Phuro! il mantra della quinta dimensione

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Paolo proietti
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Phuro! il mantra della quinta dimensione

Messaggioda Paolo proietti » 26 settembre 2014, 18:54

PHURO! IL MANTRA DELLA QUINTA DIMENSIONE


"Non limitarti a praticare l'Arte: scardinane i segreti.
Solo così otterrai la conoscenza per sfiorare il divino".
Ludwig van Beethoven

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Devi scardinare i segreti dell'Arte per avvicinarti al divino, dice Beethovan.
Strano verbo scardinare, mi faceva notare Andrea Pagano,
I segreti di solito, si svelano, si sussurrano, si confidano.
Scardinare ha qualcosa di violento, di innaturale, quasi.
Mi ha mostrato anche una foto, Andrea, rappresenta gli antichi ideogrammi cinesi per Musica e per Medicina.
Nel primo sembra di riconoscere un uomo che suona due tamburelli, immagine che torna identica nel secondo, con l'aggiunta di due tridenti con la punta in alto:

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Interessante, vero?
Sembra quasi che per i cinesi la medicina derivi dalla musica. anzi sia la musica con un qualcosa che conduce verso l'alto.
O magari volevano intendere che la Medicina è Musica con un attenzione particolare rivolta verso il divino.
Chissà.
Appena ho letto la frase di beethoveen sullo Scardinare i segreti mi è venuto in mente il Phuro mantra della tradizione Nath.
I Phuro sono Mantra "violenti", immediatamente realizzativi.
Anzi Phuro (o Furo!) è di per se un mantra realizzativo,
Babaji di Haidhakhan lo recitava spesso.
Il Phuro mantra più potente, a detta dell'Acharya Sri Shastrji Vishnu Datt Mishra, è Pinda Kacha Shabda Sacha.
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Tutto l'insegnamento del Santhana Dharma, la "Filosofia perenne" che sta alla base dello Yoga, sarebbe racchiuso in queste quattro parole che solitamente vengono tradotte così:
"il corpo è perituro, il Verbo è eterno".
L'insegnamento è chiaro, ed in linea con ciò che dicono le maggiori religioni e tradizioni filosofiche.
Ma perché dovrebbe essere un mantra immediatamente realizzativo? Un mantra cioè che ha un effetto immediato sul corpo, la psiche e la percezione della realtà? "Polvere eri e polvere ritornerai", "ricordati che devi morire", "il corpo è Impermanenza".... conosco centinaia di persone che leggono, scrivono e dicono cose simili, ma nessuna di loro mi ha mai parlato di modificazioni della realtà percepita, del corpo o della mente ottenute grazie a quelle parole.
Magari, ho pensato, il mantra ha anche altri significati e, magari tra virgolette, ha delle"valenze operative" più o meno nascoste.
Ho cercato, per gioco, di tradurre da solo, cosa meno facile di ciò che sembra perché quando si parla di Nath non si capisce mai se le parole siano scritte e recitate in sanscrito, in hindi, o in qualche strano dialetto del Rajastan e dell'Himalaya.
Cominciamo con पिण्ड piṇḍa che in sanscrito significa:
denso, compatto e per analogia, indica la materia, l'uovo, la carne e il corpo fisico.
Quindi Corpo come traduzione ci sta.
Però nello yoga vuol dire anche potere, è un suono particolare e a quanto so in alcune scuole, come ad esempio la via di Sai Baba di Shirdi e di Guru Nanak, Sant Mat o Surat Shabda Yoga indica anche l'insieme dei sei chakra e le divinità che li "governano": Ganesha, Giallo, al primo chakra, Brahma, Blu al secondo, Vishnu Blu al terzo, Shiva Bianco Lunare al cuore, e Paramatman al punto in mezzo alla fronte (NB:le divinità associate ai chakra mutano a seconda delle scuole, ma in questo momento penso non sia importante mettere l'accento sulle differenze).
La seconda parola dovrebbe essere कच kaca che in sanscrito significa cicatrice, "orlo di un vestito", nuvola e suona simile alla parola Hindi कचरा kachara che significa immondizia.
Ho trovato anche खचर khacara che in sanscrito definisce tutto ciò che è aereo, volatile, impalpabile (le nuvole, le fate, gli spiriti dell'aria, il vento, il librarsi in volo).
Per ciò che riguarda शब्द śabda, che viene tradotto con "Verbo", so che, a prescindere dal significato letterale, è la "stoffa con cui sono fatti i suoni", la radice di tutte le vibrazioni, Il suono sacro ॐ non udibile, nello stato, cioè, che precede la manifestazione.
L'ultima parola è Sacha e sviscerare tutti i suoi significati può essere assai interessante.
Potrebbe essere legato al sanscrito शाश्वत śāśvata, traducibile con perpetuo, eterno, ma è anche:
un luogo fisico (la valle montana di Sacha, in Pakistan), un lignaggio shaiva (shivaita), uno dei nomi con cui viene chiamato Shiva (sacha o Sachi) e, secondo me, è anche, una trascrizione non correttissima della parola सच्चा sachcha che vuole dire puro, genuino, autentico.
