japa mala.

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japa mala.

Messaggioda stebau » 13 giugno 2012, 23:03

Oggi nel divenire di una corrente marina impetuosa ho perso frà le onde il mio tanto amato Japa Mala di Tulsi.
Ho vissuto per un attimo la sensazione di stupore di quante storie si raccontano dietro un Jama mala,la sua accurata costruzione,lavorazione e mormorazione di mantra, esso viene spesso tramandato di generazione in generazione cantando sempre una storia ottimista quella di una speranza in un mondo migliore.
Om Sai ram
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Ritirando la mente all'interno, puoi vivere dappertutto e sotto qualsiasi circostanza.
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Re: japa mala.

Messaggioda Loto » 14 giugno 2012, 15:30

stebau ha scritto:Oggi nel divenire di una corrente marina impetuosa ho perso frà le onde il mio tanto amato Japa Mala di Tulsi.
Ho vissuto per un attimo la sensazione di stupore di quante storie si raccontano dietro un Jama mala,la sua accurata costruzione,lavorazione e mormorazione di mantra, esso viene spesso tramandato di generazione in generazione cantando sempre una storia ottimista quella di una speranza in un mondo migliore.
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...Chi lo ha trovato ha trovato un tesoro, spero che lo riconosca!....
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Messaggioda dattatreya » 15 giugno 2012, 16:02

I mala di tulsi amano il mare. So che sembra una cavolata, ma ti assicuro che escono dalle borse dove li riponi, per andare verso il mare. Figurati se già ti trovi nel mare... non riescono a resistere e se ne vanno nuotando.

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Messaggioda stebau » 16 giugno 2012, 4:45

dattatreya ha scritto:I mala di tulsi amano il mare. So che sembra una cavolata, ma ti assicuro che escono dalle borse dove li riponi, per andare verso il mare. Figurati se già ti trovi nel mare... non riescono a resistere e se ne vanno nuotando.


ma pensa te.
Ho setacciato la riva in lungo e in largo ma senza trovare niente,oh sembrava che nuotasse da solo.
Questa sensazione mi ha sfiorato spesso quando era con me indossato.
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Messaggioda dattatreya » 16 giugno 2012, 15:17

Tulsi è una Dea, quindi potenzialmente può fare quello che le pare. Quella del mare però, è una cosa che ho notato personalmente a Sorrento, quando una mala che utilizzavo anni fa, si è fatta un giro per andare verso il mare. Credo sia influenzata dalle emozioni dell'utilizzatore.

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Messaggioda pushan » 16 giugno 2012, 15:54

dattatreya ha scritto:Tulsi è una Dea, quindi potenzialmente può fare quello che le pare. Quella del mare però, è una cosa che ho notato personalmente a Sorrento, quando una mala che utilizzavo anni fa, si è fatta un giro per andare verso il mare. Credo sia influenzata dalle emozioni dell'utilizzatore.

Vero. Come ogni oggetto a cui ci affezioniamo, mischiando la nostra vibrazione alla sua. Vibrandoci insieme per anni.
Oro, legno, pietre, argento...
Ho perso molte cose, anche molto preziose e perfino imprestate (da mia madre).
A volte sono stata malissimo per giorni e qualche amica per consolarmi mi diceva: ha esaurito il suo compito, torna libero, ricomincia il suo viaggio...
Vero. Imparare il distacco, evitare l'attaccamento alle cose.
Sembra facile...
Chissà dove saranno oro e topazi, ametiste e zaffiri, sfere di cristallo...
spariti, o forse rubati, o perduti o chissà.
A volte li visualizzo sul mio corpo, come una volta.
E poi la Dea è generosa, mi ha regalato un orecchino con un opale ultimamente...
Bellissimo, lo desideravo da tanto.
Ogni tanto lo tocco e gli sussurro...resta ancora un po'.
Così pieno di bagliori madreperlati multicolori.
E se ne è andata l'ametista...quando era scura segnalava la menzogna.
Dovrò fare da sola.
La bilancia è esatta, direbbe Luce oscura.
i doni bisogna lasciarli andare.
Anche il corpo prima o poi ci lascerà.

Il tulsi, come dice Dattatreya, è molto sensibile, figlio del vento, se ne va con le onde. Si usa per la tosse e per le allergie, come terapia ayurvedica.
I mala di tulsi possono indossarli solo i vegetariani "doc", lo sapete? Penso di sì.
Io sono in sintonia con la rudraksha e con il legno, semplice legno come usano i monaci buddhisti giapponesi.
Il tulsi è molto femminile e tenero.
Chi lo indossa è leggero, di solito. Magrolino.

