dissezionatemi, please

società, ambiente, famiglia, autoanalisi, effetti dello Yoga
Helvetia
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 229
Iscritto il: 15 maggio 2010, 22:01

dissezionatemi, please

Messaggioda Helvetia » 26 aprile 2011, 21:39

Per favore, aiutatemi a sbrogliare questa matassa...
E' una vicenda molto stupida, ma ormai sono mesi che mi gira per la testa e mi inquina i pensieri. Aiutatemi a vederla da altre angolazioni, a rilevare i miei processi mentali sbagliati.
Fino a qualche anno fa avevo una cara amica, le volevo bene come a una sorella. Poi io ho avuto un bambino, mi sono sposata, mi sono trasferita all'estero, e ci siamo un po' perse di vista.
Nel frattempo siamo entrambe cambiate. Ogni tanto ci sentivamo al telefono, ma sempre piu' raramente. E quando capitava, mi metteva in imbarazzo parlare con lei, perche' la trovavo sempre piu' pettegola: quando sparava maldicenze sulle conoscenze in comune, per le quali provo affetto, non potevo fare altro che prendere le difese degli assenti (mio difetto, mio grande errore). Questo probabilmente la irritava (forse la irritava anche qualcos'altro, che io pero' non posso sapere).
Infatti all'improvviso, per un banale malinteso, mi ha mandato un messaggio con scritto solo: "ciao".
Ci sono rimasta male, e' stato come uno schiaffo, ma allo stesso tempo e' stata una liberazione: non ero piu' costretta a fingere un'amicizia che invece stava morendo.
Comunque, mi e' sembrato giusto scriverle un'email di commiato, in cui le dicevo che eravamo entrambe cambiate, che la nostra amicizia si era persa, ma non era colpa di nessuno, e che avrei continuato a ricordarla con affetto. Lei non mi ha mai risposto.
A me sembra che questo sia odio. E mi fa male sapere di essere odiata da una persona che un tempo mi voleva bene. E non passa giorno in cui non pensi in qualche modo a lei: con dolore, con nostalgia, con rabbia.
Perche' e' diventato un pensiero ricorrente, che non riesco a cancellare del tutto? Mi disturba soprattutto non aver ricevuto una risposta, un ultimo saluto...
Grazie, fatemi pure a pezzettini piccoli :)

Avatar utente
gb
brahmana
brahmana
Messaggi: 4294
Iscritto il: 26 aprile 2005, 17:49

Messaggioda gb » 26 aprile 2011, 22:04

Qui la situazione e' complessa perche' non riguarda solo te ma un'altra persona...

Ti faccio una domanda, ma la tua amica ha figli?
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
Giovanni Vannucci

Helvetia
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 229
Iscritto il: 15 maggio 2010, 22:01

Messaggioda Helvetia » 26 aprile 2011, 22:12

No, non ha figli. Eravamo amiche da ragazze, poi io sono diventata mamma, ho cominciato a dare un peso diverso alle cose.
Mi rendo conto, e lo stavo per scrivere prima che tu, gb, rispondessi, che da un flusso di pensieri, sentimenti, parole, azioni e reazioni, prenderne solo una manciata e buttarla li' non ha nessun senso. Percio' mi e' sempre piu' difficile scrivere.
Ha senso la storia che ho scritto sopra?
Se la riscrivessi adesso sarebbe completamente diversa.
Se la scrivesse la mia amica, poi, sarebbe proprio un'altra storia.
Pero' avevo voglia di chiacchierare un po' con voi.
Tutti liberi di andare fuori tema! :)

Helvetia
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 229
Iscritto il: 15 maggio 2010, 22:01

Messaggioda Helvetia » 26 aprile 2011, 22:18

gb ha scritto:Qui la situazione e' complessa perche' non riguarda solo te ma un'altra persona...

Ti faccio una domanda, ma la tua amica ha figli?


