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società, ambiente, famiglia, autoanalisi, effetti dello Yoga
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fabio
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Messaggioda fabio » 28 febbraio 2008, 14:41

france ha scritto:Ma assolutamente no.
E' una visione dello yoga autistica e superata.
E' triste sentirselo dire, ma esistono percorsi onesti nello yoga che contemplano il denaro. Nessuno avrà forse mai più la visione originale dello yoga, ma per questo allora nessuno può più permettersi di trasmettere onestamente una propria esperienza, soprattutto riferita agli aspetti dello yoga maggiormente trasmissibili, quali il lavoro sul corpo e sul corpo sottile?
Tu hai rifiutato di insegnare, non discuto se non ti sentivi preparato, fatti tuoi e della tua coscienza, ma hai pensato che tra i tuoi mancati allievi forse c'era qualcuno che avrebbe pagato volentieri pochi euro per avere qualche indicazione su come cominciare un percorso senza averne un'idea? E tu, perchè non ti dedichi completamente alla tua realizzazione spirituale anzichè perdere tempo con il lavoro? Pensi che sia così peccaminoso ffare un lavoro che piace e magari anche rendere felici le persone (e magari anche regalare a piene mani il tuo sapere, perchè no? non c'è limite in questo)? E' una mentalità tipicamente occidentale...soffrire per vivere, e lo spirito sta a guardare


visione autistica? non me l'aveva mai detto nessuno, hi hi hi :D

comunque credi la mia "realizzazione spirituale" possa prescindere dal lavoro che faccio per mantenere me e la mia famiglia?
mumble mumble, ad occhio e croce non mi torna. cosa ne pensi? e poi scusa chi parla di soffrire per vivere? chi parla di "peccaminoso?forse tu ne stai parlando. ti disturba che non la penso come te? sorry

mentalità tipicamente occidentale? caspita ma io sono italiano, che ce posso fa? credi che quindi sia "meglio" una mentalità di tipo orientale? non credi sia un pò riduttivo?

un abbraccio

un aspirante dell'aspirante idiota :mrgreen:
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Messaggioda france » 28 febbraio 2008, 15:40

Cari ragazzi,
mi pare che all'inizio si parlasse dell'opportunità o meno di pagare dei soldi per una scuola per insegnanti yoga. La mia opinione è e rimane positiva a riguardo.
A livello personale, credo che lo yoga per me sia intuire di tanto in tanto il mio posto nel mondo. A me lo spirito non interessa, non so cos'è. Non capisco davanti a quale specchio mi vogliate mettere. Mi interessa avere cura delle persone che ho accanto, avere con loro rapporti sinceri, studiare la filosofia, perché nelle parole è l’origine del mondo. Ma non solo. Apprendere dai cristalli che ci sono giunti dall’inesorabile trasformazione della visione originale che ha creato lo yoga. Per piccole intuizioni. L’origine del mondo come ritmo. L’origine del corpo come ritmo. Essere parte del corpo del cosmo. Il riconoscere un’oscurità alla base. Cos’è lo yoga oggi, qui? Per la vita di ognuno?
Per me sono preziose quelle persone che hanno trasformato lo yoga in qualcosa di profondamente personale, perché per me leggere o ascoltare leggende sui miti dello yoga non mi tocca in fondo più di tanto, ma leggere un occidentale come me che ricrea lo yoga, questo sì che è stare davanti ad uno specchio. Senza sentimentalismi da yoga del paleolitico, da vecchietto “idiota” che ti offre la kundalini nel palmo della mano, e poi ti paga pure…che allora preferisco la fata travestita da vecchina che ti mette alla prova per strada per regalarti la pentola d’oro…
Le cose più preziose per me, a volte le ho avute gratis, altre volte ho pagato, non solo in termini di denaro, che differenza fa, per me? Ho sempre pagato volentieri, se ne valeva la pena…se capiamo che anche il rapporto con il denaro è yoga, che non bisogna esserne schiavi, ma che è comunque parte della vita, che problema c’è?

