Yoga per pochi eletti

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LotoBianco
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Yoga per pochi eletti

Messaggioda LotoBianco » 1 marzo 2013, 21:00

Ciao a tutti, è un po'che non scrivo ma consulto il forum regolarmente per spiluccare consigli, e proprio da questi "spiluccamenti" oggi ho deciso di porre in rilievo un problema per me ricorrente. Oggi ero interessato per esempio ai Mantra, e cosa vado a scoprire (ovviamente)? Che sono potentissimi, mai fare da soli, cercare un maestro illuminato (fra l'altro ne è pieno sotto casa)... Insomma, ho lasciato perdere. Ma quello che mi assilla è che ho riscontrato gli stessi problemi per qualsiasi argomento, meditazione, pranayama, asana..
Mi sembra che a volte si perda la naturalezza della pratica, personale, spontanea, "ignorante" fatta di successi e insuccessi. Sembra tutto un susseguirsi di nozioni, pratiche segretissime per pochi eletti, formule alchemiche medievali, ascesi Himalayana professionale, e altre decine di titoli simili.
Premetto che sono rigoroso nella pratica, per cui non vado inseguendo articoli Yoga su Men's Health, o faccio Yoga "perché dicono che faccia bene". Sono vegetariano, medito ogni mattina presto, pratico da diversi anni, per i fatti miei e fortunatamente non sono ancora morto o impazzito (e se invece lo fossi?), sto BENE con me stesso, sento sempre più una tendenza alla spiritualità, e cosa mi succede? Quando leggo alcuni post, sbianco ed è come se sentissi di aver costruito la mia pratica sul nulla, su balle raccontate a me stesso. Poi mi dico, ma se io sto bene e sento che la pratica procede bene, perché preoccuparmi di cosa scrivono gli altri? Ehh però sono pignolo.
Vorrei qualche parere vostro in merito. Non esiste pratica senza guru (oppure quella è la tradizione e allora guai contraddire)? Non si rischia di diventare schiavi di nozioni e pratiche solo per la forza dell'abitudine? Non sarebbe a volte bene, stare con se stessi e provare tecniche da soli? Quando parlate di "guai a fare da soli" , parlate perché ne avete esperienza o solo perché lo dovete dire per partito preso?
Lo dico soprattutto perché un principiante entra qua dentro e dopo certe risposte corre via con una mano davanti e una dietro :D
Tenchiù!

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Messaggioda gb » 1 marzo 2013, 21:25

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Messaggioda Onkar Singh » 1 marzo 2013, 22:19

Certo che è corretto praticare le pratiche corrette.
Si tratta di efficacia provata nei millenni.

Ma è anche utile lasciarsi andare e sperimentare da soli.
Lo Yoga spontaneo è quello dei bambini.

A loro non ha spiegato niente nessuno, ma sono gli Yogi più grandi.
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Re: Yoga per pochi eletti

Messaggioda albachiara » 2 marzo 2013, 14:25

LotoBianco ha scritto:.....? Non sarebbe a volte bene, stare con se stessi e provare tecniche da soli? Quando parlate di "guai a fare da soli" , parlate perché ne avete esperienza o solo perché lo dovete dire per partito preso?
Lo dico soprattutto perché un principiante entra qua dentro e dopo certe risposte corre via con una mano davanti e una dietro :D
Tenchiù!



ecco appunto,un principiante.
Di solito chi inizia non sa da che parte girarsi ed è per questo che è meglio consigliare di frequentare una scuola,un gruppo, un'insegnante.
Quando hai le basi parti alla scoperta e vai anche da solo ma se uno è a digiuno di tutto e, magari, si affida a qualcosa letto in internet, capisci anche tu i rischi a cui può incorrere.
Anch'io consiglio sempre di partire con una scuola yoga,avere un punto di riferimento è più "sano".
Poi,come dici tu, mi piace sperimentarmi.

tashi delek

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Messaggioda Paolo proietti » 2 marzo 2013, 18:28

Ricordo delle discussioni sulla danza, anche accese, con la mia ex moglie.