Comunque c'e' del sesto senso in questa domanda :)
Perche' il malinteso da cui e' poi uscito il suo brusco "ciao" e' questo: dovevo andare a trovarla, una sera, ma mio figlio era stanco e per andare da lei avrei dovuto attraversare la citta'. Cosi' le ho scritto che non potevo andare, e lei si e' arrabbiata, come se le avessi fatto un'offesa personale. Non le e' bastato che le dicessi che mio figlio era stanco: non puo' capire cosa vuole dire, quando un bambino e' stanco e devi metterlo a letto. L'ha presa solo come uno sgarbo...

Avatar utente
pushan
brahmana
brahmana
Messaggi: 1727
Iscritto il: 15 gennaio 2007, 11:57

Messaggioda pushan » 26 aprile 2011, 23:44

Helvetia ha scritto:
gb ha scritto:Qui la situazione e' complessa perche' non riguarda solo te ma un'altra persona...

Ti faccio una domanda, ma la tua amica ha figli?


Comunque c'e' del sesto senso in questa domanda :)
Perche' il malinteso da cui e' poi uscito il suo brusco "ciao" e' questo: dovevo andare a trovarla, una sera, ma mio figlio era stanco e per andare da lei avrei dovuto attraversare la citta'. Cosi' le ho scritto che non potevo andare, e lei si e' arrabbiata, come se le avessi fatto un'offesa personale. Non le e' bastato che le dicessi che mio figlio era stanco: non puo' capire cosa vuole dire, quando un bambino e' stanco e devi metterlo a letto. L'ha presa solo come uno sgarbo...

la vita è un viaggio sul mare, ognuno sul suo natante.
A volte si viaggia accostati, a volte si sale a bordo della barca dell'altro, si "crea" un equipaggio o ci si affida a un capitano, facendo il mozzo.
Poi ci sono i "lupi di mare", i surfisti, i catamarani, i mosconi, le canoe, le corazzate, i sottomarini....infiniti modi di navigare.
Di tutto e di più.
A volte ci si stufa e ci si ancora in un bel posto, si attracca, e si sta a terra per un po', a prendere il sole o a ubriacarsi in qualche bettola (questo capita perchè solitamente non si riesce a governare la nave da sbronzi...soprattutto in tempi di tempeste e monsoni).
Ma chi ha da tenere la nave tra onde alte non può comprendere l'altro che preferisce attraccare e starsene un po' a terra....
Poi è difficile compartecipare al viaggio se uno viaggia in motoscafo e un'altro in gondola.
Dunque in questo momento potrebbe essere opportuno un distacco tra te e la tua amica, poi chissà le rotte potrebbero dinuovo incrociarsi.
Volere sempre avere attorno le "navi" amiche potrebbe essere un errore.
E' la Vita che sceglie per noi, fare resistenza ai cambiamenti crea tensione e malessere, ognuno vuole per sè qualcosa che l'altro non è disposto a dare, non così, non subito, non in quel modo.
Non pensarci più, semplicemente. Trattieni nel cuore i bei ricordi e le risate con la tua amica, lascia andare il resto.
Poi la Vita magari un giorno ti porterà in una piccola baia e attraccherai, gettando un occhio potrebbe capitare che vedi il motoscafo della tua amica...
non ci vuole molto, tra gente di mare, a organizzare due spaghetti alle vongole.
un sorriso
pushan

Avatar utente
Togdenma
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 305
Iscritto il: 16 marzo 2011, 15:50