Un abbraccio a tutti
f

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Messaggioda gb » 28 febbraio 2008, 15:50

france ha scritto: Non capisco davanti a quale specchio mi vogliate mettere.


probabilmente questo

france ha scritto:paolo, secondo me sbagli.
...
ciao govinda, posso dirti una cosa? non ho mai sentito tante sciocchezze tutte insieme, riferite a questo particolare contesto.
...
Piuttosto sono una persona che
...
Ma assolutamente no.
E' una visione dello yoga autistica e superata.
...
fatti tuoi e della tua coscienza,
...
E' una mentalità tipicamente occidentale...
...
Cari ragazzi,
...
leggere un occidentale come me che ricrea lo yoga
...
sentimentalismi da yoga del paleolitico, da vecchietto “idiota”
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
Giovanni Vannucci

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Messaggioda Paolo proietti » 28 febbraio 2008, 16:02

gb ha scritto:
france ha scritto: Non capisco davanti a quale specchio mi vogliate mettere.


probabilmente questo

france ha scritto:paolo, secondo me sbagli.
...
ciao govinda, posso dirti una cosa? non ho mai sentito tante sciocchezze tutte insieme, riferite a questo particolare contesto.
...
Piuttosto sono una persona che
...
Ma assolutamente no.
E' una visione dello yoga autistica e superata.
...
fatti tuoi e della tua coscienza,
...
E' una mentalità tipicamente occidentale...
...
Cari ragazzi,
...
leggere un occidentale come me che ricrea lo yoga
...
sentimentalismi da yoga del paleolitico, da vecchietto “idiota”


gb, da un pò di tempo sembri proietti.
forse dovresti cominciare a preoccuparti :mrgreen:
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no!

Messaggioda france » 28 febbraio 2008, 16:11

noooooooooooooooo
SONO STATA FRAINTESA ASSOLUTAMENTE!
NON VOLEVO DIRE UN OCCIDENTALE COME ME, NEL SENSO IO! PARLAVO DI FILOSOFI OCCIDENTALI...

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Messaggioda gb » 28 febbraio 2008, 16:14

Paolo proietti ha scritto:
gb, da un pò di tempo sembri proietti.
forse dovresti cominciare a preoccuparti :mrgreen:


che io stia .... proiettando?!? :shock:
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Messaggioda luca69 » 28 febbraio 2008, 18:19

Bene,a quanto pare l'opinione è che un corso di formazione aggira all'incirca su queste cifre(parlando di persone qualificate).
Sta all'interessato decidere che fare a seconda delle sue possibilita'.
Mi puo' andare bene,pero' mi viene da pensare che ci sia gente brava e pronta ad apprendere che non si puo'permettere di andare avanti,e,viceversa,gente che sta bene finanziariamente e puo'proseguire nel suo apprendimento solo perchè "può"(senza offesa per nessuno in particolare).
Questo dopotutto è l'andamento ormai di tutte le cose,non solo dei corsi di yoga,con la differenza che nello yoga c'è un'etica che sarebbe da rispettare un pò di più.
Non voglio nulla gratis,non sarebbe giusto,ma prezzi più adeguati.
Comunque grazie a tutti per le vostre opinioni.
Saluti,Luca. :D
L'ego è la maschera con cui la nostra anima si presenta al mondo.

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Messaggioda Paolo proietti » 28 febbraio 2008, 19:22

noooooooooooooooo
SONO STATA FRAINTESA ASSOLUTAMENTE!
NON VOLEVO DIRE UN OCCIDENTALE COME ME, NEL SENSO IO! PARLAVO DI FILOSOFI OCCIDENTALI...


perbacco!
essere fraintesi è terribile :roll:
cerchiamo di rimettere le cose a posto:

stabiliamo che non sei occidentale.
e che ME non significa IO, ma filosofi occidentali....

mmmhhh....certo che è dura, nevvero? :shock:
forse hai sopravvalutato le capacità intellettuali degli astanti....

insomma tu sei IO o sei ME?
e i filosofi occidentali sono ME o IO?

Nietzsche ad esempio, rientra nella categoria ME o nella categoria IO?

e Kant?