Io sostenevo che il danzatore, professionista, deve avere, delle basi anche fisiche, nello specifico l'apertura, il giro e l'elevazione.

Lei sosteneva che ciò che conta sono l'espressività e la "qualità del gesto".

Secondo me lo yoga [non intendo qui parlare dell'aspetto devozionale] è un arte, come la danza, o la scultura, ed ha necessità di una tecnica, i fondamentali.

Se nello Hatha Yoga si dice che è fondamentale assumere Padmasana con la schiena diritta e tutti i muscoli rilasciati, probabilmente ci sarà un motivo, o no?

Diciamo che se si assume la posizione nella maniera corretta ci sono degli effetti.

Se io non ho le basi tecniche (ovvero anatomia, tecniche di rilassamento ecc. ecc) nel tentare di assumere la posizione, padmasana, rischio di spaccarmi le ginocchia e/o altro.

Diciamo che se recito dei mantra tibetani con gli ipertoni ottengo dei risultati:
se non ho la tecnica dell'emissione vocale e la caspacità di rilassare le corde vocali, di tenere bassa la trachea ecc. rischio di spaccarmi la gola.

Mi sembra abbastanza logico.

Ora oltre ad essere un arte lo yoga è anche Arte, nel senso di alchimia.

L'alchimia è chimica, in un certo senso.
Se tu leggessi su un sito web che bevendo mercurio vivi 100 anni che fai? Provi senza p'rima fare un pochino di indagini in proposito? senza chiedere ad un medico o ad un chimico?

Poi uno può fare ciò che vuole, ovviamente.


Un sorriso,
p.
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Messaggioda LotoBianco » 2 marzo 2013, 20:50

Sì capisco questo discorso, ma parlo sempre di uno Yogi (non l'orso) che ha un minimo di cervello, che sa fino a dove può spingere il proprio corpo, che ascolta i segnali del corpo e che leggendo dei testi, riesce un minimo a discriminare ciò che è passibile di approfondimento e ciò che è una bufala. Io mi rendo conto che i primi mesi ho avuto il sostegno necessario al centro Yoga, però già in quel periodo ero una sperimentatore. Per quanto riguarda le Asanas una volta che impari che:
- Non è ginnastica artistica, nè competizione con se stessi e gli altri, per cui SEMPRE ascoltare il proprio corpo;
- Il respiro è TUTTO e va armonizzato con l'Asana;
- Una pratica senza supporto di uno stile di vita corretto, non ha alcun senso;
puoi andare avanti da solo. Ci sono tanti manuali validi (Io per esempio uso lo Iyengar) che spiegano bene, per cui oltre ad avere tutto sotto al naso, hai il piacere di provare e sbatterci il naso..
Però Asanas a parte, a me quello che mi aveva colpito di più erano meditazione, pranayama e mantra. La maniera in cui spesso sono demonizzate in maniera eccessiva. Facendo conto di parlare con un principiante, come ho detto prima, con il cervello, mi auguro che sappia che se inizi a meditare 2 ore al giorno vedi i Puffi..O che se vai avanti mezz'ora con l'OM rischi di ipnotizzarti da solo e credere di essere San Francesco, quando invece sei un pirla. Ecco questo volevo dire. Quel tipo di demonizzazione secondo me (e credetemi ne so meno di tutti voi sicuramente) è eccessiva e deve essere rivolta solo al fanatico. Per gli altri io direi, vuoi meditare? Tranquillo, siediti con la schiena dritta per un quarto d'ora, ascolta i pensieri che vanno senza interferire, regolarizza il respiro senza sforzarlo, vai, sperimenta, non aspettare che arrivi Babaji a insegnartelo. Poi piano piano se ti trovi bene, aumenta il tempo..Cioè invogliare a provare e accettare lo Yoga come pratica di vita, accettare i suoi alti e bassi, provare a viverlo senza "stampelle"..