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Nel Surat Shabda Yoga Sach Khand è "LA VERA CASA", la dimora dell'essere supremo, raggiunta la quale l'anima individuale "si discioglie in Dio come una goccia nell'oceano".
Ricapitoliamo un po':
1)Babaji di Haidhakhan ripeteva spesso "PHURO!" parola che è sia un mantra sia una categoria di mantra in grado, si dice, di modificare immediatamente Corpo Parola e Mente.
2)Il Phuro Mantra per eccellenza, essenza del Sanathana Dharma o Filosofia Perenne" sarebbe Pinda Kacha Shabda Sacha, che viene tradotto con "il corpo è perituro, il Verbo è immortale".
3)Per gioco ho cercato delle interpretazioni diverse, cercando i significati delle singole parole e mi sono imbattutto nel "Sant Mat"o "Via dei Santi" o "Surat Shabda Yoga" lo yoga di Sai Baba di Shirdi e di Guru Nanak basato sulla legge della vibrazione universale,
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Nel Surat Shabda Yoga si parla di nove dimensioni di esistenza, ognuna delle quali caratterizzata da una luce e da un suono, particolare, che rappresentano nove tappe del viaggio verso la conoscenza assoluta..
Nella prima dimensione, o livello, chiamato Pinda, troviamo l'essere umano inteso come Corpo, Parola e Mente, l'insieme di corpo fisico e corpo sottile, con i sei chakra maggiori (perineo, genitali, ombelico, cuore, gola, punto tra le sopracciglia) che corrispondono ciascuno ad una delle note della scala indiana (SA-RE-GA-MA-PA-DHA-NI) e, mi pare, al canto di un animale (Pavone, Toro, Capra, Colomba, Cuculo, Cavallo, Elefante).
La seconda dimensione (la prima spirituale) è Anda, il piano astrale corrispondente al "Chakra dei Mille Petali": è il regno dei Cieli, delle Stelle, e delle Lune,in cui risuonano Campane e Conchiglie.
La terza dimensione è Brahmanda, o Trikuti, "residenza della Mente", luogo del Sole nascente (Luce Rossa) e delle montagne dorate (Meru, Kailash...) e qui si odnoo invece tamburi e rombi di tuono.
La quarta dimensione è Daswan Swar, il regno di Parabrahman, luminoso più di mille lune e corrisponde all Amritsar o Mansarovar, il Lago di Shiva, dove i risuonano gli strumenti a corda, il Sarangi e il Sitar.
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Qui spesso si interrompe (così mi pare dica Babaji) il cammino degli Yogin, anche dei più grandi, perché si accede al Tibar Khand o Maha Sunna il regno di Maha Kaal, il "Terribile Guardiano della Porta".
Maha Sunna è il luogo del " VUOTO NERO" e del Silenzio, la dimora delle tenebre. La "Ruota di Maha Kaal" schiaccia tutte le anime, anche le più nobili, e, le rispedisce nel Samsara, la Catena delle rinascite.
Maha kaal è terribile, mangia tutti, dice ancora Babaji, ma è anche un maestro: solo lui può dare le istruzioni necessario per accedere alle dimensioni superiori. istruzioni che non possono essere né dette né scritte.
Al di là dell'Inferno Silenzioso si accede al Regno celeste vero e proprio.
Siamo nella quinta dimensione ( il quarto piano spirituale) detta Bhanwar Gupha o "Caverna Vorticosa". Qui l'anima ascolta quattro diverse melodie suonate da flauti invisibili ed ha la visione di cinque universi a forma d'uovo, ognuno di un colore diverso, rette da quattro diverse divinità.
E' in Bhanwar Gupha che si realizza veramente l'identità dell'essenza "umana" e dell'essenza divina.
La sesta dimensione (quinto piano spirituale) è Sach Khand, la vera dimora di Shiva,. La musica predominante è quella del Titti, una specie di cornamusa, e del Vina lo strumento a corde con il quale è tradizionalmente rappresentata Sarasvati, della della Musica e della Conoscenza.
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Questo è il luogo del Nirvana, ma il viaggio dell'anima, a quanto pare non si è ancora concluso, ci sono altre tre dimensioni, chiamate Alakh o regno del Primo Suono (Adi Shabda), Agam, il regno del "Suono senza Suono" e Anami, letteralmente Il Senza Nome, il "REGNO DELLA MERAVIGLIA".....
Interessante, vero?
Per me il mantra di Babaji,.a questo punto, assume un significato un pochino diverso:
Pinda Kacha Shabda Sacha.
Il corpo fisico (corpo, parola, mente) del praticante (PINDA) per raggiungere la "Vera casa (SACHA) deve volare, viaggiare attraverso le dimensioni (KACHA) seguendo la musica/vibrazione (SHABDA).
Chissà, forse viaggio troppo con la fantasia. mi pare, addirittura, che anche i due ideogrammi cinesi e la frase di Beethovan che mi ha segnalato il mio amico Andrea, suggeriscano un percorso identico, un viaggio verso il divino ("medicina= guarigione dell'Anima") attraverso la Vibrazione, se si cercano le coincidenze, i segni divini e le analogie si finisce, ahimé, per trovarli dappertutto, la verità non dipende mai dalle cose, ma da chi le osserva.
PHURO!


