educare ad imparare

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educare ad imparare

Messaggioda padme » 17 gennaio 2012, 12:49

Mi piacerebbe confrontarmi con altri genitori di questo forum sulle possibilità che abbiamo di "insegnare" ai nostri figli a imparare.

Intendiamoci, non che io pensi che un bambino non sia portato per natura a imparare, anzi resto stupita e prendo esempio da mio figlio in quanto mi rendo conto che per lui ogni cosa, ogni evento è spunto per farsi domande e imparare.

Ma so anche, avendolo provato su di me, come col tempo questa capacità si affievolisce e si spegne con i condizionamenti, con la scuola che ti insegna perlopiù a ragionare meccanicamente e ad accumulare nozioni su nozioni.

E' in tempi recenti che sono tornata a "realizzare" tantissime cose della realtà che mi circonda, con quello stupore che non ha bisogno di parole ma comprende immediatamente l'essenza di qualcosa, al di là delle costruzioni del ragionamento. Si tratta anche di cose stupidissime, inutile che faccia esempi perchè magari per un altro non hanno senso ma è incredibile quando scatta quel "click" e capisci davvero per la prima volta una cosa che avevi sotto gli occhi da una vita.

Come quando ho portato mio figlio a un incontro sul ritmo organizzato da un percussionista. Bravissimo insegnante, ha fatto subito piazza pulita di tutti i nozionismi e concetti inutili, e ci ha fatto lavorare sul ritmo attraverso il corpo, la voce, i movimenti...
Ho capito all'istante cose che non avevo capito in anni di scuola di musica e diploma di solfeggio :D
Ma sono rimasta stupita della capacità di apprendere di mio figlio, che è rimasto aperto e attento su più livelli: apparentemente sembrava interessato solo alla bambina che sedeva di fianco, rifiutandosi di partecipare alle attività.
A casa però ha preso una piccola batteria e ha riproposto a me e a suo padre un gioco fatto dal batterista, associando a me un tipo di suono e ritmo, a lui un altro, facendoci alzare quando suonava i diversi ritmi.
E poi vedendo come maneggiavo le bacchette, mi ha ripresa "guarda che quel signore con quella mano, la teneva in un altro modo"!.
Ecco, lezione ricevuta.

A questa età, 4-5 anni, sono apertissimi, hanno una capacità di apprendimento e di ragionamento incredibile.

Come possiamo fare perchè questo ben di Dio non vada sprecato?
Io ci provo, ed è un esercizio prima di tutto per me, faccio in modo che ogni cosa sia come se la vedessi per la prima volta, cerco di farmi cento domande perchè sono quelle che poi mio figlio farà a me!
Cerco di non propinare pappe pronte ma ragionamenti per arrivare a un risultato...

Tipo ieri, quando mi ha detto: "2 +2 fa 20". Ma come 20? Prova a contare tu stesso. E allora: "Sì, fa 4. Ma fa anche 20 perchè l'ha detto Fabian, e a lui glielo ha detto la sua mamma, allora fa 4 ma anche 20" :D .
Ho provato a dirgli, che per ogni cosa deve sempre ragionare lui stesso, non si deve fidare di quello che dice un altro, anche se è "un grande". Neanche si deve fidare ciecamente di quel che dicono papà e mamma, deve provare e riprovare e usare la sua testa...

Come posso spiegargli meglio questo concetto, come si può fare in modo di sviluppare un approccio autonomo e sempre attivo nell'imparare?

Voi avete qualche suggerimento?

Helvetia
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Messaggioda Helvetia » 17 gennaio 2012, 13:23

Avete appena scritto due post bellissimi, ckstars e padme, vi ringrazio entrambi qui!

Padme, a me sembra che tu stia gia' facendo la cosa giusta, osservi tuo figlio e cerchi di guardare coi suoi occhi, ti "metti nei suoi panni". Prospettiva molto divertente e istruttiva! Ma anche un buon modo di essere madre, secondo me...
Poi hai visto anche tu che quando sembrano distratti, invece hanno una capacita' naturale di captare. Secondo me l'osservazione che gli hai fatto, di pensare con la propria testa, lui l'ha gia' recepita. Anzi, stai attenta che tra non molto ti si ritorcera' contro 8)

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Messaggioda rho » 17 gennaio 2012, 14:22

"Meglio usare la testa ... anche per sbatterla contro un muro... che non usarla affatto!" è un pò quello che ripeto spesso alla bambina ........ che è dentro di me.
:mrgreen:

molto bella la tua riflessione padme!