Vorrei fare un esempio che magari non c'entra nulla, io sono sempre stato avverso al Cristianesimo perchè la maniera in cui era spiegato, era ed è inquietante. Mi ero fatto mille paranoie e mi chiedevo "ma possibile che da una disciplina così elevata, a noi arrivi solo marciume"? Allora cosa ho fatto, ho eliminato la Chiesa come istituzione, ho preso i Vangeli e me li sono letti DA SOLO. Miracolo. Niente di più semplice, immediato, buono..Ho levato di mezzo quelle che secondo me erano solo complicazioni e mi sono avventurato da solo. Ecco a me sembra sia la stessa cosa con meditazione, mantra ecc..A leggere nei forum, qualche anno fa, ne sono stato alla larga perché sembrava che fosse una disciplina pericolosissima; poi mi ci sono messo da solo ed è andato tutto bene, a volte va bene, a volte meno, però imparo da me stesso. E la meditazione io non l'ho MAI fatta con nessuno..

Chissà magari dopo questi 4/5 anni di pratica sono cresciuto, e col senno di poi non capisco che anche io avevo bisogno quelle strigliate che ho letto nei post. Magari proprio quelle mi hanno aiutato a non esagerare..
Il succo del mio infinito discorso è 'Invogliate e rassicurate un po' di più coloro che cercano spiegazioni per avventurarsi in questo nuovo mondo dello Yoga. Metteteli sì in guardia dai pericoli, ma dite anche che facendo le cose con un po' di cervello, non ci sono pericoli, che magari il maestro illuminato non lo troveranno mai in vita loro, per cui tanto vale rimboccarsi le maniche'.

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Messaggioda Indra » 2 marzo 2013, 21:26

..
Ultima modifica di Indra il 3 marzo 2013, 7:57, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda LotoBianco » 2 marzo 2013, 22:59

Luce Oscura ha scritto:lotobianco
errato

lo yoga è per pochi ma non eletti
sono esseri che mettono loro stessi in condizione di non aver più nulla da perdere e questo solo come base
non sono eletti ma si autoeleggono
i rsi\orsi sono simbolo di niyama
tu non stai meditando ma pensando come accade a quasi tutti quelli che credono di riuscire ad osservare i pensieri e chiamano questo il meditare
il respiro non è tutto ma è l'instabilità
asana è Di-Segnare mantra col corpo o Forma
mantra è Di-Segnare asana col suono o Colore
asana è pericoloso e mantra è pericoloso
asana è senza Forma e mantra è senza Colore
mantra è senza Forma ed asana è senza Colore

il resto di quello che hai scritto evidenzia che non sai nulla di yoga

cercati un buon istruttore che è meglio

un giorno sarà il maestro a trovare te
se ti troverà allora vorrà dire che non hai capito nulla
e ti toccherà ricominciare da prima dell'inizio


Luce Oscura, ti prendo ad esempio proprio per far capire agli altri cosa intendevo. Ti riassumo tutto ciò che trovo errato in quello che hai scritto:
- "Yoga per pochi eletti" era chiaramente sarcastico, è ovvio che non lo considero tale, anzi ho proprio rimarcato quanto debba essere spogliato di tutto questo misticismo e debba essere insegnato più dolcemente a chi inizia che ne potrebbe altrimenti rimanere spaventato;
- La tua presunta saccenza e le definizioni da manuale,mi fanno pensare che chi ne sappia ZERO di Yoga sia tu;
- Credo che la pratica Yoga sia unica per ognuno di noi. Ognuno con le proprie esperienze, cosa che a quanto pare ti è estranea perché mi hai dato delle definizioni di respiro e meditazione senza neanche prendere in considerazione che quelle sono le TUE personali definizioni basate sulle tue esperienze. Le mie esperienze potrebbero essere completamente differenti e avermi dato un feedback completamente differente.

"Il respiro non è tutto ma è instabilità" - Tua personale re-interpretazione. Io dico che se parliamo di Asanas, l'unificazione del respiro con la posizione è TUTTO. È tutto perché ci permette di smettere di sentire di essere "in posizione" ma ci unifica con essa, diventando un tutt'uno.

"Io non so meditando ma ..." - Ma tu che ne sai del livello della mia pratica meditativa?