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Messaggioda Toki » 26 settembre 2014, 22:11

Sul sito dell' Ashram di Cisternino

http://www.bholebaba.org

ci sono molti insegnamenti di Babaji. (a proposito, grazie per avermi ispirato a informarmi un pochino su questo personaggio così misterioso... anche se è agli antipodi chissà che non vada a curiosare all' Ashram prima o poi)

Ne copincollo alcuni relativi al mantra "Furo"...

104. IL CONCETTO DI “VIOLENZA”
Il Mio obiettivo è ora quello di far sì che la capra e il leone bevano dalla stessa sorgente
Nel nome del Signore: ‘FURO!’ Siate ispirati! Questo è un mantra completo. Il Signore vi dice: il corpo materiale è mortale, il Verbo è eterno. Vi ho parlato di frequente. Siate ispirati!
Il problema che affligge l’universo è unico e questo problema ora sta di fronte a me. Non è solo il problema di una casta o di un credo, ma di tutti gli esseri viventi della creazione. È il problema di 9.400.000 specie di esseri senzienti e non solo il problema degli esseri senzienti,
ma anche di quelli non senzienti. Il Mio obiettivo ora è di far sì che la capra e il leone bevano dalla stessa sorgente. Il concetto di ‘violenza’ deve essere capito nel modo seguente: coloro che sono non-­‐violenti, non devono aver parte nella violenza. Per amore del Signore Ram, voglio stabilire la pace nel mondo. FURO! Questa parola ispiratrice porterà la pace nel mondo. Furo è in se stesso un mantra completo. Ishvarovacha: così dice il Signore.
Parole di Babaji al darshan serale. Herakhan, 21 agosto 1983
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Messaggioda Toki » 26 settembre 2014, 22:12

109. FURO – “Siate ispirati”
Per amore del Signore Ram, la cerimonia dello yajna è stata completata. Questa cerimonia religiosa è stata compiuta per il beneficio di tutta l’umanità. Da quando Mahaprabhuji è apparso, tutto ciò che ha fatto è stato per il beneficio degli uomini. Il mantra Furo: ‘siate ispirati’, è stato creato per amore della salvezza degli uomini. La lettura dell’Herakhandi Saptasati è stata organizzata col solo scopo di servire l’universo. Un giorno le cerimonie religiose che si svolgeranno qui attrarranno tali file, che raggiungeranno Barelly, Rampur e Bowali. La gente correrà per venire qui, anche i più ricchi. Il fatto è che ogni cosa in questo mondo è transitoria, non reale. La vera realtà è procedere sul sentiero della verità, conservare la compagnia di persone sante e servire gli uomini. Il fatto è: ‘Furo! Questo mondo è transitorio.
Parole di Babaji ripetute da Shastriji dopo lo yajna. Herakhan, 31 agosto 1983
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Messaggioda Toki » 26 settembre 2014, 22:21

Questo è un po' più lungo ma interessante, viene spiegato il senso di "Furo" e "Pinda Kacha Shabda Sacha" verso la fine...

