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fotogrammi

Messaggioda padme » 30 dicembre 2011, 9:50

ieri ho preso in mano la macchinetta fotografica digitale, e ho trovato intere sequenze di foto scattate da mio figlio piccolo:
inquadrature singolari, particolari di oggetti isolati e resi irriconoscibili, o ad esempio una infinita sequenza di camion fotografati in autostrada dal suo seggiolino, mentre io li superavo.
Embè, direte?

Mi ha scatenato una riflessione su quel che realmente cogliamo, della realtà che ci circonda, e di ciò che perdiamo.

Ovvero, per esempio, se mentre guido sono presa dal flusso dei pensieri, la mia visione di ciò che mi circonda è limitatissima. E' come avere dei paraocchi, una visione binoculare. Vedo appena ciò che ho davanti, tutto il resto è sfumato, si perde in un'oscurità, non è definito, non ne colgo l'esistenza.

Poi mi ricordo di me stessa, riacquisto consapevolezza del momento presente, e improvvisamente colgo un'intero mondo intorno a me, un'esplosione di nuovi particolari, e soprattutto, colori, rumori, sfumature, dettagli, vita.

Sembra addirittura un altro mondo, tra le due realtà c'è di mezzo solo un piccolo atto di "risveglio" :)

E chissà cosa dev'essere allora Risvegliarsi davvero...

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Re: fotogrammi

Messaggioda cico » 30 dicembre 2011, 13:13

padme ha scritto:...Mi ha scatenato una riflessione su quel che realmente cogliamo, della realtà che ci circonda, e di ciò che perdiamo.

Ovvero, per esempio, se mentre guido sono presa dal flusso dei pensieri, la mia visione di ciò che mi circonda è limitatissima. E' come avere dei paraocchi, una visione binoculare. Vedo appena ciò che ho davanti, tutto il resto è sfumato, si perde in un'oscurità, non è definito, non ne colgo l'esistenza.

Poi mi ricordo di me stessa, riacquisto consapevolezza del momento presente, e improvvisamente colgo un'intero mondo intorno a me, un'esplosione di nuovi particolari, e soprattutto, colori, rumori, sfumature, dettagli, vita.

Sembra addirittura un altro mondo, tra le due realtà c'è di mezzo solo un piccolo atto di "risveglio" :)

E chissà cosa dev'essere allora Risvegliarsi davvero...


condivido pienamente... anche a me tempo fa succedeva; quando la mente non è unidirezionale ad es. la guida avviene senza avere molta consapevolezza di quanto è intorno a noi; poi, (con la pratica dello yoga), con lo stabilizzarsi della mente, lo stato mentale in cui si "osserva" e si "vede" tutto quello che gravita intorno a noi diventa normale... diventa tutto un paesaggio "immobile"... quasi come osservare una cartolina...
Eppoi quando c'è il Risveglio... hai la differenza che "vedi" e "osservi" con la vista interiore... quindi ad es. sei consapevole anche di ciò che succede alle tue spalle.
Namastè! :)
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Messaggioda padme » 31 dicembre 2011, 11:26

a me succede ancora e continuamente, purtroppo, di oscillare tra i diversi stati di consapevolezza, tra stato di osservazione consapevole e attenzione e stato di identificazione in ciò che faccio o osservo.

ora, ad esempio, ho risvegliato l'osservazione simultanea di ciò che sto facendo (scrivendo su questo forum, pensando alla formulazione di concetti), ma anche di come sono seduta, del mio stato di rilassamento o tensione corporea, del tocco dei polpastrelli sulla tastiera, consapevole dei diversi suoni nella stanza e fuori di essa, del respiro più o meno fluido, delle lucine intermittenti di Natale, dei riflessi della luce attraverso la finestra ora che è passata una nuvola...

Ma non è uno stato che riesco a mantenere permanentemente. E' uno stato che devo continuamente sforzarmi di richiamare.

