Amare se stessi, amare gli altri.

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Messaggioda dattatreya » 10 dicembre 2011, 10:25

Comprende? Siamo sicuri? Utilizza alcune forme si, ma comprende... Cosa intendi per comprendere?


Certo, è semplicissimo! Per comprendere intendo letteralmente, che capisce.
Il Dwapara è un'epoca relativamente giovane, quindi il processo di comprensione è allo stadio giovanile, della prima infanzia. La comprensione attuale è come quella di un bambino, mentre la fase finale del Dwapara la comprensione sarà quella della piena maturità. Ogni cosa nasce, e seguendo il suo ciclo, cresce. Ma è evidente che ciò che una volta sarebbe sembrato magia, oggi è una realtà accettata da chiunque. Persino comunicare fra noi, persone che non si conoscono fisicamente, è cosi semplice, come battere sulla tastiera. L'era dell'energia è davanti agli occhi; basta vederla.

fuxi
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Messaggioda fuxi » 10 dicembre 2011, 12:10

il vero amante

era un uomo retto, un vero amante.

un giorno, dopo aver meditato un intero anno in una grotta del deserto, se ne andò a bussare alla porta della sua diletta.

dietro la porta chiusa, ne udì la voce. la donna chiese:

- Chi è là ?

- Sono io, rispose l'uomo, sulla tua soglia.

- Non c'è posto per te e me nella stessa casa, rispose la
voce della sua diletta, dietro la porta chiusa.

allora quell'uomo retto, quel vero amante se ne tornò nel deserto dove meditò ancora un intero anno.

quando infine tornò a bussare alla stessa porta, udì di nuovo la voce della sua diletta.

di nuovo lei chiese:

- Chi è là ?

stavolta l'uomo retto rispose:

- Tu stessa.

e la porta si aprì.


tratto da:
Racconti dei saggi sufi, Henri Gougaud, L'ippocampo.

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Messaggioda grazianozap » 10 dicembre 2011, 13:55

anais ha scritto:Io non mi sto affatto divertendo.


non prenderti troppo sul serio altrimenti diventa dura.
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Messaggioda anais » 10 dicembre 2011, 15:41

grazianozap ha scritto:
anais ha scritto:Io non mi sto affatto divertendo.


non prenderti troppo sul serio altrimenti diventa dura.


Vorrei un bombolone alla crema x tirarmi su... :(
Se per la gioia cammini a un metro da terra, niente ti farà inciampare.

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Messaggioda amleta » 10 dicembre 2011, 17:19

Ciao a tutti, sapete questa discussione casca proprio a fagiolo per me perchè negli ultimi tempi sto molto riflettendo sul tema dell'amore, ovviamente non mi riferisco a quello di coppia ma all'amore verso gli altri in generale. Infatti ho avuto delle delusioni perchè io sono un fiume d'amore e di affetto, cosa che fa parte anche della cultura in cui sono cresciuta, e mi sono scontrata con un'altra cultura in cui i sentimenti sono una cosa da evitare e di cui si ha paura. Ho cercato ovviamente di mettermi nei panni degli altri e di capire il motivo di tale distacco emotivo, quasi come difesa dall'Altro, dal diverso, e ho trovato varie spiegazioni. Io non voglio arrendermi e non voglio spegnere la mia fiamma solo per qualche esperienza negativa, però non vi nascondo che faccio fatica a non sentirmi " sbagliata" e fuori luogo, perchè sono troppo socievole, calorosa e affettuosa. Praticamente in questo paese tutti hanno paura e sfiducia e si tengono ben distanti da chi non è come, loro e questo ha creato delle situazioni in cui mi sono sentita davvero l'unica con un cuore pulsante mentre attorno avevo delle fredde statue. A voi è mai capitato? Voi siete lì col cuore colmo di affetto e amore per gli altri, cercate di coinvolgerli in qualcosa di vivo e solare, cercate di proporre di far delle cose insieme, con entusiasmo e loro lì a guardarvi come se veniste da un altro pianeta. Vi è successo mai? E dire che io ho dovuto superare molte barriere per avvicinarmi agli altri, perchè essendo una artista sono più centrata su di me e l'arte che sul mondo circostante, ma la mia vicinanza è vista quasi come una minaccia dagli altri, e l'amore sembra un grosso pericolo che nessuno vuole correre. Voi cosa pensate che dovrei fare? Mi è stato detto che dovrei "intiepidirmi" per essere accettata da queste persone, e cercare di comportarmi come loro. Ma io non voglio tradire il mio essere e trasformarmi in una statua per essere considerata accettabile! Io penso che ciò che sento è una emozione e una cosa bella e vorrei condividerla, non ci trovo nulla di sbagliato o di pericoloso. Ma gli altri se ne guardano bene dal lasciarsi avvicinare da un fuoco perchè hanno paura di bruciarsi. :cry:

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Messaggioda amleta » 10 dicembre 2011, 17:47

Ah, dimenticavo che la "Signora della Musica" piace molto anche a me e l'immenso è una canzone meravigliosa, da brividi. Il testo, per chi non lo sa, lo ha scritto Vasco Rossi. Lei è una delle poche cantanti italiane che non ha bisogno di gridare a squarciagola per dimostrare le sue doti canore :)

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Messaggioda Calicanto » 10 dicembre 2011, 19:15

amleta ha scritto:Ah, dimenticavo che la "Signora della Musica" piace molto anche a me e l'immenso è una canzone meravigliosa, da brividi. Il testo, per chi non lo sa, lo ha scritto Vasco Rossi. Lei è una delle poche cantanti italiane che non ha bisogno di gridare a squarciagola per dimostrare le sue doti canore :)

No.Il testo non ha nulla a che fare con Vasco Rossi e se conosci lo stile di Vasco,ti rendo conto che non ha niente a che fare,con l'immediatezza e la semplicità dei testi di Vasco,nè come simbologia,nè metafore o immagini...
Qui siamo su un testo a carattere analitico-transpersonale.
Qui siamo su un livello molto più raffinato di scrittura...
La canzone L'immenso è stata scritta da Roberto Pacco per la musica, e Lara Tempestini e Fabrizio Carraresi per il testo.
Il brano fu inserito nell'album Radio Station.
Col brano la Pravo partecipò al Festival di Sanremo 2002, classificandosi al 16º posto.
Tu ti confondi con un'altra canzone:"E dimmi che non vuoi morire",scritta da Vasco Rossi proprio per Patty Pravo e portata al Festival di Sanremo,nel 1997.Molto bella anch'essa...ma più musicale,più appetibile per il grande pubblico.

http://www.youtube.com/watch?v=qCbLpOPq ... re=related

Diamo a Cesare solo quel che è di Cesare... :)
Ultima modifica di Calicanto il 10 dicembre 2011, 23:36, modificato 4 volte in totale.
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Tu mi hai dato un posto in case che non erano mie.
Tu hai ravvicinato ciò che era lontano,
e fatto dello straniero un fratello. »

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Messaggioda Calicanto » 10 dicembre 2011, 19:20

anais ha scritto:
grazianozap ha scritto:
anais ha scritto:Io non mi sto affatto divertendo.


non prenderti troppo sul serio altrimenti diventa dura.


Vorrei un bombolone alla crema x tirarmi su... :(


Meglio un bambolone...è se ci sa fare,ti alza le endorfine senza calorie...
Volendo,c'è anche la crema calda... :shock:
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Messaggioda Calicanto » 10 dicembre 2011, 19:38

amleta ha scritto:Ciao a tutti, sapete questa discussione casca proprio a fagiolo per me perchè negli ultimi tempi sto molto riflettendo sul tema dell'amore, ovviamente non mi riferisco a quello di coppia ma all'amore verso gli altri in generale. Infatti ho avuto delle delusioni perchè io sono un fiume d'amore e di affetto, cosa che fa parte anche della cultura in cui sono cresciuta, e mi sono scontrata con un'altra cultura in cui i sentimenti sono una cosa da evitare e di cui si ha paura. Ho cercato ovviamente di mettermi nei panni degli altri e di capire il motivo di tale distacco emotivo, quasi come difesa dall'Altro, dal diverso, e ho trovato varie spiegazioni. Io non voglio arrendermi e non voglio spegnere la mia fiamma solo per qualche esperienza negativa, però non vi nascondo che faccio fatica a non sentirmi " sbagliata" e fuori luogo, perchè sono troppo socievole, calorosa e affettuosa. Praticamente in questo paese tutti hanno paura e sfiducia e si tengono ben distanti da chi non è come, loro e questo ha creato delle situazioni in cui mi sono sentita davvero l'unica con un cuore pulsante mentre attorno avevo delle fredde statue. A voi è mai capitato? Voi siete lì col cuore colmo di affetto e amore per gli altri, cercate di coinvolgerli in qualcosa di vivo e solare, cercate di proporre di far delle cose insieme, con entusiasmo e loro lì a guardarvi come se veniste da un altro pianeta. Vi è successo mai? E dire che io ho dovuto superare molte barriere per avvicinarmi agli altri, perchè essendo una artista sono più centrata su di me e l'arte che sul mondo circostante, ma la mia vicinanza è vista quasi come una minaccia dagli altri, e l'amore sembra un grosso pericolo che nessuno vuole correre. Voi cosa pensate che dovrei fare? Mi è stato detto che dovrei "intiepidirmi" per essere accettata da queste persone, e cercare di comportarmi come loro. Ma io non voglio tradire il mio essere e trasformarmi in una statua per essere considerata accettabile! Io penso che ciò che sento è una emozione e una cosa bella e vorrei condividerla, non ci trovo nulla di sbagliato o di pericoloso. Ma gli altri se ne guardano bene dal lasciarsi avvicinare da un fuoco perchè hanno paura di bruciarsi. :cry:

Risolvi la tua sindrome del Boyscout.

Per capire cosa significa la sindrome del Boyscout,ti consiglio il film in cartone animato: "Up!"
Amare gli altri non significa asfissiare gli altri pensando di fare il loro bene,per soddisfare il nostro bisogno di sentirsi utili al mondo.
"L'amore è una misura della relazione."(Giorgio Maria Ferlini)
Quindi troppo amore è troppa r...
Cioè,in sintesi:invadenza.Occorre riconoscere e accettare la "giusta distanza".
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Messaggioda grazianozap » 11 dicembre 2011, 0:36

amleta ha scritto:Ciao a tutti, sapete questa discussione casca proprio a fagiolo per me perchè negli ultimi tempi sto molto riflettendo sul tema dell'amore, ovviamente non mi riferisco a quello di coppia ma all'amore verso gli altri in generale. Infatti ho avuto delle delusioni perchè io sono un fiume d'amore e di affetto, cosa che fa parte anche della cultura in cui sono cresciuta, e mi sono scontrata con un'altra cultura in cui i sentimenti sono una cosa da evitare e di cui si ha paura. Ho cercato ovviamente di mettermi nei panni degli altri e di capire il motivo di tale distacco emotivo, quasi come difesa dall'Altro, dal diverso, e ho trovato varie spiegazioni. Io non voglio arrendermi e non voglio spegnere la mia fiamma solo per qualche esperienza negativa, però non vi nascondo che faccio fatica a non sentirmi " sbagliata" e fuori luogo, perchè sono troppo socievole, calorosa e affettuosa. Praticamente in questo paese tutti hanno paura e sfiducia e si tengono ben distanti da chi non è come, loro e questo ha creato delle situazioni in cui mi sono sentita davvero l'unica con un cuore pulsante mentre attorno avevo delle fredde statue. A voi è mai capitato? Voi siete lì col cuore colmo di affetto e amore per gli altri, cercate di coinvolgerli in qualcosa di vivo e solare, cercate di proporre di far delle cose insieme, con entusiasmo e loro lì a guardarvi come se veniste da un altro pianeta. Vi è successo mai? E dire che io ho dovuto superare molte barriere per avvicinarmi agli altri, perchè essendo una artista sono più centrata su di me e l'arte che sul mondo circostante, ma la mia vicinanza è vista quasi come una minaccia dagli altri, e l'amore sembra un grosso pericolo che nessuno vuole correre. Voi cosa pensate che dovrei fare? Mi è stato detto che dovrei "intiepidirmi" per essere accettata da queste persone, e cercare di comportarmi come loro. Ma io non voglio tradire il mio essere e trasformarmi in una statua per essere considerata accettabile! Io penso che ciò che sento è una emozione e una cosa bella e vorrei condividerla, non ci trovo nulla di sbagliato o di pericoloso. Ma gli altri se ne guardano bene dal lasciarsi avvicinare da un fuoco perchè hanno paura di bruciarsi. :cry:


non accettare compromessi per compiacere, cerca di essere coerente soprattutto con te stessa e non smettere mai di amare.
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Messaggioda grazianozap » 11 dicembre 2011, 0:39

anais ha scritto:
grazianozap ha scritto:
anais ha scritto:Io non mi sto affatto divertendo.


non prenderti troppo sul serio altrimenti diventa dura.


Vorrei un bombolone alla crema x tirarmi su... :(


Tutto qui va beh allora eccolo ........e .... ..... . :mrgreen:
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