101. LE PAROLE CHE ISPIRANO SONO ETERNE – Quello che vi dico sono tutti ‘furo mantra’, mantra per essere ispirati
A partire da domani mattina avrà luogo al dhuni la ripetizione dell’Herakhandi Saptasati per mille volte, tutti devono partecipare al mattino e alla sera.
Come andate al tempio, così dovete venire a meditare e fare japa al dhuni. Nonostante questo la massima importanza deve però essere data al Karma yoga; senza Karma yoga non è possibile progredire nella vita. Lavorare è necessario, non solo per il progresso materiale, ma anche per la perfezione spirituale. Considero un uomo inattivo come se fosse morto. Potete avanzare nella vita soltanto attraverso il Karma yoga, perché il vostro cuore si purificherà e i vostri pensieri saranno positivi. Il lavoro è anche di beneficio per la vostra salute, dormirete bene e avrete un buon appetito. Un uomo che ha buon appetito e che dorme bene è sempre sano, e con la salute può realizzare qualsiasi cosa nella vita. Vi ho già detto prima che ci sono molti tipi diversi di yoga, ma senza Karma yoga non è possibile progredire. Il Karma yoga è di suprema importanza e deve venire per primo, poi si possono praticare anche altri yoga. Nel nome del Signore Ram avanzate e progredite attraverso il Karma yoga. Fin dal tempo del Signore Ram e del Signore Krishna sono comparse molte scritture sacre; tutte descrivono il significato del Karma yoga e ne insegnano la grandezza. Anche Cristo era un karma yogi e fu crocifisso dal karma. Cristo non ha mai accettato l’inazione. Anche il profeta Maometto seguì la via del Karma yoga, come tutti gli altri grandi. Furo! Siate ispirati! Il Karma yoga vi insegna a condurre una vita di verità; soltanto il lavoro può trasformare il mondo. L’inazione è la causa del dolore, di tutti di problemi. Nel nome del Signore Ram tutti i grandi politici fecero la Rivoluzione attraverso il karma; qualsiasi cosa realizzarono, lo fecero attraverso un’azione concentrata, facendo tremare il mondo con l’impatto della loro azione, cambiando il mondo. Il karma è supremo, sia per scopi buoni che cattivi; il Karma yoga dà risultati immediati.
In tutti questi anni non è mai stata fatta pubblicità su quello che sta succedendo qui, eppure attraverso il potere del karma, l’intero mondo, l’intera creazione corrono qui, come spinti da una grande bufera.
Vi ho ripetuto molte volte che il Karma yoga è supremo e attraverso di esso porterò la Rivoluzione nel mondo. Vi ho anche ripetuto molte volte Furo! Siate ispirati!
La Rivoluzione annienterà gli alberi e le foglie del mondo come risultato della distruzione nucleare. Vi ho insegnato questa lezione del Karma yoga molte volte, cercate di avanzare attraverso il karma e attraverso qualsiasi mezzo.
Tutto sarà compiuto. Concentrate l’energia, conservatela, non sprecatela, usatela solo quando è necessario.
Risvegliatevi! Sorgete! Andate dai saggi e ottenete la conoscenza! Realizzate il Sè. Abbiate una ferma determinazione e, pienamente concentrati, raggiungete la vostra meta. Ogni cosa è presente in questo mondo, ma gli sfortunati, coloro senza karma non ottengono niente. Quello che vi dico sono tutti ‘Furo mantra’, mantra per essere ispirati. Nel nome del Signore Ram, il corpo fisico se ne andrà, è perituro, ma le parole che ispirano sono eterne.
Parole di Babaji durante il darshan serale. Herakhan, 17 agosto 1983
Lo Yoga è l'arte di comprendere i paradossi.

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Messaggioda Paolo proietti » 29 settembre 2014, 10:54

L'UNIVERSO MUSICALE - I SUONI INTERIORI
"Kamalo, da dove e per quale potere si poté creare un canto così bello?
Né lo Yoga né il Tapas avrebbero potuto creare un canto di così buon auspicio [...];
è per la grazia di Samba Sada Shiva che si vede una luce dove neppure il sole può arrivare[...].
Si può andare facilmente ovunque, ma è molto difficile raggiungere questo luogo, dove Mahakaal è il Guardiano della Porta".
Babaji di Haidhakhan - "Gorakhvani".


