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Miranda Fey
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Re: Yoga?!?!?!?!

Messaggioda Miranda Fey » 22 aprile 2008, 3:12

...ma evidentemente anche la mercificazione della Tradizione ha un suo perchè(non chiedermi quale, che non ne ho la più pallida idea :mrgreen: )


Mio cortese,
e per quale ragione se non la più schietta?
Non operan forse i poteri ostativi così argutamente da insidiare il pomo dell'arbore eterno? Non temono questi sommamente i Cercatori, piuttosto che gli animi cheti, già preda della maestosa secolare fauce uroborica?

Tentan costoro di fuorviar massimamente coloro che sian pervenuti alla Via Regia...Palliando il Vero d'orribile mendacità.
Quanti inni levati all'Idiozia! Quale mercato d'Estatiche Ebbrezze!

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ciao!

Messaggioda france » 22 aprile 2008, 11:09

Caro Govinda,

Ma sei sicuro che lo yoga sia uno?
E’una la visione, ma lo yoga è, come i tarocchi, un sistema di simboli.
Inevitabilmente viene interpretato, così come ogni cosa al mondo.
E dire che lo yoga è uno significa stare attaccati ad una radice morta.
Certo ci sono interpretazioni malate e corrotte, come nel cristianesimo del resto.
Ma altre sono vitali, e permettono alle persone di accostarsi ad una materia, che altrimenti
sarebbe non più accettabile, perché non vista alla luce dei nuovi livelli di comprensione.
Detto questo, il post nasce come una richiesta rispetto ad una scuola di formazione insegnanti di yoga. Queste scuole possono essere il bene o il male, ma non sono che strumenti, come sempre dipende dalle persone. Questo lo sappiamo tutti.

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Re: ciao!

Messaggioda gb » 22 aprile 2008, 12:40

france ha scritto:Caro Govinda,

Ma sei sicuro che lo yoga sia uno?
E’una la visione, ma lo yoga è, come i tarocchi, un sistema di simboli.
Inevitabilmente viene interpretato, così come ogni cosa al mondo.
E dire che lo yoga è uno significa stare attaccati ad una radice morta.


In un certo "fotogramma" lo yoga è uno, in un altro, lo yoga è molti.
In un altro ancora, lo yoga è uno e molti contemporaneamente.

Se posiamo la macchina fotografica, quanti yoga "vediamo"?
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
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ciao

Messaggioda france » 22 aprile 2008, 13:18

e tu sei uno, molti o uno e molti? :D

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Messaggioda Paolo proietti » 22 aprile 2008, 13:37

Ma sei sicuro che lo yoga sia uno?
E’una la visione, ma lo yoga è, come i tarocchi, un sistema di simboli.

probabilmente no.
lo yoga non è assolutamente un sistema di simboli.

yoga può essere interpretato in tre maniere possibili:
1) Yoga inteso come yoga di Patanjali, ovvero uno dei sei darshana.
darshana è un punto di vista interpretativo dei veda.
nessun darshana è in contrasto o contraddizione con gli altri, ma è complementare.
lo yoga darshana è quello che introduce la categoria, "tattva ", di Isvara nell'elenco delle 25 categorie individuate dal samkhya.

2)yoga inteso come tecniche psicofisiche finalizzate alla liberazione e legate comunque alla tradizione rappresentata dai darshana.


3) yoga come l'insieme delle discipline psicofisiche, dei punti di vista filosofici, dei testi legati alla Tradizione ovvero alla filosofia realizzativa.


il fatto che alcune tecniche psicofisiche possano risultare utili alla salute del corpo o all'ottenimento di poteri psichici o al portafogli non significa che siano nate con quei fini.

un abbraccio.
p.p.
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ciao

Messaggioda france » 22 aprile 2008, 14:47

Ciao paolo,
scusa ma non sono molto d’accordo…
non credo che lo yoga possa essere interpretato in queste tre maniere che dici, o meglio, può, ma per me è riduttivo e poco interessante.

Patanjali è sempre all’origine dello yoga, perché lo yoga, una volta manifestatosi, si organizza come sistema.
Chi interpreta lo yoga come tecniche psicofisiche fa un torto allo yoga nella sua integrità, e quindi naturalmente nel mondo esiste tale interpretazione, ma io non la considero certo, come tu dici, un’interpretazione alternativa allo yoga “di Patanjali”.
L’interpretazione diventa ricca quando è espressione di un pensiero che si evolve, mantenendone l’integrità originale. In questo senso le interpretazioni possono essere molteplici, e sono tutti gradini che per fortuna porteranno lo yoga fino ai tuoi figli e ai tuoi nipoti.
Lo yoga non è una pietra, anche se spesso in questo forum ne assume le sembianze :mrgreen: , e altroché se è un sistema di simboli…

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continua per paolo

Messaggioda france » 22 aprile 2008, 15:09

(continua da sopra!)
e, continuo, ti faccio un esempio per rimanere nel campo della danza, che tu hai citato...
Probabilmente l'origine della danza è una, avrà avuto origine da un ritmo originario nel corpo, o da un mito, però il pensiero sulla danza grazie al cielo si è evoluto, ed ai Cecchetti ai Balanchine, ai Bejart, ai Mats Ek, ai Merce Cunningham dobbiamo dire grazie!
E allora perchè allo yoga non si riconosce la stessa possibilità? Perchè lo yoga o è pietra o è De Filippi?