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Messaggioda pushan » 17 gennaio 2012, 21:39

rho ha scritto:"Meglio usare la testa ... anche per sbatterla contro un muro... che non usarla affatto!" è un pò quello che ripeto spesso alla bambina ........ che è dentro di me.
:mrgreen:

molto bella la tua riflessione padme!

anche la tua riflessione non è male, Rho. :)

mi hai fatto venire in mente un periodo della mia gioventù durante il quale avevo l'abitudine di piantare delle craniate contro il muro per manifestare il mio dissenso o la protesta contro le situazioni sgradevoli causate dagli altri, mica da me (gli scherzi dell'ego...quel burlone!)
Siccome ho la testa piuttosto dura potevo fare un bel cinematografo a uso e consumo degli astanti e mi sfogavo pure dell'ira.
Finì una vigilia di natale quando camminando con passo di carica mi distrassi e presi in pieno un palo, senza regolare la craniata, naturalmente.
Stavo andando a trovare parenti del mio fidanzato. Ero terribilmente stordita ma mi ripresi quando vidi al dito di uno di loro un mio anello "rubato" mesi prima mentre ero in vacanza ospite sempre da quei parenti.
Non c'avevo testa, ma riuscii a bofonchiare il necessario per farmi restituire l'anello. Mi pare che lo buttai poi nel fiume.
Fu una craniata memorabile, per un po' dimenticai di avere una testa, ero concentrata sull'enorme bergnoccolo che cresceva e sul cercare di rimettere in ordine tutti i cassettini del cervello rovesciati dal ronzio che lascia il colpo e che sovrasta ogni altro suono... cerebrale....

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Messaggioda gb » 17 gennaio 2012, 23:19

Stavamo parlando proprio di questo tema in questi giorni.

Per conservare un po' di quel "ben di Dio" credo possa aiutare il non voler smettere di giocare!

Detto questo, il problema che mi pongo personalmente e' come disimparare, più che altro...
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
Giovanni Vannucci

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Messaggioda padme » 18 gennaio 2012, 10:10

gb ha scritto:
Detto questo, il problema che mi pongo personalmente e' come disimparare, più che altro...


sì gb, è esattamente il problema che mi sto ponendo anch'io.
Più "disimparo", più capisco il mondo intorno a me :-)

Pushan...certo un po' drastico il metodo delle craniate!!!

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Messaggioda ckstars » 18 gennaio 2012, 10:25

Ciao Pushan,
l' interpretazione del "metodo delle craniate" non mi convince ..... ci vedo piu' un aspetto autopunitivo forse per non compiere o riuscire a compiere certe azioni ?

Cercare di autocolpirsi alla testa e' da considerarsi un offendere il proprio ego e se vuoi i chakra alti quelli che presentano la propria personalita' in contatto con il Reale.
Un abbraccio, Cks

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Messaggioda pushan » 18 gennaio 2012, 11:10

ckstars ha scritto:Ciao Pushan,
l' interpretazione del "metodo delle craniate" non mi convince ..... ci vedo piu' un aspetto autopunitivo forse per non compiere o riuscire a compiere certe azioni ?

Cercare di autocolpirsi alla testa e' da considerarsi un offendere il proprio ego e se vuoi i chakra alti quelli che presentano la propria personalita' in contatto con il Reale.
Un abbraccio, Cks

Sinceramente non saprei, mi è tornato il ricordo come un flash di me stessa che davo craniate al muro salmodiando frasi senza senso (tipo: me la spacco questa testa, basta non ne posso più...) e il ricordo delle persone attorno che rimanevano sconcertate.
Uno stato di nebbia, ci si impone sofferenza e sforzo dove basterebbe accogliere e arrendersi. Ma non è un gioco la ricerca di Sè.
Caratteristiche molto tamasiche di un giovane ariete che non riesce a sfondare le porte giuste per rivelare a se stesso la gioia dell'esistenza che intuisce ma non afferra...con la crapa.
Poi nel tempo il rajas porta ad esaltare e ostentare le potenzialità dell'uso del cervello/intelletto, per avere considerazione dall'esterno. Le fiamme sono effimere ed instabili.
Con altro tempo si osservano le imperfezioni volgendo lo sguardo all'interno, ben sapendo che tracce di io ce ne saranno sempre finchè l'Opera non sarà compiuta.

Invece che sbattere la testa al muro si vanno ad intensificare le pratiche fondate sulla purificazione del "sistema corpo mente".
A volte pare di annusare il sattva che mette la mente in quiete, ispirando una contemplazione più profonda, in cui pare di sentire vibrare più il cuore che la mente.