Parmenide forse è ME...che ne dici?

mentre Spinoza è quasi sicuramente IO....
o forse no?

mah
temo che dovrai reintervenire per chiarire il tuo pensiero.
:(
p.
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solo

Messaggioda france » 28 febbraio 2008, 20:29

l'unica cosa che volevo chiarire, e l'ho fatto malamente, è tratta dalla caterva di citazioni di espressioni mie. La frase era: "...un occidentale come me, che crea lo yoga". Intendevo riferirmi a persone che fanno dello yoga un fatto creativo, presente, appartenendo ad un contesto d'origine occidentale. Non intendevo certo dire che io creo lo yoga, come poteva in effetti sembrare.
Tutto il resto che ho scritto riflette il mio pensiero abbastanza bene, e spero di non aver offeso nessuno, mi interessava rispondere a luca e dare un mio parere a chi è incerto se intraprendere una scuola di formazione. Anzi, aggiungo una cosa, dopo l'ultimo post di luca: dato che il suo problema alla fine sono i soldi, mi sembra una buona idea che persone come alcune fra quelle che ho incontrato oggi, oggettivamente studiosi e praticanti di alto livello, si offrano per incontrare e condividere liberamente il loro sapere con chi desidera progredire, ma non ha le possibilità economiche.
che ne pensi? ciao!
buona serata
ciao

malcolm
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Messaggioda malcolm » 28 febbraio 2008, 23:22

credo che una scuola possa insengarti, forse, tante cose, se sei in grado di recepirle;
ma, haimè, non possa trasmetterti nulla.

credo altresì che il cuore sia a destra e che lo si possa comprendere solo dimenticando tutto e ascoltando il proprio Sè che ivi dimora.

un abbraccio
uno che frequenta una scuola e anela a dissolversi in un bagno caldo...

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 29 febbraio 2008, 0:23

l'unica cosa che volevo chiarire, e l'ho fatto malamente, è tratta dalla caterva di citazioni di espressioni mie. La frase era: "...un occidentale come me, che crea lo yoga". Intendevo riferirmi a persone che fanno dello yoga un fatto creativo, presente, appartenendo ad un contesto d'origine occidentale. Non intendevo certo dire che io creo lo yoga, come poteva in effetti sembrare.
Tutto il resto che ho scritto riflette il mio pensiero abbastanza bene, e spero di non aver offeso nessuno, mi interessava rispondere a luca e dare un mio parere a chi è incerto se intraprendere una scuola di formazione. Anzi, aggiungo una cosa, dopo l'ultimo post di luca: dato che il suo problema alla fine sono i soldi, mi sembra una buona idea che persone come alcune fra quelle che ho incontrato oggi, oggettivamente studiosi e praticanti di alto livello, si offrano per incontrare e condividere liberamente il loro sapere con chi desidera progredire, ma non ha le possibilità economiche.
che ne pensi? ciao!
buona serata
ciao


penso che " un occidentale come me che crea lo yoga" può essere interpretato in varie maniere.

vediamo di capirci, perchè il problema è intendersi, e non ci vuole poi molto, è sufficiente un pochino di buona volontà.

cominciamo dal discorso dell'istruttore di yoga.

ckstar è un bravo insegnante di yoga.
non ha il diploma di nessuna federazione.

lo è suo malgrado in un certo senso.

tu pensi che non sia giusto che ckstar insegni yoga?

non credo.

la scuola come istituzione ha uno scopo per così dire burocratico.

se paghi ti danno un diploma e con quello sei autorizzato ad insegnare.

ciò non vuol dire che non ci siano insegnanti seri e preparati con tanto di diploma, figuriamoci.

questo è ciò che vale anche nella danza.

nella scherma.

nel body building.

giuseppe Garibaldi era uno dei più grandi schermitori della sua epoca e non aveva fatto nemmeno una lezione di scherma in vita sua.

concordi sul fatto che le abilità e l'attitudine non dipendano da un diploma?

penso di si.

c'è però da dire che , lavorando sul corpo, c'è il rischio di trovarsi davanti degli istruttori improvvisati, con scarse conoscenze anatomiche, che possono danneggiare per sempre una persona.

il discorsodella necessità di frequentare dei corsi in qualche maniera istituzionali è una garanzia in tal senso.

