Yoga per pochi eletti

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Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 6 marzo 2013, 19:46

"Un oncia di pratica vale più di una tonnellata di chiacchiere teoriche"
Swami Shivananda


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Messaggioda stebau » 6 marzo 2013, 21:39

gb ha scritto:
cannaminor ha scritto:
Inquanto possibile acquirente e coltivatore di albero di yoga credo chiunque si ponga qualche domanda del genere o sono forse io a pormene di troppe e oziose ?

grazie comunque della condivisione...


Ps lo sai che c'è un libro di Iyengar che si chiama appunto "l'albero dello yoga"? Preferisco però "il cuore dello yoga" di desikachar.


Molto bello il libro di Iyengar, l'albero dello Yoga.

Om Sai ram

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Nessuno trova la strada per Puttaparthi, se non sono Io a chiamarlo.Sathya Sai Baba.

Ritirando la mente all'interno, puoi vivere dappertutto e sotto qualsiasi circostanza.
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Messaggioda cannaminor » 6 marzo 2013, 22:56

gb ha scritto:Allora, cannaminor, ora che ci ha fatto sforzare e sudare portando cotante testimonianze, ci dici almeno che cosa ne hai ricavato? Vuoi inizare un corso? Non lo vuoi iniziare? Hai già iniziato? Hai inziato e ti è uscito un varicocele da sforzo?


Un corso l'ho iniziato, o meglio lui ha iniziato me chiamandomi ieri mattina dal pronto soccorso dove era stato ricoverato mio figlio per un grave incidente in moto. E' da ieri che faccio avanti indietro con l'ospedale e si prevede ancora per qualche giorno. Fratture varie, polso, ginocchio, costole, un paio di vertebre, e molte escoriazioni da aderenza con l'asfalto (hanno misurato un 35 mt dal punto di impatto con la macchina a dove hanno trovato la moto e lui..sono andato a vedere e si vedeva la strisciata lasciata dalla moto e dal liquido idraulico della forcella spezzata, un'aprilia rs1000).

Battuta a parte anche se nella sostanza è tutto vero, le mie domande non avevano come fine una mia eventuale discesa in campo quale praticante yoga, ma semplicemente chiedevano a dei fratelli, e sorelle, la loro testimonianza in merito, specie come già detto dei primi giorni e tempi. Tutto qui; ringrazio chi con sincerità e apertura di cuore ha voluto fornirla.

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Messaggioda gb » 6 marzo 2013, 23:13

cannaminor ha scritto:Un corso l'ho iniziato, o meglio lui ha iniziato me chiamandomi ieri mattina dal pronto soccorso dove era stato ricoverato mio figlio per un grave incidente in moto. E' da ieri che faccio avanti indietro con l'ospedale e si prevede ancora per qualche giorno. Fratture varie, polso, ginocchio, costole, un paio di vertebre, e molte escoriazioni da aderenza con l'asfalto.


Accidenti mi spiace molto: spero vivamente che si rimetta bene ed in tempi rapidi, una preghiera per voi.

cannaminor ha scritto:Battuta a parte anche se nella sostanza è tutto vero, le mie domande non avevano come fine una mia eventuale discesa in campo quale praticante yoga, ma semplicemente chiedevano a dei fratelli, e sorelle, la loro testimonianza in merito, specie come già detto dei primi giorni e tempi. Tutto qui; ringrazio chi con sincerità e apertura di cuore ha voluto fornirla.


Non c'é di che. Cosa ne pensi di quello che hai letto? Hai riscontrato effetti similari nella tua pratica (jnana?), in termini ad esempio di cambiamenti in te e nella relazione con gli altri o altro?
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Messaggioda cannaminor » 7 marzo 2013, 7:02

gb ha scritto:Non c'é di che. Cosa ne pensi di quello che hai letto? Hai riscontrato effetti similari nella tua pratica (jnana?), in termini ad esempio di cambiamenti in te e nella relazione con gli altri o altro?


Credo che quale che sia il cammino secondo le classiche codifiche yoga, bhakti, jnana, karma, raja, etc nessuna di esse possa prescindere dal classico "conosci te stesso" e che quindi, per speculare conseguenza, il conosci te stesso implichi e comporti il conoscere e comprendere l'altro da te.

La differenza tra i cammini sta nel come ci si giunge a quel "conosci te stesso", quindi gli strumenti in uso, mentre non c'è alcuna differenza sul fine ultimo.

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Messaggioda gb » 7 marzo 2013, 7:12

cannaminor ha scritto:
gb ha scritto:Non c'é di che. Cosa ne pensi di quello che hai letto? Hai riscontrato effetti similari nella tua pratica (jnana?), in termini ad esempio di cambiamenti in te e nella relazione con gli altri o altro?


Credo che quale che sia il cammino secondo le classiche codifiche yoga, bhakti, jnana, karma, raja, etc nessuna di esse possa prescindere dal classico "conosci te stesso" e che quindi, per speculare conseguenza, il conosci te stesso implichi e comporti il conoscere e comprendere l'altro da te.