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Re: ciao

Messaggioda gb » 22 aprile 2008, 15:38

france ha scritto:e tu sei uno, molti o uno e molti? :D


no, noi siamo due, io e il mio....
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Messaggioda gb » 22 aprile 2008, 15:40

...senso dell'ego, cosa avevi pensato?!?!
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Re: ciao

Messaggioda Paolo proietti » 22 aprile 2008, 15:54

france ha scritto:Ciao paolo,
scusa ma non sono molto d’accordo…
non credo che lo yoga possa essere interpretato in queste tre maniere che dici, o meglio, può, ma per me è riduttivo e poco interessante.

Patanjali è sempre all’origine dello yoga, perché lo yoga, una volta manifestatosi, si organizza come sistema.
Chi interpreta lo yoga come tecniche psicofisiche fa un torto allo yoga nella sua integrità, e quindi naturalmente nel mondo esiste tale interpretazione, ma io non la considero certo, come tu dici, un’interpretazione alternativa allo yoga “di Patanjali”.
L’interpretazione diventa ricca quando è espressione di un pensiero che si evolve, mantenendone l’integrità originale. In questo senso le interpretazioni possono essere molteplici, e sono tutti gradini che per fortuna porteranno lo yoga fino ai tuoi figli e ai tuoi nipoti.
Lo yoga non è una pietra, anche se spesso in questo forum ne assume le sembianze :mrgreen: , e altroché se è un sistema di simboli…


ognuno è libero di avere le opinioni che vuole ed è libero di esprimerle.
emotivamente mi verrebbe da approvare quello che dici, è bello pensare che si possa esercitare la creatività personale ...
in qualche maniera però so che non è così.
c'è una cosa che pare strana a dirla e che sfugge, a dir la verità, alle capacità di comprensione di molti individui ed è la Tradizione.
lo yoga appartiene alla tradizione, come la Qabbalah, l'esoterismo islamico,il taoismo, la filosofia platonica.

la Tradizione è quella e basta.

lo scopo è la comprensione di una verità, una sola L'uomo è un angelo caduto, è il dio autolimitato.

non c'è differenza tra ciò che dicono i veda e ciò che traspare dai frammenti orfici o dalle tre cose che sappiamo di pitagora.

e non è cosa che riguarda la magia, o oscuri riti precristiani (Cristo è la tradizione vivente).
anzi magia e riti in un certo senso sono effetti collaterali della tradizione.

la tradizione riguarda la metafisica.

cosa diversa dalla filosofia e da ciò che comunemente si chiama religione.

la metafisica si divide in ontologia, ovvero la conoscenza dell'essere e "altro".

lo scopo dello yoga e delle discipline tradizionali è giungere a quell'altro.

anzi a Quello (tat, in arabo dhat, in inglese That).

va benissimo che si cominci a fare yoga per il benessere del corpo o per tranquillizzarci.

ma dal punto di vista di alcuni (come sul forum , scusate se mi permetto di citare nomi diverso dal mio senza interpellarli, R9, Govinda,Rudra,Lakhsmi,Pushan, grazianozap, Miranda e molti altri)quello non è Yoga.

spesso si crede di sapere cosa è Yoga ma non si conosce bene nemmeno il significato della parola.

non è affatto scontato che significhi Unione.

la definizione nasce dal fatto che in sanscrito Yu vuol dire unire, ma d'altro canto ga è il verbo cantare ed anticamente yoga era usato per giogo.

unione si dovrebbe dire, credo Yuj.

ma questo non è essenziale.
è essenziale il fatto che per motivi economici si chiami spesso yoga una simpatica ginnastica o alcune esibizione simili alla danza libera che non hanno molto a che vedere con lo yoga.

la maggior parte delle scuole che nascono come funghi fanno riferimento a tre categorie:
lo yoga che magari di nome prende spunto dagli yogasutra di patanjali (comptreso l'ashtanga che è disciplina del xx° secolo )scritti tra il 300 ed il 250 a.C..
lo yoga che prende spunto dallo hathayogapradipika scritto tra il 1400 ed il 1500 della nostra era.
ed il kundalini Yoga di origine islamica importato da Yoghi bahjan in occidente negli anni sessanta.