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L'universo del Sanathana Dharma (la "Filosofia perenne" che sta alla base dello Yoga) è un universo pluridimensionale,
C'è una dimensione fisica, grossolana [che corrisponde al nostro stato di veglia, e sul piano sottile ai sei chakra principali (perineo, genitali, ombelico, cuore, gola, punto tra le sopracciglia)] e una serie di dimensioni più sottili (8, in genere) sperimentabili dallo yogin dopo la "apertura del chakra dei mille petali", cporta d'accesso alla seconda dimensione, o prima dimensione spirituale.
Le dimensioni sono viste come luoghi diversi( लोक loka, che vuol dire "stanza", "paese" o खण्ड् khaṇḍ, porzione, frazione, continente) in cui regna una diversa forma della divinità, o पुरुष puruṣa,
Per giungere prima a disciogliersi e poi a riconoscersi in identità con il divino, l'anima dello yogin deve passare da una dimensione all'altra, sperimentando i diversi suoni e le diverse Luci/colori che caratterizzano i vari luoghi.


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Haidakhandeshwari Mataji




La manifestazione nasce da un suono originario da cui, a cascata, discenderebbero le note (svara) e le lettere dell'alfabeto sanscrito.
Le singole note e/o sillabe unendosi in frasi costituirebbero i vari mondi e i vari esseri viventi, sia quelli percettibili che quelli non percettibili a livello ordinario.
Nel viaggio a ritroso verso l'Assoluto, lo yogin, tramite una serie di modificazioni della mente (Mente/Parola/Corpo per essere precisi) chiamate समाधि samādhi, sale di piano in piano, di gradino in gradino, seguendo una particolare "corrente vibrazionale" che, a seconda delle proprie tendenze e delle tecniche che utilizza, percepirà come una serie di diversi "flussi".
I flussi principali sono rappresentati dai bija mantra aiṃ - śrīṃ . hrīṃ:

1) corrente sonora (la Grande madre "Silenzio" corrispondente a Sarasvati, dea della Conoscenza e della Musica, bija mantra aiṃ).

2) Corrente luminosa (la Grande Madre "Luce", Lakhsmi dea della Gioia e della Prosperità, bija mantra śrīṃ).

3) Corrente del vuoto (la Grande "Madre Vuoto", Durga/Uma, la Dea "difficile da Conoscere, bija mantra hrīṃ)



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Il viaggio a ritroso parte dalla dimensione terrena detta Pinda e arriva sino al regno senza nome, Anami, passando per 7 tappe intermedie, ognuna delle quali è caratterizzata da suoni e luci/colori particolari.
Il praticante si accorge del momento di passaggio dal mutare del suono interiore, un suono non collegato al respiro né al battito cardiaco, che sembra provenire dall'interno e che si percepisce, allo stato ordinario, semplicemente tappando le orecchie.

Cominciamo dal corpo fisico:
nella yoga si parla di cinque guaine, o कोश kośa, legate a diversi livelli coscienziali.
La prima è la guaina del corpo di carne ed ossa.,
Il raggiungimento della piena consapevolezza di questa "guaina" dovrebbe corrispondere ad un suono simile al rombo del tuono.
Il secondo suono (guaina delle energie) dovrebbe ricordare il rumore delle onde del mare.
Il terzo suono (guaina mentale) è (dovrebbe essere) simile al tintinnio delle campane.
Il quarto suono (guaina dell'intuito sovraconscio) è simile allo scorrere dell'acqua di un ruscello.
il quinto suono, simile al suono del flauto, avverte il praticante dell'entrata nella prima dimensione spirituale, legata alla cosiddetta "guaina della beatitudine" e a quella che alcuni definiscono "apertura del chakra dei mille petali".
Il sesto suono (seconda dimensione spirituale, detta Trikuti o Brahmanda, dovrebbe ricordare un vento potente.
Il settimo suono ( che ci avverte dell'entrata nella terza dimensione spirituale, detta Daswan Swar) è simile al ronzio delle api, o al frinire di grilli e cicale..
A questo punto l'anima, nel suo viaggio a ritroso verso la "Sorgente Divina, si ritrova al cospetto di Mahakaal, il Guardiano della Porta".
Il Regno di Mahakaal è il Deserto Silenzioso, o il Paese del Vuoto Nero".
Non c'è nessun suono, nel Regno di Mahakaal, nè alcun stimolo visivo. Bisogna solo aspettare, tentando di sopravvivere all'angoscia ed al terrore.
I pochi riescono a superare il Regno del Silenzio,sentono un suono paradisiaco (è il caso di dirlo....) di mille e mille strumenti a corda: è il segnale dell'accesso a Bhanwar Gupha, la "caverna roteante".