è più facile farsi male studiando con un cretino improvvisato che si inventa un suo yoga (cubalibre yoga per esempio) che un insegnante diploma alla federazione europea.

penso che tu possa concordare anche su questo.

ma qui stiamo parlando della disciplina psicofisica chiamata yoga.

simile, nelle finalità, alla ginnastica dolce, a certe tecniche marziali, allo streching ad un certo tipo di danza.

lavoro nel campo del teatro e dalla danza e ti assicuro che il lavoro sulle energie sottili, sui centri (a volte si chiamano chakra anche nella danza) sul respiro è moltissimo similissimo.

gli scambi di idee e nozioni tra oriente ed occidente sono sempre stati molto più intensi di quanto crediamo.

lo svedese Ling per esempio creò la ginnastica medica sulla base dei resoconti fatti dalla Cina dai padri gesuiti e di un'esperienza personale: la guarigione di una paresi al braccio grazie alla pratica della scherma.

trovare i dettagli di certi suoi esercizi paro paro nei libri di maestri indiani come Ijengar e la figlia Gita può sorprendere chi non conosce la storia delle tecniche corporee, ma è spiegabilissimo.


ora quando Govinda ed altri parlano di yoga si riferiscono in realtà alla filosofia realizzativa.

da un certo punto di vista Platone è molto più yogi del maestro De Rose o di Van lisbeth.

l'insegnamento dello yoga inteso come filosofia realizzativa non dipende dalle nozioni accumulate o dalle conoscenze anatomiche, ma dalla qualificazione dell'aspirante allievo.

l'allievo non mette sul piatto della bilancia dei soldi ma il cuore.

ma non si tratta mica del cuore che pompa sangue.

e nemmeno di una serie di tendenze romantiche e sdolcinate.

si tratta del cuore spirituale sede del vero Sé.

anche se vi fosse una scuola vera con i muri e le porte (la tradizione è senza nome e la scuola senza mura) non basterebbe suonare e dire che si è disposti a pagare tot euri per tot lezioni.

ci vuole che l'aspirante riconosca nel maestro o nell'istruttore Shiva (chiamalo come vuoi)
o il suo riflesso.

e non è una cosa da comprendere con la mente.

si possono usare i pensieri e le parole più belli del mondo, ma se non si apre il cuore non c'è maestro e insegnamento che tenga.

ciò che dici riguardo al mettersi a disposizione di chi non ha soldi per frequentare certi corsi è molto bello e giusto, ma non riguarda assolutamente l'insegnamento tradizionale.

l'unica possibilità che si ha di avere accesso alla conoscenza tradizionale è il riconoscimento della luce di shiva( chiamalo come vuoi, da queste parti a volte lo si chiama Tao).

è l'allievo che impara e non il maestro che insegna.

il maestro spesso (o sempre?)non ha nessuna coscienza di insegnare.

semplicemente E'.

bastasse pagare il mondo sarebbe pieno di illuminati.

il problema è che per riconoscere nel maestro la luce di Shiva occorre cominciare un processo di rinuncia al proprio piccolo ego.

e , seppure sia possibile farlo da soli, è improbabile innescare quel processo senza un aiuto esterno.

scrivere "un occidentale come me che crea lo yoga" è frase che potrebbe suscitare ore di risate in alcuni.

ma che evidentemente ha un suo senso.

dal punto di vista di paolo, parziale ovviamente, puoi stare a fiore di loto ed in equilibrio sul dito mignolo della mano sinistra per giorni, ma se sei France, occidentale che crea lo yoga non sarà yoga.

per fare yoga devi essere il nataraja, se no sarebbe più esatto chiamarla ginnastica.

una ginnastica salutare, certo, e consigliabile a quasi tutti.