adesso prende piede anche lo yoga sudamericano di DeRose che dice di riferirsi al samkhya secondo una genealogia e delle corrispondenze note solo a lui.


tutto va bene, naturalmente.
ma la maggiorparte di queste scuole non hanno collegamento con ciò che si chiama Tradizione.

nella tradizione senza nome e nelle scuole senza muri, esistono dei lignaggi ben precisi.

delle chiavi che passano da maestro a maestro dalla notte dei tempi.
io vado d'accordissimo con Govinda, ma il suo lignaggio differisce dal mio.

la tradizione è vivente, nel senso che il maestro di R9, il maestro di Govinda, il maestro di Pushan sono comunque degli esseri viventi riconosciuti dagli altri lignaggi.

essere predisposti all'attività fisica e alla contemplazione, prendere un diploma in una scuola non significa far riferimento alla tradizione senza nome.

quindi non è che non devi chiamare yoga ciò che tu pensi si chiami yoga, ma forse devi tener conto del fatto che per altri yoga ha un altro ben preciso significato che differisce da ciò che tu intendi.

inutile quindi discutere, da un certo punto di vista.
basta sapere di cosa si parla.
un abbraccio.
p.p.
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Messaggioda pushan » 22 aprile 2008, 16:00

gb ha scritto:...senso dell'ego, cosa avevi pensato?!?!

proprio quella roba là :mrgreen:
sarò patologicamente ammalata?
:roll:
maliziosa?
perversa?
per nulla yogica (in nessuno dei tre sensi)
mah!
ciao
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ciao paolo

Messaggioda france » 22 aprile 2008, 21:50

posso solo risponderti così:

Mircea Eliade parla del coraggio di un atto creativo proprio come chiave per la trasmissione della tradizione.
E' quello che, per fortuna, hanno fatto tanti maestri venerati.
E'lo yoga stesso che ti dà l'etica per non uscire dal suo messaggio, e chi lo fa, creando metodi propri marchi registrati etc, probabilmente sa di non essere nel giusto.
Ma io di quello non mi preoccupo, appunto perchè non è yoga.

Nessun aspetto della vita umana deve essere escluso alla creatività, sia la Qabbalah, l'esoterismo islamico,il taoismo, la filosofia platonica.

La creatività espressa è metafisica quanto la tradizione, e chi fa yoga (e danza, vero?) non può non saperlo.

E Quello, si può incontrare anche dove non lo aspetti.

Tu dici:
"va benissimo che si cominci a fare yoga per il benessere del corpo o per tranquillizzarci."

Ma ti ripeto che quello non è yoga, e mi stupisce che tu continui ad attribuire a me questi pensieri.
Io non conosco DeRose nè le sue intenzioni; istintivamente non mi ispira e perciò non mi avvicino. Quindi?

"la maggior parte delle scuole che nascono come funghi fanno riferimento a tre categorie:
lo yoga che magari di nome prende spunto dagli yogasutra di patanjali (comptreso l'ashtanga che è disciplina del xx° secolo )scritti tra il 300 ed il 250 a.C..
lo yoga che prende spunto dallo hathayogapradipika scritto tra il 1400 ed il 1500 della nostra era.
ed il kundalini Yoga di origine islamica importato da Yoghi bahjan in occidente negli anni sessanta.
adesso prende piede anche lo yoga sudamericano di DeRose che dice di riferirsi al samkhya secondo una genealogia e delle corrispondenze note solo a lui".
E' così importante fare uno schema?

"tutto va bene, naturalmente.
ma la maggiorparte di queste scuole non hanno collegamento con ciò che si chiama Tradizione."
E di cosa ti preoccupi? Ciò che non ha valore scomparirà.

"nella tradizione senza nome e nelle scuole senza muri, esistono dei lignaggi ben precisi."

Le scuole senza muri e la tradizione senza nome non dovrebbe avere neppure maestri, tanto meno lignaggi. E le chiavi dovrebbero caderti tra le mani se ne sei all'altezza (Patanjali: letteralmente qualcosa che ti cade in mano, ma sicuramente già lo sai)

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Messaggioda matasilogo » 16 ottobre 2008, 12:30