Prima ad esempio ero impegnata a completare un ordine di merce per lavoro. Sono certa ad esempio che la mia postura fosse un po' scomposta, il mio respiro schiacciato dal busto curvato in avanti ma in quel momento non ne avevo percezione. Non ero così aperta a ciò che avveniva intorno a me. Ero focalizzata sull'ordine in modo meccanico, tutto ciò che non era "nell'inquadratura" ma nello sfondo, restava sfocato e scuro. Momenti del genere si alternano a momenti brevi di richiamo totale a me stessa.

La condizione di osservazione di me che agisco, di me che penso, mi porta a percepire il mondo come se lo sentissi e lo vedessi per la prima volta.

Ecco quindi l'effetto di sorpresa che mi hanno regalato le foto di mio figlio: visuali inaspettate, punti di vista sorprendenti, in modo simile a quanto avviene se "vivo" nell'istante presente anzichè farmi ingoiare dai pensieri e dalle azioni.

Essere presenti a se stessi è l'unico modo di essere davvero vivi.

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la mente

Messaggioda matasilogo » 31 dicembre 2011, 12:04

La mente mente,
ovvero pensiamo di pensare per quello che lo schermo del nostro computer-cervello della corteccia cerebrale ci dice di vedere, ma dimentichiamo che alcune situazioni ci ricordano che il nostro cervello (ed il resto) è un condominio dove altre parti lavorano molto di più.
Il nostro cervello è il 5% del peso corporeo e la corteccia è circa il 5% del nostro cervello.
Non solo gli stati di trans ma anche alcuni momenti che avete descritto, sono forieri di una comprensione maggiore della complessita e visione ridotta delle nostre possibilità reali.
L'errore è la semplificazione del pensiero corrente astratto e distratto della vita.
Praticare con posture strane per percepire meglio lo spazio, muscoli, articolazioni e sopatutto sistema neuronale che comanda e controlla il corpo, ...........
la propriocezione di se trasforma la vita verso una completezza rara.
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Messaggioda padme » 31 dicembre 2011, 12:18

chi ha voglia di raccontarmi come è arrivato a consolidare (apprendo che alcuni di voi lo hanno fatto) lo stato di osservazione di sè e attenzione in modo che non sia più così frammentario ma costante?

E quanto è durato il processo? :-)

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Messaggioda matasilogo » 31 dicembre 2011, 13:18

padme ha scritto:chi ha voglia di raccontarmi come è arrivato a consolidare (apprendo che alcuni di voi lo hanno fatto) lo stato di osservazione di sè e attenzione in modo che non sia più così frammentario ma costante?

E quanto è durato il processo? :-)


L'hai detto alla fine: Il processo dura in modo variabile e non può e non deve essere costante.
Tutti possono correre, ma non continuamente, e nemmeno dormire o stare estatici in vuoto mentale.
Il mare ha le onde alte o basse.
La vita è stata possibile sulla terra perchè ci sono i cicli giorno-notte, stagioni e cataclismi che hanno ucciso i dinosauri ma gratificato i mammiferi e domani..........
Yoga deriva da IUI, l'onda e l'armonia

Il primo flash è forse avvenuto a tre anni a Trento nel 1937 quando lasciavo in carrozza, in discesa, la mia seconda residenza che vedevo dal lunotto posteriore.........
distacco .......... e dove vado IO?????
Poi a 6 anni mi sono accorto che dovevo vivere me stesso solo per essere in grado di finire le scuole,, per vivere una vita solo mia, in modo diverso.
Poi a 20 anni rendendomi conto che stavo arrivando al mio ultimo terzo di vita: la morte dovuta a che cosa????????? e perchè si muore?????????
Poi sono andato di là un certo numero di volte anche il 19 novembre scorso e tuttavia............
Poi a 40, a 50, ecc dicevo: ci sono e cosa posso fare di meglio??????????????????
Ehhhhhhhhhhhhh Ha ha
Ora che tu mi chiedi ed io racconto. allora esisto e tu sembri essere quì o forse sei nella mia testa o nel sistema nervoso in qualche memoria di qualche ganglio tra due vertebre.
Noi siamo un ologramma:
Ogni parte rappresenta il tutto.
E anche un frattale
3-6-12-24
la trimurti o trinità, i 3 quarch di un nucleo atomico, i 6 protoni e neutroni del carbonio di cui è fatto il glucosio, formula bruta o molecolare C6H12O6 di cui sono composti in buona parte i nostri nutrienti e il nostro corpo, 12 falangi delle 4 dita diritte salvo il pollice opponibile, 24 vertebre flessibili e 24 costole, 24 i cromosomi contando anche uno perduto nell'evoluzione ecc
Sono esausto e vado a mangiare con la mia bionda.
Buon anno di percezione di se con un 12 alla fine
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Messaggioda pushan » 31 dicembre 2011, 13:35