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Quindi a grandi linee, per il Sanathana Dharma, il nostro è Universo Musicale, formato da diversi piani, o sfere come direbbe Pitagorica, corrispondenti a diversi livelli vibrazionali.
C'è un centro, una sorgente da cui le vibrazioni hanno origine.
Più ci si allontana dal centro e meno alta è la frequenza delle vibrazioni.
Lo yogin attraverso la pratica del Samadhi può seguire compiere un viaggio a ritroso verso la sorgente, passando di piano in piano.
Ogni piano è caratterizzato da suoni e da luci/colori particolari percepiti, se si può dire così, all'esterno.
Inoltre, in ogni "passaggio di stato", il praticante percepisce suoni interiori (ed effetti luminosi) particolari) che lo informano del livello coscienziale raggiunto.

1) Piano fisico, sei chakra - PINDA - suoni interiori: TUONO, ONDE DEL MARE, CAMPANELLI, ACQUA CHE SCORRE.
2) primo livello spirituale, chakra dei Mille Petali - ANDA - suono interiore: FLAUTO; suono "esterno": CAMPANE E CONCHIGLIE.
3) Secondo livello spirituale - TRIKUTI (le tre montagne dorate) - suono interiore: VENTO; suono "esterno": TUONI E TAMBURI.
4) Terzo livello spirituale - DASWAN SWAR (Il lago di nettare) - suono interiore: ronzio di api e frinire di grilli e cicale; suono "esterno": Sarangi (violino) e Sitar (Liuto).
5) MAHA SUNNA - Deserto Silenzioso.
6)Quarto livello spirituale - BHANWAR GUPHA - suono interiore: melodie di strumenti a corda; suono "esterno": melodie di Bansuri (Flauti).
7)Quinto livello spirituale - SACH KHAND - musica del Vīṇā (liuto) e del Titti (cornamusa).

Ci sono poi ( PHURO!) altre tre dimensioni, chiamate Alakh o regno del Primo Suono (Adi Shabda), Agam, il regno del "Suono senza Suono" e Anami, letteralmente Il Senza Nome, il "REGNO DELLA MERAVIGLIA cui corrisponderebbero il Suono originario (HU secondo alcuni, HUM od OM secondo altri) e il "vero nome di Dio".


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Mi rendo conto che se non si sono mai sperimentati i suoni interiori, ciò che ho scritto apparirà come una bizzarra teoria o come un divertente, fino a un certo punto, gioco della mente.
Ma sono sicuro che andando a rileggere le parole di maestri indiani come Babaji, Sai Baba o Ramana Maharishi alla luce dell'insegnamento del Sant Mat (Surat Shabda yoga) potremmo, forse, fare delle scoperte interessanti.



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Riprendo il testo del Gorakhvani, J.Amba edizioni, pag. 49 e seguenti dell'edizione italiana senza aggiungere commenti, limitandomi a ricordare che:
1)Mahakal è il Guardiano di Maha Sunna, regno del vuoto, del silenzio e dell'oscurità,
2) Maha Sunna è l'ostacolo da superare per giungere a Bhanwar Gupha, dove lo yogin vede cinque universi dai colori diversi,
3) Oltre Bhanwar Gupha, c'è Sach khand, la vera dimora di Shiva in cui si ascolta il suono della vina

"[...]Guarda attentamente la ruota di Mahakal e le sue strane vie.
Al Signore della Morte non importa della bellezza, della vecchiaia, né della giovinezza o dell'infanzia.
Lui gira la sua ruota e distrugge tutti.[...] Ma quello vicino al centro viene risparmiato.
[...]Chiunque conquista il sonno conquista Mahakal.
[...] Shri Narad è venuto sul palco con la sua vina a cantare per Gorakh.
[...]Guarda Kamalo[...] Per la mia grazia Kamalo.Ora guarda i colori di tutti.
[...]Kamalo, da dove e per quale potere si poté creare un canto così bello?
Né lo Yoga né il Tapas avrebbero potuto creare un canto di così buon auspicio [...]
[...]E' per la grazia di Samba Sada Shiva che si vede una luce dove neppure il sole può arrivare[...].
Si può andare facilmente ovunque, ma è molto difficile raggiungere questo luogo, dove Mahakaal è il Guardiano della Porta".
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