SarettaS ha scritto:Mi sa che avete capito male qui non gira un euro! :D
Comunque anche se non mi avete dato pareri sulle coreografie e sul metodo (che secondo me, apparte tutto, ha una sua validità) vi ringrazio per avermi fatto capire meglio la storia "finanziamento"! :wink:


effettivamente non ho capito come si sostiene questo sito eccezionale e tecnologico. Benemeriti coloro che si sbattono.
Voglio ricordare che i SUFI davano insegnamenti di vita, ma erano artigiani molto antichi ,preislamici. Ho conosciuto un pastore nel sahara che ruotando andava in trance e poi dava insegnamenti ai convenuti senza nulla chiedere. Solo in epoca di persecuzione della cultura dominasnte si chiusero in monasteri. Non vi ricorda i , benedettini, cistercensi e francescani come il mio avatar? Ho conosciuto dei sadu indiani che chiedevano soldi senza dare niente, ma altri che richiesti rispondevano alle domande e non volevano nulla. Da Deli a Bombey sul treno mi ero messo sul portabagagli come mi aveva consigliato il mio maestro indiano e di fronte a me c'era un uomo sui sessanta vestito all'occidentale sempre sul bagagliaio che mi fece un sorriso di approvazione quando salii.
Alcuni che passavano nel corridoio ci guardavano stupiti, ma altri guadavano lui, non me, con intensità. poi capii: qualcuno si avvicinò a lui chiedendogli qualcosa e lui evidentemente li consolava. Rifiutò delle offerte e loro si inchinavano andando via. Momenti di commozione.
Om shanti.

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Messaggioda matasilogo » 17 ottobre 2008, 14:39

matasilogo ha scritto:
SarettaS ha scritto:Mi sa che avete capito male qui non gira un euro! :D
Comunque anche se non mi avete dato pareri sulle coreografie e sul metodo (che secondo me, apparte tutto, ha una sua validità) vi ringrazio per avermi fatto capire meglio la storia "finanziamento"! :wink:


effettivamente non ho capito come si sostiene questo sito eccezionale e tecnologico. Benemeriti coloro che si sbattono.
Voglio ricordare che i SUFI davano insegnamenti di vita, ma erano artigiani molto antichi ,preislamici. Ho conosciuto un pastore nel sahara che ruotando andava in trance e poi dava insegnamenti ai convenuti senza nulla chiedere. Solo in epoca di persecuzione della cultura dominasnte si chiusero in monasteri. Non vi ricorda i , benedettini, cistercensi e francescani come il mio avatar? Ho conosciuto dei sadu indiani che chiedevano soldi senza dare niente, ma altri che richiesti rispondevano alle domande e non volevano nulla. Da Deli a Bombey sul treno mi ero messo sul portabagagli come mi aveva consigliato il mio maestro indiano e di fronte a me c'era un uomo sui sessanta vestito all'occidentale sempre sul bagagliaio che mi fece un sorriso di approvazione quando salii.
Alcuni che passavano nel corridoio ci guardavano stupiti, ma altri guadavano lui, non me, con intensità. poi capii: qualcuno si avvicinò a lui chiedendogli qualcosa e lui evidentemente li consolava. Rifiutò delle offerte e loro si inchinavano andando via. Momenti di commozione.
Om shanti.


Mi sa che questo messaggio è andato in una cartella strana. OM

DexterGordon
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Messaggioda DexterGordon » 22 ottobre 2008, 17:54

questo post mi sembra azzeccato per esorre quanto mi sta' accadendo, chiedo consiglio:
Ho iniziato ad insegnare yoga persso una struttura fitness, e' stata un'idea piu' malsana di quella che pensavo: da un lato sono felice del fatto che un gruppetto di persone sono rimaste entusiaste di questa pratica cosi' diciamo poco "praticata", dall'altro...nn so trovare nemmeno il termine per descrivere il mio "status", cmq negativo, di avere a che fare con i proprietari della struttura: faccio il corso ad orari assurdi e tutti i giorni si lamentano perche' il "prodotto" nn attira tante persone quanto step o robe simili che fanno a dir loro dimagrire( ce ne fosse uno magro!). Sono una persona molto aperta, ho sempre pensato e tutt'ora penso che ogni insegnante trasmette la pratica a suo modo, piu' dinamico o statico, ma insomma sempre di yoga si deve parlare. Pensavo di abbandonare perche' mi sento a disagio, poi diciamo che ci ho ripensato e ho pensato di sfruttare la situazione finche' mi fa comodo, facendo orecchi da mercante e dicendo sempre di si per poi fare come mi pare. Non e' molto etico, ma credetemi quando mi trovo davanti soggetti che vorrebbero aggiungere "corpi estranei" "perche' cosi' il prodotto si vende meglio" mi si drizzano i capelli!!
Ieri e' stato quasi il colmo perche' mi hanno chiesto di giocare un po' sull'elemento soggettivo, ovvero di trascinare persone in sala tanto per fare ciccia...senza contare il fatto che il titolare in questione e' una donna. A questo punto...nn so che fare abbandono sfrutto a vengo via?
Scusatemi tanto...ma sono un po' in confusione spero in qlk parola di conforto! :cry:


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