Messaggioda Togdenma » 26 aprile 2011, 23:57

Ne avevi già parlato,mi sembra,anche se in modo assai generico.
Questa tua amica non ha voluto riconoscere in quel contesto,ciò che era una tua priorità:tuo figlio.E probabilmente pesa anche il limite della distanza.
E,probabilmente,ha ritenuto che ormai non aveste più molto da condividere o se vuoi,poco di cui parlare e sparlare insieme.
E ha trovato il movente per liquidarti,facendoti pure sentire in colpa.E ci è riuscita...
Di mezzo ci sono delle aspettative infrante ,rispetto ad una amicizia che non si è dimostrata tale.
E la delusione del silenzio.Di una mancanza di chiarimenti.
Mentre lei è là che si gode la vita e non ci pensa più.
Ci sono persone che riescono a chiudere facilmente le porte,altre che invece rimuginano.Cercando un senso.
Cui prodest?I giuochi ormai sono già stati fatti.E tu non li hai subiti:hai dimostrato di tenerci.Lei,invece,non ha nessuna voglia di ricominciare.Non ha colto la chance.
Allora stop.
Puoi sempre ricominciare da oggi:è tempo di passare oltre,accettando ciò che è.E lasciando che il tempo faccia il suo corso.
Ottimo esercizio di accettazione dell'impermanenza.
E dell' irrazionalità della vita.
Ma giungerà una sera
a queste rive
l'anima liberata:
senza piegare i giunchi
senza muovere l'acqua o l'aria
salperà - con le case
dell'isola lontana,
per un'alta scogliera
di stelle -
(Da "Desiderio di cose leggere",di Antonia Pozzi)

fuxi
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 311
Iscritto il: 10 dicembre 2010, 23:27

Messaggioda fuxi » 27 aprile 2011, 0:10

... ma il punto non è la sua amica... il punto è perché Helvetia ne soffre...

... ed è una sofferenza intima... deriva dalla constatazione di come anche l'amore può separare... è la separazione più dolorosa... constatare che l'amore esclude... quando si è abbagliati dalla luce è un limite a cui non si pensa... ci scopre impreparati...

Avatar utente
Togdenma
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 305
Iscritto il: 16 marzo 2011, 15:50

Messaggioda Togdenma » 27 aprile 2011, 0:16

...L'amore che separa è un amore ex-clusivo.Lo considero
un amore sofferente.Avido di riconoscimento.
Credo si possa accettare questa fine,qualora la si legga in questi termini:come un ultimo tentativo di affermazione. Di protagonismo intransigente.
Secondo me occorre semplicemente lavorare sull'accettazione di ciò che già è.
O se vuoi,sulla dis-identificazione.

Namastè.
Ma giungerà una sera

a queste rive

l'anima liberata:

senza piegare i giunchi

senza muovere l'acqua o l'aria

salperà - con le case

dell'isola lontana,

per un'alta scogliera

di stelle -

(Da "Desiderio di cose leggere",di Antonia Pozzi)

Avatar utente
gb
brahmana
brahmana
Messaggi: 4294
Iscritto il: 26 aprile 2005, 17:49

Re: dissezionatemi, please

Messaggioda gb » 27 aprile 2011, 7:28

Helvetia ha scritto:Per favore, aiutatemi a sbrogliare questa matassa...
E' una vicenda molto stupida, ma ormai sono mesi che mi gira per la testa e mi inquina i pensieri. Aiutatemi a vederla da altre angolazioni, a rilevare i miei processi mentali sbagliati.
Fino a qualche anno fa avevo una cara amica, le volevo bene come a una sorella. Poi io ho avuto un bambino, mi sono sposata, mi sono trasferita all'estero, e ci siamo un po' perse di vista.
Nel frattempo siamo entrambe cambiate. Ogni tanto ci sentivamo al telefono, ma sempre piu' raramente. E quando capitava, mi metteva in imbarazzo parlare con lei, perche' la trovavo sempre piu' pettegola: quando sparava maldicenze sulle conoscenze in comune, per le quali provo affetto, non potevo fare altro che prendere le difese degli assenti (mio difetto, mio grande errore). Questo probabilmente la irritava (forse la irritava anche qualcos'altro, che io pero' non posso sapere).
Infatti all'improvviso, per un banale malinteso, mi ha mandato un messaggio con scritto solo: "ciao".
Ci sono rimasta male, e' stato come uno schiaffo, ma allo stesso tempo e' stata una liberazione: non ero piu' costretta a fingere un'amicizia che invece stava morendo.
Comunque, mi e' sembrato giusto scriverle un'email di commiato, in cui le dicevo che eravamo entrambe cambiate, che la nostra amicizia si era persa, ma non era colpa di nessuno, e che avrei continuato a ricordarla con affetto. Lei non mi ha mai risposto.
A me sembra che questo sia odio. E mi fa male sapere di essere odiata da una persona che un tempo mi voleva bene. E non passa giorno in cui non pensi in qualche modo a lei: con dolore, con nostalgia, con rabbia.
Perche' e' diventato un pensiero ricorrente, che non riesco a cancellare del tutto? Mi disturba soprattutto non aver ricevuto una risposta, un ultimo saluto...
Grazie, fatemi pure a pezzettini piccoli :)