Un mala è un mala. Stebau ne incontrerà certamente uno disponibile a viaggiare con lui, presto.

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Messaggioda dattatreya » 16 giugno 2012, 16:28

Leggendo le tue parole, sento la poesia della devozione emozionale, tipicamente femminile, ma proprio per questo gentilmente energica, ed allo stesso tempo la disillusione dall'attaccamento e la capacità di lasciare andare, perché nulla ci appartiene per sempre. Il lasciare andare, il non attaccamento, portano la contentezza, perché quando non ci si aspetta niente, quando si è liberi nel cuore, si è contenti qui e ora. Asteya e santosha, non sono qualcosa di intellettuale, non di quell'intellettualità priva di comprensione profonda. Grazie, molto bello.

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Messaggioda stebau » 16 giugno 2012, 19:42

pushan ha scritto:
dattatreya ha scritto:Tulsi è una Dea, quindi potenzialmente può fare quello che le pare. Quella del mare però, è una cosa che ho notato personalmente a Sorrento, quando una mala che utilizzavo anni fa, si è fatta un giro per andare verso il mare. Credo sia influenzata dalle emozioni dell'utilizzatore.

Vero. Come ogni oggetto a cui ci affezioniamo, mischiando la nostra vibrazione alla sua. Vibrandoci insieme per anni.
Oro, legno, pietre, argento...
Ho perso molte cose, anche molto preziose e perfino imprestate (da mia madre).
A volte sono stata malissimo per giorni e qualche amica per consolarmi mi diceva: ha esaurito il suo compito, torna libero, ricomincia il suo viaggio...
Vero. Imparare il distacco, evitare l'attaccamento alle cose.
Sembra facile...
Chissà dove saranno oro e topazi, ametiste e zaffiri, sfere di cristallo...
spariti, o forse rubati, o perduti o chissà.
A volte li visualizzo sul mio corpo, come una volta.
E poi la Dea è generosa, mi ha regalato un orecchino con un opale ultimamente...
Bellissimo, lo desideravo da tanto.
Ogni tanto lo tocco e gli sussurro...resta ancora un po'.
Così pieno di bagliori madreperlati multicolori.
E se ne è andata l'ametista...quando era scura segnalava la menzogna.
Dovrò fare da sola.
La bilancia è esatta, direbbe Luce oscura.
i doni bisogna lasciarli andare.
Anche il corpo prima o poi ci lascerà.

Il tulsi, come dice Dattatreya, è molto sensibile, figlio del vento, se ne va con le onde. Si usa per la tosse e per le allergie, come terapia ayurvedica.
I mala di tulsi possono indossarli solo i vegetariani "doc", lo sapete? Penso di sì.
Io sono in sintonia con la rudraksha e con il legno, semplice legno come usano i monaci buddhisti giapponesi.
Il tulsi è molto femminile e tenero.
Chi lo indossa è leggero, di solito. Magrolino.

Un mala è un mala. Stebau ne incontrerà certamente uno disponibile a viaggiare con lui, presto.


Vedi come siete, mi avete fatto commuovere e non volevo aggiungere più nulla 8)
si è per i vegetariani anche se è da un pò che ho ripreso a mangiare carne per anemia,anche se tutti i problemi sono riapparsi da quando mangio carne, mi sussurra una vocina interna ma anche un pò fuori campo.
Il tulsi mi ha reso leggero come una piuma, attimi indimenticabili ha condiviso con me,lo presi a Bologna in centro.
Sognai un Rishi che mi disse:domani esci da Farrara e vai a comprarlo fuori.
e cosi feci..
scelsi il più bello e lo trovai facilemente.
Le lacrime di gioia di Shiva invece le ho prese a Ferrara in un centro Yoga dopo un emozionante dialogo con l'insegnante.
Quelle città regalavano magie ad ogni passo..
Perchè si perde tutto per ritrovare se stessi, perchè Dio è meravigliato dei nostri passi in avanti e vuole darci un altra possibilità..forse
vi bacio tutti
Il Bau
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Messaggioda pushan » 16 giugno 2012, 22:56

stebau ha scritto:
pushan ha scritto:
dattatreya ha scritto:Tulsi è una Dea, quindi potenzialmente può fare quello che le pare. Quella del mare però, è una cosa che ho notato personalmente a Sorrento, quando una mala che utilizzavo anni fa, si è fatta un giro per andare verso il mare. Credo sia influenzata dalle emozioni dell'utilizzatore.

Vero. Come ogni oggetto a cui ci affezioniamo, mischiando la nostra vibrazione alla sua. Vibrandoci insieme per anni.
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Vero. Imparare il distacco, evitare l'attaccamento alle cose.
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Anche il corpo prima o poi ci lascerà.