una ginnastica per , come si legge nelle pubblicità, rilassare il corpo e la mente, migliorare i rapporti con gli altri e le prestazioni sessuali proprie e del partner.

vuoi imparare questa ginnastica?
è giusto che paghi.
vuoi insegnare questa ginnastica perchè ti senti qualificata ad insegnarla?
è giusto che ti fai pagare.

ma non ci sono dei soldi con i quali puoi far aprire la porta del cuore spirituale.

meglio spenderli in pizza e fichi.


un abbraccio.
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Messaggioda pushan » 29 febbraio 2008, 8:46

malcolm ha scritto:credo che una scuola possa insengarti, forse, tante cose, se sei in grado di recepirle;
ma, haimè, non possa trasmetterti nulla.

credo altresì che il cuore sia a destra e che lo si possa comprendere solo dimenticando tutto e ascoltando il proprio Sè che ivi dimora.

un abbraccio
uno che frequenta una scuola e anela a dissolversi in un bagno caldo...


ti consiglio un bagno schiuma al cioccolato bianco e sandalo, è una splendida dissolvenza per quel me/io che si agita come un uccellino tra le fronde. A volte sembra perfino un po' spaventato da tutti quegli animali feroci che ringhiano girando intorno al tronco....
Dovrei però chiederti un approfondimento sul "dimenticando tutto", tutto cosa?
:mrgreen:
ciao
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Messaggioda gb » 29 febbraio 2008, 9:53

Tra l'altro france, ti sei concentrata solo su un punto delle "tue" citazioni, e anche questo è indicativo.

Ho riportato quelle tue frasi perchè in ognuna di esse traspare un qualcosa che anni di pratica yogica avrebbero dovuto, in parte più o meno ingente, dissolvere, ma che invece sembra (e sottolineo sembra) essere ben presente e saldo, ben ancorato, con tutte le sue tattiche e strategie, con tutta la sua esistenza, la sua "vita" che da un certo punto di vista è anch'essa miracolo.

Rileggi le tue citazioni: lo vedi?

La mia è solo un'ipotesi di lavoro, tra parentesi.
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Messaggioda france » 29 febbraio 2008, 9:56

Paolo proietti ha scritto:penso che " un occidentale come me che crea lo yoga" può essere interpretato in varie maniere.

vediamo di capirci, perchè il problema è intendersi, e non ci vuole poi molto, è sufficiente un pochino di buona volontà.

cominciamo dal discorso dell'istruttore di yoga.

ckstar è un bravo insegnante di yoga.
non ha il diploma di nessuna federazione.

lo è suo malgrado in un certo senso.

tu pensi che non sia giusto che ckstar insegni yoga?

non credo.

la scuola come istituzione ha uno scopo per così dire burocratico.

se paghi ti danno un diploma e con quello sei autorizzato ad insegnare.

ciò non vuol dire che non ci siano insegnanti seri e preparati con tanto di diploma, figuriamoci.

questo è ciò che vale anche nella danza.

nella scherma.

nel body building.

giuseppe Garibaldi era uno dei più grandi schermitori della sua epoca e non aveva fatto nemmeno una lezione di scherma in vita sua.

concordi sul fatto che le abilità e l'attitudine non dipendano da un diploma?

penso di si.

c'è però da dire che , lavorando sul corpo, c'è il rischio di trovarsi davanti degli istruttori improvvisati, con scarse conoscenze anatomiche, che possono danneggiare per sempre una persona.

il discorsodella necessità di frequentare dei corsi in qualche maniera istituzionali è una garanzia in tal senso.