padme ha scritto:chi ha voglia di raccontarmi come è arrivato a consolidare (apprendo che alcuni di voi lo hanno fatto) lo stato di osservazione di sè e attenzione in modo che non sia più così frammentario ma costante?

E quanto è durato il processo? :-)

ciao Padme, penso che ti potrebbe interessare dare un'occhiata a questo video, io l'ho trovato istruttivo.
Hai descritto delle esperienze (nel post precedente) che me lo hanno fatto ritornare in mente.
A volte penso che lo yoga, le pratiche meditative, l'osservazione di sè ,mettano in qualche modo in comunicazione gli emisferi celebrali e le loro diverse potenzialità.
Penso anche che il processo di stabilizzazione di una visione più ampia e meno circoscritta al particolare (e alla storia personale) debba avvenire progressivamente, passo dopo passo, ognuno secondo la propria cadenza.

http://www.youtube.com/watch?v=FwPf-eOqNqk

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Messaggioda matasilogo » 31 dicembre 2011, 18:44

pushan ha scritto:
padme ha scritto:chi ha voglia di raccontarmi come è arrivato a consolidare (apprendo che alcuni di voi lo hanno fatto) lo stato di osservazione di sè e attenzione in modo che non sia più così frammentario ma costante?

E quanto è durato il processo? :-)

ciao Padme, penso che ti potrebbe interessare dare un'occhiata a questo video, io l'ho trovato istruttivo.
Hai descritto delle esperienze (nel post precedente) che me lo hanno fatto ritornare in mente.
A volte penso che lo yoga, le pratiche meditative, l'osservazione di sè ,mettano in qualche modo in comunicazione gli emisferi celebrali e le loro diverse potenzialità.
Penso anche che il processo di stabilizzazione di una visione più ampia e meno circoscritta al particolare (e alla storia personale) debba avvenire progressivamente, passo dopo passo, ognuno secondo la propria cadenza.

http://www.youtube.com/watch?v=FwPf-eOqNqk


Ottimo il video e condivido anche le tue valutazioni.
C'è molto materiale come questi:
http://www.youtube.com/watch?v=FwPf-eOqNqk
http://www.youtube.com/watch?v=6quZ0GFO ... =endscreen religione
http://www.youtube.com/watch?v=wusXywNB ... =endscreen morte
http://www.youtube.com/watch?v=QZBcwPEv ... re=related simpatico e parasimpatico
http://www.youtube.com/watch?v=c0SSgR6Eydc coscienza
http://www.youtube.com/watch?v=3bKCpNaxKd8 cibo sesso e cervello
http://www.youtube.com/watch?v=NFfIqq9j ... =endscreen glandola pineale
http://www.youtube.com/watch?v=xTXaqPHo ... =endscreen

In quanto alla percezione vedi su http://yogaapaia.it/?p=1142 il mio articolo sugli stati di trance. Noi siamo fatti per stare spesso in stati superiori a quelli usuali.
Le religioni hanno sempre inibito stati di coscienza superiore altrimenti i veggenti, messia e sacerdoti non avrebbero modo di avere profitto. Sapremmo cavarcela in piena armonia con l'Universo intero.
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Messaggioda cico » 31 dicembre 2011, 19:20

padme ha scritto:chi ha voglia di raccontarmi come è arrivato a consolidare (apprendo che alcuni di voi lo hanno fatto) lo stato di osservazione di sè e attenzione in modo che non sia più così frammentario ma costante?