Se c'è una cosa che non tollero, sono i giochi di parole. Tanto fumo e niente arrosto. Le parole valgono zero. Potrei essere il meditante più avanzato del mondo e nonostante questo, spiegarti MALE a parole ciò che sperimento. Sarei per questo un meditante peggiore?

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Messaggioda Onkar Singh » 2 marzo 2013, 23:03

Va bene LotoBianco.

Non tutti sono uguali. C'è chi fa cose sconsiderate e chi come te, usa il cervello.

Sarebbe bello se tutti gli esseri umani si sedessero per 15 minuti al giorno e portassero l'attenzione al respiro. Purtroppo non accade.

Credo sia un dovere, per chiunque pratica lo Yoga, incentivare anche solo un parziale e imperfetto approccio a questa disciplina.

E' meglio praticare male il proprio Dharma, che bene il Dharma di un altro.

Vai avanti e percorri il tuo cammino.
Non puoi sbagliare.
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Messaggioda LotoBianco » 2 marzo 2013, 23:31

Onkar Singh ha scritto:Va bene LotoBianco.


Sarebbe bello se tutti gli esseri umani si sedessero per 15 minuti al giorno e portassero l'attenzione al respiro. Purtroppo non accade.

Credo sia un dovere, per chiunque pratica lo Yoga, incentivare anche solo un parziale e imperfetto approccio a questa disciplina.



Dai l'incentivo e se il praticante è pronto, grazie al proprio cuore e alla propria dedizione, riuscirà a scalare le montagne, secondo me. Non incutiamo paura attraverso strane formule esoteriche inutili. Un principiante ha bisogno di sicurezza e di sprono, non di confusione.

Io credo che se dopo un primo approccio con il cervello (per non fare gravi errori e compromettere salute fisica e mentale), ci affidiamo al cuore, non possiamo sbagliare. Un'ora di pratica che viene dal cuore, difficilmente porta problemi. D'altronde, come si dice parlando di spiritualità: non è in chi o cosa credi che fa la differenza, ma l'atto della fede in sè.
Ci sarà da riparlarne nel momento in cui la pratica diventerà veramente intensa. Allora in quel caso sconsiglio anche io il fai-da-te. Ci si potrebbe trovare davanti ad un carico di emozioni che non siamo in grado di sopportare una volta salite in superficie. Nel mentre però, godiamoci questo tesoro che è a disposizione di tutti. Basta aprire gli occhi.
:D

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Messaggioda gb » 3 marzo 2013, 6:34

Come non essere d'accordo con OS? L'importante è che si inizi una pratica. E il tuo approccio di sperimentatore è corretto.

Rimarco però che nessun uomo è un isola.

Ti faccio un esempio mutuato dalle arti marziali: non si può imparare a lottare (judo, ju jitsu brasiliano, lotta greco romana, etc.) senza un compagno di allenamenti, e non si possono apprendere certe dinamiche senza un istruttore che te le faccia sentire, subire e provare. Cosa che vale anche nel wing chung.

Ci sono cose nello yoga secondo la mia esperienza che possono "solo" essere trasmesse da un istruttore, e altre che si sperimentano solo se si è in un gruppo di praticanti: questo non vuol dire che siano segrete o altro, ma che lavorano su un livello diverso (qualcuno lo definirebbe delle energie, qualcun altro parlerebbe forse di coincidenze significative etc.).

Sempre secondo la mia esperienza, sono necessari sia la sadhana in solitario, sia quella in gruppo, sia quella con un istruttore qualificato.
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,

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Messaggioda Acqua » 3 marzo 2013, 7:04

Luce Oscura ha scritto:lotobianco
errato
cercati un buon istruttore che è meglio
un giorno sarà il maestro a trovare te
se ti troverà allora vorrà dire che non hai capito nulla
e ti toccherà ricominciare da prima dell'inizio


Luce Oscura usi parole contraddittorie come il tuo nome, forse dovresti bere un po' di meno questo non ti aiuta certo a guarire dalla tua depressione , dovresti curarti :mrgreen:

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Messaggioda Indra » 3 marzo 2013, 8:38

lotobianco
errato

sono saccente
Ultima modifica di Indra il 3 marzo 2013, 10:44, modificato 1 volta in totale.