è più facile farsi male studiando con un cretino improvvisato che si inventa un suo yoga (cubalibre yoga per esempio) che un insegnante diploma alla federazione europea.

penso che tu possa concordare anche su questo.

ma qui stiamo parlando della disciplina psicofisica chiamata yoga.

simile, nelle finalità, alla ginnastica dolce, a certe tecniche marziali, allo streching ad un certo tipo di danza.

lavoro nel campo del teatro e dalla danza e ti assicuro che il lavoro sulle energie sottili, sui centri (a volte si chiamano chakra anche nella danza) sul respiro è moltissimo similissimo.

gli scambi di idee e nozioni tra oriente ed occidente sono sempre stati molto più intensi di quanto crediamo.

lo svedese Ling per esempio creò la ginnastica medica sulla base dei resoconti fatti dalla Cina dai padri gesuiti e di un'esperienza personale: la guarigione di una paresi al braccio grazie alla pratica della scherma.

trovare i dettagli di certi suoi esercizi paro paro nei libri di maestri indiani come Ijengar e la figlia Gita può sorprendere chi non conosce la storia delle tecniche corporee, ma è spiegabilissimo.


ora quando Govinda ed altri parlano di yoga si riferiscono in realtà alla filosofia realizzativa.

da un certo punto di vista Platone è molto più yogi del maestro De Rose o di Van lisbeth.

l'insegnamento dello yoga inteso come filosofia realizzativa non dipende dalle nozioni accumulate o dalle conoscenze anatomiche, ma dalla qualificazione dell'aspirante allievo.

l'allievo non mette sul piatto della bilancia dei soldi ma il cuore.

ma non si tratta mica del cuore che pompa sangue.

e nemmeno di una serie di tendenze romantiche e sdolcinate.

si tratta del cuore spirituale sede del vero Sé.

anche se vi fosse una scuola vera con i muri e le porte (la tradizione è senza nome e la scuola senza mura) non basterebbe suonare e dire che si è disposti a pagare tot euri per tot lezioni.

ci vuole che l'aspirante riconosca nel maestro o nell'istruttore Shiva (chiamalo come vuoi)
o il suo riflesso.

e non è una cosa da comprendere con la mente.

si possono usare i pensieri e le parole più belli del mondo, ma se non si apre il cuore non c'è maestro e insegnamento che tenga.

ciò che dici riguardo al mettersi a disposizione di chi non ha soldi per frequentare certi corsi è molto bello e giusto, ma non riguarda assolutamente l'insegnamento tradizionale.

l'unica possibilità che si ha di avere accesso alla conoscenza tradizionale è il riconoscimento della luce di shiva( chiamalo come vuoi, da queste parti a volte lo si chiama Tao).

è l'allievo che impara e non il maestro che insegna.

il maestro spesso (o sempre?)non ha nessuna coscienza di insegnare.

semplicemente E'.

bastasse pagare il mondo sarebbe pieno di illuminati.

il problema è che per riconoscere nel maestro la luce di Shiva occorre cominciare un processo di rinuncia al proprio piccolo ego.

e , seppure sia possibile farlo da soli, è improbabile innescare quel processo senza un aiuto esterno.

scrivere "un occidentale come me che crea lo yoga" è frase che potrebbe suscitare ore di risate in alcuni.

ma che evidentemente ha un suo senso.

dal punto di vista di paolo, parziale ovviamente, puoi stare a fiore di loto ed in equilibrio sul dito mignolo della mano sinistra per giorni, ma se sei France, occidentale che crea lo yoga non sarà yoga.

per fare yoga devi essere il nataraja, se no sarebbe più esatto chiamarla ginnastica.

una ginnastica salutare, certo, e consigliabile a quasi tutti.

una ginnastica per , come si legge nelle pubblicità, rilassare il corpo e la mente, migliorare i rapporti con gli altri e le prestazioni sessuali proprie e del partner.

vuoi imparare questa ginnastica?
è giusto che paghi.
vuoi insegnare questa ginnastica perchè ti senti qualificata ad insegnarla?
è giusto che ti fai pagare.

ma non ci sono dei soldi con i quali puoi far aprire la porta del cuore spirituale.

meglio spenderli in pizza e fichi.


un abbraccio.
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"ma qui stiamo parlando della disciplina psicofisica chiamata yoga"

Ecco Paolo, per me è qui il punto: non c'è nessuna disciplina psicofisica chiamata yoga.
Un'asana può essere un sigillo che crea un buco nella realtà. Lo yoga non è mai ginnastica, come dici con un certo disprezzo.
La pratica dello yoga porta alla percezione del corpo sottile, questo non c'è bisogno di essere il nataraja per capirlo, basta la signora in fuseaux della palestra sotto casa.
E questo non è forse un primo passo verso la comprensione di un' origine?