Il tulsi, come dice Dattatreya, è molto sensibile, figlio del vento, se ne va con le onde. Si usa per la tosse e per le allergie, come terapia ayurvedica.
I mala di tulsi possono indossarli solo i vegetariani "doc", lo sapete? Penso di sì.
Io sono in sintonia con la rudraksha e con il legno, semplice legno come usano i monaci buddhisti giapponesi.
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Vedi come siete, mi avete fatto commuovere e non volevo aggiungere più nulla 8)
si è per i vegetariani anche se è da un pò che ho ripreso a mangiare carne per anemia,anche se tutti i problemi sono riapparsi da quando mangio carne, mi sussurra una vocina interna ma anche un pò fuori campo.
Il tulsi mi ha reso leggero come una piuma, attimi indimenticabili ha condiviso con me,lo presi a Bologna in centro.
Sognai un Rishi che mi disse:domani esci da Farrara e vai a comprarlo fuori.
e cosi feci..
scelsi il più bello e lo trovai facilemente.
Le lacrime di gioia di Shiva invece le ho prese a Ferrara in un centro Yoga dopo un emozionante dialogo con l'insegnante.
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vi bacio tutti
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Dopo aver distrutto le tre città degli Asura si dice che Śiva Tripurāntaka (il distruttore di Tripura), nel suo aspetto Panchānana (dai cinque volti) pianse di dolore.
La storia è narrata nello Śiva Purāṇa: su richiesta del popolo degli Asura che aveva invocato Brahmā, Māyā, l'architetto, edificò tre città volanti, una d'oro, una d'argento, l'altra di ferro. Le tre città erano meravigliose e inespugnabili, solo Śiva, dio che gli Asura veneravano, poteva distruggerle, e ciò poteva avvenire soltanto nel momento in cui le tre città si trovassero allineate nel cielo, evento che capitava ogni mille anni. Il giorno venne, e nonostante le implorazioni degli Asura, Śiva, quando vide le tre città allineate, scoccò una freccia «che splendeva come innumerevoli soli» e le tre città furono ridotte in cenere.
Ma le lacrime del supremamente Benefico cadendo fecondarono grandi alberi che producevano semi, già nati forati, dalle molte facce (mukti), gli occhi di Shiva le rudrakshe.
Shiva stesso tiene con la mano sinistra l'Aksamala, il rosario di Rudraksa, simbolo dell’eterno ciclo del tempo.

Hari Om! Mi inchino a Shiva Shambo, il Benevolo,
conosciuto con il nome Maharudra e con il nome Kalagnirudra.

Bhusunda chiese al Signore Kalagnirudra: “Qual è l’origine dei semi di Rudraksha? Qual è il beneficio nel portarle sul corpo?”

Il Signore Kalagnirudra gli rispose così:

“Io chiusi i miei occhi per distruggere gli Asura Tripura. Dai miei occhi così chiusi, gocce di lacrime caddero sulla terra. Quelle gocce di lacrime si trasformarono in semi di Rudraksha.”
Ultima modifica di pushan il 16 giugno 2012, 23:08, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda stebau » 16 giugno 2012, 23:06

eh già.
Eppure ho come la sensazione di aver deposto l'ascia da guerra,ormai.
Chissà se la resa, intesa come accettazione,
alla fine
è la migliore delle battaglie vinte.
Un bacio.
§
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Messaggioda unlotobianco » 24 giugno 2012, 11:03

e le lacrime mi scorrono leggendo le vostre parole. per caso ieri anch'io dopo aver sognato di indossare un male ho deciso di iniziare a cercare il mio, curiosamente oggi leggo le vostre parole a riguardo e mi commuovo.

Grazie

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Messaggioda stebau » 15 novembre 2012, 19:17

Questa sera per la Pace nel Mondo reciterò la Gayatri Mantra sul Mala di Rudra.
Un bacione a tutti voi.


stebau
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Messaggioda Chlòé » 2 novembre 2013, 11:44

Mi sono ispirata alle opere di Giovanni Allevi "ALLEVILIVE 1", che mi rilassano molto ( le considero veramente terapeutiche...) e ho sovrapposto ad alcuni di questi pezzi musicali, i più adatti ritmicamente, un japa mantra da fare con il mala, con il mantra OM NAMAH SHIVAYA.
Una fi gata immensa!Le musiche ti inducono ad una modulazione vocale abbastanza ardua ma questo ti porta a concentrarti bene e mi diverto come una pazza. Così mi faccio 3-4 giri di mala ogni mattina e sera... :D
...Dii di dooh
daa
da daah...


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