La differenza tra i cammini sta nel come ci si giunge a quel "conosci te stesso", quindi gli strumenti in uso, mentre non c'è alcuna differenza sul fine ultimo.


Non hai risposto alle domande, peró... Chiedevo della tua esperienza personale e particolare.
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Messaggioda jasmin » 7 marzo 2013, 10:22

Paolo proietti ha scritto:"Un oncia di pratica vale più di una tonnellata di chiacchiere teoriche"
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ci vedo anche la raffigurazione della nostra mente, sempre in vorticoso movimento, a quanto pare inutile, in un attimo ko.

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Messaggioda Yogavira » 7 marzo 2013, 12:53

Grazie Paolo.
la prima cosa che mi è venuta in mente guardando il video è l'antico adagio del Karate 'ikken issatsu' ovvero 'un colpo solo'.
Forse ci starebbe , tra le riflessioni che vengono, che tante (pseudo)pratiche spacciate per antiche e originali sono inutili e fuorvianti.
Oppure che le energie vanno preservate e poi, al momento opportuno, usate nel giusto modo.
Altra cosa, in certi momenti occorre 'essere fuori', guardare/osservare la realtà e non 'essere dentro' i labirinti della mente 'ho paura, non ce la faccio/farò, è più veloce e scaltro di me, come ne verrò fuori,ecc' e tanti pensieri che offuscano solo la visione e ti impediscono di vedere la semplicità e la bellezza della soluzione.
Funakoshi docet 'Il Karate comincia quando finisce la tecnica'...ma si potrebbe dire la stessa cosa per qualunque disciplina, anche dello Yoga.
Infine le tecniche senza kimè ( e mò Yogavira, vallo a spiegare cosa è il kimè ! ) sono semplici gesti coreografici, come in una danza, senza efficacia contro un avversario.
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Messaggioda cannaminor » 7 marzo 2013, 20:47

gb ha scritto:
Non hai risposto alle domande, peró... Chiedevo della tua esperienza personale e particolare.


gb non avendo mai posto le chiappe su un tappetino va da sè che non ho alcuna esperienza particolare nè personale da descrivere. Pensavo fosse evidente da come scrivevo della mia totale ignoranza in merito.

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Messaggioda gb » 7 marzo 2013, 20:58

cannaminor ha scritto:
gb ha scritto:
Non hai risposto alle domande, peró... Chiedevo della tua esperienza personale e particolare.


gb non avendo mai posto le chiappe su un tappetino va da sè che non ho alcuna esperienza particolare nè personale da descrivere. Pensavo fosse evidente da come scrivevo della mia totale ignoranza in merito.


Ma in relazione all'ashtanga yoga l'avevo capito, mi sembrava di ricordarmi pero' che tu praticassi jnana yoga, o autosservazione forse, la domanda era sulla tua pratica e i suoi effetti qualunque essi fossero.

Tuo figlio come sta?
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Messaggioda cannaminor » 8 marzo 2013, 21:15

gb ha scritto:Ma in relazione all'ashtanga yoga l'avevo capito, mi sembrava di ricordarmi pero' che tu praticassi jnana yoga, o autosservazione forse, la domanda era sulla tua pratica e i suoi effetti qualunque essi fossero.


ma quali effetti vuoi mai possa produrre una pratica di onanismo immaginativo, monca quindi già in partenza della sua componente più importante, il corpo. Evidentemente non può prodursi nessun effetto di significativa rilevanza, mi sembra ovvio.

Sembri assimilare l'jnana yoga all'autosservazione, ovvero a dire che l'jnana yoga sia autosservarsi ? Credi forse che il conosci se stessi sia mera autosservazione ? Ovvero che il conoscere sia osservare ? Uno se ne sta lì ad osservare (se stesso..) ed osservando conosce...?

Così come il presupposto di partenza nel definire due categorie distinte quella della mente e quella del corpo, che insieme a quella della parola, rendono il tripode monco se ne manca una.

Ma davvero pensi il corpo qualcosa di altro e diverso dalla mente, tanto da poterli trattare distintamente ?

O forse pensi che la mente sia un'appendice, il sesto senso del corpo ?

Non lo so e forse nemmeno voglio saperlo, credo che ognuno sia giusto segua il suo di cammino, se questo lo soddisfa e appaga, o se preferisci se questo porta buoni frutti, quindi tutto il resto restano chiacchere.

La tua pratica yoga mi pare ti soddisfi, gli effetti sono utili e soddisfacenti, perchè mai dovresti interessarti di altre vie e cammini e relativi effetti ed esperienze se le tue già ti soddisfano ?

Anche che ne avessi di effetti, non è detto che gli effetti che ho trovato sul cammino che percorro siano raffrontabili e rapportabili ai tuoi, e senza per questo farne minimamente una questione di più o meno qualcosa, semplicemente non è detto siano commisurabili tra di loro.

Nè che sia necessariamente utile che lo diventino, commisurabili, talvolta certi tentativi portano più danno e confusione che non chiarezza e determinazione.