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Re: Yoga per pochi eletti

Messaggioda cannaminor » 3 marzo 2013, 8:40

LotoBianco ha scritto:Ciao a tutti, è un po'che non scrivo ma consulto il forum regolarmente per spiluccare consigli, e proprio da questi "spiluccamenti" oggi ho deciso di porre in rilievo un problema per me ricorrente. Oggi ero interessato per esempio ai Mantra, e cosa vado a scoprire (ovviamente)? Che sono potentissimi, mai fare da soli, cercare un maestro illuminato (fra l'altro ne è pieno sotto casa)...


Anch'io è un pò che non scrivo, anzi forse una vita che non scrivo, ma questo post di LotoBianco mi ha incuriosito. Premetto che a differenenza di LB che si autodefinisce un principiante, io non non sono nemmeno quello, nel senso che non ho mai iniziato una pratica\cammino\sadhana yoga, quindi verrebbe forse anche da chiedere (legittimamente) ai più, ma allora che cavolo ho mai da dire su un forum che si firma yoga.it se non pratico yoga ?

LB sosteneva l'autoprassi, o comunque rivendicava una sorta di autonomia di cammino, di sperimentazione, mentre altri qui sul forum gli consigliavano (anche) un istruttore e\o (anche) un gruppo di pratica.

La mia domanda invece è a monte di tutto ciò, ovvero, prima ancora di praticare uno yoga sia pure fai da te, e\o seguendo le istruzioni di un maestro e\o di un sangha, perchè uno si interessa, o meglio, inizia a interessarsi di yoga ?

Lo so domanda scema direte, ma io la pongo lo stesso.

Seguendo l'analogia proposta da GB se uno si iscrive ad una palestra di arti marziali, voglio presupporre che di fondo quella persona voglia imparare a combattere.
Cioè aldilà poi della specifica arte di combattimento che vorra scegliere ed in cui perfezionarsi, aldilà del maestro che troverà e relativi allievi, prima, prima ancora di varcare la soglia della palestra la prima volta, quale era la motivazione e relativa aspettativa di ciò ?

Ripeto, suppongo, faccio una supposizione, chi si va ad iscrivere ad una palestra di arti marziali vuole di fondo o di base imparare a combattere. Poi seguiranno anche mille altre motivazioni sia strettamente fisiche e filosofiche, ma la prima motivazione è quella immagino.

Allora giro la domanda, colui\colei che per la prima volta varca, o desidera varcare, la soglia di una palestra di yoga, o comunque di un contesto in cui si insegna lo yoga, ma fosse anche semplicemente compra un libro di "yoga", o si iscrive ad un forum di "yoga", costui\costei cosa va cercando ? Nel senso nudo e crudo cosa si aspetta, cosa crede di trovare tramite ed a mezzo di questo insegnamento, cosa persegue ?

Perchè un motivo ci sarà per cui uno agisce di solito, specie se parliamo di principianti e non di realizzati il cui agire dicono, relativamente a questi secondi, sia slegato da ogni causalità e\o agente della medesima.

Quindi perchè uno\una inizia a fare o praticare yoga ?
Quale l'aspettativa nel divenire, perchè un'aspettativa c'è, salvo poi anche rivederla in corso d'opera, non discuto, ma inzialmente, agli inizi, la "prima volta" quale era ?

Scusate la banalità, ma visto gli esperti e navigati praticanti di questo luogo volevo, desideravo, sapere da loro gli inizi, la prima volta. Se la ricordano ancora ?
Ma sopratutto perchè, quale aspettativa riponevate in questa pratica-insegnamento ?

Indra
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Messaggioda Indra » 3 marzo 2013, 8:45

cannaminor

si decide di iniziare a seguire le vie di conoscenza
quando si accetta di essere
'nel mondo ma non del mondo'

i sufi mi perdonino
Ultima modifica di Indra il 3 marzo 2013, 10:48, modificato 1 volta in totale.


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