Ho una nipotina treenne che quando viene contrariata si sdraia sul pavimento e sbatte forte la testa a terra più volte...mia sorella la tira su e cerca di deviarla, ma lei riprende...per fortuna non è una pratica che fa spesso. Però qualche giorno fa è caduta dal letto dei genitori (basso) di notte e si è spiaccicata di naso (con panico notturno dei genitori, sangue a go go e pronto soccorso la mattina.... ) Ci siamo parlate al telefono e le ho spiegato di farsi preparare un bel "sacchettino di neve" dalla mamma da tenersi da sola sul naso gonfio e blu come un puffo, visto che nessuno riusciva ad avvicinarla per metterle qualcosa sul naso.
Anche quando l'ho incontrata aveva un curioso atteggiamento, cacciava la mamma che si avvicinava per farle le coccole e anche con il padre non era molto morbida...
Speriamo che la caduta involontaria la aiuti a smettere le craniate dimostrative come per me il palo alla vigilia di natale.
potenza del dna? :)

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Messaggioda rho » 18 gennaio 2012, 15:25

pushan ha scritto:Caratteristiche molto tamasiche di un giovane ariete che non riesce a sfondare le porte giuste per rivelare a se stesso la gioia dell'esistenza che intuisce ma non afferra...con la crapa.


è il fuoco che è dentro noi ARIETI che domina. E non afferriamo. Spesso. C'abbiamo la testa dura come i "Sassi di Matera" (parlo per me, almeno)

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Messaggioda ckstars » 18 gennaio 2012, 18:23

Mi tocca a provare a fare le veci di una signora che se ne e' andata sbattendo la porta ..... anche se non e' il mio.

Le testate della piccina sono abbastanza diffuse tra i piccoli la prima richiesta e' l' attenzione materna e paterna.

Riporto la storia profonda di una mia amica A.
A. lavora a tempo pieno in un' azienda ed ha F. come figlia all' epoca della storia F. ha cinque anni.
F. espone in ogni modo alla madre la necessita' che ella sia piu' presente nella sua vita.
Un giorno A. ed F. entrano in una nostra cattedrale dove c'e' una meravigliosa Madonna con Bambino.
La madre chiede alla figlia: "Ti piace ? "
"Si" risponde la figlia con gli occhi che mandano bagliori.
La madre continua "lo vedi che sorriso ha il Bambino ?"
e la figlia: "Sara' perche' la Mamma torna presto da lavoro !!!!"

Ho seri dubbi che il dna c'entri qualcosa. Un abbraccio, Cks

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Messaggioda pushan » 18 gennaio 2012, 20:02

ckstars ha scritto:Mi tocca a provare a fare le veci di una signora che se ne e' andata sbattendo la porta ..... anche se non e' il mio.

Le testate della piccina sono abbastanza diffuse tra i piccoli la prima richiesta e' l' attenzione materna e paterna.

Riporto la storia profonda di una mia amica A.
A. lavora a tempo pieno in un' azienda ed ha F. come figlia all' epoca della storia F. ha cinque anni.
F. espone in ogni modo alla madre la necessita' che ella sia piu' presente nella sua vita.
Un giorno A. ed F. entrano in una nostra cattedrale dove c'e' una meravigliosa Madonna con Bambino.
La madre chiede alla figlia: "Ti piace ? "
"Si" risponde la figlia con gli occhi che mandano bagliori.
La madre continua "lo vedi che sorriso ha il Bambino ?"
e la figlia: "Sara' perche' la Mamma torna presto da lavoro !!!!"

Ho seri dubbi che il dna c'entri qualcosa. Un abbraccio, Cks

certo, possibile.
Dopo che lo si interpreta l'evento, occorre comunque tentare di stimolare comportamenti "virtuosi" per risolverlo.
E non è così facile.

malcolm
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Messaggioda malcolm » 18 gennaio 2012, 23:13

vorrei tentare di rispondere a Padme:

per quel poco che mi pare di aver compreso credo che l'apprendimeto non è il punto cruciale.

il problema penso sia il rumore di fondo, il fruscio che impedisce ai bambini e a bambini più grandicelli, che siamo noi di ripescare le informazioni.

la mente registra ogni cosa, sia che passi per la parte conscia della nostra consapevolezza che per quella inconscia (una batter d'ali di una farfalla che non abbiamo messo a fuoco nella nostra attenzione ma che il nostro udito ha registrato si inscrive da qualche parte nel nostro pc di bordo...)

quindi per tornare al tema principe del discorso, il gioco forse non è tanto quello di pensare a come far imparare al meglio e il più possibile le cose che noi riteniamo più opportune (sicuri, peraltro, che lo siano anche per la piccola persona che abbiamo di fronte?!?!?) ma quello di ridurre il più possibile il fruscio, le interferenze.

Questo potrebbe significare meno stimoli, meno attività meno di tutto, in questo mondo che sembra invece andare nella direzione esattamente opposta si devono imparare tre strumenti musicali, sette lingue e dieci dialetti....

più tempo, più attenzione per metabolizzare le cose, più tempo per contemplarle per farle scorrere dentro...

se si adotta questa soluzione, allora forse la coscienza è meno frammentta, più coesa e all'occorrenza può "ricordre" quanto gli è necessario.