Giusto per chiudere il discorso e darne uno spunto di riflessione, la mente di cui parli, pensi davvero che sia altro e distinto dal corpo ? Chi pensa chi, chi comprende chi ? E' il corpo che sta nella mente o la mente che sta nel corpo ? Ma come già detto non sempre è utile porsi certe domande. L'effetto non sempre è desiderabile.

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Messaggioda gb » 8 marzo 2013, 21:45

Ok, se non ritieni opportuno rispondere (sulla tua pratica personale e sugli effetti della stessa) va bene lo stesso.

Se hai altre domande sull'ashtanga yoga, saro' lieto di rispondere in base alla mia esperienza perche' parlarne mi piace.

Auguri sinceri per tuo figlio.
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Messaggioda fabio » 9 marzo 2013, 11:32

cannaminor ha scritto:
La tua pratica yoga mi pare ti soddisfi, gli effetti sono utili e soddisfacenti, perchè mai dovresti interessarti di altre vie e cammini e relativi effetti ed esperienze se le tue già ti soddisfano ?

(...)

Ma come già detto non sempre è utile porsi certe domande. L'effetto non sempre è desiderabile.


Ciao cannaminor, però è normale che se tu chiedi effetti, soddisfazioni ed aspettative delle pratiche altrui, ti si domandi altrettanto.

Se non sbaglio un paio di anni fa mi feci le stesse domande, sulla mia pratica, sugli effetti, se l'avrei consigliata a qualcuno...

Allora è normale che ti si giri la domanda.

Come mai ti interessi di altre vie e cammini se le tue esperienze ed il tuo cammino ti soddisfano?
A meno che non ti soddisfino.

Personalmente io non sono mai soddisfatto, e sono alla ricerca perenne di... BOH!
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Messaggioda cannaminor » 9 marzo 2013, 13:52

fabio ha scritto:
cannaminor ha scritto:
La tua pratica yoga mi pare ti soddisfi, gli effetti sono utili e soddisfacenti, perchè mai dovresti interessarti di altre vie e cammini e relativi effetti ed esperienze se le tue già ti soddisfano ?

(...)

Ma come già detto non sempre è utile porsi certe domande. L'effetto non sempre è desiderabile.


Ciao cannaminor, però è normale che se tu chiedi effetti, soddisfazioni ed aspettative delle pratiche altrui, ti si domandi altrettanto.

Se non sbaglio un paio di anni fa mi feci le stesse domande, sulla mia pratica, sugli effetti, se l'avrei consigliata a qualcuno...

Allora è normale che ti si giri la domanda.

Come mai ti interessi di altre vie e cammini se le tue esperienze ed il tuo cammino ti soddisfano?
A meno che non ti soddisfino.


A dire il vero se ripercorri le domande poste ne ho posta solo una ed era relativa agli antefatti, agli inizi, alle motivazioni e aspettative che avevano condotto chi oggi pratica (con soddisfazione o meno che sia..) lo yoga appunto a praticarlo.

Non ho chiesto cosa oggi esso comporti nella vita di chi lo pratica, questo è affar suo, ho chiesto, e basta rileggere i post, le aspettative e le motivazioni, se ve ne fossero, che indussero chi iniziava la pratica dello yoga, hanno trovato conforto oppure no ? ovvero chiedevo un bilancio tra un ante ed un post tutto qui.

Se invece vogliamo parlare delle rispettive vie e percorsi e cammini e tentarne un utile confronto allora è un altro discorso, da cominciare tutto da capo.

Non so, forse che a qualcuno interessa ?

In un certo senso un mezzo discorso era stato già iniziato chiedendo se è il corpo a contenere la mente o la mente il corpo, mi sembrava una domanda pertinente al tema che eventualmente si vuole approfondire. Se vogliamo posso porla anche in altra maniera; tutto quanto detto sino ad ora in merito alle esperienze, effetti e quant'altro, tutto ciò di cui possiamo ora parlare e descrivere da dove scaturisce, forse dalle chiappe poste sul tappetino ? sono forse loro a parlare e pigiare i tasti sulla tastiera e leggere i caratteri su un video e darne un significato e senso etc etc ? Cioè non vi sembra forse che il corpo, inteso come percezione nel suo senso più ampio e totale non passi volente e nolente per la mente ed il mentale ?

Forse che nel sonno profondo là dove la mente si ritira in se stessa, le chiappe sul tappetino dicono forse qualcosa a qualcuno ?

Il mio pensiero di partenza, se vogliamo parlare di esperienza ed effetti del cammino è che il corpo, nella sua più totale accezione è la forma che assume la mente, tanto quanto. Il corpo è "forma mentale", questo è quanto secondo la mia esperienza. Forse potremmo partire da qui...se mai l'argomento e relativo confronto potesse interessare.

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Messaggioda fabio » 9 marzo 2013, 14:16

cannaminor ha scritto:
Non so, forse che a qualcuno interessa ?



Allora avevo letto male, pardon.
Comunque a me non interessa, perchè faccio già casino con il mio percorso e le mie esperienze, figuriamoci quelle di altri. Quindi il discorso è già finito.

Come sta tuo figlio?
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