Quali sono i motivi per cui per te era cosi' importante ricevere una risposta alla tua mail di commiato?
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,

nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”

Giovanni Vannucci

Helvetia
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 229
Iscritto il: 15 maggio 2010, 22:01

Re: dissezionatemi, please

Messaggioda Helvetia » 27 aprile 2011, 11:40

Devo dire che aver sputato il rospo, e leggere le vostre risposte, con i loro punti di vista diversi, ridimensiona gia' il peso del fatto, e il pensiero mi pare gia' un po' piu' gestibile, vi ringrazio davvero tanto.


gb ha scritto:Quali sono i motivi per cui per te era cosi' importante ricevere una risposta alla tua mail di commiato?


Ecco, e' quello che mi chiedevo anch'io!
Cos'e', orgoglio ferito? Credevo di essere piu' importante? Eppure di solito mi sembra di darmi poca importanza. Forse e' come quando si fa i modesti per prendersi dei complimenti, e dall'altra parte trovi uno che invece ti da' ragione. "No, non sono bella, no, non sono intelligente, ecc", e trovi uno che ti risponde: "E' vero, sei proprio bruttina, e' vero, non sei una cima".
Spiazza, ci rimani male.
Volevo proprio capire dov'e' l'ingranaggio sbagliato qui:
una persona non mi "riconosce", io non mi arrabbio ma scelgo di dire comunque quello che penso, sempre mantenendo vivo l'amore che riesco ancora a dare (chiamiamolo affetto). Neanche questo viene riconosciuto. Eppure l'amore dovrebbe chiamare amore... -> delusione.
Un altro elemento di delusione e' l'idea di aver sbagliato per anni. Di aver amato una persona credendola altro da quello che era. Credevo avesse sentimenti che invece non ha, e viceversa credevo NON avesse sentimenti che invece ha. Ho amato un feticcio.

In realta', vorrei "rassicurarvi" (so che non ci avete dormito stanotte :mrgreen: ): ho raccontato questa vicenda non tanto perche' non mi dia pace. E' vero che mi disturba un po', ma non e' quello. Il punto e' che sto cercando di imparare a gestire i pensieri, a renderli piu' leggeri, a farli fluire. E questo fatto e' esemplare: mi mostra come si coagula un pensiero, come prende peso e risucchia energia al resto. A volte non sono nel presente e mi accorgo che sto pensando a questa vicenda (memoria). E se nel presente c'e', per esempio, una situazione di tranquillita', i miei sentimenti/sensazioni/pensieri sono invece spostati su tristezza/nostalgia/rabbia che mi da' questa storia. E mi rendo conto che e' assurdo.

Avatar utente
Gigi64
vaisya
vaisya
Messaggi: 126
Iscritto il: 4 marzo 2009, 14:26
Località: Castelletto Ticino (NO)

Messaggioda Gigi64 » 27 aprile 2011, 13:26

Helvetia aggiungo un mio punto di vista in più a quelli molto utili già postati da altri.
Facendo yoga penso che tutti noi vediamo dei cambiamenti in noi stessi, soprattutto che ci fanno cambiare il modo di rapportarci con la vita e con chi ci circonda. Questi cambiamenti sono positivi, o almeno, noi li riteniamo tali.
In conseguenza a questi riusciamo, o dovremmo riuscire, a vedere i fatti della vita che ci riguardano con maggior distacco, il che non vuol dire che amiamo di meno, o che proviamo meno emozioni, tutt'altro, vuol dire invece che siamo in grado di gestire meglio le stesse emozioni, che riusciamo a distaccarcene al momento opportuno in modo da saperle gestire meglio.