E quanto è durato il processo? :-)


Ciao,
Premettendo che non ho pienamente consolidato lo stato di unidirezionalità, ma che mi riesce di "richiamarlo" senza particolare difficoltà, ritengo che lo strumento principe sia il mantra (ed eventualmente kirtan); senza non avrei avuto gli stessi risultati. Asana e pranayama hanno la loro parte, un fisico in buone condizioni aiuta anche, ma credo che il mantra sia uno degli strumenti più adatti per lavorare sullo stato della mente.

Il processo in genere dura un bel po' di anni, anche se dipende comunque sempre da quale è la "condizione di partenza", il livello di consapevolezza della persona che si accosta alla pratica.
Namastè! :)
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Messaggioda matasilogo » 31 dicembre 2011, 19:46

padme ha scritto:chi ha voglia di raccontarmi come è arrivato a consolidare (apprendo che alcuni di voi lo hanno fatto) lo stato di osservazione di sè e attenzione in modo che non sia più così frammentario ma costante?

E quanto è durato il processo? :-)

I primi tempi nel 74 usavo il rilassamento profondo, anche un'ora poi più rapidamente usai il terzo ochhio, proiettando una specie di fascio sulla zona del corpo da attivare, poi i mantra , i mandala.
Quando sono stato padrone degli stati di trance entravo a mio piacere , però come dettomi da molti maestri, ne ero parsimoniso per evitare l'assuefazione.
Infatti si effettua l'attivazione di specifici enzimi e la mente (pituitaria forse) stimola la dopamina che assuefa e crea coazione a ripetere o addirittura a creare stati compulsivi-ossessivi. Tutti gli abusi sono dannosi anche quelli dolci, se non controllati.
E' necessario però avere ben presente gli insegnamenti dei testi che raccomando in calce.
Consiglio, nel primo approccio, di leggere solo le 196 frasi per scorrere il libro e affrontare il testo con "difficoltà qualsiasi" come fanno i bambini. con animo aperto.
Poi in un secondo tempo, leggere le spiegazioni che chiariranno molte cose.
Non fare como alcuni che leggono la prima parte per 10 anni e poi si bloccano. la parte più importante è il finale come nei gialli.
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Messaggioda matasilogo » 31 dicembre 2011, 19:55

cico ha scritto:...........:-)


unidirezionalità, .......
Namastè! :)[/quote]

Sono curioso cosa intendi con unidirezionalità?

Penso che se usi il filo d'argento (metafora per intendere che stai attaccato leggermente per non perderti) riesciresti ad essere bidirezionale.
Intendi questo?
Sto per andare alla festa vestito di rosso. Buona serata e auguri. Italo
Namaste
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Messaggioda padme » 2 gennaio 2012, 9:54

la mente mente,
le parole ancor di più.
Pensiamo di pensare alla stessa cosa, pensiamo di parlare della stessa cosa, ma è davvero così?

Ora che le parole si sono aggiunte alle parole, invece che chiarezza provo ancora più confusione.
Ma questo è il mezzo che abbiamo a disposizione, per quanto imperfetto.

Cico mi parla di "unidirezionalità". Non ho capito cosa intende.
Ah il video lo conoscevo, interessante.

Matasilogo fa riferimento ad alcune esperienze e stati di coscienza cui anch'io ho esperienza, perciò intuisco di cosa sta parlando anche se con i dovuti limiti dato che la mia esperienza è soggettiva e la sua pure.