E' proprio il bello dello yoga, il fatto di amare il corpo incondizionatamente, e di scegliere di partire dal corpo come base per una filosofia realizzativa, e quindi mi sembra strano voler riproporre a tutti i costi la dicotomia ginnastica-spirito, come se si parlasse sempre di cattolicesimo.
Chi decide di dedicarsi allo yoga perciò, può liberamente soffermarsi sullo studio, sia di anatomia applicata allo yoga, sia di filosofia, e se da quello non verrà l'illuminazione, comunque sarà un passo verso lo yoga. E d'altra parte, se si è in cerca unicamente di realizzarsi spiritualmente, tanto vale approfondire il cristianesimo, che almeno è più coerente con le nostre radici.
Del resto per aprire la porta del cuore non serve per forza una chiave indiana, sai?
Per il resto, credo che l'insegnamento, o la trasmissione, una volta che si sia costruito un proprio pensiero coerente sullo yoga, sia un destino, perciò ckstar ha tutto il diritto, e il dovere di insegnare, proprio come garibaldi.
ciao e grazie per il tuo lungo messaggio.

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Messaggioda pushan » 29 febbraio 2008, 10:05

france ha scritto:"ma qui stiamo parlando della disciplina psicofisica chiamata yoga"

Ecco Paolo, per me è qui il punto: non c'è nessuna disciplina psicofisica chiamata yoga.
Un'asana può essere un sigillo che crea un buco nella realtà. Lo yoga non è mai ginnastica, come dici con un certo disprezzo.
La pratica dello yoga porta alla percezione del corpo sottile, questo non c'è bisogno di essere il nataraja per capirlo, basta la signora in fuseaux della palestra sotto casa.
E questo non è forse un primo passo verso la comprensione di un' origine?

E' proprio il bello dello yoga, il fatto di amare il corpo incondizionatamente, e di scegliere di partire dal corpo come base per una filosofia realizzativa, e quindi mi sembra strano voler riproporre a tutti i costi la dicotomia ginnastica-spirito, come se si parlasse sempre di cattolicesimo.
Chi decide di dedicarsi allo yoga perciò, può liberamente soffermarsi sullo studio, sia di anatomia applicata allo yoga, sia di filosofia, e se da quello non verrà l'illuminazione, comunque sarà un passo verso lo yoga. E d'altra parte, se si è in cerca unicamente di realizzarsi spiritualmente, tanto vale approfondire il cristianesimo, che almeno è più coerente con le nostre radici.
Del resto per aprire la porta del cuore non serve per forza una chiave indiana, sai?
Per il resto, credo che l'insegnamento, o la trasmissione, una volta che si sia costruito un proprio pensiero coerente sullo yoga, sia un destino, perciò ckstar ha tutto il diritto, e il dovere di insegnare, proprio come garibaldi.
ciao e grazie per il tuo lungo messaggio.


una riflessione:
la mentalità di tipo occidentale tritura ogni impulso e ogni ragionamento che diverge dal proprio per trasformare tutto in carburante per mandare avanti la propria "macchina pensante", per "andare avanti" nella propria direzione e per consolidare le proprie certezze e credenze.
La mentalità orientale, da non copiare, ma da osservare e valutare in rapporto alla nostra, insegna a lasciare andare, a farsi vuoti, a lasciarsi riempire dall'ideale (se l'ideale è lo yoga, l'unione, è ottimo), a comprendere in profondità i ragionamenti altrui, a imparare a sentirsi ignoranti, ad avere qualche incertezza, qualche dubbio in più sulle proprie idee e sul proprio sentire, non essere troppo didattici ma oltremodo flessibili, come canne ondeggianti nel vento (la canna deve essere vuota per trasformarsi in flauto).

Da una posizione equanime entrambe le tendenze dovrebbero essere osservate per fare di noi persone davvero libere e creative.
ciao
pushan


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