Ogni tanto però può capitare qualcosa che ci coinvolge particolarmente. A volte può essercene motivo, non so, un fatto che ha una portata decisamente rilevante per noi, ma a volte una cosa che ha una portata sì rilevante, ma non tantissimo, ci appare fuori controllo.
In questo caso ci vengono molte domande, magari anche dei dubbi, e magari ci chiediamo perchè con tutta la nostra pratica e per come siamo cambiati, non riusciamo a gestire quella situazione. Intendo ovviamente a livello emozionale.
Questa sensazione non è bella, perchè è un po come quando uno fatica tanto per arrivare a qualcosa, pensa non di esserci arrivato ma magari di aver fatto un po di strada, e ad un certo punto succede qualcosa che lo fa sentire come se si ritrovasse di nuovo alla partenza.

In realtà non è così, non è che ci si ritrova alla partenza. Più che altro quel qualche cosa ha toccato una parte di noi stessi su cui non abbiamo lavorato, o su cui abbiamo lavorato male.
Questo genere di sensazioni non devono essere vissute con frustrazione, ma con la consapevolezza che dobbiamo correggere il tiro, o che abbiamo tralasciato qualcosa, o che l'efficacia della nostra pratica non è quella che pensavamo, così dobbiamo rivederne alcuni aspetti.
O semplicemente ci riporta nell'umiltà di capire che il cammino è lungo... :)

Riguardo alla tua amica, mi trovo piuttosto vicino a quanto ha scritto Pushan. In periodi antecedenti alla mia scoperta dello yoga, quando già cercavo dentro a me stesso, ho spesso immaginato la vita come un fiume, con i suoi gorghi, le sue correnti. Il saper interpretare il nostro cammino vuol dire saper interpretare la corrente di questo fiume, con i suddetti gorghi, con le sue correnti strane, i suoi giochi d'acqua...
In questo fiume noi siamo come su delle piccole barchette, e a volte ci ritroviamo vicino ad altre barchette, che magari ci accompagnano per lunghi tratti.
A volte nasce un sentimento tra chi sta su queste barche, ci si aiuta, ci si vuole bene, ma poi ognuno segue la sua corrente, magari ci si rivede, e magari no.

Il fiume va capito, ma va anche accettato.

Avatar utente
albachiara
brahmana
brahmana
Messaggi: 662
Iscritto il: 18 dicembre 2010, 17:19

Re: dissezionatemi, please

Messaggioda albachiara » 27 aprile 2011, 13:56

Helvetia ha scritto:Per favore, aiutatemi a sbrogliare questa matassa...
.
.
Nel frattempo siamo entrambe cambiate. Ogni tanto ci sentivamo al telefono, ma sempre piu' raramente. E, e' stato come uno schiaffo, ma allo stesso tempo e' stata una liberazione: non ero piu' costretta a fingere un'amicizia che invece stava morendo.
:)




ciao,
nel corso della mia vita ho avuto molte amiche ,ogni età mi ha portato ciò era giusto arrivasse.
Mi sono sposata,anche le mie amiche.
Alcune di loro non le vedo e sento da molti anni.
Io non ho avuto figli loro si;ho sempre pensato che quando ti nasce un bimbo la tua vita affettiva cambi priorità, com'è giusto che sia.Ho continuato a frequentare alcune di loro uscendo per una pizza con rispettivi mariti e figli perchè oltre ad essere mie amiche sono amiche con figli e mariti.Se hanno del tempo libero fanno fatica ad uscire da sole "tra donne" e io rispetto le loro idee; il mio rapporto d'amicizia con loro è molto cambiato, si è per così dire allegerito.Quando penso a loro, ci penso con affetto perchè so valutare i miei sentimenti per loro.Con una posso parlare di un certo argomento, con l'altra di un'altro argomento.....
ma mi va bene così perchè alcune volte capita di parlare con sconosciuti di argomenti che di solito parleresti solo con amici.
Insomma io ritengo che non esistano "amici veri" o "amici del cuore" perchè così facendo do poco spazio a nuove conoscenze, nuove persone con cui entrare in contatto, nuove esperienze.
Non sentirti a disagio con la tua amica;abbiamo tutti una strada da seguire e sai quante cose incontramio nel nostro cammino......


tashi delek

Avatar utente
gb
brahmana
brahmana
Messaggi: 4294
Iscritto il: 26 aprile 2005, 17:49

Messaggioda gb » 27 aprile 2011, 17:04

Helvetia, cosa credi in questo momento si debba fare per evitare che un pensiero si formi, si coaguli, prenda forza e persistenza?