La mia seconda domanda era provocatoria, volevo capire meglio se stessimo parlando della stessa cosa oppure no.
Mi spiego meglio: non ho particolare difficoltà a entrare in uno stato di osservazione. Osservazione delle mie azioni, del flusso dei pensieri, il meccanismo di formazione, identificazioni, postura, respiro, ecc.
So che trasformazione avviene attraverso questo passaggio, conosco come si squarcia la nube della non conoscenza.

Ho difficoltà a ricordarmi di farlo.
Gli squarci tra le nubi sono degli sprazzi di cielo sereno che giungono in modo più o meno fortuito, o se va bene in alcuni periodi mantengo il timone un po' più a lungo.
In questi ultimi giorni ho avuto in regalo una forte spinta interiore a riprendere il timone, ringrazio questo dono e sto cercando di fare in modo di non perdelo di nuovo.

Matas, leggo Patanjali e leggo anche altro, ma sono approdata non da molto ai testi scritti. Per molto ho praticato (yoga, meditazione, altro), ma per troppi anni sono stata troppo nella mente (utilizzata in modo errato).
Ora mi pare il momento giusto, perchè non vado in cerca di ciò che trovo nel testo, ma trovo nel testo la descrizione cristallina di qualcosa che ho sperimentato.

sonno
stato di veglia
coscienza di sè
coscienza oggettiva

Io oscillo nella giornata tra stato di veglia (ordinario, con qualche scivolata nel sonno, che non è poi così tanto differente:) ), e lo stato di coscienza di sè.
Tralasciamo qualche fortunato e isolatissimo sprazzo di coscienza oggettiva.
Ma anche quando ottengo lo stato di coscienza di me stessa, capisco che ci sono diversi livelli.
Quel che desidero è mantenere il più possibile questo stato di coscienza di me. L'unico stato che mi faccia sentire viva.
Come fare?
Come fate?

Non posso dire di non conoscere decine e decine di strumenti adatti. Ma se gli strumenti non li usi, e soprattutto, se non ti ricordi di usarli...

Matas tu osservi che io ho parlato di processo e poi ho chiesto come abbiate fatto a far sì che diventi costante. Beh, sì, potrebbe essere che l'oscillazione tra gli stati di coscienza sia inevitabile, perlomeno nello stato di vita ordinario.
Io ho presupposto che si tratti di un processo.
Ma si tratta di un processo?
E l'oscillazione è inevitabile, o si può permanere costantemente nello stato di coscienza di sè?
Qualcuno di voi ha esperienza in questo senso?
(Non parlo di quel che è scritto nei libri, ma di esperienza personale.)

PS spero che comprendiate che non è un'interrogazione scolastica per capire chi è più bravo a scuola, mi interessa condividere esperienze vere :wink:

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Messaggioda cico » 2 gennaio 2012, 17:23

padme ha scritto:
Cico mi parla di "unidirezionalità". Non ho capito cosa intende.
Ah il video lo conoscevo, interessante.



la mente diviene unidirezionale man mano che emerge la capacità di fissarsi sull'"oggetto" delle nostre azioni, che si tratti di tecniche meditative o di pulizie in cucina....
man mano che i pensieri che non hanno a che fare con l'oggetto dell'azione diventano meno invadenti...
Spero sia chiaro!
Namastè! :)
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Messaggioda matasilogo » 2 gennaio 2012, 19:21

cico ha scritto:
padme ha scritto:
Cico mi parla di "unidirezionalità". Non ho capito cosa intende.
Ah il video lo conoscevo, interessante.



la mente diviene unidirezionale man mano che emerge la capacità di fissarsi sull'"oggetto" delle nostre azioni, che si tratti di tecniche meditative o di pulizie in cucina....
man mano che i pensieri che non hanno a che fare con l'oggetto dell'azione diventano meno invadenti...
Spero sia chiaro!
Namastè! :)


Ohh si ora è chiaro,
a torto o ragione la chiamo concentrazione. Unidirezionale forse è più serrato..