è interessante la storia che racconta Satyananda nel suo libro "Yoga Nidra" riguardo ad un piccolo "demonio" che all'età di 4/5 anni ha cominciato a vivere nel suo ashram.

questo era un bimbo super irrequieto che non imparava nulla e ne faceva di cotte e di crude per tutto il girono.

Satyananda si prese a cuore il bimbo e tutte le sere sedeva vicino al suo letto e gli leggeva brani dei testi sacri hindu.

subito quello si addormentava per la noia... ma Satyananda continuava per alcuni minuti a leggere.

dopo un po di tempo si rese conto che il bimbo il giorno si ricordava in modo straordinario le cose che gli erano state lette la notte.

allorà perseverò e gli lesse negli anni tutti i libri sacri che aveva a disposizione... e questi li imparò a memoria tutti senza essere andato nemmeno un girono a scuola...

al di là della verosimiglianza della cosa, il messaggio che mi pare traspaia dal racconto è quello di permettere alla coscienza di divenire più sottile, meno disturbata, più concentrata (in fondo è quello che ci affanniamo tutti a fare con le nostre pratiche no?) e solo così poi avremmo piena padronanza delle cose di cui abbiamo veramente bisogno.

poi qualcuno sostiene che non si imapra nulla nella vita, si deve solo ricordare, e diradare i veli di polvere-ignoranza che coprono la nostra saggezza...

ma questa è un altra storia...

baci
malcolm

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Messaggioda padme » 19 gennaio 2012, 18:33

malcolm ha scritto:vorrei tentare di rispondere a Padme:

per quel poco che mi pare di aver compreso credo che l'apprendimeto non è il punto cruciale.

il problema penso sia il rumore di fondo, il fruscio che impedisce ai bambini e a bambini più grandicelli, che siamo noi di ripescare le informazioni.


Quel che scrivi qui lo condivido appieno.
A maggior ragione ora che di giorno in giorno il bombardamento di informazioni cresce in quantità e tipologia, a velocità vertiginosa.

Torno però alla questione dell'apprendimento.
Ripenso al mio iter educativo, in famiglia e nelle istituzioni scolastiche. Un iter, penso comune a tanti. Mi sono ritrovata con tante tante nozioni accumulate, poche o nulla invece le chiavi interpretative e nullo il metodo per dare un vero senso a ciò che stipavo nella mente.
Ecco perchè adesso la maggior fatica che mi ritrovo a fare, è ripulire il tutto e ricominciare a OSSERVARE la realtà.

Certo la mia ansia non è quella di fornire un'esperienza similedi simile

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Messaggioda padme » 19 gennaio 2012, 18:33

ops mi è partito il tasto invio! Ma ora devo scappare... continuo domani :-)

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Messaggioda padme » 20 gennaio 2012, 12:01

vediamo se riesco a riprendere il filo e a non lasciarmi sopraffare dal tasto INVIO :mrgreen:

Le domande che mi sto facendo sull'educazione di mio figlio, naturalmente, non hanno a che fare col fatto che diventi bravo bello un piccolo genio e impari tante cose!
Tanto è vero che, nonostante proprio ieri le maestre mi abbiano detto che è pronto per andare a scuola l'anno prossimo, io non mi sogno neppure di anticipare questo passaggio di 6-7 mesi (è nato in marzo). Starà per il 4° anno al'asilo, non c'è nessuna fretta di catapultarlo nel regno dell'intelligenza logico-razionale, il gioco libero gli fa infinitamente meglio alla sua età e lo fa crescere e scoprire il mondo!

Piuttosto quel che mi preme è limitare i danni che verranno col tempo, quelli di cui parlavo sopra, i metodi educativi basati sull'accumulo di nozioni. Vorrei che non perdesse di vista, come ho fatto io per tanti anni, che l'intelligenza non è accumulo di sapere ma continuo adattamento alla realtà che cambia, saper utilizzare le proprie risorse, non credere a risposte preconfezionate...
Accettare che sbagliare è parte dell'imparare, e imparare soprattutto a rialzarsi dopo essere caduti.

Ricordo (vado a memoria) gli scritti di Krishnamurti sull'educazione dei giovani: non richiudersi in false sicurezze, non avere paura, essere educati alla libertà.

E in questo momento mi viene in mente un pezzo del film Samsara, in cui la protagonista femminile, presso un torrente, guida il figlio e altri bambini alla comprensione di alcuni importanti concetti, senza illustrarli direttamente, ma attraverso un percorso di scoperta.

Ovvio che si cerca di fare il proprio meglio, ovvio anche che quel che si pensa sia il meglio, possa non esserlo in realtà. Ovvio che probabilmente trasmetterò a mio figlio anche molti MIEI condizionamenti magari pensando che siano meglio di quelli ricevuti da altri.
Ma quel che vorrei soprattutto, è che non abbia mai paura di cercare di capire.


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