Rispondi per cortesia per ognuna delle fasi del "ciclo di vita" del pensiero.
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,

nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”

Giovanni Vannucci

Helvetia
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 229
Iscritto il: 15 maggio 2010, 22:01

Messaggioda Helvetia » 27 aprile 2011, 21:02

gb ha scritto:Helvetia, cosa credi in questo momento si debba fare per evitare che un pensiero si formi, si coaguli, prenda forza e persistenza?

Rispondi per cortesia per ognuna delle fasi del "ciclo di vita" del pensiero.


Come lavoro preliminare, esprimere sempre la propria verita', laddove sia chiara. Perche' a bugie e omissioni ne seguono altre a catena, finche' ci si ritrova imbrigliati in posti che non potevamo immaginare, e a quel punto uscirne e' complicato. Esempio, mi offri una pietanza che non mi piace ma per farti contento ti dico che mi piace, poi me la riproporrai ogni volta, e io ogni volta dovro' fingere, alla lunga potrei finire per odiarti ecc ecc...
Essere sinceri, per come la vedo e vivo ora, e' un piccolo atto d'egoismo. Oltre che una via sicura per la lapidazione... ma per me e per ora, puo' ancora valerne la pena.

Perche' il pensiero non si coaguli e prenda forza e persistenza mi viene in mente solo: yoga, meditazione, pranayama e mantra (piu', miei gusti personali, passeggiate e contemplazione della natura). Quando sono in fase infatti ho la mente abbastanza sgombra, i pensieri sono molto leggeri. Il problema e' stabilizzare questo stato, ci vorrebbe piu' costanza...

Una domanda a te: perche' specifichi "in questo momento"? cosa intendevi?

Avatar utente
gb
brahmana
brahmana
Messaggi: 4294
Iscritto il: 26 aprile 2005, 17:49

Messaggioda gb » 27 aprile 2011, 21:22

Helvetia ha scritto:
gb ha scritto:Helvetia, cosa credi in questo momento si debba fare per evitare che un pensiero si formi, si coaguli, prenda forza e persistenza?

Rispondi per cortesia per ognuna delle fasi del "ciclo di vita" del pensiero.


Come lavoro preliminare, esprimere sempre la propria verita', laddove sia chiara. Perche' a bugie e omissioni ne seguono altre a catena, finche' ci si ritrova imbrigliati in posti che non potevamo immaginare, e a quel punto uscirne e' complicato. Esempio, mi offri una pietanza che non mi piace ma per farti contento ti dico che mi piace, poi me la riproporrai ogni volta, e io ogni volta dovro' fingere, alla lunga potrei finire per odiarti ecc ecc...
Essere sinceri, per come la vedo e vivo ora, e' un piccolo atto d'egoismo. Oltre che una via sicura per la lapidazione... ma per me e per ora, puo' ancora valerne la pena.

Perche' il pensiero non si coaguli e prenda forza e persistenza mi viene in mente solo: yoga, meditazione, pranayama e mantra (piu', miei gusti personali, passeggiate e contemplazione della natura). Quando sono in fase infatti ho la mente abbastanza sgombra, i pensieri sono molto leggeri. Il problema e' stabilizzare questo stato, ci vorrebbe piu' costanza...

Una domanda a te: perche' specifichi "in questo momento"? cosa intendevi?



Perche' se ti poni questo quesito quello che pensi adesso probabilmente e' una tua credenza su come fare più' che un metodo consolidato.

Tu mi illustri una via "indiretta" per agire sui pensieri (yoga, meditazione etc.), quale altra via potresti pensare di usare per evitare coagulo, potenza e persistenza?
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,

nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”

Giovanni Vannucci


Torna a “Yoga e vita quotidiana”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 6 ospiti