Ritengo che la padronanza di se predisponga all’uso della mente in modalità unidirezionale-concentrata-in-serie oppure in modalità parallelo (termini elettrico che interpretano bene se vi sono una o più vie di flusso corrente o pensiero contemporanee).
Al contrario con lo svago può saltare da un oggetto ad un altro per un gioco divertente ed altre modalità embricate (parte parallelo e parte serie come una rete variamente regolare) possono essere: pensiero laterale, stati di empatia, di acme sessuale o creativa o artistica o trance (senza seme come da Sutra Patangiali 1.51).
In tutti i casi è importante (ma non sempre facile) che una parte sia riservata alla sicurezza corporea e sociale (guardarsi in giro).
Ero ragazzo e mio padre mi diceva che quando suonava al violino dei pezzi particolari vedeva la sua mente aprirsi in tante parti che elaboravano e che al pianoforte dovevo, secondo una sua lettura, affrontare l’esecuzione con 23 vie per delle elaborazioni in contemporanea dell’armonia.
Il mio datore di lavoro mi aveva fatto seguire un corso di formazione per la gestione del personale e di conduzione di tim.
L’ascolto di conferenzieri famosi e poi il mio impegno pubblico, mi aveva fatto rendere conto che un politico ha una sua idea in testa, poi dice altro, contemporaneamente osserva gli ascoltatori e valuta il gradimento [movimenti sulle sedie, parlottio oppure silenzio, qualcuno che se ne va, abbiocco di qualche ascoltatore (in questo caso una pausa od un colpo di tosse ecc servono)], poi memorizza le osservazioni e gli interventi, prepara le risposte modificando la sua traccia per vie parallele di percorso cerebrale. Immagine

Oggi è confermata dalla fRM la contemporanea azione di zone cerebrali diverse e quindi con un sistema ancora escluso nel computer che abbiamo davanti, ma raggiunto dalla operatività di supercomputer che mettono in parallelo anche 10000 CPU
Immagine
E' la festa della complessità dell'evoluzione, .........................
continuiamo a cercare di semplificare per fare meno errori e fatica.
C’è da divertirsi.
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Messaggioda padme » 3 gennaio 2012, 9:46

Ora che ho un'altra spiegazione, direi che anche per me ciò di cui parla Cico ha nome "concentrazione".
Focalizzazione in un unico punto.
Adesso mi è chiaro il nesso con mantra, ecc.
Anche praticando asana yoga ci si concentra in un punto.

I bravi venditori applicano alla perfezione ciò di cui parli, Matas!
A proposito, devi essere creciuto in un ambiente interessante, mi colpiscono i tuoi aneddoti sulla tua infanzia.

Però, mi sembra di poter affermare che i politici di cui parli restino comunque in uno stato di attenzione che, per quanto raffinato e ampliato, si colloca comunque nello stato di veglia ordinario.
Ossia, non so quanto ci sia di studio consapevole di sè in questa acuita capacità di attenzione.
Di certo si ottengono buoni frutti pratici, ma se non c'è volontà diretta a mantenere la consapevolezza di sè, a comprendere se stessi nelle azioni e nei pensieri, a comprendere gli aspetti meccanici e i condizionamenti, a cercare di sentir risuonare la parte più autentica di sè... siamo pur sempre in uno stato di consapeviolezza ordinario.

Di certo, una buona base, senza la quale non si possono fare passi avanti, ma non è automatico che si facciano dei passi avanti.

E mantenere la focalizzazione su un punto ampliando contemporaneamente la percazione a tutti gli aspetti della realtà circostante, non mi pare che sia solo applicare l'istitinto di conservazione per non soccombere all'ambiente esterno.

Io sono, qui, ora, e contemporaneamente sono cosciente dei diversi piani della realtà che mi circonda. Come quando si sperimenta se stessi immobili in meditazione, non in trance, ma perfettamente consapevoli dei rumori esterni, di ciò che accade, ma contemporaneamente, distaccati da quel corpo seduto a terra e perfettamente indifferenti a ciò che ci circonda (rari e benedetti momenti :) .


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