno di ridurre la mia nevrosi 30%
- si è ridotta la nevrosi ?
Sono stressato/a 40%
- ora non più o di meno ?
Per curiosità 10%
- curiosità risolta e soddisfatta ?
Altro 10% (dimagrire , sono rigido, sono confuso ecc)
-etc etc
matasilogo ha scritto:Soddisfatto?

Sì, anche se non mi dispiacerebbe sapere in cosa consistono, nel tuo specifico, i benefici di cui dici aver tratto beneficio, a prescindere che siano canonicamente yoga oppure no. Se poi mi dici che tali benefici insorgono, o nel tuo caso ed esperienza sono insorti solo al seguito di una specifica e codificata pratica yoga allora terrò l'ulteriore dato dell'origine parimenti in conto.

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Re: Yoga per pochi eletti

Messaggioda gb » 11 marzo 2013, 9:54

cannaminor ha scritto:
Spero si capisca cosa sto chiedendo, non sto chiedendo cosa sia lo yoga in senso lato e generale, perchè allora mi andrei a comprare un buon testo o dei buoni testi in merito,


Buon testo e buoni testi che risponderebbero, o meglio inizierebbero a rispondere, alla domanda (che "non hai fatto" :roll:) su cosa sia lo yoga solo se accompagnati dalla pratica, cannaminor.

Ti faccio un paio di domande anche io, anche se finora non ho avuto risposte da te:

(1) Perche' non hai risposto alle domande sulla tua di pratica e sui suoi effetti? Non ti e' permesso, o e' un argomento spinoso o doloroso per te? Se si' ok ti comprendo, se no non riesco a comprendere perche', visto che parli di condivisione, non condivida anche tu, nonostante ti sia stato richiesto.

(2) Perche' stai facendo queste domande sui benefici/aspettative della pratica yoga? Vuoi iniziare un corso?
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Re: Yoga per pochi eletti

Messaggioda matasilogo » 11 marzo 2013, 16:33

cannaminor ha scritto:
matasilogo ha scritto:Orsono quarant'anni fa, ...
Poi trovai la filosofia e le ragioni dell'efficacia di una serie di metodi.
Ma dopo 35 anni che ho deciso di trasferire agli altri .........


....per quanto ti riguarda, questi benefici di cui parli erano e rientravano nelle tue aspettative iniziali,

In grassetto le risposte di matasilogo a stoccata secca se no rifai la domanda sembra senza leggere

NO



poi confermate dalla pratica, oppure sono sorti "autonomamente" per effetto della pratica strada facendo ?
SI
Spero si capisca cosa sto chiedendo, non sto chiedendo cosa sia lo yoga in senso lato e generale, perchè allora mi andrei a comprare un buon testo o dei buoni testi in merito, sto chiedendo individualmente, quali fossero le aspettative iniziali

NESSUNA
(che non devono necessariamente coincidere con la "teoria" dello yoga) e se queste hanno trovato conferma, oppure no, oppure se a queste se ne sono aggiunte di altre inattese o comunque in più rispetto alle aspettative iniziali.

SI


matasilogo ha scritto:Soddisfatto?

Sì, anche se non mi dispiacerebbe sapere in cosa consistono, nel tuo specifico, i benefici di cui dici aver tratto beneficio, a prescindere che siano canonicamente yoga oppure no.
Visto il fisico dovevo schiattare a 35 anni e ora ne ho 78
Se poi mi dici che tali benefici insorgono, o nel tuo caso ed esperienza sono insorti solo al seguito di una specifica e codificata pratica yoga allora terrò l'ulteriore dato dell'origine parimenti in conto.


La pratica evidenziata dallo Yoga e dal viaggio in India tra la gente (l'ho gia detto altrove
)
No problem
No problem
No problem
No problem
No problem
No problem


devo anche spiegarti che è la pratica che nello Yoga si chiama: DISTACCO YOGA oppure
se vai a vedere il mio sito o nei testi sotto indicati al punto 1.2
"la mente agitata va calmata"
Provala con costanza
SODDISFATTO ?

Lo Yoga non è per pochi eletti
E' per chi si applica
Bazzichi quì (registrato: 20/05/07
messaggi: 71)da tanti anni!!!!!!!!!!!!!!!!! :shock:
Mi stupisci
Cosa fai di bello da allora e oggi cosa fai ?
sono curioso
Io ho detto tutto di me
sono nudo
mi sono spogliato di tutto
Se non condividi farò silenzio con te da ora
Se hai problemi ripeti:
No problem

e leggi più frequentemente quanto scrivono in tanti quì

Un abbraccio sulle reni

OM
Ultima modifica di matasilogo il 11 marzo 2013, 17:38, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda matasilogo » 11 marzo 2013, 17:32

gb ha scritto:
cannaminor ha scritto:
gb ha scritto:..
inquadramento teorico ?
cannaminor ha scritto:
gb ha scritto:.
cannaminor ha scritto:
cannaminor ha scritto:
cannaminor ha scritto:

cannaminor ha scritto:
gb ha scritto:Immagine
Immagine
Adesso fallo.
cannaminor ha scritto:
cannaminor ha scritto:


Vorrei sapere chi è che propone queste posizioni ad un allievo alla prima lezione e senza riscaladamento come fa qualcuno.

Sfssssssssssssssss
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